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Sisma: encomio solenne alle Forze Armate dalla Regione Abruzzo, “nasce un battaglione alpini multifunzione” fa sapere il CaSMD gen Graziano

“Ricevo con grande soddisfazione questo riconoscimento alle Forze Armate – ha affermato il Capo di stato maggiore della Difesa (CaSMD) gen Claudio Graziano il 30 giugno scorso a Sulmona, L’Aquila – per cui ringrazio il Presidente Luciano D’Alfonso e lo faccio a nome di tutti gli uomini e le donne, di cui ho l’onore e il privilegio di essere il Comandante”.

Sono le parole con cui il gen Graziano ha ritirato un encomio solenne che la Regione Abruzzo ha voluto consegnare alle Forze Armate per quanto fatto a favore delle popolazioni del Centro Italia colpite dal terremoto e dalla successiva emergenza neve.

È lo stesso stato maggiore della Difesa a darne notizia con un comunicato stampa di venerdì scorso.

“Idealmente con me su questo palco – ha inteso sottolineare il gen Graziano – c’è ogni soldato, marinaio, aviere e carabiniere che, quotidianamente, con dedizione, professionalità, onore e spirito di sacrificio, serve il Paese, lontano dai clamori delle cronache, e questo prestigioso riconoscimento costituisce un ringraziamento per ciascuno di loro e per le Forze Armate nel loro complesso”.

La Difesa, fin dalle prime ore successive al terremoto del 24 agosto 2016, ha messo in campo uno schieramento interforze che, nel momento di massimo sforzo, ha impiegato quasi 3.500 uomini e donne, oltre 1.400 mezzi e un ampio spettro di capacità ‘duali’.

Si tratta di mezzi, materiali e competenze tipiche dello Strumento militare, che possono essere validamente impiegate anche per interventi di pubblica utilità e in caso di calamità naturali, spiega il comunicato.

Grazie queste capacità duali, “gli uomini e le donne della Difesa hanno realizzato tendopoli, preparato pasti caldi, ripristinato la viabilità, rimosso macerie, ricostruito argini e ponti e trasportato feriti”.

Inoltre, un imponente dispositivo di sicurezza – reso efficace dalla coordinazione tra Esercito, Carabinieri e le altre Forze di Polizia – ha vigilato sulle ‘zone rosse’ per evitare episodi di sciacallaggio.

A seguito delle abbondanti nevicate di gennaio scorso, che hanno colpito principalmente questa regione, le Forze Armate sono intervenute per raggiungere i paesi rimasti isolati, come Acquasanta e Valle Castellana, dove il personale militare ha evacuato circa 250 persone.

In particolare, in tale occasione, sono state utilizzate unità d’élite, addestrate a operare in ambienti estremi, come quelli artici.

Reparti Alpini dell’Esercito ed elicotteri dell’Aeronautica Militare e dell’Esercito sono stati i primi a essere impiegati, mentre i reparti del Genio si adoperavano per ripristinare la viabilità delle strade per consentire ai mezzi di soccorso di raggiungere la popolazione.

“È stata una delle operazioni di soccorso alla popolazione più impegnative degli ultimi decenni – ha precisato il gen Graziano – e l’esperienza maturata nel corso dell’intervento in questi territori ha portato la Difesa a riflettere sulle proprie funzioni non esclusivamente militari e sulla necessità di adottare misure organizzative che possano incrementarne il livello di efficacia”.

“Da questa riflessione è scaturita la decisione di costituire a L’Aquila, alle dipendenze del 9° Reggimento Alpini, un ulteriore battaglione alpini “multifunzione” da dedicare prioritariamente agli interventi per pubbliche calamità ed emergenze”, ha affermato il CaSMD, spiegando che “l’obiettivo è quello di disporre, nel cuore del territorio appenninico, di capacità in grado di rendere più efficace e tempestiva la risposta delle unità chiamate a intervenire in modalità dual use.”

Concludendo il suo intervento. il Capo di SMD ha voluto evidenziare quanto sia stato importante in occasione di questi tragici eventi il valore del “Sistema Paese” Italia, “uno straordinario connubio organizzativo a sostegno della collettività di cui, oltre alle Forze Armate, hanno fatto parte la Protezione civile, i Vigili del Fuoco, le Forze di Polizia e tutti gli attori presenti sul territorio: cittadini, amministrazioni locali e associazioni di volontariato a cui anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha voluto dare giusto riconoscimento in occasione della Festa della Repubblica”.

Il tag per parlarne è #UnaForzaperilPaese

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Fonte e foto (d’archivio): Stato Maggiore Difesa

Sisma centro Italia, Operazione Sabina: la Divisione Friuli ha inviato il Reparto Comando e Supporti tattici

20161104_div-friuli_esercito-italiano_op-sabina_sisma-centro-italia-3“Uomini e mezzi della caserma Predieri di Rovezzano sono stati inviati in soccorso alla popolazione dei comuni colpiti dai recenti eventi tellurici”, ha fatto sapere con un comunicato stampa del 4 novembre il Comando Divisione Friuli dell’Esercito Italiano.

Il Reparto Comando e Supporti Tattici della Divisione Friuli di via Aretina a Rovezzano è dunque impiegato nell’Operazione Sabina, attraverso la quale il dispositivo interforze del Ministero della Difesa, e in particolare dell’Esercito Italiano, è intervenuto e sta operando per soccorrere la popolazione civile, ripristinare la viabilità, garantire il supporto tecnico per la valutazione dei danni e di eventuali situazioni critiche.

L’ intervento si inquadra nel più vasto concetto di impiego dual use della Forza Armata, che da sempre fornisce prontezza e rapidità di intervento per un impegno totale che, grazie ai mezzi speciali e all’esperienza acquisita nelle operazioni all’estero, riesce a soddisfare tempestivamente tutte le richieste, in questo caso in stretta sinergia con la Protezione Civile.

La prima parte del dispositivo si è mossa a ridosso del 4 novembre scorso, si apprende.

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Fonte e foto: Divisione Friuli

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Sisma centro Italia: Esercito e Difesa all’opera nelle aree colpite del terremoto con droni e cucina da campo

20161028_sismacentroitalia_esercito_difesa-2“Fin dalle prime ore dopo le nuove scosse di terremoto che hanno colpito il Centro Italia, l’Esercito è impegnato per soccorrere i cittadini di Visso [Macerata], uno dei comuni maggiormente colpiti dal sisma”, fa sapere la stessa Forza Armata dal suo sito istituzionale il 28 ottobre.

Una cucina da campo è stata predisposta tempestivamente nel punto di raccolta allestito per accogliere le persone sfollate, che sono state allontanate dalle proprie abitazioni per motivi di sicurezza, dai militari dell’Esercito provenienti dal 1° reggimento Granatieri di Sardegna, dal 6° reggimento Genio Pionieri e dal 6° reggimento Logistico di Supporto Generale.

La cucina è dello stesso modello di quelle impiegate nelle operazioni all’estero, per preparare e distribuire oltre 500 pasti caldi al giorno a partire dal pranzo del 27 ottobre, fa sapere l’Esercito.

20161028_sismacentroitalia_esercito_difesa-3Tre macchine per il movimento terra e quattro mezzi speciali del Genio dell’Esercito sono entrate in azione per il ripristino completo della viabilità in tutta l’area e la rimozione di massi lungo la strada provinciale 209, una delle principali vie di accesso, mentre un drone del 41° reggimento Cordenons è impiegato nelle operazioni di monitoraggio delle aree colpite dal sisma, in concorso con la Prefettura e la Protezione Civile.

“L’Esercito da sempre al servizio del Paese, grazie ai suoi mezzi speciali e alla professionalità e competenza dei suoi uomini e donne è in grado di intervenire in soccorso alla popolazione in qualsiasi momento dimostrandosi un saldo punto di riferimento in caso di pubbliche calamità”, ribadisce la Forza Armata.

Già il 27 ottobre, a seguito delle due forti scosse di terremoto verificatesi il 26 ottobre in Italia Centrale, tra Marche e Umbria, la Difesa spiegava dal sito online di avere prontamente risposto alle richieste della Protezione Civile incrementando la presenza dei militari che già erano all’opera nelle aree colpite dal sisma del 24 agosto.

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Fonte e foto: Esercito, Difesa

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COMFODI-NORD: alzabandiera in memoria delle vittime del terremoto

20160901_COMFODI-NORD_Alzabandiera (9)Si è svolta questa mattina, 1° settembre, nella caserma Oreste Salomone, sede del Comando Forze di Difesa Interregionale Nord (COMFODI-NORD) di Padova, la cerimonia mensile di Alzabandiera.

Oggi l’evento ha rappresentato un particolare momento di raccoglimento, in quanto ha richiamato alla memoria il recente sisma che ha colpito il centro Italia.

Nel corso dell’Alzabandiera di stamane sono state infatti ricordate le vittime del terremoto che ha colpito le regioni del Lazio e delle Marche, fa sapere il COMFODI-NORD in un comunicato stampa odierno.

20160901_COMFODI-NORD_Alzabandiera (10)Alla presenza del comandante dell’ente, generale Bruno Stano, e delle principali autorità civili e militari cittadine, è stata ricordata la figura del caporal maggiore Antonio Turrin, partito per la Grande Guerra proprio dalla caserma padovana, con l’incarico di trombettiere e deceduto nel 1917 nel Goriziano.

Presenti alla cerimonia e premiati dal gen Stano numerosi e illustri ospiti, tra i quali i campioni sportivi Rossano Galtarossa, Andrea Facchin e Manuela Levorato.

In particolare, sono stati premiati dal Comandante la dott Chiara Stefani, assessore alla Cultura del Comune di Asiago; la dott Serafina Mascia, presidente della Federazione associazioni sarde in Italia, e il sig Walter Pilo, presidente dell’Associazione storico-culturale “Ta-Pum”, che hanno collaborato con il COMFODI-NORD alla buona riuscita di vari eventi connessi alle commemorazioni del Centenario della Grande Guerra tra maggio e luglio.

20160901_COMFODI-NORD_Alzabandiera (8)È stato inoltre premiato il capitano di fregata della riserva (corpo sanitario) dott Giorgio Martini, per la consulenza tecnico-sanitaria fornita a favore degli atleti olimpionici nazionali appartenenti alle Forze Armate, che hanno così ben figurato nelle recenti Olimpiadi di Rio di Janeiro, fa sapere il comunicato stampa.

Infine, sono state consegnate le tessere di socio onorario del Centro Sportivo Militare di Padova a Rossano Galtarossa, canottiere della Nazionale Italiana che vanta due medaglie di bronzo, una d’argento e una d’oro ai Giochi Olimpici di Sidney e 4 titoli mondiali e 14 nazionali; ad Andrea Facchin, canoista, medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Pechino, medaglia di bronzo agli Europei e due medaglie di bronzo ai Giochi del Mediterraneo, e a Manuela Levorato, velocista, vincitrice di 17 titoli italiani assoluti, due volte medaglia di bronzo agli Europei e medaglia d’argento e di bronzo ai Giochi del Mediterraneo.

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Fonte e foto: COMFODI-NORD

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Ricamar 2013: Nave Magnaghi della Marina Militare insieme con Istituto di vulcanologia per rilievo fenomeni sismici nel Golfo di Pozzuoli

È iniziata ieri 14 maggio la campagna geofisica-oceanografica Ricamar 2013, condotta in sinergia tra l’Istituto Idrografico della Marina Militare e l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INVG), nell’ambito dell’accordo di collaborazione con il Coordinamento Nazionale per la Geofisica Marina (CONAGEM).

Protagonista della campagna è Nave Ammiraglio Magnaghi, l’unità idro-oceanografica maggiore della Marina Militare, che ha lasciato il porto di La Spezia in direzione Golfo di Pozzuoli per svolgere un’importante attività scientifica volta allo studio delle acque della caldera dei Campi Flegrei, una delle zone vulcaniche più pericolose e popolate del mondo, da monitorare in tempo reale al fine di proteggere le popolazioni vicine.

A bordo è presente una equipe di ricercatori dell’INGV, il cui obiettivo è una caratterizzazione ambientale del Golfo di Pozzuoli attraverso l’identificazione di strutture sottomarine, la tipologia del fondale marino, il censimento di sorgenti di emissione gassose, la valutazione di variazioni termiche delle acque marine, comparate con dati satellitari e contestualmente prefigurare scenari sottomarini propedeutici all’installazione di sistemi di osservazione.

Il progetto è di estrema utilità poiché al momento non esistono sistemi di rilevamento della deformazione associata ai fenomeni sismici sul fondale marino installati nel Golfo di Pozzuoli.

Il focus è quello di realizzare un prototipo di infrastruttura con cavo sottomarino, sul quale vi sono alcuni punti di collegamento per sensori di monitoraggio.

La Marina Militare concorre alla salvaguardia ambientale, proponendosi come ponte tra la rete di monitoraggio a terra e l’innovativo sistema marino.

La caldera dei Campi Flegrei è una delle zone vulcaniche più pericolose e popolate del mondo. Da ciò nasce la necessità di un monitoraggio in tempo reale per scopi di protezione civile. Questa necessità ha portato, nel tempo, a sviluppare progetti di cooperazione sia regionali che nazionali con lo scopo di integrare la rete di monitoraggio terrestre con un innovativo sistema marino.

La caldera comprende la parte occidentale della città di Napoli e si estende nel Golfo di Pozzuoli. La caratteristica principale dell’attuale attività vulcanica della caldera è il movimento lento del suolo a carattere episodico e di grande ampiezza (bradisismo), accompagnata da un’intensa attività sismica e superficiale che si verifica solo durante la fase di sollevamento.

Si prevede, attraverso modelli deformativi calibrati con dati acquisiti a terra, che la massima deformazione sia localizzata nel Golfo di Pozzuoli.

Nel periodo di massimo abbassamento, risalente probabilmente al medioevo, alcuni studi dimostrano che il livello del suolo era tra i 7 e i 10 m più basso rispetto all’epoca di costruzione del Serapeo nel I sec. d.C.. Nel 1500 un’importante crisi di sollevamento determinò un innalzamento complessivo dell’area di circa 7 metri e precedette l’eruzione del Monte Nuovo, avvenuta nel 1538.

Dopo l’eruzione iniziò invece un periodo di lenta subsidenza. In tempi più recenti, precisamente nel 1969-72 e nel 1982-84, si sono verificate due crisi bradisismiche, accompagnate da attività sismica, che hanno portato a un sollevamento del suolo complessivo di circa 3,50 m.

Durante la prima delle due crisi si registrò un sollevamento del suolo di circa 1,70 m, al quale seguì una lenta subsidenza fino al 1982. Fra il 1982 e il 1984 si ebbe un nuovo sollevamento del suolo di 1,80 metri accompagnato da circa 10.000 terremoti, il maggiore dei quali avvenne il 4 ottobre 1983 e fu di magnitudo 4.2. Durante queste crisi una parte della popolazione di Pozzuoli venne evacuata per il rischio di crolli provocati dalla forte attività sismica.

Dal 1985 il suolo ha ripreso ad abbassarsi, sebbene con periodi di sollevamento più brevi e di minore entità. Questi periodi sono puntualmente accompagnati da sciami sismici, l’ultimo dei quali si è registrato nel giugno del 2010.

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Fonte: Marina Militare

Foto: Marina Militare

Emergenza sisma, il COMCOI generale Bertolini ha incontrato i militari del raggruppamento Esercito Una Acies a Poggio Renatico

Giovedì 12 luglio scorso il comandante del Comando di vertice Operativo Interforze (COMCOI), generale Marco Bertolini, ha visitato il raggruppamento dell’Esercito Una Acies allestito presso la base dell’Aeronautica Militare di Poggio Renatico, sede del Comando Operazioni Aeree (COA).

Al suo arrivo, fa sapere il comunicato dello stato maggiore della Difesa, il generale Bertolini è stato ricevuto dal generale Mirco Zuliani, comandante del COA e del CAOC5, alla presenza del colonnello Giuseppe Levato, sottocapo operativo del 1° FOD (Forze Operative di Difesa) di Vittorio Veneto, e del colonnello Salvatore Tumminia, comandante del Raggruppamento d’Intervento.

Il COMCOI ha visitato il raggruppamento, composto da circa 300 uomini, che da sabato 29 maggio è rischiarato a sostegno delle popolazioni dell’Emilia colpite dal sisma, grazie al supporto logistico fornito dal personale militare e civile della base dell’Aeronautica Militare di Poggio Renatico.

Il generale Bertolini ha formulato  ai militari “i più vivi complimenti per la magnifica realtà operativa” rappresentata, e ha concluso esprimendo “la più grande riconoscenza per il supporto fornito all’operazione Una Acies”.

Nel pomeriggio, il Generale Bertolini si è recato nelle zone maggiormente colpite dal sisma, Sant’Agostino, in provincia di Ferrara, in particolare nella frazione San Carlo, e Mirandola, in provincia di Modena, dove ha incontrato i militari dell’Esercito ai quali ha espresso “un vivissimo compiacimento per l’impegno profuso e la professionalità dimostrata sul campo”.

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Fonte: stato maggiore della Difesa

Foto: stato maggiore della Difesa

Basket Italia-Svezia under 18 a bordo di nave Cavour per i terremotati dell’Emilia. Oggi la presentazione a Roma

La Marina Militare Italiana e la sua unità nave Cavour torneranno a fianco della Fondazione Francesca Rava come ai tempi dell’operazione White Crane ad Haiti nel 2010. Stavolta i destinatari dell’aiuto umanitario saranno i terremotati dell’Emilia, colpiti da un devastante sisma a partire dallo scorso 20 maggio 2012.

L’iniziativa benefica è costituita da una partita amichevole di basket a bordo della portaerei Cavour tra le Nazionali maschili Under 18 di Italia e Svezia che si disputerà il prossimo 12 luglio alle 20.30 sul ponte di volo dell’unità della Marina per l’occasione ormeggiata a Taranto, presso la base navale.

L’evento viene presentato oggi 9 luglio a Roma, nella sala Giunta del CONI, a partire dalle 11.00, dove il comandante in capo della squadra navale, ammiraglio Giuseppe De Giorgi, e il presidente della Federazione Italiana Pallacanestro (FIP), Dino Meneghin, saranno presenti alla conferenza stampa che vede per la prima volta la Federazione Italiana Pallacanestro e la Marina Militare unire le proprie competenze per dare vita a un evento unico nel suo genere e senza precedenti in Italia.

I proventi della serata saranno devoluti alla Fondazione Rava NPH Italia Onlus.

Già attiva sul fronte della raccolta fondi a favore delle popolazioni colpite dal sisma in Emilia, come sottolinea il comunicato sul sito della Marina, la FIP ha colto con grandissimo piacere l’invito della Marina Militare per portare la Maglia Azzurra a bordo di un’eccellenza italiana, che per l’occasione si trasformerà in un vero e proprio palazzetto con un colpo d’occhio a dir poco suggestivo. Solidarietà, gioco di squadra, rispetto per l’avversario e per le regole: emozioni e sentimenti che accomunano FIP e Marina Militare, insieme per il sociale e per provare a uscire, in maniera originale e inconsueta, dai soliti schemi che le contraddistinguono.

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Fonte: Marina Militare

Il logo dell’evento è della Marina Militare

La visita del sottosegretario alla Difesa Magri al 1° FOD: reparto di eccellenza

Un reparto di eccellenza nella gestione delle emergenze e nelle numerose attività effettuate. Questo è stato il commento del sottosegretario alla Difesa Gianluigi Magri ieri, 28 giugno, nel corso della sua visita a Vittorio Veneto, sede del 1° Comando Forze di Difesa (1° FOD) comandato dal generale Danilo Errico.

Il 1° FOD  è responsabile della gestione delle unità dell’Esercito impiegate su richiesta delle prefetture competenti in caso di emergenze nel centro-nord Italia.

È il caso del recente sisma che ha colpito l’Emilia e dei 300 militari dell’Esercito intervenuti fin dalle prime ore per fornire assistenza agli sfollati, garantire la sicurezza dei centri urbani, rimuovere le macerie, demolire e mettere in sicurezza manufatti pericolanti ed effettuarne le verifiche strutturali.

Non solo, il 1° FOD ha svolto il suo ruolo guida nell’emergenza neve dei primi mesi del 2012, nelle alluvioni del 2011 in Toscana e Liguria e del 2010 in Veneto. È inoltre organo di riferimento per le 62 Prefetture del centro-nord Italia nella gestione delle bonifiche di ordigni bellici della prima e seconda guerra mondiale, che gli artificieri del genio militare sono chiamati quotidianamente a disinnescare e neutralizzare.

Il sottosegretario Magri ha assistito, nel corso della sua visita, a un briefing di presentazione del comando e ha salutato i comandanti dei reparti dipendenti collegati in videoconferenza prima di incontrare il personale e la stampa.

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Fonte: 1° FOD

Foto: 1° FOD

Bersaglieri, “elemento irrinunciabile della componente operativa” sottolinea il Capo di SME al 60° raduno. Dalla brigata Garibaldi 15mila euro per i terremotati

Si è tenuta questa mattina 17 giugno a Latina la cerimonia conclusiva del 60° Raduno dei Bersaglieri organizzato dall’Associazione Nazionale Bersaglieri.

All’evento era presente il Capo di stato maggiore dell’Esercito, generale Claudio Graziano, e, a testimonianza della vicinanza del Paese all’Esercito e a tutte le Forze Armate, erano presenti i senatori Mauro Del Vecchio e Luigi Ramponi, il Presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, il decano dei Bersaglieri, generale Vincenzo Lops, e il sindaco di Latina, l’avvocato Giovanni Di Giorgi.

Il generale Graziano ha rivolto un doveroso e commosso pensiero ai caduti, in particolare al Sergente Maggiore Massimiliano Ramadù, di Cisterna di Latina, e al  1^ Caporal Maggiore Massimo Di Legge , di Aprilia, e ha auspicato un veloce rientro tra i ranghi della Forza Armata ai feriti in operazione, tra cui il Caporal Maggiore Monica Contrafatto, bersagliere del 1° reggimento, gravemente ferita in Afghanistan lo scorso marzo.

Il Capo di stato maggiore dell’Esercito ha dichiarato che “In questo particolare momento la nostra massima attenzione è rivolta alle unità operative dell’Esercito; e il corpo dei bersaglieri rappresenta un elemento irrinunciabile della componente operativa. I sei reggimenti bersaglieri, negli ultimi 12 mesi sono stati tutti impegnati nelle missioni all’estero, ciò è un chiaro indicatore del contributo dei bersaglieri alle operazioni fuori area. Attualmente, la brigata Garibaldi sta operando nella regione ovest dell’Afghanistan, mentre l’11° reggimento bersaglieri è impegnato in Kosovo”.

E proprio dalla brigata Bersaglieri Garibaldi sono arrivati,  attraverso l’associazione Nazionale Bersaglieri, 15mila euro per le popolazioni colpite dal sisma.

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Fonte: stato maggiore dell’Esercito

Foto: stato maggiore dell’Esercito

Sisma: un raggruppamento di 300 militari e 100 mezzi dell’Esercito al COA di Poggio Renatico in supporto alle popolazioni colpite

Si chiama Una Acies il raggruppamento costituito su base dell’8° reggimento Genio Guastatori della Folgore, schierato sabato 9 giugno scorso a Poggio Renatico nella sede del Comando operazioni aeree (COA) dell’Aeronautica Militare.

È costituito da 300 militari, con circa 100 mezzi, che saranno impiegati: negli sgomberi delle macerie con personale del Genio dotato di macchine movimento terra e attrezzature di vario genere; nei controlli di staticità delle strutture (ingegneri militari); nei controlli del territorio e nelle aree sgomberate a seguito dei crolli (le zone rosse).

Un’aliquota di supporto di ulteriori 60 militari è impiegata attualmente, fa sapere lo stato maggiore della Difesa, per le esigenze logistiche del rischieramento a Poggio Renatico.

Il nuovo assetto si aggiunge ai circa 50 militari che operano a Ferrara, Bologna, Mantova, Modena, Sant’Agostino, in provincia di Ferrara, Bondeno, in provincia di Ferrara, e Crevalcore in provincia di Bologna, su richiesta delle prefetture competenti per territorio, con relativi mezzi e materiali tra cui: 20 mezzi vari, 10 vagoni letto da 80 posti, 2 vagoni cisterna, 3 shelter bagno/doccia, 2 gruppi elettrogeni, 1 cisterna da 10.000 litri, 1 motopompa e 1 torre di illuminazione.

Inoltre, sono ancora in stato di allertamento e prontamente impiegabili 6 plotoni, di cui 3 del genio, 30 militari del genio ferrovieri, 1 elicottero HH3F dell’Aeronautica Militare, ubicato a Cervia.

Ieri 13 giugno il Capo di stato maggiore della Difesa, generale Biagio Abrate, si è recato a Poggio Renatico per una visita alla base dell’Aeronautica Militare e per incontrare i militari del nuovo raggruppamento, denominato Una Acies, inviato dall’Esercito in supporto alle popolazioni colpite dal sisma.

Accompagnato dal Capo di stato maggiore dell’Aeronautica Militare, generale Giuseppe Bernardis, il generale Abrate è stato accolto presso la base del COA dal generale Tiziano Tosi, Comandante la Squadra Aerea, e dal generale Mirco Zuliani, Comandante il COA e CAOC5.

Quindi, nel pomeriggio, insieme al generale Danilo Errico, Comandante del 1° FOD, il generale Abrate ha incontrato i soldati che operano in concorso al Dipartimento della Protezione Civile nelle zone di Bondeno, San Felice sul Panaro e Crevalcore.

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Fonte: stato maggiore della Difesa

Foto: tuttoscienze.it