FREMM

Marina, varata la 9^ FREMM: porta il nome del MOVM 2° Capo Palombaro della X MAS Spartaco Schergat

Si è svolta oggi, 26 gennaio, presso lo stabilimento di Riva Trigoso del cantiere integrato navale militare, la cerimonia di varo (qui il video) della fregata Spartaco Schergat, nona di una serie di 10 unità FREMM – Fregate Europee Multi Missione, commissionate a Fincantieri dalla Marina Militare Italiana nell’ambito dell’accordo di cooperazione internazionale italo-francese, con il coordinamento di OCCAR, l’organizzazione congiunta per la cooperazione europea in materia di armamenti.

Ne ha dato notizia con un comunicato stampa di oggi, 26 gennaio, la stessa Marina Militare.

Madrina del varo è stata la signora Anna Rosa Aonzo Grillo, figlia della Medaglia d’oro al Valor Militare Giuseppe Aonzo.

A fare gli onori di casa il Presidente Giampiero Massolo e l’Amministratore Delegato di Fincantieri Giuseppe Bono, che hanno accolto Giovanni Toti, Presidente della Regione Liguria, e il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, Amm di Squadra Valter Girardelli, oltre a numerose autorità civili e religiose.

A seguito del varo, l’unità proseguirà le attività di allestimento presso lo stabilimento di Muggiano, a La Spezia, e sarà consegnata nel 2020.

Nave Spartaco Schergat sarà caratterizzata, come le altre, da un’elevata flessibilità d’impiego e avrà la capacità di operare in tutte le situazioni tattiche. Ha una lunghezza di 144 metri, una larghezza di 19,7 metri e un dislocamento a pieno carico di circa 6.700 tonnellate. Potrà raggiungere una velocità superiore ai 27 nodi con una capacità massima di personale trasportato pari a 200 persone.

Il programma FREMM, che rappresenta lo stato dell’arte della difesa italiana ed europea, nasce dall’esigenza di rinnovamento della linea delle unità della Marina Militare della classe Lupo (già radiate) e Maestrale (alcune già in disarmo e le rimanenti prossime al raggiungimento del limite di vita operativo), costruite da Fincantieri negli Anni Settanta.

Nel corso del 2013 sono state consegnate “Carlo Bergamini” e “Virginio Fasan”, nel 2014 “Carlo Margottini”, nel 2015 “Carabiniere”, nel 2016 “Alpino”, nel 2017 “Luigi Rizzo” e nel 2018 “Federico Martinengo”, ricorda il comunicato stampa.

Con l’esercizio dell’opzione, nell’aprile 2015, per la costruzione della nona e della decima unità, la cui consegna è prevista dopo il 2020, si è data completa attuazione al programma italiano. L’iniziativa, specifica la Marina Militare, vede la partecipazione in qualità di prime contractor per l’Italia di Orizzonte Sistemi Navali (51% Fincantieri, 49% Leonardo) e per la Francia di Armaris (Naval Group + Thales).

Questa cooperazione ha capitalizzato l’esperienza positiva del precedente programma italo-francese “Orizzonte” che ha portato alla realizzazione di due cacciatorpediniere per la Marina italiana, l’“Andrea Doria” e il “Caio Duilio”.

Approfondimenti (fonte Marina Militare):

Chi era il 2° Capo Palombaro Spartaco SCHERGAT – Medaglia d’oro al Valor Militare

Nacque a Capodistria (Pola) il 12 luglio 1920. Volontario nella Regia Marina dal marzo 1940, e assegnato alla categoria Palombari, al termine del corso sostenuto presso la Scuola C.R.E.M. di San Bartolomeo (La Spezia) e brevettato palombaro, a domanda, entrò nella 1^ Squadriglia M.A.S. (successivamente – giugno 1941 – denominata 10^ Flottiglia M.A.S.) quale Operatore dei mezzi speciali d’assalto.

Partecipò alle missioni di forzamento di Gibilterra del maggio e del settembre 1941 e all’impresa di Alessandria dell’alba del 19 dicembre dello stesso anno quando, 2° operatore del “maiale” condotto dal Capitano G.N. Antonio Marceglia (a cui è intitolata la Fremm n. 8), portò il carico di esplosivo sotto la corazzata inglese Queen Elizabeth che, per lo scoppio della carica, affondò in porto rimanendo a lungo fuori dal conflitto per i danni riportati.

Fatto prigioniero e condotto nel campo inglese n. 321 in Palestina, nell’ottobre 1944 rientrò in Patria partecipando alla guerra di liberazione nel Gruppo Mezzi d’Assalto. Congedato nel novembre 1945, fu iscritto nel Ruolo d’Onore nel grado di 2° Capo.

Motivazione conferimento M.O.V.M.

“Eroico combattente, fedele collaboratore del suo Ufficiale dopo averne condiviso i rischi di un tenace, pericoloso addestramento, lo seguiva nelle più ardite imprese e, animato dalla stessa ardente volontà di successo, partecipava con lui ad una spedizione di mezzi d’assalto subacquei che forzava una delle più potenti e difese basi navali avversarie, con un’azione in cui concezione operativa ed esecuzione pratica armonizzavano splendidamente col freddo coraggio e con l’abnegazione degli uomini.

Dopo aver avanzato per più miglia sott’acqua e superato difficoltà ed ostacoli di ogni genere, valido e fedele aiuto dell’Ufficiale; offesa a morte con ferma bravura, la nave attaccata, seguiva in prigionia la sorte del suo Capo, rifiutandosi costantemente di fornire al nemico qualsiasi indicazione; superbo esempio di ardimento nell’azione e di eccezionali qualità morali.”

Alessandria, 18 – 19 dicembre 1941

Altre decorazioni e riconoscimenti per merito di guerra:

  • Medaglia di Bronzo al Valore Militare (Gibilterra, 1941);
  • Croce di Guerra al Valore Militare (Gibilterra, 1941);
  • Croce di Guerra al Valore Militare (Mediterraneo occidentale, settembre-novembre 1941);
  • Promozione a Sergente (1941).

Fincantieri

Fincantieri è uno dei più importanti complessi cantieristici al mondo e il primo per diversificazione e innovazione. È leader nella progettazione e costruzione di navi da crociera e operatore di riferimento in tutti i settori della navalmeccanica ad alta tecnologia, dalle navi militari all’offshore, dalle navi speciali e traghetti a elevata complessità ai mega-yacht, nonché nelle riparazioni e trasformazioni navali, produzione di sistemi e componenti meccanici ed elettrici e nell’offerta di servizi post vendita. Con oltre 230 anni di storia e più di 7.000 navi costruite, Fincantieri ha sempre mantenuto in Italia il suo centro direzionale, nonché tutte le competenze ingegneristiche e produttive che caratterizzano il proprio know-how distintivo.

Con oltre 8.400 dipendenti e un indotto che impiega quasi 50.000 addetti, Fincantieri ha saputo valorizzare una capacità produttiva frazionata su più cantieri facendone un punto di forza, riuscendo ad acquisire il più ampio portafoglio di clienti e di prodotti nel settore delle crociere. Per far fronte alla concorrenza e affermarsi a livello globale, ha ampliato il suo portafoglio prodotti raggiungendo nei settori in cui opera posizioni di leadership a livello mondiale.

Con l’internazionalizzazione, il Gruppo conta oggi 20 stabilimenti in 4 continenti, oltre 19.000 dipendenti, è il principale costruttore navale occidentale e annovera tra i propri clienti i maggiori operatori crocieristici al mondo, la Marina Militare e la US Navy, oltre a numerose Marine estere, nonché è partner di alcune tra le principali aziende europee della Difesa nell’ambito di programmi sovranazionali. L’attività di Fincantieri è estremamente diversificata per mercati finali, esposizione ad aree geografiche e portafoglio clienti, con ricavi generati principalmente tra le attività di costruzione di navi da crociera, navi militari e unità offshore. Tale diversificazione permette di mitigare gli effetti delle possibili fluttuazioni della domanda dei mercati finali serviti rispetto a operatori meno diversificati.

Qui il video del varo in Paola Casoli Vlog

Fonte e foto: Marina Militare

Marina: la FREMM Martinengo porta il Tricolore in Mozambico

Nave Federico Martinengo, settima unità classe FREMM (Fregata Europea Multi Missione) della Marina Militare, visiterà il porto di Maputo, in Mozambico, dall’8 all’11 settembre 2018 e riceverà la visita delle autorità militari mozambicane domani, lunedì 10 settembre 2018.

Dopo tre anni – fa sapere la Marina in un comunicato stampa di ieri, 8 settembre – una Unità dalla Marina Militare, dopo aver percorso più di 5.000 miglia nautiche, approda sulle coste del Mozambico per portare il Tricolore e l’eccellenza nazionale”.

La sosta nel Porto di Maputo si configura in un più ampio progetto di sviluppo delle relazioni di cooperazione tra i due paesi, di ricerca di future occasioni di addestramento congiunto e accrescimento della conoscenza reciproca, in modo da favorire il livello di interoperabilità tra le Forze Armate dei due stati.

Sarà inoltre l’occasione, sottolinea la Forza Armata, per mostrare l’ultima FREMM consegnata alla Marina e promuovere il Sistema Paese in un contesto internazionale.

Nave Martinengo, nel culmine del suo primo ciclo di impiego, dal 6 agosto partecipa al primo deployment operativo fuori area e dagli usuali bacini di gravitazione nazionali, completando così un percorso durante il quale, passando attraverso l’operational sea training presso il Centro di Addestramento della Marina Militare, ha conseguito la certificazione per la partecipazione alle missioni operative e testato il suo primo equipaggio.

Rientrerà in Italia nel mese di dicembre, si apprende.

Scheda tecnica della nave (fonte Marina Militare):

Nave Federico Martinengo, costruzione nr. 6247, è la settima Unità del programma italo-francese FREMM e la terza commissionata in versione GP (General Purpose).

Contraddistinta dal distintivo ottico F596, l’Unità è stata costruita negli stabilimenti Fincantieri di Riva Trigoso. Ha poi proseguito i lavori di allestimento nello stabilimento Fincantieri del Muggiano.

È la prima Unità Navale della Marina Militare a portare il nome dell’Eroe MOVMM C.A. Federico Martinengo.

Le sue caratteristiche (PTF piattaforma e CS sistema di combattimento) la rendono idonea per un impiego multimissione:

  • Ruolo fondamentale nel Dispositivo per la Difesa e la Sicurezza Marittima;
  • Contributo al Sea Control dei bacini di interesse nazionale garantendo presenza, sorveglianza e contributo alla MSA, Maritime Situational Awareness;
  • Proiezione di capacità dal mare e sul mare (Naval Gun Fire Support NGFS, supporto a Distaccamento Operativo Forze Speciali, evacuazioni connazionali, Law Enforcement);
  • Scorta di Capital Ship, Hight Value Unit, ovvero di unità mercantili.

Nave Federico Martinengo è stata progettata all’insegna della flessibilità di impiego e della versatilità,

può per questo assicurare numerose attività complementari:

  • Possibilità di condurre interventi in telemedicina,
  • Evacuazione personale mediante elicotteri;
  • Fornitura di acqua potabile;
  • Confezionamento di pasti caldi;
  • Predisposizione per erogazione di corrente elettrica.

Nave Federico Martinengo è stata consegnata alla Marina Militare il 24 aprile 2018. Dalla consegna la Nave fa sede nella base navale di La Spezia ed è alle dipendenze della Prima Divisione Navale (COMDINAV UNO).

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Fonte e foto: Marina Militare

Marina, Op Atalanta: la FREMM Martinengo raggiunge il dispositivo antipirateria nell’Oceano Indiano

Sabato 11 agosto la Fregata Europea Multi Missione (FREMM) Federico Martinengo è entrata a far parte del dispositivo internazionale di antipirateria Atalanta dispiegato in Oceano Indiano a tutela degli interessi nazionali ed europei, fa sapere la Marina Militare con un comunicato stampa dell’11 agosto, sostituendo l’unità della stessa classe Carlo Margottini.

L’Unità navale della Marina Militare è partita il 6 agosto da Taranto e a salutare l’equipaggio, oltre a parenti e amici, era presente il Comandante in Capo della Squadra Navale, ammiraglio di squadra Donato Marzano.

Nave Martinengo sarà impegnata a garantire la presenza e sorveglianza per la salvaguardia delle linee di traffico marittimo di interesse nazionale nel Corno d’Africa e nell’Oceano Indiano in stretta collaborazione con nazioni alleate e amiche.

Al contempo questa attività permette di garantire una qualificata presenza in Paesi dell’area con cui l’Italia intrattiene importanti rapporti politico-diplomatici, economici e di attività di cooperazione militare, spiega la Marina Militare.

Durante il transito in Mediterraneo, la FREMM Martinengo ha assicurato anche supporto Operazione NATO Sea Guardian.

Nave Martinengo sarà impegnata nell’area di operazioni fino al prossimo mese di dicembre.

Approfondimenti (fonte Marina Militare):

La fregata Martinengo è la settima Unità del programma italo-francese FREMM e la terza commissionata in versione GP (General Purpose). L’unità è stata costruita negli stabilimenti Fincantieri di Riva Trigoso e Muggiano ed è la prima Unità Navale della Marina Militare a portare il nome dell’Eroe Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Memoria (MOVMM) Contrammiraglio Federico Martinengo. La fregata, al comando del capitano di fregata Andrea Quondamatteo, ha un equipaggio di 168 tra uomini e donne, è lunga 144 metri di lunghezza e ha un dislocamento a pieno carico di 6.700 tonnellate. È una fregata polivalente, progettata all’insegna dell’innovazione e della flessibilità, in modo da operare attivamente nella tutela degli interessi nazionali e poter rispondere con successo agli scenari futuri.

L’operazione Atalanta è stata istituita dall’Unione Europea nel 2008 in risposta ai ripetuti atti di pirateria a danno dei mercantili in transito nell’area del Corno d’Africa, con l’obiettivo primario di proteggere le navi del World Food Program (WFP), dell’African Union Mission in Somalia (AMISOM) ed altre unità vulnerabili, contrastando e prevenendo tali attacchi.

Anche grazie al decennale operato della missione, svolta in stretto coordinamento con le altre Marine operanti in questa parte di Oceano Indiano, il fenomeno della pirateria può oggi essere considerato in netta regressione e l’Operazione Atalanta, avvalendosi di specifiche risorse e richiamandosi ad un approccio ora più omnicomprensivo, può dedicarsi anche ad altri settori, il cui consolidamento è considerato ugualmente nevralgico per la stabilizzazione dell’area.

Attualmente Atalanta mette a disposizione le proprie capacità operative per monitorare le comunità somale costiere e le attività di pesca al largo delle coste della Somalia, per supportare le altre missioni dell’Unione Europea e delle organizzazioni internazionali operanti in zona.

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Fonte e foto: Marina Militare; PI SMD

Marina, Op Atalanta: la FREMM Margottini cede il comando alla spagnola Castilla e lascia il dipositivo antipirateria

“L’11 agosto – ha fatto sapere con un comunicato stampa del giorno stesso la Marina Militare – la Fregata Europea Multi Missione [FREMM] della Marina Militare Carlo Margottini ha ultimato l’impegno nell’operazione antipirateria ‘Atalanta’, il dispositivo internazionale a guida europea che da dieci anni è dispiegato in Oceano Indiano con lo scopo di garantire la sicurezza dei mercantili che trasportano aiuti per conto del World Food Program e del traffico marittimo a tutela degli  interessi nazionali ed europei, e si appresta a rientrare in Patria”.

Nave Margottini ha svolto il compito di Flagship dell’operazione per quattro mesi con il Force Commander, Contrammiraglio Simone Malvagna, che il 6 agosto scorso ha ceduto il comando della forza in mare all’Ammiraglio Alfonso Perez de Nanclares, imbarcato sulla nave spagnola Castilla.

Durante questo periodo a guida italiana Nave Margottini, che ha percorso ben 17.000 miglia durante le oltre 2.100 ore di moto, ha lavorato in stretto coordinamento con assetti aeronavali spagnoli, tedeschi e un team di sicurezza montenegrino imbarcato su una nave mercantile del World Food Program.

I rifornimenti in mare sono stati garantiti dalla rifornitrice spagnola ESPS Patino e la Big Horn della U.S. Navy.

“Dati – sottolinea il comunicato – che danno una chiara visione dell’impegno della Marina Militare nel contribuire alla sicurezza marittima internazionale a protezione dei commerci e delle vie di comunicazione strategiche in risposta alla minaccia della pirateria a danno dei mercantili in transito nell’area del Corno d’Africa, fenomeno mai sopito sebbene ridotto grazie all’impegno internazionale. In questo contesto, nave Margottini ha inoltre colto ogni occasione addestrativa con le unità della Command Task Force 465, della Task Force 151 e delle unità presenti nel Golfo di Aden”.

Nel periodo sono state effettuate soste in cinque diversi Paesi (Oman, Djibouti, Kenya, Tanzania, Seychelles) che hanno intervallato i circa 90 giorni di navigazione, e hanno dato l’opportunità di crescita e d’incontro con le autorità politiche dei Paesi rivieraschi ovvero d’interazione con le relative Marine e Guardie Costiere.

Tra le autorità incontrate, scrive la Marina nel comunicato, da evidenziare l’incontro tra il Force Commander e il Primo Ministro somalo avvenuto in occasione dello Europe Day di Mogadiscio, così come con il Vice Primo Ministro ricevuto a bordo di Nave Margottini.

Durante le soste nei Paesi visitati sono state anche condotte specifiche attività di “capacity building” a favore delle forze di sicurezza locali, allo scopo di trasmettere loro le conoscenze necessarie per operare in autonomia nel contrasto alle attività illecite.

Non sono mancate le attività solidali o di Civilian and Military Interaction (Ci.Mi.C.) finalizzate a regalare un sorriso ai bambini di Djibouti, Mombasa e Dar El-Salam mediante la distribuzione di generi alimentari e beni di prima necessità presso strutture a essi dedicate e, più in generale, per appoggiare e sostenere specifiche strutture e organizzazioni locali che si occupano di aiutare quelle fasce di popolazione particolarmente bisognose.

In mare, il Margottini – “oltre ad assicurare la Close Monitoring (attività di scorta ravvicinata) nei confronti dei mercantili del World Food Program in transito nel Golfo di Aden”, come si legge dal comunicato – ha condotto circa 30 friendly approach nei confronti di pescherecci locali di medie e piccole dimensioni, allo scopo di fornire assistenza logistica ed eventualmente sanitaria.

Approfondimenti (fonte Marina Militare):

L’operazione Atalanta è stata istituita dall’Unione Europea nel 2008 in risposta ai ripetuti atti di pirateria a danno dei mercantili in transito nell’area del Corno d’Africa, con l’obiettivo primario di proteggere le navi del World Food Program (WFP), dell’African Union Mission in Somalia (AMISOM) ed altre unità vulnerabili, contrastando e prevenendo tali attacchi.

Anche grazie al decennale operato della missione, svolta in stretto coordinamento con le altre Marine operanti in questa parte di Oceano Indiano, il fenomeno della pirateria può oggi essere considerato in netta regressione e l’Operazione Atalanta, avvalendosi di specifiche risorse e richiamandosi a un approccio ora più omnicomprensivo, può dedicarsi anche ad altri settori, il cui consolidamento è considerato ugualmente nevralgico per la stabilizzazione dell’area.

Attualmente Atalanta mette a disposizione le proprie capacità operative per monitorare le comunità somale costiere e le attività di pesca al largo delle coste della Somalia, per supportare le altre missioni dell’Unione Europea e delle organizzazioni internazionali operanti in zona.

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Fonte e foto: Marina Miltiare; PI SMD

 

Marina: la FREMM Alpino termina la Campagna negli USA. Il 30 rientra a Taranto

La Fregata Europea Multi Missione (FREMM) Alpino della Marina Militare rientrerà il prossimo 30 giugno a Taranto, fa sapere la stessa Forza Armata con un comunicato stampa di oggi, 28 giugno, dopo avere ultimato attività di Naval Diplomacy a favore del Sistema Italia.

Dopodomani  la FREMM Alpino rientrerà a Taranto a conclusione della Campagna negli Stati Uniti d’America.

Al suo arrivo in porto all’interno della Stazione Navale Mar Grande, la nave sarà accolta dal Comandante in Capo della Squadra Navale, ammiraglio di squadra Donato Marzano, e da familiari, amici e colleghi dell’equipaggio.

“Partita da Taranto lo scorso 2 maggio, nave Alpino ha fornito una presenza qualificata e tecnologicamente rilevante in diversi Paesi con cui l’Italia intrattiene importanti rapporti politico-diplomatici, economici e di attività di cooperazione militare”, scrive la Marina nel comunicato.

Le attività condotte nei quasi due mesi di campagna si inquadrano, più in generale, all’interno dei compiti istituzionali che la Marina Militare assicura al Paese e alla collettività senza soluzione di continuità in tutte le aree di interesse strategico, garantendo quindi presenza navale finalizzata al sea-control, sicurezza delle linee di comunicazione commerciale (SLOC), vigilanza sulle attività marittime nazionali, deterrenza e contrasto alle attività illegali in alto mare, cooperazione internazionale e addestramento.

La Campagna appena conclusa, sottolinea la Marina Militare, può essere considerata rilevante sia per aver proiettato l’immagine della Marina Militare, delle Forze Armate e del sistema Paese in aree di non usuale gravitazione, sia per il supporto fornito alla competitività internazionale di importanti realtà nazionali.

In quest’ottica si inquadra anche l’importante attività che ha permesso di mostrare e far conoscere le capacità operative dell’Unità a delegazioni composte da membri del Congresso degli Stati Uniti e ufficiali della US Navy, nell’ambito del processo informativo per la definizione da parte della Marina statunitense di una nuova classe di fregate (programma di acquisizione denominato Future Frigate Program FFG(X)) destinata a colmare il gap capacitivo tra le Littoral Combat Ship (LCS) e le unità classe Arleigh Burke.

“L’iniziativa di proiezione marittima e naval diplomacy rientra nel più ampio progetto che mira a “fare sistema” integrando le capacità operative degli equipaggi con i moderni sistemi di fabbricazione italiana imbarcati su nave Alpino, costruita da Fincantieri, sponsor unico e partner della campagna, si legge nel comunicato.

Il confronto e le attività congiunte con Marine amiche e alleate hanno inoltre permesso all’equipaggio di addestrarsi e rafforzare i rapporti con gli alleati transregionali. La presenza oltreoceano è stata anche l’occasione d’incontro con le numerose comunità italiane residenti all’estero e di promozione dell’immagine dell’Italia, e delle sue eccellenze, attraverso l’organizzazione di eventi culturali.

Nave Alpino, consegnata alla Marina Militare il 30 settembre 2016, è la quinta unità della classe FREMM e la quarta in versione “antisommergibile” equipaggiata con sistemi tecnologici all’avanguardia e di ultimissima generazione.

“Media partner dell’attività – fa sapere la Marina Militare – sono Rivista Italiana Difesa (RID), Agenzia Nova e Report Difesa”.

La FREMM Alpino – approfondimento – (fonte Marina Militare):

La Fregata Alpino, al comando il Capitano di Fregata Davide Da Pozzo, fa parte del programma italo-francese FREMM (Fregata Europea Multi Missione). È stata varata il 13 dicembre 2014 nel cantiere di Riva Trigoso (GE) e consegnata alla Marina Militare il 30 settembre 2016. Il 9 giugno 2017 ha ricevuto la bandiera di Combattimento a Civitavecchia.

Contraddistinta dal distintivo ottico F 594, secondo la classificazione NATO, è una fregata di nuova generazione, caratterizzata da spiccate innovazioni tecnologiche e dalla possibilità d’impiego in vari contesti operativi.

È la quinta FREMM e la quarta in versione “anti sommergibile” (Anti Submarine Warfare – A.S.W.). Imbarca un equipaggio di 168 uomini e donne – quasi la metà rispetto alle precedenti fregate – e, grazie ai suoi 200 posti letto totali, è in grado di ospitare lo staff di un comando complesso, un team di forze speciali e una squadra di specialisti per l’impiego di due elicotteri medio-pesanti. Ha un dislocamento di 6700 tonnellate e raggiunge i 27 nodi di velocità grazie alla propulsione ibrida CODLAG (una turbina a gas e due motori elettrici) che garantisce altresì bassi consumi e autonomie elevate.

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Fonte e foto: Marina Militare

Difesa: Joint Stars 2018, in corso la seconda parte della rete di esercitazioni Non Art V CRO

Dopo una prima fase di amalgama tra tutto il personale, iniziata lo scorso 11 giugno, ha preso avvio il 16 giugno, a Poggio Renatico (Ferrara), con un Alzabandiera solenne, la “Parte 2” della Joint Stars 2018, il maggiore evento addestrativo dell’anno per la Difesa, fa sapere lo stato maggiore della Difesa con un comunicato stampa.

La seconda fase si concluderà il 22 giugno prossimo.

La Joint Stars 18 è organizzata dal Comando Operativo di vertice Interforze (COI) ed è costituita da una rete di esercitazioni svolte in varie parti del territorio nazionale e basate su un unico scenario fittizio, caratterizzato da un’operazione interforze e multinazionale condotta sotto guida italiana in risposta a una situazione di crisi (Non-Article 5 Crisis Response Operation).

La prima parte della Joint Stars 18 si è svolta dal 7 al 18 maggio (link articolo in calce), in modalità Live Exercise (LIVEX), cioè con impiego di assetti reali, e concomitanti esercitazioni “Golden Wings” dell’Esercito Italiano, “Mare Aperto” della Marina Militare e “Vega 18” dell’Aeronautica Militare, e l’esercitazione “Ramstein Guard 6-2018” condotta dalla NATO, mentre la seconda parte, in modalità Command Post Exercise/Computer Assisted Exercise (CPX/CAX), sarà rappresentata dalla “Virtual Flag 2018”, spiega in dettaglio la Difesa.

Organizzata periodicamente fin dal 2009, la Virtual Flag è un’esercitazione che, grazie all’utilizzo di sistemi di simulazione di alta tecnologia, consente di addestrare il personale dell’Aeronautica Militare a operare in un Comando di componente aerea (Italian Joint Force Air Component Command – ITA JFACC) e svolgere le attività relative alla pianificazione e alla conduzione delle operazioni aeree nell’ambito di una campagna militare interforze.

L’edizione di quest’anno, inserita nel più ampio contesto della Joint Stars 18, vedrà operare, insieme al personale dell’Aeronautica Militare, anche personale e assetti del COI, dell’Esercito Italiano, della Marina Militare e dell’Arma dei Carabinieri.

Si svolgerà principalmente all’interno di una struttura campale esistente presso il Comando Operazioni Aeree di Poggio Renatico, alla quale saranno connessi diversi reparti operativi delle Forze Armate partecipanti dislocati su tutto il territorio nazionale.

Per la prima volta il personale del COI si addestrerà e verrà valutato per le sue capacità di pianificare e condurre un’operazione complessa, mettendo in atto tutte quelle attività di comando e controllo tipiche di un Joint Task Force (JTF), cioè il Comando interforze che, in una campagna militare, agisce a livello operativo e coordina tutte le forze militari partecipanti.

In particolare, la Joint Stars 18 rappresenta una tappa importante nel consolidamento della Capacità Nazionale di Proiezione dal Mare (CNPM), cioè la capacità di pianificare e condurre operazioni anfibie nel contesto di una operazione militare interforze.

Altri obiettivi della Joint Stars 18 saranno il consolidamento della capacità di comando e controllo del JFACC  dell’Aeronautica Militare nel settore della difesa contro missili balistici (Theatre Ballistic Missile Defense – TBMD) attraverso l’integrazione di comandi e unità di livello tattico delle varie Forze Armate (un sistema missilistico SAMP/T dell’Esercito Italiano, un radar  AN/TPS-77 dell’Aeronautica Militare e unità navali classe Orizzonte/FREMM della Marina Militare), oltre all’addestramento del personale del Comando JTF e del Comando JFACC a operare in presenza di potenziali minacce cibernetiche, cioè attacchi rivolti alla rete informatica utilizzata per condurre le operazioni militari.

“La Joint Stars – conclude la Difesa – si pone come una preziosa opportunità per conseguire, attraverso l’addestramento congiunto di tutte le Forze Armate, sinergie ed economie di risorse, nonché affinando le capacità d’intervento con un’impronta sempre più marcatamente interforze in diversi contesti nazionali e internazionali”.

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Joint Stars 2018: scenario con minacce cyber e CBRN per l’esercitazione interforze di SMD e COI al via oggi (7 maggio 2018)

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Fonte e foto: PI SMD

Marina: la FREMM Alpino in Atlantico con un SH90 alla ricerca dei velisti dispersi

Continua senza sosta, dopo il trasferimento della responsabilità del coordinamento delle ricerche nell’area di operazione a una nave portoghese, si apprende dalla Marina Militare, la ricerca dei due velisti dispersi nell’Oceano Atlantico tra le Azzorre e l’Europa con Nave Alpino, la FREMM comandata dal Capitano di Fregata Davide Da Pozzo.

È la Marina Militare a darne notizia con un comunicato stampa dell’8 maggio, che riassume le attività finora svolte e riferisce della continuazione delle ricerche in data odierna “in funzione dell’autonomia logistica residua”.

L’attività di nave Alpino è iniziata lunedì 7 maggio, intorno alle 09.00, con l’arrivo dell’Unità nell’area area di operazione definita dalle autorità portoghesi, responsabili delle operazioni di ricerca e soccorso, sulla base dei dati meteomarini della zona e la posizione del segnale dell’Emergency Position Indicating Radio Beacon (EPIRB).

Per l’attività di ricerca nave Alpino si avvale dei più moderni sistemi di sorveglianza in dotazione sia all’unità sia all’elicottero SH90 imbarcato.

L’area già perlustrata, spiega la Marina nel comunicato stampa di ieri pomeriggio, 8 maggio, è pari a più di 1.600 miglia quadrate (pari a circa tutta la Valle d’Aosta), nonostante le condizioni meteorologiche non ottimali con presenza di onde di circa 2 metri (mare 4) e vento proveniente dai settori settentrionali.

Il pattugliamento, già svolto anche con oltre 12 ore di volo di elicottero SH90, è continuato ieri su un’area ulteriormente allargata dalle autorità portoghesi fino a oltre 100 miglia nautiche dalla posizione dell’EPIRB.

Oggi, 9 maggio, “in funzione dell’autonomia logistica residua”, spiega la Marina, nave Alpino riprenderà l’attività programmata.

La FREMM Alpino (fonte Marina Militare):

La Fregata Alpino, al comando il Capitano di Fregata Davide Da Pozzo, fa parte del programma italo-francese FREMM (Fregata Europea Multi Missione). È stata varata il 13 dicembre 2014 nel cantiere di Riva Trigoso (GE) e consegnata alla Marina Militare il 30 settembre 2016. Il 9 giugno 2017 ha ricevuto la bandiera di Combattimento a Civitavecchia. Contraddistinta dal distintivo ottico F 594, secondo la classificazione NATO, è una fregata di nuova generazione, caratterizzata da spiccate innovazioni tecnologiche e dalla possibilità d’impiego in vari contesti operativi.

È la quinta FREMM e la quarta in versione “antisommergibile” (Anti Submarine Warfare – A.S.W.). Imbarca un equipaggio di 168 uomini e donne – quasi la metà rispetto alle precedenti fregate – e, grazie ai suoi 200 posti letto totali, è in grado di ospitare lo staff di un comando complesso, un team di forze speciali e una squadra di specialisti per l’impiego di due elicotteri medio-pesanti. Ha un dislocamento di 6700 tonnellate e raggiunge i 27 nodi di velocità grazie alla propulsione ibrida CODLAG (una turbina a gas e due motori elettrici) che garantisce altresì bassi consumi e autonomie elevate.

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Fonte e foto: Marina Militare

EUNAVFOR Atalanta: la FREMM Margottini è flagship dell’operazione antipirateria nel Corno d’Africa

“Oggi a Gibuti – fa sapere lo stato maggiore della Difesa con un comunicato stampa odierno – la Fregata Europea Multi Missione (FREMM) ‘Carlo Margottini’ ha assunto il ruolo di Flag Ship dell’operazione ‘EUNAVFOR Atalanta’, ruolo che manterrà sino al prossimo 5 agosto. Il capitano di vascello Simone Malvagna ha assunto il ruolo di Force Commander dell’intera forza navale cui partecipano diversi Paesi dell’Unione Europea”.

L’operazione EUNAVFOR Atalanta, decisa dal Consiglio Europeo nel 2008, è la prima operazione militare a carattere marittimo a guida europea con l’obiettivo di prevenire e reprimere gli atti di pirateria nell’area del Corno d’Africa (Mar Rosso, Golfo di Aden e bacino somalo) che continuano a rappresentare una minaccia per la libertà di navigazione del traffico mercantile e, in particolare, per il trasporto degli aiuti umanitari del World Food Program.

Tra i compiti di questa operazione, ricorda il comunicato, rientrano anche le attività Local Maritime Capacity Building (LMCB), ovvero addestramento a favore delle forze armate e di polizia locali, per permettere loro di sviluppare e trasmettere le conoscenze necessarie a operare in autonomia nel contrasto alle attività illecite, tra le quali la pirateria.

La fregata Margottini, che partecipa per la prima volta alla missione Atalanta, è la terza unità FREMM consegnata alla Marina Militare il 27 febbraio 2014 in versione antisommergibile ed è allestita con sistemi d’arma, difesa e scoperta di ultima generazione, all’avanguardia sia nel campo militare che civile, spiega lo stato maggiore della Difesa.

Partita il 20 febbraio scorso dal porto di La Spezia, prima di dirigersi verso l’area di operazioni di Atalanta ha compiuto una campagna navale nel Mar Arabico e nel Golfo Persico, finalizzata ad assicurare presenza, sorveglianza marittima, rafforzare le attività di cooperazione già in corso con alcuni alleati trans-regionali e avviare relazioni con nuovi potenziali partner dell’Italia, nell’alveo dei compiti istituzionali affidati alla Forza Armata.

Durante la campagna, nave Margottini ha inoltre rappresentato la Marina Militare alla Doha International Maritime Defence Exhibition & Conference (DIMDEX 18) in Qatar.

Nei prossimi mesi, durante le soste nei vari porti, l’equipaggio di nave Margottini sarà impegnato anche in attività CiMiC (Civilian and Military Cooperation), allo scopo di fornire supporto alle popolazioni locali.

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Marina: primo addestramento antisommergibile in mare del 2018 per la Prima Divisione Navale di La Spezia

Vi hanno partecipato unità navali, elicotteri e un sommergibile – fa sapere la Marina Militare in un comunicato stampa del 2 febbraio – che hanno effettuato esercitazioni di tiro, lotta antisommergibile e controllo del traffico mercantile.

Si tratta di un’importante attività addestrativa iniziata il 29 gennaio, e conclusa il 2 febbraio, che è stata portata a termine da componenti aero-navali della Marina Militare appartenenti a diversi comandi operativi della sede di La Spezia.

Sotto la direzione della Prima Divisione Navale, si apprende, gli equipaggi si sono esercitati in molteplici attività che rappresentano la gran parte dei compiti istituzionali della Forza Armata, mettendo alla prova le capacità di reazione di uomini e mezzi.

Tra le attività addestrative che si sono svolte, approfondisce il comunicato, spiccano la lotta antisommergibile, le esercitazioni di tiro contro bersagli navali e aerei, il controllo del traffico mercantile e la navigazione in un canale dragato all’interno di un campo minato.

L’intenso addestramento è stato svolto dal cacciatorpediniere Caio Duilio, dalle Fregate Europee Multi Missione (FREMM) Luigi Rizzo e Carlo Margottini e dalla rifornitrice di squadra Vesuvio, navi appartenenti alla Prima Divisione Navale; dai cacciamine Rimini, Chioggia e Termoli, del Comando delle Forze di Contromisure Mine; dal sommergibile Romeo Romei e dagli elicotteri del Quinto Gruppo di base a Luni – Sarzana.

L’addestramento delle forze di base a La Spezia, anticipa il comunicato della Marina, precede attività simili che coinvolgeranno gli altri comandi e componenti della Forza Armata, di base a Taranto e Augusta.

L’obiettivo è mantenere un elevato standard di capacità della Squadra Navale, in modo da garantire prontezza operativa, flessibilità ed efficacia per adempiere quotidianamente in maniere efficace ai compiti di difesa sul mare e dal mare, di sicurezza marittima di tutela degli interessi strategici nazionali, nonché alle attività a favore della collettività.

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Fonte e foto: Marina Militare

Marina, Mare Sicuro: cambio al comando, al contrammiraglio Torresi subentra il collega Pacioni. La FREMM Alpino unità di bandiera del Comandante

Ieri, 7 agosto, è avvenuto l’avvicendamento al comando dell’Operazione Mare Sicuro (OMS) tra il contrammiraglio Placido Torresi, comandante della 1ª Divisione Navale, e il subentrante, contrammiraglio Enrico Pacioni, comandante delle Forze di Contromisure mine, ha fatto sapere la Marina Militare con un comunicato stampa del 7 agosto.

Per l’occasione, la Fregata Europea Multi Missione (FREMM) Margottini della Marina Militare è stata sostituita da un’altra FREMM, nave Alpino, come unità navale di bandiera del Comandante di OMS.

L’Operazione Mare Sicuro opera in un’area di mare di circa 160.000 km quadrati, situata nel Mediterraneo centrale e prospiciente le coste libiche, specifica la Marina nel suo comunicato.

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Fonte e foto: Marina Militare