Libano

Sector West, UNIFIL: la Task Force ITALAIR in volo in Libano da 40 anni. Storia e numeri di un quarantennale in teatro operativo

“La Task Force (TF) ITALAIR, componente elicotteri italiana schierata nell’ambito della missione UNIFIL, ha compiuto 40 anni di presenza continuativa in Libano, scrive in un comunicato stampa di ieri, 4 luglio, lo Stato Maggiore della Difesa nel riportare la celebrazione, a Tiro, della presenza italiana nell’ambito della missione delle Nazioni Unite.

“Originariamente chiamata “Squadrone Elicotteri ITALAIR”, – ricorda il comunicato – l’unità fu dislocata nei pressi della cittadina di Naqoura, a sud del Paese dei Cedri, dal 3 luglio del 1979, per adempiere a quanto richiesto dalle risoluzioni 425/1978 e 426/1978 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che, successivamente, diedero vita alla United Nation Interim Force in Lebanon (UNIFIL), con il mandato di ristabilire la pace e la sicurezza internazionale e assistere il Governo del Libano nella ripresa della sua effettiva autorità nel territorio”.

A seguito della escalation del conflitto tra Libano e Israele del 2006, le Nazioni Unite, con la risoluzione 1701 dello stesso anno, hanno esteso le competenze di UNIFIL, ampliandone il mandato nel monitorare la cessazione delle ostilità tra i due Paesi, assistere le Forze Armate Libanesi e supportare la popolazione locale.

In tale contesto, la TF ITALAIR, così rinominata dal 2006, svolge diverse tipologie di missione di volo nell’area di operazioni, che spaziano dalle evacuazioni mediche (Medevac), per le quali un assetto è sempre in prontezza operativa, all’antincendio delle aree boschive e rurali; dai trasporti logistici, alle pattuglie aeree sulla Blue Line, la linea “pratica” di demarcazione lunga 120 chilometri che separa il Libano da Israele; dalla ricerca e supporto alla popolazione in caso di pubbliche calamità, al trasporto di Autorità in visita nelle zone di competenza di UNIFIL.

La TF ITALAIR, costituita nel 1979, supporta ininterrottamente le attività delle Nazioni Unite in Libano, garantendo giornalmente e 24 ore su 24 le proprie prestazioni in tutta l’area di operazioni. ITALAIR è un’unità interforze (Joint) che attualmente impiega elicotteri AB-212 dell’Aviazione dell’Esercito Italiano (AVES), su base 2° Reggimento AVES Sirio, di stanza a Lamezia Terme, ed equipaggi di volo e militari di supporto appartenenti principalmente all’Esercito Italiano, con il concorso della Marina Militare e dell’Aeronautica Militare.

È l’unità operativa più longeva delle Forze Armate Italiane nell’ambito delle missioni internazionali, oltre a essere l’unica unità di volo interforze (con equipaggi Joint) schierata dall’Italia in un teatro operativo.

Il cuore della TF è costituito da 6 elicotteri a doppia turbina AB 212, con capacità di volo strumentale diurno e notturno, sistema di autoprotezione integrato e stabilizzazione e con possibilità di atterrare su ogni superficie dell’area di operazioni, con un’autonomia di volo stimata in poco meno di 2 ore.

Dal 3 luglio del 1979, ITALAIR ha compiuto circa 42.100 ore di volo, ha trasportato oltre 171.000 passeggeri, svolto 1.250 evacuazioni mediche per un totale di 48.400 missioni di volo effettuate.

Per celebrare la ricorrenza del quarantennale, una cerimonia commemorativa è stata organizzata il 3 luglio presso le antiche vestigia romane dell’ippodromo di Tiro, alle quale hanno preso parte, oltre alle autorità locali, l’ambasciatore d’Italia in Libano S.E. Massimo Marotti, l’Head of Mission e Force Commander di UNIFIL Generale di Divisione Stefano Del Col, il comandante del Settore Ovest di UNIFIL e comandante del contingente italiano in Libano.

Per celebrare l’evento, si apprende, sono giunti dall’Italia 39 ufficiali e sottufficiali, oggi non più in servizio attivo, che negli anni passati si sono avvicendati nella compagine di ITALAIR.

Nel corso della cerimonia, sono stati ricordati i caduti dell’incidente di volo del 6 agosto del 1997, costato la vita a 3 membri dell’equipaggio e a 2 passeggeri.

Fonte e foto: PI SMD

 

Ampio Raggio e gli Autieri d’Italia uniti in campo umanitario per portare la pace dove c’è la guerra

“A sole poche settimane dal lancio del nuovo progetto giungono i primi aiuti umanitari dalla Gloriosa Associazione ANAI, l’Associazione Nazionale Autieri d’Italia, che vanta una pluriennale esperienza in campo umanitario e una vasta copertura sul territorio nazionale”, scriveva a fine novembre l’Associazione Ampio Raggio a proposito di una iniziativa di aiuto in favore della popolazione del Libano.

“L’ANAI – spiega Ampio Raggio – vanta oltre ottanta Sezioni distribuite in tutta Italia e da oltre sessant’anni è attiva e partecipe alle vicende della vita nazionale, oltre che svolgere, in ambito locale e regionale, attività che abbiano per oggetto il superamento di difficoltà materiali e morali della collettività”.

È proprio sulla base di questi saldi principi che la Sezione di Roma, guidata dal Ten Gen Vincenzo De Luca, si è prodigata in una vasta raccolta di materiale didattico, e la Sezione di Bolzano, presieduta dal Gen Lorenzo Miribung, ha contribuito economicamente in modo cospicuo per l’acquisto di una ludoteca e di giochi ludico creativi.

“Ringrazio di vero cuore il Gen Vincenzo De Luca, fondatore della Gloriosa Associazione Nazionale Autieri d’Italia di cui mi onora essere parte attiva – scrive il Presidente di Ampio Raggio, Antonio Pio Autorinoe il Gen Lorenzo Miribung, per la donazione utile all’acquisto di materiale sportivo al fine di allestire un campo da tennis e basket”.

“Portare la pace in territori martoriati dalla guerra non è semplice, ma trasmetterla con piccoli gesti che in realtà sono grandi opere d’amore sì!”

Fonte e foto: Associazione Ampio Raggio

UNIFIL: Il COM gen Del Col incontra le autorità politiche libanesi, “si è parlato di rafforzare le LAF nel Sud del Libano”

Il Comandante di UNIFIL, Generale di Divisione Stefano Del Col, ha incontrato il 23 ottobre scorso, a Beirut, il Presidente del Libano, Michel Aoun, il Presidente del Parlamento, Nabih Berri, e il designato Primo Ministro, Saad Hariri. Lo ha reso noto UNIFIL con un comunicato stampa del 24 ottobre.

Negli incontri il gen Del Col ha evidenziato l’importanza di garantire ai peacekeeper la libertà di movimento all’interno dell’area di responsabilità di UNIFIL e di avere libero accesso lungo tutta la Blue Line.

Con ciascuna delle autorità, si apprende, l’Head of Mission e Force Commander di UNIFIL ha discusso dell’implementazione del mandato secondo la Risoluzione 1701 e successive (2373 del 2017 e 2433 del 2018) del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, delle violazioni della Blue Line e della situazione generale dell’area di operazione di UNIFIL, con particolare attenzione alla stretta e continua cooperazione tra i Caschi Blu, l’Esercito Libanese e la popolazione locale.

“I colloqui sono stati molto costruttivi e si è parlato di come rafforzare la presenza delle Forze Armate Libanesi (LAF) nel Sud del Paese, aumentandone la capacità in terra e in mare, secondo quanto contenuto nella Risoluzione 2433”, ha affermato il gen Del Col a margine dei meeting.

“Sono grato alle autorità di questo Paese per il costante e forte sostegno a UNIFIL: la partnership strategica con le LAF e il supporto della popolazione locale sono essenziali per il successo della Missione”.

Il Generale ha, inoltre, sottolineato l’importanza di proseguire con i periodici incontri del forum tripartito e con tutti gli strumenti di collegamento e coordinazione a disposizione di UNIFIL per limitare l’insorgere di eventuali tensioni lungo la Blue Line e affrontare insieme le problematiche più rilevanti.

Con la Risoluzione 2433 approvata lo scorso 30 agosto, che estende il mandato di UNIFIL per un ulteriore anno, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite esorta il Libano a schierare un Model Regiment per estendere e consolidare l’autorità statale nel sud del Paese; a dispiegare una nave da pattuglia offshore all’interno delle proprie acque territoriali e raccomanda infine di incrementare le attività di formazione e addestramento in favore delle LAF, nell’ottica di un costante aumento delle loro capacità complessive.

La missione UNIFIL al momento si compone di circa 10.500 Caschi Blu provenienti da 41 Nazioni, 800 dipendenti civili, 8 elicotteri e una componente navale di 6 navi.

Fonte e foto: UNIFIL

UNIFIL: il CaSME gen Farina incontra i militari italiani nella sua prima visita ufficiale in Libano

Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito (CaSME), Generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina, ha visitato lo scorso 13 settembre il Comando della missione UNIFIL e il Contingente italiano schierato nel Sud del Libano.

Si è trattato della prima visita ufficiale in Libano del CaSME, spiega il comunicato stampa di UNIFIL, durante la quale il gen Farina ha incontrato a Beirut il Comandante delle Forze Armate Libanesi (LAF), Generale Joseph Aoun.

Nel corso del colloquio i due Alti Ufficiali hanno avuto modo di confrontarsi anche sul tema della cooperazione bilaterale tra le Forze Armate dei due Paesi, riconoscendo l’impegno dell’Esercito nel mantenere alto il livello della collaborazione, si apprende.

Il gen Farina ha proseguito la sua visita raggiungendo il Comando della missione UNIFIL di Naqoura, dove è stato accolto dal Generale di Divisione Stefano Del Col che, dallo scorso 7 agosto, ricopre il ruolo di Head of Mission e Force Commander della missione Onu in Libano.

Il gen Del Col ha fornito un aggiornamento politico sulla missione e sulle varie attività operative e addestrative che i caschi blu italiani di UNIFIL svolgono in coordinamento con le LAF.

Tutte le operazioni avvengono nel pieno rispetto della Risoluzione 1701 e associate del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. La risoluzione 2433, dello scorso 30 agosto, estende il mandato di UNIFIL per un ulteriore anno.

Il gen Farina ha espresso la propria vicinanza ai militari italiani impegnati in Libano, sottolineando l’importanza strategica della missione che si concentra in una delle aree più importanti del Medio Oriente.

Si è inoltre congratulato con il gen Del Col per il prestigioso incarico conferitogli dalle Nazioni Unite.

Il CaSME ha visitato la postazione dell’ONU di Ras Al Naqoura, presidiata dai caschi blu italiani del 7° reggimento Alpini, dove periodicamente si svolgono, sin dalla fine della guerra del 2006 nel sud del Libano, gli incontri tripartito tra gli alti rappresentanti delle LAF e delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) sotto l’egida di UNIFIL e con la mediazione del Capo della Missione e Force Commander.

Il gen Farina ha concluso la propria visita incontrando i militari del Contingente Italiano di stanza nella base Millevoi di Shama.

Dopo la resa degli onori del picchetto della brigata Alpina Julia/Multinational Land Force, ha ricevuto da parte del Comandante del Sector West di UNIFIL, Generale di Brigata Paolo Fabbri, un aggiornamento sull’attuale situazione del Settore Ovest e sulle principali attività operative condotte dal personale italiano in stretta collaborazione con le LAF.

Inoltre, il Colonnello Stefano Giribono, Comandante della Missione Italiana Bilaterale in Libano (MIBIL) lo ha informato sulle attività addestrative condotte a favore delle LAF.

Il gen Farina si è complimentato per la professionalità e la dedizione sempre dimostrate dai militari italiani e ha condiviso il pranzo con i caschi blu presso la mensa unificata della base, augurando a tutti i peacekeeper presenti – italiani e delle quindici nazioni del Sector West – di fare di più tutti insieme, “more together”, per il futuro del Libano, fa sapere UNIFIL.

L’Italia è presente in Libano con circa 1.100 uomini e donne della Missione UNIFIL in osservanza alla risoluzione 1701, emanata a seguito del ritiro delle truppe israeliane e del conseguente schieramento della forza di interposizione delle Nazioni Unite.

Tra i compiti dei caschi blu rientrano il monitoraggio e il controllo della cessazione delle ostilità, il supporto alle Forze Armate Libanesi nelle attività di controllo nel Sud del Paese, nonché l’assistenza alla popolazione locale attraverso i progetti di cooperazione civile e militare (CIMIC).

L’impegno dei militari italiani nel Paese dei Cedri ha radici profonde, sottolinea il comunicato stampa: l’Italia, infatti, partecipa alla missione UNIFIL dal 1979 e ha riarticolato la propria presenza costantemente in aderenza alle successive risoluzioni delle Nazioni Unite.

“Con il Generale di Divisione Stefano Del Col l’Italia è tornata per la quarta volta al comando della Missione in una delle aree più delicate e importanti dell’intero panorama internazionale”, sottolinea il comunicato stampa ricordando i precedenti comandanti italiani: il gen Claudio Graziano negli anni 2007-2010, il gen Paolo Serra negli anni 2012-2014 e il gen Luciano Portolano dal 2014 al 2016).

Fonte e foto: UNIFIL

 

UNIFIL: il saluto ai caschi blu italiani del CaSMD gen Graziano, in Libano per accompagnare il ministro Pinotti in visita ufficiale

“Il Capo di stato maggiore della Difesa (CaSMD), generale Claudio Graziano che ha accompagnato il Ministro della Difesa Roberta Pinotti in visita ufficiale in Libano, ha incontrato il personale delle Forze Armate Italiane che opera nell’ambito dell’Operazione UNIFIL, si legge nel comunicato stampa dello stato maggiore Difesa diffuso oggi, 3 aprile.

“Prima di raggiungere la base – ha detto il generale Graziano parlando al personale – abbiamo incontrato i massimi vertici politici e militari del Paese e da ciascuno di loro abbiamo ricevuto parole di profonda riconoscenza per il lavoro che svolgete per la sicurezza e la stabilità di questa Terra”.

“Nello specifico – ha continuato il generale Graziano – il Ministro della Difesa libanese ha tenuto a evidenziare come la cooperazione tra Italia e Libano passi proprio attraverso la cooperazione tra le due Forze Armate”, sottolineando così che il lavoro svolto dai caschi blu italiani è molto apprezzato.

Uguali attestazioni di stima sono state espresse dal Presidente della Repubblica libanese, generale Michael Aoun, e dal Portavoce del Parlamento, Nabih Berri, che hanno ringraziato il vertice civile e quello militare della Difesa italiana per il prezioso supporto al Libano.

Nella mattinata, il generale Graziano ha incontrato anche il nuovo Capo delle Forze Armate Libanesi, il generale Joseph Aoun.

“Le Forze Armate italiane e libanesi sono legate da un rapporto solido e antico”: è il messaggio emerso dall’incontro durante il quale i due alti ufficiali hanno discusso del contesto di sicurezza in Libano e delle nuove minacce alla sicurezza internazionale, fa sapere nel dettaglio il comunicato stampa.

Il Capo di stato maggiore della Difesa libanese ha inteso ringraziare il generale Graziano per l’eccellente lavoro di addestramento che i militari italiani stanno conducendo a favore delle Forze Armate libanesi nell’ambito della Missione italiana bilaterale in Libano (MIBIL), auspicando una sempre maggiore collaborazione.

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Fonte e foto: SMD

L’Associazione Ampio Raggio parte attiva a favore dei bambini libanesi nel Children Spring Festival

Children Spring Festival_Libano_Ampio Raggio Onlus (7)Si è tenuto recentemente nel complesso scolastico di As Sultaniyah, nel sud del Libano, uno degli eventi tanto attesi e apprezzati nel territorio di Tibnin: il Children Spring Festival, che ha visto la partecipazione di circa 5mila tra bambini e ragazzi.

“L’evento – fa sapere l’Associazione Ampio Raggio nella persona di Esterina Conte – è stato organizzato e reso possibile grazie all’impegno e alla costanza della responsabile, la signora Salma Fawaz, e all’attivismo del contingente UNIFIL, che ha visto la partecipazione di delegazioni militari italiani, francesi, finlandesi, irlandesi, ghanesi, indonesiani, koreani del sud, malesiani e cinesi”.

La cerimonia di benvenuto ha visto la presenza di numerose autorità civili e militari, con la collaborazione di più enti associativi.

Children Spring Festival_Libano_Ampio Raggio Onlus (6)All’esterno del complesso scolastico di As Sultaniyah, si apprende, sono stati allestiti dodici stand di diverse nazionalità, tra cui quello italiano che si è particolarmente occupato dell’organizzazione di attività ludico-creative di intrattenimento: face painting, attività di disegno e distribuzione di bevande, mentre al reperimento e al recupero dei materiali da disegno e colori per il face painting hanno contribuito diverse realtà associative, con l’appoggio concreto dell’azienda italiana Carioca, fa sapere il comunicato di Ampio Raggio.

“Attimi di svago, di spensieratezza e di integrazione socio-culturale sono stati i veri protagonisti di una giornata dedicata prettamente al divertimento dei bambini e ragazzi che di questa realtà straordinaria desidererebbero vivere una realtà ordinaria, anche se di difficile attuazione nel loro contesto sociale”, spiega Conte nel sottolineare il concreto impegno dell’associazione italiana Ampio Raggio Onlus “che indirizza indiscutibilmente le proprie forze fisiche e morali soprattutto nel fornire gli strumenti necessari, in sinergia con l’Esercito Italiano, per la concretizzazione di un momento di così profonda e cospicua integrazione socio-culturale tra due culture e ideologie differenti”.

Children Spring Festival_Libano_Ampio Raggio Onlus (5)Oltre alle attività ludico-creative si sono svolti anche spettacoli di intrattenimento, mentre l’esibizione della banda composta da personale delle brigate Sassari e Taurinense ha consentito di ascoltare alcuni pezzi di repertorio e l’inno della brigata Sassari.

L’evento ha coinvolto anche le delegazioni militari che sono state coordinate dal Civil Affair e dal nucleo di Cooperazione Civile Militare diretto dal tenente colonnello Marcello Nebiolo e dal tenente Mauro Mancini, sottolinea l’Associaizone.

“L’idea di poter lenire le sofferenze dei piccoli libanesi attraverso l’organizzazione di piacevoli iniziative ludico – creative appartiene ad Antonio Pio Autorino, militare effettivo al reggimento Logistico Taurinense nel corso del suo mandato in Libano ed è stata subito accolta con entusiasmo dal colonnello Sergio Conte, Comandante del CCS Bn in Libano,dal capitano Marco Greco, comandante della Compagnia Comando e Supporto Logistico in Libano, e dal comandante del JTF­L SW, generale di brigata Arturo Nitti”, spiega Conte.

Children Spring Festival_Libano_Ampio Raggio Onlus (4)L’Associazione Ampio Raggio fa sapere inoltre che “Sono state molte le collaborazioni di associazioni che hanno contribuito al successo del progetto, tra cui il lavoro di squadra dei soci fondatori dell’Associazione Ampio Raggio, il dott. Alfonso Cascone, il Cav. dott. Eugenio Fortunato, Cav. dott. Bruno Zamboli, dott. Ciro Palma, i Volontari dell’Associazione Ampio Raggio la dott.ssa Ausilia Manzo, la dott.ssa Enza Cascone e le due studentesse in giurisprudenza,Veronica Bonagura ed Elena Merolla, la protezione civile gruppo “Lucano” presieduta dal dott. Giuseppe Priore, l’Associazione Senza Frontiere Onlus, presieduta dal rag. Ubaldo Florio e ancora, il Forum dei Giovani di Scafati. Hanno appoggiato, in Campania, l’iniziativa fornendo la massima collaborazione anche l’On. Monica Paolino, l’assessore della pubblica istruzione Annalisa Pisacane, il consigliere delegato alle politiche sociali Teresa Formisano e l’assessore alla cultura Antonio Fogliame e la Presidente della commissione cultura e pubblica istruzione Avv. Brigida Marra che hanno da sempre mostrato una spiccata sensibilità verso l’attività del volontariato senza mai negare il loro supporto.

Children Spring Festival_Libano_Ampio Raggio Onlus (3)L’iniziativa del “Children spring Festival” ha goduto del merito e dell’onore di ricevere il patrocinio morale dalla Regione Campania, dal Comune di Scafati, dal CSV di Napoli, dall’Accademia Bonifaciana presieduta dal Cav. Dott. Sante De Angelis, dall’Associazione Nazionale Autieri d’Italia presieduta dal Ten. Gen. Vincenzo De Luca e dall’Associazione Nazionale Alpini presieduta da Sebastiano Favero.”

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Fonte: Esterina Conte/Ampio Raggio Onlus

Foto: Ampio Raggio Onlus

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L’Associazione Ampio Raggio torna a donare in Libano

20160429_Ampio Raggio_donazione Libano (2)Dopo la donazione di vestiario e calzature per le donne libanesi avvenuta a metà aprile presso il Social Development Centre di Bint Jubail (link articolo in calce), l’associazione campana Ampio Raggio di Boscoreale, presieduta dal dottor Antonio Pio Autorino, militare dell’Esercito Italiano già in passato promotore di progetti in ambito umanitario in Libano, Kosovo e Afghanistan, è tornata a donare numerosi capi di abbigliamento e scarpe da donna al Centro Sviluppo Sociale di Tibnin, diretto dalla signora Leila Zahoui.

La donazione, avvenuta con i volontari dottoressa Ausilia Manzo ed Enza Cascone e le due studentesse in giurisprudenza Veronica Bonagura ed Elena Merolla, ha concretizzato la realizzazione di una missione umanitaria grazie al progetto Ponte della Solidarietà Italia-Libano, in cui Esercito Italiano e Associazione Ampio Raggio insieme lottano per sostenere le vittime della guerra, fa sapere Ampio Raggio con un comunicato stampa.

20160429_Ampio Raggio_donazione Libano (1)Tutto ha preso corpo, si apprende, con “l’impegno costante e il concreto lavoro del dottor Autorino che, determinato a voler esprimere e sperimentare il suo lato umano schierandosi dalla parte dei più deboli, ha deciso di concretizzare gli obiettivi prefissati con gesti semplici ma concisi, facendosi portavoce e promotore di un progetto di collaborazione e di sinergia che coinvolgesse più enti e associazioni.”

Scopo del progetto è stato quello di consegnare numerosi capi di abbigliamento e scarpe da donna da parte dello stesso presidente di Ampio Raggio insieme con il colonnello Sergio Conte, comandante del Gruppo Supporto di Aderenza del Sector West di UNIFIL, e al capitano Marco Greco, comandante della Compagnia comando e supporto logistico in Libano.

Presenti alla cerimonia il vicesindaco di Tibnin, Yousself Fawaz, il delegato del Ministero Affari Sociali e numerose autorità civili e militari.

20160429_Ampio Raggio_donazione Libano (3)“Il progetto Ponte di Solidarietà Italia-Libano ha goduto del merito e dell’onore di ricevere il patrocinio morale dalla Regione Campania, dal Comune di Scafati, dal CSV di Napoli, dall’Accademia Bonifaciana presieduta dal Cav. Dott. Sante De Angelis, dall’Associazione Nazionale Autieri d’Italia presieduta dal Ten.Gen.Vincenzo De Luca e dall’Associazione Nazionale Alpini presieduta da Sebastiano Favero”, fa sapere il comunicato dell’associazione Ampio Raggio.

L’associazione rende inoltre noto che sono state “numerose le collaborazioni di associazioni che hanno contribuito al successo del progetto, tra cui il lavoro di squadra dei soci fondatori dell’Associazione Ampio Raggio, il dott. Alfonso Cascone, Cav. dott. Eugenio Fortunato, Cav. dott. Bruno Zamboli, dott. Ciro Palma, la protezione civile gruppo Lucano presieduta dal dott. Giuseppe Priore, l’Associazione Senza Frontiere Onlus, presieduta dal rag. Ubaldo Florio e ancora, il Forum dei Giovani di Scafati, presieduto dal dott. Francesco Velardo. Determinante ancora una volta l’impegno della cellula CIMIC in Libano, comandata dal Ten col Marcello Nebiolo e dal magg. Vito Samarelli, nucleo che coordina attività tra civili e militari all’estero, e il contributo del Comando Operativo di Vertice Interforze.”

20160429_Ampio Raggio_donazione Libano (4)In conclusione, il comunicato sottolinea che “la sinergia tra il dovere morale dell’Associazione Ampio Raggio e la responsabilità civile dell’Esercito Italiano scaturisce da un unico comune denominatore: la valorizzazione e il rafforzamento del ruolo della donna nell’odierna società che, molto lentamente, sta iniziando a essere riscoperto anche nei paesi orientali a partire da una maggiore libertà di espressione attraverso anche l’adozione di stili d’abbigliamento femminile di stampo occidentale”.

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Fonte: Esterina Conte/Associazione Ampio Raggio

Foto: Associazione Ampio Raggio

UNIFIL, gen Portolano ai vertici libanesi: le violazioni della risoluzione 1701 compromettono l’operato della missione. Il problema dell’impasse politica

Il Generale Portolano inncontra il Ministro degli Interni Nouhad MachnoukIn qualità di capo missione UNIFIL, nell’ambito della sua attività di mediazione politico-diplomatica, il generale Luciano Portolano ha concluso ieri, 27 gennaio, a Beirut, una due giorni di incontri con le più alte cariche istituzionali e militari del Paese dei Cedri, fa sapere la stessa missione Onu in Libano.

Dal primo ministro Tammam Salam, al presidente del Parlamento Nabih Berri: dal ministro degli Interni Nouhad Machnouk, al ministro della Difesa Samir Moqbel; passando per il comandante delle Forze Armate Libanesi (LAF), generale Jean Kahwagi, il generale Portolano ha confermato l’impegno di UNIFIL per un Libano “stabile e pacificato”.

I colloqui hanno riservato particolare attenzione alla situazione di impasse politica in cui si trova il Libano, condividendo l’auspicio che si possa presto giungere a un accordo consensuale per l’elezione del Presidente e rafforzare così l’impianto istituzionale libanese e la sua capacità di garantire sicurezza, stabilità e piena sovranità.

Il Generale Portolano inncontra il Ministro della Difesa Samir MoqbelGli incontri hanno offerto, inoltre, la possibilità per uno scambio di valutazioni sullo sviluppo del quadro di sicurezza interna ed esterna, anche alla luce delle gravi violazioni della risoluzione 1701, del 20 dicembre e 4 gennaio scorsi, che hanno minacciato di compromettere la situazione e quanto di buono fatto sinora nel sud del paese.

I vertici libanesi hanno manifestato gratitudine per l’operato degli oltre 10mila caschi blu che, sotto la guida del generale Portolano, concorrono quotidianamente al processo di stabilizzazione del Libano meridionale.

Questo giro di colloqui cade alla vigilia del primo tavolo tripartito (tripartite meeting) dell’anno, nel cui ambito il Libano e Israele, che non hanno alcun tipo di relazione diplomatica, si confrontano direttamente grazie alla mediazione del comandante di UNIFIL.

Il Generale Portolano inncontra il Presidente del Parlamento Nabih BerriArticoli correlati:

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Fonte e foto: MPIO UNIFIL

Il Generale Portolano inncontra il Primo Ministro Tammam Salam

Il Generale Portolano inncontra il Comandante delle LAF Generale Kahwagi

UNIFIL, Sector West: corso di Basic and Combat Medical Care ai militari libanesi

20160120_ Medical Training SW (4)Si è concluso con la consegna degli attestati di frequenza il 1° Corso di formazione al soccorso medico in operazione (Basic and Combat Medical Care) condotto dal personale italiano del Sector West (SW) di UNIFIL a favore delle Forze Armate Libanesi (LAF) e dei contingenti stranieri dello stesso SW. È il Sector West a darne comunicazione in un comunicato stampa dello scorso 22 gennaio.

Operatori sanitari delle ISF (Internal Security Force) e militari delle LAF (Lebanese Army Forces), provenienti dalla 5^ brigata dislocata nella stessa area di responsabilità degli alpini della brigata Taurinense, si sono addestrati presso la base di Shama con gli specialisti italiani in un’intensa settimana di attività teoriche e pratiche inerenti il primo soccorso in area ostile.

20160121 Medical Traing - day 2 - aft (310)Durante le giornate di corso, che proseguiranno nei prossimi mesi con la rotazione di altro personale libanese, si apprende, sono state effettuate lezioni teoriche di primo soccorso in operazione, stabilizzazione ed evacuazione del ferito dal campo di battaglia, tutte tenute dal personale sanitario del Sector West. Successivamente, due team di soccorritori militari del 9° reggimento alpini dell’Aquila hanno supervisionato i corsisti durante la simulazione di incidenti in operazione con feriti gravi da evacuare.

L’utilizzo di expertise italiana per formare alcune capacità specialistiche tra le LAF è uno dei modi con cui il contingente italiano supporta le Forze Armate Libanesi nel rispetto della risoluzione 1701. Una forma di collaborazione, assicura il SW nel suo comunicato stampa, che continuerà nei prossimi mesi con nuovi corsi ed esercitazioni congiunte.

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Fonte e foto: SW UNIFIL

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UNIFIL: il COMCOI visita Sheeba, crocevia di tensioni nell’area della missione UN

Il Generale Bertolini saluta i caschi blu italianiSi è conclusa ieri, 20 gennaio, la due giorni in Libano del comandante del Comando operativo di vertice Interforze (COI) generale Marco Bertolini.

Il comandante del COI (COMCOI) si è recato in visita al personale italiano della missione UNIFIL, dove è giunto martedì scorso, 19 gennaio, nel pomeriggio, ed è stato accolto dall’Head of Mission e Force Commander, generale Luciano Portolano, con il quale si è intrattenuto per un colloquio ristretto, fa sapere la stessa UNIFIL.

In particolare, il generale Portolano, nel fare il punto della situazione, ha tracciato un’analisi del quadro operativo in cui si muove la missione, con uno sguardo attento ai recenti sviluppi dei delicati equilibri interni e regionali.

Il Comandante del COI in visita al Quartier Generale di UNIFILLa visita è proseguita, il giorno successivo, con un sorvolo in elicottero della Blue Line e con sopralluogo presso l’area di Sheeba, crocevia tra Siria, Libano e Israele, e spesso focolaio di tensioni all’interno dell’area di operazione di UNIFIL.

Successivamente, il COMCOI si è recato a Shama, presso il Comando della forza nazionale – attualmente su base brigata alpina Taurinense – per incontrare i militari italiani che operano agli ordini del generale Franco Federici, cui è affidata la guida del settore ovest di UNIFIL.

Al termine della visita, il gen Bertolini si è detto molto soddisfatto del lavoro svolto dai caschi blu italiani, che con la loro presenza contribuiscono al processo di stabilizzazione dell’area creando i presupposti per una pace stabile e duratura.

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