Kosovo

RC-W, KFOR: incrementate le attività operative per il raggiungimento della FOC

Continuano le attività operative condotte dal contingente italiano del Regional Command West (RC-W), su base 24° Reggimento artiglieria terrestre Peloritani di Messina, dallo scorso 13 giugno schierato nel settore occidentale del Kosovo.

A seguito della rimodulazione della struttura ordinativa dei Comandi NATO presenti in Kosovo, sancita il 15 agosto scorso, ricorda con un comunicato stampa odierno lo stesso RC-W, il Comando ha incrementato la condotta delle attività operative e addestrative al fine di raggiungere la Full Operational Capability (FOC), ovvero la piena capacità operativa del neocostituito comando multinazionale.

L’incremento delle attività operative è finalizzato a garantire una maggiore presenza delle unità del RC-W su tutto il versante occidentale del Kosovo.

In particolare, le operazioni condotte dal contingente italiano, in cooperazione con altri assetti multinazionali della missione in Kosovo, variano dalle pattuglie appiedate a quelle elitrasportate, dalle attività svolte in supporto alle forze di polizia locale a quelle di controllo del confine amministrativo che separa la Serbia dal Kosovo, eseguite congiuntamente alle unità dell’Esercito serbo.

A questa attività va aggiunta la vigilanza, senza soluzione di continuità, al monastero di Visoki-Decani, simbolo della religione cristiana ortodossa, dal 2004 dichiarato patrimonio dell’UNESCO.

Si tratta di un insieme di attività operative svolte dai diversi assetti alle dipendenze del Comandante del RC-W, Colonnello Daniele Pisani, al quale è assegnata l’autorità di “battlespace owner”, ovvero responsabile della condotta di tutte le operazioni, nonché della gestione degli assetti terrestri, schierati nel versante occidentale del Kosovo, per l’assolvimento dei compiti assegnati.

In tale quadro, sottolinea il comunicato stampa, riveste una notevole importanza la funzione svolta dagli assetti non cinetici (LMT), ovvero dai team di collegamento che sono quotidianamente a contatto con la popolazione e le istituzioni locali.

“Una molteplicità di sistemi, che, interagendo tra loro, grazie al coordinamento ottenuto mediante un sinergico lavoro di staff, contribuiscono al costante mantenimento di un ambiente stabile e sicuro”, conclude il RC-W.

Fonte e foto: RC-W

RC-W KFOR: esercitazione Tangled Eel in caso di escalation di tumulti

“Si è svolta nei giorni scorsi nella missione in Kosovo l’esercitazione Tangled Eel, condotta dagli assetti del Regional Command West (RC-W) allo scopo di perfezionare l’interoperabilità tra gli assetti forniti dai vari paesi che contribuiscono alla missione in Kosovo Joint Enterprise”, fa sapere lo stesso RC-W con un comunicato stampa odierno.

L’RC-W, ricorda il comunicato, è il comando multinazionale a guida italiana da cui dipendono sia unità di manovra, volte a garantire la sicurezza del settore occidentale del Kosovo, che squadre di collegamento e monitoraggio denominate Liaison Monitoring Team (LMT), destinate alla cooperazione e al collegamento con la popolazione locale.

Lo scenario simulato per la condotta dell’esercitazione ha visto coinvolte le forze di manovra dell’RC-W in una “field house evacuation operation”, ovvero l’esfiltrazione di una squadra di collegamento e monitoraggio (LMT) dalla struttura nella quale quest’ultima opera quotidianamente, a seguito di una escalation di proteste, simulata appositamente per la condotta dell’addestramento da parte di unità della KFOR nel ruolo di forze contrapposte.

L’esercitazione è stata suddivisa in tre fasi, si apprende. Nella prima fase una componente di fanteria media austriaca, con l’aiuto di mezzi blindati, ha isolato l’area destinata alla condotta delle operazioni precludendo alla simulata folla in tumulto di ricevere rinforzi provenienti dall’esterno del dispositivo.

Nella seconda fase, assetti antisommossa italiani e moldavi, raggiungendo l’area dei disordini, i primi a bordo di mezzi blindati VTLM Lince, gli altri mediante infiltrazione a mezzo elicottero, si sono schierati a ridosso della folla, garantendone il controllo e la successiva disarticolazione.

La terza e ultima fase ha visto l’impiego di un plotone su base 24° Reggimento Peloritani che, raggiunta la zona dell’esercitazione con elicotteri multiruolo, ha condotto il recupero e la successiva esfiltrazione del team di collegamento.

La complessa attività addestrativa è stata pianificata e condotta per testare le capacità di coordinamento tra le varie unità, l’uniformità delle procedure tecnico-tattiche impiegate in teatro operativo, le tempistiche e le modalità di reazione attuate al verificarsi di eventi che potrebbero minacciare la sicurezza del personale di KFOR, la stabilità e la libertà di movimento nell’area di responsabilità del Comando.

L’RC-W ingloba unità della KFOR provenienti da sette Paesi diversi, quali Italia, Slovenia, Austria, Moldavia, Turchia, Polonia e Svizzera. “I sette Paesi – conclude il comunicato – costituiscono un’unica forza che contribuisce al mantenimento di un ambiente sicuro, come stabilito dalla risoluzione 1244 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite”.

Fonte e foto: RC-W KFOR

RC-W, KFOR: lezioni di primo soccorso per i giovani atleti del Kosovo da parte dei militari italiani

“È in corso in questi giorni in Kosovo una campagna di formazione sul primo soccorso, denominata “My life in Your hands”, nata dalla collaborazione tra il Regional Command West (RC-W) e l’assessorato allo sport e alla cultura del comune di Peč/Pejë, municipalità che rientra nell’area in cui operano i soldati italiani del contingente multinazionale ovest in missione in Kosovo”, ha fatto sapere con un comunicato stampa odierno lo stesso RC-W.

L’iniziativa è volta a istruire i giovani atleti, appartenenti a diverse fasce di età e provenienti da varie associazioni sportive locali, a intervenire in caso di arresto cardio-respiratorio e traumi di varia natura, attraverso l’applicazione di procedure di primo soccorso e di rianimazione, volte al ripristino e al mantenimento delle funzioni vitali.

L’iniziativa prevede la realizzazione di un ciclo di incontri presso i vari centri sportivi che hanno aderito al progetto, con il coinvolgimento di circa venti associazioni sportive e oltre duecento giovani atleti, si apprende.

Il corso, articolato secondo un protocollo standard teorico/pratico che prevede l’acquisizione delle procedure “salvavita” mediante l’impiego di manichini didattici, è stato caratterizzato da momenti di confronto tra gli atleti che hanno presenziato ai vari incontri e il personale sanitario militare dell’RC-W che ha condotto l’attività.

“Per la realizzazione del progetto l’RC-W, unità operativa multinazionale a guida italiana su base 24° Reggimento Peloritani e inquadrato all’interno della missione NATO KFOR, si è avvalso dei propri assetti sanitari in missione in Kosovo, impiegandoli secondo il principio del dual use, un duplice impiego non soltanto nella conduzione delle normali attività operative ma anche a sostegno della popolazione locale, nel caso specifico, in favore dei giovani atleti appartenenti alle diverse etnie presenti nel settore occidentale del Kosovo, accomunati da un’unica passione per lo sport”, conclude il comunicato.

Fonte e foto: RC-W KFOR

RC-W, KFOR: il CIMIC supporta la sanità locale in Kosovo

I soldati italiani del Regional Command West (RC-W), in missione in Kosovo, hanno recentemente effettuato una donazione di strumenti elettromedicali e presidi medici in favore della popolazione locale.

Più in dettaglio, lo stesso RC-W ha fatto sapere con un comunicato stampa del 30 agosto che “si è concluso un progetto di Cooperazione Civile e Militare (CIMIC) che ha visto i soldati italiani del Regional Command West (RC-W), impegnati nell’ambito della missione in Kosovo denominata Joint Enterprise, effettuare una donazione di apparati elettromedicali e presidi medici presso il centro di medicina familiare del villaggio di etnia serba di Gorazdevac”.

La donazione, si apprende, è nata dalla collaborazione tra l’unità CIMC del RC-W e le istituzioni locali ed è stata resa possibile grazie a un donatore italiano, nello specifico la dottoressa Silvana Paratore, da diversi anni impegnata nel campo del volontariato nella città di Messina e insignita dell’Onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

Il progetto di Cooperazione Civile e Militare, fa sapere l’RC-W, ha permesso la distribuzione di diverse apparecchiature per la misurazione del tasso glicemico, misuratori per l’autocontrollo della glicemia e altri presidi medici chirurgici. Presenti alla donazione, oltre al personale medico e infermieristico della struttura, il comandante del Regional Command West, Colonnello Daniele Pisani, accompagnato dal suo staff.

La direttrice del centro di medicina familiare, dottoressa Stanisllava Radovic, al termine della donazione ha espresso la sua profonda gratitudine per i materiali ricevuti, riferisce il comunicato, aggiungendo che risultano essere di vitale importanza sia per la comunità di Gorazdevac, che per altri piccoli villaggi di etnia serba assistiti dalla stessa clinica, considerando che il 30% dei residenti è affetto da diabete mellito.

Infine, la direttrice ha ringraziato il Comandante dell’RC-W e il team CIMIC che ha condotto la donazione per il continuo supporto che i soldati italiani in missione in Kosovo forniscono al centro di medicina familiare e a tutta la popolazione di Gorazdevac.

Fonte e foto: RC-W KFOR

Kosovo, il MNBG-W diventa Regional Command West: assetti anche da Turchia, Polonia e Svizzera

Si è svolta lo scorso 15 agosto, al Comando NATO-KFOR di Pristina, alla presenza del Comandante della missione in Kosovo, Generale di Divisione Lorenzo D’Addario, e delle autorità civili e militari, la cerimonia che ha sancito il cambio di denominazione del Multinational Battle Group West (MNBG-W) in Regional Command West (RC-W), unità a guida italiana schierata nel settore occidentale del Kosovo, si è appreso da un comunicato stampa del nuovo Regional Command – West.

La cerimonia ha suggellato la rimodulazione della catena di comando e controllo delle unità schierate nel teatro operativo del Kosovo, spiega il comunicato.

“L’RC-W ha infatti inglobato, oltre alle unità cinetiche, destinate al controllo del territorio in termini di sicurezza, quelle non cinetiche, unità destinate alla cooperazione e al collegamento con la popolazione locale, queste ultime – spiega in dettaglio lo stesso comando – fino a oggi alle dipendenze di un comando parallelo denominato Joint Regional Detachment West (JRD – W)”.

Con la trasformazione il Comandante del RC-W, Colonnello Daniele Pisani, ha assunto la totale responsabilità del settore ovest del Kosovo.

La trasformazione non ha comportato un cambiamento in termini numerici, si apprende, le unità del RC-W, attualmente schierate in teatro operativo, continueranno a svolgere attività di supporto alla sicurezza e alla stabilità dell’area di responsabilità, mediante unità di manovra a livello battaglione.

Il collegamento con le autorità locali e le organizzazioni non governative a livello regionale per il monitoraggio del territorio saranno svolti da team multinazionali, denominati Liaison Monitoring Team (LMT), ovvero squadre di collegamento e monitoraggio, operanti nelle 15 municipalità che rientrano nel settore di competenza del RC-W.

Un altro aspetto significativo della trasformazione riguarda l’incremento della multinazionalità dell’RC-W che vede aggiungersi, alle quattro nazioni operanti nel preesistente MNBG-W, ovvero Italia, Austria, Slovenia e Moldavia, assetti provenienti da Turchia, Polonia e Svizzera.

“L’unicità di comando, sotto la quale rientrano sia gli assetti cinetici che quelli non cinetici, ha permesso di migliorare il coordinamento delle attività, garantendo un supporto ancora più efficace per l’assolvimento della missione in Kosovo, ovvero, contribuire al mantenimento di un ambiente stabile, consolidando il progresso socio-economico che da venti anni il Kosovo vive”, conclude il comunicato richiamando quanto già anticipato in un video dello Stato Maggiore della Difesa dallo stesso Col Pisani qualche giorni prima della cerimonia di Pristina.

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Kosovo: il MNBG-W si trasforma in Regional Command West, assetti cinetici e non sotto un unico comando (13 agosto 2019)

Fonte e foto: KFOR RC-W

Kosovo: il MNBG-W si trasforma in Regional Command West, assetti cinetici e non sotto un unico comando

Da Multinational Battlegroup West (MNBG-W) a Regional Command West: è la trasformazione che nei prossimi giorni interesserà l’unità dispiegata a Villaggio Italia nel Kosovo occidentale, nell’ambito della missione NATO KFOR.

È un video dello Stato Maggiore della Difesa a spiegarlo tramite le parole del comandante del MNBG-W, col Daniele Pisani: “Un cambio non solo di denominazione, ma una revisione della struttura di comando e controllo che comporta la fusione sotto un unico comando degli assetti cinetici, dedicati alla sicurezza dell’area di responsabilità, e non cinetici, garanti del collegamento diretto e continuo con le comunità locali”.

La guida resterà italiana, con personale militare proveniente da sette nazioni diverse: “un supporto ancor più efficace per la stabilità e la sicurezza del Paese”, conclude il col Pisani.

Fonte e foto: MNBG-W

MNBG-W, KFOR: distribuzione di farmaci, si conclude il secondo ciclo di consegne

“Si è concluso nei giorni scorsi il secondo ciclo di appuntamenti che ha visto la distribuzione di farmaci, raccolti in Italia dal Banco Farmaceutico ONLUS, a favore degli ospedali e dei poliambulatori presenti nel settore occidentale nell’ambito della missione in Kosovo, ad opera dei soldati italiani del Multinational Battle Group West (MNBG-W) schierati in quell’area”, scrive in un comunicato stampa del 16 luglio lo stesso MNBG-W.

L’attività è stata condotta con lo scopo di supportare gli enti destinatari di tali donazioni e sopperire alle carenze farmacologiche, spiega il comunicato.

Il ciclo di incontri ha permesso la distribuzione di farmaci per un totale di 2.300 flaconi di soluzione fisiologica; circa 9.000 confezioni di analgesici e 900 confezioni di anticoagulante, che si aggiungono alle 16.624 confezioni di medicinali distribuiti da inizio anno. L’assegnazione dei medicinali, precisa il MNBG-W, è stata perequata tra i vari nosocomi di etnia kosovara albanese e kosovara serba presenti nella regione.

Gli enti coinvolti nella distribuzione sono stati gli ospedali regionali di Pejë/Peč e Djakovica/Gjakovë, i poliambulatori di Gorazdevač/Gorazdhec e Osojane/Osojan. Durante le donazioni, il Comandante del MNBG-W, accompagnato dal suo staff, ha incontrato il personale medico per discutere delle problematiche sanitarie che affliggono il territorio, nonché delle attrezzature sanitarie necessarie alle cure della popolazione civile.

Quest’ultima serie di donazioni completa l’opera iniziata ad aprile di quest’anno, realizzata grazie al continuo sostegno del Banco Farmaceutico ONLUS. Tale progetto infatti, condotto con l’obiettivo di portare farmaci nei paesi con difficoltà socioeconomiche e sanitarie, ha permesso la raccolta dei medicinali tramite donazioni effettuate da 12 agenzie farmaceutiche italiane.

I medicinali raccolti sono stati trasportati nei vari teatri operativi tramite vettori militari della Difesa e a loro volta distribuiti mediante la cooperazione tra il contingente militare italiano e gli enti civili locali presenti nell’area di operazione.

“Estrema gratitudine – conclude il comunicato – è stata espressa da parte del personale sanitario degli ospedali visitati per l’opera svolta da KFOR e dall’Italia, per la continua collaborazione offerta, in particolar modo dai soldati italiani che, con il loro operato, contribuiscono non soltanto alla stabilità del paese, ma anche al benessere della popolazione locale”.

Fonte e foto: MNBG-W

MNBG-W, KFOR: combined training per la gestione degli eventi critici

Nell’ambito della missione in Kosovo, si è svolta dal 9 al 10 luglio scorso l’esercitazione congiunta tra il Multinational Battle Group West (MNBG-W), le unità della Kosovo Force (KFOR) a guida italiana e il Kosovo Tactical Reserve Battalion (KTRBN), unità costituente la riserva tattica schierata in Kosovo dalla NATO.

Lo rende noto lo stesso MNBG-W con un comunicato stampa del 10 luglio.

L’esercitazione aveva lo scopo di addestrare le unità alla gestione di eventi critici, si apprende, mantenendo elevata la loro capacità operativa, al fine di garantire una risposta efficace al verificarsi di eventi suscettibili di minacciare la stabilità, la sicurezza e la libertà di movimento nell’area di operazioni.

È stato simulato uno scenario di mobilitazione popolare, nel quale le forze esercitate hanno dovuto fronteggiare una vera e propria escalation di disordini. Nel corso dell’esercitazione, oltre alle unità antisommossa, sono state impiegate unità del Genio per la rimozione di sbarramenti, nonché un nucleo di Artificieri destinato al controllo e alla bonifica di ordigni esplosivi.

Nell’esercitazione sono stati impiegati 253 soldati KFOR di nazionalità italiana, austriaca, moldava, ungherese, slovena e croata; 32 veicoli ruotati; un carro apripista; due elicotteri multiruolo; assetti sanitari, oltre a unità di polizia militare e forze di polizia locale.

Nel corso dell’esercitazione è stata testata la rapidità di immissione delle forze nell’area interessata all’esercitazione; l’integrazione della riserva tattica nel dispositivo del MNBG-W, nonché la capacità di comando e controllo da parte dello staff del MNBG-W.

Attualmente costituito su base 24° Reggimento artiglieria terrestre Peloritani, con una forza di circa 700 militari di cui 250 italiani, il MNBG-W è schierato nel settore occidentale del Kosovo, con il compito di garantire lo svolgimento di un’azione di presenza e deterrenza finalizzata a mantenere un ambiente sicuro e a contribuire al consolidamento della pace, conclude il comunicato.

Fonte e foto: MNBG-W KFOR

 

MNBG-W, KFOR: FOC raggiunta per le unità italiane impiegate nella missione in Kosovo

Per gli artiglieri del 24° Reggimento Peloritani, dai primi di giugno schierati nel teatro operativo kosovaro, si è conclusa il 23 giugno scorso, nella base di Villaggio Italia a Peč/Pejë, la settimana addestrativa mirata al raggiungimento della “Full Operational Capability” (FOC).

“La FOC, ovvero la capacità di operare impiegando equipaggiamenti, mezzi ed assetti per l’assolvimento dei compiti richiesti nell’ambito della missione in Kosovo denominata “Joint Enterprise” – spiega il Multinational Battle Group West (MNBG-W) nel comunicato stampa con cui dà notizia dell’evento – è un requisito indispensabile al fine di uniformare gli standard operativi tra le varie unità multinazionali che operano nel teatro operativo, contribuendo al mantenimento della libertà di movimento e della stabilità nel settore occidentale del Kosovo”.

Tra le attività addestrative svolte dagli artiglieri del 24° reggimento Peloritani vi sono: il “Crowd and Riot Control” (CRC), un’attività di controllo della folla che prevede, oltre all’addestramento sul terreno, anche l’impiego di elicotteri, finalizzato al raggiungimento delle varie zone di intervento in tempi brevi; il “Fire Phobia”, attività addestrativa mirata alla gestione di eventi tumultuosi, con l’aggiunta del lancio di manufatti incendiari contro il personale in assetto antisommossa, simulando così un vero e proprio scenario di guerriglia urbana.

Composto da due compagnie austriache, una slovena e una italiana, quest’ultima inquadra al suo interno un plotone moldavo, il battaglione di manovra insieme al Gruppo Supporto di Aderenza (GSA) costituiscono rispettivamente la componente operativa e logistica del MNBG-W, unità a guida italiana comandata dal Colonnello Daniele Pisani.

Secondo la risoluzione 1244 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, le unità di KFOR hanno il compito di mantenere un elevato livello di prontezza operativa, intervenendo, in caso di necessità, a supporto della polizia locale e delle forze di sicurezza kosovare.

Le unità del MNBG-W inoltre operano al fine di garantire la sicurezza del monastero di Visoki-Decani, simbolo della religione cristiana ortodossa, dal 2004 dichiarato patrimonio dell’UNESCO, conclude il comunicato.

Fonte e foto: MNBG-W

MNBG-W, KFOR: gli artiglieri del 24° rgt Peloritani in Kosovo ricordano la Battaglia del Solstizio

Si è svolta lo scorso 15 giugno a Villaggio Italia – Peč/Pejë, base del Multinational Battle Group West (MNBG-W – Gruppo Tattico Multinazionale – Ovest), la celebrazione del 101° anniversario della Battaglia del Solstizio, festa dell’Arma di Artiglieria, fa sapere con un comunicato stampa il contingente italiano in Kosovo, attualmente su base 24° reggimento artiglieria terrestre Peloritani.

“Iniziata con la cerimonia dell’alzabandiera e la deposizione di una corona di fiori al monumento ai caduti, la semplice ma significativa celebrazione è proseguita con la lettura della preghiera dell’artigliere”, si apprende.

Durante la commemorazione, il Comandante del MNBG-W ha dato lettura dell’ordine del giorno inviato dal Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina, ricordando l’estremo sacrificio dei 90.000 soldati italiani che in nome della Patria trasformarono l’offensiva austriaca in una pesantissima disfatta, sancendo di fatto la definitiva sconfitta dell’Esercito Austro-Ungarico nel primo conflitto mondiale.

L’anniversario della Battaglia del Solstizio ricorda appunto l’azione delle unità italiane nella battaglia del Piave del 15 giugno 1918. Per il valoroso comportamento dimostrato venne decorata l’Arma di Artiglieria, che aveva contribuito in misura determinante al successo della battaglia, con la terza medaglia d’oro al valor militare, con la seguente motivazione: “Sempre e dovunque, con abnegazione prodigò il suo valore, la sua perizia, il suo sangue, agevolando alla fanteria, in meravigliosa gara d’eroismi, il travagliato cammino della vittoria per la grandezza della Patria”.

Dallo scorso 13 giugno gli artiglieri del 24° reggimento Peloritani operano nell’ambito del MNBG W, un battaglione multinazionale composto da quattro compagnie di manovra di cui una italiana, nell’ambito della missione a guida NATO, denominata Joint Enterprise.

Condotta nel versante occidentale del Kosovo, in un’area di circa 6.000 chilometri quadrati, la missione dei militari di KFOR, iniziata il 12 giugno del 1999, proprio nell’anno in cui ricorre il ventesimo anniversario dell’ingresso delle forze della NATO in Kosovo, ha il compito di contribuire al mantenimento della libertà di movimento e della sicurezza dell’area, garantendo la difesa delle popolazioni che ivi coesistono.

I compiti della missione NATO KFOR, ricorda il comunicato, sono:

Concorrere, nell’ambito delle operazioni a guida NATO in corso di svolgimento nella Joint Operation Area (JOA) e nel quadro di una progressiva riduzione della presenza militare, allo svolgimento di un’azione di presenza e deterrenza che mantenga un ambiente sicuro e impedisca il ricorso alla violenza, contribuendo, nel contempo, al consolidamento della pace ed al processo di crescita civile.

L’attuale missione di KFOR consiste in:

  • continuare a contribuire al mantenimento della sicurezza e della libertà di movimento (Safe and Secure Environment and Freedom of Movement);
  • supervisionare il MTA (Military Technical Agreement) con la Serbia;
  • assistere lo sviluppo delle Istituzioni locali al fine di migliorare la stabilità nella regione;
  • condurre attività di comunicazione a sostegno della missione;
  • supportare e cooperare con le Istituzioni Internazionali;
  • su ordine, passare rapidamente dalla “Deterrent Presence” alla “Minimum Presence“.

Fonte e foto: MNBG-W