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Marina Militare: nave Alliance oggi a Tromsø al termine di High North 18, domani conferenza stampa a bordo

Ormeggia oggi, 24 luglio, nel porto norvegese della città di Tromsø, nave Alliance, unità da ricerca scientifica e idro-oceanografica appartenente alla NATO, con equipaggio della Marina Militare. Lo rende noto la stessa Forza Armata con un comunicato stampa del 23 luglio.

Nave Alliance conclude dunque la campagna Artica di Geofisica marina “High North 18” e domani, mercoledì 25 luglio, a bordo della nave verranno esposti i dati acquisiti e i risultati preliminari con una conferenza stampa a cura del Comandante, capitano di fregata Daniele Cantù, del Direttore dell’Istituto Idrografico della Marina, contrammiraglio Luigi Sinapi, del capo spedizione, capitano di vascello Massimiliano Nannini, del coordinatore scientifico, professoressa Roberta Ivaldi, con la partecipazione di numerose autorità politiche locali e della delegazione italiana in Norvegia.

La missione condotta dalla Marina Militare, con il coordinamento scientifico dell’Istituto Idrografico della Marina, vede rinnovata la sinergia con il Centro di Ricerca e Sperimentazione Marittima della NATO di La Spezia (NATO STO-CMRE) e la collaborazione con principali enti di ricerca nazionali (CNR, ENEA, OGS, INGV, ERI), internazionali (Università della Sorbona di Parigi e Norwegian FFI) e con i rappresentanti dell’industria nazionale (e-GEOS e IDS) “nel più ampio spirito duale e complementare che contraddistingue la Forza Armata”, sottolinea il comunicato.

La campagna Artica di Geofisica marina “High North 18” ha avuto modo di consolidare quanto acquisito lo scorso anno con lo studio dei cambiamenti climatici nella regione polare, si apprende, conducendo attività in aree di particolare interesse come il settore orientale dello Stretto di Fram, in quello occidentale delle Isole Svalbard e quello più a nord, dello Yermak Plateau, attraverso lo studio, l’analisi e il monitoraggio dall’atmosfera al fondale marino.

Sono state condotte circa 360 ore di attività scientifica, impiegando sensori di ultimissima generazione per definire la mappatura di aree inesplorate, i caratteri e le dinamiche della colonna d’acqua e del fondale in relazione ai processi sedimentari, alla circolazione e ai ghiacci.

Inoltre, l’attività scientifica si è spinta fino al ciglio della banchisa polare per condurre mirate ricerche in ambienti estremi raggiungendo la latitudine 81° 50’.2 Nord.

Le rigide condizioni polari hanno costantemente accompagnato la stimolante attività di esplorazione e monitoraggio svolta dai 46 membri dell’equipaggio di Nave Alliance e dai 23 ricercatori imbarcati, che hanno profuso il massimo impegno per raggiungere gli obiettivi stabiliti in fase di pianificazione dell’attività.

APPROFONDIMENTI (fonte Marina Militare):

La Marina Militare attraverso l’Istituto Idrografico partecipa da due anni al Tavolo Artico, fornendo il supporto specialistico al gruppo di lavoro EPPR (Emergency, Prevention, Preparedness and Response) dell’Arctic Council. Elemento di particolare rilevanza di questa attività è il ruolo assunto dalla Marina Militare per il tramite dell’Istituto Idrografico, come “marine focal point” della comunità scientifica nazionale in Artico.

Tale ruolo di rilievo è stato raggiunto grazie alla costituzione del Reparto di Geofisica Marina ed Oceanografia presso l’Istituto Idrografico e l’elevata dinamicità dimostrata dallo stesso sin dalla sua costituzione.

L’area polare artica (insieme alla gemella antartica) per le sue caratteristiche di “motore” del clima del pianeta è nodo cruciale per comprendere l’evoluzione del clima ed il suo impatto sul pianeta e sull’economia globale.

In questo quadro dove si fondono aspetti ambientali, socio economici e geostrategici si colloca il motivo della presenza dell’Italia nell’area Artica.

Nave Alliance è un’unità polivalente di ricerca che svolge principalmente attività condotte dal Centro di Ricerca e Sperimentazione Marittima (Centre for Maritime Research and Experimentation – CMRE), per conto dell’Organizzazione Scientifica e Tecnologica (Science and Technology Organization – STO) della NATO. Dal marzo 2016 è iscritta al registro del naviglio militare ed equipaggiata con personale della Marina Militare grazie a un’intesa del dicembre 2015 tra la Marina Militare e il CMRE.

Il CMRE, continuando le attivita’ di ricerca in corso di sviluppo nell’area artica, collaborera’ con un team scientifico impegnato in diverse attivita’. Saranno impiegati 5 veicoli autonomi (underwater gliders) per rilevare fenomeni connessi alla corrente atlantica e per osservare gli effetti del ghiaccio marino sull’ambiente acustico e sul campo ondoso, un veicolo subacqueo a traino per osservare strutture oceanografiche di piccole dimensioni, sonda CTD e altra strumentazione oceanografica a bordo, ancoraggi (mooring) oceanografici per complementare le osservazioni raccolte da nave e gliders.

Leonardo e Agenzia Spaziale Italiana, attraverso e-GEOS (joint venture Telespazio/ASI), nel corso di High North 18, metteranno a disposizione dell’Istituto Idrografico della Marina, che fornirà invece i dati ancillari idro-oceanografici e della dinamica dei ghiacci di calibrazione e validazione,  le informazioni provenienti dalla costellazione satellitare COSMO-SkyMed per la sperimentazione e sviluppo di servizi in  supporto alla sicurezza della navigazione in Artico e per il monitoraggio dell’inquinamento da idrocarburi nell’area interessata dalla rotta della nave, sia di giorno che di notte. Nell’ambito di questa attività, denominata ArNaCoSky (Arctic Navigation con COSMO-SkyMed), e-GEOS fornirà, sia alla nave che ai centri di controllo missione, rapporti sullo stato dei ghiacci, sul traffico marittimo e sullo stato ambientale.

IDS – Ingegneria dei Sistemi collaborerà, nell’ambito della campagna Artica di Geofisica marina High North 18, con l’Istituto Idrografico della Marina nelle attività di rilievo ottico e IR dei ghiacci e della banchisa con l’impiego di un drone aereo denominato Sistema Aereo a Pilotaggio Remoto IDS IA-3 Colibri.

L’ENEA studierà l’evoluzione dell’inquinamento globale conducendo nuove ricerche sulle dinamiche dei sedimenti marini degli ultimi 100 anni. L’attenzione sarà focalizzata in particolare su sequestro di carbonio e contaminazione da metalli e microplastiche, con l’obiettivo di preservare l’ecosistema del Mare Artico, termometro del cambiamento climatico della Terra. A supportare l’attività scientifica dell’ENEA a bordo della nave Alliance in High North 18, ci sarà anche il sistema laser LIDAR, che è in grado di misurare in continuo e in tempo reale la clorofilla e la sostanza organica disciolta in acqua per rilevare lo stato di salute dell’Artico.

A bordo di Nave Alliance verranno svolte attività di ricerca oceanografica. Ricercatori dell’OGS e del CNR si occuperanno di eseguire la manutenzione di ancoraggi profondi (mooring oceanografici) e di acquisire nuovi dati idrologici nella zona ovest e sud ovest delle Isole Svalbard dove, da alcuni anni, si stanno studiando le correnti e le masse d’acqua che rappresentano il motore della circolazione polare e contribuiscono alla circolazione globale. Grazie all’uso degli ancoraggi profondi opportunamente strumentati vengono rilevati, dal 2014, a circa 1000 m di profondità, una serie di parametri (temperatura, salinità, ossigeno disciolto, velocità delle correnti e presenza di particellato) che stanno fornendo preziose informazioni sulla dinamica e sulla variabilità annuale e stagionale delle correnti e delle masse d’acqua da esse trasportate.

ERI – European Research Institute, dopo gli analoghi lavori svolti nel Passaggio a Nord Ovest nel 2016, durante High North 18 svolgerà campionamenti su plastiche e microplastiche in un’area ad oggi del tutto inesplorata da questo punto di vista. I campioni verranno poi analizzati dal Politecnico di Torino e i risultati contribuiranno alla conoscenza sempre più dettagliata della diffusione di rifiuti di plastica ‘flottanti’ in Oceano.

L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, INGV, sarà coinvolto con il team della sede di Portovenere, specializzato in geofisica e tecnologie marine, coadiuvato a bordo di Nave Alliance da personale dell’Istituto Idrografico della Marina nella acquisizione di dati geofisici marini per lo studio delle anomalie gravimetriche di fondo mare; un dato prezioso che contribuirà a meglio caratterizzare i possibili modelli geodinamici e concorrere a definire l’evoluzione geologica di quest’area del nostro pianeta che sta assumendo sempre maggiore interesse.

NAVE DA RICERCA ALLIANCE CARATTERISTICHE TECNICHE (fonte Marina Militare):

    Generalità

    ITS Alliance

    Dislocamento                           3200 t

    Lunghezza                                 93 m

    Larghezza                                    15 m

    Immersione                                6.2 m

    Aerei/Elicotteri imbarcati: //

    Sistema di propulsione e piattaforma:

    Nr. 5 Diesel-Generatori (2 per la propulsione e 3 per i servizi nave);

    2 motori elettrici di propulsione;

    2 eliche – 2 pale timone.

Varata nel 1989 presso i cantieri del Muggiano (FINCANTIERI) Nave Alliance è stata consegnata alla Marina Militare il 20 dicembre 2016 a seguito di accordo tra il Ministero della Difesa e lo STO-CMRE; precedentemente la nave batteva bandiera tedesca. L’Unità è una nave di ricerca scientifica e idrografica appartenente alla NATO, è armata con equipaggio della Marina Militare Italiana ed iscritta al quadro del naviglio militare.

    Equipaggio:

    Ufficiali 7 (di cui nr.1 medico)

    Marescialli 16

    Graduati 16

    Truppa 5

    Per un totale di 43 uomini e una donna.

    Equipaggiamenti idro-oceanografici e di acustica subacquea:

    MBES Kongsberg EM 302 (scandagliamento fondale marino ad alta risoluzione);

    SBES (ATLAS DESO 25a/35d);

    Due Acoustic Doppler Current Profiler (150 KHz – 75 KHz);

    Dispositivo per il calcolo del profilo della velocita del suono a scafo;

    HiPAP (acoustic navigation and tracking systems)

    Radar ondametro

    Seabird SB-911 CTD e bottiglie Niskin per campionamento acqua

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Fonte e foto: Marina Militare

Marina: nave Alliance in Artico per la campagna High North 18, ambiente e geostrategia alla base del programma

Ha preso il via sabato 7 luglio la Campagna Artica di Geofisica marina che vede la Marina Militare al fianco di enti di ricerca nazionali e internazionali, annuncia la stessa Forza Armata con un comunicato stampa di ieri, 8 luglio.

Nave Alliance è partita dal porto norvegese di Tromsø per iniziare la campagna artica “High North 18” tra i mari di Norvegia e Groenlandia, oltre il Circolo Polare Artico.

La missione condotta dalla Marina Militare Italiana, con il coordinamento scientifico dell’Istituto Idrografico della Marina, vede rinnovata la sinergia con il Centro di Ricerca e Sperimentazione Marittima della NATO di La Spezia (NATO STO-CMRE) e la collaborazione con principali enti di ricerca nazionali (CNR, ENEA, OGS, INGV, ERI), internazionali (Università della Sorbona di Parigi e Norwegian FFI) e con i rappresentanti dell’industria nazionale (e-GEOS e IDS).

“High North 18 è parte dell’impegno della Marina Militare nella regione artica – si legge dal comunicato – ed è il naturale prosieguo delle precedenti missioni al fine di consolidare e ulteriormente sviluppare i risultati della ricerca scientifica, in particolare nello studio dei cambiamenti climatici in aree di particolare interesse. La missione è possibile grazie alle capacità di nave Alliance di operare nelle regioni polari a conferma della consolidata flessibilità operativa della Marina Militare che, nell’ambito delle sue funzioni duali e complementari, è in grado di svolgere attività di ricerca scientifica con diversi partner nazionali e internazionali”.

La Marina Militare vede nelle possibili nuove rotte commerciali che potrebbero aprirsi a nord, un elemento di interesse in termini ambientali e di sicurezza della navigazione, oltre che per gli aspetti geostrategici, talassopolitici e socioeconomici che questo potrebbe comportare per il nostro Paese, spiega in dettaglio la Forza Armata.

Nello specifico, si apprende, durante la missione saranno impiegati sensori di ultima generazione, in un’area di operazioni a latitudini molto elevata compresa tra lo Stretto di Fram, le Isole Svalbard e lo Yermak Plateau per definire la mappatura di aree inesplorate, i caratteri e le dinamiche della colonna d’acqua e del fondale in relazione ai processi sedimentari, alla circolazione e ai ghiacci, così da poter consentire di trarre dalla ricerca, attraverso lo studio, l’analisi e il monitoraggio dall’atmosfera al fondale marino, dei risultati concreti.

Le particolari condizioni meteomarine polari e la costante presenza di luce durante le 24 ore saranno una stimolante sfida per i 46 membri dell’equipaggio della Marina Militare che, dopo aver seguito un addestramento mirato, costituiranno un valido e imprescindibile supporto per i 23 ricercatori a bordo di Nave Alliance, conclude il comunciato stampa.

APPROFONDIMENTI (fonte Marina Militare):

La Marina Militare attraverso l’Istituto Idrografico partecipa da due anni al Tavolo Artico, fornendo il supporto specialistico al gruppo di lavoro EPPR (Emergency, Prevention, Preparedness and Response) dell’Arctic Council. Elemento di particolare rilevanza di questa attività è il ruolo assunto dalla Marina Militare per il tramite dell’Istituto Idrografico, come “marine focal point” della comunità scientifica nazionale in Artico.

Tale ruolo di rilievo è stato raggiunto grazie alla costituzione del Reparto di Geofisica Marina e Oceanografia presso l’Istituto Idrografico e l’elevata dinamicità dimostrata dallo stesso sin dalla sua costituzione.

L’area polare artica (insieme alla gemella antartica) per le sue caratteristiche di “motore” del clima del pianeta è nodo cruciale per comprendere l’evoluzione del clima e il suo impatto sul pianeta e sull’economia globale.

In questo quadro dove si fondono aspetti ambientali, socioeconomici e geostrategici si colloca il motivo della presenza dell’Italia nell’area Artica.

Nave Alliance è un’unità polivalente di ricerca che svolge principalmente attività condotte dal Centro di Ricerca e Sperimentazione Marittima (Centre for Maritime Research and Experimentation – CMRE), per conto dell’Organizzazione Scientifica e Tecnologica (Science and Technology Organization – STO) della NATO. Dal marzo 2016 è iscritta al registro del naviglio militare ed equipaggiata con personale della Marina Militare grazie a un’intesa del dicembre 2015 tra la Marina Militare e il CMRE.

Il CMRE, continuando le attività di ricerca in corso di sviluppo nell’area artica, collaborerà con un team scientifico impegnato in diverse attività. Saranno impiegati 5 veicoli autonomi (underwater gliders) per rilevare fenomeni connessi alla corrente atlantica e per osservare gli effetti del ghiaccio marino sull’ambiente acustico e sul campo ondoso, un veicolo subacqueo a traino per osservare strutture oceanografiche di piccole dimensioni, sonda CTD e altra strumentazione oceanografica a bordo, ancoraggi (mooring) oceanografici per complementare le osservazioni raccolte da nave e gliders.

Leonardo e Agenzia Spaziale Italiana, attraverso e-GEOS (joint venture Telespazio/ASI), nel corso di High North 18 metteranno a disposizione dell’Istituto Idrografico della Marina, che fornirà invece i dati ancillari idro-oceanografici e della dinamica dei ghiacci di calibrazione e validazione,  le informazioni provenienti dalla costellazione satellitare COSMO-SkyMed per la sperimentazione e sviluppo di servizi in  supporto alla sicurezza della navigazione in Artico e per il monitoraggio dell’inquinamento da idrocarburi nell’area interessata dalla rotta della nave, sia di giorno che di notte. Nell’ambito di questa attività, denominata ArNaCoSky (Arctic Navigation con COSMO-SkyMed), e-GEOS fornirà, sia alla nave che ai centri di controllo missione, rapporti sullo stato dei ghiacci, sul traffico marittimo e sullo stato ambientale.

IDS – Ingegneria dei Sistemi collaborerà, nell’ambito della campagna Artica di Geofisica marina High North 18, con l’Istituto Idrografico della Marina nelle attività di rilievo ottico e IR dei ghiacci e della banchisa con l’impiego di un drone aereo denominato Sistema Aereo a Pilotaggio Remoto IDS IA-3 Colibri.

L’ENEA studierà l’evoluzione dell’inquinamento globale conducendo nuove ricerche sulle dinamiche dei sedimenti marini degli ultimi 100 anni. L’attenzione sarà focalizzata in particolare su sequestro di carbonio e contaminazione da metalli e microplastiche, con l’obiettivo di preservare l’ecosistema del Mare Artico, termometro del cambiamento climatico della Terra. A supportare l’attività scientifica dell’ENEA a bordo della nave Alliance in High North 18, ci sarà anche il sistema laser LIDAR, che è in grado di misurare in continuo e in tempo reale la clorofilla e la sostanza organica disciolta in acqua per rilevare lo stato di salute dell’Artico.

A bordo di Nave Alliance verranno svolte attività di ricerca oceanografica. Ricercatori dell’OGS e del CNR si occuperanno di eseguire la manutenzione di ancoraggi profondi (mooring oceanografici) e di acquisire nuovi dati idrologici nella zona ovest e sud ovest delle Isole Svalbard dove, da alcuni anni, si stanno studiando le correnti e le masse d’acqua che rappresentano il motore della circolazione polare e contribuiscono alla circolazione globale. Grazie all’uso degli ancoraggi profondi opportunamente strumentati vengono rilevati, dal 2014, a circa 1000 m di profondità, una serie di parametri (temperatura, salinità, ossigeno disciolto, velocità delle correnti e presenza di particellato) che stanno fornendo preziose informazioni sulla dinamica e sulla variabilità annuale e stagionale delle correnti e delle masse d’acqua da esse trasportate.

ERI – European Research Institute, dopo gli analoghi lavori svolti nel Passaggio a Nord Ovest nel 2016, durante High North 18 svolgerà campionamenti su plastiche e microplastiche in un’area ad oggi del tutto inesplorata da questo punto di vista. I campioni verranno poi analizzati dal Politecnico di Torino e i risultati contribuiranno alla conoscenza sempre più dettagliata della diffusione di rifiuti di plastica ‘flottanti’ in Oceano.

L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, INGV, sarà coinvolto con il team della sede di Portovenere, specializzato in geofisica e tecnologie marine, coadiuvato a bordo di Nave Alliance da personale dell’Istituto Idrografico della Marina nella acquisizione di dati geofisici marini per lo studio delle anomalie gravimetriche di fondo mare; un dato prezioso che contribuirà a meglio caratterizzare i possibili modelli geodinamici e concorrere a definire l’evoluzione geologica di quest’area del nostro pianeta che sta assumendo sempre maggiore interesse.

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Fonte e foto: Marina Militare

Marina, campagna scientifica High North in Artico: raccolta una gran mole di dati idrografici e oceanografici

“A bordo dell’unità navale da ricerca scientifica Alliance, in porto a Tromsø, in Norvegia, si è svolta la conferenza stampa per presentare i risultati preliminari ottenuti al termine della campagna di geofisica marina ‘High North 17’, da poco conclusa nel Mar Glaciale Artico, a Sud/SudOvest delle isole Svalbard, ha annunciato la Marina Militare con un comunicato di ieri, 31 luglio.

Durante l’evento, che ha visto la partecipazione dell’Ambasciatore reggente d’Italia in Norvegia, Antimo Campanile, e di alcune autorità politiche norvegesi, il Direttore dell’Istituto Idrografico della Marina Militare, capitano di vascello Luigi Sinapi, ha sottolineato come la campagna “High North” ha visto coinvolti i principali istituti di ricerca italiani, quali il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche), l’OGS (Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale), l’ENEA (Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), i ricercatori internazionali del Centre for Maritime Research and Experimentation (NATO CMRE) di La Spezia, che per la prima volta hanno lavorato, nuovamente al Polo Nord dopo 89 anni dall’impresa di Umberto Nobile, su una nave della Marina Militare sotto il coordinamento scientifico dell’Istituto Idrografico della Marina.

La professoressa Roberta Ivaldi, docente all’Istituto Idrografico di Genova e coordinatrice scientifica della spedizione, ha illustrato i primi risultati conseguiti.

Nel dettaglio (fonte Marina):

  • Il rilievo acustico ad alta risoluzione della batimorfologia e della natura e sedimentologia del fondale dell’INBIS Channel, ha evidenziato la presenza di strutture glaciali e canyon originate dalle acque di scioglimento (melt water) dell’ultimo massimo glaciale;
  • L’evidenza della presenza di masse d’acqua con diverse caratteristiche fisiche e geo-bio-chimiche, tra cui l’acqua molto densa e lenta che identifica particolari habitat e idrodinamiche associate di elevata rilevanza ambientale.

La grande mole di dati idrografici e oceanografici raccolti da tutti gli enti e centri di ricerca nazionali partecipanti alla spedizione sarà elaborata e presentata ufficialmente nel corso dei prossimi mesi.

L’attività condotta da nave Alliance rappresenta dunque un importante valore aggiunto nella raccolta di utili elementi di valutazione in molteplici settori, non ultimo quello climatico.

La Marina Militare, con l’ausilio di piattaforme e strumenti per la ricerca in ambito marino dell’Istituto Idrografico della Marina, contribuisce quindi a migliorare la conoscenza sulle evoluzioni di quell’ambiente marino per meglio garantire la sicurezza e il libero utilizzo delle risorse.

La Marina Militare attraverso l’IIM partecipa da due anni al Tavolo Artico, fornendo il supporto specialistico al gruppo di lavoro EPPR (Emergency, Prevention, Preparedness and Response) dell’Artic Council.

Elemento di particolare rilevanza di questa attività è il ruolo assunto dalla Marina Militare per il tramite dell’Istituto Idrografico, come “marine focal point” della comunità scientifica nazionale in Artico.

Tale ruolo di rilievo è stato raggiunto grazie alla costituzione del Reparto di Geofisica Marina ed Oceanografia presso l’Istituto Idrografico e l’elevata dinamicità dimostrata dallo stesso sin dalla sua costituzione.

“L’area polare artica (insieme alla gemella antartica) per le sue caratteristiche di “motore” del clima del pianeta è nodo cruciale per comprendere l’evoluzione del clima e il suo impatto sul pianeta e sull’economia globale, spiega il comunicato stampa, sottolineando che proprio “in questo quadro dove si fondono aspetti ambientali, socio economici e geostrategici si colloca il motivo della presenza dell’Italia nell’area Artica”.

Nave Alliance è un’unità polivalente di ricerca che svolge principalmente attività condotte dal Centro di Ricerca e Sperimentazione Marittima (Centre for Maritime Research and Experimentation – CMRE), per conto dell’Organizzazione Scientifica e Tecnologica (Science and Technology Organization – STO) della NATO.

Dal marzo 2016 è iscritta al registro del naviglio militare ed equipaggiata con personale della Marina Militare grazie a un’intesa del dicembre 2015 tra la Marina Militare e il CMRE.

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