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SNMG2, esercitazione del boarding team italiano a bordo della fregata tedesca Hamburg. Foto

20150812_SNMG2 facebook profile_Ita Boarding Team Euro_Marina Militare (3)Lo Standing NATO Maritime Group 2 (SNMG2), forza navale della NATO operativa nel Mediterraneo in funzione sicurezza e antiterrorismo, ha pubblicato ieri, 12 agosto, sul suo profilo facebook, le foto del Boarding Team italiano della fregata Euro in esercitazione a bordo della fregata tedesca Hamburg, attuale flag ship dell’operazione Active Endeavour (link articolo in calce).

Una volta saliti a bordo, spiega il post di SNMG2 in facebook, i militari italiani si sono messi in sicurezza, hanno perquisito alcune stanze e hanno discusso con il personale civile di bordo, il tutto nello scenario fittizio dell’esercitazione in corso.

20150812_SNMG2 facebook profile_Ita Boarding Team Euro_Marina Militare (5)L’SNMG2 è dallo scorso 25 giugno sotto il comando del contrammiraglio Jörg Klein della Marina Militare Tedesca, imbarcato sulla fregata Hamburg (flag ship).

Il Boarding Team ha la capacità di operare in scenari cosiddetti “non cooperativi” in ambiente sia diurno che notturno. Per quanto riguarda la formazione di Boarding Team, si apprende dal sito della Marina Militare Italiana della conclusione, il 21 novembre scorso, di un periodo di addestramento avanzato di 10 settimane dei team del 2° reggimento della brigata marina San Marco, integrato dell’addestramento congiunto con i Tiratori Scelti Anfibi (TSA) e dell’addestramento al Combattimento Militare Corpo a Corpo (CMCC).

20150812_SNMG2 facebook profile_Ita Boarding Team Euro_Marina Militare (2)Tutte le foto qui pubblicate sono del profilo facebook SNMG2.

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Fonte e foto: Standing NATO Maritime Group 2/facebook; marina.difesa.it

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NRDC-ITA: new website, new social media profiles in accordance with Nato communication openness

NRDC-ITA_new websiteThe more you communicate, the more efficient your message will be: it is very hard to get away with this principle, particularly when it comes to succeed in communicating in our contemporary social media era.

In accordance with the growing weightiness of new ways of communication, and keeping an eye on the increasing importance of daily narrative in order to bridge any gap between military and civil audience, Nato’s approach looks more and more keen to interface with the internet and web interaction.

Following this point of view, the NATO Rapid Deployable Corps-Italy (NRDC-ITA), based in Ugo Mara Barracks in Solbiate Olona, Varese, has developed a new website, enhanced by new social media profiles as well.

NRDC-ITA_facebook“This new asset will complete the spectrum of the NRDC-ITA information activity, according to the NATO’s broader approach to communication”: here is the stance of NRDC-ITA Public Affairs Office, which is still working on the new website in order to get it at the ultimate upgrade.

NRDC-ITA is currently involved in operational-level exercise Trident Jaguar 2015, a joint military exercise aimed to turn NRDC-ITA into a Joint Task Force HQ (JTFHQ) and to provide an excellent preparation and coordination of effort for the upcoming scheduled final phase in Stavanger, Norway.

NRDC-ITA_twitterRelated articles published on Paola Casoli il Blog:

Trident Jaguar 2015

NRDC-ITA

NATO and Social Media

Ph: PAO NATO website and social media

NRDC-ITA_google+

La Marina Militare sbarca su Facebook: dopo Twitter, profilo ufficiale anche sul social più amato dagli italiani

Da ieri la Marina Militare è presente sul social network Facebook con la sua nuova pagina ufficiale. Un’idea ispirata anche dalle numerose fan page a lei dedicate, fa sapere il comunicato stampa diramato ieri, attraverso le quali i marinai e gli amici della famiglia marinara si sono incontrati e confrontati.

“Farsi conoscere e apprezzare è desiderio di chiunque lavori con orgoglio e passione. Per questo le donne e gli uomini, militari e civili, della Marina Militare vogliono raccontarsi, mostrando il proprio lavoro e condividendo le emozioni vissute”, sottolinea il comunicato, specificando che “la pagina ‘Marina Militare’ nasce per condividere le immagini più belle, i video più emozionanti, gli appuntamenti più importanti”.

Facebook si aggiunge al canale twitter@ItalianNavy (#marinamilitare), all’applicazione per smartphone e tablet “NewsMM”, al canale Youtube e alla Web Tv (webtv.marina.difesa.it).

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Fonte e foto: Marina Militare

Cyber epigrammi. Lo spread della “mosca”, il deficit del “pizzetto”

By Cybergeppetto

Molti italiani trepidano per la crisi, la recessione continua a farla da padrone, i politici rimandano l’IMU e l’IVA a settembre, la spesa non cala, lo spread balla, il deficit cresce,  tutto va avanti come se l’Italia fosse sulla macchina di Thelma e Louise che vanno a sfracellarsi a tutta manetta …

I politici si arrovellano sul caso kazako e sulle battute di Calderoli e della Kyenge, così non devono pensare a come dobbiamo fare a tirarci fuori dai guai.

In tutta questa fiera di cose inutili che cosa si legge su Facebook? In molti discutono animatamente su una recente direttiva di un generale dell’Esercito, tale Lops, che suggerisce di tirar via gli orpelli piliferi dai volti dei soldati,  tipo barba, baffi, “mosca” sotto il labbro, basette filiformi ecc. ecc. Va a finire che i politici metteranno una tassa su barba e baffi, così siamo a posto …

Marò: ma quale figuraccia internazionale, sembra piuttosto un voto di scambio

L’orrore delle prime reazioni mediatiche italiane alla spedizione in India dei due fucilieri di Marina del reggimento San Marco, i marò sotto accusa dalla giustizia indiana per l’uccisione di due pescatori del Kerala, si è accompagnato alla considerazione dell’aggravamento dell’immagine del nostro paese sul piano internazionale.

Ciò è comprensibile, in quanto il timore che l’Italia appaia ora più debole e incerta sul piano internazionale è certamente legittimo. Ma non sembra essere altrettanto fondato. Non sul piano dell’influenza mediatica occidentale, almeno.

Al di fuori di qualche articolo di cronaca e qualche riferimento alla vicenda, che sono agevolmente rintracciabili sugli archivi online di BBC e CNN, la questione dei marò non sembra essere così rilevante sul piano internazionale, quello autorevole e che fa tendenza, intendo.

E infatti non lo è. Secondo una regola giornalistica di rilevanza, innanzi tutto, che tiene in conto ciò che ha valore in rapporto al target di diffusione dei media e, quindi, all’interessamento reale di chi poi se lo va a comprare, il giornale.

Secondo un interesse internazionale, poi, dato che i rapporti Italia-India non rappresentano un elemento di principale attrattiva quale sarebbe lo stesso rapporto tra potenze di rilievo o strategicamente interessanti, penso a Israele, Stati Uniti, Russia e, ai nostri giorni, Siria ed Egitto.

La riprova che la questione non interessa neppure i nostri vicini europei è confermata dalle dichiarazioni di Catherine Ashton, la baronessa rappresentante della politica estera dell’Unione Europea, in risposta alla lettera del gruppo facebook Ridateci i nostri Leoni: “Non sarebbe corretto per l’UE intervenire in una questione che è posta dinanzi alle competenti istanze giudiziarie di uno Stato Straniero.” L’Europa dà appoggio alla lotta alla pirateria, ribadisce il documento di risposta. Nessun dubbio, quello sì ha rilevanza internazionale.

Se poi si va oltre oceano, negli Stati Uniti, la prima cosa che ti chiedono i tassisti non è come stiano andando i rapporti con l’India, ma piuttosto come va la nostra economia e cosa caspita abbiamo intenzione di fare con il nostro governo.

Quello sì che rappresenta un elemento di interesse, perché l’economia italiana – e questo me lo ha confermato recentemente un conoscente che risiede nei Paesi Bassi e che lavora in una multinazionale – è il vero elemento di interesse sia in ambito europeo che statunitense. Siamo la quinta potenza economica nel mondo, questo è l’elemento concreto che davvero interessa la locomotiva globale.

Con questo non intendo dire che i marò non siano di interesse. Lo sono, certo che lo sono, ma solo sul piano interno. Italiano e indiano. Il fallimento della trattativa con l’India, questo “calare le braghe” che ha ricordato a molti una riedizione dell’8 settembre 1943, è un fallimento tutto nostro nei rapporti con l’India. Una notizia che può avere rilevanza giornalistica in India e in Italia.

Avrebbe potuto avere rilevanza internazionale se solo l’Italia avesse giocato fino alla fine la partita a scacchi – già vinta – con l’India, portando lo scacco matto della non restituzione dei marò per spingere l’India ad attuare la minaccia ventilata di togliere l’immunità diplomatica all’ambasciatore italiano a New Delhi, Daniele Mancino.

Allora sì che la relazione tormentata tra Italia e India sarebbe salita alle cronache internazionali occupando le prime pagine.

Perché l’India avrebbe disconosciuto la Convenzione di Vienna, di interesse internazionale, indirizzando minacce concrete a un rappresentante diplomatico. E la diplomazia è questione globale, se toccata si toccano gli interessi di qualsiasi stato del globo. Una rilevanza della notizia indiscutibilmente internazionale, non solamente sul piano mediatico.

La figuraccia non è dunque con l’Europa o con gli Stati Uniti, né tantomeno appare esserlo con l’India, paese che ha dimostrato di non avere una condotta chiara e lineare, per la mancata traduzione in inglese degli atti processuali relativi all’accusa ai marò, in primo luogo, per tutte le scorrettezze che ne sono seguite poi e per la messa in discussione, novità di ieri, e oggi ritrattata, della parola data per iscritto di non applicare la pena di morte nel caso i marò vengano dichiarati colpevoli dal tribunale indiano.

L’unica figuraccia che ha fatto l’Italia è con il proprio popolo. È con gli stessi marò, che sono rientrati in patria per dare il voto a chi poi li avrebbe rispediti in India dopo aver battuto la grancassa della non restituzione in virtù del diritto internazionale.

Questo mangiarsi e rimangiarsi la parola da parte dei vertici diplomatici, militari e politici italiani potrà essere ricordata nel futuro sul piano internazionale qualora l’India dovesse diventare quella gran potenza globale che vorrebbe essere. Perché allora sarà una potenza cresciuta sulle scorrettezze consentite e corroborate dalla debolezza dei vertici dell’Italia.

Il problema, dunque, è tutto nostro. Più che una figuraccia sul piano internazionale c’è invece il timore che la consegna dei due marò rappresenti una sorta di voto di scambio. Sullo sfondo c’è l’ombra dello stallo che si è venuto a creare con l’Agusta Westland per il contratto degli elicotteri che l’India dice di aver sospeso dopo la questione delle tangenti pagate dall’allora ad, Giuseppe Orsi, all’ex capo di stato maggiore dell’Aeronautica indiano, Sahsi Tyagi, notizia riportata dalle cronache giudiziarie dei due paesi.

Una situazione che potrebbe costare cara alla Agusta Westland, del gruppo Finmeccanica, non soltanto per l’affare messo in discussione dopo il lauto incoraggiamento già versato, secondo quanto ci ha fatto sapere la cronaca recente, ma perché in questo modo, e con l’implicazione dei vertici coinvolti nella vicenda giudiziaria, rischia di passare nelle mani degli inglesi della Westland, che ancora non hanno digerito di aver perso il loro impero e male hanno tollerato l’uscita di scena da una joint venture originariamente paritaria.

Questa, semmai, è l’unica implicazione, ora, sul piano internazionale.

E ancora di più preoccupa questa consegna se solo si prova a ipotizzare l’aspettativa di chi attende di conoscere il destino del contratto in sospeso: fa rabbrividire l’idea che qualcuno possa essere in attesa di conoscere la reale efficacia del sacrificio umano appena compiuto.

Ancor più triste appare la faccenda se si avvicina a questo bisbiglio il rumor che sta circolando in facebook a corredo di una foto dei due sfortunati marò. Nella didascalia viene fatto riferimento al ministro della Difesa, che si sarebbe “battuto come un leone in consiglio quel pomeriggio maledetto” e alle “sabbie mobili della politica, degli affari e della pavida/viscida Cooperazione allo sviluppo”; alla richiesta di maggiori chiarimenti la risposta viene procrastinata a martedì prossimo, quando si svelerà il tutto.

Dunque proprio nei prossimi giorni, se l’indiscrezione è fondata, sapremo cosa ha determinato l’immolazione dei due fucilieri della Marina Militare Italiana. Chissà, magari sì sarà una notizia di rilevanza internazionale.

PC

Foto da facebook

La Difesa a portata di smartphone

Dopo il lancio dei social network, la Difesa fa il suo ingresso anche sui dispositivi mobili, si apprende dal ministero della Difesa.

Da ieri, infatti, risulta scaricabile dagli store di Apple e di Google l’App NewsDifesa, grazie alla quale tutte le notizie e le informazioni principali, presenti sul portale www.difesa.it, saranno ora disponibili anche per smartphone e tablet con sistema operativo iOS e Android.

L’iniziativa è stata studiata per valorizzare e diffondere le informazioni e le attività del ministero, oltre che per offrire a un numero crescente di utenti di smartphone e tablet la possibilità di entrare nel mondo della Difesa mediante un’interfaccia grafica che consenta una navigazione intuitiva e veloce.

In particolare, all’accesso verranno  visualizzate le notizie relative alle sezioni Primo Piano, News, Notizie dai Teatri e Concorsi.

Per ogni sezione, l’App mostrerà le ultime 50 notizie e avvertirà l’utente, tramite un messaggio, dell’avvenuto inserimento di nuove notizie, cancellando automaticamente le più datate.

Le notizie e le immagini a esse correlate potranno essere visualizzate nel dettaglio, e postate sui social network, come Facebook e Twitter, oppure segnalate tramite email.

Fonte: ministero della Difesa

Foto: www.difesa.it

Talebani pakistani cercano scrittori. Al via la campagna su Facebook

I talebani pakistani hanno creato una pagina Facebook dedicata alla ricerca di personale. Servono scrittori per il loro trimestrale e sul profilo di Umar Media TTP, che ha superato i 250 “mi piace”, si rivolgono direttamente ai candidati (ti piacerebbe diventare uno scrittore per Ahyah-e-Khilifat?), ammonendo, anche se con qualche inesattezza grammaticale, che la penna è più potente della spada e che, dunque, questa è l’occasione di imbracciare un’arma estremamente potente.

La pagina di Umar Media TTP risulta apparentemente affiliata al gruppo Tehreek-e-Taliban Pakistan, un’organizzazione radicale con legami ad al-Qaeda, nata nel 2007 per riunire i gruppi combattenti contro il governo pakistano nell’area di FATA (Federally Administered Tribal Areas) e di Khyber Pakhtunkhwa.

Fonte: mX Australia

Foto: logo Umar Media dalla pagina Facebook

Spirito di corpo a nudo

Nudi. Come il loro principe. Esprimono così la solidarietà con il loro principe Harry, le cui foto in uno strip biliardo sono al centro della cronaca, i soldati di Sua Maestà.

In fila davanti ai mastiff della base, tra gli hesco bastion nella polvere afgana o semplicemente nel salotto di casa con i soli calzini addosso. E con il saluto militare in primo piano: I salute you, sir! Così si stanno fotografando i soldati britannici di tutto il mondo in supporto al secondogenito di Diana. E così si cominciano a vedere un po’ dappertutto in rete.

Harry, in seguito alla pubblicazione delle foto senza veli scattate con i telefonini a Las Vegas dalle ragazze protagoniste della goliardata, ha chiuso il proprio account in Facebook. I soldati britannici, invece, ci hanno aperto un gruppo dedicato a lui, su Facebook: Support prince Harry with a naked salute!

E oggi il Sun, dopo aver pubblicato Harry nudo nei giorni scorsi contravvenendo alle indicazioni della casa reale, ha dedicato la prima pagina all’iniziativa. Il Daily Mail ha fatto altrettanto: “we’re going commando”, ha titolato, l’equivalente del nostro “sotto il vestito niente”.

Pare che i vertici militari non abbiano apprezzato. Mentre il gradimento per il gruppo di Facebook continua ad aumentare. Gli iscritti hanno superato quota 12mila.

Fonte: Ansa, Daily Mail, Facebook, Sun

Foto: Sun, Ansa, Facebook

Forze Armate britanniche, una petizione online contro il prepensionamento

La gran parte degli oltre tremila esuberi nelle Forze Armate britanniche, che il ministero della Difesa inglese (UK MoD) ha annunciato lo scorso 12 giugno, si trasformeranno nel giro di un anno in altrettanti pensionati.

Un punto di non ritorno che ai militari di Sua Maestà non piace, tanto da diffondere il link della petizione online anche su facebook agli amici, e agli amici degli amici, con preghiera di apporre una firma per poter arrivare a un ripensamento del loro governo. Almeno un anno di proroga, si chiede, in adempimento al contratto originale prima del raggiungimento della pensione.

Già, perché questo trattamento degli esuberi, così come individuati dal ministero, non fa certo giustizia al contratto stipulato in origine tra ogni singolo soldato e l’MoD, sottolinea la petizione online ospitata dal sito del governo nella sezione dedicata.

Oltre a non essere rispettato lo stesso contratto originario, inoltre, c’è anche la mancanza di considerazione verso chi non esita a mettere ripetutamente a rischio la propria vita nei turni in teatro operativo a fedele servizio del paese, con la prospettiva di mettere a buon frutto il rischioso impegno ai fini della pensione, come denuncia la petizione.

A questi soldati deve essere almeno garantita la possibilità di costruirsi una nuova vita per sé e per i propri familiari, per questo la richiesta al governo britannico riveste carattere di urgenza. Se non, in una prospettiva più allargata, di vera emergenza.

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Le forze armate britanniche in Paola Casoli il Blog

Fonte: Pensions justice for troops/e-petition

Il Triservice logo è di military.wikia.com

Colloqui di pace per l’Afghanistan. Di’ la tua online al portavoce dei talebani

Curioso di sapere perché i talebani hanno deciso di sedersi al tavolo dei colloqui di pace? Vuoi sapere se torneranno al potere e come decideranno di reggere le sorti dell’Afghanistan? O hai voglia di chiedere al portavoce del movimento, Zabihullah Mujahid, che effetto gli fa se decidi di aprire una scuola guida per donne in centro a Herat?

Chiediglielo! Di’ la tua sul forum online appena aperto dai talebani, intitolato ”Your questions and Zabihullah Mujahid’s answers”.

E’ l’agenzia Reuters a riportare la notizia che segna un cambiamento della strategia di comunicazione dei talebani. Se finora il movimento ha fatto uso di internet per diffondere i propri messaggi in modo univoco,  pensiamo ai proclami o ai video di ostaggi terrorizzati, ora si aprono le porte alla compartecipazione degli utenti addirittura con un forum.

Le risposte sibilline e propagandistiche sono sigillo di qualità. Come l’assicurare che non si ha niente contro l’”istruzione scolastica di madri e sorelle secondo il dettato islamico” a chi chiede se mai potrebbero tornare a vietare la scuola alle bambine. Come l’invito alla preghiera, lasciando da parte lo smarrimento, a chi si preoccupa per questa apertura ai colloqui con gli USA in contrasto con il rigore dei principi finora professati.

Certo è che questa apertura al messaggio compartecipato conferma la particolare attenzione che il movimento ha sempre avuto per internet e per i social media, da Facebook a Youtube.

Maggiore visibilità, audience più vasta e voglia di farsi pubblicità: “Cerchiamo di dare un’occhiata a tutto ciò che viene postato sul forum e poi annunciamo la nostra posizione”.

Non stupirebbe il prossimo lancio di una applicazione per smartphone. Almeno per tutta la durata dei colloqui di pace!

(Clicca qui per il forum).

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I colloqui di pace con i talebani in Paola Casoli il Blog

Fonte: Reuters

Foto: la foto di Zabihullah Mujahid è di Radio Free Europe