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Difesa, il SSSD on Tofalo a Washington esprime “le molteplici perplessità sul programma F35” al Sottosegretario Mrs Lord

Il Sottosegretario di Stato alla Difesa (SSSD) on Angelo Tofalo ha incontrato a Washington, nel corso della sua visita negli Stati Uniti, Mrs Ellen Lord, Sottosegretario alla Difesa degli Stati Uniti; il Generale Edwin Wilson, responsabile del settore Cyber Defense USA; e, nella sede della DIA (Defense Intelligence Agency), il Generale Robert Ashley, come si apprende dal suo addetto stampa in data 26 gennaio.

“Questa mattina – ha informato l’on Tofalo dal suo profilo facebook – ho incontrato Mrs Ellen Lord, Sottosegretario alla Difesa degli Stati Uniti, con la quale ho avuto un colloquio proficuo e costruttivo. Abbiamo spaziato sulle tematiche più significative e importanti di natura industriale e di cooperazione nel settore della Difesa”.

“Mrs Lord mi ha chiesto in particolare del programma F35. Me l’aspettavo. Con l’estrema sincerità che lega due popoli amici e con assoluta fermezza ho espresso le molteplici perplessità che questo governo ha sul programma. Ho chiaramente detto che è in atto uno studio specifico, approfondito ed attento sul dossier F35, mirato a verificarne anche il rapporto costi/benefici. In 20 anni abbiamo già speso diversi miliardi. Una volta completato lo studio, il Ministro [della Difesa, Elisabetta] Trenta lo sottoporrà al Presidente [del Consiglio, Giuseppe] Conte per le opportune valutazioni e conseguenti decisioni. Nel contempo ho anche chiesto al mio omologo statunitense di supportarci politicamente nell’indirizzare altri Paesi a realizzare i propri velivoli in Italia presso la FACO di Cameri, asset strategico della nostra Aeronautica Militare, al fine di salvaguardare le capacità occupazionali dello stabilimento. Con Mrs Lord abbiamo poi affrontato la tematica della cyber security e l’eventualità di iniziare collaborazioni specifiche nel settore.”

Con il Generale Edwin Wilson, responsabile del settore Cyber Defense USA, “abbiamo affrontato approfondimenti sulla legislazione, sia statunitense che italiana, che disciplina lo specifico settore”, informa poi l’on Tofalo: “Si è parlato di formazione, di reclutamento e di future linee guida per il cyber a livello globale. Ci siamo intesi da subito e ripromessi di incontrarci nuovamente al più presto per partire con nuove e importanti collaborazioni tra Italia e USA.”

Nella stessa giornata Tofalo ha incontrato nella sede della DIA (Defense Intelligence Agency) il Generale Robert Ashley.

Scrive il sottosegretario Tofalo: “In un ambiente di particolare amicizia e apertura abbiamo discusso importanti temi di reciproco interesse, riguardanti: la protezione cibernetica delle nostre infrastrutture militari, le procedure e le best practices per la formazione del personale e per l’incremento della cultura della sicurezza informatica e la tutela del nostro patrimonio tecnologico e di conoscenze. Abbiamo infine concordato di incrementare la già ottima collaborazione nel settore attraverso dedicati incontri tra esperti. Il Gen Ashley mi ha infine ringraziato per il contributo e il ruolo che l’Italia svolge con i propri militari in molteplici e difficili teatri operativi nel mondo.”

Infine, la visita al Pentagono e al Memorial dedicato alle vittime dell’11 settembre 2001, per l’on Tofalo “una ferita alla democrazia che non si potrà mai rimarginare.”

Fonte: Cap Massimiliano Rizzo Addetto Stampa del Sottosegretario di Stato alla Difesa, On Angelo Tofalo

Foto dal profilo facebook dell’on @AngeloTofalo

Il SSSD on Tofalo augura buon lavoro ai neodirettori dei servizi segreti italiani

Questo il messaggio del Sottosegretario di Stato alla Difesa (SSSD), on Angelo Tofalo, ai neodirettori dei servizi segreti italiani:

“Buon lavoro ai nuovi Direttori dei Servizi Segreti italiani. Buon lavoro al neodirettore generale del Dipartimento delle Informazione per la Sicurezza (DIS), Gennaro Vecchione, uomo delle Istituzioni, Generale di altissimo livello e provata esperienza in ambito operativo e della formazione. Buon lavoro al Generale Luciano Carta, che assumerà la direzione dell’Agenzia Informazioni e Sicurezza Esterna (AISE): militare di rare doti umane e di comando, grande esperto di intelligence e già comandante di reparti speciali. Era dai tempi di Martini, Pollari e Siracusa che non spiccavano profili di così alto spessore, capacità e serietà. Un sentito ringraziamento ai Direttori uscenti, il Prefetto Alessandro Pansa e il Dottor Alberto Manenti, per il lavoro svolto al servizio delle Istituzioni e buona continuazione al Generale Mario Parente, riconfermato dal Governo alla direzione dell’AISI, l’Agenzia Informazioni e Sicurezza Interna. Con il cambiamento di oggi si apre una nuova pagina per il comparto Intelligence italiano. Viva l’Italia”.

Fonte: Capitano Massimiliano Rizzo Addetto alla Comunicazione del Sottosegretario di Stato alla Difesa On. Angelo Tofalo

Foto: @AngeloTofalo

Difesa: il SSSD on Tofalo al Centro Intelligence Interforze di Ponte Galeria, “elevata professionalità e quotidiana riservatezza”

Il Sottosegretario di Stato alla Difesa (SSSD) on Angelo Tofalo ha visitato il 3 agosto scorso il “braccio operativo” del Reparto Informazioni e Sicurezza: il Centro Intelligence Interforze, comandato dal Generale di Brigata Giorgio Cipolloni, ha fatto sapere con un comunicato stampa del giorno stesso l’addetto alla comunicazione del Sottosegretario.

Arrivato nella sede di Ponte Galeria, il sottosegretario Tofalo è stato ricevuto dal Capo Reparto, Ammiraglio di Divisione Fabrizio Simoncini, alla presenza del Sottocapo di Stato Maggiore della Difesa, Generale di Squadra Aerea Roberto Nordio.

“Quello che fate tutti i giorni è alla base della sicurezza dei vostri colleghi impegnati in operazioni molto spesso rischiose e di elevata importanza strategica”, ha detto il sottosegretario Tofalo che, nel corso della visita, ha avuto l’opportunità di incontrare il personale di tutte le Forze Armate impiegato nel Centro Intelligence Interforze.

“Non si può pensare di pianificare, condurre e portare a termine un’azione militare senza il supporto delle informazioni che ricercate, analizzate, valutate e diffondete”, ha poi affermato l’on Tofalo, ringraziando della elevata professionalità che dimostrate nel vostro lavoro quotidiano, quasi sempre, per motivi di riservatezza, non condivisibile con il pubblico”.

Il Reparto Informazioni e Sicurezza è l’organizzazione interforze che assicura il necessario supporto informativo tecnico-militare al Ministero della Difesa, spiega il comunicato, impiegando e coordinando assetti di ricerca informativa in tutte le dimensioni operative e disseminando prodotti analitici elaborati da personale altamente specializzato, in grado di acquisire e valorizzare dati e notizie nei diversi domini operativi.

Il continuo sforzo del settore informativo è volto a garantire che i decisori di tutti i livelli abbiano, tempestivamente, gli elementi di informazione necessari a prendere le opportune decisioni sia per la pianificazione dello strumento militare, sia per la condotta delle operazioni e delle missioni.

La complessità e la dinamicità degli ambienti operativi odierni richiede capacità in termini di risorse umane, con competenze di altissimo livello, e di sistemi di raccolta e analisi delle informazioni altamente tecnologici, per i quali è fondamentale una continua azione di ammodernamento, anche attraverso significativi investimenti nella ricerca e sviluppo, supportati dall’industria nazionale.

“Nello specifico dominio cyber, le attività informative sono un fattore determinante e abilitante per le Forze Armate e gli altri Comandi ed Enti interforze coinvolti in tale attività, per cui è ancor più necessario sfruttare le possibili sinergie e giocare di squadra”, sottolinea il comunicato stampa evidenziando che “in tale quadro, è altresì fondamentale la collaborazione con le agenzie del Sistema di Informazioni e Sicurezza per la Repubblica e la cooperazione internazionale con i Paesi alleati”.

“È stato un momento di confronto costruttivo mirato all’obiettivo strategico di costruire un vero Sistema Paese”, ha commentato l’on Tofalo al termine della visita: “Sono particolarmente orgoglioso di rappresentare da Sottosegretario alla Difesa tutte le donne e uomini appartenenti a questo Ente di cui, per ovvie ragioni, poco si parla e che rappresenta una eccellenza della Difesa”.

Il Centro Intelligence Interforze è nato il 1° gennaio 1998, nell’ambito del Reparto Informazioni e Sicurezza dello Stato Maggiore Difesa, a seguito della Legge di riforma dei vertici militari, mediante la soppressione e contestuale fusione dei SIOS (Servizio informazioni Operative e Situazione) di Forza Armata e dei rispettivi Centri Operativi, fino ad allora deputati ad assolvere istituzionalmente alle attività di intelligence militare.

“In tal modo – conclude il comunicato stampa – la costituzione di un unico Ente dello Stato Maggiore della Difesa, deputato a svolgere compiti di carattere tecnico militare, conseguiva l’obiettivo di razionalizzare le risorse per meglio adeguarle alle mutate esigenze internazionali e del settore della Difesa”.

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Fonte e foto: Cap Rizzo Addetto alla Comunicazione del Sottosegretario Tofalo

Difesa: blockchain e intelligence al centro dell’evento organizzato dal neo SSSD on Tofalo

“Si è svolto oggi nell’aula dei gruppi parlamentari, a Roma, il settimo evento del ciclo Intelligence Collettiva, organizzato dal neosottosegretario di stato alla Difesa (SSSD) Angelo Tofalo, nel corso del quale si sono alternati esperti del settore per parlare del funzionamento di questa nuova tecnologia, fake news e identità digitale, si è appreso dall’addetto stampa dello stesso SSSD on Tofalo.

Il Presidente della Camera, Roberto Fico, ha dato il via ai lavori sottolineando l’importanza delle tecnologie digitali che “possono offrire un supporto decisivo per consentire il lancio di esperienze innovative di democrazia deliberativa centrate sulla partecipazione attiva e informata dei cittadini alle decisioni pubbliche”.

Per il Sottosegretario alla Difesa Raffaele Volpi, intervenuto in apertura del convegno, “si può parlare di tecnologie nuove, di futuro, ma ci sono delle cose elementari per far conoscere alla gente cosa si fa e che non vanno trascurate. Essere vicini ai cittadini vuol dire anche utilizzare tutti i mezzi che ci sono. Non si tratta di alta tecnologia, ma è la prima sfida”.

Dopo aver parlato nei precedenti incontri della storia dei servizi segreti, del funzionamento dei comparti intelligence a livello nazionale e mondiale, delle nuove minacce e dopo aver approfondito il concetto di sicurezza del Sistema Paese, grazie all’intervento di illustri relatori, in questo settimo evento il tema principale è stata la tecnologia blockchain e le possibili applicazioni nell’ambito dell’intelligence.

Il sottosegretario Tofalo nelle conclusioni finali ha dichiarato che “la tecnologia Blockchain, in un contesto di democrazia partecipata diffusa, è uno strumento importante per accrescere la trasparenza”, evidenziando che “si potrebbe pensare di applicare tale tecnologia anche al settore degli appalti dove più si annidano corruzione e dispendio di risorse pubbliche”.

Da Tofalo, infine, giunge l’annuncio di voler continuare a portare avanti questo ciclo di appuntamenti: “Il nostro impegno nella diffusione della cultura della sicurezza andrà avanti e lo allargheremo anche alla Difesa”.

L’idea è promuovere anche eventi “per approfondire gli aspetti storici di intelligence che caratterizzano l’Arma dei Carabinieri, la Marina, l’Aeronautica e l’Esercito”.

Fonte e foto: Addetto stampa SSSD on Tofalo

TAAC-W RS: tre ufficiali afgani donna della branca intelligence si distinguono al corso Military Decision Making Process

Sono dieci i militari dell’Esercito Afgano, tre di loro sono donne, che hanno raggiunto la qualifica di specialista nel processo decisionale militare dopo aver concluso con successo il corso Military Decision Making Process (MDMP), organizzato dal contingente militare italiano del TAAC –W, il Train Advice and Assistance Command – West organizzato su base brigata Sassari.

È lo stato maggiore della Difesa a darne notizia con un comunicato stampa dell’11 aprile, riferendo che tutti gli allievi appartengono alla branca intelligence.

Durante il corso, durato 5 settimane, i militari afgani hanno appreso il sistema utilizzato nel processo decisionale militare, ovvero lo studio delle varie opzioni che supportano i comandanti nell’emanazione degli ordini.

In tale ottica, la componente intelligence riveste un ruolo di assoluto rilievo, in quanto fornisce gli elementi basilari di pianificazione, evidenziando i punti di forza e le vulnerabilità del nemico, spiega lo stato maggiore Difesa.

Durante il corso MDMP, i tre ufficiali donna si sono distinte per capacità analitiche e di pianificazione, superando brillantemente i vari test ai quali sono state sottoposte durante l’intero ciclo delle istruzioni.

L’attività rientra nella serie di corsi di alta specializzazione tenuti dai militari italiani a favore del personale femminile nelle Forze Armate Afgane, ricorda il comunicato stampa.

Le attività a favore delle donne afgane, realizzate nell’ambito dei “progetti gender”, si sviluppano in tutti i piani di addestramento (Train) e di consulenza (Advise e Assist), che attualmente sono svolti dagli istruttori italiani a favore della Polizia e dell’Esercito afgano.

L’obiettivo della missione Resolute Support persegue l’auto sostenibilità delle Forze di Sicurezza afgane nella difesa del proprio Paese, conclude lo stato maggiore della Difesa.

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Fonte e foto: PI SMD

KTCC, Erbil: al via nuovo ciclo addestrativo per i Peshmerga su fanteria, artiglieria e intelligence

20151013_KTCC_addestramento al pezzo di artiglieria Gli istruttori militari italiani hanno avviato un nuovo ciclo di attività addestrative, fa sapere la Difesa dal suo sito istituzionale, tra le quali il 7° corso basico di fanteria a favore di 250 Peshmerga.

Il ciclo addestrativo, coordinato e diretto dal Comando multinazionale KTCC (Kurdish Training Coordination Center) a guida italiana, avrà un durata complessiva di cinque settimane e vuole fornire ai militari curdi la preparazione di base del soldato di fanteria.

Le attività che verranno svolte, prevedono l’addestramento individuale al combattimento, la conoscenza delle procedure per fronteggiare la minaccia IED (contro ordigni esplosivi improvvisati), l’impiego del mortaio da 60mm, il primo soccorso sanitario, la pianificazione e la condotta di attività tattiche difensive e offensive in diversi ambienti operativi e in situazioni particolari tra cui quelle condotte nei centri abitati.

20151013_KTCC_addestramento PeshmergaContemporaneamente gli istruttori del team A&A (Advise and Assist) del contingente italiano hanno avviato l’addestramento sull’impiego dell’artiglieria a favore di 20 ufficiali peshmerga.

I rappresentanti del Ministero dei Peshmerga, equivalente del Ministero della Difesa, hanno espresso parole di apprezzamento al Comandante del KTCC (Kurdish Training Coordination Center) per l’attività di formazione svolta che ha contribuito al successo delle operazioni militari condotte contro i combattenti del Daesh, o ISIS.

Il corso addestrativo, dalla durata di 3 settimane, comprende molteplici attività tecniche di specialità quali l’impiego sia del mortaio da 120 mm ad anima liscia, sia del sistema d’arma d’artiglieria D-30 da 122 mm in dotazione alle Kurdish Security Forces, la preparazione topografica per l’orientamento dei pezzi di artiglieria nell’area di schieramento, il calcolo dei dati di tiro, le comunicazioni via radio per l’osservazione del tiro e la disciplina del fuoco.

20151013_KTCC_addestramento PeshmergaInoltre personale dello staff del Comando italiano sta addestrando altri 30 ufficiali curdi sull’impiego delle procedure e delle metodologie proprie dell’intelligence militare.

Il contingente italiano, dislocato nel Kurdistan iracheno e composto da circa 200 uomini e donne, dallo scorso gennaio ha addestrato oltre 2.000 Peshmerga su un totale di circa 5.000, formati dai trainers della coalizione internazionale che vede operare a Erbil personale di 7 nazioni europee (Italia, Germania, Gran Bretagna, Norvegia, Finlandia, Olanda e Ungheria).

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Fonte e foto: difesa.it

20151013_KTCC

20151013_KTCC-addestramento nei centri urbani

Stati nordici più uniti contro la minaccia russa: intelligence e cooperazione con Stati baltici a difesa dell’Artico

20150410_Aftenposten Norvegia_i cinque ministri nordiciFarsi trovare pronti per ogni emergenza: questo il motto che unisce la Difesa dei cinque stati nordici Danimarca, Finlandia, Norvegia, Svezia e Islanda. Niente di nuovo in tema di quella solidarietà e cooperazione che unisce il nord in una intesa di lunga data se non fosse che ora, di fronte alle nuove sfide internazionali, “i cinque” hanno deciso di andare ben oltre.

Così, come riporta un articolo del quotidiano norvegese Aftenposten di venerdì 10 aprile, una cooperazione militare più forte, ed estesa anche agli Stati baltici, è stata siglata in forma di una vera e propria dichiarazione quale diretta risposta all’aggressività manifestata dalla Russia, scomodo vicino delle nazioni nordiche, come spiega sin dalle prime righe il documento.

I firmatari dell’accordo sono: Ine Eriksen Søreide, ministro della Difesa della Norvegia; Nicolai Wammen, ministro della Difesa della Danimarca; Carl Haglund, ministro della Difesa della Finlandia; Gunnar Bragi Sveinsson, ministro degli Esteri dell’Islanda; Peter Hultqvist, ministro della Difesa della Svezia.

Dal documento, pubblicato dal quotidiano di Oslo, emerge la chiara volontà di condurre insieme più attività esercitative e di scambiare più informazioni, per non farsi cogliere di sorpresa dalle emergenze che dovessero delinearsi in ambiente terrestre, navale e aereo nell’area baltica, scandinava e, soprattutto, artica.

Ma i concetti chiave della cooperazione non vertono solo intorno a un incremento del numero di esercitazioni da svolgere insieme, bensì anche a una più stretta collaborazione industriale, in particolare in ambito Difesa, e allo scambio di informazioni di intelligence, oltre al trattamento di materiale cyber in piena cooperazione.

Interesse nei confronti di questo accordo è già stato manifestato sia da paesi europei, quali Polonia, Olanda, Germania e Gran Bretagna, attratti da questo concetto di cooperazione estesa nell’ambito della Difesa; sia dagli Stati Uniti, che a fine maggio condurranno quasi certamente insieme con le Forze Armate dei paesi nordici l’esercitazione Arctic Challenge, di previsto svolgimento in territorio norvegese e svedese.

Ci si aspetta infatti che gli USA prendano parte all’esercitazione di primavera con un considerevole numero di caccia F-16 basati nel Regno Unito, secondo quanto riferisce Aftenposten, citando contestualmente il commento della professoressa Janne Haaland Matlary, consigliere del ministro della Difesa norvegese: “Va tenuto conto del fatto che ci saranno reazioni negative da parte russa, e comunque ciò non andrà enfatizzato”.

“Due anni fa – ricorda Haaland Matlary – la Norvegia aveva dato avviso alla Russia dell’esercitazione Joint Viking nel Finmark, contea al confine con la Russia [all’estremo nord del paese, ndr], prevista nel 2015: questo bastò a determinare una dura reazione verbale dai vertici di Mosca”.

Intanto dall’Aftenposten si apprende che l’unione siglata dai “cinque” non intende sostituirsi alla Nato e che gli stati firmatari non sono obbligati a combattere gli uni per gli altri, ma di certo l’accordo costituisce una più credibile deterrenza, da raggiungere attraverso un maggior numero di impegni e di esercitazioni militari, specialmente in Lettonia e nella regione del Finmark, attività che si sono rese “assolutamente necessarie”.

L’obiettivo è raggiungere una preparazione specifica per poter operare in quelle particolari aree del pianeta, dove solo chi si è addestrato nel peculiare ambiente nordico può contare di far fronte all’impegno. È il motivo per cui già la Svezia e la Finlandia si stanno spostando verso nord per i loro addestramenti.

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Fonte e foto: Aftenposten

Afghanistan, RC-W ISAF: i Fucilieri dell’Aria dell’AMI da otto anni a protezione dei militari di Camp Arena, ora con capacità ISR

Sono otto anni che la missione dei Fucilieri dell’Aria nel teatro operativo afgano protegge le forze del Regional Command West (RC-W) di ISAF, il comando del contingente multinazionale a guida italiana cui è devoluta la responsabilità della regione occidentale dell’Afghanistan .

Cominciata il 31 agosto 2005, la missione dei Fucilieri dell’Aria ha il compito di tutelare la sicurezza dei militari di Camp Arena a Herat, sede dell’RC-W.

La compagine Fucilieri dell’Aria dell’Aeronautica Militare è nata con il compito di assicurare la protezione dei sedimi aeroportuali di forza armata in ambito nazionale e garantire la sicurezza e la protezione del personale, dei velivoli e dei materiali, nonché delle installazioni e delle infrastrutture all’interno delle installazioni militari durante i rischieramenti fuori dai confini nazionali.

Impiegati in Afghanistan presso la Forward Support Base (FSB) dell’aeroporto militare Camp Arena di Herat, gli uomini e le donne del 16° e del 9° Stormo garantiscono, assieme a personale dell’Esercito, la sicurezza all’interno del perimetro di competenza della base (Force Protection). Nel dettaglio, la missione dei Fucilieri dell’Aria comprende compiti di ricognizione, pattugliamento interno ed esterno al sedime aeroportuale, attività di scorta al personale delle Task Force stanziate nella FSB, assistenza alla popolazione e, non ultimo, missioni in supporto agli equipaggi dei velivoli da trasporto tattico della Joint Air Task Force (JATF) dell’Aeronautica Militare Italiana.

Con l’introduzione in teatro operativo dei mini sistemi a pilotaggio remoto STRIX-C, detti ‘civette’, inoltre, i Fucilieri dell’Aria hanno recentemente arricchito lo spettro delle missioni assegnate con capacità Intelligence, Surveillance e Reconnaisance (ISR) a supporto dell’attività di pattugliamento esterno.

Uno sforzo continuativo inserito in un contesto internazionale difficile, dove la professionalità e i sacrifici dei Fucilieri dell’Aria dell’Aeronautica Militare hanno sempre trovato ricompensa nella stima dei comandanti e nella gratitudine degli uomini del contingente militare multinazionale che si sono susseguiti negli anni.

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Fonte: RC-W ISAF

Foto: RC-W ISAF

I Paesi Bassi elevano l’allerta terrorismo

“La probabilità di un attacco terroristico nei Paesi Bassi o ai danni di interessi olandesi all’estero è aumentata”, ha affermato il National Coordinator for Security and Counterterrorism (NCTV). Per questo il livello di allerta terrorismo nei Paesi Bassi è stato elevato ieri, 13 marzo, al grado di “considerevole”, ritenendo significativo il rischio di una radicalizzazione dell’estremismo islamico in seguito all’incremento del numero di militanti islamici che si spostano dai Paesi Bassi alla Siria.

Il rischio, ha spiegato l’agenzia, è che gli estremisti che si battono per un Islam radicale all’estero possano ritornare e “spingere altri, nei Paesi Bassi, a seguire le loro orme”.

I cambiamenti politici in Nord Africa e nel Medio Oriente hanno creato lo spazio per l’espansione dei gruppi islamici radicali, mettendo in difficoltà le capacità delle forze di sicurezza, afferma la NCTV. Una vera e propria minaccia a cui la polizia e i servizi di intelligence olandesi hanno risposto con il dispiegamento di personale extra.

I Paesi Bassi, pur non essendo mai stati oggetto di attentati clamorosi, sono stati colpiti nove anni fa dall’omicidio del regista olandese Theo van Gogh (foto), assassinato ad Amsterdam da Mohammed Bouyeri, un estremista islamico, cittadino olandese figlio di un musulmano marocchino, esponente del Gruppo Hofstad, che ha agito per vendicare alcune immagini ritenute offensive del cortometraggio di van Gogh sulla condizione femminile nell’Islam, Submission.

Fonte: Reuters

Foto: Theo van Gogh colpito a morte/thefileroom.org