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Difesa: farmaci per la cura della meningite in dono al Niger

Nella giornata del 25 gennaio, nel corso di una cerimonia presso l’aeroporto di Niamey, in Niger, il Comandante della Missione Bilaterale di Supporto in Niger, Generale di Brigata Antonio Maggi, e l’incaricato di Affari dell’Ambasciata d’Italia, Angelo Petruccio, hanno consegnato al Direttore di Gabinetto del Ministero della Salute Pubblica del Niger, Arnard Ismail, dei farmaci per curare la meningite.

È lo stato maggiore della Difesa a darne notizia con un comunicato stampa.

Al termine della cerimonia, il Direttore di Gabinetto, di fronte ai media locali, ha ringraziato l’Italia per questo ulteriore e concreto atto di solidarietà nei confronti della popolazione del Niger, in un settore di particolare importanza sanitaria in questo periodo dell’anno.

L’ottava donazione di farmaci, per un totale di 65 tonnellate, è avvenuta a seguito della richiesta del Ministero della Salute Pubblica del Niger, si legge dal comunicato, che ha espresso la necessità di ricevere un supporto nella lotta all’epidemia di meningite in atto.

Il contributo comprende circa 12.000 flaconi di Ceftriaxone, antibiotico utilizzato per il trattamento di circa 4.000 pazienti affetti dalla patologia.

Tali farmaci sono stati raccolti e messi a disposizione dalla Fondazione Banco Farmaceutico Onlus, nell’ambito dell’Accordo di collaborazione in essere tra il Comando Operativo di vertice Interforze (COI), l’Ordinariato Militare e la Fondazione stessa, finalizzato allo sviluppo di attività di supporto alla popolazione locale in campo sanitario nelle aree di crisi dove le Forze Armate Italiane operano.

La donazione si inserisce nell’ambito di una serie di iniziative di Cooperazione Civile-Militare (CIMIC) realizzate dal contingente militare italiano a favore della popolazione nigerina, che comprende in particolare un sostegno articolato nel settore della salute, al fine di fornire un contributo concreto alla risoluzione di particolari esigenze sanitarie. L’attività rappresenta un ulteriore e tangibile segno della volontà di supportare fattivamente il Niger con varie forme di cooperazione.

Le attività di donazione farmaci sono state 8 in totale con quella del 25 gennaio: la prima, ricorda il comunicato, è avvenuta il 24 aprile 2018 ed era costituita da 15 tonnellate di farmaci e presidi sanitari; a seguire, il 28 maggio altre 12 tonnellate, poi il 30 luglio e il 20 settembre sono state donate rispettivamente 7 e 5 tonnellate di farmaci per fare fronte a una epidemia di colera, il 20 settembre sono state donate anche 2.000 zanzariere.

Il 23 novembre un’ulteriore donazione sempre a Niamey di 7 tonnellate di farmaci contro meningite, colera e morbillo, sempre provenienti da UNHCR di Brindisi, e infine il 17 dicembre a Zinder altre 7 tonnellate di farmaci anticolera e meningite orientate all’ospedale locale, che ha un bacino di 30.000 persone, conclude la Difesa.

Fonte e foto: PI SMD

Difesa, Libano: sono più di 30 i corsi di addestramento congiunto condotti dai caschi blu italiani negli ultimi tre mesi

“I caschi blu italiani della Joint Task Force Lebanon (JTF-L) del Sector West (SW) dall’assunzione di comando del settore assegnato della Missione UNIFIL, avvenuta lo scorso 19 ottobre, hanno portato a termine più di 30 corsi di addestramento congiunto con le Forze Armate Libanesi (LAF), le Internal Security Forces (ISF) e le Lebanese State Security (LST), scrive lo stato maggiore della Difesa con un comunicato del 21 gennaio.

Finora, si apprende, sono state oltre 100 le giornate addestrative svolte, facendo attestare il numero dei soldati libanesi formati a circa 500 unità.

Il risultato acquisito ha favorito un sostanziale incremento delle operazioni congiunte, che vengono condotte giornalmente sul terreno, che dal 12% sono passate al 23% costituendo, di fatto, il picco più alto mai conseguito dall’avvio dell’Operazione Leonte.

In aggiunta ai corsi conclusi, sono attualmente 3 quelli in fase di svolgimento e più di 10 i pianificati per il mese di febbraio.

La programmazione dei cicli di addestramento avviene su base mensile attraverso una riunione congiunta, tra i rappresentanti del SW e del Quartier Generale libanese del South Litani Sector (SLS), in cui viene presentata un’offerta formativa alle LAF, e tramite incontri organizzati con i vertici delle ISF e delle LST, spiega la Difesa.

Il training con le Forze di Sicurezza rispecchia una pianificazione che si attaglia ai requisiti operativi identificati e tiene conto dei feedback sulla condotta delle attività operative congiunte, cercando di compensare gli scostamenti tra ciò che viene richiesto e ciò che viene raggiunto dalla controparte.

L’obiettivo del contingente italiano è quello di garantire alle LAF la full operational capability (FOC) e, come indicato dalla UNSCR 2433/2018, la loro legittimazione nel sostenere l’azione delle Autorità di Governo, specialmente nel Libano del sud, e il loro ruolo di tutori della sicurezza soprattutto nel contrasto al terrorismo.

Oltre che l’assistenza alle Forze di Sicurezza locali, le aree gravitazionali sancite dal mandato conferito dalla Risoluzione 1701/2006, in cui operano i caschi blu italiani, includono il monitoraggio della cessazione delle ostilità tra Libano e Israele e il supporto alla popolazione locale.

I tre compiti sono funzionalmente interconnessi tra loro e sono univocamente orientati allo scopo di consentire l’auspicabile raggiungimento di un cessate il fuoco permanente tra le parti, rafforzare la capacità delle Forze libanesi di garantire la sicurezza del proprio territorio e creare quelle condizioni di crescita sociale ed economica funzionali al benessere della comunità locale.

Inoltre, l’Italia è impegnata in Libano anche con la Missione Militare Bilaterale Italiana (MIBIL), operante in Libano dal 2015, con lo scopo di organizzare, condurre e coordinare attività di formazione e addestramento in favore delle LAF, inquadrandosi nel più ampio contesto internazionale che si propone di supportare le istituzioni della nazione mediorientale al fine di incrementarne le capacità complessive.

Fonte e foto: PI SMD

 

UNIFIL: il CaSME gen Farina incontra i militari italiani nella sua prima visita ufficiale in Libano

Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito (CaSME), Generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina, ha visitato lo scorso 13 settembre il Comando della missione UNIFIL e il Contingente italiano schierato nel Sud del Libano.

Si è trattato della prima visita ufficiale in Libano del CaSME, spiega il comunicato stampa di UNIFIL, durante la quale il gen Farina ha incontrato a Beirut il Comandante delle Forze Armate Libanesi (LAF), Generale Joseph Aoun.

Nel corso del colloquio i due Alti Ufficiali hanno avuto modo di confrontarsi anche sul tema della cooperazione bilaterale tra le Forze Armate dei due Paesi, riconoscendo l’impegno dell’Esercito nel mantenere alto il livello della collaborazione, si apprende.

Il gen Farina ha proseguito la sua visita raggiungendo il Comando della missione UNIFIL di Naqoura, dove è stato accolto dal Generale di Divisione Stefano Del Col che, dallo scorso 7 agosto, ricopre il ruolo di Head of Mission e Force Commander della missione Onu in Libano.

Il gen Del Col ha fornito un aggiornamento politico sulla missione e sulle varie attività operative e addestrative che i caschi blu italiani di UNIFIL svolgono in coordinamento con le LAF.

Tutte le operazioni avvengono nel pieno rispetto della Risoluzione 1701 e associate del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. La risoluzione 2433, dello scorso 30 agosto, estende il mandato di UNIFIL per un ulteriore anno.

Il gen Farina ha espresso la propria vicinanza ai militari italiani impegnati in Libano, sottolineando l’importanza strategica della missione che si concentra in una delle aree più importanti del Medio Oriente.

Si è inoltre congratulato con il gen Del Col per il prestigioso incarico conferitogli dalle Nazioni Unite.

Il CaSME ha visitato la postazione dell’ONU di Ras Al Naqoura, presidiata dai caschi blu italiani del 7° reggimento Alpini, dove periodicamente si svolgono, sin dalla fine della guerra del 2006 nel sud del Libano, gli incontri tripartito tra gli alti rappresentanti delle LAF e delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) sotto l’egida di UNIFIL e con la mediazione del Capo della Missione e Force Commander.

Il gen Farina ha concluso la propria visita incontrando i militari del Contingente Italiano di stanza nella base Millevoi di Shama.

Dopo la resa degli onori del picchetto della brigata Alpina Julia/Multinational Land Force, ha ricevuto da parte del Comandante del Sector West di UNIFIL, Generale di Brigata Paolo Fabbri, un aggiornamento sull’attuale situazione del Settore Ovest e sulle principali attività operative condotte dal personale italiano in stretta collaborazione con le LAF.

Inoltre, il Colonnello Stefano Giribono, Comandante della Missione Italiana Bilaterale in Libano (MIBIL) lo ha informato sulle attività addestrative condotte a favore delle LAF.

Il gen Farina si è complimentato per la professionalità e la dedizione sempre dimostrate dai militari italiani e ha condiviso il pranzo con i caschi blu presso la mensa unificata della base, augurando a tutti i peacekeeper presenti – italiani e delle quindici nazioni del Sector West – di fare di più tutti insieme, “more together”, per il futuro del Libano, fa sapere UNIFIL.

L’Italia è presente in Libano con circa 1.100 uomini e donne della Missione UNIFIL in osservanza alla risoluzione 1701, emanata a seguito del ritiro delle truppe israeliane e del conseguente schieramento della forza di interposizione delle Nazioni Unite.

Tra i compiti dei caschi blu rientrano il monitoraggio e il controllo della cessazione delle ostilità, il supporto alle Forze Armate Libanesi nelle attività di controllo nel Sud del Paese, nonché l’assistenza alla popolazione locale attraverso i progetti di cooperazione civile e militare (CIMIC).

L’impegno dei militari italiani nel Paese dei Cedri ha radici profonde, sottolinea il comunicato stampa: l’Italia, infatti, partecipa alla missione UNIFIL dal 1979 e ha riarticolato la propria presenza costantemente in aderenza alle successive risoluzioni delle Nazioni Unite.

“Con il Generale di Divisione Stefano Del Col l’Italia è tornata per la quarta volta al comando della Missione in una delle aree più delicate e importanti dell’intero panorama internazionale”, sottolinea il comunicato stampa ricordando i precedenti comandanti italiani: il gen Claudio Graziano negli anni 2007-2010, il gen Paolo Serra negli anni 2012-2014 e il gen Luciano Portolano dal 2014 al 2016).

Fonte e foto: UNIFIL

 

Difesa: il CaSMD gen Graziano e il ministro Trenta incontrano i massimi vertici politici del Libano

Il Capo di Stato Maggiore della Difesa (CaSMD), Generale Claudio Graziano, ha incontrato il 6 agosto scorso, a Beirut, il Comandante delle Forze Armate della Repubblica del Libano, il Generale Joseph Aoun.

Lo rende noto lo stato maggiore della Difesa con un comunicato stampa del 6 agosto.

Nel corso dei colloqui, si apprende, i due alti ufficiali si sono confrontati sulla situazione della sicurezza nella regione e sui rapporti bilaterali tra le Forze Armate dei due Paesi.

“Le Forze Armate Libanesi – ha sottolineato il gen Graziano – rivestono un ruolo fondamentale per garantire il quadro istituzionale e la stabilità del Libano sia sul fronte interno sia nei confronti di minacce esterne.”

“Per questo motivo – ha continuato il Capo di SMD – oltre alla consistente partecipazione all’operazione UNIFIL, l’Italia schiera la Missione Bilaterale MIBIL, rivolta all’implementazione di programmi di formazione e addestramento a favore delle “Lebanese Armed Forces”.

Il gen Graziano ha inoltre sottolineato l’importanza di continuare a operare con la massima sinergia per conseguire il comune obiettivo di preservare la stabilità nell’area.

“Il gen Aoun – si legge dal comunicato stampa – ha ringraziato il prezioso apporto della Difesa per il Paese e in particolare ha rimarcato l’elevata professionalità dei militari italiani che svolgono, nell’ambito della missione bilaterale, compiti di formazione e addestramento a favore delle Forze Armate Libanesi con ottimi risultati”.

Il CaSMD, fa sapere la Difesa, sta accompagnando il Ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, nella sua prima visita ufficiale in Libano, durante la quale stanno incontrando i massimi vertici politici del Paese.

Il ministro Trenta e il gen Graziano hanno assistito ieri, 7 agosto, alla cerimonia di cambio del Force Commander di UNIFIL, nell’occasione hanno salutato il contingente italiano.

Il gen Graziano è stato Force Commander e Head of Mission di UNIFIL per un mandato di tre anni dal 2007 al 2010, ricorda la Difesa.

Oggi, sono circa 1.100 gli uomini e le donne impegnati nel sud del Libano nella missione UNIFIL e 25 quelli che operano nell’ambito della Missione Bilaterale (MIBIL).

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Fonte e foto: PI SMD

MIBIL: 1° corso Amphibious per il Marine Command Regiment delle LAF da parte della brigata marina San Marco

Nei giorni scorsi, presso la sede del Marine Command Regiment in Hamshit, in Libano, si è tenuta la cerimonia del 1° Corso Amphibious organizzato dai militari italiani della Missione Militare Bilaterale Italiana in Libano (MIBIL) a favore del Marine Command Regiment delle Lebanese Armed Forces (LAF), ha fatto sapere lo stato maggiore della Difesa con un comunicato stampa di oggi, 13 marzo.

La cerimonia, a cui sono intervenuti il Comandante della Missione, col Stefano Giribono, e il Comandante del Marine Command Regiment, gen Mohamad Al Mustafa, è stata l’occasione per la consegna dei diplomi al personale delle LAF che ha concluso con successo l’impegnativo e serrato programma addestrativo.

Il Corso Amphibious ha avuto una durata di 5 settimane ed è stato condotto da un Mobile Training Team (MTT) proveniente dalla brigata Marina San Marco di Brindisi, che ha garantito le necessarie competenze tecniche per la formazione di 30 allievi tra sottufficiali e militari di truppa, tutti appartenenti alle Forze Speciali Libanesi, spiega il comunicato.

Il corso ha fornito al personale libanese le capacità di condurre un’operazione anfibia a livello di plotone, permettendo inoltre agli allievi di acquisire le necessarie conoscenze per avvalersi di assetti aerei e navali.

Strutturando il programma su livelli di difficoltà crescente, l’MTT della MIBIL ha addestrato il personale delle LAF all’impiego dei mezzi da sbarco della Marina Libanese e degli elicotteri tipo “Puma”, operando con tecniche di discesa in fast rope.

Il “Puma” è stato inoltre impiegato per il rilascio in mare di un battello e dei relativi operatori che hanno effettuato un salto da 15 piedi.

Rudimenti di combattimento individuale militare e di tecniche di difesa personale sono stati sviluppati dagli istruttori nell’ambito delle attività addestrative, fa sapere in dettaglio lo stato maggiore della Difesa.

“L’esito delle attività di formazione a favore dei militari libanesi è risultato estremamente soddisfacente, consolidando ulteriormente il legame tra le Forze Armate italiane, la MIBIL e le LAF – conclude il comunicato stampa – confermando pienamente la validità della missione e del progetto formativo”.

La MIBIL, operante in Libano dal 2015, organizza, conduce e coordina attività di formazione e addestramento in favore delle Forze Armate Libanesi, inquadrandosi nel più ampio contesto internazionale che si propone di supportare le istituzioni della nazione mediorientale al fine di incrementarne le capacità complessive.

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Fonte e foto: PI SMD

MIBIL, Libano: visita del Ministro della Difesa libanese Sarraf, “Italia garantisce incremento efficienza LAF”

Si è svolta ieri, 10 ottobre, la visita del Ministro della Difesa libanese, Mr. Yacoub Sarraf, accompagnato dall’Ambasciatore d’Italia in Libano, S.E. Massimo Marotti, presso il Comando della MIBIL (Missione Militare Bilaterale Italiana in Libano).

È lo stesso Comando MIBIL a darne notizia con un comunicato stampa del 10 ottobre.

Accolto dal col Stefano Giribono, Comandante della MIBIL dal 15 settembre scorso, il Ministro della Difesa libanese è atterrato in elicottero presso la base delle LAF (Lebanese Armed Forces) in Al Samaya, Sud del Libano.

Al Ministro è stato presentato un briefing teso a far conoscere scopo, missione, organizzazione, risultati e obiettivi futuri della MIBIL, da quando è stata schierata a oggi, sottolinea il comunicato stampa.

Successivamente il Ministro ha assistito a una dimostrazione pratica del corso a favore delle unità cinofile (K9 Unit) effettive alla Guardia presidenziale libanese. I binomi, qualificati EDD (Explosive Detection Dog), hanno dato prova del livello addestrativo raggiunto attraverso l’esecuzione di esercizi di governo del cane e di ricerca di simulacri.

“Ringrazio davvero per il contributo offerto – ha dichiarato il ministro Sarraf ai giornalisti libanesi presenti – Oggi ho avuto la prova di una grande cooperazione. In particolare, in questo contesto di minaccia terroristica, l’Italia non contribuisce solo con UNIFIL, ma anche con la MIBIL che garantisce un ulteriore incremento dell’efficienza delle LAF”.

Al termine dell’attività, le autorità si sono spostate presso la base Millevoi di Shama, sede del Comando del Contingente italiano in Libano, dove il Ministro ha firmato l’albo d’onore.

La MIBIL, operante in Libano dal 2015, sviluppa attività di assistenza nella formazione e addestramento in favore delle LAF, attraverso l’impiego di Mobile Training Team italiani, provenienti dai reparti altamente specializzati di tutte le Forze Armate e inviati ad hoc nella Terra dei Cedri con lo scopo di incrementare la capacità operativa delle LAF, affinché possano garantire la sicurezza e la stabilità del Paese.

Nel solo 2016 la MIBIL ha effettuato numerosi corsi che hanno permesso la preparazione di oltre 300 tra Ufficiali, Sottufficiali e militari di truppa; nel 2017 la MIBIL ha incrementato le attività formando già oltre 400 unità e raggiungendo, entro la fine dell’anno, le circa 1.000 unità addestrate, in aderenza agli accordi bilaterali tra il Governo Italiano e Libanese.

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Sector West, UNIFIL: il Ministro degli Esteri on Alfano incontra i militari della brigata Granatieri di Sardegna, contingente italiano in Libano

“Il Ministro degli Affari Esteri, On. Angelino Alfano, ha incontrato i militari del contingente italiano che operano nel Sud del Libano presso la base delle Nazioni Unite di Shama durante la sua visita istituzionale nel Paese dei Cedri”, ha annunciato con un comunicato stampa del 18 maggio scorso il Sector West (SW) di UNIFIL, attualmente su base brigata Granatieri di Sardegna.

Accolto prima dal Comandante della Joint Task Force – Lebanon, gen Francesco Olla, e poi dal Comandante della MIBIL, la Missione Bilaterale Italiana in Libano, col Salvatore Paolo Radizza, il Ministro ha incontrato i militari del contingente, appartenenti alla brigata Granatieri di Sardegna.

La missione UNIFIL – ricorda il comunicato – sotto egida della Risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite n.1701, annovera, tra i suoi compiti principali, la cessazione delle ostilità attraverso un costante monitoraggio della Blue Line; il supporto alla popolazione locale, attraverso la funzione operativa di Cooperazione Civile-Militare (CIMIC); il supporto da parte del contingente internazionale alle Forze Armate libanesi (LAF) dislocate nel Libano del Sud, attraverso il coordinamento, la pianificazione e l’esecuzione di attività addestrative e operative congiunte.

La missione MIBIL, invece, presente in teatro operativo dal 25 febbraio 2015, ha lo scopo di coordinare e sviluppare, sia in Italia sia in Libano, le attività formative e addestrative a favore delle Forze Armate Libanesi (LAF), con l’obiettivo di migliorare le loro capacità operative per l’assolvimento dei molteplici compiti istituzionali assegnati.

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UNIFIL: il saluto ai caschi blu italiani del CaSMD gen Graziano, in Libano per accompagnare il ministro Pinotti in visita ufficiale

“Il Capo di stato maggiore della Difesa (CaSMD), generale Claudio Graziano che ha accompagnato il Ministro della Difesa Roberta Pinotti in visita ufficiale in Libano, ha incontrato il personale delle Forze Armate Italiane che opera nell’ambito dell’Operazione UNIFIL, si legge nel comunicato stampa dello stato maggiore Difesa diffuso oggi, 3 aprile.

“Prima di raggiungere la base – ha detto il generale Graziano parlando al personale – abbiamo incontrato i massimi vertici politici e militari del Paese e da ciascuno di loro abbiamo ricevuto parole di profonda riconoscenza per il lavoro che svolgete per la sicurezza e la stabilità di questa Terra”.

“Nello specifico – ha continuato il generale Graziano – il Ministro della Difesa libanese ha tenuto a evidenziare come la cooperazione tra Italia e Libano passi proprio attraverso la cooperazione tra le due Forze Armate”, sottolineando così che il lavoro svolto dai caschi blu italiani è molto apprezzato.

Uguali attestazioni di stima sono state espresse dal Presidente della Repubblica libanese, generale Michael Aoun, e dal Portavoce del Parlamento, Nabih Berri, che hanno ringraziato il vertice civile e quello militare della Difesa italiana per il prezioso supporto al Libano.

Nella mattinata, il generale Graziano ha incontrato anche il nuovo Capo delle Forze Armate Libanesi, il generale Joseph Aoun.

“Le Forze Armate italiane e libanesi sono legate da un rapporto solido e antico”: è il messaggio emerso dall’incontro durante il quale i due alti ufficiali hanno discusso del contesto di sicurezza in Libano e delle nuove minacce alla sicurezza internazionale, fa sapere nel dettaglio il comunicato stampa.

Il Capo di stato maggiore della Difesa libanese ha inteso ringraziare il generale Graziano per l’eccellente lavoro di addestramento che i militari italiani stanno conducendo a favore delle Forze Armate libanesi nell’ambito della Missione italiana bilaterale in Libano (MIBIL), auspicando una sempre maggiore collaborazione.

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Sector West, UNIFIL: il CaSMD gen Graziano in visita a UNIFIL, Settore Ovest e MIBIL in Libano

Il Capo di Stato Maggiore della Difesa (CaSMD), gen Claudio Graziano, si è recato in visita in Libano presso il quartier generale di UNIFIL, a Naqoura, e nella base Millevoi di Shama, dove ha sede il Sector West (SW) della missione a guida Onu. È l’ufficio pubblica informazione del CaSMD a darne notizia con un comunicato stampa datato 20 febbraio.

La visita, si apprende, ha interessato il quartier generale di UNIFIL, di stanza a Naqoura, dove il gen Claudio Graziano è stato ricevuto dal vicecomandante della missione delle Nazioni Unite, gen Bajaj Sandeep Singh, e ha incontrato i militari italiani di ITALAIR, la componente elicotteri della missione, presenti nella Terra dei Cedri dal 1978. Il CaSMD si è poi recato nella base Millevoi di Shama, sede del comando del SW di UNIFIL, dove il gen Graziano è stato accolto dal gen Ugo Cillo, comandante dell’Operazione Leonte XXI e del settore ovest.

Nell’incontro con i caschi blu italiani il CaSMD ha sottolineato l’importanza del ruolo che l’Italia ha sempre avuto in questa parte del mondo: “siamo qua dal 1978 con la componente elicotteri, dal 1982 con la missione guidata dal generale Franco Angioni, dal 2006 con Unifil, adesso anche con la missione bilaterale MIBIL che è particolarmente significativa”.

“In questo momento – ha sottolineato il gen Graziano – in cui si diffondono nuove minacce che destabilizzano intere aree, la vostra presenza qui garantisce una stabilità fondamentale”.

Il CaSMD ha rivolto, in qualità di Comandante, parole di profondo apprezzamento e di orgoglio nei confronti dei militari Italiani poiché “durante i miei frequenti incontri con vertici militari di altre nazioni ricevo sempre attestazioni di sincera stima nei confronti dell’operato delle nostre Forze Armate che costituiscono un esempio etico di riferimento.”

“Il gen Graziano ha ricoperto l’incarico di Head of Mission e Force Commander della Missione in Libano dal 2007 al 2009 – ricorda il comunicato stampa – dando il via alla missione ONU dopo la Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, avviando altresì gli incontri “tripartito” riuscendo a far sedere per la prima volta allo stesso tavolo rappresentanti militari sia israeliani sia libanesi, con UNIFIL quale mediatore”.

L’attuale missione in Libano è affidata alla brigata di Cavalleria Pozzuolo del Friuli, al suo quinto mandato nella Terra dei Cedri, con il compito di far rispettare la Risoluzione 1701 e in particolare: monitorare la cessazione delle ostilità, assistere le Forze Armate Libanesi (LAF) e supportare la popolazione locale.

Il CaSMD ha concluso il tour nel Libano del Sud con la visita alla sede e al personale della Missione Militare Bilaterale Italiana in Libano (MIBIL) accolto dal comandante, colonnello Salvatore Paolo Radizza, che ha illustrato le attività in corso e le prospettive future dell’iniziativa lanciata nel 2014 in sinergia con il Ministero degli Esteri.

La MIBIL ha il compito di sviluppare, coordinare e condurre programmi di formazione e addestramento in favore delle Forze Armate Libanesi (LAF) e delle Forze di Sicurezza locali, al fine di incrementarne le capacità complessive.

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Fonte e foto: CaSMD PI

UNIFIL, Sector West: nodo siriano e sicurezza al centro della visita del Lebanese Military Council

20160610_SW_UNIFIL_visita Lebanese Military Council (9)Continuare a lavorare a stretto contatto con le Forze Armate Libanesi (LAF), proseguire la cooperazione strategica per prevenire incidenti e trovare soluzioni pacifiche per la sicurezza e la stabilità del sud del Libano: questi i temi al centro dei colloqui tra il comandante del contingente italiano di Unifil, generale Arturo Nitti, e i generali Georges Chreim e Samir El Hajj, due dei maggiori esponenti del Lebanese Military Council, il più alto organo decisionale delle LAF.

È lo stesso contingente italiano responsabile del Sector West (SW) di UNIFIL, attualmente su base brigata Sassari, a darne la notizia con un comunicato stampa datato 10 giugno.

Nel recente incontro, dunque, il comandante del SW, gen Nitti, ha esaminato le tematiche relative alla sicurezza nel settore occidentale a guida italiana e ha ribadito “la necessità di un impegno ampiamente condiviso mediante lo svolgimento di attività operative congiunte e la pianificazione di addestramenti mirati”.

20160610_SW_UNIFIL_visita Lebanese Military Council (8)Sul tavolo della discussione anche il punto sulla questione mediorientale, con particolare riferimento al nodo siriano e alle implicazioni nel contesto operativo nel sud del Libano, che, “nonostante sia caratterizzato da forte incertezza”, rimane “stabile” grazie “alla capacità del contingente italiano di Unifil di mettere in sistema le diverse realtà locali, senza il supporto delle quali sarebbe tutto di più difficile realizzazione”.

All’incontro erano presenti anche il generale Pierluigi Monteduro, addetto militare per la Difesa dell’ambasciata d’Italia a Beirut, i comandanti della 5^ e della 9^ brigata delle LAF, il comandante del settore a Sud del fiume Litani, ufficiali dei rispettivi quartieri generali e il comandante della Mibil, la missione militare italiana bilaterale e interforze volta all’implementazione dei programmi di formazione, di assistenza e di consulenza a favore delle LAF.

20160610_SW_UNIFIL_visita Lebanese Military Council (7)Il supporto alle LAF, insieme al monitoraggio della cessazione delle ostilità e al sostegno alla popolazione locale, è uno dei compiti assegnati al contingente italiano di UNIFIL nel rispetto della risoluzione 1701 dell’11 agosto 2006 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu.

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Fonte e foto: UNIFIL SW

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