Kosovo

MNBG-W KFOR, avvicendamento a Villaggio Italia: via i Paracadutisti, arrivano gli Alpini

Nella mattinata del 14 giugno scorso, alla presenza del vice Comandante del Comando Operativo di Vertice Interforze (COI), Generale di Divisione Aerea Nicola Lanza de Cristoforis, e del Comandante di KFOR, Generale di Divisione Salvatore Cuoci, ha avuto luogo l’avvicendamento al Comando del Multinational Battle Group West (MNBG-W) e del Contingente italiano dislocato presso la base di Villaggio Italia nell’ambito della missione KFOR.

Ne ha dato notizia lo stesso MNBG-W con un comunicato stampa.

Il contingente uscente, su base 185° reggimento Artiglieria Paracadutisti Folgore sotto il comando del col Ettore Gagliardi, è stato avvicendato dal contingente subentrante, su base 5° reggimento Alpini, comandato dal col Ruggero Cucchini.

Il passaggio della Bandiera della NATO, formale atto di cessione della responsabilità, è stato presieduto dal Comandante di KFOR, alla presenza di numerose autorità militari, civili, religiose.

Il gen Lanza de Cristoforis ha evidenziato l’importanza del contributo italiano nelle missioni internazionali, soffermandosi sui risultati raggiunti dai militari italiani, mentre il gen Cuoci ha sottolineato l’”Enduring Commitment” dimostrato dalle Forze impegnate nella missione in Kosovo, esprimendo sentite parole di compiacimento per la professionalità dimostrata dall’unità e per l’apprezzamento rivolto dalle istituzioni kosovare.

“Durante i sei mesi di mandato – si legge dal comunicato stampa – il contingente multinazionale, composto da circa 650 soldati provenienti da Italia, Slovenia, Austria e Moldavia, ha assicurato la libertà di movimento dei cittadini del Kosovo, garantendo un ambiente sicuro e protetto nel pluralismo delle etnie e delle confessioni religiose presenti sul territorio Balcanico”.

I militari dell’unità hanno operato con costante impegno, vigilando e proteggendo il Monastero di Decani in qualità di primi responsabili e realizzando progetti di Cooperazione Civile e Militare (CIMIC), improntati al miglioramento delle condizioni di vita della popolazione.

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Fonte e foto: MNBG-W; PI SMD

 

Il CaSMD gen Graziano in Moldavia saluta il contingente in partenza per KFOR in Kosovo

Il Capo di Stato Maggiore della Difesa (CaSMD), Generale Claudio Graziano, in visita ufficiale nella Repubblica della Moldova lo scorso 8 giugno, è stato ricevuto a Chisinau dall’omologo moldavo, Generale Igor Cutie, e insieme hanno presenziato alla cerimonia per la partenza del contingente moldavo per la missione KFOR in Kosovo, dove sarà posto alle dipendenze del Multinational Battle Group West (MNBG-W) a guida italiana.

È lo stato maggiore della Difesa a darne notizia attraverso il sito web istituzionale.

Alla cerimonia, svolta presso la sede del Ministero della Difesa moldavo, erano anche presenti il Ministro della Difesa, Eugen Sturza, e l’ambasciatore italiano a Chisinau, Valeria Biagiotti.

L’Italia e la Moldavia condividono gli stessi orizzonti di sicurezza e contribuiscono, con lo sforzo e la professionalità degli uomini e delle donne in uniforme, a mantenere la stabilità dei Balcani occidentali che rappresenta un’importante priorità strategica”, così il generale Graziano nel saluto al nono contingente moldavo in partenza per la missione NATO-KFOR.

La Moldova è nel Programma PfP (Partnership for Peace) della NATO dal 1994 e nel dicembre 2017 è stato aperto a Chisinau il NATO Liaison Office per promuovere ulteriormente la cooperazione tra il Paese e l’Alleanza, ricorda lo stato maggiore della Difesa.

Allo stesso tempo, la Moldavia collabora con l’Unione Europea nella Politica Europea di Vicinato (PEV).

“Nella consapevolezza comune – ha aggiunto il Capo di Stato Maggiore- che nessun Paese, oggigiorno, può contrastare le mutevoli e imprevedibili sfide alla sicurezza da solo, la Moldavia, con gli impegni assunti finora, rappresenta la chiara e forte volontà di voler cooperare a livello internazionale e multilaterale, al fine di promuovere i legami con i Paesi dell’area euro-atlantica e condividerne la visione sulla sicurezza e difesa”.

A margine della cerimonia il Ministro della Difesa moldavo ha evidenziato le ottime relazioni che esistono nel settore militare tra Italia e Moldavia, in particolare evidenziando il reciproco impegno prestato nella missione KFOR, dove le forze moldave sono inquadrate nel Battle Group italiano.

Il gen Graziano è stato poi ricevuto, il giorno seguente, dal Ministro dell’Interno, Alexandru Jizdan, e dal Comandante dei Carabinieri moldavi, il colonnello Mihail Ciubaciuc.

Nel corso di questi colloqui sono stati evidenziati gli ottimi rapporti di amicizia e collaborazione tra i due Paesi anche nel settore dell’ordine e la sicurezza pubblica, sottolinea lo stato maggiore della Difesa.

“Infatti – si legge dal sito web della Difesa –  le Truppe dei Carabinieri sono state istituite nel 1991 dal Ministero dell’Interno moldavo ispirandosi proprio al modello dell’Arma dei Carabinieri, che ha rappresentato – e tutt’ora rappresenta – un solido riferimento, tanto da riprenderne anche la denominazione”.

Dipendono dal Ministero dell’Interno, sotto cui coesistono unitamente alla Polizia Nazionale, con competenze nei settori del mantenimento dell’ordine pubblico e di primo intervento in caso di attacchi terroristici.

In seguito a successivi accordi tra l’Arma e i Carabinieri moldavi, le Forze Armate Italiane distaccano in Moldavia un proprio ufficiale superiore dei Carabinieri con funzioni di advisor.

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Fonte e foto: PI SMD

MNBG-W, KFOR: con la Western Blizzard testate le capacità di risposta a escalation di violenza

Si è conclusa ieri, 31 maggio, una complessa esercitazione volta a sperimentare le capacità di risposta del Multinational Battle Group West (MNBG-W) a possibili crisi nel settore occidentale del Kosovo, ha fatto sapere lo stesso MNBG-W con un comunicato stampa del 31 maggio.

L’esercitazione, denominata Western Blizzard, ha avuto come obiettivo il testare la capacità di reazione rapida delle Forze del MNBG-W in risposta a una escalation della violenza provocata dall’avvicinamento di una folla ostile in prossimità di un’area particolarmente sensibile, con il successivo rinforzo a cura della Compagnia Ungherese del Battaglione di Riserva Tattica (KTR BN – Kosovo Tactical Reserve Battalion) di KFOR.

Lo staff del MNBG-W, dopo aver ricreato un’Unità di crisi, ha potuto valutare la capacità decisionale verificando i tempi di reazione in base al mutamento dello scenario, spiega in dettaglio il comunicato.

Tra le capacità espresse, particolare attenzione è stata rivolta al controllo della folla (crowd and riot control – C.R.C.), tramite l’impiego di equipaggiamento tattico specialistico, allo sgombero di blocchi stradali improvvisati e agli interventi di soccorso medico a mezzo elicottero (Medical Evacuation – MEDEVAC).

L’attività ha rappresentato un’importante occasione di valutazione e confronto tra componenti multinazionali.

Il MNBG-W a guida italiana, su base 185° reggimento Artiglieria Paracadutisti Folgore, secondo quanto stabilito dalla risoluzione delle Nazioni Unite 1244, “assicura la libertà di movimento dei cittadini del Kosovo, garantendo un ambiente sicuro e protetto nel pluralismo delle etnie e delle confessioni religiose presenti sul territorio Balcanico”, sottolinea il comunicato stampa.

I militari italiani, sloveni, austriaci e moldavi che compongono l’unità operano con costante impegno (Enduring Commitment), vigilando e proteggendo il Monastero di Decani in qualità di first responder (primo responsabile) e realizzando progetti CIMIC (Cooperazione Civile e Militare), improntati al miglioramento delle condizioni di vita della popolazione.

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Fonte e foto: MNBG-W

Difesa: KFOR conclude la Silver Sabre 2018-1, importante esercitazione per la capacità di intervento in emergenza

Alla presenza del Comandante di KFOR (COM KFOR), il Generale di Divisione Salvatore Cuoci, nei giorni scorsi si è conclusa l’esercitazione “Silver Sabre 2018 – 1”, una delle più complesse e importanti attività addestrative organizzate e condotte dalla KFOR per testare e incrementare le capacità di intervento del sistema di sicurezza del Kosovo in situazioni di emergenza, scrive lo stato maggiore della Difesa dal suo sito web oggi, 30 aprile.

La Silver Sabre si è svolta tra le basi di Camp Film City, Camp Pomozatin e l’aeroporto militare di Slatina, si apprende.

L’attività ha visto operare KFOR in piena sinergia con tutte le organizzazioni di sicurezza presenti in Kosovo: European Union Rule of Law Mission in Kosovo (EULEX), Kosovo Police (KP), Kosovo Security Forces (KSF), la Kosovo Emergency Management Agency (EMA) e il Kosovo Security Council (KSC).

La Silver Sabre 2018 – 1 è stata condotta in due fasi: la prima dedicata all’addestramento dei comandanti delle varie unità e i rispettivi staff per testare le capacità di comando, controllo e coordinamento al fine di implementare l’interoperabilità in base ai differenti livelli di impiego; la seconda, sul terreno, ha visto l’intervento delle unità operative che hanno avuto modo di applicare le procedure di coordinamento in risposta alle differenti attivazioni, dal controllo della folla per ristabilire l’ordine pubblico, a interventi per pubblica utilità.

La gestione delle emergenze è avvenuta mettendo alla prova l’intero sistema di sicurezza della regione, partendo dalla municipalità fino ad arrivare al Governo centrale del Kosovo, e si è quindi avuto modo di testare la capacità di intervento e gestione delle emergenze da parte di tutte le organizzazioni e istituzioni deputate, ognuna in aderenza al proprio mandato e ai propri compiti istituzionali.

Il COM KFOR, gen Cuoci, nel suo discorso al personale avvenuto al termine dell’esercitazione ha parlato dello scopo e degli obiettivi operativi di Silver Sabre come attività cardine della KFOR: “L’obiettivo della NATO e di KFOR è quello di implementare le capacità e le competenze delle Organizzazioni di Sicurezza e delle Istituzioni in Kosovo nella gestione di disastri naturali e altre tipologie di emergenze e KFOR rimane impegnata ad assicurare il suo supporto fino a quando la missione non sarà compiuta”.

Non a caso, spiega la Difesa, “Enduring Commitment” è il motto che il gen Cuoci ha scelto in qualità di 22° Comandante di KFOR, a testimonianza del costante impegno nel perseguimento degli obiettivi stabiliti per la missione NATO in Kosovo.

KFOR, in aderenza al suo mandato che discende dalla Risoluzione 1244 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, opera in Kosovo per garantire la sicurezza, la stabilità e la libertà di movimento, come terzo risponditore dopo la Kosovo Police ed Eulex, e, allo stesso tempo, collabora e supporta, insieme alla comunità internazionale, lo sviluppo del processo democratico e multietnico della regione.

Ciò comprende anche il supporto di KFOR allo sviluppo delle capacità delle Kosovo Security Force (KSF), attraverso l’addestramento, per consentirne l’intervento in supporto alla popolazione in caso di calamità, interventi di bonifica di ordigni esplosivi e altri compiti assimilabili a quelli della protezione civile.

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Fonte e foto: PI SMD

MNBG-W, KFOR: un ciclo di donazioni sviluppate dal CIMIC per le scuole del Kosovo occidentale

Il Multinational Battle Group West (MNBG-W) a guida italiana, su base 185° reggimento Artiglieria Paracadutisti Folgore, ha concluso di recente un ciclo di donazioni sviluppate dalla Cooperazione Civile – Militare (CIMIC) nel settore della formazione in favore di tre istituti scolastici dell’area occidentale del Kosovo.

In particolare, si apprende dal comunicato stampa dello stesso MNBG-W, è stato consegnato diverso materiale didattico alla scuola di Dardanjia, a Peja/Pec, in favore di 58 alunni appartenenti alla comunità RAE (Rom-Ashkali-Egyptian) 4 di etnia Bosniaca (KOB) e 25 di etnia albanese (KOA).

Nella scuola di “Heronjite e Dukagjinit” di Gllojan/Glodjane sono stati donati banchi e sedie per l’ammodernamento di 3 classi e il conseguente miglioramento delle condizioni per oltre 90 studenti.

Infine, all’interno del villaggio serbo di Gorazdevac/Gorazhdec, il Comandante del MNBG-W, col Ettore Gagliardi, ha inaugurato un’aula-laboratorio di chimica, interamente realizzata con fondi della Difesa Italiana, a favore di oltre 110 alunni serbi del comprensorio scolastico “Janko Josipevic”.

Le Forze Armate inquadrate nel MNBG-W proseguono nel sostegno del settore educativo per la formazione delle giovani generazioni di studenti kosovari, in stretta collaborazione con le autorità locali.

“Tali incentivi avranno effetti concreti e sostenibili sui futuri sbocchi occupazionali della società, soprattutto nell’ambito della ricerca scientifica e della gestione dei laboratori del settore chimico, assicura il comunicato stampa del contingente italiano.

Il MNBG-W, composto da unità italiane slovene austriache e moldave, secondo quanto stabilito dalla risoluzione delle Nazioni Unite 1244, assicura la libertà di movimento dei cittadini del Kosovo, garantendo un ambiente sicuro e protetto nel rispetto del pluralismo delle etnie e delle confessioni religiose presenti sul territorio balcanico.

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Fonte e foto: MNBG-W KFOR

CESIVA: il 5° Alpini conclude la Orione 2018/1 in vista dell’impiego in Kosovo

Dopo due settimane di intenso addestramento, il 18 aprile scorso, nel Centro Simulazione e Validazione dell’Esercito (CESIVA) di Civitavecchia, il 5° reggimento Alpini di Vipiteno, Bolzano, ha concluso la Command Post Exercise (CPX) e Computer Assisted Exercise (CAX) “Orione 1/2018”, ha fatto sapere con un comunicato stampa lo stesso CESIVA.

L’esercitazione del 5° reggimento Alpini, di prossimo impiego in Kosovo nel contesto della forza internazionale di peacekeeping KFOR (Kosovo Force) della NATO, è stata finalizzata alla verifica delle capacità operative dei Posti Comando, spiega il CESIVA, attraverso la valutazione delle capacità di pianificazione e produzione di ordini, del monitoraggio della situazione e dell’aggiornamento delle Common Operational Pictures (COP), della gestione delle informazioni e delle emergenze e dell’emanazione degli ordini. 

In Kosovo l’unità alpina avrà il compito di sostenere, di concerto con le truppe moldave, austriache e slovene, le istituzioni locali e garantire una pacifica e sicura convivenza della popolazione a prescindere dell’etnia di appartenenza.

Il CESIVA dell’Esercito costituisce il principale riferimento della Forza Armata per l’applicazione della simulazione addestrativa, nell’approntamento dei posti comando, degli staff e delle unità destinate all’impiego fuori del territorio nazionale.

L’attività del CESIVA, infatti, è focalizzata soprattutto sull’organizzazione di esercitazioni volte ad attestare il raggiungimento delle capacità operative individuate come fondamentali per l’assolvimento della missione, utilizzando sistemi informatici tecnologicamente avanzati di simulazione e di comando e controllo, e avvalendosi della collaborazione di esperti di settore e di personale già impiegato nel teatro operativo di riferimento.

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Fonte e foto: CESIVA

MNBG-W, KFOR: primo Interagency NGOs Meeting, focus su discriminazione femminile e gender

Primo “Interagency NGOs Meeting” a Villaggio Italia, nell’ovest del Kosovo, dedicato a incrementare la conoscenza reciproca delle capacità e il livello di cooperazione tra le Unità di KFOR e le Organizzazioni Non Governative (NGOs) presenti sul territorio kosovaro.

L’attività – che si è svolta il 4 aprile scorso nella sede del Multinational Battle Group West (MNBG-W), dove il contingente italiano su base 185° reggimento Artiglieria Paracadutisti Folgore, alla guida del col Ettore Gagliardi, opera nell’ambito della missione NATO KFOR – ha avuto per oggetto la possibilità di esplorare soluzioni comuni, da differenti prospettive, nell’ambio della cooperazione civile-militare per il sostegno condiviso alle istituzioni locali, spiega lo stesso MNBG-W con un comunicato stampa del 4 aprile.

Il Comandante del MNBG-W, col Gagliardi, ha chiesto alle NGOs di illustrare la propria missione e gli obiettivi prefissati.

Il MNBG-W, in concorso con il Comando di KFOR, ha mostrato da parte sua i progetti in corso e futuri nel settore della sanità e dell’istruzione, con particolare enfasi ai temi riferiti alla discriminazione femminile a alle prospettive di genere.

L’incontro si è concluso con la visita al Role – 1 (struttura sanitaria militare) della base, dove lo staff medico ha evidenziato le potenzialità esprimibili in favore della popolazione locale attraverso l’utilizzo degli assetti sanitari militari.

Il MNBG-W a guida italiana, su base 185° reggimento Artiglieria Paracadutisti Folgore, secondo quanto stabilito dalla Risoluzione delle Nazioni Unite 1244 assicura la libertà di movimento dei cittadini del Kosovo, garantendo un ambiente sicuro e protetto.

Nell’ottica dello sviluppo delle Istituzioni locali, attraverso fondi della Difesa Italiana, vengono promossi progetti CIMIC (Cooperazione Civile e Militare) per il miglioramento delle condizioni di vita della popolazione principalmente nel settore della sanità e dell’istruzione, conclude il comunicato stampa del MNBG-W.

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Fonte e foto: MNBG-W KFOR

Esercito: a Pasqua circa 11mila militari impegnati al servizio della collettività dentro e fuori l’Italia

“Anche durante le festività Pasquali gli uomini e le donne dell’Esercito sono al lavoro su tutto il territorio italiano nelle piazze delle maggiori città italiane”, ha ricordato con un comunicato stampa del 1° aprile lo stato maggiore dell’Esercito.

In particolare, fa sapere l’Esercito, sono 7mila i militari impegnati costantemente all’interno dei confini nazionali nel presidiare il territorio e le principali aree metropolitane con l’operazione Strade Sicure, in concorso alle forze dell’ordine.

Mentre sono circa 4mila i militari schierati all’estero nell’ambito di missioni internazionali a guida NATO, ONU o Unione Europea, con compiti di cooperazione allo sviluppo e sostegno ai processi di ricostruzione delle aree più martoriate del mondo, sino all’addestramento delle forze di sicurezza locali, ovvero la gamma di attività definita Security Force Assistance (SFA).

“L’Esercito, con 4.000 soldati – ricorda il comunicato stampa – continua anche in questi giorni il suo impegno in 15 Paesi esteri, per contribuire alla sicurezza. Fuori dai confini nazionali, sono il Libano, l’Afghanistan e l’Iraq i teatri operativi dove è più consistente la presenza dei militari italiani, ma non meno importante è la presenza in Somalia e Mali, dove i nostri soldati addestrano le forze di sicurezza locali, e il Kosovo, dove, peraltro, l’Italia dal 2013 detiene la leadership della missione Nato-Kfor”.

Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito (CaSME), gen Salvatore Farina, nell’incontrare gli uomini e le donne che concorrono a garantire la sicurezza a Venezia nell’ambito dell’Operazione Strade Sicure, ha voluto esprimere gratitudine a tutto personale dell’Esercito con queste parole: “Il vostro continuo impegno e la vostra presenza nei punti sensibili del territorio nazionale contribuiscono a rafforzare la sicurezza per tutti i nostri concittadini. Per questo, ringrazio voi e le vostre famiglie per l’insostituibile sostegno morale e materiale che dimostrano condividendo le scelte, talvolta impegnative e difficili, oggi più che in altri giorni dovendo rinunciare a trascorrere la Pasqua con i propri congiunti”.

Dal 1° gennaio 2018 a oggi, l’Esercito ha consentito l’identificazione di circa 57.000 persone, 170 delle quali poste in stato di fermo, oltre 200 denunciate; 13.840 veicoli controllati, con 14 sequestri di armi e 152 di veicoli, fa sapere in dettaglio il comunicato della Forza Armata.

“Cospicuo il sequestro di sostanze stupefacenti e oggetti contraffatti”, spiega il comunicato stampa, che così conclude: “Un impegno dinamico e a 360 gradi quello dell’Esercito, che evidenzia una spiccata valenza duale, nell’ottica di dotare lo Strumento Militare Terrestre sia di avanzate capacità di combattimento delle unità sul terreno, sia di poter intervenire tempestivamente, in Patria o all’estero, in situazioni di emergenza o di pubblica utilità: tra queste, solo lo scorso anno, circa 3.000 bonifiche di ordigni esplosivi e residuati bellici e 14 campagne antincendio effettuate con velivoli dell’Aviazione dell’Esercito”.

Fonte e foto: PI SME

Il MNBG-W riceve la visita del COM KFOR, gen Cuoci: Natale ortodosso al Monastero di Decani

Il Comandante di KFOR, gen Salvatore Cuoci, ha partecipato alla Santa Messa presso il Monastero di Decani in occasione del Natale ortodosso, ha fatto sapere il Multinational Battle Group West (MNBG-W) tramite il sito web istituzionale della Difesa, che ha pubblicato la notizia lo scorso 7 gennaio.

Il COM KFOR gen Cuoci, si apprende nel dettaglio, in visita presso il Monastero di Decani, ha partecipato alla messa in commemorazione del Natale Ortodosso officiata da padre Sava Janjic, abate dell’unico luogo di culto kosovaro protetto direttamente dal personale militare di KFOR.

L’alto prelato, sottolinea la Difesa, ha colto l’occasione per rinnovare la propria gratitudine per quanto fatto dalla comunità internazionale.

Il gen Cuoci, accolto presso il Monastero dal Comandante MNBG-W, col Ettore Gagliardi, al termine del rito religioso ha avuto occasione di visitare Camp Villaggio Italia, sede del contingente italiano attualmente su base 185° reggimento artiglieria Paracadutisti Folgore.

I militari di Austria, Italia, Moldavia e Slovenia, inquadrati all’interno del MNBG-W a guida italiana, oltre ad avere il compito di vigilare e di proteggere il Monastero di Decani in qualità di first responder (primo responsabile), garantiscono la libertà di movimento nel settore occidentale del Kosovo e sono promotori della realizzazione di progetti CIMIC (Cooperazione Civile e Militare),  tesi a migliorare l’utilità dei servizi a disposizione della popolazione kosovara nel rispetto del multiculturalismo e della pluralità delle confessioni religiose, conclude specificando la Difesa.

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Fonte e foto: MNBG-W KFOR via difesa.it

Il MNBG-W conclude le attività addestrative e raggiunge gli standard di prontezza per l’impiego operativo in Kosovo

Il Multinational Battle Group West (MNGB-W), a guida italiana, su base 185° reggimento Artiglieria Paracadutisti Folgore, ha raggiunto la piena operatività a seguito della conclusione delle attività addestrative che hanno visto coinvolta la componente operativa del Battaglione di Manovra, fa sapere lo stesso MNBG-W tramite il sito istituzionale dello stato maggiore della Difesa.

In particolare, si apprende, la Compagnia Papa, formata sia da personale italiano che personale moldavo, ha ultimato un intenso addestramento caratterizzato da attività congiunte incentrate sul controllo della folla, sul trasporto tattico a mezzo elicottero in risposta a una possibile crisi e sull’indottrinamento specifico per il riconoscimento delle mine anti-uomo.

Il MNBG-W, di stanza a Pec nella base di Villaggio Italia, è costituito da unità italiane, austriache, slovene e moldave ed effettua continue attività addestrative finalizzate al mantenimento degli elevati standard di reattività e prontezza operativa richiesti alle forze di KFOR.

Il MNGN-W, in accordo con la risoluzione 1244 delle Nazioni Unite, ha il compito di garantire la sicurezza del Monastero di Decani, in qualità di first responder, e di fornire il supporto alle Forze di Sicurezza locali per la parte occidentale del Kosovo, assicurando la libertà di movimento e garantendo un ambiente sicuro e protetto nell’area dell’operazione Joint Enterprise.

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