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UNIFIL: il COM gen Del Col riceve delegazione del Comitato per gli Affari Esteri del Parlamento libanese per la prima volta in visita alla missione

Il Generale di Divisione Stefano Del Col, Head of Mission e Force Commander di UNIFIL, ha ricevuto nei giorni scorsi, presso il Comando della Missione, la delegazione del Comitato per gli Affari Esteri del parlamento libanese, presieduta dal Presidente, membro del Parlamento, Yassine Jaber.

È stata la stessa UNIFIL a darne notizia ieri, 9 ottobre.

I membri della Commissione, si apprende, hanno visitato per la prima volta l’area di operazione di UNIFIL e hanno avuto modo di vedere di persona l’importante e delicato lavoro svolto dai Caschi Blu delle Nazioni Unite.

Il gen Del Col ha espresso la propria gratitudine alla delegazione per il costante sostegno del Libano nell’esecuzione del mandato delle Nazioni Unite. Ha, inoltre, fornito l’aggiornamento sulla Missione, sulle varie attività operative e addestrative che i caschi blu svolgono nell’area di operazione. Particolare attenzione è stata destinata alla cooperazione con le Forze Armate Libanesi (LAF) e al lavoro svolto dalla Maritime Task Force di UNIFIL in stretto coordinamento con la LAF Navy.

Tutte le operazioni, sottolinea UNIFIL nel suo comunicato, avvengono nel pieno rispetto della Risoluzione 1701 e associate del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

La Risoluzione 2433 dello scorso 30 agosto, in particolare, estende il mandato di UNIFIL per un ulteriore anno e nella stessa il Consiglio di Sicurezza ha anche esortato il Libano a dispiegare una nave da pattuglia offshore all’interno delle proprie acque territoriali.

Il Generale ha, inoltre, sottolineato la stabilità della situazione degli ultimi 12 anni che ha stimolato positivamente le attività economiche nel sud del Libano. Ha infine concluso rimarcando l’importanza del rafforzamento delle LAF e dell’ulteriore estensione dell’autorità dello stato libanese nell’area.

Il membro del Parlamento Jaber ha commentato che la visita conferma l’apprezzamento e sostegno per il ruolo di UNIFIL nel sud del Libano. La cooperazione esistente tra l’Esercito Libanese e i Caschi Blu ha portato a 12 anni di stabilità, pace, sicurezza e prosperità, ha affermato. “Ci auguriamo che questa collaborazione continui e confermiamo il nostro impegno nella risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e nel supportare l’attività di UNIFIL”.

I deputati Yassine Jaber, Ibrahim Azar, George Okais, Ali Bazzi, Kassem Hachem, Hagop Bakradonian e Fouad Makhzoumi hanno concluso l’incontro visitando la zona della Blue Line, la linea di demarcazione tra Libano e Israele, dove hanno ricevuto un briefing in cui è stato illustrato come i peacekeeper giornalmente e senza soluzione di continuità contribuiscono a mantenere la pace e garantire la stabilità nel sud del Libano in piena cooperazione con le LAF.

L’Italia è presente in Libano con circa 1.100 uomini e donne della Missione UNIFIL in osservanza alla risoluzione 1701, emanata a seguito del ritiro delle truppe israeliane e del conseguente schieramento della forza di interposizione delle Nazioni Unite.

Tra i compiti dei Caschi Blu rientrano il monitoraggio e il controllo della cessazione delle ostilità, il supporto alle LAF nelle attività di controllo nel sud del paese, nonché l’assistenza alla popolazione locale attraverso i progetti di cooperazione civile e militare.

L’impegno dei militari italiani nel Paese dei Cedri ha radici profonde, ricorda UNIFIL: l’Italia partecipa alla missione UNIFIL dal 1979 e ha riarticolato la propria presenza costantemente in aderenza alle successive risoluzioni delle Nazioni Unite.

Fonte e foto: UNIFIL

Sector West, UNIFIL: ricordo del ten Millevoi, nel 1993 in Somalia “vestiva lo stesso elmetto, foulard, basco dei soldati sulla Blue Line oggi”

Si è svolta il 2 luglio scorso, nella base di Shama, in Libano, l’inaugurazione di una lapide in ricordo della Medaglia d’Oro al Valor Militare, tenente Andrea Millevoi, deceduto il 2 luglio del 1993 durante la missione Ibis (missione UNOSOM II) come casco blu in Somalia, ha fatto sapere il Sector West di UNIFIL con un comunicato del 3 luglio scorso.

E proprio al ten Millevoi è dedicata la sede del Comando del contingente italiano in Libano.

Alla cerimonia, presieduta dal Comandante della Joint Task Force Lebanon (JTF-L), gen Francesco Olla, hanno partecipato i genitori dell’ufficiale caduto.

A seguito dell’inaugurazione dell’opera, la guida spirituale del contingente italiano, don Salvatore Lazzara, ha celebrato una messa in commemorazione del sacrificio dell’ufficiale della brigata Granatieri di Sardegna, attualmente impiegata nella Terra dei Cedri con l’Operazione Leonte XXI.

Il gen Olla, durante il suo discorso, ha affermato: “In qualità di Comandante della JTF-L Sector West, nell’ambito del quale opera ITALBATT su base Reggimento “Lancieri di Montebello” (8°), reparto a cui apparteneva il Tenente Millevoi decorato del più alto riconoscimento al valor militare, ringrazio particolarmente i Signori Millevoi per la loro partecipazione, a dimostrazione della vicinanza delle Forze Armate alle famiglie dei nostri militari di ieri, oggi e domani, impiegati nelle missioni di pace nel mondo”.

Il Comandante ha poi proseguito ricordando che “Andrea vestiva, ventiquattro anni fa, lo stesso elmetto, lo stesso foulard e lo stesso basco di colore blu con cui oggi i nostri soldati pattugliano la Blue Line e operano nel Sud del Libano per garantire quella stabilità necessaria a una regione martoriata da decenni di conflitti. Tutto ciò ci riempie di orgoglio e ci impone di volgere il nostro sguardo, durante il nostro diuturno operare, verso i nostri eroi.”

Le Forze Armate Italiane, da più di sessanta anni, sono tra le prime, in termini numerici e di tipologia d’impiego, a dare il proprio contributo di pace nelle Nazioni Unite, sottolinea il comunicato stampa.

In particolare, oggi, sono più di mille i peacekeeper italiani nel Sud del Libano impiegati nella missione UNIFIL e rappresentano il secondo contingente più numeroso solo dopo quello indonesiano.

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Fonte e foto: Sector West UNIFIL

 

 

MNBG-W: il COMKFOR gen Fungo sottolinea la professionalità dei peacekeeper italiani nel delicato mandato della Risoluzione 1244

Il Comandante di KFOR (COMKFOR), gen Giovanni Fungo, è giunto in visita ufficiale al contingente militare italiano nella base di Villaggio Italia a Belo Polje, nel Kosovo occidentale, riferisce un comunicato stampa di oggi, 26 giugno, dello stesso contingente italiano in Kosovo.

Nel corso dell’incontro con il Comandante del Multinational Battle Group West (MNBG-W), col Enzo Ceruzzi,, il COMKFOR gen Fungo ha espresso parole di benvenuto al contingente subentrante su base 3° reggimento Artiglieria da montagna della brigata Alpina Julia, e ha sottolineato la continuità della meritoria opera svolta dal personale delle Forze Armate Italiane impegnate nel quadro del delicato mandato contenuto nella risoluzione 1244 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, sottolineando l’elevato contributo e la spiccata professionalità forniti dai peacekeeper italiani alla missione.

Nel corso della visita, si apprende, il COMKFOR ha incontrato i Soldati, i Marinai, gli Avieri e i Carabinieri del comando e delle unità di manovra del MNBG-W, rivolgendo loro il messaggio di ringraziamento e saluto.

In particolare, il gen Fungo ha manifestato la propria soddisfazione per i risultati conseguiti, evidenziando che “il lavoro svolto dagli uomini e dalle donne appartenenti a tutte le Forze Armate è sempre molto apprezzato da tutte le autorità, nazionali e internazionali, ma soprattutto dalle istituzioni e dalla popolazione del Kosovo”.

I militari di Austria, Italia, Moldavia e Slovenia costituiscono il comando e il battaglione multinazionale di manovra del MNBG-W a guida italiana.

I loro compiti comprendono anche con la vigilanza e la protezione del Monastero di Decani in qualità di first responder (primo responsabile); il controllo della libertà di movimento nel settore occidentale del Kosovo; la realizzazione di progetti CIMIC (Cooperazione Civile e Militare) tesi a migliorare l’utilità dei servizi a disposizione della popolazione kosovara, in particolare nell’ambito della sanità e della formazione scolastica; le pattuglie congiunte con la polizia kosovara e sincronizzate con le Forze Armate Serbe in prossimità della linea di demarcazione amministrativa che divide il Kosovo e la Serbia – la cosiddetta Administrative Boundary Line – per prevenire attività illecite o violente, conclude il comunicato stampa.

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Fonte e foto: MNBG-W KFOR

Unifil, Libano: 13^ Beirut Marathon con i caschi blu

20151108_Partenza della Beirut Marathon 2015“Peace, love, run” è stato il tema della 13^ edizione della Beirut Marathon che si è corsa domenica 8 novembre tra le vie dell’omonima capitale, attirando la partecipazione di migliaia di persone di cui circa 200 caschi blu della missione UNIFIL (United Nations Interim Force in Lebanon).

Tra i partecipanti anche il generale Luciano Portolano, Capo Missione e Comandante delle Forze ONU nel Libano meridionale, la cui presenza, per il secondo anno consecutivo, insieme a quella dei suoi peacekeeper, testimonia il forte legame esistente tra UNIFIL, il Libano e la sua gente.

20151108_Peacekeepers alla Beirut MarathonNel condividere appieno lo spirito della manifestazione, il generale Portolano ha evidenziato come “la maratona non è solo una competizione sportiva, ma anche un’occasione per promuovere la pace e la coesistenza pacifica. Lo sport e i suoi valori contribuiscono, infatti, alla diffusione degli ideali di pace, di mutuo rispetto e di comprensione tra i popoli, favorendo lo sviluppo e il miglioramento delle relazioni internazionali”.

Molto nutrita è stata l’adesione dei militari italiani che operano sia presso Naqoura, sede del quartier generale della missione, sia nel Settore Ovest di UNIFIL, attualmente a guida brigata alpina Taurinense, con base a Shama, sotto il comando del generale Franco Federici.

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Fonte e foto: MPIO UNIFIL

UNIFIL, Sector West: italiano lingua comune nel collegamento streaming Italia-Libano tra studenti

20150921_SW UNIFIL_collegamento streaming scuole (7)L’italiano si è confermato a pieno titolo la lingua di comune utilizzo tra gli studenti libanesi di un istituto del sud del Libano e gli italiani di Riolo Terme, in provincia di Ravenna.

È proprio il contingente italiano del Sector West (SW) di UNIFIL, attualmente su base brigata Friuli al comando del generale Salvatore Cuoci, a sottolineare il successo delle attività di insegnamento dell’italiano condotte dai caschi blu del Bel Paese impiegati in Libano.

Un comunicato stampa del SW – nel dare la notizia della realizzazione di un collegamento in streaming audio e video, realizzato il 21 settembre dai peacekeeper italiani di stanza a Shama, tra gli studenti della municipalità di Alma Ash Shab, nel sud del Libano, e quelli dell’istituto italiano Pascoli di Riolo Terme, in provincia di Ravenna – sottolinea il pieno successo dell’iniziativa, grazie a cui “gli studenti hanno potuto interagire pienamente tra di loro usando un’unica lingua – l’italiano – che i giovani libanesi hanno avuto modo di studiare grazie ai nostri caschi blu”.

20150921_SW UNIFIL_collegamento streaming scuole (6)In tale occasione è stato distribuito materiale scolastico donato dal Gruppo di Combattimento Friuli, dall’Associazione Caritas di Sant’Agata, dalla Parrocchia Santa Maria Annunziata di Riolo Terme e dagli stessi studenti italiani in collegamento.

A presenziare l’attività nel villaggio libanese, in rappresentanza del comandante, c’era il Capo di stato maggiore della Joint Task Force Lebanon, colonnello Giuseppe Potenza, insieme con il direttore dell’istituto e al sindaco. In Italia erano presenti il presidente del Gruppo di Combattimento Friuli, Romano Rossi, la dirigente della scuola e il vice sindaco del paese.

20150921_SW UNIFIL_collegamento streaming scuole (5)Durante la videoconferenza il presidente Rossi ha raccontato brevemente la storia e le gesta del Gruppo di Combattimento durante la Seconda Guerra Mondiale fino alla sua trasformazione in brigata aeromobile Friuli, la stessa che ora è impegnata nella missione UNIFIL per il mantenimento della pace e la stabilità del Libano del Sud.

A chiudere l’evento le parole del direttore dell’istituto di Alma Ash Shab, che ha ringraziato tutti i presenti per la collaborazione e l’impegno profuso dal contingente italiano per il benessere dei cittadini locali e in particolar modo per i giovani.

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Fonte e foto: SW UNIFIL

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UNIFIL, Libano: parlamentari della Comm Difesa al Sector West nella Medal Parade

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Si è conclusa ieri, 21 settembre, la visita di una delegazione di parlamentari della Commissione Difesa della Camera al contingente italiano in Libano. Gli onorevoli Tatiana Basilio, Emanuela Corda e Luca Frusone sono giunti nel pomeriggio di sabato presso il quartier generale del Sector West di UNIFIL in Shama, che ne dà notizia con un comunicato stampa, dove sono stati accolti dal comandante, generale Salvatore Cuoci.

La delegazione ha partecipato alla celebrazione del 70° anniversario della fondazione delle Nazioni Unite che si è tenuta alla presenza di numerose personalità civili e militari del Libano del Sud, oltre che di rappresentanti di tutti i contingenti impegnati, sul lungomare dell’antica città di Tiro.

La delegazione è stata aggiornata dal generale Cuoci sugli aspetti della missione UNIFIL e della partecipazione italiana. La visita è proseguita nel settore di competenza italiana della Blue Line – linea di separazione tra Libano e Israele garantita dalla missione multinazionale – procedendo poi alla volta del centro di addestramento di Al Samayiah, sede della Missione Bilaterale Italia Libano (MIBIL), dove il comandante, colonnello Andrea Monti, ne ha illustrato i fondamenti e i progressi.

La visita si è conclusa con la celebrazione della Medal Parade, cerimonia nella quale i peacekeeper ricevono la medaglia commemorativa ONU.

Durante la cerimonia l’onorevole Frusone ha rivolto al contingente un indirizzo di saluto, in cui ha espresso, anche a nome dei colleghi, i “complimenti per l’importante lavoro da loro stessi personalmente verificato e l’orgoglio di cittadino e di rappresentante parlamentare italiano per gli eccellenti risultati ottenuti dalla missione che, anche grazie all’impegno dei soldati italiani, è un modello di intervento multinazionale di pace da seguire”, riferisce il comunicato.

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Fonte e foto: SW UNIFIL

UNIFIL: il comandante gen Portolano visita Italbatt, “stabilità nella fragilità merito di lavoro sinergico”

20150708_UNIFIL gen Portolano visita ITALBATT (1)Il generale Luciano Portolano, Head of Mission e Force Commander di UNIFIL, ha visitato oggi, 8 luglio, nella base di Al Mansouri UNP 1-26, la Task Force di ITALBATT su base reggimento Genova Cavalleria (4°).

Accolto dal colonnello Giovanni Biondi, comandante di ITALBATT, il generale Portolano ha ricevuto un aggiornamento sulle attività operative condotte dai peacekeeper italiani e serbi facenti parte della task force.

Rivolgendosi poi direttamente al personale impiegato, il generale Portolano ha espresso parole di apprezzamento per l’impegno profuso in questa delicata missione: “La situazione di stabilità, ancorché volatile, poiché basata su delicati equilibri, non è frutto del caso”, ha sottolineato il comandante 20150708_UNIFIL gen Portolano visita ITALBATT (2)Portolano, evidenziando l’importanza e l’efficacia del “sinergico lavoro di tutte le componenti di UNIFIL, specialmente grazie al prezioso impegno della componente tattica di cui voi fate parte. Grazie per ciò che state facendo, egregiamente, con grande spirito di abnegazione e nella comune ottica della piena attuazione della risoluzione 1701”.

Con queste parole l’Head of Mission and Force Commander generale Portolano ha concluso la sua visita, dopo l’omaggio allo stendardo del Reggimento inserito come unità di manovra nella Joint Task Force Lebanon – Sector West, su base brigata aeromobile Friuli, alla guida del generale Salvatore Cuoci.

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Fonte e foto: Sector West UNIFIL

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UNIFIL, Libano: peacekeeper francese evacuato da Italair

20150623_UNIFIL_Italair_Casevac (2) Nei giorni scorsi la Task Force Italair è stata attivata per una evacuazione sanitaria (CASEVAC – casualty evacuation) per il recupero a mezzo elicottero, nel Libano del sud, di un militare francese di UNIFIL con sospetta ischemia celebrale.

Appena 5 minuti dopo l’attivazione, l’elicottero italiano con a bordo il personale medico (AMET – Air Medical Team) di nazionalità francese ha raggiunto il luogo per l’emergenza, dove veniva prontamente imbarcato il paziente che era già stato stabilizzato sul posto. Dopo un volo di circa 30 minuti il velivolo italiano è atterrato, con l’ausilio dei visori notturni, sul tetto del grattacielo sede del Saint George Hospital di Beirut per le cure del caso.

20150623_UNIFIL_Italair_Casevac (3)Tutta l’operazione ha richiesto in totale circa 45 minuti, tempo estremamente prezioso in situazioni di gravissima emergenza come questa, come sottolinea il comunicato stampa di Italair.

Il servizio di evacuazione aerea d’emergenza viene fornito ininterrottamente di giorno e di notte dalla Task Force Italair con una prontezza di 30 minuti al decollo.

La componente dell’aviazione dell’Esercito (AVES), Task Force Italair, su base 2° reggimento AVES Sirio, è costituita da elicotteri AB-212 con compiti d’evacuazione sanitaria, ricognizione della Blue Line, ricerca, soccorso e collegamento ed è alle dipendenze dal comandante di UNIFIL.

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UNIFIL, il comandante gen Portolano convoca i paesi contributori: importante la costanza nel supporto

20150528_UNIFIL_Il generale Portolano incontra  gli ambasciatori dei Paesi contributori di peacekeepers della missione  UNIFILÈ molto importante che i paesi che contribuiscono con i loro peacekeeper alla missione UNIFIL in Libano mantengano la costanza nel sostegno all’attività in un momento particolarmente delicato dal punto di vista geopolitico e della sicurezza.

Al fine di ribadire questa necessità e di fare un punto di situazione sul fragile equilibrio in Medioriente, il generale Luciano Portolano, Capo Missione e Comandante delle Forze di UNIFIL, ha convocato a Beirut il 27 maggio scorso, nel quadro delle attività tese a favorire il conseguimento degli obiettivi contenuti nella Risoluzione 1701, gli ambasciatori dei 5 paesi membri permanenti del Consiglio di Sicurezza, quelli dei paesi contributori di peacekeeper alla missione ONU nel Libano meridionale, unitamente al Coordinatore speciale delle Nazioni Unite per il Libano (UNSCOL) e all’ambasciatore dell’Unione Europea a Beirut.

Foto di gruppo, il Generale  Portolano con i P5 e gli ambasciatori dei Paesi contributori di UNIFILL’occasione è stata particolarmente importante e proficua oltre che per fare un punto di situazione sul contesto geopolitico dello scacchiere mediorientale, con riguardo soprattutto alla questione siriana e ai suoi riflessi sul Libano meridionale, anche per tracciare un quadro dello stato dell’arte della Missione UNIFIL, che si muove nel delicato alveo del peacekeeping in forza alla precisa e ben tracciata risoluzione 1701 basata sul capitolo VI della carta delle Nazioni Unite.

Nell’incontro è stata sottolineata l’indispensabilità del costante impulso e sostegno del dialogo tra le parti che avviene, oltre che con gli incontri bilaterali, mediante il peculiare strumento del tavolo tripartito e attraverso gli sforzi congiunti dei caschi blu e delle Forze Armate Libanesi (LAF) nell’area di operazione terrestre e marittima, associati allo stato di avanzamento dello Strategic Dialogue, veicolo di aiuto e assistenza coerente al più ampio meccanismo dell’International Support Group (ISG).

In particolare, il generale Portolano ha evidenziato le attività svolte negli ultimi 10 mesi sotto il suo comando dagli oltre 11.000 peacekeeper nell’ambito di un contesto operativo in continua evoluzione che richiede “flessibilità e capacità di adattamento”. In tale guisa opera UNIFIL la cui area di operazioni, nonostante la forte instabilità regionale, continua a rimanere “stabile”, ha sottolineato il comandante rilevando come tale risultato non sia frutto del caso ma di un approccio olistico e integrato da parte della Missione, capace di sistematizzare le diverse realtà e dimensioni tra le quali spiccano quella militare, civile e diplomatica. Una dedizione congiunta tra vari attori, in primis gli stessi paesi contributori con il concorso a vario titolo, le LAF, le autorità locali e religiose, senza il supporto dei quali tutto sarebbe difficilmente realizzabile.

Il generale Portolano ha concluso l’evento ringraziando gli ambasciatori convenuti per il loro forte continuo supporto e soprattutto quelli delle nazioni contributrici, poiché convinto di poter confidare sui loro rispettivi contingenti quali reali e credibili messaggeri di pace.

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Fonte e foto: UNIFIL MPIO

UNIFIL, Sector West: l’Estonia entra a far parte del settore a guida italiana

20150527_La bandiera estone viene issata anche  a ShamaUn plotone di peacekeeper estoni è entrato ieri, 27 maggio, a far parte dell’area di responsabilità del Sector West di UNIFIL, attualmente su base brigata aeromobile Friuli al comando del generale Salvatore Cuoci.

I militari dell’Estonia sono inquadrati nel battaglione di stanza ad At Tiri, formato finora da militari finlandesi e irlandesi.

La bandiera dell’Estonia è stata issata nella base UNIFIL 2-45 alla presenza del vice comandante del Sector West, colonnello Jori Harju, che nel suo discorso ha dato il benvenuto ai soldati estoni augurando loro un buon lavoro.

20150527_La cerimonia presso il quartier  generale del sector west in ShamaI militari estoni, oltre ad aver collaborato con la Finlandia per molti anni, si sono ancor più integrati con il battaglione finlandese durante l’iter di preparazione all’impiego specifico. Avranno il compito, insieme con i colleghi finlandesi e irlandesi, di controllare il territorio con check-point e pattugliamenti.

L’Estonia, già in Libano dal 1996 al 1997 con una compagnia di fanteria, rientra da oggi a far parte dei 39 paesi contributori della missione UNIFIL nel sud del paese.

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20150527_La bandiera estone viene issata presso la posizione UN 2-45

20150527_Le tre uniformi presenti alla posizione 2-45

20150527_Le bandiere che sventolano all'interno della base di Shama