OIR

Prima Parthica, OIR Iraq: la protezione dei beni culturali nei corsi dei Carabinieri della Police TF

Si sono da poco conclusi, tra Baghdad ed Erbil, in Iraq, alcuni corsi di Cultural Heritage Protection (CHP) condotti dal personale dell’Arma dei Carabinieri della Police Task Force Iraq, inquadrati nel Contingente militare italiano dell’Operazione Prima Parthica, nell’ambito della missione internazionale Inherent Resolve (OIR).

È lo stesso contingente impiegato in Prima Parthica a darne notizia con un comunicato stampa di ieri, 14 gennaio.

Dall’Italia, Paese presente in Iraq dal 2003 (Baghdad – Nassyria), è giunto personale specializzato del Comando Tutela Patrimonio Culturale, reparto noto per le specifiche attività di protezione e recupero di beni culturali sia in Italia che all’estero, si apprende.

Nel 2018 il personale della Task Force Unite For Heritage – U4H, anche conosciuta come Caschi Blu della Cultura, ha condotto in Iraq 15 corsi addestrativi formando oltre 400 unità provenienti dalle forze di polizia e di sicurezza locali e da uffici e dipartimenti civili che si occupano della specifica materia.

A Erbil, riferisce più in dettaglio il comunicato, dal 2016 sono stati svolti 7 corsi di protezione del patrimonio culturale, ospitati da vari dipartimenti del Ministero degli Interni, della Polizia Regionale e di altre istituzioni pubbliche, quali l’Università Saladdhin o l’Istituto iracheno per la Conservazione delle Antichità e del Patrimonio Culturale.

Alle attività addestrative, articolate su due settimane per un totale di 10 giornate di lezione, hanno partecipato oltre 25 donne, alcune delle quali già impiegate nelle strutture pubbliche dedicate al patrimonio culturale ovvero presso i dipartimenti universitari interessati.

Come dimostrato in occasione delle cerimonie di fine corso, nelle quali sono stati consegnati gli attestati di frequenza ai partecipanti, le personalità locali e internazionali intervenute hanno manifestato un grandissimo interesse nei confronti di queste importanti attività addestrative, manifestando i più sentiti ringraziamenti all’Italia e alle sue diverse componenti schierate nell’ambito di questa missione.

Nel corso delle lezioni, fa sapere il comunicato stampa, sono stati illustrati e discussi temi quali le norme sulla circolazione internazionale dei beni culturali (esportazione illegale e contrabbando), le convenzioni e gli accordi transnazionali che sanciscono le modalità di restituzione al Paese di origine, le normative nazionali circa il divieto di scavi archeologici senza autorizzazione, l’obbligo di denuncia di rinvenimento, i princìpi fondanti del concetto di patrimonio culturale nazionale e mondiale e le modalità di assistenza investigativa.

Fonte e foto: Op Prima Parthica/ Italian National Contingent Command Land, Erbil (Iraq)

Prima Parthica, OIR: prosegue la lotta a Daesh con i corsi dei Carabinieri

“La Police Task Force-Iraq, guidata dall’ Arma dei Carabinieri e inquadrata nella missione Operation Inherent Resolve (OIR) – Prima Parthicascrive lo stato maggiore della Difesa (SMD) in un comunicato stampa di oggi, 25 ottobre –  prosegue nella conduzione di attività addestrative a supporto delle forze di polizia irachene e curde, fornendo ausilio nella complessa transizione da assetti impiegati in operazioni militari ad agenzie di sicurezza poste a presidio della legalità e a tutela dei cittadini”.

Nei giorni scorsi, si apprende, alla Iraqi Federal Police Special Training School di Bagdad, si sono conclusi con successo il 17° corso Law & Order, il 19° Crowd & Riot Control e il 13° corso Cultural Heritage Protection, tenuti dal personale dell’Arma dei Carabinieri che, nell’ambito dell’operazione Inherent Resolve – Prima Parthica e con la partecipazione di numerosi partners internazionali, quali le Polizie del Canada, Repubblica Ceca, Finlandia e Svezia, ha il compito di fornire assistenza alle forze di polizia irachene, svolgendo attività di addestramento e mentoring nella fase cruciale di lotta a Daesh.

In particolare, spiega SMD; i 32 frequentatori del Cultural Heritage Protection Course, molti dei quali già esperti di settore, hanno acquisito ulteriori fondamentali nozioni per le investigazioni in tale ambito e soprattutto per quanto concerne la condivisione informativa e il contrasto alle attività di scavo clandestino e al commercio illegale di reperti archeologici.

L’interesse e la sensibilità in questo settore è tale che da gennaio di quest’anno un team di Carabinieri di “addestramento e consulenza in tema di tutela del patrimonio culturale” è schierato, con compiti di consulenza e addestramento, presso le sedi UNESCO di Baghdad ed Erbil, fa sapere la Difesa.

In totale, grazie a questi ultimi tre corsi, sono stati addestrati 432 iracheni appartenenti alle diverse forze di polizia ricevendo una formazione specifica nelle procedure di intervento di polizia (controllo del territorio, uso calibrato della forza secondo un’escalation di proporzionalità alla minaccia, tecnica di arresto e di ammanettamento e uso delle armi non letali), sul codice etico e di condotta del poliziotto verso le istituzioni pubbliche e la società civile con l’applicazione di standard del diritto internazionale umanitario.

Nella sede di Erbil, inoltre, si è concluso il 4° corso Police Female Officer condotto dalla Task Unit Carabinieri, rinforzata da personale femminile dell’Arma, a favore di 24 operatrici delle diverse forze di polizia della Regione Autonoma del Kurdistan.

Durante il modulo sono state approfondite tematiche inerenti alla tutela dei diritti umani e al trattamento delle vittime di violenze domestiche. Le partecipanti sono state coinvolte in attività pratiche nelle quali hanno sperimentato le tecniche di maneggio delle armi, perquisizioni personali, veicolari e tecniche di immobilizzazione.

La formazione delle Forze di Polizia irachene rappresenta oggi la priorità della Coalizione internazionale e testimonia, nell’ambito della missione in Iraq Inherent Resolve, lo sforzo compiuto dalle Forze Armate Italiane per la sconfitta di ISIS.

Il contributo italiano si sostanzia nell’operazione Prima Parthica e prevede lo schieramento di 1.100 militari suddivisi tra assetti Esercito, Aeronautica e Arma dei Carabinieri.

“La Police Task Force – Iraq è schierata a Baghdad dal 2015 e ha sinora addestrato oltre 22.000 poliziotti iracheni e curdi, contribuendo in maniera determinante al processo di normalizzazione dell’Iraq, conclude la Difesa.

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Fonte e foto: PI SMD

Prima Parthica, OIR: i Carabinieri della Police TF concludono il corso di Law Enforcement

Istruttori dell’Arma dei Carabinieri della Police Task Force – Iraq dell’Operazione Prima Parthica, hanno concluso con successo il “Law Enforcement Course in favore di 70 militari delle Forze di Polizia irachene della Regione Autonoma del Kurdistan (KPF), ha fatto sapere lo stato maggiore della Difesa con un comunicato stampa del 17 luglio.

L’attività addestrativa, si apprende, ha avuto come obiettivo fornire la capacità di svolgere efficacemente un ampio spettro di compiti di Polizia in conformità con lo stato di diritto, incluso il controllo e sicurezza delle aree urbane e rurali, il pattugliamento, la capacità di movimento di squadra, le procedure di irruzione in abitazioni all’interno delle quali si era ipotizzata la presenza di potenziali minacce.

In particolare, spiega il comunicato, il corso si è concentrato su attività che possono incrementare la sicurezza della popolazione, come organizzare un posto di blocco o reagire prontamente ad atteggiamenti ostili.

L’applicazione di procedure di polizia corrette è fondamentale per costruire, preservare e consolidare il processo di normalizzazione, sottolinea il comunicato.

Il corso rientra nell’offerta formativa messo a disposizione dalla Police Task Force-Iraq inquadrata nella missione internazionale Operation Inherent Resolve-Prima Parthica.

I rappresentanti delle Forze di Sicurezza Irachene, intervenuti alla cerimonia di consegna degli attestati di partecipazione, hanno espresso grande soddisfazione per l’eccellente livello addestrativo raggiunto dai frequentatori.

La formazione delle Forze Armate Irachene continua a rappresentare una priorità per la coalizione internazionale, e in tale ottica il loro addestramento testimonia lo sforzo nazionale compiuto – “e ancora in atto”, sottolinea il comunciato – per la sconfitta di ISIS e per la stabilizzazione del Paese.

L’Italia contribuisce all’Operazione “Inherent Resolve”, di contrasto al terrorismo internazionale, schierando in Iraq circa 700 soldati dell’Esercito e circa 100 Carabinieri impegnati nell’addestramento delle Forze di Sicurezza irachene e curde (Peshmerga), garantisce la sicurezza dei lavori presso la Diga di Mosul, oltre a fornire un dispositivo di elicotteri che assicura la mobilità e il trasporto del personale della Coalizione.

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Fonte e foto: PI SMD

TF Praesidium, OIR: il premier iracheno sulla Diga di Mosul, con il dispositivo di sicurezza dei Dimonios

Nella giornata di ieri, 25 aprile 2018, il Primo Ministro Iracheno Haydar al-‘Abadi ha visitato la diga di Mosul, fa sapere lo stato maggiore della Difesa con un comunicato stampa odierno.

Il Primo Ministro, atterrato nella base di Mosul Dam, è stato accolto dal Comandante della Task Force Praesidium, col Maurizio Settesoldi, dal Comandante delle Counter Terrorism Service (CTS) operante nell’area di Mosul Dam e da personale del Ministero delle Risorse Idriche iracheno.

A seguire, l’alta autorità ha effettuato una visita presso i cantieri della diga, vigilata dai militari italiani, durante la quale ha dialogato con i dirigenti del Ministero delle Risorse Idriche iracheno, della ditta Trevi e dello United States Army Corps of Engineers (USACE) e ha avuto modo di prendere visione dello stato di avanzamento dei lavori di risanamento in corso.

Successivamente, il Primo Ministro al-‘Abadi si è recato presso gli uffici del Ministero delle Risorse Idriche iracheno dove è stato accolto da una scolaresca di bambini e adolescenti delle scuole primaria e secondaria presenti nel villaggio di Mosul Dam.

I Dimonios del 151° reggimento Fanteria Sassari della Task Force Praesidium in missione in Iraq – in stretta coordinazione con il Counter Terrorism Service e il National Security Service iracheni – hanno garantito il dispositivo di sicurezza durante tutto il corso della visita, che si è conclusa con il decollo del Primo Ministro al-‘Abadi dalla base di Mosul Dam nel pomeriggio stesso.

Nella missione in Iraq, la Task Force Praesidium – su base 151° reggimento Fanteria Sassari, nell’ambito dell’Operazione Inherent Resolve – è la Task Force preposta alla protezione della diga di Mosul in coordinamento con le forze di sicurezza locali, quali Counter Terrorism Service, National Security Service e Iraqi Police.

Oltre ad assicurare la difesa della diga, sito di interesse strategico per l’Iraq, i militari italiani garantiscono la sicurezza del personale militare e civile di USACE e delle maestranze della ditta Trevi impegnate nei lavori di risanamento dell’infrastruttura per scongiurare il rischio di una catastrofe ambientale.

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Fonte e foto: PI SMD

Prima Parthica, OIR: a Erbil i Carabinieri addestrano alla tutela del patrimonio culturale iracheno 31 poliziotti

“Nei giorni scorsi, a Erbil (Iraq), istruttori del Unite4Heritage (Caschi Blu della Cultura), del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale (TPC), hanno condotto e concluso un corso di addestramento in Cultural Heritage Protection a favore di 31 unità del quadro dirigente della Polizia Regionale esperti in beni culturali e di accademici locali”, fa sapere oggi, 13 aprile, lo stato maggiore della Difesa.

Il corso, iniziato lo scorso 1° aprile, ha avuto una durata di due settimane e si è svolto presso la Salahaddin University di Erbil.

Le attività, si apprende, si sono sviluppate nel gestire le peculiari competenze nella difesa dello straordinario patrimonio culturale presente nell’area irachena, mettendo a frutto la consolidata esperienza degli istruttori della TPC nell’affrontare le minacce al patrimonio culturale e nel contrastarne il traffico illecito.

Durante il corso sono state affrontate problematiche come le difficoltà che si possono incontrare nella tutela del patrimonio culturale in situazioni emergenziali con le possibili soluzioni, la convergenza tra la protezione e la messa in sicurezza dei beni culturali in caso di emergenze naturali e le precauzioni e procedure da adottare nei periodi del pre e post conflict nelle situazioni d’emergenza prodotte dall’uomo, spiega la Difesa.

I vertici del Corpo della Polizia, durante la cerimonia di consegna degli attestati di partecipazione, hanno avuto parole di apprezzamento per l’attività svolta dai Carabinieri, riconoscendo l’importanza di approfondire questa tipologia di tematica auspicando il proseguimento di corsi a elevato contenuto tecnico.

Il corso di Cultural Heritage Protection rientra nell’offerta formativa messa a disposizione dalla Police Task Force Iraq, che opera sia a Baghdad che a Erbil, nel Kurdistan iracheno.

La Police Task Force a guida Carabinieri fa parte dell’intero contingente militare che l’Italia ha messo a disposizione della missione internazionale Operation Inherent Resolve – Prima Parthica e contribuisce a consolidare il processo di stabilizzazione e di normalizzazione del Paese attraverso la formazione di moderne Forze di Polizia, conclude il comunicato dello stato maggiore della Difesa.

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Fonte e foto: PI SMD

Iraq: riapre la strada principale tra Mosul e Duhok grazie al processo di normalizzazione dell’area

La libertà di movimento nel nord dell’Iraq ha appena ricevuto un positivo incremento grazie ai militari italiani e alle Forze di sicurezza irachene che operano nell’area della Diga di Mosul.

“Le Forze di Sicurezza irachene – spiega in dettaglio lo stato maggiore della Difesa con un comunicato stampa di oggi, 19 gennaio – hanno permesso la riapertura, dopo oltre tre anni, della principale strada che collega la città di Mosul con la vicina provincia di Duhok, nella Regione Autonoma del Kurdistan Iracheno”.

Nell’ambito del processo di normalizzazione dell’area della Diga di Mosul, sottolinea la Difesa, i militari italiani hanno coadiuvato le Forze di Sicurezza Irachene e Curde nella realizzazione di una cornice di sicurezza che consentisse alla popolazione di potersi nuovamente muovere liberamente attraverso le due Province.

Con la riapertura dei check point lungo il confine della Regione Autonoma del Kurdistan, infatti, migliaia di famiglie potranno ritrovarsi, dopo diversi anni di separazione, e il processo di stabilizzazione potrà svilupparsi anche su una delle principali direttrici del Nord dell’Iraq.

Chiusa alla fine del 2014, dopo che le Forze Irachene e Curde avevano limitato l’espansione del Daesh, dalla Provincia di Ninewa (Mosul) a quella di Duhok, la strada era rimasta inaccessibile al transito attraverso la Kurdish Defence Line, che segnava il principale fronte difensivo dalle forze del sedicente stato islamico, spiega lo stato maggiore della Difesa.

La sua chiusura aveva tuttavia impedito, per anni, di poter mantenere le relazioni tra le due aree e, in molti casi, non aveva più permesso alle famiglie di mantenere rapporti, influenzando anche l’economia dell’area.

“La riapertura dell’importante arteria stradale – sottolinea il comunicato stampa – rappresenta un altro rilevante indicatore del miglioramento della situazione della sicurezza nell’area della diga di Mosul e raffigura concretamente l’importante lavoro svolto dai militari italiani che, in coordinamento con le forze di sicurezza irachene e curde, hanno tangibilmente favorito il processo di normalizzazione”.

“In tale contesto, fondamentale si è rivelata sia la presenza sul terreno dei nostri militari presso la diga sia il lavoro svolto dagli addestratori dell’Esercito che, in questi ultimi anni, hanno trasferito alle forze dell’esercito e della polizia irachene e curde le capacità operative necessarie per sconfiggere l’ISIS e per ritornare verso una situazione di normalità”, conclude lo Stato maggiore.

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Fonte e foto: stato maggiore della Difesa

Task Force Praesidium, OIR: il gen White, comandante della coalizione anti-ISIS, in visita sulla Diga di Mosul

Il gen Robert White, Comandante delle Operazioni della Coalizione anti ISIS in Iraq, ha visitato il contingente italiano della Task Force (TF) Praesidium presso la Diga di Mosul, si apprende dalla stessa TF Praesidium via sito web della Difesa.

“La visita del gen White, seconda in ordine di tempo dopo quella dello scorso agosto, – specifica la Difesa dal suo sito istituzionale –  ha avuto lo scopo di valutare le azioni intraprese dalla Praesidium dopo il 17 ottobre, data in cui l’area della diga è passata sotto il controllo delle Forze di Sicurezza irachene”.

L’incontro con le componenti irachene insistenti nell’area, per un aggiornamento operativo congiunto con il Comandante della TF Praesidium, ha permesso al gen White di constatare il livello di integrazione e interoperabilità raggiunti.

In particolare, si apprende, il Comandante del Combined Joint Forces Land Component Command (CJFLCC) ha sottolineato la capacità di condividere le informazioni per creare un sistema integrato dove tutte le componenti, cui è demandata la sicurezza dell’area della diga, si interfacciano costantemente.

“Parole di apprezzamento al gen White, per il lavoro del 3° reggimento Alpini, sono giunte, in modo particolare, dal Counter Terrorism Service, che ha sottolineato le elevatissime capacità operative del reparto italiano con il quale, grazie alla comune volontà di cooperare e interagire, è stato realizzato un sistema di sicurezza dell’area efficiente e pronto a reagire a ogni minaccia”, sottolinea la Difesa.

Prima di lasciare la base per la Training Area, il gen White, si è complimentato per la capacità dimostrata di relazionarsi con tutte le parti per lo sviluppo di un piano di Civil Affair a supporto del processo di stabilizzazione della provincia di Ninewa.

Tale piano, supportato e coordinato dalla TF Praesidium, ha permesso alle organizzazioni governative (GOs) di riprendere quei progetti che consentiranno il ritorno alla normalità.

Parole di apprezzamento sono giunte anche per la gestione del delicato fenomeno del ripopolamento dell’area, che ha portato in poco più di due mesi oltre 12mila persone a far ritorno dai campi profughi in cui avevano trovato rifugio durante la presenza dell’Isis.

Presso l’area training il Comandante del CJFLCC ha potuto verificare le diverse attività addestrative condotte dalla TF Praesidium a favore delle Forze di Sicurezza irachene.

Il gen White ha assistito alle sessioni di addestramento realizzate in funzione di specifici obiettivi formativi: dal Counter IED a favore dell’Esercito iracheno chiamato spesso a bonificare le aree di ripopolamento, al controllo dei check point da parte della Polizia, sino al più complesso Mountain Warfare e Urban Training a favore del Counter Terrorism Service per l’arrampicata in assetto operativo.

“Tutte azioni intraprese dalla TF Praesidium per ottenere un sistema di sicurezza integrato che possa operare in modo standardizzato e che consenta una piena interoperabilità tra le componenti in campo”, conclude la Difesa dal suo sito web istituzionale.

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Fonte e foto: TF Praesidium via difesa.it

 

Prima Parthica, OIR: visita dell’ambasciatore d’Italia in Iraq a Mosul ed Erbil. Inaugurato APRON per AVES e Aeronautica

L’Ambasciatore d’Italia in Iraq ha visitato le sedi di Mosul ed Erbil, dove sono impegnati i militari del contingente italiano dispiegato in Iraq, si apprende dal sito istituzionale della Difesa tramite l’ufficio comunicazione della Task Force (TF) Praesidium.

Nel dettaglio, S.E. Antonio Pasquino, Ambasciatore d’Italia in Iraq, ha effettuato una visita al contingente militare italiano impiegato nel teatro operativo iracheno lo scorso 24 dicembre.

La visita è iniziata presso la Diga di Mosul, dove l’Ambasciatore ha incontrato i soldati della Task Force Praesidium e lo staff del Gruppo Trevi, che, dallo scorso anno, opera – “ognuno nei peculiari settori di competenza”, specifica la Difesa – per mettere in sicurezza l’infrastruttura.

“A fare da cornice – fa sapere il sito istituzionale – l’incontro con i vertici delle Forze di Sicurezza Irachene nella sensibile provincia di Mosul che, nell’area, affiancano la componente militare nazionale nella difesa della Diga”.

Accompagnato dal gen Roberto Vannacci, comandante del contingente italiano in Iraq, e dalla dottoressa Serena Muroni, Console Italiano a Erbil, S.E. l’Ambasciatore ha potuto constatare le capacità messe in campo dal Sistema Italia nel nord dell’Iraq.

Nel corso della visita è stata effettuata l’inaugurazione di un campo da calcio, realizzato dalla ditta Trevi nell’ambito del Progetto “Mosul Dam for Social”, che vede il gruppo cesenate, affiancato dall’Esercito Italiano con la partecipazione di altri partner, promotore di progetti a favore della popolazione irachena, con particolare riguardo alla condizione dei minori.

Nel corso della breve cerimonia l’Ambasciatore ha potuto verificare il livello di interoperabilità raggiunto dalla Task Force Praesidium con il Counter-Terrorism Service per garantire la sicurezza nell’area.

La visita è poi proseguita sul sedime della Diga, dove, il personale del 3° reggimento Alpini, nell’ambito della missione affidata, garantisce la sicurezza dell’infrastruttura.

La visita si è conclusa presso la base italiana di Mosul Dam, dove l’Ambasciatore ha incontrato il gen Najim, Comandante del Ninewa Operational Centre, il Comando operativo che coordina e monitora le operazioni in tutta la provincia di Mosul.

Il gen Najim si è complimentato con l’Ambasciatore e con il Generale Vannacci per l’elevato livello di integrazione e coordinamento raggiunto tra le componenti militari italiana e irachena e per l’elevata professionalità dimostrata dai militari italiani impegnati nell’addestramento e nel supporto delle Forze di Sicurezza Irachene.

La visita è proseguita a Erbil, dove è stata inaugurata una nuova area di stazionamento (APRON) realizzato dal personale del 2° Reparto Genio dell’Aeronautica Militare e dove la massima autorità diplomatica ha rivolto i propri auguri al personale della Task force Griffon, unità dell’Esercito incaricata di fornire la capacità di Personnel Recovery alla coalizione anti DAESH.

L’APRON sarà destinato agli assetti ad ala rotante dell’AVES e ad ala fissa dell’Aeronautica Militare, si apprende.

Prima di lasciare le sedi di Mosul ed Erbil, l’Ambasciatore ha visitato la base di supporto nazionale dove ha incontrato gli addestratori dell’Esercito che prestano servizio nell’ambito del Kurdish Training Coordination Center (KTCC) e, scrive la Difesa, poi “ha voluto rivolgere ai militari del Contingente Italiano i propri auguri per le festività, ringraziandoli per il lavoro svolto e per l’immagine di efficienza e professionalità di un Sistema Paese che, anche in Iraq, è univocamente riconosciuto”.

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Fonte e foto: TF Praesidium via difesa.it

Task Force Praesidium, Diga di Mosul: il 3° Alpini conclude il 1° ciclo addestrativo per le Forze Speciali Irachene della Golden Division

Si conclude un primo ciclo di addestramento delle unità delle Forze Speciali irachene della Golden Division da parte degli alpini del 3° reggimento di stanza sulla Diga di Mosul, fa sapere la Task Force Praesidium.

In particolare, si apprende dal sito istituzionale della Difesa in data 11 dicembre, “La Task Force Praesidium ha concluso il primo ciclo addestrativo a favore della Polizia Irachena e dell’Unità del Counter Terrorism, impiegate dal Governo di Baghdad presso la Diga di Mosul”.

Sono due le diverse tipologie di percorsi “training” sviluppate in funzione delle differenti capacità e nel rispetto degli standard impiegati dalla Coalizione, che hanno permesso di incrementare il coordinamento tra le differenti unità impiegate a difesa della diga.

Le materie che hanno interessato il dispositivo della Polizia attualmente impegnato a difesa della centrale elettrica collegata alla Diga, e che garantisce il fabbisogno elettrico di oltre il 40% dell’intera provincia di Mosul, vanno dalla dimestichezza e sicurezza nell’uso delle armi in dotazione, alla lotta agli IED (Improvised Explosive Device) e alle procedure di primo soccorso e di controlli ai check-point.

Conoscenze che, acquisite nel loro insieme, costituiscono il Wide Area Security Force Course, già impiegato nell’ambito dell’Operazione Inherent Resolve (OIR) e che fornisce alla componente addestrata le capacità per incrementare la sicurezza di siti sensibili e attuare le diverse misure di protezione contro possibili atti ostili.

Differente l’attività che il personale del 3° reggimento Alpini ha svolto a favore e in coordinamento con il Reggimento Mosul del Counter-Terrorism Service (CTS), unità di altissimo livello, già impiegata nella liberazione dell’omonima città irachena da Daesh, scrive il sito della Difesa.

Poligoni, superamento di pareti verticali in assetto “full equipped” e combined urban warfare training sono le attività ritenute determinanti dai vertici delle Forze di Sicurezza Irachene e condotte a favore e con il CTS.

In particolare, grazie ai team di istruttori di alpinismo, sono state sviluppate differenti sessioni addestrative per il superamento di ostacoli verticali e di arrampicata in assetto operativo, fornendo alla componente delle forze speciali nuove conoscenze nell’ambito del più specifico “Mountain Warfare”.

Le Forze Armate Italiane, forti della pluriennale esperienza in ambienti multinazionali, hanno fornito la loro assistenza alle forze irachene allo scopo di sviluppare, nell’area della diga, un sistema integrato per una migliore standardizzazione delle procedure, spiega la Difesa.

Le attività combined realizzate dalla Task Force Praesidium prevedono infatti la costante partecipazione delle Forze di Sicurezza Irachene per fornire una cornice di sicurezza completa e coordinata alla diga.

Nell’ambito di tale missione, la Task Force Praesidium garantisce la sicurezza della struttura della diga per scongiurare il rischio di una catastrofe ambientale.

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Fonte e foto: TF Praesidium via Difesa

Prima Parthica, OIR: gli alpini della TF Praesidium e i genieri americani USACE verificano la sicurezza della Diga di Mosul

Il 2 ottobre scorso lo stato maggiore della Difesa ha pubblicato sul suo sito istituzionale la notizia di una complessa attività condotta da militari italiani e statunitensi per la verifica della sicurezza della Diga di Mosul, in Iraq, dove l’italiana Trevi sta lavorando per ricostruire la strategica infrastruttura irachena.

Dal sito della Difesa:

“Nei giorni scorsi, presso la Diga di Mosul, si è conclusa una complessa attività di verifica dei lavori di ricostruzione di un ponte, condotta da una squadra di alpinismo della Task Force “Praesidium” a favore del personale del US Army Corps of Engineers (il Corpo ingegneri dell’Esercito statunitense).

Un team di istruttori e comandanti di squadra soccorso del 3° reggimento alpini, hanno collaborato con alcuni tecnici militari USA, realizzando sotto la sede stradale che percorre la sommità della infrastruttura idraulica un complesso passaggio aereo a doppia corda, lungo oltre 30 metri. Il lavoro è servito a verificare e valutare lo stato dei lavori eseguiti e il livello di sicurezza complessivo della struttura.

Il ponte, posto sopra lo spillway – il canale di scarico utilizzato per fornire il rilascio controllato dei flussi della diga in caso di piene – era stato danneggiato nell’agosto del 2014. Fu successivamente riparato, ma le caratteristiche costruttive della struttura e l’altezza da terra avevano impedito la completa verifica della parte inferiore e la conseguente omologazione definitiva.

Il team del 3° reggimento ha operato per realizzare e mettere in sicurezza il passaggio aereo, usando tecniche e procedure tipiche delle truppe da montagna, ma in un contesto ambientale diverso. Ciò a conferma della completa adattabilità e della duplicità di impiego delle procedure militari.

L’Italia partecipa con la Missione Prima Parthica, secondo contributore dopo gli USA, all’Operazione “Inherent Resolve” di contrasto al terrorismo internazionale con 1.500 militari appartenenti a tutte le Forze Armate, impiegati nelle sedi di Baghdad e Erbil nell’addestramento delle Forze di Sicurezza curde (Peshmerga) ed irachene. Inoltre, con un Task Group aeromobile dislocato presso l’aeroporto di Erbil, assicura a tutta la Coalizione, la capacità di Personal Recovery (PR) nel quadrante settentrionale del teatro iracheno.

Nell’ambito di tale missione, la Task Force “Praesidium”, con i suoi 500 uomini e donne dell’Esercito italiano, garantisce la sicurezza al sedime della diga dove la ditta italiana TREVI SPA sta operando per mettere in sicurezza l’infrastruttura idraulica e scongiurarne il rischio di una catastrofe ambientale.”

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Fonte e foto: difesa.it via TF Praesidium