Task Force Praesidium

Prima Parthica, TF Praesidium: i militari italiani lasciano la Diga di Mosul e passano le consegne agli americani

Si è svolta venerdì scorso, 1° marzo, la cerimonia di passaggio di consegne tra le Forze Armate Italiane e quelle statunitensi alla guida della Task Force (TF) Praesidium nell’ambito della Missione in Iraq, ha fatto sapere con un comunicato stampa del 1° marzo la stessa Task Force.

All’evento hanno partecipato l’Ambasciatore d’Italia in Iraq, Bruno Antonio Pasquino, e il Generale di Brigata Nicola Terzano, Comandante del Contingente Nazionale e Direttore dell’addestramento della Coalizione in Iraq.

Il Tenente Colonnello Vincenzo Leone, comandante di Battaglione del 187° Reggimento Paracadutisti Folgore, ha ceduto le consegne al Capitano Joseph A. Kinsey, comandante della Batteria Charlie del 1° Battaglione del 161° Reggimento dell’Esercito degli Stati Uniti, si apprende.

Durante gli interventi delle autorità italiane, sottolinea il comunicato, è emerso il ringraziamento per lo straordinario lavoro di integrazione con le forze di sicurezza irachene conseguendo risultati eccellenti sotto il profilo della sicurezza, della stabilizzazione dell’area e del supporto necessario al regolare sviluppo dei lavori di consolidamento della diga di Mosul.

“A seguito dell’aggiudicazione dei lavori di messa in sicurezza della diga di Mosul da parte di una ditta italiana, il Governo decise di schierare una Task Force a protezione della diga e del personale della ditta. Tale contributo avvenne in accordo con le autorità irachene”, specifica il comunicato stampa.

La diga è una infrastruttura di rilievo strategico per l’Iraq, ricorda la Task Force, serve ad approvvigionare di acqua centinaia di migliaia di persone che abitano nelle regioni circostanti. Un cedimento della diga avrebbe messo in grave pericolo le vite di queste persone, e avrebbe compromesso lo sviluppo e l’economia di tutta l’area, oltre a causare un grave danno ambientale. “La diga è estremamente importante per l’economia e l’assetto politico dell’area. Da ciò si può facilmente intuire come sia elemento fondamentale per lo sviluppo del territorio nonché strategico nel processo di normalizzazione dell’Iraq”.

La Task Force Praesidium, in missione in Iraq, è nata nel 2016 dopo l’aggiudicazione dei lavori di messa in sicurezza della diga di Mosul da parte di una società italiana, la Trevi S.p.A.

Negli anni si sono avvicendati diversi contingenti, reparti e comandanti che si sono alternati nell’alimentazione della Task Force. Ricorda il comunicato:

Fonte e foto: Prima Parthica

TF Praesidium: in Iraq i paracadutisti del 187° Folgore avvicendano i fanti dell’82° Torino

Il 26 dicembre scorso, nella base di Mosul Dam, in Iraq, si è svolta la cerimonia di avvicendamento del Comandante della Task Force (TF) Praesidium, fa sapere lo stato maggiore della Difesa con un comunicato stampa.

Dopo circa 6 mesi di attività operativa, i fanti del 82° reggimento Fanteria Torino lasciano la responsabilità della protezione della diga di Mosul ai paracadutisti del 187° reggimento Paracadutisti Folgore: al tenente colonnello Luca Carbonetti è subentrato nel comando della TF Praesidium il tenente colonnello Vincenzo Leone, Comandante del Battaglione del 187° Reggimento.

Alla cerimonia, presieduta dal Generale di Brigata Nicola Terzano, Comandante del Contingente Nazionale e Direttore dell’addestramento della Coalizione in Iraq, ha partecipato l’Ambasciatore d’Italia in Iraq, Sua Eccellenza Bruno Antonio Pasquino, e tutte le principali autorità civili e militari della provincia di Ninewa, si apprende.

Dinnanzi alle autorità, uno schieramento della missione in Iraq costituito dai fanti del 82° e dai paracadutisti del 187°. Tra i due reparti dell’Esercito Italiano si sono schierati in armi un plotone americano, recentemente posto alle dipendenze del Comandante della TF Praesidium, le forze antiterrorismo irachene e una rappresentanza della Polizia irachena, con cui i fanti del Torino hanno cooperato fianco a fianco nella gestione del sistema difensivo integrato dell’area della diga, infrastruttura critica e sito di interesse strategico per l’Iraq.

L’Ambasciatore nel suo intervento ha ringraziato le donne e gli uomini della TF Praesidium, le forze americane della Coalizione e i membri delle forze di sicurezza locali per il delicato compito svolto in Iraq, in supporto alla ditta italiana Trevi e al corpo degli ingegneri dell’Esercito americano (USACE).

Il gen Terzano, dopo aver ringraziato tutti gli ospiti per la loro presenza, rivolgendosi ai reparti schierati ha indirizzato il suo primo pensiero ai soldati iracheni e della Coalizione caduti nella lotta contro il cosiddetto stato islamico con l’obiettivo che l’Iraq possa tornare a essere una nazione dove vivere in pace e in prosperità.

“Io mi sento di ringraziare tutti questi fratelli in armi”, ha detto il Generale italiano.

Agli uomini e alle donne dell’82° reggimento Fanteria Torino il Comandante del Contingente nazionale ha espresso la sua gratitudine per la professionalità profusa nello svolgimento del servizio a favore dell’Italia.

“L’alto ufficiale – scrive lo stato maggiore della Difesa – si è dichiarato convinto che i Paracadutisti del 187° Reggimento Folgore saranno in grado di compiere il loro dovere nel solco dele grandi tradizioni dell’Esercito Italiano”.

Ognuno di voi rappresenta la speranza di uomini, donne, bambini e famiglie di una nazione che desidera vivere in sicurezza, pace e prosperità”, ha concluso il gen Terzano.

La TF Praesidium, nell’ambito dell’Operazione Inherent Resolve – Prima Parthica, è l’unità delle Forze Armate Italiane preposta alla protezione della diga di Mosul in coordinamento con le forze di sicurezza locali. Oltre ad assicurare la difesa della diga, la TF Praesidium garantisce la sicurezza del personale militare e civile americano e delle maestranze della ditta Trevi impegnate nei lavori di risanamento dell’infrastruttura.

“Gli uomini e le donne in uniforme della missione in Iraq hanno saputo conquistare, grazie al loro operato, la fiducia e il rispetto nelle istituzioni civili e militari irachene e hanno svolto, dal 2016 a oggi, una funzione essenziale per la stabilizzazione dell’Iraq, a conferma della professionalità delle Forze Armate Italiane, una risorsa a disposizione del Paese, pronte a operare sempre con rapidità ed efficienza in ogni contesto, tanto all’estero quanto in Patria”, conclude il comunicato stampa.

Fonte e foto: Stato Maggiore della Difesa

 

Prima Parthica, Iraq: il Natale delle Forze Armate Italiane

I militari appartenenti alle quattro Forze Armate del Contingente nazionale in Iraq hanno trascorso le festività natalizie lontani dai propri affetti alternando l’attività operativa ad alcuni eventi religiosi e conviviali organizzati nelle sei differenti basi militari che ospitano il personale italiano, riferisce il Public Affairs Office del Contingente italiano impiegato a Erbil, in Iraq, nell’ambito dell’Operazione Prima Parthica.

Proprio a Erbil, a Camp Singara, alla Vigilia di Natale è stato organizzato un cenone natalizio allietato dall’ascolto di un dj set tenuto da alcuni militari che si dilettano di musica; la Santa Messa è stata celebrata dal Cappellano Militare ungherese, cui ha partecipato sia il personale del contingente magiaro sia quello italiano.

Il giorno di Natale il personale che non ha potuto prendere parte alle celebrazioni religiose si è unito a quella tenuta nella vicina base americana, fa sapere il comunicato stampa.

Il Generale di Brigata Nicola Terzano, Comandante del Contingente italiano e Direttore dell’addestramento della Coalizione, si è recato presso le diverse basi al fine di condividere il momento delle feste con tutto il personale, partecipando, allo stesso tempo, i voti augurali e il ringraziamento della leadership militare per il servizio prestato anche nel giorno di Natale.

L’alto ufficiale, dopo aver preso parte agli eventi a Erbil, è andato presso il Centro addestrativo di Atrush, dove un team nazionale conduce l’addestramento delle forze di sicurezza locali.

Successivamente, ha raggiunto gli uomini e le donne della Task Force Praesidium che sono schierati a Mosul per garantire la protezione e la sicurezza del personale militare e civile, nazionale e internazionale, interessato ai lavori di consolidamento e manutenzione della diga, infrastruttura d’importanza strategica per l’Iraq.

Presso la base operativa della Task Force Praesidium si è svolta la tradizionale veglia religiosa in occasione del Santo Natale. Al rito, officiato dal Cappellano militare, ha preso parte sia il personale appartenente alla Task Force Praesidium, sia il personale militare e civile del Corpo ingegneri statunitense e le maestranze italiane della ditta Trevi impegnate nei lavori.

A Baghdad, il personale della Police Task Force Iraq, su base Arma dei Carabinieri, ha condiviso con i militari della Coalizione la Messa di Natale celebrata dal Cappellano militare americano cattolico.

I Carabinieri hanno consumato con gli altri militari delle Forze Armate Italiane presenti nella capitale irachena una cena con l’immancabile panettone della tradizione natalizia.

Oggi, Santo Stefano, l’Ambasciatore d’Italia in Iraq, Sua Eccellenza Bruno Antonio Pasquino, ha voluto incontrare i militari italiani nella sede di Erbil per porgere gli auguri e far sentire la vicinanza delle istituzioni nazionali all’intero Contingente durante le Festività.

Al Contingente nazionale sono giunti anche gli auguri dell’Ordinario Militare per l’Italia, Sua Eccellenza Monsignor Santo Marcianò, che ha inviato il video-testo del suo intervento augurale in occasione delle festività natalizie rivolto a tutti i cappellani militari e a tutti i militari.

Fondamentalmente si è trattato per i soldati, marinai, avieri, carabinieri e finanzieri presenti in Iraq di un Natale all’insegna del servizio e della tradizione nel rispetto delle tradizioni religiose e culturali irachene, spiega il comunicato.

“Le Forze Armate Italiane sono una risorsa a disposizione del Paese, pronte a operare sempre con rapidità, efficienza e professionalità in ogni contesto, tanto all’estero quanto in Patria”, sottolinea infine il Contingente.

Fonte e foto: Prima Parthica

Via dall’Iraq: “strategia del successo” per il Min Trenta. “E’ questo il cambiamento?” chiede il gen Santo

By gen Vincenzo Santo

La confusione nelle parole, come al solito

L’Iraq non è un posto tranquillo. Del resto, quale parte del mondo lo è? L‘Iraq, sta cercando di uscire da un decennio maledetto in cui il falso scopo di instaurare la democrazia ha annebbiato, con le risibili fantastiche bugie di Bush e Blair circa ipotetiche pistole fumanti mai trovate, le menti di tutto il mondo. Nascondendo quello che c’è di reale cioè, in soldoni e per semplificare, la necessità strategica americana di presidiare quell’area e di non lasciare spazio ad altri. Soprattutto oggi, che nel quadrante si è affacciata anche la Russia, grazie ai bizzarri entusiasmi occidentali per le primavere arabe.

E ci siamo anche noi italiani. Per quale ragione ci siamo andati a impantanare da quelle parti? Difficile a dirsi. I politici, vecchi e nuovi, diranno per gli interessi nazionali, senza saperli nominare questi interessi. La realtà è più semplice, invece. Siamo lì perché non sappiamo dire di no agli alleati, assumendo erroneamente il fatto che essere in un’alleanza sia di per sé un interesse senza capire che, invece, si sta in un’alleanza solo se l’esserci ci garantisce il conseguimento di uno o più obiettivi che sottendono un nostro interesse o più di uno. E dire che ci siamo andati perché c’eravamo già stati (perché?) o per garantire che l’ENI acquisisse un bel contratto nel 2009 assieme a coreani, iracheni stessi e americani, sono sciocchezze.

Se non si comprendono queste differenze è giocoforza che ne escano poi degli aborti concettuali del tipo “strategia del successo”. Che significa? E poi, come lo si misura questo successo? Una strategia per il successo mi suonerebbe più chiaro.

Ha detto infatti il Ministro della Difesa, in visita a Mosul, che “… come saprete, il Governo italiano sta affrontando il tema della riconfigurazione del nostro impegno in questa area. Sarà la nostra una strategia d’uscita che voglio definire strategia del successo … l’importante non è l’uscita, ma il successo …”. Certo, persino ovvio, non siamo alle olimpiadi.

Tanto per cominciare, si dia uno sguardo al sito della Difesa relativo alla “Prima Parthica”, nella pagina della “missione”. Non esiste una missione, esistono compiti. Cosa molto diversa.

La missione formula anche lo scopo del fare qualcosa (compito) e questo scopo, in poche parole, ci conduce all’end state.

Cioè, in poche parole, l’operazione termina quando quel particolare stato di cose è stato conseguito, alla confluenza di più “linee di sforzo”.

A quella missione si associa un requisito ben specifico di forze che devono essere fornite da qualcuno perché si conduca un’operazione con la quale quella missione venga quindi soddisfatta.

Va da sé che qualsiasi configurazione – ha usato questo termine la Trenta – debba discendere da un’analisi che vada per esempio a dettagliare se si stia facendo la cosa giusta e se quella cosa, pur giusta, la si stia facendo bene.

Ora, mi chiedo, a che punto siamo?

Il Ministro della Difesa ha dichiarato, in quel di Mosul che “… oggi l’Iraq rappresenta il fronte avanzato dell’impegno comune nella lotta contro il terrorismo internazionale e non ci possono essere strategie diverse per combatterlo se non farlo dove si presenta e dove sono le sue radici …”.

Si può essere d’accordo. Tuttavia, non ho colto parole volte a delineare una valutazione in merito. Cioè, si ritiene che il terrorismo, quello con radici in Iraq (ammesso che sia serio fare questa distinzione), che non è solo l’ISIS ben inteso, stia per essere definitivamente sconfitto o già lo è? In questo secondo caso, per quale ragione non si chiude in poche settimane? Se invece sta per esserlo, quali sono le valutazioni fatte per procedere a una riconfigurazione? E se i lavori della ditta Trevi sono terminati, perché tutto il contingente della “Task Force Praesidium” (che viene definita nel suddetto sito, in modo ridicolo, non una missione di combattimento) non rientra subito? Che cosa significa, in questo quadro concettuale “… alleggeriremo la nostra presenza …”? Le forze di sicurezza irachene e i curdi che prepariamo (chissà se ne avevano davvero bisogno) sono pronte? Come si sta misurando quindi, e con quali criteri lo si sta facendo, il successo o meno delle varie componenti nazionali presenti nella condotta delle rispettive attività in Iraq?

Troppe domande? Vero, ma è tempo che gli italiani le inizino a porre per comprendere, dalle risposte, se il cambiamento è reale o solo fuffa.

Gen Vincenzo Santo

Foto dal profilo twitter del Ministro della Difesa on Elisabetta Trenta (@Eli_Trenta)

TF Praesidium, OIR: mezzi del Genio per ripristinare l’accesso a un uliveto vicino alla diga di Mosul

I militari italiani in missione in Iraq, su richiesta delle autorità locali irachene, hanno contribuito al ripristino delle vie di accesso al più importante uliveto che insiste nell’area di responsabilità della Task Force (TF) Praesidium, ha fatto sapere ieri, 18 giugno, lo stato maggiore della Difesa.

“Nell’ambito di una articolata attività di riqualificazione del territorio promossa dalle municipalità irachene adiacenti alla diga di Mosul, volta a ripristinare e rivalutare economicamente le aree agricole e paesaggistiche pesantemente danneggiate dal conflitto contro Daesh, i Sassarini della Task Force Praesidium – per la prima volta – hanno operato con mezzi d’opera del Genio per movimentare e sbancare importanti masse di terra – spiega la Difesa – vere e proprie fortificazioni campali innalzate precedentemente a difesa di una postazione chiave nella lotta per il controllo dell’area durante l’invasione delle truppe del sedicente stato islamico”.

Al cessare della minaccia, il sito, che si trova proprio a ridosso del più vasto uliveto della zona, fu abbandonato dalle truppe regolari e riconsegnato ai legittimi proprietari, che solo di recente hanno ricominciato a popolarlo e a riprendere le attività agricole e produttive legate alla gestione dell’uliveto, grazie appunto al supporto dei soldati italiani che ne hanno reso accessibile l’utilizzo.

“Tutti gli interventi e i lavori di riqualificazione del territorio – sottolinea la Difesa – sono stati preceduti da un programma di ricerca di eventuali ordigni bellici e trappole esplosive che le unità del Genio della Task Force Praesidium hanno posto in essere, sempre su istanza delle autorità locali”.

La Task Force Praesidium, su base 151° reggimento Fanteria Sassari, nell’ambito dell’Operazione Inherent Resolve (OIR) è la Task Force preposta alla protezione della diga di Mosul in coordinamento con le forze di sicurezza locali, quali Counter Terrorism Service, National Security Service e Iraqi Police.

Oltre ad assicurare la difesa della diga, sito di interesse strategico per l’Iraq, la Task Force Praesidium garantisce la sicurezza del personale militare e civile di USACE e delle maestranze della ditta Trevi impegnate nei lavori di risanamento dell’infrastruttura.

Articoli correlati:

La TF Praesidium in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: PI SMD

Brigata Pinerolo: impegno internazionale in Afghanistan, Iraq e Lettonia, il saluto della città di Bari

Si è svolta venerdì, 18 maggio, nella caserma Briescese di Bari, sede del reggimento Logistico Pinerolo, la cerimonia di saluto alla brigata Pinerolo, unità dell’Esercito Italiano che, dal prossimo mese di giugno, sarà impiegata con i propri reparti in diverse operazioni all’estero, nell’ambito degli accordi internazionali ai quali l’Italia aderisce.

È la stessa Brigata a darne notizia con un comunicato stampa del 18 maggio scorso.

La cerimonia si è svolta alla presenza del Generale di Divisione Fabio Polli, Comandante della Divisione Acqui, e al Governatore delle Regione Puglia, dottor Michele Emiliano, oltre alle più alte cariche civili, religiose e militari della Regione Puglia che hanno voluto testimoniare, ancora una volta, agli uomini e alle donne della Pinerolo il forte legame tra i cittadini e l’Esercito Italiano, si legge dal comunicato.

La Pinerolo assumerà nuovamente il comando del Train Advise Assist Command (TAAC-West) nella regione ovest dell’Afghanistan nell’ambito della missione a guida NATO Resolute Support Mission (RSM), incentrata sull’addestramento, consulenza e assistenza in favore delle Forze Armate e delle istituzioni afgane.

Durante lo scorso mandato, ricorda il comunicato stampa, alla grande unità è stata conferita, per la prima volta a una brigata italiana, dal Comando Supremo delle Forze Alleate in Europa (SHAPE), che ha la sua sede a Mons in Belgio, una importante onorificenza, la “Allied Command Operations Campaign Pennant”, con la seguente motivazione: “per l’impegno profuso e per gli eccellenti risultati ottenuti nel consolidare e implementare il nuovo concetto operativo, non più incentrato sulla funzione da combattimento, ma basato essenzialmente sul supporto e sull’addestramento delle Forze Armate afghane e per i successi raccolti nel campo della cooperazione civile militare”.

La Pinerolo sarà impegnata, oltre che in Afghanistan, anche in Iraq e in Lettonia, schierando simultaneamente i propri reparti:

– alla guida della Task Force Praesidium, a protezione della diga di Mosul in Iraq e del personale impegnato nelle operazioni di manutenzione dell’infrastruttura. La diga, di rilievo strategico per l’Iraq, è vitale per l’approvvigionamento idrico di centinaia di migliaia di persone che abitano nelle regioni circostanti; ricorda il comunicato stampa, il suo cedimento metterebbe in grave pericolo la vita di molti abitanti e comprometterebbe lo sviluppo e l’economia di tutta l’area causando un grave danno ambientale;

– in Lettonia, dove il contingente dell’Esercito Italiano è schierato nell’ambito dell’Operazione Enhanced Forward Presence sotto l’egida della NATO. L’impiego di personale dell’Esercito Italiano nell’ambito di questa Operazione è stato sancito dopo che l’Italia, a seguito del Vertice di Varsavia del luglio 2016, ha offerto il proprio contributo all’iniziativa della NATO di schierare, nei Paesi Baltici (Estonia, Lettonia e Lituania) e in Polonia, quattro Battle Group (unità a livello Battaglione) rispettivamente sotto il comando britannico, canadese, tedesco e statunitense.

“Per la Pinerolo si tratta dell’ennesimo impiego internazionale che si affianca alle operazioni in atto sul territorio nazionale tra cui il supporto alle Forze dell’ordine in numerose città italiane”, conclude la Brigata.

Articoli correlati:

Esercito, cambio comando alla Pinerolo: via il gen Mirra, subentra il gen Bruno. Consegna dell’onorificenza Allied Command Operations Campaign Pennant (22 settembre 2017)

La brigata Pinerolo in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: brigata Pinerolo

TF Praesidium, OIR: il premier iracheno sulla Diga di Mosul, con il dispositivo di sicurezza dei Dimonios

Nella giornata di ieri, 25 aprile 2018, il Primo Ministro Iracheno Haydar al-‘Abadi ha visitato la diga di Mosul, fa sapere lo stato maggiore della Difesa con un comunicato stampa odierno.

Il Primo Ministro, atterrato nella base di Mosul Dam, è stato accolto dal Comandante della Task Force Praesidium, col Maurizio Settesoldi, dal Comandante delle Counter Terrorism Service (CTS) operante nell’area di Mosul Dam e da personale del Ministero delle Risorse Idriche iracheno.

A seguire, l’alta autorità ha effettuato una visita presso i cantieri della diga, vigilata dai militari italiani, durante la quale ha dialogato con i dirigenti del Ministero delle Risorse Idriche iracheno, della ditta Trevi e dello United States Army Corps of Engineers (USACE) e ha avuto modo di prendere visione dello stato di avanzamento dei lavori di risanamento in corso.

Successivamente, il Primo Ministro al-‘Abadi si è recato presso gli uffici del Ministero delle Risorse Idriche iracheno dove è stato accolto da una scolaresca di bambini e adolescenti delle scuole primaria e secondaria presenti nel villaggio di Mosul Dam.

I Dimonios del 151° reggimento Fanteria Sassari della Task Force Praesidium in missione in Iraq – in stretta coordinazione con il Counter Terrorism Service e il National Security Service iracheni – hanno garantito il dispositivo di sicurezza durante tutto il corso della visita, che si è conclusa con il decollo del Primo Ministro al-‘Abadi dalla base di Mosul Dam nel pomeriggio stesso.

Nella missione in Iraq, la Task Force Praesidium – su base 151° reggimento Fanteria Sassari, nell’ambito dell’Operazione Inherent Resolve – è la Task Force preposta alla protezione della diga di Mosul in coordinamento con le forze di sicurezza locali, quali Counter Terrorism Service, National Security Service e Iraqi Police.

Oltre ad assicurare la difesa della diga, sito di interesse strategico per l’Iraq, i militari italiani garantiscono la sicurezza del personale militare e civile di USACE e delle maestranze della ditta Trevi impegnate nei lavori di risanamento dell’infrastruttura per scongiurare il rischio di una catastrofe ambientale.

Articoli correlati:

La TF Praesidium in Paola Casoli il Blog

Il 151° rgt Fanteria Sassari in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: PI SMD

Task Force Praesidium, Iraq: via gli Alpini del 3°, arrivano i Dimonios del 151° Fanteria Sassari

Il 15 febbraio, nel compound della Diga di Mosul, si è tenuta la cerimonia di avvicendamento al Comando della Task Force Praesidium tra il personale del 3° reggimento Alpini e i colleghi del 151° reggimento Fanteria Sassari, si apprende dal sito web istituzionale della Difesa.

Il trasferimento di autorità tra il col Nicola Piasente, cedente, e il col Maurizio Settesoldi, subentrante, ha sancito il passaggio di consegne tra le due unità dell’Esercito Italiano.

L’evento è stato presieduto dal Comandante del contingente nazionale in Iraq, gen Roberto Vannacci. A caratterizzare la cerimonia, la presenza dei vertici civili e militari italiani, iracheni e della Coalizione che hanno voluto testimoniare il delicato ruolo della Task Force Praesidium dopo l’avvicendamento nell’area tra la componente militare curda e quella di Baghdad, sottolinea la Difesa.

Significativa e apprezzata la presenza, nello schieramento, di unità del Counter Terrorism Service, dell’Esercito e della Polizia Irachene.

Nel corso del suo intervento il Generale Najim, a Capo del Comando che coordina le operazioni nel nord dell’Iraq, ha ricordato “lo straordinario lavoro di integrazione tra le Forze di Sicurezza Irachene e quelle Italiane della Praesidium, che ha permesso di garantire la piena sicurezza della Diga e dell’intera area”.

Parole di apprezzamento sono giunte anche dall’Ambasciatore Italiano in Iraq, S.E. Bruno Antonio Pasquino, che ha voluto sottolineare “come l’Italia abbia saputo rappresentare qui alla Diga il meglio delle sue eccellenze riconosciute a livello internazionale e come il lavoro fatto dal 3° Alpini sia stato motivo di orgoglio”.

Nel corso dei sei mesi di attività, la Task Force Praesidium “ha saputo lavorare di concerto con le forze irachene, conseguendo risultati inaspettati sotto il profilo della sicurezza, della stabilizzazione dell’area e del supporto necessario al regolare sviluppo dei lavori”, ha ricordato il gen Roberto Vannacci, Comandante del Contingente Italiano in Iraq.

In particolare, dopo l’avvicendamento avvenuto alla metà del mese di ottobre gli Alpini hanno costruito una profonda integrazione con le Forze di sicurezza irachene, che ha incrementato i livelli di sicurezza e contestualmente ha permesso di avviare un complesso programma di stabilizzazione che ha facilitato anche il ritorno delle diverse organizzazioni umanitarie per costruire il piano di ricostruzione e sviluppo dell’area (link articoli in calce).

“La presenza in tribuna del Vice Comandante della Coalizione in Iraq e del Comandante delle operazioni della Coalizione nel nord del Paese, nonché delle agenzie delle Nazioni Unite e delle organizzazioni umanitarie, ha impreziosito la cerimonia testimoniando l’importanza degli attori con cui la Praesidium ha saputo stringere profondi legami di stima e collaborazione reciproca”, conclude la Difesa.

Articoli correlati:

Task Force Praesidium, Iraq: si conclude la prima fase del programma di stabilizzazione dell’area (12 febbraio 2018)

La Task Force Praesidium in Paola Casoli il Blog

Il 3° rgt Alpini in Paola Casoli il Blog

Il 151° rgt Fanteria Sassari in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: TF Praesidium via stato maggiore della Difesa

Task Force Praesidium, Iraq: si conclude la prima fase del programma di stabilizzazione dell’area

“Si è svolto l’8 febbraio, nella Base della Diga di Mosul, l’incontro del nuovo ‘Mosul Dam Area Stability Committee’ fa sapere lo stato maggiore della Difesa dal suo sito istituzionaleche di fatto chiude la prima fase del programma di stabilizzazione dell’area avviato dalla Task Force Praesidium e volto a integrare le Forze di Sicurezza irachene e le autorità civili”.

“Il processo di supporto alla popolazione era stato avviato nell’ottobre 2017 dopo l’avvenuto passaggio di consegne tra le forze curde e quelle irachene”, scrive in dettaglio la Difesa.

Il programma ha avuto l’obiettivo di integrare e coinvolgere la componente militare irachena nel sistema di aiuto umanitario sviluppato dal 3° reggimento Alpini e dalle organizzazioni umanitarie.

Nell’incontro, avvenuto coinvolgendo le autorità civili e militari di livello regionale e provinciale, sono state discusse le modalità con le quali poter facilitare le organizzazioni non governative (NGO) a operare sul territorio.

In questo contesto la Task Force Praesidium, in coordinamento con le autorità locali, ha assolto al duplice compito, da una parte, di facilitare il ritorno delle organizzazioni umanitarie sul territorio e, dall’altra, di essere un’importante componente a supporto della popolazione in settori di primaria importanza, come la sanità, l’educazione e la pastorizia, fonte di sostentamento per circa il 70% della popolazione.

“La costante presenza dei militari iracheni come principali interlocutori – spiega la Difesa – ha permesso di portare a compimento il processo di transizione che vede ora le locali Forze di Sicurezza irachene assurgere a ruolo di principale punto di riferimento per autorità civili, popolazione e organizzazioni umanitarie”.

Un processo di stabilizzazione, agevolato dalla continua partecipazione dei militari iracheni, che ha visto coinvolti in prima linea i rappresentanti del Counter Terrorism Service e del National Security Service nei rapporti con le diverse autorità e organizzazioni locali, nati grazie a numerosi incontri.

L’ultimo, in ordine di tempo, ha visto i militari iracheni confrontarsi con gli oltre 30 rappresentanti di altrettanti villaggi sul delicato tema del ripopolamento che, nel corso degli ultimi mesi, ha visto crescere la popolazione dell’area di oltre il 15 %, con importanti ripercussioni sulla gestione dei servizi primari.

Articoli correlati:

La Task Force Praesidium in Paola Casoli il Blog

Il 3° rgt Alpini in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: TF Praesidium via difesa.it

Iraq: riapre la strada principale tra Mosul e Duhok grazie al processo di normalizzazione dell’area

La libertà di movimento nel nord dell’Iraq ha appena ricevuto un positivo incremento grazie ai militari italiani e alle Forze di sicurezza irachene che operano nell’area della Diga di Mosul.

“Le Forze di Sicurezza irachene – spiega in dettaglio lo stato maggiore della Difesa con un comunicato stampa di oggi, 19 gennaio – hanno permesso la riapertura, dopo oltre tre anni, della principale strada che collega la città di Mosul con la vicina provincia di Duhok, nella Regione Autonoma del Kurdistan Iracheno”.

Nell’ambito del processo di normalizzazione dell’area della Diga di Mosul, sottolinea la Difesa, i militari italiani hanno coadiuvato le Forze di Sicurezza Irachene e Curde nella realizzazione di una cornice di sicurezza che consentisse alla popolazione di potersi nuovamente muovere liberamente attraverso le due Province.

Con la riapertura dei check point lungo il confine della Regione Autonoma del Kurdistan, infatti, migliaia di famiglie potranno ritrovarsi, dopo diversi anni di separazione, e il processo di stabilizzazione potrà svilupparsi anche su una delle principali direttrici del Nord dell’Iraq.

Chiusa alla fine del 2014, dopo che le Forze Irachene e Curde avevano limitato l’espansione del Daesh, dalla Provincia di Ninewa (Mosul) a quella di Duhok, la strada era rimasta inaccessibile al transito attraverso la Kurdish Defence Line, che segnava il principale fronte difensivo dalle forze del sedicente stato islamico, spiega lo stato maggiore della Difesa.

La sua chiusura aveva tuttavia impedito, per anni, di poter mantenere le relazioni tra le due aree e, in molti casi, non aveva più permesso alle famiglie di mantenere rapporti, influenzando anche l’economia dell’area.

“La riapertura dell’importante arteria stradale – sottolinea il comunicato stampa – rappresenta un altro rilevante indicatore del miglioramento della situazione della sicurezza nell’area della diga di Mosul e raffigura concretamente l’importante lavoro svolto dai militari italiani che, in coordinamento con le forze di sicurezza irachene e curde, hanno tangibilmente favorito il processo di normalizzazione”.

“In tale contesto, fondamentale si è rivelata sia la presenza sul terreno dei nostri militari presso la diga sia il lavoro svolto dagli addestratori dell’Esercito che, in questi ultimi anni, hanno trasferito alle forze dell’esercito e della polizia irachene e curde le capacità operative necessarie per sconfiggere l’ISIS e per ritornare verso una situazione di normalità”, conclude lo Stato maggiore.

Articoli correlati:

La Diga di Mosul e l’intervento militare italiano in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: stato maggiore della Difesa