Giuliano Pisapia

Stramilano 2015: NRDC-ITA gruppo più numeroso; Voloire: salva di cannone prima della TF Expo

20150329_NRDC-ITA Running Team al via!I militari del Nato Rapid Deployable Corps-Italy (NRDC-ITA) hanno partecipato ancora una volta, ieri, domenica 29 marzo, alla Stramilano, 44esima edizione della nota gara podistica meneghina.

La tradizionale salva del cannone del reggimento Artiglieria a cavallo Voloire ha dato il via alla corsa che ha animato le vie di Milano. L’ampia partecipazione del personale di NRDC-ITA ha voluto testimoniare, ancora una volta, l’importanza che la preparazione fisica riveste per i militari e la particolare attenzione con cui la stessa viene curata per mantenere e migliorare le condizioni psicofisiche necessarie all’adempimento dei compiti istituzionali.

20150329_ Griglia di PartenzaDi più. La connotazione internazionale della Stramilano si coniuga perfettamente con le caratteristiche dell’NRDC-ITA, fa notare lo stesso comando nel suo comunicato stampa: un comando interforze e multinazionale, composto da personale proveniente da 12 nazioni alleate, perfettamente integrate e amalgamate per operare in aree di crisi in qualsiasi parte del mondo.

Gli atleti dell’NRDC-ITA Running Team hanno dimostrato sia nei diecimila che nella mezza maratona come i militari italiani e stranieri del Comando di Solbiate riescano a conciliare con successo i numerosi impegni di lavoro con le sedute di allenamento.

20150329_Colpo di cannoneAnche quest’anno il Comando della NATO si è aggiudicato il premio per il gruppo militare più numeroso di atleti iscritti alla competizione. La coppa, ritirata dal generale Giuseppe Poccia, comandante della brigata di Supporto all’HQ NRDC-ITA, è dedicata alla memoria del capitano dell’Esercito Italiano Massimo Ficuciello, caduto nell’adempimento del dovere a Nassiriya. Il primo classificato dei militari si è aggiudicato la coppa dedicata al capitano Riccardo Bucci dell’Esercito Italiano, scomparso in un incidente stradale a Herat, in Afghanistan, nel 2011.

20150329_NRDC-ITA alla partenza della STRAMILANO 2015La partecipazione a questo evento è considerata ogni anno un appuntamento irrinunciabile per i militari della caserma Ugo Mara, che rappresentano una realtà completamente integrata e attiva nel tessuto del territorio locale.

Come da tradizione, la manifestazione è stata aperta dal colpo di cannone del glorioso reggimento di Artiglieria a cavallo Voloire, che a breve sarà al comando della Task Force EXPO.

Quattro artiglieri a cavallo, in uniforme storica risorgimentale, hanno portato in piazza del Duomo un cannone storico Krupp modello 1906 da 75/27 con cassone portamunizioni, un pezzo entrato in servizio nel 1908 e analogo a quelli utilizzati dal reggimento nel corso della campagna di Russia, durante la seconda guerra mondiale.

20150329_La salva del cannone da il via alla garaHanno tirato la cordicella il prefetto di Milano, Francesco Tronca, il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, e l’assessore allo sport della Regione Lombardia, Antonio Rossi, a dimostrazione della grande sinergia tra le istituzioni a poco più di un mese dall’inizio Expo.

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Il reggimento Artiglieria a cavallo Voloire in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: NRDC-ITA; reggimento Artiglieria a cavallo Voloire

20150329_Il logo di NRDC-ITA sempre presente alla STRAMILANO

20150329_Le Voloire e gli altri reparti Schierati

20150329_Testimonial Stramilano 2015

20150329_Generale Stano - Comandante delle Forze di Difesa Nord Italia - Responsabile dell'Operazione strade sicure ed Expo 2015

20150329_NRDC-ITA, foto di gruppo al Duomo

Scuola militare Teulié, Esercito Italiano: al giuramento degli allievi il ministro della Difesa sen Pinotti

Lo scorso 22 marzo, nella piazza dell’Arco della Pace di Milano, hanno prestato giuramento alla Patria gli allievi del 1° anno della Scuola Militare Teuliè alla presenza del ministro della Difesa, senatrice Roberta Pinotti, e del Capo di stato maggiore dell’Esercito (CaSME), generale Claudio Graziano.

Nel suo intervento rivolto agli allievi del corso intitolato alla medaglia d’oro Quarantelli, il generale Graziano così si è espresso: “Vi aspettano tre anni intensi, ma sono certo che saranno di gioia e di soddisfazione in cui costruirete un legame unico”.

Il CaSME ha poi aggiunto: “In questo momento di trasformazione, in cui stiamo vivendo certamente un momento di crisi, il valore, il coraggio e l’impegno dei nostri soldati è un messaggio positivo per il Paese”.

Alla cerimonia erano presenti le principali autorità civili e militari tra cui il primo cittadino, avvocato Giuliano Pisapia, che ha ricevuto dalle mani dal Comandante della Scuola, colonnello Francesco Giordano, il Primo Tricolore, che sventolò durante le storiche Cinque giornate di Milano.

La Scuola Militare Teuliè, mediante un concorso pubblico, offre la possibilità a tutti i ragazzi e alle ragazze che abbiano concluso con esito positivo il secondo anno delle scuole medie superiori difrequentare il triennio del liceo classico e scientifico.

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Fonte e foto: stato maggiore Esercito

Stramilano ed Esercito Italiano: un migliaio i militari ai nastri di partenza in piazza Duomo. NRDC-ITA il gruppo più numeroso

Oggi, domenica 23 marzo, si è disputata a Milano la Stramilano, manifestazione sportiva cui hanno preso parte più di un migliaio di militari dell’Esercito che prestano servizio nei reparti ed enti del territorio lombardo.

Il gruppo più numeroso è stato fatto registrare dal Comando NRDC-ITA (NATO Rapid Deployable Corps – Italy) e dai reparti direttamente dipendenti: ben 703 atleti militari, con alla testa il comandante di NRDC-ITA, il generale Giorgio Battisti.

Il via alle corse è stato dato dal colpo di cannone del reggimento artiglieria a cavallo tirato, per l’occasione, rispettivamente dal sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, per la manifestazione non agonistica, mentre per la Half Marathon agonistica la funicella è stata tirata dall’assessore allo Sport della Provincia di Milano, Cristina Stancari.

Ai primi classificati della Stramilano agonistica internazionale è stata consegnata, come ormai tradizione, la mascotte del Comando Militare Esercito Lombardia: il Guizzo.

Per i concorrenti militari sono state stilate apposite classifiche. I migliori, come anche il Reparto con maggior numero di partecipanti, sono stati premiati con delle coppe intitolate a ufficiali caduti nell’adempimento del proprio dovere, quali il capitano Massimo Ficuciello e il capitano Riccardo Bucci.

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Fonte e foto: CME Lombardia via NRDC-ITA

Marò, lo Stato contro lo Stato

Si fa, non si fa. Alla fine la foto dei due marò è stata proiettata, sul Colosseo.

Ieri sera, sulla facciata dell’Anfiteatro Flavio, il volto dei due fucilieri della Marina Militare, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, protagonisti di una triste vicenda che dura da un anno, è stato proiettato con la scritta Salviamo i nostri marò.

Una scenografia che almeno ha attirato l’attenzione della BBC, che ha passato la notizia portando la solidarietà degli italiani fuori dai confini nazionali. “La maggioranza degli italiani era contraria all’invio in India dei due marò”, sottolineava il servizio tv di stamane.

Eppure l’evento aveva rischiato di saltare. Il braccio di ferro tra l’amministrazione, leggi il sindaco Gianni Alemanno, che aveva fatto erigere una pedana di fronte al Colosseo per la manifestazione in supporto ai due servitori dello Stato, e la Soprintendenza speciale ai beni archeologici di Roma, che si era fortemente opposta richiedendone la rimozione, in questo appoggiata dal ministro Lorenzo Ornaghi, rischiava di non avere luogo. E di non portare neppure il caso fuori dai confini nazionali.

Ma gli stranieri sono sensibili alla bellezza culturale e architettonica dell’Italia, un evento del genere non sarebbe passato inosservato e avrebbe finalmente veicolato la notizia di quella che ormai ha assunto le caratteristiche di una fiction confezionata a Bollywood.

Peccato però per questo tira e molla. Per questo battersi sulla manifestazione di solidarietà a due militari a servizio dello Stato. Da una parte la Soprintendenza, il ministero per i Beni e le attività culturali e la onlus Cittadinanzattiva, tutti orientati a far rimuovere la pedana, montata per un giorno, e a far rispettare le “ragioni di sicurezza”.

Dall’altra il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che si è battuto per realizzare comunque la manifestazione, nonostante la Soprintendenza avesse scritto al Campidoglio chiedendo la rimozione del palco colpevole di generare “una situazione di gravissimo disagio e rischio per il pubblico”, e negando l’autorizzazione a qualsiasi proiezione sulla facciata del Colosseo, “né lo spegnimento dell’illuminazione interna di sicurezza dell’Anfiteatro e del Foro Romano”.

“Stasera bisogna manifestare al Colosseo, spegnendolo, per dare solidarietà ai nostri marò”, ha dichiarato ieri il sindaco Alemanno. “Con tutto il rispetto per il ministero per i Beni e le attività culturali, andiamo avanti”, ha risposto il primo cittadino al ministero, decidendo di fare comunque la manifestazione, “perché non c’è alcun palco ma una piccola pedana di 30-40 centimetri”, e di proiettare la foto dei due marò: “non riesco a capire che problema possano arrecare al Colosseo delle proiezioni molto semplici, per qualche ora”.

Ieri abbiamo assistito a posizioni così discordanti tra istituzioni statali da sembrare che lo Stato sia contro lo Stato. Una manifestazione di solidarietà per chi serve questo stesso Stato è riuscita a far emergere tensioni che risultano francamente incomprensibili, se non andando a cercare appoggio in opposte ideologie. E allora viene alla mente anche il caso di Milano, dove il sindaco Giuliano Pisapia aveva fatto rimuovere il poster dei due marò da Palazzo Marino, sede del comune della città meneghina, non più tardi di un anno fa.

Abbiamo visto tutto, ieri, tranne che l’unità di intenti in un momento in cui la concordia si impone. E pensare che proprio uno dei due marò, appena riportato in India, aveva chiesto esplicitamente che le istituzioni dello Stato si unissero una buona volta, “per por fine alla tragedia”.

PC

Scuola militare Teulié: il sindaco di Milano Pisapia consegna il Tricolore simbolo delle Cinque giornate di Milano al comandante Giordano

Si è svolta il 19 marzo scorso, in piazza Cinque giornate a Milano, la cerimonia celebrativa del 165esimo anniversario delle Cinque giornate di Milano, nel corso della quale il sindaco Giuliano Pisapia ha consegnato al comandante dell’Istituto militare Teuliè, colonnello Francesco Giordano, il tricolore simbolo delle Cinque giornate che nel 1848 sventolò sul Duomo di Milano quale segno di libertà.

Il sindaco Pisapia, nel suo intervento, rivolgendosi alle autorità militari, civili e religiose e alle scolaresche presenti alla cerimonia, ha affermato che “Milano non si è fermata alle Cinque giornate: la resistenza, la lotta all’eversione e al terrorismo, e ancora oggi il contrasto alla criminalità organizzata, l’impegno per i diritti, per la pace, per la convivenza civile tra culture e religioni diverse, sono le tappe di una storia di libertà cominciata secoli prima”. E ha concluso dichiarando che “Milano agisce nella storia del Paese, oggi come allora, invitando ogni donna e ogni uomo, ogni ragazza e ogni ragazzo, ognuno nel proprio ruolo, a mettersi al servizio della libertà e del futuro di tutti”.

Il comandante della scuola, colonnello Francesco Giordano, ha sottolineato il forte valore simbolico della cerimonia: “Il fatto che lei, signor sindaco, affidi alla custodia degli allievi della scuola militare questo importante simbolo ha il duplice significato di confermare quanto Milano ritenga oramai la scuola militare parte della propria identità e testimonia la volontà di contribuire alla formazione morale dei giovani cadetti che matureranno la loro scelta di fedeltà alle istituzioni nel ricordo delle gesta eroiche di quei giorni del 1848”.

La Scuola militare di Milano Teuliè è definita come la “Scuola militare del Primo Tricolore” perché legata al Primo Tricolore Militare che fu consegnato il 7 novembre 1796, in Piazza del Duomo a Milano, alla Compagnia Cacciatori a cavallo della Legione Lombarda e portato alla battaglia di Arcole, il 16 novembre 1796, sotto il comando del generale Pietro Teuliè, colui che, il 15 gennaio 1802, sarebbe stato il fondatore della futura Scuola Militare di Milano.

Come ormai da tradizione, la Scuola militare Teuliè conserverà la bandiera durante il periodo di ricorrenza delle Cinque giornate, custodito con orgoglio dalla Guardia d’Onore montata a turno da tutti gli allievi, onorando il ricordo dei giovani allievi dell’epoca che parteciparono ai moti risorgimentali, come portaordini, per collegare i vari punti della città e favorire la liberazione del capoluogo lombardo.

La bandiera verrà riconsegnata ufficialmente al comune di Milano, il 23 marzo prossimo presso l’Arco della Pace, in occasione del giuramento degli allievi del corso Grecchi.

La Scuola militare Teuliè di Milano, insieme alla Nunziatella di Napoli, è uno dei due istituti di formazione dell’Esercito che consente agli allievi di conseguire la maturità classica o scientifica.

L’Istituto rappresenta un college all’avanguardia nell’educazione, la cui didattica mira a formare giovani responsabili, completi e forti di solidi strumenti culturali e sociali. L’intenso programma di studi triennale prevede inoltre l’apprendimento della lingua inglese e di una seconda lingua straniera a scelta tra lo spagnolo e il francese. Alle lezioni teoriche si alternano attività sportive d’eccellenza tra le quali i corsi di canottaggio, equitazione, nuoto, difesa personale, scherma e tiro sportivo.

Oggi sono più di 180 gli allievi della scuola militare Teuliè, tra cui 42 ragazze, che frequentano il percorso formativo a indirizzo classico o scientifico di durata triennale, che consente di acquisire una solida preparazione mirata all’accesso alle accademie militari o agli indirizzi universitari. Ogni allievo, infatti, al termine dei tre anni di formazione presso la scuola può decidere in modo autonomo quale percorso formativo intraprendere. Durante l’ultimo anno, i giovani allievi seguono lezioni di orientamento sulla carriera militare e in ambito universitario in collaborazione con le principali università milanesi: Statale, Cattolica, Bocconi e Politecnico.

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Fonte: stato maggiore Esercito

Foto: stato maggiore Esercito

Nel 69esimo anniversario di El Alamein quasi 4mila chiedono una via di Milano intitolata a Paolo Caccia Dominioni

Sono 3.781 le firme raccolte dall’iniziativa Intitoliamo una via di Milano a Paolo Caccia Dominioni, promossa nel dicembre 2010 dalla Libreria Militare che ha sede proprio nel capoluogo lombardo.

Dalla pagina di Facebook dedicata all’iniziativa si apprende che di queste 3.781 firme ben 3.271 provengono dal Gruppo Guastatori dell’Associazione Genieri e Trasmettitori, del resto Paolo Caccia Dominioni comandò proprio il XXXI btg. Guastatori nella seconda guerra mondiale; mentre 63 sono le adesioni per posta elettronica e 303 le sottoscrizioni della pagina Facebook.

Questi risultati vengono inviati per lettera oggi stesso, in occasione del 69esimo anniversario della battaglia di El Alamein, al sindaco di Milano Giuliano Pisapia, insieme all’attestazione dell’interesse per l’iniziativa dimostrata dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il patrocinio del Capo di stato maggiore dell’Esercito Giuseppe Valotto.

L’iniziativa promossa dalla Libreria Militare aveva già riscontrato il plauso dell’ex sindaco di Milano Letizia Moratti, che in una lettera del 10 dicembre 2010 indirizzata al titolare della libreria stessa, Angelo Luigi Pirocchi, informava di aver provveduto a far trasmettere la proposta all’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano.

Paolo Caccia Dominioni di Sillavengo nacque a Nerviano il 14 maggio 1896 e morì a Roma il 12 agosto 1992.

Fu tenente del Genio nella prima guerra mondiale e nella Campagna di Libia, capitano in Africa Orientale e maggiore comandante del XXXI battaglione Guastatori nella seconda guerra mondiale, garibaldino della 106ª Garibaldi, Capo di stato maggiore del C.V.L. Lombardo nella Resistenza.

Nella seconda battaglia di El Alamein nel novembre 1942, riuscì a sfuggire all’accerchiamento con tutto il suo reparto, unico reparto superstite del X Corpo d’armata italiano; per questo venne decorato con la Medaglia d’argento al valor militare.

Dopo la fine della seconda guerra mondiale si assunse volontariamente l’incarico di ricercare le salme dei caduti di ogni nazione disperse tra le sabbie del deserto egiziano a El Alamein, portando avanti le ricerche  personalmente e con grande rischio tra i campi minati ancora attivi.

Nel dopoguerra progetta e realizza il Sacrario a Q.33 di El Alamein, recuperando in quattordici anni oltre tremila salme di caduti italiani, tedeschi e alleati, insieme a un suo vecchio sottoposto del XXXI battaglione Guastatori, Renato Chiodini.

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Fonte: Intitoliamo una via di Milano a Paolo Caccia Dominioni/Facebook; per i riferimenti biografici: Associazione Nazionale Alpini, Ars Bellica e Wikipedia

Foto: Ars Bellica