Nbc

COMLOG: il bilancio delle bonifiche belliche condotte dal CETLI NBC

Il team EOD (Explosive Ordnance Disposal) del Centro Tecnico Logistico Interforze NBC (CETLI NBC) di Civitavecchia ha effettuato, nel corso del 2018, 29 interventi di bonifica sul territorio nazionale su munizionamento risalente alla Prima Guerra Mondiale a presunto caricamento chimico, ha fatto sapere con una nota stampa del 18 gennaio il Comando Logistico (COMLOG) dell’Esercito.

La maggior parte delle attività sono state eseguite nell’Italia nord-orientale, area che rappresentò, durante la Grande Guerra, il fronte principale su cui fu impegnato l’Esercito.

Le bonifiche, condotte in concorso ai Reggimenti del Genio competenti per territorio, hanno consentito di rimuovere e mettere in sicurezza 41 residuati bellici di varia tipologia come ordigni di calibro compreso tra i 75 e i 149 mm di fabbricazione sia italiana sia austro-ungarica.

Le attività sono condotte in condizioni di massima sicurezza da parte del personale militare che impiega speciali tute e dispositivi di protezione e adotta particolari procedure che consentono un accesso controllato all’interno dell’ordigno.

Il CETLI NBC, dipendente dal COMLOG dell’Esercito, è l’unico Ente dell’Esercito che ha la competenza per la bonifica sul territorio nazionale di ordigni a presunto caricamento chimico.

Fonte e foto: COMLOG Esercito

 

Scuola Sottufficiali Esercito: il XX Certezza conclude il corso di “qualificazione operativa di base CBRN”

Si è concluso il corso di “qualificazione operativa di base CBRN”, organizzato dalla Scuola Interforze per la Difesa NBC (Nucleare, Biologica e Chimica) di Rieti a favore degli Allievi Marescialli del XX corso Certezza, ha fatto sapere la Scuola Sottufficiali dell’Esercito con un comunicato stampa del 22 giugno.

Il percorso formativo, finalizzato a fornire ai futuri Comandanti di plotone le conoscenze necessarie in materia di difesa CBRN (Chimica, Biologica, Radiologica, Nucleare) utili alla conduzione delle attività di allarme, ricognizione e decontaminazione, è stato articolato in tre fasi.

La prima e la seconda fase, “propedeutica non qualificativa” e “teorica”, sono state svolte nella sede di Viterbo e condotte da personale qualificato della Scuola Sottufficiali dell’Esercito e da istruttori qualificati della Scuola Interforze di Rieti.

La terza e ultima fase, quella “pratica”, svolta presso l’area addestrativa denominata “NUBICH” situata presso l’ex aeroporto Ciuffelli di Rieti e dotata di molteplici scenari attrezzati per l’effettuazione realistica di attività pratiche di tipo chimico, biologico e radiologico, ha visto gli Allievi cimentarsi nell’applicazione delle nozioni apprese durante le fasi precedenti.

La Scuola Interforze per la Difesa NBC (“Polo Interforze per la Difesa NBC”) si occupa prioritariamente di specializzare nel settore CBRN il personale delle Forze Armate e dei Corpi Armati dello Stato nonché dei Dicasteri e delle Organizzazioni civili coinvolti nella materia, spiega la Scuola Sottufficiali nel comunicato.

Elabora, inoltre, direttive e procedure di impiego fornendo pareri e consulenze nello specifico campo di interesse. Promuove e ospita convegni, seminari e conferenze tematiche finalizzate ad accrescere e mantenere viva e aggiornata la sensibilità del Paese sulle problematiche connesse al rischio CBRN.

Mantiene inoltre rapporti con università ed enti scientifici per lo sviluppo di attività di insegnamento e di aggiornamento sulle tematiche CBRN e partecipa con propri rappresentanti ai gruppi di lavoro NATO che si occupano di questioni CBRN.

La Scuola Sottufficiali dell’Esercito ha il compito di formare i Marescialli Comandanti di plotone e Marescialli con specializzazione “Sanità”. L’iter formativo si sviluppa coniugando una didattica di livello universitario con un’intensa attività ginnico-sportiva unitamente a un impegnativo programma di attività militari, teoriche e pratiche, svolte in sede, in aree e strutture addestrative sul territorio nazionale.

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Fonte e foto: Scuola Sottufficiali Esercito

Esercito: avvicendamento alla direzione del Polo nazionale rifornimenti di Piacenza, il gen Loria ha avvicendato il gen Barbera

“Si è svolta questa mattina, 10 novembre, nella Caserma Giuliani di Piacenza, sede del Polo Nazionale Rifornimenti Motorizzazione, Genio, Artiglieria e NBC, la cerimonia di avvicendamento del Direttore tra il Brigadier Generale Pietro Barbera, cedente, e il Brigadier Generale Dionigi Maria Loria, subentrante”, ha fatto sapere con una nota stampa dello stesso giorno il Comando Logistico dell’Esercito (COMLOG).

Alla presenza delle massime autorità civili, militari e religiose cittadine e di rappresentanti delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, sono intervenuti il Comandante Logistico dell’Esercito, gen Leonardo di Marco, e il Comandante dei Trasporti e Materiali, gen Arnaldo Della Sala.

Il gen Pietro Barbera cede la direzione del Polo dopo quasi due anni di permanenza per prendere il comando di un altro ente dell’area logistica della Forza Armata, si apprende, mentre il gen Loria ha lasciato da poco l’incarico di Director of Logistics presso lo European Union Military Staff (EUMS) in Bruxelles.

Il Polo Nazionale Rifornimenti è stato costituito il 1° novembre 2014 per riconfigurazione del Magazzino Centrale Ricambi Auto (MACRA), ente logistico da oltre cinquant’anni dislocato nel territorio piacentino e da cui ha ereditato tradizioni e competenze.

Nell’anno 2015 ha assunto alle proprie dipendenze il Parco Materiali Motorizzazione, Genio, Artiglieria e NBC di Peschiera del Garda, in provincia di Verona, e il Parco Mezzi Cingolati e Corazzati di Lenta, Vercelli, diventando di fatto, nell’ambito dell’organizzazione logistica dell’Esercito, l’unico Polo di Rifornimento per i materiali di competenza dei reparti dislocati sul territorio nazionale e nei teatri operativi all’estero.

In particolare, spiega il COMLOG, il Polo provvede alla gestione e alla distribuzione di veicoli commerciali, tattici e tattico-logistici, dei Sistemi d’Arma, delle Artiglierie, nonché della loro ricambistica e alle attrezzature necessarie per la manutenzione; effettua anche il rifornimento dei materiali di rafforzamento, per la sorveglianza del campo di battaglia e per la difesa NBC.

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Fonte e foto: COMLOG

Esercito, i 37 anni del Corpo degli Ingegneri: modernizzazione e alta tecnologia

Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, gen Danilo Errico, ha presenziato ieri, 25 ottobre, a Roma, nell’Aeroporto Militare Francesco Baracca, alla celebrazione del 37° anniversario della costituzione del Corpo degli Ingegneri dell’Esercito.

Alla cerimonia, svoltasi presso la sede del Segretariato Generale della Difesa e Direzione Nazionale degli Armamenti in Roma – ha fatto sapere il Comando Logistico dell’Esercito (COMLOG) con nota stampa di ieri, 24 ottobre –  sono intervenuti il Direttore degli Armamenti Terrestri e Decano del Corpo degli Ingegneri, Tenente Generale Francesco Castrataro, il Comandante Logistico dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Leonardo di Marco, il Comandante Tecnico dell’Esercito, Maggior Generale Paolo Giovannini, oltre a numerose alte Autorità militari, civili e qualificati rappresentanti dell’Industria nazionale della Difesa. Presente anche l’Ordinario Militare per l’Italia, Monsignor Santo Marcianò.

“L’evento – si apprende –ha avuto inizio con la breve prolusione del Decano del Corpo degli Ingegneri, cui ha fatto seguito la conferenza dal titolo ‘Ingegneri militari e alta tecnologia: apprendere per applicare, applicare per soddisfare esigenze operative’ che ha visto, quali autorevoli relatori, il Prof. Francesco Bontempi dell’Università Sapienza di Roma, il Prof. Mauro Velardocchia del Politecnico di Torino, il Magg. Gen. Vito Leuzzi e il Ten. Col. Pier Paolo Dotoli della Direzione degli Armamenti Terrestri, il Ten. Col. Arturo De Santis di GENIODIFE, il Cap. Francesco Nunziante di SMD Ufficio Spazio e l’Ing. Giovanni Violante di Leonardo S.p.a..”.

La prima parte del convegno è stata dedicata agli interventi tematici nel settore delle tecnologie avanzate. La seconda parte, invece, dedicata agli interventi istituzionali, ha visto l’intervento del Vice Direttore Tecnico degli Armamenti Terrestri, Magg. Gen. Vito Leuzzi, che ha presentato le potenzialità degli Uffici Tecnici Territoriali dipendenti dalla Direzione Armamenti Terrestri.

Tale sessione, spiega il comunicato, è stata conclusa dall’intervento del Ten. Gen. Francesco Castrataro, che ha presentato il suo punto di vista sulle molteplici attività che gli Ufficiali ingegneri svolgono, con particolare riferimento al delicato iter omologativo di piattaforme e sistemi d’arma, prerequisito fondamentale all’introduzione in servizio di sistemi rispondenti ai requisiti militari e impiegabili in sicurezza.

Il gen Errico, nel rivolgersi a tutto il personale presente, ha affermato: “desidero fortemente darvi atto che, se l’Esercito Italiano negli ultimi anni è stato capace di portare avanti complessi programmi di modernizzazione che gli hanno consentito di operare alla pari, con le forze terrestri di nazioni alleate e amiche, è anche grazie all’abnegazione dei nostri ingegneri. Gli attuali impieghi dimostrano come oggi il Corpo degli Ingegneri, rappresenti una componente dell’Esercito altamente integrata con tutte le altre compagini, capace di lavorare sinergicamente con le componenti d’Arma e di interpretarne le esigenze.”

Al termine della cerimonia, il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, insieme al Comandante Logistico dell’Esercito e al Direttore degli Armamenti Terrestri, ha consegnato i diplomi di Master Universitario agli Ufficiali del Corpo che hanno terminato gli studi nell’anno accademico 2015-2016.

Il Corpo degli Ingegneri, ricorda la nota stampa del COMLOG, è stato costituito il 9 ottobre 1980 attraverso l’unificazione dei preesistenti Servizi Tecnici delle diverse Armi.

I compiti istituzionali del Corpo degli Ingegneri vengono espletati perlopiù presso i Poli di Mantenimento, gli Stabilimenti, il Centro Polifunzionale di Sperimentazione (CEPOLISPE), il Centro Logistico Interforze NBC (CETLI NBC), gli Uffici Tecnici Territoriali, le Direzioni Tecniche (TERRARM, GENIODIFE, ARMAEREO, TELEDIFE e NAVARM) e gli organi centrali.

Fonte e foto: COMLOG

Emergenza sisma: la Difesa aumenta il numero dei militari impiegati nei soccorsi. I numeri di Aeronautica, Carabinieri, Esercito

20160727_#sismacentroitalia_militari_soccorsi_Difesa (5)“Sono saliti a 1.250 gli uomini e le donne  schierati dalle Forze Armate  a seguito del terremoto avvenuto lo scorso 24 agosto che ha interessato un’area compresa tra le regioni Lazio, Umbria e Marche”, si apprende dal sito istituzionale della Difesa in data 26 agosto.

Il Ministero della Difesa, rispondendo alle richieste della Protezione Civile, ha infatti aumentato il numero degli uomini impiegati e ha aggiunto numerosi mezzi e assetti specialistici dell’Esercito, dell’Aeronautica e dell’Arma dei Carabinieri.

Fin dal primo momento i militari hanno aiutato la popolazione, dapprima con i Carabinieri nelle stazioni locali, successivamente con i soldati dei reparti dell’Esercito prossimi alle zone colpite dal sisma, di stanza a Rieti e ad Ascoli, primi tra tutti la Scuola Interforze per la difesa NBC di Rieti e il 235° reggimento addestramento volontari (RAV) Piceno di Ascoli.

20160727_#sismacentroitalia_militari_soccorsi_Difesa (8)Già dalla mattina dell’evento, il 24 agosto scorso, si sono mossi da Roma degli assetti speciali del 6° reggimento Genio pionieri con mezzi movimento terra, torri di illuminazione e camion pesanti indispensabili nelle prime fasi dell’emergenza.

Anche l’Aeronautica Militare è stata impiegata con vettori ad ala fissa e rotante, per effettuare trasporti e ricognizioni dell’area, e schierando una torre di controllo mobile presso l’aeroporto di Rieti per coordinare l’intenso traffico aereo sull’area.

Sin dalle prime ore dal disastro erano stati allertati reparti e capacità utili nei settori della logistica per gli sfollati fino all’evacuazione medica.

20160727_#sismacentroitalia_militari_soccorsi_Difesa (7)Tra queste capacità è stata da subito resa disponile la Banca del Sangue del Policlinico del Celio, le cucine da campo, oltre ad altri assetti specialistici del Genio.

Le Forze Armate hanno reso disponibili immediatamente oltre duecento posti letto nelle caserme di Ascoli Piceno e Rieti per gli sfollati impossibilitati a tornare nelle loro case.

“Un impegno in crescendo che vede le migliori capacità delle Forze Armate al servizio del cittadino”, sottolinea la stessa Difesa dal suo sito.

Il 25 agosto il numero dei militari intervenuti veniva già aumentato: ai 300 uomini della Difesa operanti sul terreno sono stati aggiunti 200 uomini tratti tra gli Alpini del 9° reggimento di stanza all’Aquila, i Lancieri di Montebello assieme ai Granatieri di Sardegna, portando la presenza dell’Esercito a quasi 500 unità.

20160727_#sismacentroitalia_militari_soccorsi_Difesa (6)Nello stesso giorno erano arrivati in area oltre 300 Carabinieri, in aggiunta ai colleghi che prestano servizio nelle stazioni dislocate sul territorio colpito dal sisma.

Il 26 agosto scorso, secondo quanto riportato nell’aggiornamento sul sito istituzionale della Difesa, sono salite a oltre 700 le unità impiegate dell’Esercito (contro le iniziali 500, link articolo in calce), 520 quelle dell’Arma dei Carabinieri e a 30 le unità specialistiche dell’Aeronautica Militare.

Sono intanto centinaia i mezzi impiegati (elicotteri, automezzi, autogru, ambulanze, macchine movimento terre, autobotti, torri di illuminazione, cucine campali ecc.).

20160727_#sismacentroitalia_militari_soccorsi_Difesa (4)Si apprende inoltre che sono stati allertati alcuni reparti con capacità logistiche e sanitarie prontamente impiegabili.

“Lavorando di concerto con le Prefetture e la Protezione Civile, la Difesa con i suoi uomini fa squadra a supporto della popolazione colpita – si legge sul sito istituzionale – Un forte impegno che vede le migliori capacità delle Forze Armate al servizio dei cittadini come previsto dal Libro Bianco del Governo.”

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Fonte e foto: Ministero della Difesa

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EXPO 2015: in 6 mesi l’Esercito ha controllato oltre 45mila mezzi carichi di merci. Foto

20151030_EXPO_Milano_Esercito Italiano (15)Expo 2015 è stata dichiarato ufficialmente chiuso dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ieri sera, 31 ottobre, poco dopo le 19, dal palco del teatro all’aperto San Carlo, uno dei punti cardine del sito espositivo agli estremi del Cardo e del Decumano.

Il giorno precedente, 30 ottobre, il ministro della Difesa Roberta Pinotti aveva salutato, nel piazzale della Caserma Santa Barbara, a Milano, i circa 2.300 militari dell’Esercito Italiano che hanno prestato servizio a Milano per le operazioni Strade Sicure ed Expo per la sicurezza dell’esposizione universale, dando le cifre dei risultati raggiunti nei sei mesi di intenso impegno.

20151030_EXPO_Milano_Esercito Italiano (14)Tra i numeri anche il totale dei mezzi destinati ai rifornimenti logistici dei vari padiglioni di Expo e controllati ogni notte dal personale dell’Esercito: oltre 45mila in tutto.

Ai controlli dell’ultima sera, quella tra il 30 e il 31 ottobre, era presente anche Paola Casoli il Blog, ospite del reggimento Artiglieria a cavallo Voloire.

Proprio negli spazi di Cargo 1, l’area della Fiera di Milano riservata a conferenze e manifestazioni espositive, negli ultimi sei mesi più di 300 militari per notte hanno garantito il controllo delle merci in entrata all’Expo, oltre alla sicurezza nei 7 varchi commerciali, nei 4 pedonali e nei controlli perimetrali.

20151030_EXPO_Milano_Esercito Italiano (2)Il sistema di controlli messo in atto sulle merci a Milano Fiera, in particolare, costituisce un modello senza precedenti in Italia e ha le sue radici nei teatri operativi esteri, dove la presenza dei militari italiani è ormai come minimo decennale: Afghanistan, Iraq, Libano, Kosovo.

Tutte le sere, dalle 20 alle 8 del mattino seguente, nella zona di Milano Fiera i militari sono entrati in azione dando avvio alle verifiche e ai controlli sulle persone, ai mezzi e materiali in ingresso a Expo impiegando unità cinofile, team IEDD (Improvised Explosive Device Disposal) per la bonifica di eventuali ordigni esplosivi e assetti per i controlli NBCR (nucleare, biologico, chimico e radiologico), finendo con una scansione ad alta energia di tutti i circa 350 mezzi che ogni notte per sei mesi si sono presentati agli ingressi carichi di merci e di cibo destinati ai padiglioni, così come deciso dal prefetto Francesco Paolo Tronca.

20151030_EXPO_Milano_Esercito Italiano (2)A capo di tutto il dispositivo della sicurezza il generale Claudio Rondano, comandante del Raggruppamento Lombardia, con una forza di 2.300 militari tra alpini, bersaglieri, lagunari, paracadutisti, cavalieri, artiglieri, genieri e trasmettitori, e 450 mezzi suddivisi in tre task force.

I mezzi carichi di merce in entrata al sito sono stati accolti ogni notte dal controllo dei documenti e dai binomi delle unità cinofile – 3 binomi per notte con turni di 12 ore – che hanno garantito la sicurezza dagli ordigni esplosivi, per poi passare al controllo NBCR, al vehicle search e agli scanner a radiazioni ionizzanti.

20151030_EXPO_Milano_Esercito Italiano (13)“Ogni mezzo ha ricevuto questo trattamento – ha spiegato il col Luca Franchini, comandante del reggimento Artiglieria a cavallo – inclusi i veicoli dell’Amsa [Azienda Milanese Servizi Ambientali, ndr]”.

“Un sistema logistico che si è continuamente affinato fino a diventare perfetto in brevissimo tempo e che non ha mai subito intoppi”, fa sapere il col Franchini spiegando come al controllo attivo facesse seguito il controllo passivo, ovvero un sistema di telecamere che seguiva i mezzi già controllati nei metri che li separavano dal varco di ingresso.

20151030_EXPO_Milano_Esercito Italiano (12)Impressionanti il ritmo di lavoro e la sintonia con cui si sono svolte le procedure: a ogni sigillo messo, equivalente a un controllo effettuato, ne seguiva subito un altro.

L’ultimo, il sigillo bianco, costituiva il traguardo subito dopo un enorme scanner, che ha richiesto otto mesi per essere realizzato, come ha spiegato il suo “mentor” Fabio Nicastro della Austech di Roma, e che permette di radiografare l’interno di ogni camion con una precisione assoluta, parti del motore incluse.

L’utilizzo del macchinario ha richiesto una formazione specifica per il personale Tramat che lo ha gestito e utilizzato nei sei mesi di esposizione e che ora vanta un plus formativo senza precedenti, essendo questo trailer ad alta energia anche la prima macchina di questo tipo prodotta in Europa.

20151030_EXPO_Milano_Esercito Italiano (10)Tra i controlli effettuati non si sono mai registrati particolari interventi di emergenza, fatta eccezione per uno zainetto dimenticato all’interno di Expo e isolato dagli artificieri, che hanno provveduto a controllarlo con i robot e poi a renderlo inoffensivo con un getto di acqua ad alta pressione, equivalente a un colpo d’arma da fuoco, finalizzato a disarticolare eventuali ordigni esplosivi all’interno.

Per il personale NBCR, tuttavia, la tuta con respiratore e completa di casco, del peso di una quarantina di chili, e tutta l’attrezzatura per il disinnesco e la bonifica IEDD era sempre pronta per ogni evenienza.

20151030_EXPO_Milano_Esercito Italiano (11)In tutto sono stati controllati 45.234 mezzi (tutti i rifornimenti logistici dei vari padiglioni di Expo); sono stati effettuati 25 arresti; 100 denunce; 34 fermi; 364 persone controllate; 17 armi sequestrate; 204 articoli contraffatti sequestrati; 142 interventi effettuati a favore della popolazione; oltre 2 milioni di chilometri percorsi tra le strade della metropoli.

Dall’inizio del mese di maggio, oltre alla sicurezza del sito di Expo, l’Esercito ha contribuito, in collaborazione con le Forze dell’Ordine, ai controlli degli aeroporti di Malpensa, Linate e Orio al Serio e delle stazioni ferroviarie (Centrale, Garibaldi, Rogoredo, Cadorna e Rho-Fiera). L’Esercito, oltre all’attività di pattugliamento nei quartieri e alla sorveglianza di obiettivi sensibili in città (consolati, scuole, ecc.), ha espressamente ricevuto dalla Prefettura di Milano il compito principale dei controlli sulla sicurezza degli automezzi che, durante la notte, hanno rifornito il sito di Expo.

20151030_EXPO_Milano_Esercito Italiano (9)Le donne e gli uomini dell’Esercito, in questi sei mesi hanno assicurato una presenza “forte” ma allo stesso tempo sempre discreta e cordiale, conseguendo un altro risultato concreto: la percezione di maggiore sicurezza da parte dei cittadini e degli oltre 21 milioni di visitatori, ha sottolineato il reggimento Artiglieria a cavallo.

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Fonti proprie e reggimento Artiglieria a cavallo

Foto proprie

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Successo di pubblico per l’Esercito Italiano alla Fiera campionaria di Padova. Esposti Lince e Puma

Successo di pubblico allo stand dell’Esercito Italiano, organizzato dal Comando Forze di Difesa Interregionale Nord, presente alla Fiera Campionaria Internazionale di Padova iniziata sabato scorso, 10 maggio, e in conclusione oggi, domenica 18.

Lo stand dell’Esercito ha attratto visitatori di ogni età per tutta la durata dell’evento fieristico. Nello spazio espositivo dell’Esercito sono stati esposti alcuni mezzi in uso, come i veicoli tattici leggeri ruotati Lince e Puma, usati dai nostri soldati nelle diverse missioni internazionali per la stabilizzazione della pace nel mondo.

Lo stand Esercito ha costituito anche il luogo più appropriato dove ricevere informazioni in merito alle offerte formative e professionali, nonché alle modalità di partecipazione e relativi requisiti d’ingresso per l’accesso alle carriere ufficiali, sottufficiali e volontari.

Il Lince, Veicolo Tattico Leggero Multiruolo (VTLM) a trazione integrale 4×4, può essere impiegato in ogni ambiente operativo. È dotato di un elevato livello di sopravvivenza del personale trasportato, grazie al particolare studio della cellula di trasporto e i kit aggiuntivi di corazzatura. Il Lince ha una capacità di trasporto utile di circa 2,3 tonnellate ed è previsto, al momento, l’approvvigionamento di 1.150 veicoli. Ha una velocità massima di 130 chilometri orari, con una autonomia di 500 chilometri. Può trasportare un equipaggio costituito da quattro persone oltre al pilota. Funziona in condizioni estreme: da 32 gradi sotto zero ai 49 sopra zero.

Il Puma é un Veicolo Blindato Leggero (VBL) idoneo al combattimento in operazioni a bassa intensità, all’assolvimento di compiti di esplorazione tattica e all’impiego in operazioni fuori area. Il Veicolo 6×6 è destinato al completamento della dotazione organica dei reggimenti aeromobili e di fanteria alpina e paracadutisti. La sua velocità massima è di 110 chilometri orari, con una autonomia di 600 chilometri. L’equipaggio è pari a 6 persone completamente equipaggiate oltre al pilota. Armamento: MG 7,62/5,56 o Browning 12,7 mm e lancia nebbiogeni. Ha una protezione balistica ed NBC.

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Fonte e foto (d’archivio): Comando Forze di Difesa Interregionale Nord

Afghanistan, RC-W ISAF: il Battaglione Logistico di Manovra prossimo all’avvicendamento

È ormai questione di giorni, fa sapere una nota stampa del Regional Command-West (RC-W) di ISAF, la sostituzione del Battaglione Logistico di Manovra (BLM), il ‘braccio operativo’ del comando ITALFOR, ovvero l’unità nazionale che cura tutti gli aspetti di natura logistica del contingente italiano che opera nell’ambito dell’RC-W ISAF a Herat.

Tale sostituzione avviene nell’ambito dell’avvicendamento, in corso da circa una settimana, tra la brigata alpina Julia e la brigata meccanizzata Aosta alla guida del contingente italiano in Afghanistan.

Dopo sei mesi di intenso lavoro, il personale proveniente dal 1° reggimento di manovra di Rivoli, in provincia di Torino, agli ordini del tenente colonnello Marco Fiore, cederà le consegne a quello del 10° reggimento di manovra di Persano, in provincia di Salerno.

Costituito da assetti dell’Esercito provenienti dai reggimenti di manovra/trasporti del Comando Logistico di Proiezione, del 7° reggimento NBC (acronimo di Nuclear, Biological, Chemical) di Civitavecchia, del Reparto Mezzi Mobili Campali di Maddaloni, nonché da personale dell’Aeronautica Militare e della Marina Militare, il BLM si articola su tre distinti plotoni.

In dettaglio, al plotone trasporti e materiali (TRAMAT) è devoluta la gestione del deposito munizioni e la responsabilità sull’efficienza di tutti gli automezzi in dotazione ai militari italiani di stanza nella regione occidentale del Paese, messi costantemente a dura prova dalle altissime temperature estive tipiche dell’area; il plotone NBC provvede all’attività di controllo chimico-radiologico dei materiali in ingresso e uscita dal teatro operativo; il plotone vettovagliamento, infine, assicura il confezionamento giornaliero dei pasti per la maggioranza del personale del contingente multinazionale di Camp Arena.

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L’RC-W ISAF in Paola Casoli il Blog

Fonte: RC-W ISAF

Foto: RC-W ISAF

Il 191° corso Fede conclude ciclo di attività tattiche alla Scuola Applicazione Esercito

Si sono concluse il 18 maggio scorso le attività tattiche comuni per i 133 ufficiali frequentatori del 191° corso Fede del Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito.

Il ciclo di attività, svolto in base a quanto previsto dalla relativa pianificazione didattico addestrativa nell’ambito del Modulo Tecnico Professionale, aveva preso avvio il 7 maggio.

Le attività tattiche comuni concorrono allo scopo di sviluppare in ogni frequentatore la capacità di utilizzare gli strumenti comunicativi, dottrinali, procedurali, metodologici e tecnici per operare quale Comandante di plotone nell’Arma o Corpo di appartenenza, in uno scenario operativo di guerra tradizionale (WAR).

Nel dettaglio sono state sviluppate le seguenti attività: poligono di tiro per armi da fuoco individuali portatili; esercitazione di lancio della bomba a mano SRCM; esercitazioni di tiro con simulatore; attività di arrampicata in palestra di roccia; esercitazioni di imbarco e sbarco con elicottero AB 205; familiarizzazione con veicoli terrestri, sistemi d’arma, equipaggiamenti radio ed NBC; esercitazioni di Reazioni Automatiche Immediate; attività addestrativa di combattimento nei centri abitati; procedure di base per la difesa dalla minaccia IED; movimento in ambiente montano.

Lo scorso 17 maggio il personale frequentatore ha ricevuto la visita del Comandante della Scuola di Applicazione, il generale Giuseppe Antonio Spinelli.

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Kabul, il Battle Group 3 di Italfor-14

pubblicato da Pagine di Difesa il 30 gennaio 2007

Sono ancora nell’aria di Kabul le parole del segretario alla Difesa statunitense Robert Gates sul prolungamento della missione per una brigata americana quando il presidente Hamid Karzai incontra la democratica Nancy Pelosi in visita in Afghanistan lo scorso 29 gennaio. “Vogliamo training ed equipaggiamento per le nostre Forze Armate”, chiede Karzai. E Nancy si mette a discutere con Hamid la richiesta proposta dall’amministrazione Bush nei confronti del Congresso di dieci milioni e mezzo di dollari: otto e mezzo per militari e polizia, due per la ricostruzione.

Mentre il presidente afgano insiste sulle sue priorità e la candidata democratica alla casa Bianca tiene duro sulla necessità di collaborazione tra il Pakistan e il paese dei papaveri nella lotta al terrorismo, il contingente italiano continua le sue attività nell’ambito della missione International Security Assistance Force (Isaf).

A Camp Invicta, dove ha sede il contingente nazionale Italfor-14 su base 7° reggimento alpini di Belluno comandato dal colonnello Antonio Maggi, è di stanza il Battle Group 3 costituito dal battaglione alpini Feltre. I suoi compiti sono il sostegno alle campagne di informazione e dei media, il supporto ai progetti di ricostruzione incluse le infrastrutture sanitarie, il sostegno alle operazioni di assistenza umanitaria e – cosa a cui il presidente afgano tiene davvero molto – la formazione e l’addestramento delle forze di sicurezza locali.

Il Battle Group è inquadrato nel Regional Command Capital (RC-C) a guida francese, che si articola in 32 Police District: l’area di operazione degli italiani è composta in tutto da dieci Police District. La sua unità di manovra è composta da due compagnie di manovra – la 66° compagnia alpini fucilieri El Camors di Belluno e la 47° compagnia alpini fucilieri L’Audace del 5° reggimento alpini di Vipiteno – e da un plotone di Ranger del 4° reggimento alpini paracadutisti preparati per le operazioni speciali.

Nel Battle Group sono inquadrati: un plotone Nbc (nucleare, biologico, chimico) del 7° reggimento difesa Nbc Cremona di Civitavecchia; un nucleo Eod (explosive ordnance disposal) del 3° reggimento Genio guastatori di Udine e del 6° reggimento Genio pontieri di Roma; un nucleo Cimic (cooperazione civile-militare) del Cimic Group South di Motta di Livenza; un nucleo Fac (forward air controller) del 185° reggimento paracadutisti ricognizione acquisizione obiettivi di Livorno addestrati alla condotta di operazioni speciali: un plotone Sorao (sottosistema di sorveglianza acquisizione obiettivi) del 2° gruppo di Casarsa della Delizia del 41° reggimento Cordenons di Sora impiegati per la prima volta nel teatro afgano.

Il Battle Group 3 è supportato logisticamente in tutte le attività da un plotone comando combat service support. Le force protection delle unità di manovra si sono recentemente unite al team Cimic nella distribuzione di trenta tonnellate di legna, sessanta stufe e altrettanti contenitori d’acqua alle famiglie più povere della valle del Musahi. Alla polizia locale sono stati destinati maglioni invernali, giacche e binocoli.

Questo intervento umanitario avvenuto lo scorso 23 gennaio ha anticipato di due giorni la consegna di una autoambulanza Nissan Patrol al governatore di Musahi, Saif Ul Rahman. L’autoambulanza è attrezzata come clinica mobile dentistica e verrà utilizzata da un dentista afgano a favore degli abitanti della valle del Musahi. L’iniziativa rientra nel piano del contingente italiano di potenziare gli aiuti alla popolazione nel settore della sanità pubblica nell’ambito dell’area di competenza, e si inquadra nei compiti prestabiliti a fianco del sostegno al governo afgano nell’opera di ricostruzione.