Olimpiadi

Sochi, Giochi olimpici invernali: bronzo nel biathlon per i due atleti militari del Centro addestramento alpino di Aosta, Karin Oberhofer e Dominik Windish

Sono alla loro prima esperienza olimpica e fanno parte del team più giovane tra le maggiori squadre partecipanti alla XXII edizione dei giochi olimpici invernali a Sochi.

Sono il caporal maggiore scelto Karin Oberhofer e il 1° caporal maggiore Dominik Windish, entrambi atleti del Centro Sportivo dell’Esercito, che hanno conquistato ieri la medaglia di bronzo nella staffetta mista del biathlon.

Il Capo di stato maggiore dell’Esercito, generale Claudio Graziano, si è complimentato con gli atleti “per il costante impegno profuso e i sacrifici che hanno dovuto sostenere per raggiungere questo bel traguardo”. I militari, entrambi alla prima esperienza olimpica, appartengono alla sezione sport invernali del Centro addestramento alpino di Aosta.

La squadra, composta dai due militari e da Dorothea Wierer e Lukas Hofer, è il team più giovane tra i maggiori partecipanti.

La sezione sport invernali del Centro Sportivo dell’Esercito in più di 70 anni di storia ha ottenuto numerosi successi in ambito nazionale e internazionale: 17 medaglie ai Giochi Olimpici, 26 titoli mondiali, 216 podi in competizioni di Coppa del Mondo, 10 Coppe del Mondo assolute, 97 podi in Coppa Europa, 13 titoli europei, oltre 140 titoli italiani.

Il caporal maggiore scelto Karin Oberhofer è nata il 3 novembre 1985 a Bressanone, in provincia di Bolzano, ed è in servizio dal 21 novembre 2006 presso il Centro Sportivo dell’Esercito sezione sport invernali.

Il 1° caporal maggiore Dominik Windish, nato il 6 novembre 1989 a Brunico, Bolzano, è in servizio dal 22 dicembre 2008 presso il Centro Sportivo dell’Esercito sezione sport invernali.

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Fonte e foto: stato maggiore Esercito

Scomparsa del col Piero D’Inzeo, con il fratello Raimondo i due “fratelli invincibili” dell’ippica. Oggi e domani la camera ardente al CONI. Gli orari

È allestita oggi, sabato 15 febbraio, dalle ore 10.30 alle 18.30, e domani, domenica 16 febbraio, dalle 10.30 alle 14.00, la camera ardente al Salone d’Onore del CONI per onorare la memoria del colonnello dell’arma di Cavalleria dell’Esercito Piero D’Inzeo, uno dei massimi esponenti dell’equitazione italiana che si è spento nella serata di giovedì 13 a Roma.

Ad accogliere l’arrivo della salma, previsto intorno alle 10.30, oltre ai familiari, ci sarà il Capo di stato maggiore dell’Esercito, generale Claudio Graziano.

Grande commozione nella Cavalleria per la perdita di un Ufficiale che è stato un punto di riferimento per generazioni di giovani cavalieri che si sono ispirati a un uomo che coniugava i più alti valori dell’Esercito e sportivi.

Il fratello Raimondo D’Inzeo, generale dei Carabinieri, è morto il 16 novembre scorso: con Piero, dopo i tanti successi nell’ippica, era stato decorato nel marzo 2013 con la Decorazione d’Onore Interforze dello stato maggiore della Difesa.

I funerali del colonnello Piero D’Inzeo si svolgeranno a Roma lunedì 17 febbraio alle 11.00 presso l’Ippodromo Militare in Via Tor di Quinto n. 118.

Il Capo di stato maggiore della Difesa, ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, appresa la notizia del decesso del  colonnello Piero D’Inzeo, ha fatto recapitare alla famiglia il proprio messaggio di cordoglio: “Appresa la triste notizia della scomparsa del Colonnello dell’Arma di Cavalleria e cavaliere italiano Piero D’Inzeo, fedele servitore delle Istituzioni e impareggiabile atleta che ha accresciuto  con le sue vittorie nell’equitazione il prestigio della nostra Patria nel mondo, formulo a nome delle Forze Armate e mio personale le espressioni del più profondo cordoglio e della solidale vicinanza”.

Allo stesso modo il Capo di stato maggiore dell’Esercito, generale Claudio Graziano, ha espresso a nome suo e di tutta la Forza Armata, profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia.

Il Colonnello Piero D’Inzeo, nato a Roma nel 1923, è stato una splendida figura di ufficiale e di cavaliere; nella sua lunga carriera sportiva ha partecipato a ben otto Olimpiadi (dal 1948 al 1976), vincendo due medaglie d’argento (1956 e 1960) e quattro di bronzo (1956, 1960, 1964, 1972). Nei Giochi Olimpici di Roma 1960 arrivò secondo, alle spalle del fratello Raimondo, nel gran premio di salto ostacoli individuale. Numerose le partecipazioni a tutte le competizioni internazionali, europee e mondiali con piazzamenti di assoluto prestigio. Il Colonnello Piero D’Inzeo è il cavaliere che vanta il maggior numero di successi, sette, al Concorso Ippico Internazionale “Piazza di Siena”. Già Comandante della Scuola militare di equitazione, nel 2001 il comune di Montelibretti gli ha concesso la “Cittadinanza Onoraria”. Il 4 marzo del 2013, al compimento del 90° compleanno, aveva ricevuto dal capo di stato maggiore della Difesa la decorazione d’onore interforze (link articolo in calce).

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Fonte e foto: stato maggiore della Difesa

Olimpiadi Londra 2012: gli atleti militari a Palazzo Barberini. Le foto

Ieri 18 ottobre, nel pomeriggio, la Difesa ha ufficialmente festeggiato i successi dello sport militare alle recenti Olimpiadi di Londra nella Sala del Trono di Palazzo Barberini.

Il ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola, e il Capo di stato maggiore della Difesa, generale Biagio Abrate, hanno incontrato i 79 atleti dei gruppi sportivi delle Forze Armate che hanno preso parte ai Giochi olimpici di Londra lo scorso luglio.

Rivolgendosi agli atleti, il ministro della Difesa ha sottolineato quanto essi rappresentino “la migliore parte della gioventù italiana”, dichiarando di aver “pianto e gioito” con loro durante le loro imprese olimpiche.

“Siamo orgogliosi – ha continuato  il ministro Di Paola – che le Forze Armate contribuiscano anche così al nome dell’Italia nel mondo, tenendo alto il Tricolore che è lo stesso che i militari innalzano a Kabul, in Kosovo, in Libano, rischiando la pelle. Fateci sognare”.

“Gli sportivi e i militariha sottolineato il generale Abrate nel suo intervento sanno che il conseguimento di risultati importanti può essere solo il frutto di una dedicata, mirata e costante applicazione psico-fisica. Per questo motivo entrambi richiedono qualità fisiche e virtù morali e la condivisione di valori quali la disciplina, l’onestà, il coraggio e il rispetto per l’avversario”.

Le medaglie vinte dall’Italia sono state 28 (8 ori, 9 argenti e 11 bronzi), conquistate anche con il significativo contributo degli atleti della Difesa, i cui rappresentanti, individualmente o quali componenti di squadre, hanno vinto 4 ori, 4 argenti e 5 bronzi in 7 diverse discipline, permettendo ancora una volta all’Italia di far parte del G8 dello sport.

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Fonte: stato maggiore Difesa

Foto: stato maggiore Difesa

Il maratoneta senza bandiera alle Olimpiadi di Londra 2012

Abita negli Stati Uniti, in Arizona, per la precisione, e ha una green card che gli permette di vivere e allenarsi sul suolo americano. Parla inglese e ha studiato in America, frequentando sia il college che l’università. Ma non è americano.

Guor Marial, 23 anni, ha lasciato il turbolento Sudan nel 1993 per andare in Arizona. Ora che la sua terra è divisa in due, e lui viene proprio da quello che oggi è il Sud Sudan, Marial non ha neanche il passaporto dello stato in cui è nato e vissuto.

Un apolide, un vero cittadino del mondo. Senza passaporto e senza nazionalità. Senza neppure una bandiera per partecipare alle Olimpiadi.

A Marial è stato comunicato che avrebbe potuto partecipare ai Giochi olimpici solo un mese prima della cerimonia di apertura. Gli è stato proposto di gareggiare sotto bandiera sudanese, visto che il Sud Sudan non ha un proprio comitato olimpico.

Marial ha rifiutato, nel rispetto dei 28 membri della sua famiglia e dei tanti connazionali morti nella guerra civile. Così si è presentato sotto la bandiera olimpica come “partecipante olimpico indipendente” e ha corso i 42 chilometri di maratona domenica, senza troppe aspettative.

È arrivato 47esimo senza migliorare il suo tempo personale. Poco gli è importato a Marial. In fondo la sua maratona con la vita e lo sport, lui, l’ha già vinta. E così i suoi familiari, che dal loro villaggio si sono fatti 50 chilometri a piedi per raggiungere il primo televisore e guardarsi Marial correre con la bandiera olimpica.

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Le Olimpiadi di Londra 2012 in Paola Casoli il Blog

Fonte: Voice of America, Sky

Foto: AP/Voice of America

Olimpiadi Londra 2012, i complimenti dei vertici della Difesa per le medaglie degli atleti militari

I successi degli atleti militari italiani alle Olimpiadi di Londra 2012 sono stati elogiati dai vertici della Difesa.

È di ieri il comunicato stampa dello stato maggiore della Difesa che comunica che:

“il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Biagio Abrate, a seguito delle parole di ammirazione e grande soddisfazione espressegli dal Signor Ministro della Difesa, Ammiraglio Giampaolo Di Paola, per gli eccellenti risultati conseguiti dagli atleti dell’Aeronautica Militare e dell’Arma dei Carabinieri in occasione dei giochi della XXX Olimpiade di Londra, ha inteso congratularsi con il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, Generale S.A. Giuseppe Bernardis, e con il Comandante Generale dell’Arma, Generale di Corpo d’Armata Leonardo Gallitelli, per le imprese sportive compiute da:

– 1° Aviere Mauro Nespoli, Aviere Capo Michele Frangilli e Aviere Capo Marco Galiazzo, medaglie d’oro nel tiro con l’arco a squadre;

–  Aviere Capo Diego Occhiuzzi, medaglia d’argento nella scherma, specialità sciabola individuale;

–  Carabiniere Arianna Errigo, medaglia d’argento nella scherma, specialità fioretto individuale;

– Carabiniere Scelto Luca Tesconi, medaglia d’argento nel tiro a segno, specialità pistola 10 metri aria compressa;

–  Carabiniere Rosalba Forciniti, medaglia di bronzo nello judo, categoria 52 Kg.,

che hanno consentito di conquistare una medaglia d’oro, tre medaglie d’argento e una di bronzo.”

L’”altissimo apprezzamento” del ministro della Difesa Di Paola è stato poi esteso dal generale Abrate agli atleti, per aver dato lustro alla Nazione e per aver portato in alto il nome dell’Italia nella prestigiosa competizione.

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Gli atleti militari a Londra 2012 in Paola Casoli il Blog

Fonte: stato maggiore della Difesa

Foto:

Olimpiadi Londra 2012, eroi gente comune

By Vincenzo Ciaraffa


Mi alzo dal letto in un’afosa mattina d’estate già stanco prima ancora di mettere i piedi a terra ma, mentre mi accingo a consumare svogliatamente la colazione dopo avere acceso il televisore, una notizia fa cambiare totalmente la prospettiva esistenziale della mia giornata: tre pasciuti signori, di cui due con la pancetta, hanno conquistato la prima medaglia d’oro italiana alle Olimpiadi di Londra nella prova di tiro con l’arco a squadra.

“Per la miseria”  – penso – “siamo andati a battere i fortissimi cinesi, coreani e americani nella patria dell’arciere più famoso al mondo, Robin Hood”. Evidentemente, l’apparenza inganna perché, nonostante rassomiglino più a dei ragionieri reduci dalla corsa nei sacchi delle sagre paesane, Marco Galiazzo, Michele Frangilli e Mauro Nespoli hanno dimostrato di possedere una robusta serenità interiore e un perfetto equilibrio psicofisico. Almeno così assicura il giornalista che li sta intervistando.

Eppure, guardandoli mentre, timidi e impacciati, si sottopongono alle interviste di rito dopo la gara vittoriosa, pare che essi siano persone più che comuni, per niente robotizzate come la maggior parte degli atleti di quest’Olimpiade, anzi, sembrano più inclini alla pastasciutta e bistecche che non alle fatiche della palestra.

Insomma, appaiono “morbidosi” come la maggior parte di noi maschietti italiani che, siccome sforniti di appariscenti tricipiti e di ventre a guscio di tartaruga, siamo etichettati “gente comune” mentre, forse, siamo il sale della terra, i silenti continuatori della specie umana.

Peraltro, se potessi scambiare quattro chiacchiere con i tre arcieri tricolori, sono certo che scoprirei che anch’essi, come me, perdono i capelli e, talvolta, soffrono di mal di schiena, emicrania e di bruciori allo stomaco.

E’ a questo punto che tralascio la colazione e mi metto a meditare su una domanda: com’è che individui così ordinari siano riusciti a compiere un’impresa così straordinaria? Per quanto io abbia qualche mediocrissimo precedente nella disciplina del tiro con l’arco risalente ai tempi in cui fui allievo della Scuola di Educazione Fisica Militare di Orvieto, non ho saputo dare una risposta tecnica a tale domanda, se non azzardarne una a lume di casereccio buonsenso.

In un mondo dove tutto deve essere esagerato, dove tutto è regolato e sregolato allo stesso tempo, dove la norma imperante è l’ossessiva ricerca della prestazione iperbolica anche mediante dopaggio, i nostri tre eroi/antieroi sono sicuramente individui mostruosamente al di fuori del comune: sono normali! V’è da scommettere che essi sono normali anche nelle loro abitudini quotidiane, come dire sul lavoro, a tavola, nella società e perfino a letto.

Né credo che Marco, Michele e Mauro si sottopongano a quelle diete particolari che sono la via Crucis di atleti e fissati della linea perfetta e che, il più delle volte, fanno soltanto la fortuna di dietologi e case farmaceutiche, anzi, sono persuaso che i nostri eroi siano dei campioni anche della forchetta, come molti di noi sono, o vorrebbero essere.

Dopo cotante riflessioni, non riesco più a mandar giù il corn flakes e l’insapore yogurt intero che, come ogni mattina, la premurosa consorte mi fa trovare sulla tavola perché, se tanto mi dà tanto, meglio andare a spararsi subito un panciuto cornetto ripieno di crema e un cappuccino con la schiuma al bar sotto casa.

A proposito di normalità, non credo di aver fatto un’eccellente impressione a mia moglie quando essa, chiedendomi dal bagno dove stessi andando a quell’ora del mattino, si è sentita rispondere: “Vado a celebrare il nuovo eroe delle Olimpiadi, il colesterolo”.

Vincenzo Ciaraffa

Le Olimpiadi di Londra 2012 in Paola Casoli il Blog

Foto: lettera43.it

Mandiamo i teppisti e i NO TAV alle Olimpiadi

By Cybergeppetto

In uno dei momenti più bui della crisi economica, non si può aspettare la manna dal cielo, bisogna attivarsi, darsi da fare, liberare nuove energie e creare nuove opportunità.

Quale migliore esempio di energia e determinazione dei teppisti e dei NO TAV?

Parliamo di giovani che non temono la competizione, anche dura, e che s’impongono sia per capacità singole che per spirito di gruppo/branco.

Si potrebbe attivare un ciclo virtuoso proponendo delle nuove discipline olimpiche e sfruttandone poi gli effetti sul piano economico.

Il lancio dell’estintore, ad esempio, potrebbe essere una nuova disciplina olimpica, da non confondere con il lancio del peso che, per caratteristiche ponderali e di forma, è del tutto diverso.

Lo scavalcamento della recinzione non è cosa che possa essere lasciata ai cantieri della TAV, portiamo questi giovani alle Olimpiadi e vedrete che si faranno valere.

Non v’è chi non veda la dignità sportiva dell’arrampicata al traliccio dell’alta tensione, disciplina dura che si situa tra l’arrampicata in parete e il free climbing, basta solo ricordarsi di staccare la corrente, giusto per evitare di correre rischi inutili…

Lo slalom dei poliziotti potrebbe essere una specialità molto innovativa dell’atletica leggera che affida i suoi risultati più all’agilità che alla potenza, con ciò riducendo il rischio di ricorso al doping, e poi, si sa, questi giovani non fanno mistero della loro passione per la mariagiovanna…

Ci sono, poi, capacità che si adattano ai giochi di squadra, come il confronto tra scudi, versione moderna del gioco del ponte di Pisa, che potrebbe tornare a essere uno sport di potenza e forza fisica, magari aumentata dall’ideologia e  dalla piena coscienza di essere paladini della migliore delle cause.

Insomma, noi abbiamo in questi ragazzi un gruppo di sportivi di altissima determinazione che sicuramente potrebbero essere a Londra a rappresentarci sbaragliando gli avversari e conquistando medaglie a mani basse.

Al ritorno, poi, si potrebbe passare alla fase due, che consisterebbe nel produrre nuovi equipaggiamenti per queste neo discipline olimpiche, potrebbe nascere una nuova catena di distribuzione di equipaggiamento sportivo.

Non potrebbero mancare dei gadget tipo magliette, cappellini e tutto quello che fa contorno, tipo le applicazioni per gli smartphones per calcolare i parametri delle gare.

Facendo due conti, tutto l’indotto potrebbe arrivare a un punto di percentuale di PIL: l’Agenzia delle Entrate, nota SPA di Stato, affonderebbe i suoi aculei in tutta questa ciccia passandola allo Stato, salvo trattenere il 9%.

La strada delle tasse e dei tagli del Governo tecnico è perdente, bisogna trasformare in lavoro  quello che certi italiani sanno fare meglio: strillare, spaccare e ripetere slogan.

Cybergeppetto

p.s.  Come sarebbe bello apprendere dai mezzi d’informazione una cosa tipo “Fabrizio Filippi, detto ‘Er Pelliccia’, ha conquistato l’oro olimpico nel lancio dell’estintore alle Olimpiadi di Londra. La sua performance, ineguagliabile, non ha lasciato speranze agli avversari. Intervistato subito dopo la gara, l’atleta ha dedicato la vittoria agli amici del corteo di Roma dello scorso anno”.

L’immagine è di Leggo

Olimpiadi Londra 2012, i volti dei sei atleti della Marina Militare Italiana

Sono sei gli atleti della Marina Militare che gareggeranno nella trentesima edizione dei Giochi Olimpici di Londra 2012.

I loro nomi: Michele Benedetti (tuffi), Stefano Cipressi (canoa), Elania Nardelli (tiro a segno), Tommaso Rinaldi (tuffi), Pietro Ruta (canottaggio), Gabrio Zandonà (vela). Qui di seguito i loro volti.

Le foto sono dello stato maggiore della Difesa.

Di più sugli atleti militari italiani a Londra 2012 ai link:  Olimpiadi Londra 2012 in Paola Casoli il Blog, Olimpiadi Londra 2012, stanno arrivando sulle rive del Tamigi gli atleti con le stellette (18 luglio 2012).