ITALBATT

Sector West (SW) UNIFIL: esercitazione congiunta Blue Hammer 2 tra caschi blu italiani e militari libanesi

“I militari italiani della Joint Task Force Lebanon (JTF-L) hanno condotto, nel training hub di Chawakeer (Tiro) con le Forze Armate Libanesi, l’esercitazione congiunta Blue Hammer 2, ha fatto sapere oggi, 28 febbraio, lo stato maggiore della Difesa.

Obiettivo dell’esercitazione era incrementare il livello addestrativo e l’amalgama delle unità appartenenti alle Lebanese Armed Forces (LAF), implementare la cooperazione con le unità alle dipendenze del Sector West (SW) di UNIFIL e raggiungere il corretto modus operandi nella ricerca continua di un addestramento finalizzato alla piena implementazione della risoluzione 1701/2006 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Il centro addestrativo, inaugurato nel mese di febbraio e ridenominato per l’occasione Training area Garibaldi, appartiene al 54° battaglione Carri della 5ª Brigata libanese e ha fatto da cornice a un’esercitazione concepita, pianificata e condotta dalle LAF, in stretto coordinamento con il SW di UNIFIL.

Per tale scopo e per la formazione a domicilio, nel recente periodo, l’area è stata suddivisa in cinque training box, concepiti rispettivamente per l’addestramento individuale al combattimento (AIC), il Circuito Addestrativo Ginnico Sportivo Militare (CAGSM), il Metodo di Combattimento Militare (MCM), il Close Quarter Battle (CQB) e l’addestramento a fuoco con armi portatili, si apprende.

L’esercitazione si è svolta alla presenza delle più alte cariche militari e civili dell’area, tra i quali i Comandanti della 5ª e 7ª Brigata delle LAF, unità dislocate rispettivamente nel Sector West e nel Sector East di UNIFIL, del South Litani Sector (SLS) e delle LAF Intelligence, nonché del Prefetto, il Sindaco ed il Console Onorario d’Italia della città di Tiro,

“La Blue Hammer 2 ha rappresentato la sintesi di un intenso ciclo formativo congiunto – spiega la Difesa nel comunicato stampa – incominciato nel novembre dello scorso anno ed è stata ideata principalmente sulla base dei corsi svolti di Study of Mission, Patrol Formation, Observation Post, Fighting In Built-Up Areas (FIBUA) e CQB. In tale contesto, circa 120 militari tra LAF e personale istruttore di ITALBATT, la Task Force di manovra a guida italiana, su base reggimento Cavalleggeri Guide (19°), hanno dato vita alla prima esercitazione sviluppata in una base militare libanese”.

Nello specifico l’attività è stata suddivisa in quattro fasi: AIC, applicazione delle tecniche di base di autodifesa e MCM; superamento di un percorso a ostacoli (CAGSM); attività tattica di combattimento in ambiente urbano (CQB) con l’impiego di assetti Explosive Detection Dog (EDD) e di soccorso medico e l’utilizzo di sistemi di simulazione al tiro in uso all’Esercito Italiano; attività dinamica a fuoco, con munizionamento ordinario e forze avversarie rappresentate da sagome, durante la quale la Quick Reaction Force (QRF) libanese e la Battalion Mobile Reserve (BMR) di ITALBATT hanno garantito la sicurezza areale e il supporto immediato per tutta la durata dell’intervento.

La Blue Hammer 2 ha rappresentato anche un momento di incontro e di confronto per i Comandanti delle Forze di Sicurezza libanesi a tutti i livelli, che hanno colto l’occasione per riunirsi al termine dell’attività con i Comandanti di SW e di ITALBATT, al fine di definire le attività addestrative e operative future volte al raggiungimento della Full Operational Capability delle unità delle LAF schierate nel Libano del Sud.

Fonte e foto: PI SMD

 

Sector West, UNIFIL: cambio a ITALBATT, il Savoia Cavalleria (3°) cede la responsabilità al 7° Alpini

Lo Stendardo di Savoia Cavalleria ha lasciato il Libano il 24 aprile scorso dopo alcuni mesi di attività operativa nel Libano del sud.

Il passaggio di responsabilità tra il reggimento Savoia Cavalleria (3°) e il 7° reggimento Alpini è avvenuto nella serata del 24 aprile, fa sapere lo stesso Savoia Cavalleria attraverso il sito web istituzionale dello stato maggiore della Difesa.

Il col Cristian Margheriti, al Comando della Task Force costituita dai baschi amaranto del Savoia Cavalleria (3°) e quelli del 183° reggimento Nembo, ha ceduto al col Antonio Arivella, Comandante del 7° reggimento Alpini, che per la specifica esigenza d’impiego inquadra anche il gruppo squadroni del reggimento Piemonte Cavalleria (2°), la responsabilità dell’area di competenza di ITALBATT, nel sud della Terra dei Cedri.

Dall’ottobre scorso, i peacekeeper della brigata Paracadutisti Folgore hanno operato sotto l’egida delle Nazioni Unite nel rispetto della risoluzione 1701 e 2373 con i compiti principali di monitorare e prevenire la cessazione delle ostilità, di supportare le Forze Armate Libanesi (LAF) nella condotta delle attività di controllo nel Sud del Paese, nonché di assistere la popolazione locale con i progetti di Cooperazione Civile e Militare.

Le quasi 9.000 attività operative svolte nel corso dei 6 mesi di mandato, si legge dal sito della Difesa, sono il “termometro” dell’intenso impegno che ha visto gli uomini e le donne di ITALBATT lavorare notte e giorno anche in stretta cooperazione con le LAF. Attenzione mirata al pattugliamento lungo la linea di demarcazione denominata Blue Line, senza mai mettere in secondo piano le proficue sessioni addestrative con le forze di sicurezza locali.

Parallelamente e con il medesimo, concreto, approccio, si sono svolte le numerose attività di cooperazione con le istituzioni locali.

“Donazioni di materiale didattico e sanitario non hanno visto soluzione di continuità – si apprende in dettaglio – raggiungendo tutte le 19 municipalità esistenti nell’area. Non meno importante il contributo dei medici della Task Force della Folgore, con quasi 1.000 pazienti visitati durante le numerose Medical Care svolte, soprattutto a favore di anziani e bambini delle comunità più disagiate”.

Nel suo discorso di commiato il col Cristian Margheriti ha ringraziato le tantissime autorità locali civili e religiose, incontrate quotidianamente nel corso di questi mesi, la cui collaborazione ha reso possibile la condivisione di una linea di azione comune mirata ai bisogni della popolazione: “accoglienza, rispetto e solidarietà i sentimenti che hanno accompagnato i rapporti di questo intenso periodo di lavoro”.

Non è mancato, nel suo intervento, il riconoscimento dell’eccezionale spirito di collaborazione manifestato dalle Forze di sicurezza Libanesi e dell’apporto professionale, di altissimo livello, espresso dai caschi blu serbi, inquadrati nel battaglione a guida italiana.

“Il successo della Task Force è il successo dei soldati di ITALBATT, questa esperienza rimarrà nei vostri cuori perché ognuno di voi ha contribuito ancora una volta a portare Pace e stabilità” ha infine commentato il 103° Comandante di Savoia Cavalleria rivolgendosi ai suoi Paracadutisti, riporta il sito della Difesa.

Il Comandante della brigata Julia, gen Paolo Fabbri, subentrato pochi giorni fa al Comando della Joint task Force Lebanon – Sector West, ha presenziato alla cerimonia passando ufficialmente il Comando di ITALBATT, a guida italiana, nelle mani del col Arivella e confermando i tangibili successi ottenuti dalla Task Force dei paracadutisti di Savoia Cavalleria e del Nembo durante il mandato semestrale appena concluso.

Articoli correlati:

ITALBATT in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: rgt Savoia Cavalleria (3°), SMD

Sector West, UNIFIL: ITALBATT conclude il 1° corso Close Quarter Battle Skills per I libanesi del GDSS

Il primo corso Close Quarter Battle Skills sviluppato dagli istruttori del 183° reggimento Paracadutisti Nembo di ITALBATT a favore del personale libanese del General Directorate of State Security (GDSS) si è concluso alla fine del mese di gennaio scorso nella base di Shama, nel Libano del sud.

È il Sector West di UNIFIL, attualmente si base brigata Paracadutisti Folgore, a darne notizia con un comunicato stampa del 25 gennaio.

ITALBATT, ricorda il comunicato, è il battaglione a guida Italiana schierato nel sud del Libano, su base 183° reggimento Paracadutisti Nembo e 3° reggimento Paracadutisti Savoia Cavalleria.

Il corso, sviluppato dagli istruttori del 183° reggimento Paracadutisti Nembo, è stato condotto con lezioni teoriche e pratiche riguardanti il movimento in aree urbanizzate, le tecniche di irruzione e di bonifica di edifici e le procedure tecnico-tattiche, a livello squadra, per il combattimento in territorio urbano, e si è concluso con una esercitazione nella quale l’unità a livello plotone è stata chiamata a pianificare e condurre un’operazione tipo “cordon&search” di un centro abitato, simulato all’interno della base di Shama, per la ricerca e la cattura di un elemento sospetto.

Il Comandante di ITALBATT, col Cristian Margheriti, ha sottolineato l’importanza di questo genere di attività svolte con i colleghi libanesi: “Momento di addestramento, che vede professionisti dei due Paesi lavorare fianco a fianco, nel proficuo intento di condividere le proprie metodologie e cementare la sinergia che li vede protagonisti ogni giorno nel sud del Libano.”

Articoli correlati:

Il Sector West in Paola Casoli il Blog

ITALBATT in Paola Casoli il Blog

La brigata Folgore in Paola Casoli il Blog

Il 183° rgt Paracadutisti Nembo e il 3° rgt  Savoia Cavalleria in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: SW UNIFIL

 

Sector West, UNIFIL: il Savoia Cavalleria al comando di ITALBATT. Lo Stendardo dei Cavalieri paracadutisti è ora ad Al Mansouri, nel sud del Libano

Il reggimento Savoia Cavalleria (3°) ha assunto il Comando dell’unità ITALBATT, nella Terra dei Cedri, lo scorso 29 dicembre, fa sapere lo stesso reggimento tramite il sito della Difesa.

Alla presenza del Comandante della Joint Task Force Lebanon (JTF-L), gen Rodolfo Sganga, lo Stendardo dell’unico reparto di Cavalleria paracadutisti dell’Esercito Italiano ha fatto il suo ingresso nella base di Al Mansouri, nel sud del Libano.

Il 103° Comandante del Savoia Cavalleria, col Cristian Margheriti, per i prossimi mesi sarà al Comando sia dei propri baschi amaranto che di quelli del 183° reggimento paracadutisti Nembo, già in operazione da circa due mesi.

“Un onore e un privilegio senza pari – ha commentato il col Margheriti – poter essere alla testa di professionisti, così altamente motivati, e operare sotto le insegne della propria Brigata, la Folgore“.

L’amalgama tra i due reparti delle aviotruppe, ricorda lo stato maggiore della Difesa dal suo sito web istituzionale, ha avuto inizio prima dell’estate scorsa, con una lunga serie di attività addestrative e di pianificazione che hanno portato il personale a lavorare in perfetta simbiosi, integrando le proprie esperienze frutto di molte altre operazioni che hanno visto coinvolti i due reggimenti della Folgore, sia in Italia che all’estero.

“Sulle orme della nobile, eroica e lunga storia che li contraddistingue, sia essa tracciata sui campi di girasoli di Isbuschenskij o tra le sabbie di El Alamein – conclude il post della Difesa che riporta il commento del col Margheriti – il personale di ITALBATT ha momentaneamente smesso di indossare il prezioso basco amaranto, per indossare quello blu dell’ONU e portare il proprio contributo professionale e umano in questa importante missione internazionale, che dalla fine del conflitto del 2006 vede i militari Italiani sempre protagonisti”.

Articoli correlati:

Il Sector West (SW) di UNIFIL in Paola Casoli il Blog

Il rgt Savoia Cavalleria (3°) in Paola Casoli il Blog

Il 183° rgt Paracadutisti Nembo in Paola Casoli il Blog

La brigata Folgore in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: rgt Savoia Cavalleria via difesa.it

Sector West, UNIFIL: test di reattività e interoperabilità con l’esercitazione RITE III/17

Si è conclusa nella prima decade di settembre, nel Libano del Sud, l’esercitazione RITE III/17 (Reserve Integration Training Exercise) per il contingente italiano della Joint Task Force– Lebanon (JTF-L), che conduce l’operazione Leonte XXII dal 27 aprile scorso, ha fatto sapere il Sector West di UNIFIL con un comunicato stampa del 12 settembre.

In contesto multinazionale, il Sector West di UNFIL, attualmente su base brigata Granatieri di Sardegna con a capo il gen Francesco Olla, ha testato le proprie capacità di comando e controllo delle unità dispiegate sul terreno al fine di aumentarne la reattività, l’interoperabilità e la flessibilità.

L’esercitazione ha visto oltre 200 uomini e donne, 45 veicoli blindati e 4 quattro Posti Comando tattici condurre le operazioni che garantiscono la stabilità dell’area da oltre undici anni, spiega il comunicato stampa.

Attraverso l’ausilio degli assetti specializzati, quali squadre antisommossa e nuclei EOD (Explosive Ordinance Disposal), per far fronte al riconoscimento e disinnesco degli ordigni inesplosi (UXO – Unexploded ordnance) o improvvisati (IED – Improvised explosive device), le unità del contingente multinazionale sono state ingaggiate e valutate attraverso la simulazione delle più probabili minacce che potrebbero verificarsi nel Sud del Libano.

L’esercitazione si è svolta in una zona non popolata del villaggio di Naqoura, che insiste nell’area di responsabilità del contingente italiano su base Granatieri di Sardegna.

L’unità di manovra italiana (ITALBATT), congiuntamente a quella malese, irlandese, finlandese, sud-coreana e ghanese, garantisce, in base a quanto sancito dalla Risoluzione n.1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, il monitoraggio costante della Blue Line, la linea di demarcazione che divide il Libano da Israele; il supporto alla popolazione locale, attraverso numerosi progetti in sostegno alle autorità municipali e governative a Sud del fiume Litani; la pianificazione e condotta, a favore delle Lebanese Armed Forces (LAF), di attività addestrative e operative finalizzate all’implementazione del mandato previsto dalla risoluzione stessa.

Articoli correlati:

Il Sector West UNIFIL in Paola Casoli il Blog

La brigata Granatieri di Sardegna in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: Sector West UNIFIL

 

Sector West, UNIFIL: cambio comando ITALBATT, al col Di Domenico subentra il collega Crocco Barisano Colizza

Ha avuto luogo ieri, 2 maggio, nella base italiana di Al Mansouri, nel Libano del sud, la cerimonia di avvicendamento del comando di ITALBATT, l’unità di manovra del contingente italiano della missione UNIFIL, tra il colonnello Angelo Di Domenico, cedente, e il colonnello Massimo Crocco Barisano Colizza, subentrante. È il Sector West (SW) a darne notizia con un comunicato stampa.

Il passaggio della bandiera delle Nazioni Unite alla presenza del gen Francesco Olla, comandante della Joint Task Force– Lebanon Sector West (SW) su base brigata Meccanizzata Granatieri di Sardegna, e degli stendardi dei reggimenti Genova Cavalleria (4°) e Lancieri di Montebello (8°), ha sancito ufficialmente l’inizio dell’operazione Leonte XXII per il Montebello.

La cedente Task Force Genova nel corso dell’ultimo mese ha condotto un corso di lingua italiana, a favore delle giovani studentesse dell’Istituto Femminile di Tiro, e uno di Information Communication Technology, a favore di circa 10 donne in collaborazione con il Social Development Centre che opera nell’area a Sud del Litani, fa sapere il comunicato.

“I progetti di formazione, oltre ad aver contribuito a infondere una conoscenza di base delle materie trattate, – spiega il comunicato stampa –  hanno volutamente coinvolto l’importante dimensione femminile nell’ottica di una prospettiva di gender, aspetto fondamentale nella condotta delle operazioni internazionali delle Nazioni Unite”.

Il cambio di comando della Task Force ITALBATT vede ora il reggimento Lancieri di Montebello (8°) impegnato in Libano con le unità operative del proprio Gruppo Squadroni Esplorante – che esprimono nell’ambito della stessa operazione anche la riserva tattica di settore alle dirette dipendenze del Generale Comandante il Sector West– e un battaglione del 1° reggimento Granatieri di Sardegna, entrambi di stanza a Roma.

I compiti operativi che i “Verdi Lancieri” saranno chiamati ad assolvere nella propria area di operazione sono definiti dalla risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Tra gli obiettivi principali, la cessazione delle ostilità attraverso un costante monitoraggio della Blue Line; il supporto alla popolazione locale, attraverso la funzione operativa di cooperazione civile-militare (CIMIC); il supporto alle Forze Armate Libanesi (LAF) dislocate nel Libano del Sud, attraverso il coordinamento, la pianificazione e l’esecuzione di attività addestrative e operative congiunte.

I Lancieri di Montebello e i Granatieri continueranno ad assicurare le attività di alta rappresentanza e cerimoniale di stato nella città di Roma, così come le attività operative nell’ambito dell’Operazione Strade Sicure in Roma Capitale, conclude il comunicato del Sector West.

Articoli correlati:

Il Sector West in Paola Casoli il Blog

I Granatieri di Sardegna in Paola Casoli il Blog

I Lancieri di Montebello (8°) in Paola Casoli il Blog

Il Genova Cavalleria (4°) in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: SW UNIFIL

Sector West, UNIFIL: forze di manovra interessate dalla esercitazione Steel Storm per perfezionare l’addestramento con le LAF

“Il contingente italiano in Libano ha partecipato nei giorni scorsi, a Naqoura, all’esercitazione multinazionale Steel Storm che ha interessato le forze di manovra di tutte le nazionalità che operano sotto egida ONU nel Libano del sud e le Forze Armate Libanesi (LAF)”, ha fatto sapere il Sector West (SW) di UNIFIL con un comunicato stampa del 15 febbraio.

Obiettivo dell’esercitazione il perfezionamento dell’addestramento dei caschi blu con le LAF.

Alla Steel Storm hanno partecipato assetti di ITALBATT e della Sector Mobile Reserve del Settore Ovest, tutti appartenenti al reggimento Genova Cavalleria (4°).

Il supporto alle LAF è uno dei compiti assegnati dalla Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU nel 2006, unitamente al monitoraggio della cessazione delle ostilità e al supporto alla popolazione, ricorda il Sector West.

ITALBATT, oltre al reggimento Genova Cavalleria, è composta da assetti del reggimento Lancieri di Novara (5°) e del 132° reggimento artiglieria Ariete. L’attuale missione in Libano è affidata alla brigata di Cavalleria Pozzuolo del Friuli al comando del gen Ugo Cillo.

Articoli correlati:

Il SW UNIFIL in Paola Casoli il Blog

La brigata Pozzuolo del Friuli in Paola Casoli il Blog

Il rgt Genova Cavalleria (4°) in Paola Casoli il Blog

Il rgt Lancieri di Novara (5°) in Paola Casoli il Blog

Il 132° rgt Artigileria Ariete in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: SW UNIFIL

Sector West, UNIFIL: con la Blue Eyes ’17 caschi blu e LAF impegnati nella gestione del fuoco a livello tattico

“I caschi blu italiani hanno condotto un’esercitazione con le Forze armate libanesi (LAF) denominata ‘Blue Eyes 2017’ e finalizzata a implementare la conoscenza delle procedure basiche di comando e controllo relative alla gestione del fuoco di supporto a livello tattico”, fa sapere con un comunicato stampa del 13 febbraio il Sector West (SW) di UNIFIL, attualmente su base brigata di Cavalleria Pozzuolo del Friuli al comando del gen Ugo Cillo.

L’esercitazione, che per la prima volta ha coinvolto gli ufficiali delle LAF dalla fase di pianificazione a quella di condotta, si è svolta presso la Base Millevoi di Shama, sede del Comando del SW, dopo un corso specifico della durata di una settimana.

Allo stesso tempo è stata svolta una ulteriore attività addestrativa pianificata e condotta dagli ufficiali di artiglieria della Task Force ITALBATT, su base reggimento Genova Cavalleria (4°), provenienti dal reggimento Artiglieria a cavallo Voloire e dal 132° reggimento Artiglieria corazzata Ariete.

L’attività è terminata con una serie di esercizi pratici di osservazione del tiro simulato (Computer Assisted) in coordinamento con un posto comando a livello batteria (FDC, Fire Direction Center).

Articoli correlati:

Il SW UNIFIL in Paola Casoli il Blog

La brigata Pozzuolo del Friuli in Paola Casoli il Blog

Il rgt Genova Cavalleria (4°) in Paola Casoli il Blog

Il rgt Voloire in Paola Casoli il Blog

Il 132° rgt Artiglieria Ariete in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: SW UNIFIL

Sector West, UNIFIL: addestramento alla difesa personale per le Forze Armate Libanesi

I caschi blu italiani hanno da poco concluso, nella base Millevoi di Shama, sede del quartier generale del Sector West (SW) di UNIFIL nel Libano meridionale, il corso “Unarmed Self Defence” a favore dei militari dell’esercito libanese appartenenti alla Quinta Brigata dislocata nel Libano del Sud, ha fatto sapere lo stesso SW con un comunicato stampa del 18 dicembre.

Il corso, condotto da istruttori militari provenienti dal battaglione di manovra italiano (ITALBATT) su base reggimento Genova Cavalleria, con all’interno elementi del reggimento Lancieri di Novara e 132° reggimento artiglieria Ariete, ha avuto lo scopo di far acquisire ai frequentatori le principali tecniche di autodifesa personale.

I militari delle Lebanese Army Forces (LAF) si sono addestrati con gli specialisti italiani nel corso di un’intensa settimana di attività teoriche e pratiche per fronteggiare diverse situazioni che potrebbero verificarsi nel corso delle loro attività istituzionali.

Il livello raggiunto dai frequentatori del corso ha evidenziato, ancora una volta, la sinergia raggiunta tra i caschi blu di UNIFIL e le LAF secondo quanto previsto dalla risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU che prevede, tra i punti focali, proprio il supporto alle Forze Armate Libanesi.

Alla cerimonia conclusiva, nel corso della quale è stata organizzata una dimostrazione delle tecniche acquisite, hanno partecipato il comandante del SW, generale Ugo Cillo, e alcuni ufficiali delle LAF.

L’attuale missione in Libano è a guida brigata di Cavalleria Pozzuolo del Friuli, al suo quinto mandato nell’operazione Leonte.

Articoli correlati:

Il SW UNIFIL in Paola Casoli il Blog

La brigata Pozzuolo del Friuli in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: SW UNIFIL

UNIFIL, Sector West: donazione di sangue dei peacekeeper italiani alla Croce Rossa di Tiro

20160728_SW UNIFIL_donaizone sangue Croce Rossa Tiro_check up (2)“Un gesto di nobile gratuità sociale, espressione di generosa e spontanea solidarietà”, lo ha definito Mouzaiyan Siklawi Ajami, presidente della Croce Rossa di Tiro, al termine di una importante donazione di sangue effettuata dai caschi blu del contingente italiano di UNIFIL, il Sector West (SW), a favore della popolazione libanese.

Ne ha dato notizia con un comunicato stampa del 28 luglio scorso lo stesso contingente dispiegato nel Libano del sud, attulamente su base brigata Sassari al comando del gen Arturo Nitti.

Un’analoga iniziativa era stata svolta nei giorni del Ramadan, ricorda il comunicato, nono mese lunare del calendario islamico consacrato alla preghiera e al digiuno, si apprende, durante il quale le donazioni avevano subito una battuta d’arresto, provocando una carenza di sangue e di emoderivati presso le strutture sanitarie locali.

20160728_SW UNIFIL_donaizone sangue Croce Rossa Tiro_check up (1)Per il col Enrico Rosa, primo tra i donatori e comandante di Italbatt, l’unità di manovra del contingente italiano su base 151° reggimento Fanteria Sassari, si è trattato di “un gesto particolarmente apprezzato dal personale dell’associazione e dalle autorità locali”.

Il col Rosa ha poi sottolineato come la donazione rappresenti “una delle tante espressioni di vicinanza dei baschi blu italiani nei confronti degli abitanti del distretto di Tiro”.

Medici e infermieri della Croce Rossa di Tiro saranno presto ospiti della vicina base di Al Mansouri, dove i peacekeepeer italiani effettueranno altre donazioni volontarie di sangue.

L’assistenza alla popolazione libanese, insieme al monitoraggio della cessazione delle ostilità e al supporto alle Forze Armate Libanesi, è uno dei compiti assegnati al contingente italiano di UNIFIL nel rispetto della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu.

20160728_SW UNIFIL_consenso donaizone sangueArticoli correlati:

Il SW UNIFIL in Paola Casoli il Blog

La brigata Sassari in Paola Casoli il Blog

Il 151° reggimento Fanteria Sassari in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: SW UNIFIL

La presidente della Croce Rossa di Tiro con il colonnello Rosa