Shama

Difesa, Libano: sono più di 30 i corsi di addestramento congiunto condotti dai caschi blu italiani negli ultimi tre mesi

“I caschi blu italiani della Joint Task Force Lebanon (JTF-L) del Sector West (SW) dall’assunzione di comando del settore assegnato della Missione UNIFIL, avvenuta lo scorso 19 ottobre, hanno portato a termine più di 30 corsi di addestramento congiunto con le Forze Armate Libanesi (LAF), le Internal Security Forces (ISF) e le Lebanese State Security (LST), scrive lo stato maggiore della Difesa con un comunicato del 21 gennaio.

Finora, si apprende, sono state oltre 100 le giornate addestrative svolte, facendo attestare il numero dei soldati libanesi formati a circa 500 unità.

Il risultato acquisito ha favorito un sostanziale incremento delle operazioni congiunte, che vengono condotte giornalmente sul terreno, che dal 12% sono passate al 23% costituendo, di fatto, il picco più alto mai conseguito dall’avvio dell’Operazione Leonte.

In aggiunta ai corsi conclusi, sono attualmente 3 quelli in fase di svolgimento e più di 10 i pianificati per il mese di febbraio.

La programmazione dei cicli di addestramento avviene su base mensile attraverso una riunione congiunta, tra i rappresentanti del SW e del Quartier Generale libanese del South Litani Sector (SLS), in cui viene presentata un’offerta formativa alle LAF, e tramite incontri organizzati con i vertici delle ISF e delle LST, spiega la Difesa.

Il training con le Forze di Sicurezza rispecchia una pianificazione che si attaglia ai requisiti operativi identificati e tiene conto dei feedback sulla condotta delle attività operative congiunte, cercando di compensare gli scostamenti tra ciò che viene richiesto e ciò che viene raggiunto dalla controparte.

L’obiettivo del contingente italiano è quello di garantire alle LAF la full operational capability (FOC) e, come indicato dalla UNSCR 2433/2018, la loro legittimazione nel sostenere l’azione delle Autorità di Governo, specialmente nel Libano del sud, e il loro ruolo di tutori della sicurezza soprattutto nel contrasto al terrorismo.

Oltre che l’assistenza alle Forze di Sicurezza locali, le aree gravitazionali sancite dal mandato conferito dalla Risoluzione 1701/2006, in cui operano i caschi blu italiani, includono il monitoraggio della cessazione delle ostilità tra Libano e Israele e il supporto alla popolazione locale.

I tre compiti sono funzionalmente interconnessi tra loro e sono univocamente orientati allo scopo di consentire l’auspicabile raggiungimento di un cessate il fuoco permanente tra le parti, rafforzare la capacità delle Forze libanesi di garantire la sicurezza del proprio territorio e creare quelle condizioni di crescita sociale ed economica funzionali al benessere della comunità locale.

Inoltre, l’Italia è impegnata in Libano anche con la Missione Militare Bilaterale Italiana (MIBIL), operante in Libano dal 2015, con lo scopo di organizzare, condurre e coordinare attività di formazione e addestramento in favore delle LAF, inquadrandosi nel più ampio contesto internazionale che si propone di supportare le istituzioni della nazione mediorientale al fine di incrementarne le capacità complessive.

Fonte e foto: PI SMD

 

Mogadiscio, Somalia: si è celebrato in Libano il 25° anniversario della morte del sottotenente Millevoi

La base di Shama, nel Libano meridionale, è dedicata al sottotenente Medaglia d’Oro al Valor Militare Andrea Millevoi, caduto a Mogadiscio nell’ambito dell’operazione umanitaria dell’ONU UNOSOM II – “Ibis”, nella denominazione italiana – per opera di un cecchino appartenente ai miliziani somali. La base, sede del Sector West di UNIFIL, è dedicata e intitolata alla Medaglia d’Oro.

È lo stato maggiore della Difesa che con un comunicato stampa odierno rende nota l’attività in memoria del sottotenente Millevoi da parte del contingente italiano schierato a Shama.

Alla cerimonia, particolarmente sentita, hanno preso parte volontariamente anche i colleghi stranieri, si apprende.

Il gen Paolo Fabbri, Comandante del Sector West (SW) di UNIFIL, dopo l’Alzabandiera ha reso gli onori ai Caduti e deposto una corona d’alloro davanti alla lapide realizzata in ricordo del Sottotenente Millevoi. Il ceppo fu realizzato dai militari della brigata Meccanizzata Granatieri di Sardegna, alla quale apparteneva il giovane ufficiale nel 1993, poiché effettivo al reggimento Lancieri di Montebello (8°).

“Millevoi – ricorda la Difesa – fu il terzo caduto italiano in quella che viene ricordata come Battaglia del pastificio, nella quale persero la vita anche il paracadutista di leva Pasquale Baccaro e il sergente maggiore Stefano Paolicchi.”

«Comandante di plotone blindo pesanti “CENTAURO”, inquadrato nel contingente italiano inviato in Somalia nell’ambito dell’operazione umanitaria voluta dalle Nazioni Unite,” – si legge nella motivazione della Medaglia d’Oro al Valor Militare – “partecipava con il 183º Reggimento Paracadutisti “NEMBO” al rastrellamento di un quartiere di Mogadiscio. Nel corso dei successivi combattimenti, proditoriamente provocati da miliziani somali, con perizia ed intelligenza concorreva con le forze alle sue dipendenze allo sganciamento di alcuni carri rimasti intrappolati nell’abitato. Dopo avere scortato un mezzo adibito allo sgombero di alcuni militari feriti, si riportava nella zona del combattimento e incurante dell’incessante fuoco nemico coordinava l’azione dei propri uomini e contrastava personalmente con l’armamento leggero di bordo l’attacco nemico. Per conferire più efficacia alla sua azione di fuoco, si sporgeva con l’intero busto fuori dal mezzo esponendosi al tiro di un cecchino che lo colpiva mortalmente. Cadeva con le armi in pugno offrendo un chiarissimo esempio di coraggio, determinazione, assoluto sprezzo del pericolo ed elevatissimo senso del dovere sublimato dal supremo sacrificio. Mogadiscio, 2 luglio 1993.»

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Fonte e foto: PI SMD

Sector West, UNIFIL: il cane anti-esplosivo Jimmy, detto Gamain, muore in servizio a Shama

“Questa mattina, durante lo svolgimento di un regolare turno di servizio per il controllo anti-esplosivo sui veicoli in ingresso presso la base di Shama, sede del Comando del Settore Ovest di UNIFIL, attualmente su base Brigata Paracadutisti ‘Folgore’, è deceduto Jimmy – detto Gamain – uno dei cani del nucleo cinofili del Contingente Italiano schierato in Libano”.

È con queste righe che lo stato maggiore della Difesa annuncia nella serata di oggi, 3 aprile, il decesso di Jimmy, pastore belga malinois di 11 anni, inquadrato presso il Gruppo Cinofili del Centro Militare Veterinario di Grosseto e attualmente in missione in Libano con il contingente italiano.

Il decesso, spiega la Difesa nel comunicato stampa, sarebbe da ricondurre a un malore.

Jimmy, che era prossimo alla pensione, ha svolto il proprio servizio per oltre 10 anni, inquadrato nel Gruppo Cinofili del Centro Militare Veterinario. Era già stato impiegato, per ben sei volte, in missioni all’estero in Afghanistan, in Kosovo e in Libano.

A nulla sono valsi i tentativi di rianimarlo, prima, da parte del suo conducente, un Caporal Maggiore Capo dell’Esercito, e, poi, da parte dell’Ufficiale veterinario del contingente, prontamente intervenuto sul posto, si legge dal comunicato odierno.

I cani impiegati nei nuclei cinofili per la ricerca degli esplosivi vengono selezionati da cuccioli, attraverso una valutazione delle loro capacità e della loro indole caratteriale.

Affidati a un militare conducente, con cui condivideranno tutta la loro carriera – “ma, spesso, anche la pensione, poiché sempre più frequentemente i conducenti chiedono poi l’affido di questi cani al termine del loro servizio”, spiega lo stato maggiore della Difesa – effettuano, insieme al proprio “commilitone umano”, un corso di formazione e addestramento della durata di un anno.

Durante il corso, l’animale, oltre a instaurare un rapporto del tutto speciale con il proprio conducente, attraverso il gioco e le associazioni a esso correlate impara a ricercare, individuare e segnalare opportunamente la presenza di sostanze esplosive.

Negli anni, l’impiego di unità cinofile all’interno dei contingenti militari nazionali è divenuto fondamentale per contrastare il pericolo degli ordigni esplosivi improvvisati (IED), una delle minacce più subdole per i militari che operano nei teatri operativi di tutto il mondo.

“Per questo, la scomparsa di uno di questi ‘militari a quattro zampe’ determina sempre costernazione per la loro preziosa e insostituibile opera, volta a garantire la sicurezza e l’incolumità dei propri ‘commilitoni umani’”, conclude il comunicato stampa.

Fonte e foto: PI SMD

Sector West, UNIFIL: mons Marcianò a Shama per la Santa Pasqua celebra con Pastorale realizzato da un Paracadutista della Folgore

“S.E. Monsignor Santo Marcianò, Ordinario Militare, ha incontrato a Shama, sede del Comando del Settore Ovest di Unifil su base Brigata Paracadutisti Folgore, i militari italiani schierati nel sud del Paese nell’ambito della Missione UNIFIL”, ha fatto sapere con un comunicato stampa odierno lo stesso Sector West (SW).

Accolto dal gen Rodolfo Sganga, Comandante del Settore di UNIFIL a guida Italiana, l’Ordinario Militare per l’Italia ha presieduto in questi giorni tutte le tradizionali celebrazioni che precedono la Santa Pasqua.

Mons Marcianò, fa sapere il Sector West, ha colto l’occasione per ringraziare i militari italiani del lavoro che svolgono costantemente al servizio del popolo Italiano e di tutti i popoli dei molti Paesi nei quali sono presenti le nostre Forze Armate, “grandi professionisti portatori di pace e stabilità”.

Il Bastone pastorale, si apprende dal comunicato stampa, “è stato realizzato da un Paracadutista della Folgore”.

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Fonte e foto: SW UNIFIL

Sector West, UNIFIL: primo corso Sharpshooter Skills per le forze di sicurezza libanesi da parte dei militari italiani in Libano

Si è conclusa a Shama, presso la sede del comando del Sector West (SW) di Unifil a guida italiana su base brigata Paracadutisti Folgore, la prima edizione del corso “Sharpshooter skills”, volto a fornire ai partecipanti, tutti appartenenti al General Directorate of State Security (GDSS) libanese, le conoscenze di base per l’impiego dell’armamento in dotazione nel tiro di precisione sulle lunghe distanze.

È lo stesso SW a darne notizia con un comunicato stampa del 22 gennaio.

I frequentatori, si apprende in dettaglio, hanno seguito lezioni teorico-pratiche incentrate su osservazione e stima delle distanze, individuazione, identificazione e indicazione dei bersagli, azzeramento dell’arma in dotazione e tecniche di puntamento e tiro.

Oltre alle lezioni in aula e alle attività in bianco, il personale libanese ha avuto modo di esercitarsi anche a fuoco, presso il poligono di tiro di Al Naqoura, dove nel corso di due intense giornate sono state messe in pratica tutte le nozioni acquisite.

Significativo il numero dei partecipanti, sottolinea il Sector West: “2 sottufficiali e 14 graduati, dato che conferma il notevole interesse e l’importanza che l’addestramento congiunto con Unifil – e in particolare con le Forze Armate Italiane – riveste per la controparte libanese”.

“Si tratta – sottolinea il comunicato –  di una proficua interazione, dai contenuti altamente tecnici e qualificanti, mirata a far acquisire concrete capacità operative alle forze di sicurezza libanesi, nello spirito della Risoluzione 1701 delle Nazioni Unite”.

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Fonte e foto: SW UNIFIL

UNIFIL, Sector West: il reggimento Logistico Taurinense accende le luci dell’albero di Natale

8 - Lo striscione augurale della città di ShamaNon è un albero di Natale qualsiasi quello che il Combat Service Support Battalion, su base reggimento Logistico Taurinense, ha allestito nella base Millevoi di Shama, nel Libano meridionale, dove opera nell’ambito del Sector West (SW) della missione UNIFIL con Leonte 19.

Realizzato con 16 container e ricoperto con reti di mascheramento militari e fili di luci, l’albero di Natale allestito dal contingente italiano è addobbato con una stella cometa posta a 15 metri di altezza, realizzata nel 2008 dallo stesso reggimento nel corso del suo primo impegno in Libano.

Alla breve cerimonia di accensione delle luci, seguito dal consueto scambio di auguri, fa sapere il comunicato stampa del Sector West, ha partecipato insieme ai caschi blu italiani anche una nutrita rappresentanza di cittadini di Shama, la piccola municipalità libanese che ospita sul suo territorio la base italiana.

4 - Alcune fasi del montaggio dell'albero APERTURAIl reggimento Logistico Taurinense costituisce in Libano il Combat Service Support Battalion, ed è l’unità che garantisce il supporto logistico a tutto il contingente italiano schierato nel territorio libanese a sostegno della risoluzione 1701 del 2006 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

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Fonte e foto: SW UNIFIL

3 - Alcune fasi del montaggio dell'albero

2 - Alcune fasi del montaggio dell'albero

1 - Alcune fasi del montaggio dell'albero

5 - L'accensione dell'albero di Natale

7 - L'accensione dell'albero di Natale

UNIFIL, Sector West: prosegue l’attività di monitoraggio cardiologico per gli studenti

20151022_SW UNIFIL_supporto medico-monitoraggio cardiologico_Leonte 19 (8)Nei giorni scorsi il contingente italiano su base brigata alpina Taurinense ha ripreso di una serie di attività mediche di monitoraggio cardiologico a favore di istituti e scuole del sud Libano, di cui si era data notizia in queste pagine lo scorso 29 settembre (link articolo in calce).

L’attività è ripresa nel liceo di Alma Ash Shaab, villaggio del Libano del sud che ospita circa 130 studenti, con uno screening cardiologico effettuato, in coordinazione con la cellula CIMIC composta da specialisti del Multinational Cimic Group di Motta di Livenza, da personale medico specializzato del “level 1” di stanza a Shama, sede del comando del settore ovest di UNIFIL a guida italiana.

20151022_SW UNIFIL_supporto medico-monitoraggio cardiologico_Leonte 19 (7)Nel dettaglio, fa sapere il Sector West, sono state effettuate circa 20 visite specialistiche con relativo tracciato effettuato a mezzo elettrocardiogramma e misurazione della saturimetria, anamnesi ed esame obiettivo dei polsi carotidei.

Il direttore dell’istituto, Padre Maroun Ghafari, ha ringraziato il contingente italiano per il continuo supporto fornito e per le attenzioni dedicate ai suoi studenti, apprezzando sinceramente quanto svolto a beneficio dei giovani.

Tale intervento rientra nelle attività di supporto e assistenza alle istituzioni e alla popolazione locale, attività svolte quotidianamente dal contingente italiano, che opera nell’ambito della missione multinazionale UNIFIL in attuazione della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

20151022_SW UNIFIL_supporto medico-monitoraggio cardiologico_Leonte 19 (6)Articoli correlati:

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Fonte e foto: Sector West UNIFIL

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20150925_SW UNIFIL_CIMIC_visite mediche studenti (2)La settimana scorsa il personale della cellula di cooperazione civile e militare (CIMIC) del contingente italiano inquadrato nel Sector West di UNIFIL, in Libano, ha svolto la prima di una serie di attività mediche di monitoraggio cardiologico a favore di istituti e scuole della zona.

Si è cominciato, fa sapere un comunicato stampa dello stesso Sector West, con il centro scolastico per diversamente abili di Ayta Ash Shaab, villaggio del Libano del sud, che ospita 123 bambini e ragazzi di età compresa tra i 2 e i 25 anni.

In particolare, il personale medico specializzato del “level 1” di stanza a Shama, sede del comando del settore ovest di UNIFIL a guida italiana, ha effettuato uno screening cardiologico a favore di 20 giovani pazienti.

20150925_SW UNIFIL_CIMIC_visite mediche studenti (1)Tale intervento rientra nelle attività di supporto e assistenza alle istituzioni e alla popolazione locale, attività svolte quotidianamente dal contingente italiano che opera nell’ambito della missione multinazionale UNIFIL in attuazione della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

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Fonte e foto: Sector West UNIFIL

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UNIFIL, Sector West: italiano lingua comune nel collegamento streaming Italia-Libano tra studenti

20150921_SW UNIFIL_collegamento streaming scuole (7)L’italiano si è confermato a pieno titolo la lingua di comune utilizzo tra gli studenti libanesi di un istituto del sud del Libano e gli italiani di Riolo Terme, in provincia di Ravenna.

È proprio il contingente italiano del Sector West (SW) di UNIFIL, attualmente su base brigata Friuli al comando del generale Salvatore Cuoci, a sottolineare il successo delle attività di insegnamento dell’italiano condotte dai caschi blu del Bel Paese impiegati in Libano.

Un comunicato stampa del SW – nel dare la notizia della realizzazione di un collegamento in streaming audio e video, realizzato il 21 settembre dai peacekeeper italiani di stanza a Shama, tra gli studenti della municipalità di Alma Ash Shab, nel sud del Libano, e quelli dell’istituto italiano Pascoli di Riolo Terme, in provincia di Ravenna – sottolinea il pieno successo dell’iniziativa, grazie a cui “gli studenti hanno potuto interagire pienamente tra di loro usando un’unica lingua – l’italiano – che i giovani libanesi hanno avuto modo di studiare grazie ai nostri caschi blu”.

20150921_SW UNIFIL_collegamento streaming scuole (6)In tale occasione è stato distribuito materiale scolastico donato dal Gruppo di Combattimento Friuli, dall’Associazione Caritas di Sant’Agata, dalla Parrocchia Santa Maria Annunziata di Riolo Terme e dagli stessi studenti italiani in collegamento.

A presenziare l’attività nel villaggio libanese, in rappresentanza del comandante, c’era il Capo di stato maggiore della Joint Task Force Lebanon, colonnello Giuseppe Potenza, insieme con il direttore dell’istituto e al sindaco. In Italia erano presenti il presidente del Gruppo di Combattimento Friuli, Romano Rossi, la dirigente della scuola e il vice sindaco del paese.

20150921_SW UNIFIL_collegamento streaming scuole (5)Durante la videoconferenza il presidente Rossi ha raccontato brevemente la storia e le gesta del Gruppo di Combattimento durante la Seconda Guerra Mondiale fino alla sua trasformazione in brigata aeromobile Friuli, la stessa che ora è impegnata nella missione UNIFIL per il mantenimento della pace e la stabilità del Libano del Sud.

A chiudere l’evento le parole del direttore dell’istituto di Alma Ash Shab, che ha ringraziato tutti i presenti per la collaborazione e l’impegno profuso dal contingente italiano per il benessere dei cittadini locali e in particolar modo per i giovani.

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UNIFIL, Sector West: trasparenza e imparzialità del CIMIC nell’ottica del confidence building

20150808_UNIFIL SW_incontro Bint Jbeil_CIMIC e confidence building (5)Il comandante del Sector West di UNIFIL e del contingente italiano, generale Salvatore Cuoci, è intervenuto sabato scorso, 8 agosto, a una riunione delle municipalità locali che si è tenuta nella città di Bint Jbeil.

L’incontro, cui hanno preso parte i rappresentanti di tutte le municipalità del comprensorio coordinati dal sindaco del capoluogo Afif Bazzi, è stato l’occasione per il generale Cuoci di presentare e spiegare l’atteggiamento trasparente e imparziale che la cooperazione Civile Militare (CIMIC) del contingente italiano desidera condividere con tutte le municipalità dell’area, al fine di realizzare la costruzione di un clima di reciproca fiducia, il confidence building, indispensabile per poter affrontare questo genere di missione con un approccio omnicomprensivo.

20150808_UNIFIL SW_incontro Bint Jbeil_CIMIC e confidence building (3)Il sindaco di Bint Jbeil ha espresso gratitudine e compiacimento al generale Cuoci per la vicinanza e la continua attenzione del contingente italiano nei confronti della popolazione dell’area, sottolineando l’importanza del ruolo di UNIFIL in favore della stabilità e della sicurezza della zona.

Il supporto alle autorità locali e il ristabilimento delle condizioni per l’assistenza alla popolazione sono tra i compiti principali assegnati a UNIFIL dalla risoluzione 1701 delle Nazioni Unite, unitamente al monitoraggio della cessazione delle ostilità e al supporto alle Forze Armate Libanesi.

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