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Talebani pakistani cercano scrittori. Al via la campagna su Facebook

I talebani pakistani hanno creato una pagina Facebook dedicata alla ricerca di personale. Servono scrittori per il loro trimestrale e sul profilo di Umar Media TTP, che ha superato i 250 “mi piace”, si rivolgono direttamente ai candidati (ti piacerebbe diventare uno scrittore per Ahyah-e-Khilifat?), ammonendo, anche se con qualche inesattezza grammaticale, che la penna è più potente della spada e che, dunque, questa è l’occasione di imbracciare un’arma estremamente potente.

La pagina di Umar Media TTP risulta apparentemente affiliata al gruppo Tehreek-e-Taliban Pakistan, un’organizzazione radicale con legami ad al-Qaeda, nata nel 2007 per riunire i gruppi combattenti contro il governo pakistano nell’area di FATA (Federally Administered Tribal Areas) e di Khyber Pakhtunkhwa.

Fonte: mX Australia

Foto: logo Umar Media dalla pagina Facebook

Ai talebani non piace il reportage: giornalista avvisato con bomba sotto l’auto

Una bomba sotto l’auto del giornalista televisivo Hamid Mir della rete Geo TV, rinvenuta ieri 26 novembre a Islamabad, capitale del Pakistan, ha espresso senza equivoci lo scontento dei talebani per le modalità di trasmissione di una notizia passata dall’emittente pakistana. Sotto accusa proprio il registro utilizzato, che, a detta del portavoce dei talebani Ahsanullah Ahsan, avrebbe promosso le forze laiche e profane.

La notizia in questione è relativa al ferimento della ragazzina impegnata nella rivendicazione dei diritti delle donne afgane, Malala Yousufzai, attualmente in Gran Bretagna per l’assistenza medica specializzata al fine di salvarle la vita dopo il grave attacco sferrato dai talebani.

Mir e altri suoi colleghi giornalisti avevano già ricevuto minacce da parte talebana circa un mese fa proprio in relazione al caso di Malala, colpevole, agli occhi dei talebani, di rivendicare la formazione scolastica femminile in aperta critica con i militanti estremisti.

Ahsan ha dichiarato all’Associated Press che Mir e i suoi colleghi verranno presto colpiti. Questo fallito attentato è stato solo un avvertimento.

Fonte: The Atlanta Journal-Constitution, Associated Press

Foto: Dawn Pakistan

Ultimi arrivi in Paradiso

By Cybergeppetto

Cinquanta cristiani siro-cattolici, uccisi durante un attacco di estremisti islamici, arrivano in Paradiso. San Pietro li accoglie con grande benevolenza.

“Il vostro sacrificio – dice il vecchio pescatore d’anime – è tale da meritarvi non solo l’iscrizione nel registro dei giusti che io tengo qui in portineria, ma anche la menzione nell’albo dei martiri della fede”.

I siro-cattolici, rallegrati dalle parole di San Pietro, ma ancora scossi, si guardano intorno cercando di capire l’ambiente che li circonda, i loro angeli custodi arrivano e si danno un gran daffare per spiegare i contenuti della beatitudine alla quale sono destinati.

Esperite le formalità di rito, vengono ricondotti al cospetto di San Pietro, al lato del quale vi sono le vittime di precedenti attentati e rapimenti, come monsignor Paulos Faraj Raho, arcivescovo cristiano caldeo di Mosul. (altro…)