Daesh

Difesa, Prima Parthica: la prima volta degli Eurofighter nella Coalizione anti Daesh

“Per la prima volta i caccia Eurofighter impegnati in missioni di ricognizione a supporto della coalizione contro il terrorismo, scrive lo stato maggiore della Difesa in un comunicato stampa di oggi, 27 marzo.

Più in dettaglio si apprende che nella tarda mattinata di ieri, mercoledì 26 marzo, presso la base di Ahmed Al Jaber, il generale di squadra aerea Ferdinando Giancotti, Comandante della Squadra Aerea dell’Aeronautica Militare, in rappresentanza del Capo di Stato Maggiore della Difesa, ha presenziato al passaggio di consegne (ToA, transfer of authority) tra i velivoli AMX e i caccia Eurofighter schierati in Kuwait per l’operazione Prima Parthica, che costituisce il contributo della Difesa alla Coalizione internazionale di contrasto al Daesh.

“Questa cerimonia – ha sottolineato il gen Giancottirende omaggio a un lavoro duro e silenzioso svolto in condizioni climatiche particolarmente difficili e sempre con risultati eccellenti. Il personale del Task Group Black Cats ha condotto egregiamente le operazioni insieme ai colleghi di tutta la Task Force Air, dando un concreto e sensibile contributo alla Coalizione internazionale per la sicurezza dell’area”. 

Non cambiano i compiti dei velivoli italiani: i quattro caccia F-2000 saranno infatti impiegati in missioni di ricognizione e sorveglianza aerea (ISR, Intelligence, Surveillance and Reconnaissance) per continuare ad assicurare alla Coalizione il contributo richiesto in termini di monitoraggio e controllo dall’alto del teatro di operazioni, suggellando la loro vocazione multiruolo.

L’attività dei caccia Eurofighter, che per la prima volta vengono rischierati fuori dai confini nazionali con questi compiti specifici, si andrà ad affiancare a quella degli aeromobili a pilotaggio remoto Predator, sempre per attività ISR, e a quella di rifornimento in volo con il tanker KC-767A, a supporto sia dei velivoli italiani sia di quelli della coalizione.

Approfondimento (fonte PI SMD):

Operazione “Prima Parthica”

L’Italia prende parte alla Coalizione multinazionale contro i terroristi del DAESH operanti in Iraq e Siria. Le forze dei vari Paesi che hanno espresso l’intendimento di aderire alla Coalizione stanno operando ai sensi dell’Art. 51 della Carta dell’ONU, nonché delle Risoluzioni n. 2170 (2014) del 15 agosto 2014 e n. 2178 (2014) del 27 settembre 2014, sulla base della richiesta di soccorso presentata il 20 settembre 2014 dal rappresentante permanente dell’Iraq presso l’ONU al Presidente del Consiglio di Sicurezza.

I compiti del contingente italiano sono:

  • contribuire con personale qualificato agli staff dei comandi della Coalizione;
  • attività Air-to Air refueling a favore degli assetti aerei della Coalizione;
  • ricognizione e sorveglianza con velivoli e aerei a pilotaggio remoto;
  • addestramento delle Forze di Sicurezza curde e irachene.

Il Task Group Black Cats, ricostituito sulla base di Al Jaber nel giugno 2016, dopo l’impegno operativo in Afghanistan, ha operato in stretta sinergia con gli altri assetti della Coalizione, fornendo un contributo determinante alle operazioni – 6.000 ore di volo svolte e circa 17.000 punti d’interesse e prodotti intelligence realizzati grazie ai sistemi di ricognizione di cui è equipaggiato il velivolo AMX – che si aggiunge a quello espresso a partire dal 2014 dalle altre componenti dell’Aeronautica Militare schierate in Kuwait alle dipendenze dell’Italian National Contingent Command AIR (IT NCC Air)/Task Force Kuwait. Un assetto, l’AMX, che nel 1999 veniva impiegato per la prima volta fuori dai confini nazionali nell’operazione NATO “Allied Force” nella ex-Jugoslavia e che nei successivi venti anni di vita operativa è stato per gran parte impegnato in operazioni reali.

Un nuovo impegno in campo internazionale per gli Eurofighter dell’Aeronautica Militare, che nel 2011 hanno partecipato all’operazione di coalizione internazionale “Unified Protector” e sono stati impegnati per la difesa aerea in ambito NATO, partecipando alle operazioni di Air Policing in Lituania, Estonia, Bulgaria, Islanda. L’Eurofighter, la cui missione principale è la difesa aerea, grazie ai sensori degli apparati da ricognizione “Reccelite” con cui è equipaggiato sarà in grado di fornire alla coalizione, sia di giorno che di notte, prodotti fotografici ad altissima risoluzione su obiettivi terrestri. Le informazioni e i contributi raccolti e inviati in tempo reale a terra vengono poi valorizzati da cellule intelligence specializzate e rese disponibili sotto forma di analisi.

Fonte e foto: PI SMD

Prima Parthica, OIR: prosegue la lotta a Daesh con i corsi dei Carabinieri

“La Police Task Force-Iraq, guidata dall’ Arma dei Carabinieri e inquadrata nella missione Operation Inherent Resolve (OIR) – Prima Parthicascrive lo stato maggiore della Difesa (SMD) in un comunicato stampa di oggi, 25 ottobre –  prosegue nella conduzione di attività addestrative a supporto delle forze di polizia irachene e curde, fornendo ausilio nella complessa transizione da assetti impiegati in operazioni militari ad agenzie di sicurezza poste a presidio della legalità e a tutela dei cittadini”.

Nei giorni scorsi, si apprende, alla Iraqi Federal Police Special Training School di Bagdad, si sono conclusi con successo il 17° corso Law & Order, il 19° Crowd & Riot Control e il 13° corso Cultural Heritage Protection, tenuti dal personale dell’Arma dei Carabinieri che, nell’ambito dell’operazione Inherent Resolve – Prima Parthica e con la partecipazione di numerosi partners internazionali, quali le Polizie del Canada, Repubblica Ceca, Finlandia e Svezia, ha il compito di fornire assistenza alle forze di polizia irachene, svolgendo attività di addestramento e mentoring nella fase cruciale di lotta a Daesh.

In particolare, spiega SMD; i 32 frequentatori del Cultural Heritage Protection Course, molti dei quali già esperti di settore, hanno acquisito ulteriori fondamentali nozioni per le investigazioni in tale ambito e soprattutto per quanto concerne la condivisione informativa e il contrasto alle attività di scavo clandestino e al commercio illegale di reperti archeologici.

L’interesse e la sensibilità in questo settore è tale che da gennaio di quest’anno un team di Carabinieri di “addestramento e consulenza in tema di tutela del patrimonio culturale” è schierato, con compiti di consulenza e addestramento, presso le sedi UNESCO di Baghdad ed Erbil, fa sapere la Difesa.

In totale, grazie a questi ultimi tre corsi, sono stati addestrati 432 iracheni appartenenti alle diverse forze di polizia ricevendo una formazione specifica nelle procedure di intervento di polizia (controllo del territorio, uso calibrato della forza secondo un’escalation di proporzionalità alla minaccia, tecnica di arresto e di ammanettamento e uso delle armi non letali), sul codice etico e di condotta del poliziotto verso le istituzioni pubbliche e la società civile con l’applicazione di standard del diritto internazionale umanitario.

Nella sede di Erbil, inoltre, si è concluso il 4° corso Police Female Officer condotto dalla Task Unit Carabinieri, rinforzata da personale femminile dell’Arma, a favore di 24 operatrici delle diverse forze di polizia della Regione Autonoma del Kurdistan.

Durante il modulo sono state approfondite tematiche inerenti alla tutela dei diritti umani e al trattamento delle vittime di violenze domestiche. Le partecipanti sono state coinvolte in attività pratiche nelle quali hanno sperimentato le tecniche di maneggio delle armi, perquisizioni personali, veicolari e tecniche di immobilizzazione.

La formazione delle Forze di Polizia irachene rappresenta oggi la priorità della Coalizione internazionale e testimonia, nell’ambito della missione in Iraq Inherent Resolve, lo sforzo compiuto dalle Forze Armate Italiane per la sconfitta di ISIS.

Il contributo italiano si sostanzia nell’operazione Prima Parthica e prevede lo schieramento di 1.100 militari suddivisi tra assetti Esercito, Aeronautica e Arma dei Carabinieri.

“La Police Task Force – Iraq è schierata a Baghdad dal 2015 e ha sinora addestrato oltre 22.000 poliziotti iracheni e curdi, contribuendo in maniera determinante al processo di normalizzazione dell’Iraq, conclude la Difesa.

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Fonte e foto: PI SMD

KTCC, Prima Parthica: concluso il corso CBRN degli istruttori del 7° Difesa NBC a favore delle KSF

Il Mobile Training Team CBRN, del Kurdistan Training Coordination Center (KTCC) della missione in Iraq, ha concluso il primo corso alla difesa da rischio chimico-biologico-radiologico-nucleare (CBRN) in favore delle Kurdistan Security Forces (KSF).

Più in dettaglio, si apprende da un comunicato stampa odierno di Prima Parthica, gli istruttori CBRN del 7° reggimento Difesa NBC dell’Esercito Italiano, inquadrati per la missione in Iraq nel Kurdistan Training Coordination Center (KTCC), hanno concluso con successo il primo corso Unit Specialist Training Course (USTC) CBRN (Chemical, biological, radiological and nuclear) nell’ambito dell’Operazione Prima Parthica.

Il corso, pianificato e condotto interamente da personale italiano del KTCC, è durato 6 settimane e si è svolto in favore del 3° battaglione della 5^ Regional Brigade delle Kurdish Security Forces, con lo scopo di accrescerne la capacità di Force Protection contro la specifica minaccia CBRN.

In tale quadro, gli istruttori del 7° reggimento Difesa NBC di Civitavecchia“unità specialistica deputata a porre in essere le attività tecnico-tattiche necessarie a garantire il continuo delle operazioni in presenza di minaccia CBRN”, spiega il comunciato – hanno completato la formazione di 12 militari (sottufficiali e soldati) che costituiranno il bacino dei futuri trainer in materia di difesa CBRN presso le unità di appartenenza, implementandone la capacità a sopravvivere e continuare a operare in ambiente contaminato.

“Il corso è stato suddiviso in quattro fasi principali – spiega il comunciato – che hanno portato i discenti a ottenere competenze e capacità sufficienti a poter essere successivamente impiegati come addestratori presso le proprie unità”.

I vertici militari delle Forze di Sicurezza della Regione Autonoma del Kurdistan iracheno, durante la cerimonia di consegna degli attestati di partecipazione svoltasi alcuni giorni fa, hanno avuto parole di apprezzamento per l’attività svolta dagli specialisti del 7° reggimento Difesa NBC, riconoscendo nel contempo l’importanza di approfondire questa tematica, auspicando il proseguimento dei corsi a elevato contenuto tecnico.

Il KTCC, agli ordini del col Angelo Iachetti, è composto da oltre 300 militari provenienti da 8 nazioni europee, tra cui Italia, Germania, Olanda, Finlandia, Svezia, Gran Bretagna, Ungheria e Slovenia, facenti parte della “coalizione globale”, si apprende dal comunicato, creata nel settembre 2014 per sconfiggere il terrorismo internazionale e Daesh.

L’Italia fornisce circa 110 istruttori ed è il maggiore contributore del Centro.

“Dopo la ritirata del sedicente Stato Islamico – scrive Prima Parthica – il personale addestrato dal KTCC continua a garantire la sicurezza delle aree ormai liberate dall’ISIS, testimoniando lo sforzo nazionale compiuto – e ancora in atto – per la sconfitta di Daesh e del terrorismo internazionale”.

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Fonte e foto: PAO Italian National Contingent Command Land, Erbil (IRAQ)

KTCC, Erbil: addestrati nuovi istruttori militari con l’Advanced Instructor Course

Si è concluso recentemente, si apprende da un comunicato stampa del 20 aprile dello stato maggiore della Difesa, un intenso periodo addestrativo della durata di 24 settimane, condotto dagli istruttori dell’Esercito Italiano inseriti nel Kurdistan Training Coordination Center (KTCC) a favore di 30 sottufficiali – selezionati dal Ministero dei Peshmerga – inquadrati nelle Forze di Sicurezza della Regione Autonoma del Kurdistan Iracheno.

L’Advanced Instructor Course (AIC) ha avuto l’obiettivo di addestrare le unità della Kurdish Security Forces (KSF) su un’ampia gamma di argomenti, con lo scopo di fornire la capacità alle KSF di auto-sostenersi nell’addestramento.

In particolare, l’addestramento si è concentrato su una combinazione di attività in grado di fornire ai futuri istruttori nozioni ed esempi pratici su come pianificare, organizzare e condurre lezioni teorico-pratico, sia a livello squadra che a livello plotone, su tematiche che riguardano Check Point, Posti di Osservazione, Force Protection, movimenti di pattuglia in ambiente urbano e non urbano, uso e maneggio delle armi e nozioni di base sugli esplosivi.

L’AIC rappresenta lo sforzo principale del KTCC. Al termine del corso, infatti, gli stessi istruttori formati saranno a loro volta in grado di condurre l’addestramento delle unità Peshmerga senza l’ausilio dei militari della Coalizione.

I rappresentanti delle Forze di Sicurezza del Kurdistan Iracheno, intervenuti alla cerimonia di consegna degli attestati di partecipazione, hanno espresso grande soddisfazione per l’eccellente livello addestrativo raggiunto dai frequentatori.

Il KTCC è composto da oltre 350 militari provenienti da 8 nazioni europee, tra cui Italia, Germania, Olanda, Finlandia, Svezia, Gran Bretagna, Ungheria e Slovenia, facenti parte della “coalizione Globale”, creata nel settembre 2014, per sconfiggere il terrorismo internazionale e Daesh.

L’Italia, con circa 110 istruttori dell’Esercito, è il maggiore contributore e, a turnazione con la Germania, fornisce il Comandante dell’organizzazione addestrativa internazionale.

“Il personale addestrato dal KTCC ha preso parte ai combattimenti contro il sedicente Stato Islamico – spiega lo stato maggiore della Difesa – e continua a garantire la sicurezza delle aree ormai liberate da ISIS testimoniando lo sforzo nazionale compiuto – e ancora in atto- per la sconfitta di Daesh e del terrorismo internazionale”.

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Fonte e foto: PI SMD

Iraq: riapre la strada principale tra Mosul e Duhok grazie al processo di normalizzazione dell’area

La libertà di movimento nel nord dell’Iraq ha appena ricevuto un positivo incremento grazie ai militari italiani e alle Forze di sicurezza irachene che operano nell’area della Diga di Mosul.

“Le Forze di Sicurezza irachene – spiega in dettaglio lo stato maggiore della Difesa con un comunicato stampa di oggi, 19 gennaio – hanno permesso la riapertura, dopo oltre tre anni, della principale strada che collega la città di Mosul con la vicina provincia di Duhok, nella Regione Autonoma del Kurdistan Iracheno”.

Nell’ambito del processo di normalizzazione dell’area della Diga di Mosul, sottolinea la Difesa, i militari italiani hanno coadiuvato le Forze di Sicurezza Irachene e Curde nella realizzazione di una cornice di sicurezza che consentisse alla popolazione di potersi nuovamente muovere liberamente attraverso le due Province.

Con la riapertura dei check point lungo il confine della Regione Autonoma del Kurdistan, infatti, migliaia di famiglie potranno ritrovarsi, dopo diversi anni di separazione, e il processo di stabilizzazione potrà svilupparsi anche su una delle principali direttrici del Nord dell’Iraq.

Chiusa alla fine del 2014, dopo che le Forze Irachene e Curde avevano limitato l’espansione del Daesh, dalla Provincia di Ninewa (Mosul) a quella di Duhok, la strada era rimasta inaccessibile al transito attraverso la Kurdish Defence Line, che segnava il principale fronte difensivo dalle forze del sedicente stato islamico, spiega lo stato maggiore della Difesa.

La sua chiusura aveva tuttavia impedito, per anni, di poter mantenere le relazioni tra le due aree e, in molti casi, non aveva più permesso alle famiglie di mantenere rapporti, influenzando anche l’economia dell’area.

“La riapertura dell’importante arteria stradale – sottolinea il comunicato stampa – rappresenta un altro rilevante indicatore del miglioramento della situazione della sicurezza nell’area della diga di Mosul e raffigura concretamente l’importante lavoro svolto dai militari italiani che, in coordinamento con le forze di sicurezza irachene e curde, hanno tangibilmente favorito il processo di normalizzazione”.

“In tale contesto, fondamentale si è rivelata sia la presenza sul terreno dei nostri militari presso la diga sia il lavoro svolto dagli addestratori dell’Esercito che, in questi ultimi anni, hanno trasferito alle forze dell’esercito e della polizia irachene e curde le capacità operative necessarie per sconfiggere l’ISIS e per ritornare verso una situazione di normalità”, conclude lo Stato maggiore.

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Fonte e foto: stato maggiore della Difesa

KTCC, Erbil: 850 curdi concludono il 9° corso di fanteria dei trainer italiani

20160215_KTCC_9° corso fanteria per 850 curdi (5)Il 9° corso di addestramento di fanteria svolto dai trainer italiani, insieme agli altri partner della coalizione del Kurdistan Traning Cordination Center (KTCC), si è appena concluso per due battaglioni curdi composti da circa 850 militari, il numero massimo raggiunto fino a oggi, fa sapere il KTCC tramite il sito della Difesa.

Le Forze di Sicurezza curde, dopo 5 settimane di intenso addestramento, hanno svolto una serie di esercitazioni militari che hanno certificato l’acquisizione della piena capacità operativa del livello plotone e compagnia valutata dagli ufficiali del comando e dello staff del KTCC.

In particolare, si apprende, le compagnie operative dei due battaglioni curdi hanno simulato operazioni di fanteria che fanno riferimento a situazioni reali e che vedono coinvolti peshmerga nella liberazione del territorio iracheno dalla presenza del Daesh.

20160215_KTCC_9° corso fanteria per 850 curdi (8)I comandanti curdi, dopo aver illustrato il piano di azione, hanno guidato i propri uomini in assalti a fuoco sia contro le postazioni nemiche in campo aperto sia in contesti urbani.

Il personale curdo ha operato con grande attenzione curando tutti gli aspetti dell’operazione con particolare riferimento al movimento delle forze in un contesto urbano e in campo aperto, all’individuazione e di bonifica speditiva delle trappole esplosive, al primo soccorso sanitario e alle procedure di sgombero di eventuali feriti.

È previsto che alcuni assetti specialistici italiani, su richiesta del MoP (Ministry of Peshmerga), amplieranno l’offerta addestrativa nazionale in coordinamento con il centro addestrativo della coalizione per incrementare la qualità dell’addestramento di Counter – IED (Improvised Explosive Device), di tiro di precisione in funzione anti cecchinaggio e di fuoco indiretto con l’impiego dei mortai.

20160215_KTCC_9° corso fanteria per 850 curdi (7)Nell’ultimo anno, dall’avvio della missione addestrativa, le forze della coalizione hanno addestrato oltre 6mila militari curdi, dei quali quasi 3mila sono stati formati dai militari italiani.

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Fonte e foto: KTCC via difesa.it

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KTCC, Erbil: il sistema controcarro Folgore contro l’ISIS a fianco dei curdi

20160119_KTCC_Iraq_sistema Folgore per Zeravani (5)Gli addestratori italiani del Mobile Training Teams (MTTs) hanno avviato un nuovo corso addestrativo sull’impiego del sistema d’arma controcarro Folgore a favore degli Zeravani, unità militare appartenente alle Forze di Sicurezza Curde impegnata in prima linea nella lotta contro il daesh.

L’addestramento al Folgore fa parte di un pacchetto formativo nazionale coordinato con il Kurdistan Training Coordination Center (KTCC) e incluso nel 9° ciclo addestrativo in essere a Erbil, nell’Iraq curdo, e fa seguito all’esplicita richiesta del comandante degli Zeravani, generale Dler, come fa sapere lo stato maggiore della Difesa italiano dal suo sito istituzionale in una notizia datata 19 gennaio.

20160119_KTCC_Iraq_sistema Folgore per Zeravani (7)Il corso, si apprende, avrà una durata di una settimana ed è indirizzato alla formazione di 10 nuovi militari Zeravani oltre al consolidamento dell’addestramento già effettuato lo scorso anno dagli addestratori italiani sul sistema d’arma controcarro a completamento dell’operazione “Acciaio lavorato”, che si concluse con la consegna di 50 Folgore e annesso munizionamento alla Regione autonoma del Kurdistan iracheno.

Il comandante degli Zeravani ha espresso sincera gratitudine per la capacità addestrativa espressa dai militari italiani che, anche grazie all’impiego del Folgore, ha consentito alle Forze curde di fronteggiare i pericoli del campo di battaglia e di neutralizzare numerosi attacchi suicida che hanno coinvolto i suoi uomini nelle ultime operazioni militari nell’area di Sinjar.

20160119_KTCC_Iraq_sistema Folgore per Zeravani (8)In particolare, il sistema Folgore va ad integrarsi con altri sistemi d’arma che sono stati donati alle Forze di Sicurezza curde dalle altre nazioni della coalizione internazionale che, dal settembre del 2014, supporta l’Iraq non solo attraverso l’offerta addestrativa ma anche in termini di aiuti in armamento, materiali ed equipaggiamento.

Si tratta di un programma di formazione che comprende molteplici attività, quali l’addestramento alle procedure contro gli ordigni esplosivi improvvisati, al primo soccorso sanitario, alle tecniche di tiro di precisione contro l’attività nemica di cecchinaggio, all’impiego dei sistemi d’arma a tiro indiretto e al movimento tattico diurno e notturno in contesti urbani e in campo aperto.

20160119_KTCC_Iraq_sistema Folgore per Zeravani (4)Il 9° ciclo addestrativo, condotto dagli istruttori delle 7 nazioni presenti a Erbil (Italia, Germania, Olanda, Ungheria, Finlandia, Norvegia e Gran Bretagna), è iniziato circa una settimana fa e si concluderà alla fine della prima decade del prossimo febbraio. Con questo corso saranno oltre 6.000 i militari curdi addestrati, dei quali quasi 3.000 dagli istruttori italiani.

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Fonte e foto: KTCC via Difesa

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NRDC-ITA fa il punto di situazione sul fianco sud della NATO con un workshop a Palazzo Cusani a Milano

20151001_NRDC-ITA_Palazzo Cusani_Milano (1)Si è aperto con l’auspicio di delineare una valutazione delle criticità del fronte sud della NATO l’international workshop intitolato “Assessing the Crisis on Nato’s Southern Flank”, tenutosi il 1° ottobre a Palazzo Cusani, a Milano, presso la sede del corpo di reazione rapida della Nato in Italia (NRDC-ITA, NATO Rapid Deployable Corps-Italy).

Il seminario, organizzato proprio da NRDC-ITA con il patrocinio del ministero della Difesa italiano, si proponeva di stimolare il dibattito per percorrere tutte le possibili opzioni verso una strategia collettiva appropriata alle sfide alla sicurezza e alla stabilità provenienti da Nord Africa e Medio Oriente, con un’apertura a esaminare anche Africa subsahariana, Iran, Israele e Arabia Saudita.

Questo è infatti il “fianco sud” come si è inteso considerare l’arco territoriale da prendere in esame sulla base delle contingenze storiche e di cronaca che interessano la nostra attualità.

20151001_NRDC-ITA_Palazzo Cusani_Milano (2)Una vasta zona geografica che ha trovato nei relatori presenti i più appropriati esperti del settore, a partire dal colonnello dell’Aeronautica Luca Semeraro, dell’Italian Joint Intelligence Centre, che ha presentato una approfondita analisi d’area; attraverso le testimonianze del giornalista Domenico Quirico, colto e appassionato interprete delle sue esperienze anche come prigioniero in Siria di gruppi islamici radicali; le analisi sul contesto storico e politico del fronte sud portate dal professor Vittorio Emanuele Parsi, docente dell’Università Cattolica e tenente colonnello della riserva selezionata della Marina; per finire con la puntuale presentazione della situazione politica sullo scacchiere internazionale dell’Iran fornita dal dottor Nicola Pedde, direttore dell’Institute for Global Studies. Gli interventi sono stati moderati dalla giornalista di Sky TG24 Tonia Cartolano.

Su tutto ha dominato la presentazione inziale del generale Riccardo Marchiò, comandante di NRDC-ITA, che in fase di apertura lavori ha affermato che “il fianco sud è ora oggetto di valutazione sotto i nostri occhi”, invitando a una proficua giornata di lavori che si colloca nella necessità della Nato di far fronte a nuovi stimoli provenienti da nuove direzioni.

“Il fianco sud è stato finora trascurato – ha spiegato subito il col Semeraro – e si è trattato di un errore strategico”, come è poi emerso dall’arco di crisi preso in esame dall’ufficiale dell’Aeronautica nel corso del suo intervento, che ha toccato non solo i paesi che si affacciano sul Mediterraneo, come anticipato, ma anche il Mali, Israele, l’Eritrea, l’Iran e l’Arabia Saudita.

La lucida testimonianza del giornalista Quirico, che ha riportato fedelmente la dimensione quotidiana dell’estremista islamico “a contatto con la morte inflitta o subita in ogni istante della sua vita”, ha corroborato idealmente le definizioni dei tre grandi fallimenti dell’Occidente fatte dal col Semeraro: mancanza di prevenzione, di intervento efficace e di strategia condivisa.

Elementi a cui ha fatto eco il professor Parsi con la denuncia di una grave mancanza di impegno nell’intervento e di visione strategica. Un difetto di progettazione che lascerebbe un pericoloso vuoto anche ammesso di riuscire a eliminare il problema dell’estremismo, oggi individuato come ISIS, o come ISIL, o Daesh, o nuovo Califfato.

L’Iran entra di prepotenza nella valutazione dell’arco di crisi, per la sua importanza storica e soprattutto per i suoi risvolti strategici nello scacchiere internazionale, ha fatto emergere infine Nicola Pedde.

Tutto ciò di cui si è discusso oggi, tuttavia, non prescinde dall’attività della Russia e dalle sue velleità territoriali, decisamente connesse con il fianco sud. Agli sviluppi delle azioni di Vladimir Putin in territorio siriano, molto recentemente, e in area Mar Nero, appena qualche mese fa, è stato fatto riferimento di continuo nella prospettiva di una visione strategica collettiva.

Proprio l’attenzione alla Russia in contemporanea al focus sul fianco sud ha stimolato la richiesta da parte di Paola Casoli il Blog di un chiarimento di quale possa essere la migliore direzione da prendere da parte della Nato nella sua attività addestrativa.

Questo in particolare alla vigilia della Trident Juncture 2015, vasto evento esercitativo con uno scenario decisamente aperto a sud dopo le precedenti ambientazioni baltiche, e alla luce della dichiarazione del generale Hans-Lothar Domröse, comandante dell’Allied Joint Force Command (JFC) di Brunssum, che alla Reuters ha sottolineato l’impossibilità della Nato di scegliersi la minaccia est o sud e la necessità, invece, di addestrarsi per entrambe.

Per il col Semeraro “il fronte est rappresenta un nemico identificato, mentre il sud quello variegato con interessi non ancora chiari”. Importante dunque “stabilire quale sia il nemico e quale la priorità”. Altrettanto importante per il dottor Pedde un investimento di attenzione alla sicurezza e alle disuguaglianze, motore di instabilità. Mentre il professor Parsi conclude mettendo l’accento sulla necessità che la Nato protegga la propria popolazione e sottolinea la minaccia portata dal fronte sud ai fondamentali culturali non solo della vicina Italia, ma anche di tutto l’Occidente.

“La mia domanda iniziale di un assessment su una delle minacce verso la Nato, quale quella rappresentata dalle sfide lanciate dal fianco sud – ha dichiarato il comandante gen Marchiò – ha generato un vivace scambio di opinioni nel rispetto delle posizioni di ognuno e nell’ottica del ruolo di difesa che la Nato ha nei confronti dei suoi 28 paesi”.

“Considero conseguito l’obiettivo del workshop”, ha poi definitivamente concluso il comandante di NRDC-ITA.

PC

Qui l’articolo Reuters con la dichiarazione del gen Domröse

Foto proprie

Kurdistan Training Coordination Centre (KTCC): a Erbil i militari italiani addestrano le Kurdish Security Forces contro l’Isis

20150716_KTCC_Erbil_visita MinDif Pinotti (5)Sono in 200 gli uomini e le donne che compongono la Task Force Erbil del Kurdistan Training Coordination Centre (KTCC), che opera nell’area di Erbil nell’ambito dell’operazione Prima Parthica.

E oggi, 16 luglio – si apprende dal sito dello Stato maggiore della Difesa – hanno ricevuto la visita del ministro della Difesa, senatrice Roberta Pinotti, accompagnata dal Capo di stato maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, e dall’ambasciatore d’Italia a Baghdad, SE Marco Carnelos.

Nel corso dell’incontro con i militari italiani, il Ministro ha espresso parole di forte apprezzamento per la meritoria opera svolta dal personale delle Forze Armate Italiane, impegnate nell’attività di addestramento militare a favore del personale delle Kurdish Security Forces (KSF) destinati alle operazioni militari contro i Da’ish (jhadisti dell’ISIS).

20150716_KTCC_Erbil_visita MinDif Pinotti (1)Nel prosieguo della visita, il Ministro ha manifestato la propria soddisfazione per i risultati conseguiti, fa sapere la stessa Difesa dal suo sito online, evidenziando come il lavoro svolto dagli uomini e dalle donne appartenenti a tutte le Forze Armate sia sempre molto apprezzato non solo da tutte le autorità politiche e militari, nazionali e internazionali, ma soprattutto dalle istituzioni e dalla popolazione curda.

Sempre dal sito istituzionale, si apprende che i compiti del contingente italiano sono la contribuzione con personale qualificato impiegato negli staff dei comandi della Coalizione; l’attività Air-toAir refueling a favore degli assetti della Coalizione; l’attività di ricognizione e sorveglianza con aerei a pilotaggio remoto e Tornado.

20150716_KTCC_Erbil_visita MinDif Pinotti (3)L’impegno italiano si esplica, oltre che nel supporto aereo, anche in campo di addestramento delle truppe di terra. In particolare, la Task Force Erbil, composta oggi da circa 200 uomini e donne, a partire dallo scorso gennaio ha addestrato circa 1.200 militari delle KSF.

Fonte e foto: Stato maggiore Difesa

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