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Difesa, Libano: sono più di 30 i corsi di addestramento congiunto condotti dai caschi blu italiani negli ultimi tre mesi

“I caschi blu italiani della Joint Task Force Lebanon (JTF-L) del Sector West (SW) dall’assunzione di comando del settore assegnato della Missione UNIFIL, avvenuta lo scorso 19 ottobre, hanno portato a termine più di 30 corsi di addestramento congiunto con le Forze Armate Libanesi (LAF), le Internal Security Forces (ISF) e le Lebanese State Security (LST), scrive lo stato maggiore della Difesa con un comunicato del 21 gennaio.

Finora, si apprende, sono state oltre 100 le giornate addestrative svolte, facendo attestare il numero dei soldati libanesi formati a circa 500 unità.

Il risultato acquisito ha favorito un sostanziale incremento delle operazioni congiunte, che vengono condotte giornalmente sul terreno, che dal 12% sono passate al 23% costituendo, di fatto, il picco più alto mai conseguito dall’avvio dell’Operazione Leonte.

In aggiunta ai corsi conclusi, sono attualmente 3 quelli in fase di svolgimento e più di 10 i pianificati per il mese di febbraio.

La programmazione dei cicli di addestramento avviene su base mensile attraverso una riunione congiunta, tra i rappresentanti del SW e del Quartier Generale libanese del South Litani Sector (SLS), in cui viene presentata un’offerta formativa alle LAF, e tramite incontri organizzati con i vertici delle ISF e delle LST, spiega la Difesa.

Il training con le Forze di Sicurezza rispecchia una pianificazione che si attaglia ai requisiti operativi identificati e tiene conto dei feedback sulla condotta delle attività operative congiunte, cercando di compensare gli scostamenti tra ciò che viene richiesto e ciò che viene raggiunto dalla controparte.

L’obiettivo del contingente italiano è quello di garantire alle LAF la full operational capability (FOC) e, come indicato dalla UNSCR 2433/2018, la loro legittimazione nel sostenere l’azione delle Autorità di Governo, specialmente nel Libano del sud, e il loro ruolo di tutori della sicurezza soprattutto nel contrasto al terrorismo.

Oltre che l’assistenza alle Forze di Sicurezza locali, le aree gravitazionali sancite dal mandato conferito dalla Risoluzione 1701/2006, in cui operano i caschi blu italiani, includono il monitoraggio della cessazione delle ostilità tra Libano e Israele e il supporto alla popolazione locale.

I tre compiti sono funzionalmente interconnessi tra loro e sono univocamente orientati allo scopo di consentire l’auspicabile raggiungimento di un cessate il fuoco permanente tra le parti, rafforzare la capacità delle Forze libanesi di garantire la sicurezza del proprio territorio e creare quelle condizioni di crescita sociale ed economica funzionali al benessere della comunità locale.

Inoltre, l’Italia è impegnata in Libano anche con la Missione Militare Bilaterale Italiana (MIBIL), operante in Libano dal 2015, con lo scopo di organizzare, condurre e coordinare attività di formazione e addestramento in favore delle LAF, inquadrandosi nel più ampio contesto internazionale che si propone di supportare le istituzioni della nazione mediorientale al fine di incrementarne le capacità complessive.

Fonte e foto: PI SMD

 

UNIFIL: Il COM gen Del Col incontra le autorità politiche libanesi, “si è parlato di rafforzare le LAF nel Sud del Libano”

Il Comandante di UNIFIL, Generale di Divisione Stefano Del Col, ha incontrato il 23 ottobre scorso, a Beirut, il Presidente del Libano, Michel Aoun, il Presidente del Parlamento, Nabih Berri, e il designato Primo Ministro, Saad Hariri. Lo ha reso noto UNIFIL con un comunicato stampa del 24 ottobre.

Negli incontri il gen Del Col ha evidenziato l’importanza di garantire ai peacekeeper la libertà di movimento all’interno dell’area di responsabilità di UNIFIL e di avere libero accesso lungo tutta la Blue Line.

Con ciascuna delle autorità, si apprende, l’Head of Mission e Force Commander di UNIFIL ha discusso dell’implementazione del mandato secondo la Risoluzione 1701 e successive (2373 del 2017 e 2433 del 2018) del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, delle violazioni della Blue Line e della situazione generale dell’area di operazione di UNIFIL, con particolare attenzione alla stretta e continua cooperazione tra i Caschi Blu, l’Esercito Libanese e la popolazione locale.

“I colloqui sono stati molto costruttivi e si è parlato di come rafforzare la presenza delle Forze Armate Libanesi (LAF) nel Sud del Paese, aumentandone la capacità in terra e in mare, secondo quanto contenuto nella Risoluzione 2433”, ha affermato il gen Del Col a margine dei meeting.

“Sono grato alle autorità di questo Paese per il costante e forte sostegno a UNIFIL: la partnership strategica con le LAF e il supporto della popolazione locale sono essenziali per il successo della Missione”.

Il Generale ha, inoltre, sottolineato l’importanza di proseguire con i periodici incontri del forum tripartito e con tutti gli strumenti di collegamento e coordinazione a disposizione di UNIFIL per limitare l’insorgere di eventuali tensioni lungo la Blue Line e affrontare insieme le problematiche più rilevanti.

Con la Risoluzione 2433 approvata lo scorso 30 agosto, che estende il mandato di UNIFIL per un ulteriore anno, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite esorta il Libano a schierare un Model Regiment per estendere e consolidare l’autorità statale nel sud del Paese; a dispiegare una nave da pattuglia offshore all’interno delle proprie acque territoriali e raccomanda infine di incrementare le attività di formazione e addestramento in favore delle LAF, nell’ottica di un costante aumento delle loro capacità complessive.

La missione UNIFIL al momento si compone di circa 10.500 Caschi Blu provenienti da 41 Nazioni, 800 dipendenti civili, 8 elicotteri e una componente navale di 6 navi.

Fonte e foto: UNIFIL

UNIFIL: il COM gen Del Col riceve delegazione del Comitato per gli Affari Esteri del Parlamento libanese per la prima volta in visita alla missione

Il Generale di Divisione Stefano Del Col, Head of Mission e Force Commander di UNIFIL, ha ricevuto nei giorni scorsi, presso il Comando della Missione, la delegazione del Comitato per gli Affari Esteri del parlamento libanese, presieduta dal Presidente, membro del Parlamento, Yassine Jaber.

È stata la stessa UNIFIL a darne notizia ieri, 9 ottobre.

I membri della Commissione, si apprende, hanno visitato per la prima volta l’area di operazione di UNIFIL e hanno avuto modo di vedere di persona l’importante e delicato lavoro svolto dai Caschi Blu delle Nazioni Unite.

Il gen Del Col ha espresso la propria gratitudine alla delegazione per il costante sostegno del Libano nell’esecuzione del mandato delle Nazioni Unite. Ha, inoltre, fornito l’aggiornamento sulla Missione, sulle varie attività operative e addestrative che i caschi blu svolgono nell’area di operazione. Particolare attenzione è stata destinata alla cooperazione con le Forze Armate Libanesi (LAF) e al lavoro svolto dalla Maritime Task Force di UNIFIL in stretto coordinamento con la LAF Navy.

Tutte le operazioni, sottolinea UNIFIL nel suo comunicato, avvengono nel pieno rispetto della Risoluzione 1701 e associate del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

La Risoluzione 2433 dello scorso 30 agosto, in particolare, estende il mandato di UNIFIL per un ulteriore anno e nella stessa il Consiglio di Sicurezza ha anche esortato il Libano a dispiegare una nave da pattuglia offshore all’interno delle proprie acque territoriali.

Il Generale ha, inoltre, sottolineato la stabilità della situazione degli ultimi 12 anni che ha stimolato positivamente le attività economiche nel sud del Libano. Ha infine concluso rimarcando l’importanza del rafforzamento delle LAF e dell’ulteriore estensione dell’autorità dello stato libanese nell’area.

Il membro del Parlamento Jaber ha commentato che la visita conferma l’apprezzamento e sostegno per il ruolo di UNIFIL nel sud del Libano. La cooperazione esistente tra l’Esercito Libanese e i Caschi Blu ha portato a 12 anni di stabilità, pace, sicurezza e prosperità, ha affermato. “Ci auguriamo che questa collaborazione continui e confermiamo il nostro impegno nella risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e nel supportare l’attività di UNIFIL”.

I deputati Yassine Jaber, Ibrahim Azar, George Okais, Ali Bazzi, Kassem Hachem, Hagop Bakradonian e Fouad Makhzoumi hanno concluso l’incontro visitando la zona della Blue Line, la linea di demarcazione tra Libano e Israele, dove hanno ricevuto un briefing in cui è stato illustrato come i peacekeeper giornalmente e senza soluzione di continuità contribuiscono a mantenere la pace e garantire la stabilità nel sud del Libano in piena cooperazione con le LAF.

L’Italia è presente in Libano con circa 1.100 uomini e donne della Missione UNIFIL in osservanza alla risoluzione 1701, emanata a seguito del ritiro delle truppe israeliane e del conseguente schieramento della forza di interposizione delle Nazioni Unite.

Tra i compiti dei Caschi Blu rientrano il monitoraggio e il controllo della cessazione delle ostilità, il supporto alle LAF nelle attività di controllo nel sud del paese, nonché l’assistenza alla popolazione locale attraverso i progetti di cooperazione civile e militare.

L’impegno dei militari italiani nel Paese dei Cedri ha radici profonde, ricorda UNIFIL: l’Italia partecipa alla missione UNIFIL dal 1979 e ha riarticolato la propria presenza costantemente in aderenza alle successive risoluzioni delle Nazioni Unite.

Fonte e foto: UNIFIL

UNIFIL: il gen Del Col incontra il gen Aoun, comandante delle LAF. Meeting su estensione mandato e Risoluzione 2433

“Il Generale di Divisione Stefano Del Col, Force Commander/Head of Mission di UNIFIL, ha incontrato il Comandante delle Forze Armate Libanesi (LAF), il Generale Joseph Aoun, presso il Quartier Generale delle Nazioni Unite di Naquora nel sud del Libano”, ha fatto sapere con un comunicato stampa odierno la stessa UNIFIL, precisando che l’incontro è avvenuto ieri, 4 settembre.

Al centro dei colloqui, si apprende, il miglioramento delle misure di coordinamento tra le LAF e UNIFIL e le capacità delle Forze Armate Libanesi, che, ricorda il comunicato, “hanno contribuito a garantire oltre 12 anni di stabilità complessiva nell’area delle operazioni a sud del fiume Litani”.

Il gen Del Col, al termine del meeting, ha affermato che “nonostante le turbative regionali, le LAF continuano, attraverso gli sforzi e i sacrifici dei propri soldati e degli apparati di sicurezza libanesi, a mostrare resilienza e capacità nel preservare la stabilità”.

L’incontro è stato inoltre l’occasione per discutere le disposizioni contenute nella risoluzione 2433 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, promulgata il 30 agosto scorso, che estende il mandato della missione UNIFIL per un altro anno, ai sensi della risoluzione 1701 del 2006.

Nell’adottare la risoluzione 2433, il Consiglio di Sicurezza ha anche esortato il Libano a dispiegare una nave da pattuglia offshore all’interno delle proprie acque territoriali.

“Ci stiamo coordinando con le LAF per garantire ai nostri Caschi Blu la libertà di movimento e l’accesso alla Blue Line in tutte le sue parti, nonché l’incolumità e la sicurezza dei nostri peacekeeper, che è parte integrante dell’effettiva esecuzione dei compiti del nostro mandato”, ha inoltre aggiunto il gen Del Col.

“È intento comune assicurare la stabilità dell’area delle operazioni e garantire che al suo interno non si trovino armi non autorizzate e che non vengano svolte attività ostili di alcun tipo.”

Il gen Del Col ha inoltre sottolineato l’importanza del coordinamento con le LAF aggiungendo che è prioritario per la comunità internazionale e UNIFIL rafforzare ulteriormente le capacità operative delle LAF nel sud del Libano.

“L’istituzione del Model Regiment è un importante passo avanti per estendere l’autorità statale, la sicurezza e preservare la stabilità”, ha affermato il Force Commander/Head of Mission.

Il gen Del Col ha elogiato l’operato delle LAF per l’impegno profuso nelle attività di liaison e nelle riunioni tripartite organizzate da UNIFIL, “incontri unici nel loro genere che hanno contribuito a ridurre le tensioni, specialmente lungo la Blue Line e a creare fiducia tra le parti”, ovvero Libano e Israele.

Il gen Aoun ha espresso parole di apprezzamento per la missione UNIFIL e per le 41 nazioni che giornalmente e senza soluzione di continuità contribuiscono con i propri peacekeeper a mantenere la pace e garantire la stabilità nel sud del Libano in stretta collaborazione con le LAF.

“Al Generale Del Col estendo il pieno supporto delle Forze Armate Libanesi per il successo di questa missione. L’eccellente cooperazione e coordinamento hanno notevolmente migliorato la situazione di sicurezza e sono stati determinanti nel preservare la stabilità dell’area di operazione della Missione”, ha dichiarato il Generale Aoun dopo la riunione.

“La calma che ha prevalso nel sud del Libano si riflette in tutto il Paese”, ha concluso il Comandante delle Forze Armate Libanesi, auspicando per l’immediato futuro un ulteriore miglioramento della già eccellente cooperazione tra le LAF e UNIFIL, teso alla piena implementazione della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

QUI  il testo della Risoluzione 2433 (sito web delle Nazioni Unite).

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Fonte e foto: UNIFIL

Difesa: il CaSMD gen Graziano e il ministro Trenta incontrano i massimi vertici politici del Libano

Il Capo di Stato Maggiore della Difesa (CaSMD), Generale Claudio Graziano, ha incontrato il 6 agosto scorso, a Beirut, il Comandante delle Forze Armate della Repubblica del Libano, il Generale Joseph Aoun.

Lo rende noto lo stato maggiore della Difesa con un comunicato stampa del 6 agosto.

Nel corso dei colloqui, si apprende, i due alti ufficiali si sono confrontati sulla situazione della sicurezza nella regione e sui rapporti bilaterali tra le Forze Armate dei due Paesi.

“Le Forze Armate Libanesi – ha sottolineato il gen Graziano – rivestono un ruolo fondamentale per garantire il quadro istituzionale e la stabilità del Libano sia sul fronte interno sia nei confronti di minacce esterne.”

“Per questo motivo – ha continuato il Capo di SMD – oltre alla consistente partecipazione all’operazione UNIFIL, l’Italia schiera la Missione Bilaterale MIBIL, rivolta all’implementazione di programmi di formazione e addestramento a favore delle “Lebanese Armed Forces”.

Il gen Graziano ha inoltre sottolineato l’importanza di continuare a operare con la massima sinergia per conseguire il comune obiettivo di preservare la stabilità nell’area.

“Il gen Aoun – si legge dal comunicato stampa – ha ringraziato il prezioso apporto della Difesa per il Paese e in particolare ha rimarcato l’elevata professionalità dei militari italiani che svolgono, nell’ambito della missione bilaterale, compiti di formazione e addestramento a favore delle Forze Armate Libanesi con ottimi risultati”.

Il CaSMD, fa sapere la Difesa, sta accompagnando il Ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, nella sua prima visita ufficiale in Libano, durante la quale stanno incontrando i massimi vertici politici del Paese.

Il ministro Trenta e il gen Graziano hanno assistito ieri, 7 agosto, alla cerimonia di cambio del Force Commander di UNIFIL, nell’occasione hanno salutato il contingente italiano.

Il gen Graziano è stato Force Commander e Head of Mission di UNIFIL per un mandato di tre anni dal 2007 al 2010, ricorda la Difesa.

Oggi, sono circa 1.100 gli uomini e le donne impegnati nel sud del Libano nella missione UNIFIL e 25 quelli che operano nell’ambito della Missione Bilaterale (MIBIL).

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Fonte e foto: PI SMD

MIBIL: 1° corso Amphibious per il Marine Command Regiment delle LAF da parte della brigata marina San Marco

Nei giorni scorsi, presso la sede del Marine Command Regiment in Hamshit, in Libano, si è tenuta la cerimonia del 1° Corso Amphibious organizzato dai militari italiani della Missione Militare Bilaterale Italiana in Libano (MIBIL) a favore del Marine Command Regiment delle Lebanese Armed Forces (LAF), ha fatto sapere lo stato maggiore della Difesa con un comunicato stampa di oggi, 13 marzo.

La cerimonia, a cui sono intervenuti il Comandante della Missione, col Stefano Giribono, e il Comandante del Marine Command Regiment, gen Mohamad Al Mustafa, è stata l’occasione per la consegna dei diplomi al personale delle LAF che ha concluso con successo l’impegnativo e serrato programma addestrativo.

Il Corso Amphibious ha avuto una durata di 5 settimane ed è stato condotto da un Mobile Training Team (MTT) proveniente dalla brigata Marina San Marco di Brindisi, che ha garantito le necessarie competenze tecniche per la formazione di 30 allievi tra sottufficiali e militari di truppa, tutti appartenenti alle Forze Speciali Libanesi, spiega il comunicato.

Il corso ha fornito al personale libanese le capacità di condurre un’operazione anfibia a livello di plotone, permettendo inoltre agli allievi di acquisire le necessarie conoscenze per avvalersi di assetti aerei e navali.

Strutturando il programma su livelli di difficoltà crescente, l’MTT della MIBIL ha addestrato il personale delle LAF all’impiego dei mezzi da sbarco della Marina Libanese e degli elicotteri tipo “Puma”, operando con tecniche di discesa in fast rope.

Il “Puma” è stato inoltre impiegato per il rilascio in mare di un battello e dei relativi operatori che hanno effettuato un salto da 15 piedi.

Rudimenti di combattimento individuale militare e di tecniche di difesa personale sono stati sviluppati dagli istruttori nell’ambito delle attività addestrative, fa sapere in dettaglio lo stato maggiore della Difesa.

“L’esito delle attività di formazione a favore dei militari libanesi è risultato estremamente soddisfacente, consolidando ulteriormente il legame tra le Forze Armate italiane, la MIBIL e le LAF – conclude il comunicato stampa – confermando pienamente la validità della missione e del progetto formativo”.

La MIBIL, operante in Libano dal 2015, organizza, conduce e coordina attività di formazione e addestramento in favore delle Forze Armate Libanesi, inquadrandosi nel più ampio contesto internazionale che si propone di supportare le istituzioni della nazione mediorientale al fine di incrementarne le capacità complessive.

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Fonte e foto: PI SMD

Sector West, UNIFIL: primo corso C-IED a favore delle LAF da parte degli istruttori italiani del Combat Support Battalion

Nei giorni scorsi è stato svolto, a Shama presso il Comando del Settore Ovest (Sector West, SW) di UNIFIL a guida Italiana su base brigata Paracadutisti Folgore, al comando del gen Rodolfo Sganga, il primo corso di C-IED Awareness, focalizzato sulla lotta agli ordigni improvvisati, a favore delle Forze Armate Libanesi (LAF).

È lo stesso Sector West a darne notizia con un comunicato stampa di oggi, 12 marzo.

Gli istruttori del Combat Support Battalion (CS Bn), su base 8° reggimento Guastatori Paracadutisti, con il supporto degli assetti cinofili del Centro Veterinario Militare, hanno condotto l’attività sviluppandola con fasi teorico-pratiche, con lo scopo di formare i militari libanesi nel delicato settore degli ordigni esplosivi improvvisati e di quelli inesplosi.

Più in dettaglio, si apprende, gli istruttori del Combat Support Battalion hanno fornito ai frequentatori le nozioni di base per riuscire a riconoscere il munizionamento regolamentare e le procedure da adottare in presenza di ordigni inesplosi (UXOs) o ordigni improvvisati esplosivi (IEDs) al fine di ridurre il rischio per le forze che operano sul terreno e per saper gestire eventuali incidenti.

L’attività operativa, che rientra nel bacino delle operazioni condotte quotidianamente insieme alle Forze Armate Libanesi, è stata particolarmente apprezzata poiché mirata a incrementare ulteriormente il livello tecnico professionale dell’apparato preposto a garantire la sicurezza nel sud del Libano nel rispetto delle Risoluzioni 1701 e 2373 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, sottolinea il comunicato.

Nell’ambito della missione ONU in Libano, il Combat Support Battalion è l’unità che garantisce il supporto alle forze di manovra assicurando unità per la bonifica degli ordigni, il contrasto alla minaccia chimica, biologica, radioattiva e nucleare (CBRN) e le comunicazioni per il contingente italiano e per tutte le nazioni operanti nel Sector West di UNIFIL.

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Fonte e foto: SW UNIFIL; PI SMD

Sector West, UNIFIL: test di reattività e interoperabilità con l’esercitazione RITE III/17

Si è conclusa nella prima decade di settembre, nel Libano del Sud, l’esercitazione RITE III/17 (Reserve Integration Training Exercise) per il contingente italiano della Joint Task Force– Lebanon (JTF-L), che conduce l’operazione Leonte XXII dal 27 aprile scorso, ha fatto sapere il Sector West di UNIFIL con un comunicato stampa del 12 settembre.

In contesto multinazionale, il Sector West di UNFIL, attualmente su base brigata Granatieri di Sardegna con a capo il gen Francesco Olla, ha testato le proprie capacità di comando e controllo delle unità dispiegate sul terreno al fine di aumentarne la reattività, l’interoperabilità e la flessibilità.

L’esercitazione ha visto oltre 200 uomini e donne, 45 veicoli blindati e 4 quattro Posti Comando tattici condurre le operazioni che garantiscono la stabilità dell’area da oltre undici anni, spiega il comunicato stampa.

Attraverso l’ausilio degli assetti specializzati, quali squadre antisommossa e nuclei EOD (Explosive Ordinance Disposal), per far fronte al riconoscimento e disinnesco degli ordigni inesplosi (UXO – Unexploded ordnance) o improvvisati (IED – Improvised explosive device), le unità del contingente multinazionale sono state ingaggiate e valutate attraverso la simulazione delle più probabili minacce che potrebbero verificarsi nel Sud del Libano.

L’esercitazione si è svolta in una zona non popolata del villaggio di Naqoura, che insiste nell’area di responsabilità del contingente italiano su base Granatieri di Sardegna.

L’unità di manovra italiana (ITALBATT), congiuntamente a quella malese, irlandese, finlandese, sud-coreana e ghanese, garantisce, in base a quanto sancito dalla Risoluzione n.1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, il monitoraggio costante della Blue Line, la linea di demarcazione che divide il Libano da Israele; il supporto alla popolazione locale, attraverso numerosi progetti in sostegno alle autorità municipali e governative a Sud del fiume Litani; la pianificazione e condotta, a favore delle Lebanese Armed Forces (LAF), di attività addestrative e operative finalizzate all’implementazione del mandato previsto dalla risoluzione stessa.

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Fonte e foto: Sector West UNIFIL

 

Sector West, UNIFIL: controllo della folla e difesa personale, un corso e una esercitazione per le LAF

Si è conclusa, nella base Millevoi di Shama, sede del Comando del Sector West (SW) nel Libano del sud, la White Thunder 2017, esercitazione congiunta tra i caschi blu italiani e le Forze Armate Libanesi (LAF) al termine del Corso di Crowd and Riot Control & Unarmed Fight, ha fatto sapere lo stesso SW con un comunicato stampa del 20 marzo scorso.

Il Corso, si apprende, è stato condotto da istruttori militari inquadrati nella Task Force ITALBATT costituita su base reggimento Genova Cavalleria (4°) e con all’interno elementi del reggimento Lancieri di Novara (5°) e del 132° reggimento Artiglieria Ariete, e ha avuto lo scopo di far acquisire ai frequentatori le principali tecniche di controllo della folla e di difesa personale, incluse le tecniche da adottare durante i controlli presso i posti di blocco.

I soldati delle LAF hanno svolto con gli istruttori italiani un intenso periodo di addestramento teorico e pratico, che ha permesso loro di sviluppare nozioni applicabili durante l’espletamento delle loro attività istituzionali.

“Il livello raggiunto dai frequentatori al Corso ha evidenziato, ancora una volta, la sinergia raggiunta tra i caschi blu di UNIFIL e le LAF, secondo quanto previsto dalla Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, che prevede, tra i punti focali, il supporto alle Forze Armate Libanesi”, sottolinea il comunicato stampa del SW.

All’esercitazione conclusiva hanno partecipato alte autorità delle LAF del Libano meridionale e il Comandante del Sector West, gen Ugo Cillo.

L’attuale missione in Libano è a guida brigata di Cavalleria Pozzuolo del Friuli, al suo quinto mandato nell’Operazione Leonte nella Terra dei Cedri.

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Fonte e foto: SW UNIFIL

Sector West, UNIFIL: forze di manovra interessate dalla esercitazione Steel Storm per perfezionare l’addestramento con le LAF

“Il contingente italiano in Libano ha partecipato nei giorni scorsi, a Naqoura, all’esercitazione multinazionale Steel Storm che ha interessato le forze di manovra di tutte le nazionalità che operano sotto egida ONU nel Libano del sud e le Forze Armate Libanesi (LAF)”, ha fatto sapere il Sector West (SW) di UNIFIL con un comunicato stampa del 15 febbraio.

Obiettivo dell’esercitazione il perfezionamento dell’addestramento dei caschi blu con le LAF.

Alla Steel Storm hanno partecipato assetti di ITALBATT e della Sector Mobile Reserve del Settore Ovest, tutti appartenenti al reggimento Genova Cavalleria (4°).

Il supporto alle LAF è uno dei compiti assegnati dalla Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU nel 2006, unitamente al monitoraggio della cessazione delle ostilità e al supporto alla popolazione, ricorda il Sector West.

ITALBATT, oltre al reggimento Genova Cavalleria, è composta da assetti del reggimento Lancieri di Novara (5°) e del 132° reggimento artiglieria Ariete. L’attuale missione in Libano è affidata alla brigata di Cavalleria Pozzuolo del Friuli al comando del gen Ugo Cillo.

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Fonte e foto: SW UNIFIL