Kosovo

MNBG-W, KFOR: un corso di difesa personale destinato alle donne

Con la consegna degli attestati alle frequentatrici, ha avuto luogo la cerimonia di chiusura del corso di difesa personale femminile tenuto da istruttori del contingente italiano in Kosovo nella città di Peć/Pejë.

Il corso, svolto con personale del contingente italiano in forza al Multinational Battle Group West (MNBGW), è durato oltre 8 settimane, si apprende da un comunicato stampa del 9 maggio scorso dello stesso MNBG-W.

Il progetto, rivolto a donne vittime di violenza domestica, è stato realizzato grazie alla cooperazione tra il personale addetto alla Cooperazione Civile e Militare (CIMIC), i Liaison Monitoring Team (LMT) del Joint Regional Detachment West (JRDW), le istituzioni locali di Peć/Pejë e l’Organizzazione non governativa (NGO) “Women wellness center”.

L’NGO, nata nel 1999 per assistere le donne vittime di violenza durante il conflitto, attualmente fornisce assistenza a quelle vittime di violenza domestica garantendo una dimora a quelle costrette ad abbandonare il tetto coniugale, spiega il comunicato.

A premessa del corso è stato condotto un ciclo addestrativo finalizzato alla formazione di un team di aiuto istruttori di sesso femminile, per poter meglio interagire con le frequentatrici.

Il tipo di difesa personale proposto è finalizzato esclusivamente a insegnare tecniche e strategie per la difesa da aggressioni a livello fisico, psicologico e verbale – come lo strangolamento o la sopraffazione fisica – applicando prese e leve che permettono alla donna aggredita di evitare la minaccia.

L’attività si poneva l’obiettivo di insegnare alle frequentatrici ad apprendere i movimenti base per divincolarsi e difendersi da un attacco fisico, da attacco con arma bianca o con arma da fuoco, ad acquisire un approccio più sicuro e sereno nella vita quotidiana, nonché a riconoscere le situazioni in cui potrebbero risultare più facilmente vulnerabili alle minacce di possibili malintenzionati, si apprende.

Il Comandante del MNBGW, Colonnello Gianfranco Di Marco, ha espresso la sua soddisfazione per la realizzazione del progetto, auspicando che l’esempio fornito dal corso possa essere utile a sostenere e ad affrontare, con azioni concrete, un tema attuale e molto sentito non solo in Kosovo ma in tutta la società moderna.

Il progetto realizzato è di quelli definiti “no cost”, spiega il MNBG-W, che consentono di mettere a disposizione della comunità civile le competenze e le capacità di impiego duale (dual use) delle Forze Armate. Inoltre, è stato organizzato in stretta collaborazione con le l’Assessorato allo sport e alle pari opportunità del Comune di Peć/Pejë e con l’NGO “Youth Innovation Center” che ha dato la disponibilità della palestra dove svolgere le lezioni.

Recentemente, nel pieno rispetto del mandato della missione KFOR e della neutralità della stessa, un paritetico progetto è stato concluso, in coordinamento con il Joint Regional Detachment South East (JRD SE) a favore delle donne responsabili della “Safe House” gestita dalla NGO “Women Shelter” nel villaggio a maggioranza serba di Bostane, nella Municipalità di Novo Brdo/Novobërdë, conclude il comunicato stampa.

Fonte e foto: MNBG-W KFOR

MNBG-W, KFOR: il Cimic in supporto a educazione e sanità in Kosovo

Con la donazione in Kosovo di attrezzature informatiche per l’allestimento di un’aula multimediale in una scuola di Štrpce/Shtërpce e di attrezzature sanitarie per un Centro di medicina familiare Mališevo/Malishevë, rese disponibili dall’Associazione Nazionale Alpini (ANA) di Trento, dal Consultorio familiare e da una associazione di Velletri, si è concluso un progetto di Cooperazione Civile e Militare (CIMIC) di supporto all’educazione e alla sanità.

Lo ha reso noto con un comunicato stampa del 29 aprile il Multinational Battle Group-West (MNBG-W) di KFOR.

Il progetto è nato su iniziativa dell’ANA di Trento che, nello scorso mese di dicembre, ha avviato una raccolta fondi tra tutti i gruppi alpini della provincia, si apprende. La cellula CIMIC del Multinational Battle Group West ha deciso, in base alle necessità, ove destinare le donazioni.

Presso la scuola elementare “Saja Markovic” del villaggio Gornja Bitinja/Biti, frequentata da circa 100 alunni di etnia serba, è stata allestita un’aula multimediale con attrezzature informatiche. Al taglio del nastro erano presenti l’Ambasciatore d’Italia Piero Cristoforo Sardi, il Presidente dell’ANA di Trento, Maurizio Pinamonti, il Comandante del MNBG-W, Colonnello Gianfranco Di Marco, il direttore della Scuola, Dr. Mile Stojavovio, e rappresentanti delle istituzioni locali.

Due defibrillatori e un elettrocardiografo, inoltre, sono stati donati al Centro di medicina familiare “Dr. Shpetim Robaj” della municipalità di Mališevo/Malishevë a maggioranza kosovaro-albanese.

Il Direttore del Centro, Dr. Nuhi Morina, ha ringraziato il Presidente dell’ANA di Trento e il Comandante del MNBG-W perché “le nuove attrezzature non solo elevano la qualità dei servizi offerti alla popolazione locale, ma offrono la possibilità concreta di salvare vite umane”, conclude il comunicato.

Fonte e foto: MNBG-W KFOR

MNBG-W, KFOR: donazione di farmaci a ospedali e poliambulatori

Il contingente italiano nella missione in Kosovo ha portato a termine nei giorni scorsi una donazione di farmaci per gli ospedali regionali di Peč e di Djakovica e i poliambulatori di Osojane e Gorazdevac, nell’area ovest del Kosovo, ha fatto sapere il Multinational Battle Group-West (MNBG-W) di KFOR con un comunicato stampa dell’8 aprile.

L’importante quantitativo di farmaci, si apprende, è stato raccolto e messo a disposizione dalla Fondazione Banco Farmaceutico Onlus.

Le donazioni sono avvenute presso gli Ospedali Regionali di Peč/Pejë e di Djakovica/Gjakovë, i due più importanti ospedali presenti nell’area del paese in cui opera il contingente italiano. Altre due donazioni hanno avuto luogo presso due poliambulatori situati nelle zone abitate da minoranze serbe: Osojane/Osojan e Gorazdevač/Gorazdhec.

“La ripartizione dei medicinali è avvenuta in maniera proporzionale alle diverse utenze delle citate strutture sanitare e nel pieno rispetto del principio di imparzialità di assistenza a tutta la popolazione del Kosovo”, precisa il MNBG-W.

Il Colonnello Gianfranco Di Marco, Comandante del MNBG-W, intervenendo alle donazioni, ha evidenziato che l’iniziativa scaturisce dall’azione congiunta tra la Fondazione Banco Farmaceutico Onlus, il Comando Operativo di Vertice Interforze (COI) e l’Ordinariato Militare che ha portato alla stipula di un Protocollo d’Intesa, ratificato a Roma il 10 maggio dello scorso anno.

Il progetto si prefigge lo scopo di fornire gratuitamente farmaci alle popolazioni che vivono in condizione di povertà nelle aree di crisi dove le Forze Armate Italiane operano quotidianamente per garantire la sicurezza.

Una simile attività, ad esempio, è stata già condotta nel mese di marzo in Niger, ricorda il comunicato (link all’articolo).

L’accordo prevede che i farmaci, messi a disposizione dalla Fondazione Banco Farmaceutico – attraverso la donazione aziendale da parte di 25 aziende farmaceutiche che cedono i farmaci in eccedenza – vengano trasportati con vettori militari nelle aree in cui operano le Forze Armate Italiane.

Una volta giunti nei teatri operativi, i farmaci vengono donati nell’ambito di specifiche attività di Cooperazione Civile e Militare (CIMIC), attraverso gli accordi e le intese che il personale militare, dedicato al settore, intraprende mediante il dialogo con le autorità e i rappresentanti delle comunità locali.

“I direttori sanitari dei due ospedali e dei due poliambulatori hanno mostrato riconoscenza per lo sforzo compiuto e per l’attenzione che da sempre KFOR e il contingente italiano dedicano alle fasce più bisognose”, conclude il comunicato.

Fonte e foto: MNBG-W KFOR

 

MNBG-W, KFOR: la Southern Dragon, esercitazione di schieramento rapido con elicotteri nel sud del Kosovo

“I militari italiani della missione in Kosovo KFOR si addestrano per essere pronti a intervenire in tutto il paese per prevenire qualsiasi situazione che possa compromettere la sicurezza e la libertà di movimento”, rende noto un comunicato stampa del Multinational Battle Group – West (MNBG-W) di ieri, 5 aprile.

In dettaglio si apprende, nella municipalità di Dragaš/Dragash, territorio situato nella parte più a sud del Kosovo, i militari italiani dell’MNBG-W hanno condotto una esercitazione di schieramento rapido mediante l’utilizzo di elicotteri, denominata Southern Dragon.

Scopo dell’attività è stato quello di incrementare il livello di addestramento e di interoperabilità tra le unità militari delle diverse nazioni partecipanti alla missione in Kosovo, consolidare la capacità a operare in aree boschive e in ambiente notturno.

L’esercitazione, spiega il comunicato, ha visto coinvolta la compagnia di manovra italiana, enucleata dall’8° reggimento Artiglieria terrestre Pasubio, con il supporto di due elicotteri Mi-8 del contingente croato, di un team per la bonifica di ordigni esplosivi (Explosive Ordnance Disposal – EOD) del contingente moldavo, di un team sanitario sloveno e di due nuclei di Military Police dei Carabinieri.

Il coordinamento delle unità impiegate e la gestione delle operazioni sono stati garantiti dal Tactical Operations Center (TOC) nella base di Camp Villaggio Italia a Peč/Pejë.

Nel contesto dell’esercitazione è stato supposto un intervento rapido da realizzare a seguito della segnalazione di presenza di probabili elementi ostili in un caseggiato situato in un’area boschiva. La compagnia è stata attivata e infiltrata in breve tempo, nel luogo identificato, mediante l’impiego degli elicotteri.

La pianificazione speditiva dell’azione è avvenuta sul posto con la tecnica del Rehearsal of Concept (ROC) Drill.

Con il ROC Drill il Comandante dell’unità espone ai suoi subordinati le fasi dell’esecuzione del piano per sincronizzare i tempi e le modalità dell’azione. A tal fine viene riprodotta, con mezzi di circostanza, la zona interessata all’operazione evidenziando gli elementi caratteristici del terreno e gli ostacoli. L’intervento è avvenuto nel corso della notte per potenziare le capacità di azione tramite l’impiego di sistemi a intensificazione di luce per la visione notturna.

“L’esercitazione Southern Dragon si inquadra nell’ambito delle attività addestrative congiunte, volte a rafforzare l’amalgama e consentire l’interoperabilità tra le componenti militari delle diverse nazioni contribuenti all’Operazione, al fine di garantire una pronta ed efficace risposta in caso di necessità”, conclude il MNBG-W.

Fonte e foto: MNBG-W KFOR

MNBG-W, KFOR: progetti Cimic per le scuole in sostegno all’istruzione e contro l’abbandono scolastico

“Con la simbolica cerimonia di taglio del nastro i militari italiani della Missione in Kosovo hanno inaugurato due progetti CIMIC (Civil Military Cooperation) in due scuole delle Municipalità di Decane/Decani e di Dragas/Dragash”, ha fatto sapere con un comunicato stampa del 22 marzo il Multinational Battle Group – West (MNBG-W) di KFOR.

Entrambi i progetti rientrano nell’ambito di un programma di sostegno all’istruzione volto a contrastare il fenomeno della dispersione scolastica nella scuola primaria e secondaria di primo grado, si apprende, incentivando la frequenza dei ragazzi anche mediante l’offerta di attrezzature sportive e ricreative.

La programmazione degli interventi da realizzare è stata concordata attraverso gli incontri e il dialogo continuo tra i militari che operano nell’ambito del CIMIC e i responsabili delle istituzioni scolastiche locali, che rappresentano le esigenze da soddisfare o le carenze da colmare.

Nello specifico, i militari italiani della Missione in Kosovo hanno donato un parco giochi alla scuola “Heronjtè i Dukagjinit” del villaggio di Glodjane/Gllogjan nella Municipalità di Decane/Decani.

Il progetto è stato realizzato per soddisfare la richiesta pervenuta al Comandante del Multinational Battle Group West (MNBG-W), su base 8° reggimento Artiglieria Terrestre Pasubio, da Lumnije Avdiaj, direttrice dell’istituto nel quale era stato registrato un innalzamento del fenomeno dell’abbandono.

Nel corso della cerimonia di donazione, alla quale ha preso parte anche l’assessore all’istruzione della municipalità di Decane/Decani, Sig Bekim Vishaj, la Direttrice della scuola ha ringraziato i militari della missione Kosovo KFOR, e in particolare il col Gianfranco Di Marco per aver accolto la richiesta e aver realizzato il playground che favorirà l’attività ludica quale strumento per rafforzare l’acquisizione delle regole e la convivenza civile.

Il secondo progetto, inquadrato sempre nell’ambito del contrasto alla dispersione scolastica, è stato inaugurato presso la scuola elementare e media inferiore “Shaban Shabani”, nella Municipalità di Dragas/Dragash, situata all’estremità meridionale del Kosovo. Un istituto che conta 90 alunni provenienti dal villaggio di Plav, costituito da circa 160 famiglie.

La struttura scolastica non aveva spazi dedicati alla pratica dell’attività fisica per cui, accogliendo la richiesta pervenuta dall’assessore all’istruzione Vloran Cenaj, è stata allestita un’area all’aperto dove sono stati realizzati un campo polivalente da gioco (calcio, tennis, basket e pallavolo) con le relative attrezzature sportive e un’area giochi per gli studenti delle classi primarie.

Alla cerimonia di donazione dei militari italiani in Kosovo, presieduta dal Comandante del MNBG-W, oltre al Direttore della scuola, Bahtijar Bojaxhiu, hanno preso parte, l’assessore Cenaj, in rappresentanza della Municipalità, e il Vice Ministro all’Istruzione Azem Guri a testimonianza della solidità dei rapporti che intercorrono tra i militari KFOR, la popolazione e le istituzioni locali.

Fonte e foto: MNBG-W KFOR

MNBG-W, KFOR: corso BLSD per sensibilizzare all’uso del defibrillatore

Nella Sala Consiliare del comune di Istok, in Kosovo, è stato svolto un corso di BLSD (Basic Life Support and Defibrillation) incentrato sulle manovre e le tecniche di primo soccorso da praticare su soggetti colpiti da arresto cardiaco mediante l’impiego di defibrillatore automatico, a favore di 36 insegnanti provenienti da 11 scuole di ogni ordine e grado della municipalità.

Ne ha dato notizia con un comunicato stampa del 15 febbraio il Multinational Battle Group – West (MNBG-W) della missione KFOR.

Il corso si inquadra nelle attività di Cooperazione Civile e Militare (CIMIC) condotte dal MNBG-W, attualmente a guida 8° reggimento Artiglieria terrestre Pasubio di Persano (SA), per promuovere e consolidare la collaborazione tra le forze KFOR e le istituzioni locali al fine di supportarle o di renderle autonome nello svolgimento delle proprie finalità.

“Nel caso specifico – spiega il MNBG-W – il progetto è stato realizzato a ‘costo zero’ avvalendosi delle capacità dual use delle Forze Armate attraverso l’impiego, quali istruttori, di personale sanitario qualificato del contingente italiano inquadrato nel MNBG-W della Missione in Kosovo in collaborazione con la Croce Rossa della municipalità di Istok”.

Al progetto hanno aderito insegnanti di etnia albanese della municipalità di Istok ma anche alcuni insegnanti delle scuole del villaggio di etnia serba di Osojane, si apprende.

“Tale non meno importante obiettivo – spiega il MNBG-W in dettaglio – è stato raggiunto attraverso diversi meeting condotti dai militari che operano nel campo CIMIC con i rappresentanti delle istituzioni kosovare – albanesi e con quelli della minoranza etnica serba della municipalità in questione. Nel pieno rispetto del mandato della Risoluzione n° 1244 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU i militari della Missione in Kosovo KFOR operano in maniera imparziale a favore di tutta la popolazione del paese balcanico promuovendo il dialogo e l’integrazione tra le diverse etnie presenti”.

Il corso è stato articolato, secondo un protocollo standard, in una prima fase teorica con lezioni frontali seguita da una fase pratica attraverso esercitazioni di applicazione delle tecniche acquisite nonché di impiego del defibrillatore su manichini didattici adulto/infantili.

Al termine del corso sono stati consegnati gli attestati di partecipazione agli insegnanti intervenuti.

Il progetto realizzato rientra in una più ampia campagna di sensibilizzazione sul tema della diffusione e dell’utilizzo dei defibrillatori, condotta dalle istituzioni kosovare, volta all’incremento del numero di dispositivi salvavita nei luoghi pubblici e del numero di persone in grado di utilizzarli. I militari italiani della Missione in Kosovo hanno colto favorevolmente l’appello a sostenere la campagna fornendo la disponibilità a impiantare ulteriori corsi di formazione come quello svolto, spiega il MNBG-W.

Tra i diversi compiti assolti dalle Forze Armate nelle Missioni Internazionali vi è anche quello di promuovere il “Capacity Building”, ovvero il processo di implementazione o di rafforzamento delle potenzialità in campo militare, istituzionale, economico, manageriale, attraverso apporti esterni o attraverso l’utilizzo di capacità già esistenti. In tale quadro l’impiego combinato di tecnologie all’avanguardia e di determinate “professionalità” militari spesso consente di realizzare, secondo il principio del “dual use”, attività e progetti non solo in campo militare, come l’addestramento di Forze Armate e di Polizia, ma anche in campo civile, conclude il comunicato.

Fonte e foto: MNBG-W KFOR

Difesa: Il CaSMD gen Vecciarelli in Kosovo incontra i militari italiani della missione KFOR

Il Capo di Stato Maggiore della Difesa (CaSMD), Generale Enzo Vecciarelli, ha fatto visita al personale italiano in servizio presso il comando della forza NATO di Pristina, dove è stato accolto dal Comandante della Kosovo Force (COMKFOR), gen Lorenzo D’Addario.

“Il gen D’Addario ha illustrato la situazione nell’area di responsabilità della missione con particolare attenzione al ruolo della KFOR nel mantenere sicurezza e stabilità, necessarie premesse allo sviluppo economico e sociale della regione”, scrive lo stato maggiore della Difesa nel comunicato stampa del 29 dicembre con cui dà notizia della visita in teatro operativo.

In tale occasione il gen Vecciarelli ha incontrato i militari dell’Esercito, dell’Aeronautica e dei Carabinieri e, nel rivolgersi direttamente a loro, ha affermato di “essere consapevole del vostro sacrificio e di quello delle vostre famiglie che in questi giorni avvertiranno ancor di più la vostra mancanza”.

“Il vostro impegno – ha aggiunto il gen Vecciarelli – è apprezzato dai nostri concittadini e dalla comunità internazionale e rende tutto il Paese orgoglioso delle proprie Forze Armate”.

Successivamente il gen Vecciarelli ha raggiunto Camp Villaggio Italia di Peć/Pejë, dove è dislocato il Multinational Battle Group West (MNBG-W), la pedina operativa multinazionale a guida italiana nell’area ovest del paese che comprende militari italiani, austriaci, sloveni e moldavi.

“L’Italia è presente in Kosovo dal 1999 e, con circa 550 militari impegnati nella missione NATO, assiste le istituzioni locali nel processo di sviluppo e supporta la comunitá internazionale per garantire un futuro migliore a tutta la popolazione locale”, conclude il comunicato.

Fonte e foto: PI SMD

MNBG-W, KFOR: il 5° Alpini cede il comando all’8° rgt Artiglieria terrestre Pasubio

Si è tenuta l’11 dicembre scorso, nella base Camp Villaggio Italia di Peć/Peja, in Kosovo, la cerimonia del passaggio di consegne tra il 5° reggimento Alpini di Vipiteno, Bolzano, e l’8° reggimento Artiglieria Terrestre Pasubio di Persano, Salerno, che subentra duqnue alla guida del Multinational Battle Group West (MNBG-W) della missione in Kosovo, unità multinazionale a guida italiana composta da militari italiani, sloveni, austriaci e moldavi, garante della sicurezza nel settore occidentale del Paese.

Lo ha reso noto con un comunicato stampa lo stesso MNBG-W.

Durante i sei mesi di mandato, il personale italiano del 5° Alpini ha svolto numerose attività operative in tutto il territorio del Kosovo, esercitazioni in contesto multinazionale e attività CIMIC (Civilian Military Cooperation) destinate a garantire un diretto e immediato sostegno alla popolazione locale.

Tra queste ultime attività meritano senz’altro di essere ricordate la donazione di un’incubatrice, in favore del reparto di neonatologia dell’Ospedale Civile di Peć/Peja, e le numerose iniziative volte a sostegno di alcuni istituti scolastici, come donazioni di materiale ed equipaggiamento e alcuni interventi di bonifica sanitaria messi a punto da personale specializzato del contingente italiano in Kosovo.

La vicinanza tra i militari italiani e gli istituti scolastici è stata rimarcata dalla partecipazione di tre scolaresche alla cerimonia del cambio di comando, con gli alunni che hanno sventolato il Tricolore italiano nella durata della cerimonia militare.

Un altro ambizioso progetto CIMIC ha permesso di valorizzare le particolari caratteristiche tipiche di un reggimento alpino, scrive il MNBG-W: “grazie a qualificati istruttori, è stato infatti possibile condurre un addestramento in favore delle KSF e della Peć/Peja Mountain Rescue Team, mirato ad accrescere le capacità di queste organizzazioni nelle tecniche e procedure tipiche del soccorso alpino”.  

Il col Ruggero Cucchini, Comandante uscente del MNBG-W, ha voluto ringraziare tutto il personale alle sue dipendenze per gli ottimi risultati ottenuti in questi sei mesi di attività. Scrive il MNBG-W: “nonostante la difficoltà legata alla distanza dai propri cari, i militari del 5° Alpini hanno operato con dedizione e professionalità, assolvendo tutti i compiti a loro affidati dal comando superiore della missione KFOR, missione a guida NATO sotto egida ONU con il compito di garantire sicurezza e libertà di movimento all’interno del Paese”.

Presente alla cerimonia anche il Comandante di KFOR, gen Lorenzo D’Addario, che ha ringraziato a sua volta i militari del 5° Alpini per l’importante contributo al progresso della missione e ha rivolto i migliori auguri per il mandato al personale del 8° reggimento Artiglieria Terrestre Pasubio, comandato dal col Gianfranco Di Marco.

Le bandiere del 5° Alpini e dell’8° Pasubio si incrociano quindi ancora una volta nel corso della storia: i due reggimenti, ricorda il comunicato stampa, “operarono fianco a fianco già nel gennaio del 1943 in terra di Russia, e assieme forzarono la sacca di Nikolaevka, scrivendo delle epiche pagine di storia dell’Esercito Italiano”.

Il contesto oggi è decisamente cambiato, ma sono rimasti immutati l’impegno e la dedizione con cui gli uomini e le donne di questi due reggimenti – e di tutti i reparti delle Forze Armate Italiane – svolgono le proprie mansioni, tanto in territorio nazionale quanto all’estero, conlcude il MNBG-W.

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Fonte e foto: MNBG-W

MNBG-W, KFOR: un parco giochi per i bambini di Dečani con il sostegno del CIMIC italiano

È stato inaugurato nella mattina del 24 settembre scorso un nuovo parco giochi per bambini in località Carrarog I – Eprem, un abitato in periferia della città di Dečani/Deçan, grazie all’aiuto dei militari impiegati nella missione in Kosovo denominata KFOR, fa sapere con un comunicato stampa del 25 settembre il Multinational Battle Group-West (MNBG-W).

“Il CIMIC italiano – sottolinea il comunicato – ha fortemente sostenuto in più modi il progetto che ha permesso la riqualifica di un parco giochi, dotato non solo di strutture ricreative per i bambini più piccoli, ma anche di aree in cui poter praticare liberamente sport come il calcio o il basket, permettendo così ai giovani di poter vivere un’infanzia serena, tra svago e giochi di squadra che possano accrescere il senso di comunità, unione e rispetto per il prossimo”.

Attività di questo tipo sono molto importanti, sottolinea il MNBG-W, poiché vanno a tangibile supporto di una categoria, quella dei bambini e adolescenti, tra le più a rischio in un’area in cui è ancora forte il ricordo delle violenze di quel conflitto di fine Anni 90 che spinse il Consiglio di Sicurezza delle Nazione Unite, mediante la risoluzione n° 1244, a inviare una forza multinazionale in Kosovo al fine di far cessare gli scontri interetnici: il contingente KFOR (Kosovo Force), di cui l’Italia è sempre stata importante protagonista sin dall’origine dell’operazione nel 1999.

All’inaugurazione del nuovo parco giochi era presente il col Ruggero Cucchini, comandante del MNBG-W, unità multinazionale composta da italiani, sloveni, austriaci e moldavi, di competenza nella regione occidentale del Kosovo, e già comandante del 5° reggimento Alpini di Vipiteno, reparto che attualmente costituisce l’ossatura del contingente italiano in Kosovo, spiega il comunicato.

Il col Cucchini ha voluto sottolineare l’importanza di questo progetto dedicato ai bambini e ai giovani cittadini kosovari, poiché a loro è affidato l’importante compito di superare le diffidenze legate alla convivenza interetnica per garantire un miglior futuro a questo Paese.

Approfondimenti (fonte MNBG-W):

CIMIC

Il CIMIC è la branca militare composta da personale qualificato nel soccorso e nella ricostruzione di aree sconvolte da conflitti. CIMIC è l’acronimo che indica la Civil Military Cooperation, una funzione operativa che presiede all’interazione tra le forze militari e le componenti civili presenti nelle aree di crisi. Oggi giorno, la cooperazione con la componente civile presente nelle aree di crisi è indispensabile per il compimento della missione.

KFOR

KFOR, attualmente guidata dal Generale di Divisione Salvatore Cuoci, è la missione della NATO di maggior successo che vede le Forze Armate Italiane impegnate sin dal 1999. Ad oggi, all’operazione denominata “Joint Enterprise” partecipano circa 4.000 soldati di 28 Paesi differenti e il contingente italiano conta oltre 500 militari inquadrati in diverse unità multinazionali a guida italiana come il Multinational Battle Group West (MNBG-W), la Multinational Specialized Unit (MSU) dell’Arma dei Carabinieri, il Joint Regional Detachment – South East (JRD – SE) oltre che in numerosi incarichi di responsabilità presso il quartier generale di Priština/Prishtinë.

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Fonte e foto: MNBG-W KFOR

KFOR: il Ministro della Difesa on Trenta e il CaSMD gen Graziano in visita in Kosovo

Il Ministro della Difesa, on Elisabetta Trenta, e il Capo di Stato Maggiore della Difesa (CaSMD), gen Claudio Graziano, hanno fatto visita al contingente italiano in Kosovo nella giornata del 18 settembre, ha fatto sapere il Multinational Battle Group West (MNBG-W), inquadrato nella NATO Kosovo Force (KFOR), con un comunicato stampa di ieri, 19 settembre.

Il ministro Trenta, si apprende, è stata accolta dal Comandante di KFOR, Generale di Divisione Salvatore Cuoci, con il quale, nell’ambito di una riunione, ha discusso dell’attuale situazione del Paese e della Regione balcanica.

Subito dopo ha avuto modo di incontrare il Presidente del Kosovo, Hahim Thaci, e il Primo Ministro, Ramush Haradinaj: in occasione di queste visite alle più alte cariche istituzionali kosovare, il Ministro ha siglato un Memorandum of Understanding che sancisce una collaborazione tra Forze Armate Italiane e Forze di Sicurezza del Kosovo.

A conclusione della mattinata nella capitale, il ministro Trenta ha incontrato i militari italiani della base Camp Film City, sede del quartier generale di KFOR.

Dopo l’indirizzo di saluto del gen Cuoci, hanno preso la parola prima il Capo di Stato Maggiore della Difesa e successivamente il Ministro.

Nei loro discorsi, entrambi hanno sottolineato come l’impegno dei militari italiani sia internazionalmente riconosciuto e apprezzato e hanno ringraziato gli stessi per la professionalità e la dedizione con cui svolgono quotidianamente il loro lavoro dando lustro alle Forze Armate e all’Italia in un contesto multinazionale.

Nel pomeriggio il ministro Trenta, accompagnata dal gen Graziano, ha salutato il personale del MNBG-W, unità multinazionale a guida italiana composta da italiani, sloveni, austriaci e moldavi, di competenza nel settore occidentale del Kosovo, nella base Camp Villaggio Italia a Peć/Peja.

Il gen Graziano ha voluto ricordare l’impegno delle Forze Armate Italiane in teatro “sin dall’ingresso in Kosovo nel 1999, e tutta la strada che è stata percorsa da allora, perché grazie al vostro impegno questa zona come tante altre hanno una possibilità per il futuro”.

Anche il ministro Trenta ha evidenziato come l’operazione KFOR sia un importante elemento di stabilità per l’area balcanica, rivolgendo un “apprezzamento a tutti gli uomini e le donne del MNBG-W per il fondamentale contributo che danno quotidianamente al successo di questa missione: siate orgogliosi di questi risultati, siate orgogliosi di avere dalla vostra parte il cuore e le menti del popolo kosovaro, così come noi in Italia siamo orgogliosi di voi”.

Di seguito, la delegazione si è recata in visita presso il Monastero di Visoki Dečani: nei pressi di questo importante sito di culto ortodosso, dal 2004 Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO, i militari del MNBG-W, comandati dal col Ruggero Cucchini, svolgono compiti di presidio continuativo.

Il ministro Trenta e il gen Graziano hanno quindi avuto un breve colloquio con l’abate Padre Sava Janjic, per poi far rientro a Priština/Prishtinë.

KFOR, attualmente guidata dal Generale di Divisione Salvatore Cuoci, è la missione della NATO di maggior successo che vede le Forze Armate Italiane impegnate sin dal 1999.

Ad oggi, ricorda il comunicato stampa di KFOR, all’operazione denominata “Joint Enterprise” partecipano circa 4.000 soldati di 28 Paesi differenti e il contingente italiano conta oltre 500 militari inquadrati in diverse unità multinazionali tutte a guida italiana come il Multinational Battle Group West (MNBG-W), la Multinational Specialized Unit (MSU) dell’Arma dei Carabinieri, il Joint Regional Detachment – South East (JRD – SE), oltre che in numerosi incarichi di responsabilità presso il quartier generale di Priština/Prishtinë.

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