Roberto D’Alessandro

CESIVA: il Generale di Divisione D’Alessandro lascia il comando al vicecomandante del Centro al Generale di Brigata Scopigno

Ieri, 30 luglio, nella Caserma Giorgi in Civitavecchia, alla presenza del Comandante per la Formazione, Specializzazione e Dottrina dell’Esercito (COMFORDOT), Generale di Corpo d’Armata Giovanni Fungo, della Bandiera d’Istituto e di tutto il personale militare e civile del Centro, si è svolta la cerimonia di avvicendamento del Comandante del Centro Simulazione e Validazione dell’Esercito (Ce.Si.Va.), si apprende da un comunicato stampa dello stesso Centro.

Il Generale di Divisione Roberto D’Alessandro lascia il comando al Generale di Brigata Manlio Scopigno, dal 25 settembre 2017 già Vice Comandante del Ce.Si.Va. e Capo Reparto Esercitazioni, Sviluppo e Sperimentazione.

Nel corso della cerimonia, il Gen. D’Alessandro ha rivolto un cordiale saluto a tutto il personale dipendente ringraziandolo per la concreta collaborazione profusa nei suoi diciotto mesi di comando, ed evidenziando come la fattiva condivisione degli obiettivi abbia fatto del Ce.Si.Va. uno dei centri d’eccellenza della Forza Armata.

La cerimonia è proseguita con la lettura della formula di riconoscimento del nuovo Comandante, quindi con la consegna, da parte del Gen. D’Alessandro, della Bandiera d’Istituto al Gen. Scopigno, il quale il quale ha assunto formalmente il comando del Centro Simulazione e Validazione dell’Esercito.

“L’intervento del Comandante per la Formazione, Specializzazione e Dottrina dell’Esercito, Gen. Giovanni Fungo, – conclude il comunicato stampa – ha infine posto il suggello alla cerimonia. Nel corso del suo discorso ha prima sottolineato l’importante ruolo che il Ce.Si.Va. esercita in ambito Forza Armata nel settore della simulazione addestrativa e del Virtual Training, quindi espresso parole di stima e ringraziamento per l’incisiva azione di Comando profusa dal Generale D’Alessandro”.

Fonte e foto: CESIVA

CESIVA: training, sperimentazione e Forza NEC ma anche obiettivo EU in ambito PESCO

Da punto di riferimento per il training e l’approntamento di Grandi Unità a vero e proprio European Training Certification Centre for European Armies. Sì, perché, diciamolo subito, il Centro Simulazione e Validazione dell’Esercito (CESIVA) ha un livello di ambizione ben definito in dimensione europea, che si colloca nell’ambito della PESCO e si concretizza in un progetto che vede l’Italia leader a Bruxelles, appoggiata per ora dalla Grecia.

Se questo progetto si realizzasse, il CESIVA dovrebbe affrontare una riconfigurazione tale da permettere una decisa internazionalizzazione del centro.

La Caserma Giorgi, dove a Civitavecchia ha sede, verrebbe in parte ricondizionata per arrivare a un modello sulla linea del centro NATO di Bydgoszcz, in Polonia.

Attualmente il CESIVA – che è retto da un generale a due stelle (ora il Generale di Divisione Roberto D’Alessando) e che dipende dal Comando per la Formazione, Specializzazione e Dottrina dell’Esercito (COMFORDOT) ma con l’ambizione di passare sotto la dipendenza del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito (Capo di SME), come sembra del resto già in orientamento – è stato ispirato ai modelli dei centri NATO di Stavanger (Norvegia) e, appunto, di Bygoszcz, secondo quanto indicato nella Linee di indirizzo del Capo di SME 26 marzo 2018.

Nel 2018 ha addestrato 1.057 militari in ambito constructive CPX-CAX (esercitazioni per posti comando, Command Post Exercise e Computer Assisted Exercise) provenienti dalle brigate Friuli, Garibaldi, Julia, Pinerolo, Taurinense e dai reggimenti 5° Alpini e 8° Artiglieria, e destinato ai teatri operativi di Afghanistan, Kosovo, Libano, oltre che al bacino JRRF (Joint Rapid Response Forces).

Nello stesso anno il personale addestrato nei centri di addestramento tattico (CAT) si attesta a 2.513 unità (Bluefor) e 711 unità (Opfor) per un totale di 21 sessioni di training.

I numeri per ambire a una riconfigurazione a livello europeo ci sono dunque tutti. Di più: “gli strumenti tecnici e la professionalità li abbiamo, occorre ulteriore personale e, soprattutto, servono risorse finanziarie”, ha reso noto il Gen. B. Manlio Scopigno, vicecomandante del CESIVA.

Per meglio focalizzarsi sul progetto European Training Certification Centre for European Armies, il Centro ha programmato una conferenza per il prossimo mese di luglio incentrata sul progetto già presentato in ambito PESCO e in attesa di almeno un altro paio di adesioni oltre alla Grecia, questo per poter ottenere un finanziamento che consenta la realizzazione dell’obiettivo di crescita, ha spiegato il Gen Scopigno.

In poche parole, se non vi fossero altre adesioni al progetto, allo stato attuale l’Italia dovrebbe finanziarsi da sola. Qualcosa in termini di interessamento, tuttavia, si sta muovendo a livello tecnico-tattico, come si apprende, manca però il supporto politico che, se la visione strategica non difetta, non può non arrivare.

Al momento il Centro continua a rappresentare un punto di riferimento in ambito nazionale nel settore della simulazione addestrativa. Valuta le capacità di pianificazione e di condotta dei posti comando delle unità, concorrendo all’approntamento di quelle designate all’impiego fuori del territorio nazionale, e sperimenta le componenti del programma di digitalizzazione dell’Esercito.

Valutazione e sperimentazione sono infatti i punti cardine dell’attività del CESIVA, come indica in dettaglio la sua mission nell’esporne i compiti:

o             Valutare le capacità di pianificazione e condotta delle operazioni militari dei posti comando delle unità dell’area operativa del livello ordinativo di reggimento, Brigata e Divisione;

o             Valutare le capacità di pianificazione e condotta delle operazioni militari delle unità dell’area operativa del livello ordinativo plotone, compagnia e battaglione/reggimento;

o             Sperimentare i prodotti dei progetti di sviluppo ovvero di ammodernamento dei sistemi informatici per le aree C4ISTAR e per la simulazione.

L’obiettivo è concorrere all’approntamento generale ovvero specifico delle Unità dell’area operativa dell’Esercito Italiano, passando da una capacità attuale dell’area addestrativa di 140 postazioni di lavoro a un totale di 540, con un incremento di 400 unità.

Un’ulteriore ambizione del Centro è rappresentata dal divenire il punto di coordinamento per lo sviluppo degli scenari esercitativi e per crearne di specifici, cosa che allo stato attuale viene eseguita invece da ogni singolo ente in base alle proprie esigenze. Un salto di qualità che nel 2020 dovrebbe divenire realtà di pari passo alla possibilità di creare e condurre esercitazioni congiunte senza spostarsi dalla sede.

Lo sviluppo successivo è l’inserimento in attività di carattere internazionale, un passo che renderebbe possibile l’obiettivo di networking and federation e con esso la valorizzazione del CESIVA così come auspicato dalle linee di indirizzo del CaSME della fine dello scorso anno.

Una volta consolidata questa struttura non ci sarebbero limiti allo svolgimento di attività la cui training audience potrebbe quindi essere costituita da figure civili e non soltanto militari. Ecco allora spiegata la potenzialità del Centro, che potrebbe allora estendersi anche a esercitazioni di natura civile o a test di piani di contingenza in caso di emergenze. Da qui l’innalzamento del livello di ambizione fino all’ambito PESCO.

Tornando alle attività di training del settore militare, va detto che i numeri raggiunti dal CESIVA sono testimonianza della validità del sistema costruito, che prevede un addestramento di tipo Live, Constructive e Virtual.

Con Live si intende l’addestramento di comandi e unità sul terreno (persone reali, scenario reale, effetti del fuoco simulati); con Constructive l’addestramento di comandi e staff (unità simulate operano in ambienti operativi simulati su input di persone reali): Virtual, infine, è l’addestramento individuale o in team per persone reali in ambiente operativo simulato (ambiente sintetico).

Tutte le performance dei soggetti esercitati sono poi valutate da team di valutatori. Non solo, l’intero sistema di simulazione viene sottoposto a valutazione da parte del Centro.

Qui, nella Caserma Giorgi di Civitavecchia, si sperimenta il progetto Forza NEC.

Per chi segue questo blog, parlare di questo progetto – o di Soldato Futuro, o di capacità netcentric e di net-centric warfare – significa tornare ad articoli vecchi di quattordici anni. Un chiaro riferimento è stato fatto da queste pagine nel 2006, riportando un convegno intitolato “Il soldato del futuro”, tenuto al Centro alti studi Difesa (Casd) di Roma il 22 marzo di quell’anno, e riprendendo il concetto di net-centric warfare di cui si era parlato nel 2005 durante i festeggiamenti per il 144° anniversario dell’Esercito Italiano.

In quell’occasione – era il 3 maggio 2005 – l’allora Capo di SME dell’Esercito, Generale Giulio Fraticelli, aveva fatto riferimento all’aspetto qualitativo dell’Esercito, in cui tecnologia e standard addestrativi e operativi sono sempre più orientati alle dimensioni di multinazionalità e interoperabilità.

“La situazione appare accettabile – sosteneva allora, nel 2005, il Gen. Fraticellianche se occorre fare di più nel comando e controllo, soprattutto in quella che oggi viene definita capacità net-centric”.

“Il convegno sul ‘soldato del futuro’scrivevo il 20 aprile 2006ha fatto emergere l’importanza della persona: il militare equipaggiato di armi e materiali innovativi è un professionista dal profilo culturale elevato. Motivato, adeguato alla vita militare e al successivo rientro nella vita civile. Questa è la nuova figura di soldato che entrerà a far parte della rete di interconnessione chiamata net-centric warfare”.

Un solido progresso è stato fatto per quanto riguarda la partecipazione diretta allo sviluppo dettagliato dei prodotti che realmente servono: se nel 2015 l’Esercito non era in grado di configurare la struttura di questo sistema – ha ricordato il Capo Ufficio Sperimentazione, Col. Raffaele Schena – a partire dal 2016/17 il CESIVA ha configurato un’architettura complessa senza più l’ausilio dell’industria.

Ora il Centro è l’hub dei 7 laboratori ITB (Integration Test Bed) che eseguono test sui sistemi hardware forniti da Leonardo e che lavorano ognuno sulla base della propria specificità con l’interconnessione come obiettivo, al fine di effettuare attività congiunte, creare scenari per attività sperimentali e stimolare così i sistemi C2 (comando e controllo).

Il sistema Forza NEC rimane concentrato sul suo obiettivo originario, ossia sull’interconnessione: elemento già visto in passato a sostegno di tutto il progetto che nel 2006, nelle parole dell’allora Capo di Stato Maggiore della Difesa, Ammiraglio Giampaolo Di Paola, partiva dalla consapevolezza dell’avvenuta mutazione degli scenari di sicurezza e, dunque, dalla necessità di prediligere gli elementi expeditionary, joint e combined.

Era il momento, si pensava, di sfruttare i progressi tecnologici in virtù del concetto di Network Centric Warfare (NCW), sviluppato in area statunitense e ripreso dagli inglesi con la definizione di Network Enabled Capability (NEC).

Sviluppare i due concetti con l’obiettivo di mantenere una superiorità dell’informazione richiedeva comunque un adeguamento delle piattaforme e dei sistemi in uso fino al completo rinnovamento.

Anche perché l’obiettivo di interconnettere i sistemi C2 delle Forze Armate in un’unica rete, in modo da ottenere la loro interazione per raggiungere un’integrazione a livello strategico, si sarebbe realizzato tramite una architettura di Comunicazione, Comando e Controllo e Computer (C4), oltre alla digitalizzazione degli equipaggiamenti delle Forze Armate per connetterli alla rete stessa, ricorda il Col. Schena.

Dal 2006 al 2014, uno studio di fattibilità, unitamente a un project definition, con implementazione a tre spire (concetto di spirale come continua evoluzione e avanzamento), ragionava su una forza terrestre NEC di livello divisionale articolata su 3 brigate digitalizzate, 1 landing force digitalizzata e relativi supporti.

Nel 2010 il concept development & experimentation, inserito come risk reduction phase, prevedeva una spesa di 800 milioni di euro in attività di R&S per realizzare le capacità idonee a testare l’architettura C4ISTAR di una forza digitalizzata e l’implementazione di un ITB Forza NEC.

Successivamente il progetto viene rivisto riducendo le brigate a 2, anziché 3, e mantenendo comunque la landing force.

Il concept development & experimentation, ancora in corso, ha posto quattro obiettivi da realizzare entro il 2021, momento in cui si tireranno finalmente le somme dovendo valutare le questioni di carattere finanziario: Progettazione architetture target e implementazione dei sistemi C4ISTAR di Forza NEC; Integration Test Bed per la Forza NEC; avvio programmi di industrializzazione e realizzazione pre-serie; fornitura principali sistemi C4ISTAR e C2N.

Il progetto rimane il programma di punta per la trasformazione e l’ammodernamento delle Forze Armate, e ogni sei mesi il Capo di SMD viene informato dello stato di avanzamento.

Attualmente si lavora all’estensione della rete di sensori, dal singolo soldato, alla squadra e via fino alla brigata, per arrivare alla divisione.

L’integrazione tra strumenti e unità avviene in collaborazione con l’industria con l’obiettivo di arrivare al prodotto finito attraverso la sperimentazione e la progressione in un’ottica di riduzione del rischio. Gli stress test, di cui uno è in programma in Puglia a fine maggio, avvengono al poligono, presso le unità.

In laboratorio, invece, si stanno eseguendo anche test con modelli cyber, creando attacchi e generando contromisure. Mentre il simulatore operativo rimane il VBS3.

Inevitabile che una volta completata l’integrazione, il prodotto finito faccia nascere nuove sfide in ambito dottrinale. Se in passato, infatti, la radio la faceva da padrona nelle comunicazioni, con il completamento del progetto Forza NEC entrano in gioco anche le e-mail, le chat e tutti quei mezzi di comunicazione che potrebbero rappresentare il rischio di bypassare tutta la catena C2. Un rischio già tuttavia calcolato e già allo studio, che si esplica per ora in una risposta di cross domain solution, il MILS (Multiple Independent Levels of Security). Una soluzione che unisce due diversi livelli di classifica a determinate condizioni.

Anche quest’ultimo verrà testato a maggio, nell’ambito di una progressione ormai lanciata che vedrà sicuramente il CESIVA protagonista delle prossime sfide del virtual training anche in dimensione europea.

Paola Casoli

Al CESIVA un media day sulle nuove frontiere dell’Esercito digitalizzato: i simulatori per il soldato del futuro

I simulatori addestrativi e lo sviluppo della digitalizzazione sono stati oggetto del convegno tenutosi al Centro Simulazione e Validazione dell’Esercito (CESIVA) lo scorso 3 aprile.

Più in dettaglio, spiega lo stesso CESIVA con un comunicato stampa del 4 aprile, si è trattato di un media day intitolato “I simulatori per il soldato del futuro”.

“Obiettivo dell’incontro con la stampa specializzata nel settore del ‘virtual training’ – rende noto il CESIVA – è stato quello di far conoscere la realtà addestrativa del Centro, presentare le innovazioni legate allo sviluppo e alla sperimentazione dei sistemi di comando e controllo e focalizzare l’attenzione sulla progressiva digitalizzazione dell’Esercito nel contesto del programma della Difesa denominato Forza NEC (Network Enabled Capability)”.

Forza NEC, spiega il comunicato, è un progetto in grado di velocizzare lo scambio di dati e informazioni provenienti dalla zona di operazioni e fornire al comandante di un’unità la possibilità di decidere più velocemente.

Il Centro Simulazione e Validazione dell’Esercito costituisce il principale riferimento per l’applicazione della simulazione addestrativa nell’approntamento dei posti comando delle unità destinate all’impiego fuori del territorio nazionale, focalizza le proprie attività sull’organizzazione di esercitazioni volte ad attestare il raggiungimento delle capacità operative fondamentali per l’assolvimento della missione, utilizzando sistemi informatici tecnologicamente avanzati di simulazione e di comando e controllo.

Al CESIVA, inoltre, è stata assegnata la responsabilità di sperimentare i sistemi integrati per l’addestramento terrestre, di simulazione e di comando e controllo, in funzione dell’ammodernamento di settore, nonché i sistemi per la digitalizzazione del campo di battaglia nel contesto del più ampio programma della Difesa Forza NEC.

I lavori del media day si sono aperti con il saluto di benvenuto da parte del Comandante del Centro, il Gen. D. Roberto D’Alessandro, a cui ha fatto seguito l’intervento del Viceomandante Gen. B. Manlio Scopigno finalizzato a evidenziare mission, compiti e prospettive future del CESIVA.

L’incontro con la stampa è quindi proseguito con le presentazioni del Capo Ufficio Sperimentazione, Col Raffaele Schena, e del Capo Sezione Sperimentazione, il Ten Col Roberto Mozzicato.

Il col Schena, per linee generali, ha illustrato il programma Forza NEC, mentre il ten col Mozzicato si è soffermato sull’Integration Test Bed (ITB) di Forza Armata e sullo sviluppo della 1^ Sessione d’Integrazione Operativa (S.I.O.) del 2019 in corso di svolgimento al Centro.

La giornata si è infine conclusa con la visita ai locali dell’ITB, dove vengono studiati e testati i sistemi integrati per l’addestramento terrestre, di simulazione e di comando e controllo.

Fonte e foto: CESIVA

CESIVA: concluso il corso sull’educazione terapeutica per la prevenzione e il trattamento dell’obesità

Si è con successo al Centro Simulazione e Validazione dell’Esercito (CESIVA), il ciclo di interventi dell’ASL 4 di Civitavecchia sull’educazione terapeutica per la prevenzione e il trattamento dell’obesità, ha fatto sapere lo stesso Centro con un comunicato stampa del 2 novembre.

In particolare, si apprende, con l’intervento del dott Graziano Santantonio sul tema degli stili di vita e della prevenzione dell’obesità, mercoledì 31 ottobre, al Centro Simulazione e Validazione dell’Esercito (Ce.Si.Va), si è chiuso il ciclo di interventi dell’Azienda Sanitaria Locale 4 di Civitavecchia sull’obesità.

L’iniziativa culturale avviata grazie all’interessamento del Comandante del Ce.Si.Va., Generale di Divisione Roberto D’Alessandro, e del Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria Locale, dott Giuseppe Quintavalle, si è articolata su quattro incontri altamente formativi e ha avuto come focus la prevenzione cronico-degenerativa (ipertensione arteriosa, patologie cardiovascolari, diabete ecc.).

Il corso, curato da medici specialisti in servizio presso l’ASL 4 di Civitavecchia, oltre a evidenziare come l’obesità costituisca una problematica sociale che investe una grossa fetta della popolazione italiana, ha fornito, per gli aspetti afferenti alla problematica del mantenimento dell’efficienza operativa, utili informazioni a tutto il personale militare del Centro.

Il ciclo di incontro ha avuto avvio lo scorso 20 settembre con il diabetologo dott Graziano Santantonio con il tema: “L’inquadramento diagnostico-terapeutico dell’obesità e delle sue complicanze”; il giorno 3 ottobre è intervenuta la dietista Valentina Di Fiordo, che ha parlato degli elementi di nutrizione e dietetica dell’obesità; infine, lo scorso 17 ottobre è stata la volta della psicologa Margherita Donati, che ha fatto il punto sulle problematiche psicologiche dell’obesità.

Questa iniziativa, unita al convegno del 28 settembre riguardante “Le antibiotico resistenze e le infezioni correlate all’assistenza”, organizzata in sinergia con l’ASL 4 di Civitavecchia e l’Associazione Scientifica “Hospital e Clinical Risk Managers” (HCRM), ha costituito per il Ce.Si.Va. due momenti di alto profilo culturale che hanno consentito al Centro di allacciare solide sinergie con le realtà pubbliche del territorio e porre le basi per altre future collaborazioni formative.

Articoli correlati:

CESIVA: un convegno sulle antibiotico-resistenze con la ASL4 e la HCRM (4 ottobre 2018)

Fonte e foto: CESIVA

CESIVA: l’on Battilocchio visita il Centro impegnato nel progetto europeo della Cooperazione Strutturata Permanente

Lo scorso 3 settembre l’Onorevole Alessandro Battilocchio, nella veste istituzionale di componente della XIV Commissione per le Politiche dell’Unione Europea, ha fatto visita al Centro Simulazione e Validazione dell’Esercito (Ce.Si.Va.) per un approfondimento sul progetto europeo “European Training Certification Centre for European Armies Project (ETCC)“, uno dei 4 progetti (sui 17 totali) della Cooperazione Strutturata Permanente che l’Unione Europea ha assegnato all’Italia, e in particolare al Ce.Si.Va.

È lo stesso Centro a darne notizia con un comunicato stampa di ieri, 6 settembre.

La Cooperazione Strutturata Permanente, nata il 1° dicembre 2009 con il Trattato di Lisbona con lo scopo di rafforzare la sicurezza e la difesa europea, trae origine dall’istituto delle cooperazioni rafforzate introdotto nel 1997 con il Trattato di Amsterdam, quale rimedio possibile al rallentamento del processo di integrazione europea determinato dall’allargamento dell’Unione Europea ai numerosi Paesi dell’Europa centro-orientale, ricorda il comunicato.

L’interesse dell’on Battilocchio al progetto – “il cui fine è quello di offrire le strutture e le capacità del CESIVA per le attività di standardizzazione procedurale, supporto all’addestramento e approntamento delle unità degli eserciti europei”, spiega il Centro – nasce alla luce dell’importante ruolo istituzionale che il Deputato ricopre anche in ambito territoriale.

L’Onorevole, infatti, in qualità di rappresentante del collegio Lazio 2 – Civitavecchia, ha finalizzato la visita al Centro per meglio definire le potenziali positive ricadute che il progetto potrà avere sul territorio e aree limitrofe.

“In sede d’incontro – si legge dal comunicato – il Comandante del CESIVA, Generale di Divisione Roberto D’Alessandro,  al riguardo ha evidenziato che lo European Training Certification Centre for European Armies Project, oltre a consentire al Paese di potersi impegnare visibilmente e concretamente in ambito europeo, potrebbe assicurare alla realtà locale di Civitavecchia e delle aree limitrofe un importante indotto derivante dall’auspicata ‘multinazionalizzazione’ dello staff del CESIVA e, in occasione delle attività esercitative condotte presso il Centro, dalle ricorrenti presenze di delegazioni di Forze Armate di altri Paesi europei”.

In tale contesto, la realizzazione della progettualità della Cooperazione Strutturata Permanente legata al CESIVA, complementare alle capacità già espresse dallo stesso a favore dello Strumento terrestre nazionale e incentrata sulla condivisione di risorse già esistenti, non richiederebbe un impegno finanziario dedicato e potrebbe anzi prevedere la possibilità di un cost sharing in ambito UE con possibili ritorni per il Sistema Paese e, in particolare, per il territorio di Civitavecchia, assicura lo stesso CESIVA.

Infine, il Generale di Divisione Roberto D’Alessandro ha evidenziato che allo European Training Certification Centre for European Armies Project ha già aderito la Grecia, mentre nazioni come Germania, Romania, Austria, Repubblica Ceca e Spagna, che erano presenti nelle giornate del 10 e 11 luglio al CESIVA a un incontro “ad hoc” finalizzato alla conoscenza delle potenzialità della Forza Armata nel contesto della simulazione addestrativa, hanno potuto approfondire la realtà operativa del Centro, manifestando vivo interesse a future cooperazioni.

La visita al CESIVA dell’on Battilocchio si è infine conclusa con parole di apprezzamento per il lavoro che il Centro quotidianamente porta avanti nell’ambito della Forza Armata: “Ho avuto il privilegio e il piacere di poter tornare in visita ufficiale presso il Centro Simulazione e Validazione dell’Esercito, che ha sede in Civitavecchia. Si è trattato di un’occasione per poter vedere da vicino le attività che vengono condotte da questo Istituto, eccellenza dell’Esercito, della Difesa e della Nazione, di cui il territorio che ho l’onore di rappresentare può farsi pregio.

L’offerta italiana, di proporre il Centro quale polo di validazione dei Comandi nell’ambito della cooperazione strutturata e permanente della difesa dell’Unione Europea, é un’opportunità per la Nazione, per la Difesa stessa e per il territorio, per questo, nei limiti delle mie attribuzioni, cercherò di sostenere con forza questo progetto”.

Articoli correlati:

Il CESIVA in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: CESIVA

CESIVA: il gen D’Alessandro ha assunto il comando del Centro Simulazione e Validazione dell’Esercito

Ha avuto luogo ieri, lunedì 26 marzo, la cerimonia di assunzione del comando del Centro Simulazione e Validazione dell’Esercito (CESIVA) da parte del generale di divisione Roberto D’Alessandro, ha fatto sapere con un comunicato stampa lo stesso CESIVA.

La cerimonia di avvicendamento ha avuto luogo nella sede del Centro, a Civitavecchia, alla presenza del Comandante per la Formazione, Specializzazione e Dottrina dell’Esercito (COMFORDOT), gen Pietro Serino, e di tutto il personale militare e civile del CESIVA.

Il gen D’Alessandro assume l’incarico dopo un breve periodo in cui la carica di Comandante del Centro è stata ricoperta ad interim dal generale di brigata Manlio Scopigno.

Il nuovo comandante giunge al CESIVA dopo aver lasciato la sede di Innsworth, dove ha ricoperto per più di tre anni le funzioni di Vice Comandante dell’Allied Rapid Reaction Corps UK (ARRC UK), il Corpo d’Armata di Reazione Rapida della NATO a guida britannica.

Il CESIVA di Civitavecchia costituisce il principale riferimento dell’Esercito per l’applicazione della simulazione addestrativa nell’approntamento dei posti comando, degli staff e delle unità destinate all’impiego fuori del territorio nazionale.

L’attività del Centro è focalizzata soprattutto sull’organizzazione di esercitazioni volte ad attestare il raggiungimento delle capacità operative individuate come “fondamentali” per l’assolvimento della missione, utilizzando sistemi informatici tecnologicamente avanzati.

Al CESIVA è stata anche assegnata la responsabilità di sperimentare i sistemi integrati per l’addestramento terrestre, di simulazione e di comando e controllo, in funzione dell’ammodernamento di settore, nonché i sistemi per la digitalizzazione delle piattaforme operative dell’Esercito, nel contesto del più ampio programma della Difesa denominato “Forza NEC” (Network Enabled Capability).

Articoli correlati:

CESIVA: il gen Boni cede il comando e va ad ARRC, subentra ad interim il gen Scopigno (8 marzo 2018)

Difesa, cambio vicecomandante ARRC UK: il gen Boni avvicenda il gen D’Alessandro (23 marzo 2018)

Fonte e foto: CESIVA

 

Difesa, cambio vicecomandante ARRC UK: il gen Boni avvicenda il gen D’Alessandro

“Alla presenza del Comandante dell’Allied Rapid Reaction Corps (ARRC) UK, LT. Gen. Tim Radford, si è svolta la cerimonia di avvicendamento nella carica di Vice Comandante tra il cedente Gen. D. Roberto D’Alessandro e il subentrante Gen. D. Maurizio Boni, fa sapere lo stato maggiore della Difesa dal suo sito web istituzionale.

Il gen D’Alessandro a breve prenderà l’incarico di Comandante del Centro di Simulazione e Validazione dell’Esercito (CESIVA), da poco lasciato dallo stesso gen Boni (link articolo qui e in calce) che ha nel suo bagaglio professionale diverse esperienze operative all’estero e in Italia, dove ha ricoperto prestigiosi incarichi di staff e comando in unità interforze anche in contesti multinazionali, ricorda la Difesa.

Nel suo discorso di commiato, il gen D’Alessandro ha ricordato le eccellenti capacità degli uomini e donne dello staff con cui ha collaborato dal 2014, anno in cui ha assunto l’incarico presso ARRC, inoltre ha voluto ringraziare lo stesso gen Radford, sottolinea lo stato maggiore Difesa dal suo sito, per averlo sempre messo nelle migliori condizioni per operare al meglio.

L’Allied Rapid Reaction Corps UK (ARRC UK) è un comando multinazionale NATO di livello corpo d’armata a framework britannico costituito nel 1992 in Germania e, dal 2010, con sede a Innsworth (Gloucestershire, UK).

Riconosciuto quale International Military Headquarters nel 2002, ARRC è impiegabile per tutto lo spettro delle operazioni previste nel level of ambition dell’Alleanza.

Articoli correlati:

CESIVA: il gen Boni cede il comando e va ad ARRC, subentra ad interim il gen Scopigno (8 marzo 2018)

Il CESIVA in Paola Casoli il Blog

Il gen Boni in Paola Casoli il Blog

Il gen D’Alessandro in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: stato maggiore Difesa

Multinational Cimic Group: con la Double River 2018 testato anche il Remote Cimic Support

Dopo due settimane di intensa attività, si è conclusa ieri, 8 marzo, l’esercitazione “Double River 2018”, condotta nella caserma Mario Fiore di Motta di Livenza (Treviso), sede del Multinational CIMIC Group, l’unità dell’Esercito specializzata in cooperazione civile-militare (CIMIC) che ha organizzato e condotto l’evento addestrativo.

È lo stesso Cimic Group a renderlo noto con un comunicato stampa dell’8 marzo.

Lo scopo dell’esercitazione era testare e valutare le capacità degli staff del comando multinazionale e delle unità CIMIC impiegati a supporto della NATO in aderenza ai severi standard richiesti per tutte le componenti del bacino di Forze, come il Multinational CIMIC Group, interoperabili e rapidamente dispiegabili ovunque ritenuto necessario dal Consiglio Nord Atlantico (NAC) quali Nato Response Force (NRF).

“Attraverso la simulazione computerizzata (Command Post and Computer Assisted Exercise) – spiega il Cimic Group nel suo comunicato – è stato riprodotto uno scenario, complesso e aderente ai moderni contesti operativi, incentrato su una situazione di crisi internazionale tra stati fittizi, dove la Comunità Internazionale ha chiesto l’intervento della coalizione”.

Più in dettaglio, si apprende, “è stato addestrato il personale attraverso l’inoltro di una serie di attivazioni simulate che hanno riprodotto eventi/incidenti simili a quelli realmente gestiti in zona d’operazione”.

Gli eventi hanno riguardato in particolare il supporto alla popolazione mediante la distribuzione di aiuti umanitari e la gestione di eventuali urgenze sanitarie, il supporto alle autorità locali attraverso lo sviluppo di progetti relativi alle strutture pubbliche, il collegamento e coordinamento con organizzazioni civili, quali organizzazioni internazionali, governative e non-governative (OI, GO, NGO), al fine di evitare duplicazioni o ridondanze negli interventi.

“Le pedine operative a disposizione del Multinational CIMIC Group sono state le unità CIMIC Italiana e Portoghese”, si apprende.

In particolare, quella italiana ha approntato un CIMIC Center: una struttura che, allestita nelle aree di crisi, permette alla componente militare d’interfacciarsi direttamente con la popolazione civile. Un assetto che diventa, in operazioni, un vero e proprio punto di riferimento sia per i locali che per le numerose organizzazioni che confluiscono nell’area con scopi umanitari.

Per la prima volta, spiega il Cimic Group, è stato contestualmente testato il Remote CIMIC Support, ovvero la capacità di supportare le unità CIMIC, impiegate in operazioni militari, dalla madrepatria. Tale supporto si concretizza, nell’ambito dell’analisi della dimensione civile dell’area d’interesse, attraverso la consulenza che i Subject Matter Expert (SME, specialisti funzionali quali ingegneri, architetti, medici e altri professionisti di settore) forniscono agli operatori CIMIC, impiegati nelle aree di crisi, per lo sviluppo dei progetti a favore delle popolazioni dove le unità sono impiegate.

Nel corso della “Double River 2018” il Remote CIMIC Support è stato assicurato da specialisti funzionali inviati dal Ministero della Difesa Slovena, nonché da ufficiali della Riserva Selezionata dell’Esercito.

Il complesso sistema di comunicazioni informatiche che ha permesso l’interazione delle numerose componenti dell’esercitazione è stato fornito da un team di operatori del 7° reggimento Trasmissioni dell’Esercito di Sacile.

Tra le Autorità Militari presenti all’esercitazione c’erano, per l’Italia, il gen Lorenzo D’Addario, Vice Capo del III Reparto dello Stato Maggiore Difesa, e il gen Francesco Bindi, Comandante del Genio dell’Esercito; per i Comandi NATO, il Vice Comandante dell’Allied Rapid Reactions Corps (ARRC),  gen Roberto D’Alessandro, e il Capo della Divisione CIMIC del Supreme Headquarters Allied Powers Europe (SHAPE), gen Tonin Marku.

Il Multinational CIMIC Group è un’unità di livello reggimento, costituita nel 2002 (allora denominata CIMIC Group South), multinazionale – oltre all’Italia, che ne rappresenta la Framework Nation, contribuiscono Grecia, Ungheria, Portogallo, Romania e Slovenia – e interforze, alimentata cioè da personale proveniente da tutte le Armi e i Corpi dell’Esercito, della Marina, dell’Aeronautica e dei Carabinieri.

Gli operatori CIMIC del Multinational CIMIC Group sono attualmente impiegati  sia  nelle operazioni internazionali in Kosovo, Afghanistan, Libano, Somalia, Gibuti e Mediterraneo (Operazione Sophia), che nelle operazioni nazionali di presidio del territorio (Operazione Strade Sicure).

Articoli correlati:

Il Multinational Cimic Group in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: Multinational CIMIC Group

Divisione Acqui, cambio al comando: al generale D’Alessandro, futuro vicecomandante di ARRC, subentra il collega Vittiglio

Si è svolta lo scorso 3 ottobre, nella sala polifunzionale della caserma Cavalleri di San Giorgio a Cremano, in provincia di Napoli, la cerimonia del cambio del vicecomandante del 2° Comando delle Forze di Difesa (2° FOD) e comandante della divisione Acqui tra il generale Roberto D’Alessandro e il generale Antonio Vittiglio.

La cerimonia è stata presieduta dal generale Carmine De Pascale, comandante del 2° FOD, con la partecipazione di rappresentanze dell’Associazione Nazionale Reduci Divisione Acqui – Sezione Campania e delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma degli artiglieri, bersaglieri e paracadutisti.

Il generale D’Alessandro prima del passaggio di consegne al subentrante ha ricordato ai presenti, nel suo discorso di commiato, che il suo periodo di comando è stato caratterizzato da “grandissime esperienze umane e professionali, arricchito dall’onore di essere stato il Comandante di una delle realtà più ricche di storia e allo stesso tempo maggiormente proiettate al futuro della nostra Forza Armata”.

Sotto la guida per oltre due anni del generale D’Alessandro il Comando Divisione Acqui ha confermato nelle numerose esercitazioni condotte le spiccate capacità di prontezza raggiunte nel poter pianificare e condurre operazioni non solo in ambito nazionale, ma anche in contesti spiccatamente interforze e multinazionali sia a guida NATO che a guida Unione Europea.

Il generale Roberto D’Alessandro assumerà a breve l’incarico di vicecomandante del Comando di Corpo d’Armata a guida inglese (ARRC),  con sede a Innsworth (UK).

Il generale Antonio Vittiglio, già comandante della brigata Garibaldi di Caserta, proviene dallo stato maggiore della Difesa, dove ha ricoperto l’incarico di vice capo del I Reparto.

Nel corso della sua carriera, il generale Vittiglio ha partecipato alle operazioni SFOR in Bosnia – Herzegovina, Joint Guardian in Kosovo e Antica Babilonia in Iraq.

Il neo comandante la divisione Acqui è subito atteso da un importante appuntamento, l’esercitazione in ambito NATO Arrcade Fusion 2014, che si svolgerà nel prossimo mese di novembre nelle sedi di Civitavecchia e Saint Mawgan (UK).

Articoli correlati:

La divisione Acqui in Paola Casoli il Blog

ARRC in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: divisione Acqui

Multilayer 2012, si conclude a Brindisi l’esercitazione con la Acqui nel ruolo di EU Force HQ

Si è conclusa ieri, 26 ottobre, all’aeroporto militare Pierozzi di Brindisi, l’esercitazione Multilayer 2012, disegnata specificamente per la gestione di crisi internazionali, che ha visto protagonista nel ruolo di EU Force Headquarters la Divisione Acqui, comandata dal generale Roberto D’Alessandro.

L’esercitazione ha testato con successo le procedure di pianificazione dell’Unione Europea e la sua capacità di far interagire la componente militare e quella civile nei processi di risoluzione di possibili crisi internazionali.

Oltre a numerose autorità militari e civili, sia italiane che straniere, sono intervenuti Agostino Miozzo, direttore dello European External Action Service dell’Unione Europea, e il generale Marco Bertolini, Comandante del Comando Operativo di Vertice Interforze (COMCOI).

Il dottor Miozzo, nel commentare i risultati raggiunti al termine dell’esercitazione Multilayer 2012, ha affermato che “l’esperimento condotto dalla Divisione Acqui, nell’affiancare un gruppo di pianificazione costituito da professionisti civili al consueto gruppo di pianificazione militare, costituisce il primo passo nel tradurre l’approccio omnicomprensivo alla risoluzione delle crisi, tipico dell’Unione Europea, in azione onnicomprensiva, che è esplicita competenza solo di chi si reca e opera sul campo”.

Il generale Bertolini ha rimarcato quanto “gli scenari internazionali siano cambiati e, pertanto, pensare alla Difesa solo in termini nazionali è poco realistico”.

In occasione dell’esercitazione, la Divisione Acqui è stata rinforzata con ufficiali provenienti delle altre quattro Forze Armate italiane oltre a 24 ufficiali rappresentanti di paesi amici e alleati quali l’Austria, il Belgio, la Bulgaria, la Repubblica Ceca, la Francia, la Germania, l’Irlanda, l’Olanda e il Regno Unito.

Articoli correlati:

Multilayer 2012 in corso a Brindisi: nove paesi sotto la leadership del Comando Divisione Acqui (16 ottobre 2012)

Ex Multilayer 2012 al via oggi a Brindisi per testare interazione civile-militare in ambito UE (15 ottobre 2012)

Il Comando Divisione Acqui si prepara all’Ex Multilayer 2012 con un seminario sul processo di pianificazione operativo (1° marzo 2012)

Fonte: Comando Divisione Acqui

Foto: Comando Divisione Acqui