Luigi Binelli Mantelli

La brigata italo-francese, strumento ideale per la nuova Nato spearhead force: intervista al gen Panizzi, comandante della Taurinense

gen Massimo PanizziIl nuovo scenario internazionale che si è delineato negli ultimi anni ha messo in luce crisi emergenti che le autorità politiche francesi e italiane hanno deciso di fronteggiare insieme, unendo la loro expertise militare attraverso una stretta collaborazione tra gli Eserciti delle due nazioni.

Questa idea di un Comando brigata bi-nazionale è sorta più precisamente nel 2009, a seguito dell’incontro di vertice delle autorità politiche francesi e italiane. Nel 2010 il progetto è entrato a far parte dei colloqui bilaterali tra gli stati maggiori con la redazione di una lettera di intenti che ne delineava i punti chiave di sviluppo.

Ma è nel 2011, ovvero quando i rispettivi ministri della Difesa ne hanno firmato gli accordi tecnici, che ha preso forma il concetto di impiego della brigata e sono state definite le fasi per il raggiungimento della capacità operativa del Comando. A seguito di questo importante passo, nel biennio 2012 – 13 è iniziato e si è intensificato l’addestramento congiunto da parte dei reparti delle due brigate, cioè la brigata alpina Taurinense e la 27^ brigata di Fanteria da montagna francese, impegnando Alpini e Chasseurs Alpins in numerose attività bilaterali, operative e di coordinamento e standardizzazione.

Exercice pont transalpin le 10 février 2015.La validazione del Comando brigata italo-francese, basato appunto sulla brigata alpina Taurinense, comandata dal generale Massimo Panizzi, e sulla 27^ brigata di Fanteria da montagna francese, comandata dal generale Hervé Bizeul, è avvenuta nel corso della recente esercitazione Transalpine Bond dello scorso novembre 2014, svolta presso il Comando artiglieria di Bracciano, organizzata e condotta dal Centro Simulazione e Validazione dell’Esercito (CeSiVa). Si è trattato di un’esercitazione per posti comando, sviluppata con l’aiuto di sistemi di simulazione (link articolo in calce).

Général-Hervé-BizeulOmologa certificazione con il posto comando a guida francese è stata ottenuta recentemente in Francia.

Dal punto di vista operativo, il “battesimo del fuoco” per la brigata italo-francese è previsto per il secondo semestre del 2015 quando, nella sua configurazione a guida italiana, verrà impiegata nella missione UNIFIL in Libano, secondo quanto anticipato nella cerimonia di chiusura dei Campionati Sciistici delle Truppe Alpine (CaSTA) 2015, recentemente conclusi in Alto Adige, dall’allora Capo di stato maggiore della Difesa, ammiraglio Luigi Binelli Mantelli.

Il Comando brigata italo-francese (denominato Not Standing Bi-National Brigade Command – NSBNBC) è un’unità mista, non permanente ma prontamente impiegabile. È uno strumento flessibile, CAS.ALP 1°Art (7)mobile, modulare ed espandibile, che può assolvere missioni in ambito Nazioni Unite, NATO e Unione Europea, potendo costituire anche la forza di schieramento iniziale di un contingente più ampio.

Sviluppate sul naturale terreno di impiego delle due unità, ovvero la montagna, i reparti italiani e francesi hanno condiviso, tra le altre attività, ascensioni, raid sciistici, addestramenti alpinistici e competizioni sportive militari in alta montagna.

Paola Casoli ha intervistato il comandante della brigata alpina Taurinense, generale Massimo Panizzi.

Generale Massimo Panizzi, qual è l’ordinamento della brigata italo-francese?

Il Comando Brigata bi-nazionale è uno strumento modulare ed espandibile. Da quest’unità potranno dipendere vari assetti operativi, tra i quali due task force, una italiana e l’altra francese, per un totale di circa 4.000 uomini. La percentuale di personale dell’uno e dell’altro Paese varierà in base alla leadership della specifica missione. Il Comando Brigata bi-nazionale sarà uno strumento adattabile, in grado di condurre l’intero spettro delle missioni possibili, comprese quelle di stabilizzazione di teatri di crisi e le operazioni umanitarie, potendo assolvere anche attività fondamentali quali l’addestramento delle forze di sicurezza locali e la capacità di interagire con le autorità e le popolazioni dei Paesi ospiti.

Può indicare gli obiettivi politici della costituzione della brigata italo-francese?

L’evoluzione recente delle relazioni internazionali, legate al mutare degli scenari di sicurezza, ha portato alcuni Paesi, tra i quali appunto l’Italia e la Francia, a individuare nuove sinergie e forme di collaborazione in tema di Difesa e Sicurezza, per far fronte alle nuove minacce con maggiore efficacia, come ben sottolineato nelle “Linee Guida del Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la difesa”. La costituzione del Comando Brigata non permanente italo-francese costituisce un esempio concreto di collaborazione tra forze armate europee e della NATO e può rappresentare un’importante novità, soprattutto considerando la rilevanza di questi due Partner nel contesto della cosiddetta “Europa della Difesa”.

Exercice pont transalpin le 10 février 2015.Quali sono le modalità di impiego operativo e la compatibilità delle stesse con strutture similari già esistenti?

Come dicevo prima, il Comando Brigata bi-nazionale, in quanto unità modulare ed espandibile mista è, dal punto di vista dell’impiego operativo, flessibile e mobile, cioè adattabile all’assolvimento di svariate missioni in ambito Nazioni Unite, NATO ed Unione Europea. Avendo quale riferimento la dottrina NATO e l’inglese come lingua comune, la neonata unità potrà pianificare, condurre e gestire ogni attività operativa in maniera congiunta, anche nel quadro di contingenti multinazionali più ampi.
Quali le aspettative in termini di inserimento dell’unità nell’ambito di operazioni internazionali?
Exercice pont transalpin le 10 février 2015.È proprio nella natura di questo Comando bi-nazionale, nel modo in cui è stato concepito, che esso potrà, come detto, assolvere missioni in ambito Nazioni Unite, NATO ed Unione Europea, in ogni tipologia di scenario, anche in quelli complessi e ad alta intensità. Il Comando bi-nazionale, in ossequio alle decisioni delle autorità politiche, potrà essere impiegato nell’intero spettro delle possibili operazioni che rappresentino un interesse condiviso dai due Paesi.

CAS.ALP 1°Art (1)Dal Wales Summit Nato del settembre 2014 è emersa la necessità di un potenziamento della Nato Response Force (NRF). Nel febbraio 2015 i ministri della Difesa Nato hanno deciso la creazione di una spearhead force in grado di dispiegarsi rapidamente, soprattutto in aree periferiche ai confini della Nato: la VJTF, Very High Readiness Joint Task Force, “la forza giusta, nel posto giusto e al momento giusto” l’ha definita il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg.

Esistono per la brigata italo-francese possibilità di integrazione in un comando della NATO, quale appunto la nuova Very High Readiness Joint Task Force e le già delineate Smaller Joint Operations?

La dottrina NATO, scelta sin dall’inizio quale riferimento per il Comando bi-nazionale, assicura un’integrazione ottimale alle diverse componenti dell’unità, come si è potuto constatare durante le esercitazioni congiunte che hanno previsto la pianificazione e condotta di attività operative assai realistiche, tipiche della complessità degli attuali scenari di crisi, nei quali la NATO è ben addestrata a pianificare interventi.

Può fornire una eventuale valutazione personale, sulla valenza del progetto e sulla ricaduta per la Forza Armata?

Exercice pont transalpin le 10 février 2015.Dal mio punto di vista si è trattato di un’esperienza davvero molto positiva, nonostante all’inizio si potesse pensare che due Brigate di nazionalità diversa potessero incontrare difficoltà di integrazione. Ho visto, fin dal principio, una notevole volontà di cooperare da ambo le parti, anche perché si tratta di due unità “alpine” accomunate da un’esperienza operativa straordinaria. Le comprensibili differenze linguistiche e procedurali sono state brillantemente superate, anche grazie all’elevata motivazione dei partecipanti che hanno creduto fortemente nella validità del progetto. Questa nuova unità può rappresentare davvero un importante passo in avanti verso la messa in comune di risorse specialistiche ed è certamente un concreto esempio di collaborazione tra forze armate europee. Mi sento davvero onorato di aver potuto concludere, quale Comandante della Brigata Alpina Taurinense, questo nuovo progetto che potrà essere foriero di sviluppi importanti.

CAS.ALP 1°Art (2)Articoli correlati:

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Foto: brigata Taurinense

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Nuovi vertici militari: il gen Graziano nuovo CaSMD. L’amm Binelli Mantelli lascia il servizio attivo

20150228_cambio CaSMD_amm Luigi Binelli Mantelli lascia a gen Claudio Graziano (1)Il generale Claudio Graziano è il nuovo Capo di stato maggiore della Difesa (CaSMD) da ieri mattina, sabato 28 febbraio. È subentrato all’ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, che, nel lasciare l’incarico assunto il 31 gennaio 2013, lascia anche il servizio attivo.

La cerimonia di cambio del Capo di stato maggiore della Difesa si è svolta sabato mattina al Comando in capo della squadra navale della Marina Militare (CINCNAV) alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e del ministro della Difesa, Roberta Pinotti.

20150228_cambio CaSMD_amm Luigi Binelli Mantelli lascia a gen Claudio Graziano (3)Il generale Graziano aveva passato il testimone di Capo di stato maggiore dell’Esercito (CaSME) appena due giorni prima, giovedì 26, lasciando l’incarico assunto nel dicembre 2011 al gen Danilo Errico, fino allora Sottocapo di stato maggiore della Difesa.

“L’odierno avvicendamento avviene in un momento insieme delicato e importante”, ha detto il Ministro nel corso del suo intervento, durante il quale ha ringraziato l’ammiraglio Binelli Mantelli per il determinante lavoro svolto nel suo mandato e ha rivolto al generale Graziano gli auguri per il nuovo incarico.

20150228_cambio CaSMD_amm Luigi Binelli Mantelli lascia a gen Claudio Graziano (2)“Delicato – ha poi continuato la senatrice Pinotti, spiegando come l’arco di crisi coinvolga i confini meridionali e orientali dell’Unione Europea con situazioni di particolare preoccupazione anche alle porte del nostro Paese, – perché la situazione internazionale si è progressivamente deteriorata nell’ultimo quinquennio e, in modo particolare, nell’ultimo anno”.

“Importante – ha aggiunto – perché per garantire una cornice di sicurezza adeguata alla portata di questi rischi e di queste minacce, il Governo si è impegnato lo scorso anno nell’elaborazione di un ‘Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la difesa’ che attendo di poter presentare al prossimo Consiglio Supremo di Difesa e, successivamente, al Parlamento e all’opinione pubblica”.

20150228_cambio CaSMD_amm Luigi Binelli Mantelli lascia a gen Claudio Graziano (6)Soffermandosi sul concetto di Sistema Difesa “credibile e chiaro punto di riferimento per la collettività, requisito indispensabile per ogni Paese che voglia essere e restare libero e democratico”, il Ministro ha sottolineato come in questi decenni le Forze Armate si siano costruite un patrimonio di credibilità, esperienza e capacità, sia di fronte all’opinione pubblica nazionale che a quella internazionale.

Alla cerimonia, che si è svolta davanti a un reparto di formazione interforze, erano presenti, tra gli altri, il Presidente del Senato, senatore Pietro Grasso, i sottosegretari di Stato alla Difesa Domenico Rossi e Gioacchino Alfano, alcuni ex ministri della Difesa, numerose autorità politiche, civili, religiose e militari.

20150228_cambio CaSMD_amm Luigi Binelli Mantelli lascia a gen Claudio Graziano (8)Articoli correlati:

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Il gen Claudio Graziano in Paola Casoli il Blog

L’amm Luigi Binelli Mantelli in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: stato maggiore della Difesa

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Nuovi vertici militari: il gen Errico è CaSME e il gen Graziano da domani CaSMD

20150226_Cambio CaSME_gen Graziano-gen Errico (4)Il generale Danilo Errico è il nuovo di Capo di stato maggiore dell’Esercito (CaSME). Subentra al generale Claudio Graziano, che domani, 28 febbraio, assumerà l’incarico di Capo di stato maggiore della Difesa (CaSMD), fa sapere un comunicato stampa dell’Esercito Italiano.

L’avvicendamento è stato sancito ufficialmente dal passaggio della Bandiera di Guerra dell’Esercito avvenuto ieri, 26 febbraio, nel corso della cerimonia che si è svolta all’Ippodromo militare “Generale Pietro Giannattasio” di Tor di Quinto, a Roma, alla presenza del ministro della Difesa, Roberta Pinotti, dei sottosegretari di Stato alla Difesa, Gioacchino Alfano e Domenico Rossi, e del Capo di stato maggiore della Difesa, ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, oltre alle numerose autorità civili, religiose e militari.

20150226_Cambio CaSME_gen Graziano-gen Errico (3)Dopo aver ringraziato le numerose autorità intervenute, il generale Graziano ha rivolto il proprio pensiero “a tutto il personale coinvolto in attività di approntamento e addestramento cruciali e rischiose, che sono svolte in silenzio ma che comportano sacrifici personali e professionali importanti”.

“Il personale – ha aggiunto il generale Graziano – è il vero centro di gravità della Forza Armata, cui bisogna continuare a dedicare le migliori risorse per incrementare la sicurezza in operazione all’estero come in Patria”.

20150226_Cambio CaSME_gen Graziano-gen Errico (2)“L’Esercito Italiano si è sempre dimostrato una risorsa fondamentale, – ha sottolineato a sua volta il ministro Pinotti – sulla quale poter contare nel quadro delle risposte globali, presenti e future, ad ogni minaccia portata contro la loro libertà e la loro prosperità”.

Il generale Errico, dopo aver ricevuto la Bandiera dell’Esercito, rivolgendosi ai militari impegnati in operazioni in Italia e all’estero ha dichiarato: “Voi siete il nostro orgoglio e l’orgoglio dell’Italia intera”.

E ha esortato le donne e gli uomini dell’Esercito a continuare a “servire con orgoglio e fierezza il nostro Paese”.

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Fonte e foto: Esercito Italiano

CaSTA 2015: il 4° reggimento alpini paracadutisti vince la 67^ edizione

20150206_CaSTA 2015_sottesegretario Difesa Gioacchino Alfano Amm Binelli Mantelli Gen Graziano ClaudioÈ la vittoria del 4° reggimento Alpini paracadutisti a chiudere i Campionati Sciistici delle Truppe Alpine (CaSTA) 2015, 67^ edizione.

I CaSTA 2015 si sono infatti ufficialmente conclusi a San Candido, oggi pomeriggio, con l’assegnazione del Trofeo Medaglie d’Oro Alpine al 4° reggimento Alpini paracadutisti, che nell’edizione dell’anno scorso si era qualificato secondo dietro all’8° reggimento Alpini vincitore della 66^ edizione (link articolo in calce).

20150206_CaSTA 2015_Gen Bonato Comandante Truppe AlpineAl secondo posto si è classificato il Reparto Comando e Supporti Tattici Tridentina e al terzo l’8° reggimento Alpini.

Tra le rappresentative straniere, la Germania si è classificata al 2° posto sia nel Trofeo dell’Amicizia sia in quello IFMS (International Federation of Mountain Soldiers).

Alla cerimonia hanno partecipato il Sottosegretario di stato alla Difesa, onorevole Gioacchino Alfano, il Capo di stato maggiore della Difesa, ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, e il Capo di stato maggiore dell’Esercito, generale Claudio Graziano, oltre ai sindaci dei comuni dell’Alta Val Pusteria.

20150206_CaSTA 2015_Graziano premia Comandante 4 alpipar“L’Italia e le Forze Armate – ha affermato il sottosegretario Alfano – sono orgogliose di quest’appuntamento sportivo, che onora, ogni anno, le nostre grandi tradizioni alpinistiche e sportive, maturate nell’impegno secolare dei militari e civili accomunati dal fascino della montagna e al suo ambiente unico e spettacolare”.

Nel corso del suo intervento, parlando degli impegni che interesseranno le Forze Armate nel prossimo futuro, il Capo di stato maggiore della Difesa ha anticipato che “il 2015 si prospetta intenso per le Truppe Alpine; oltre al perdurare degli impegni in Kosovo e Afghanistan e nella più recente missione europea in Repubblica Centrafricana, mi fa particolarmente piacere ricordare in questa occasione che le Penne Nere 20150206_CaSTA 2015_Amm Binelli Mantelli premia il 4 alpiparopereranno anche in Libano, inquadrate nella nuova brigata di truppe da montagna italo-francese.”

Prima di dichiarare ufficialmente conclusa la 67^ edizione dei Campionati Sciistici delle Truppe Alpine, il generale Graziano ha sottolineato che “quando si è addestrati ad operare e combattere tra le montagne, con questo clima e a queste temperature, spirito di corpo e fratellanza in armi nascono e si cementano e si è pronti ad ogni situazione. Avere 15 Paesi insieme per questo campionato rappresenta una risposta della democrazia per la sicurezza.”

20150206_CaSTA 2015_sottosegre Dif premia il Plotone VincenteUn’edizione importante quella di quest’anno sia per la numerosa presenza di paesi partecipanti (14 oltre all’Italia) che di atleti (oltre 1.500), cui è andato il sentito ringraziamento del generale Federico Bonato, comandante delle Truppe Alpine: “Quindici Nazioni che hanno combattuto sportivamente per conquistare i sei trofei in palio: ciò ha richiesto spirito di sacrificio, motivazione, forte coesione e spirito di corpo. Ho visto tutte le atlete e gli atleti, sia dei plotoni che individualisti, competere con passione, determinazione e lealtà, animati da sano spirito agonistico proprio di chi crede nei valori alpini comuni allo sport e al mondo militare. Al di là dei risultati conseguiti nelle diverse competizioni, ciò che conta è il bagaglio di esperienze collettive e i valori positivi di lealtà, amicizia e senso di appartenenza che rimarranno sempre parte del vostro patrimonio umano e professionale.”

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Fonte e foto: Esercito Italiano

Esercito Italiano: l’anno accademico-scolastico 2014/15 per gli istituti militari inaugurato dal CaSME, gen Graziano, nella Scuola applicazione di Torino

Venerdì mattina, 28 novembre,  il Capo di stato maggiore dell’Esercito (CaSME), generale Claudio Graziano, ha inaugurato l’Anno Accademico-Scolastico 2014–2015 nella storica cornice di Palazzo dell’Arsenale di Torino, sede del Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito.

Alla cerimonia hanno partecipato il Capo di stato maggiore della Difesa (CaSMD), ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, e il comandante per la Formazione, specializzazione e dottrina dell’Esercito, generale Vincenzo Lops, accolti dal comandante per la Formazione e scuola di applicazione dell’Esercito, generale Paolo Ruggiero.

I rintocchi della Campana del Dovere hanno idealmente sancito l’inizio dell’Anno Accademico in tutti gli istituti militari: la Scuola di applicazione di Torino, l’Accademia militare di Modena, la Scuola sottufficiali di Viterbo, la Scuola lingue estere dell’Esercito di Perugia e le due Scuole militari, Nunziatella di Napoli e Teuliè di Milano.

Nell’aula magna, gremita di giovani ufficiali e allievi delle Scuole militari, alla presenza di numerose autorità civili e militari sono stati premiati i frequentatori più meritevoli.

Nel corso del suo intervento il CaSME, rivolgendosi ai giovani allievi, ha ricordato che “siamo prima servi del dovere che servi del diritto, siamo qui avendo giurato fedeltà alla Patria, che è qualcosa che trascende il momento, la crisi o la gioia: è la Patria, e voi siete qui a rappresentarla”.

Formazione e addestramento sono elementi imprescindibili per l’impiego e la sicurezza dei soldati in Italia, ricorda il comunicato stampa dell’Esercito Italiano, nell’ambito dell’operazione Strade sicure e negli interventi a favore della collettività nei casi di pubbliche calamità,  e all’estero, nei principali teatri d’operazione, dove il generale Graziano ha maturato una notevole conoscenza ed esperienza internazionale, ricoprendo importanti incarichi tra cui quello di capo missione e comandante militare delle Forze ONU in Libano nell’ambito dell’operazione UNIFIL.

A margine della cerimonia, incontrando gli organi di stampa, il generale Graziano ha dichiarato: “Il percorso di trasformazione che stiamo cominciando noi adesso sarà portato avanti dai nostri giovani militari con passione, determinazione e con  la stessa motivazione che dimostrano di avere oggi superando una durissima selezione  che vede ogni anno circa 75.000 giovani concorrere per entrare a far parte nell’Esercito nei vari ruoli”.

La prolusione ai giovani allievi è stata pronunciata dall’avvocato Luca Cordero di Montezemolo, che ha tenuto un intervento sul tema ”Evoluzione e formazione del manager moderno di fronte all’innovazione e alla globalizzazione”.

Gli istituti di formazione dell’Esercito hanno il compito di accrescere e consolidare nei frequentatori i valori che caratterizzano il militare, quali onore, lealtà, coraggio, senso del dovere, fedeltà assoluta alle istituzioni.

Ogni anno i corsi svolti negli istituti di formazione dell’Esercito sono frequentati da oltre 1.000 ufficiali, 400 allievi ufficiali, circa 600 sottufficiali e 400 studenti allievi delle scuole militari. Ad essi si aggiungono gli oltre 2.500 frequentatori dei corsi di lingue straniere presso la Scuola di lingue estere.

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Fonte e foto: Esercito Italiano

Il CaSMD, amm Binelli Mantelli, a Erbil nel Kurdistan iracheno: il presidente Barzani chiede più sostegno contro l’ISIS. Addestramento in Italia per i peshmerga

Nel pomeriggio del 10 novembre scorso, fa sapere lo stato maggiore della Difesa, si è svolta la visita lampo a Erbil, in Kurdistan, del Capo di stato maggiore della Difesa (CaSMD), ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, per un confronto con il suo omologo iracheno, generale Babaki Zebari.

Nel corso della visita l’ammiraglio Binelli Mantelli ha incontrato il Presidente della Regione del Kurdistan – Iraq, Masoud Barzani, e le più alte cariche del governo locale.

Il CaSMD, accompagnato dall’Alto rappresentante  del governo regionale del Kurdistan dell’Iraq in Italia, dottoressa Rezan Kader, è stato accolto al suo arrivo dal ministro degli Affari Peshmerga, Mustafa Sayid Qadir, e dall’ambasciatore italiano in Iraq, Massimo Marotti.

Il Presidente Barzani ha ringraziato il CaSMD per il supporto che l’Italia ha fornito e sta fornendo alle autorità curde nella sua guerra contro l’ISIS, ribadendo la necessità di un ulteriore sostegno da parte della comunità internazionale in termini di materiali d’armamento e di addestramento.

L’ammiraglio Binelli ha confermato l’impegno dell’Italia in favore dell’Esercito iracheno e del Kurdistan nel contrasto all’ISIS, sia nell’ambito di una collaborazione bilaterale e della coalizione internazionale.

In particolare, per quanto attiene all’attività bilaterale, è stata valutata la possibilità di svolgere ulteriori attività addestrative in Italia a favore dei peshmerga nel settore del contrasto alla  minaccia IED (ordigni esplosivi improvvisati), che sta causando gravi perdite tra i militari e i civili curdi. Al momento sono in corso colloqui in ambito coalizione per individuare le basi dove opereranno gli addestratori.

Successivamente l’ammiraglio Binelli Mantelli ha ultimato i colloqui con le autorità di vertice locali incontrando il primo ministro Nechirvan Barzani, il ministro dell’Interno Abdulkarim Sultan Sinjari e il capo dipartimento degli Esteri Falah Mustafa Bakir.

La breve visita si è svolta in un clima di grande cordialità e condivisione di vedute a riprova della volontà di contrastare insieme la minaccia terroristica posta da ISIS e della riconoscenza delle autorità e del popolo curdo per il supporto italiano.

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Fonte e foto: stato maggiore Difesa

Battaglia di El Alamein: oggi la commemorazione nel 72° anniversario

Si svolge questa mattina a Livorno, nella caserma Vannucci, la cerimonia di commemorazione del 72° anniversario della Battaglia di El Alamein. Saranno presenti all’evento il Capo di stato maggiore della Difesa, ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, il Capo di stato maggiore dell’ Esercito, generale Claudio Graziano, le massime autorità civili e religiose.

Nell’area pedonale della rotonda di ardenza è allestita un’esposizione di mezzi e materiali in dotazione ai reparti dei Paracadutisti dell’Esercito; alle 15 sarà effettuato un lancio di precisione dal personale del reparto attività  sportive del Centro Addestramento di Paracadutismo di Pisa.

Il pensiero corre a 72 anni fa, quando il 23 ottobre 1942, in Africa settentrionale, a 60 chilometri da El Alamein, 3.500 paracadutisti italiani si batterono strenuamente contro 50.000 soldati avversari.

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Fonte e foto: stato maggiore Esercito

Infermiere volontarie Croce Rossa Italiana: sorella Mila Braghetti Peretti ha lasciato il comando delle crocerossine a sorella Monica Dialuce Gambino. Foto

Ieri, 29 ottobre 2014, sorella Mila Braghetti Peretti, Ispettrice nazionale del Corpo delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana (CRI), ha lasciato il comando delle crocerossine italiane per il consueto avvicendamento a sorella Monica Dialuce Gambino.

La nuova Ispettrice Nazionale del Corpo delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana ha assunto la carica nel corso della cerimonia che si è tenuta presso il Comitato Centrale CRI in via Toscana, a Roma, presenti il Capo di stato maggiore della Difesa, ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, e il Presidente Nazionale della Croce Rossa Italiana, Francesco Rocca, e altre autorità, civili e militari.

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Fonte e foto: CRI

Cyber Defence: oggi alla Cecchignola un seminario sulla difesa informatica. Presenti i ministri della Difesa dell’Italia, dell’Estonia e il sottosegretario Difesa della Lettonia

Oggi 30 ottobre, a Roma, nella Città Militare della Cecchignola, si tiene il seminario sulla difesa informatica “The Role of Cyber Defence to Protect and Sustain EU” organizzato nell’ambito delle attività del ministero della Difesa in occasione della Presidenza di turno italiana del Consiglio dell’ Unione Europea.

Il convegno, attraverso interventi e dibattiti, offrirà una possibilità per discutere sulle sfide e le prospettive future nel settore dello sviluppo industriale sulla sicurezza informatica a protezione e sostegno dell’economia europea.

Il consesso, aperto dal Ministro della Difesa, senatrice Roberta Pinotti, vedrà la partecipazione del Ministro della Difesa dell’Estonia, Mr.Sven Mikser, del Sottosegretario alla Difesa lettone, Mr.Janis Sarts, e del Capo di stato maggiore della Difesa, ammiraglio Luigi Binelli Mantelli.

All’evento interverranno, inoltre, il Director Capability, Armament and Technology dell’Agenzia di Difesa Europea (EDA), Air Commodore Peter Round, alte cariche istituzionali e rappresentanti del mondo industriale impegnati nel campo della sicurezza informatica.

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Fonte: stato maggiore Difesa

Foto: nextme

Il comprehensive approach nella pianificazione e condotta operazioni UE: al Tramat un seminario sull’integrazione civile-militare e la testimonianza del gen Mingiardi, comandante EUTM Somalia

Il prossimo 1° ottobre, a partire dalle 15, nella Scuola Trasporti e Materiali dell’Esercito (TRAMAT), alla Cecchignola, a Roma, si terrà un seminario di due giorni intitolato Civilian-Military integration in the planning and conduct of EU operations.

Il seminario, che rientra tra le iniziative che il ministero della Difesa organizza nel semestre di presidenza italiana del Consiglio Europeo, ha lo scopo di illustrare la necessità di un’efficace cooperazione civile-militare nella pianificazione e nella condotta delle operazioni a guida UE, evidenziando l’importanza di adottare un approccio “comprehensive”, cioè un approccio multidimensionale, che integri e coordini strumenti d’intervento e gestione diversi, civili e militari, cinetici e non cinetici.

Saranno presenti il Ministro della Difesa, Roberta Pinotti, il Capo di stato maggiore della Difesa, ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, e il Capo di stato maggiore dell’Esercito, generale Claudio Graziano. Tra i relatori numerosi rappresentanti civili e militari, italiani e dell’Unione Europea, docenti universitari ed esponenti di think-tanks.

Nel corso delle due giornate verrà discusso l’approccio europeo alla gestione delle crisi e del quadro giuridico-legale nel quale questo approccio si inserisce.

Particolare attenzione sarà infine posta sul reale funzionamento del meccanismo civile-militare di gestione delle crisi dell’Unione Europea, attraverso la testimonianza del generale Massimo Mingiardi, comandante della missione di addestramento Europea (EUTM) in Somalia.

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Fonte: Esercito Italiano

Foto: autieri.it