Difesa, Rugby Sei Nazioni Italia-Irlanda: i militari con la bandiera della FIR e la Fanfara dei Carabinieri, con un Terzo Tempo da 50mila tifosi al Villaggio Ospitalità

“La manifestazione sportiva di rugby nell’incontro Italia Irlanda del torneo Sei Nazioni di domenica scorsa, 24 febbraio, ha visto la partecipazione dei rugbisti delle due nazioni insieme agli atleti dei gruppi sportivi militari e paralimpici allo Stadio Olimpico”, ha fatto sapere lo stato maggiore della Difesa.

Militari delle Forze Armate sono entrati in campo prima dell’inizio del match con le bandiere delle nazioni partecipanti e con la bandiera della Federazione Italiana Rugby (FIR). Gli uomini e le donne con le stellette hanno cantato gli inni nazionali intonati dalla Fanfara dei Carabinieri che ha continuato a suonare nel corso della partita, si apprende, esibendosi anche presso lo stand della Difesa al Villaggio Ospitalità Terzo Tempo.

Il Terzo Tempo al Villaggio Ospitalità dello Stadio dei Marmi del Foro Italico ha visto l’afflusso di circa 50.000 tifosi tra italiani e stranieri, ha fatto sapere la Difesa. Le Forze Armate hanno partecipato con uno stand informativo come punto di incontro tra il mondo dello sport e quello militare.

Lealtà, coraggio, amicizia e rispetto dell’avversario, sono i valori che ogni rugbista impara a conoscere sul campo di gioco, gli stessi valori che ispirano l’operato degli uomini e delle donne delle Forze Armate, quotidianamente al servizio della collettività in Italia ed all’estero”, sottolinea il comunicato stampa della Difesa.

Alla manifestazione, insieme ad altri sportivi di tutte le Forze Armate, hanno preso parte il Tenente Colonnello del Ruolo d’Onore dell’Aeronautica Marco Iannuzzi, il Maresciallo del Ruolo d’Onore Simone Careddu e il Caporal Maggiore Capo Scelto del Ruolo d’Onore Ferdinando Giannini, entrambi dell’Esercito, tutti appartenenti al Gruppo Sportivo Paralimpico della Difesa (GSPD).

Il GSPD si prefigge di offrire un contributo determinante verso una nuova prospettiva di vita e una più compiuta riabilitazione sociale per coloro i quali, operando in Patria o fuori dai confini nazionali, hanno contratto lesioni o malattie invalidanti e permanenti nell’adempimento del proprio dovere.

“Lo sport paralimpico, come lo sport militare, rappresenta la sinergia tra i valori delle discipline sportive e le capacità psicofisiche e professionali di alto livello del personale in uniforme”, conclude la Difesa.

Fonte e foto: PI SMD