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Albania, emergenza terremoto: le Forze Armate Italiane a supporto della popolazione albanese

“In seguito alla forte scossa di terremoto verificatasi questa notte a Durazzo, la Difesa, rispondendo alle richieste della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha messo immediatamente a disposizione assetti delle Forze Armate, si apprende da un comunicato stampa odierno dello Stato Maggiore della Difesa (SMD).

Nel dettaglio, gli assetti impiegati al momento sono 12 mezzi ruotati per trasporto persone, con circa 25 unità, e un elicottero CH-47 dell’Esercito; un aereo C-130, un velivolo P180 e un elicottero UH139 dell’Aeronautica Militare per il trasporto in Albania di assetti della Protezione Civile e dei Vigili del Fuoco. Anche la Marina Militare, si legge dal comunicato, ha predisposto un’unita navale e un elicottero da impiegare a supporto delle attività.

“Le Forze Armate con le loro specificità sono in grado di operare prontamente in ambito nazionale e internazionale, in sinergia con gli altri Dicasteri e Organizzazioni del ‘Sistema Paese’, in caso di pubbliche calamità e in casi di straordinaria necessità e urgenza in favore della popolazione, conclude il comunicato.

Fonte e foto: SMD 

Terremoto: continua il lavoro dell’Esercito. Oltre 150mila le tonnellate di macerie rimosse nell’ultimo anno

A due anni dalla prima scossa sismica che il 24 agosto 2016 ha provocato vittime e ingenti danni ad abitazioni e infrastrutture in diversi paesi del centro Italia, tra i quali Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto – scrive l’Esercito in un comunicato stampa di oggi, 23 agosto – continua il lavoro incessante di centinaia di uomini e donne dell’Esercito, impiegati nelle operazioni di demolizione di edifici, rimozione macerie e di sicurezza e supporto alle popolazioni residenti. Solo nell’ultimo anno sono stati infatti demoliti 602 edifici e rimosse oltre 150.500 tonnellate di macerie”.

Attualmente, si apprende, oltre 360 militari stanno operando presso i comuni delle Marche (Arquata del Tronto, Castelsantangelo sul Nera, Visso, Sarnano e Montegallo), Lazio (Amatrice e Accumoli) e Abruzzo (Campotosto) e centinaia sono i mezzi speciali del Genio impiegati.

In particolare, le operazioni in corso, condotte in coordinamento con le altre amministrazioni dello Stato, consistono nella demolizione di edifici e nella rimozione della gran massa di macerie che insistono nei centri abitati con macchine movimento terra, oltre che garantire un’adeguata cornice di sicurezza con servizi di vigilanza finalizzati al presidio di paesi e borghi disabitati, per prevenire atti di sciacallaggio.

L’Esercito è intervenuto in soccorso alle popolazioni colpite dal sisma sin dai primi istanti successivi al terremoto, al fine di salvaguardare l’incolumità delle persone e per ripristinare la viabilità.

L’impegno ha riguardato anche l’emergenza neve, ricorda il comunicato, e ha visto impegnati mediamente circa 1.500 militari e 550 mezzi (tattici, speciali del Genio e commerciali), con un picco massimo, durante l’emergenza neve, di circa 2.500 militari e circa 990 mezzi.

L’Esercito è stato altresì impegnato nella ricerca e soccorso di superstiti, ripristino della viabilità stradale, costruzione di 2 ponti ad Amatrice, interventi di urbanizzazione per costruire scuole e Soluzioni Abitative di Emergenza (SAE).

“La Forza Armata, grazie alla capacità ‘dual-use’ dei propri reparti, oltre all’impiego operativo nelle missioni internazionali, è in grado di fronteggiare, in ogni momento, casi di pubblica calamità a supporto della popolazione su tutto il territorio nazionale, operando congiuntamente e in sinergia con altre amministrazioni, nel novero del motto dell’Esercito ‘di piu’ insieme’, dimostrandosi una risorsa pronta e flessibile al servizio del Paese”, conclude il comunicato.

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Fonte e foto: PI SME

Difesa: il SSSD on Rossi alla Perdonanza Celestiniana a L’Aquila, “messaggio di pace, solidarietà e coraggio”

Il Sottosegretario di Stato alla Difesa (SSSD), on Domenico Rossi, ha partecipato il 28 agosto alla 723esima edizione della “Perdonanza Celestiana”, che si è tenuta a L’Aquila, ha fatto sapere il suo responsabile della comunicazione con un comunicato stampa di lunedì scorso.

Per l’on Rossi la Perdonanza Celestiniana rappresenta “Una cerimonia di grande valenza religiosa, e di grande significatività sociale perché vuole mantenere inalterato nel tempo e trasmettere alle nuove generazioni un messaggio universale di speranza, solidarietà e coraggio, valori di cui questa città è testimonianza e simbolo”.

Pace, solidarietà e riconciliazione, sono infatti concetti cardine della Bolla del Perdono che da oltre settecento anni è un invito simbolico alla pace tra tutti i popoli, ricorda il comunicato stampa.

L’on Rossi ha con l’occasione ricordato il tragico terremoto che ha colpito duramente l’area del Centro Italia: “A quel drammatico evento voglio fare oggi riferimento per rinnovare la commossa vicinanza, mia personale, e di tutti gli italiani ai familiari delle vittime e per rendere omaggio a una città e ad una comunità che pur tra mille difficoltà, ha saputo rialzarsi e intraprendere con coraggio e determinazione il difficile cammino della ricostruzione”.

Con questo il SSSD on Rossi ha inteso fare riferimento alla presenza dei militari che, insieme alle altre componenti dello Stato, erano lì, con la loro forza, la loro generosità, la loro umanità, per soccorrere, per rassicurare, per riportare la normalità dopo un evento così tragicamente eccezionale.”

Assieme al Sindaco di L’Aquila, alle autorità civili e religiose, il Sottosegretario ha percorso, in corteo, le vie della città, si apprende.

Il nome Perdonanza, spiega il comunicato stampa, deriva proprio dalla Bolla del Perdono, custodita nella cappella blindata della Torre civica del Palazzo Comunale fino al terremoto del 2009.

La cerimonia del Perdono ha avuto la sua continuità anche dopo il terremoto del 2009 che ha raso al suolo il centro storico dell’Aquila e dei suoi borghi, sventrato palazzi e beni architettonici di pregio, provocato la morte di 309 persone, stravolto la vita sociale, economica e amministrativa di una intera collettività.

La Basilica di Collemaggio, sventrata dal sisma e sorretta da impalcature di metallo per scongiurarne ulteriori crolli, è stata il simbolo nel dopo sisma di una città e della sua voglia di vivere.

Il rito dell’apertura della Porta Santa si è ripetuto nel 2009 come i sette secoli precedenti seppur con le obbligate limitazioni dovute per motivi di sicurezza.

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Fonte e foto: Massimiliano Rizzo, Responsabile Comunicazione Sottosegretario di Stato alla Difesa

 

CME Abruzzo: la Perdonanza Celestiniana nella sua 723^ edizione, con una Messa per le FFAA e i Corpi di Polizia

Si è rinnovato a L’Aquila il rito solenne della Perdonanza Celestinana, l’indulgenza plenaria perpetua concessa ai fedeli Cristiani da Celestino V nel 1294 in occasione della sua incoronazione a Pontefice.

Il Comando Militare Esercito (CME) Abruzzo ne ha dato notizia con un comunicato stampa incentrato sulla 723^ edizione della cerimonia che si tiene ininterrottamente ogni anno.

Nel pomeriggio del 28 agosto scorso, dopo lo sfilamento per le vie del capoluogo abruzzese del corteo storico composto da centinaia di persone in costumi d’epoca, autorità civili, militari e religiose, Monsignor Gualtiero Bassetti, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha celebrato la solenne funzione liturgica al cui termine ha avuto luogo il tradizionale rito dell’apertura della Porta Santa.

Presenti all’evento il Sottosegretario alla Difesa (SSSD), on Domenico Rossi, in rappresentanza del Governo; il Prefetto de L’Aquila, dott Giuseppe Linardi; il Sindaco, dott Pierluigi Biondi; il Comandante Militare dell’Esercito per l’Abruzzo, gen Rino De Vito, e altre cariche dello Stato.

Nella mattinata del 29 agosto Mons Bassetti ha celebrato una funzione per le Forze Armate e per i Corpi di Polizia, al termine della quale il gen De Vito ha ringraziato le autorità e tutti gli intervenuti per la sentita partecipazione.

Nel pomeriggio, invece, dopo la Santa Messa stazionale, le celebrazioni hanno avuto termine con il consueto rito di chiusura della Porta Santa.

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CME Abruzzo: la 722esima Perdonanza Celestiniana nel segno del lutto per il terremoto (30 agosto 2016)

Fonte e foto: CME Abruzzo

Terremoto Ischia: le Forze Armate con personale e mezzi a disposizione della Protezione Civile

“A seguito dello sciame sismico che ha colpito Ischia nella serata di ieri [20 agosto 2017, ndr], le Forze Armate hanno messo a disposizione della Protezione Civile, nel corso della notte, personale, mezzi e assetti tecnici per i primi interventi di supporto alla popolazione, annuncia con un comunicato stampa odierno lo stato maggiore della Difesa.

In particolare, si apprende, dopo una prima ricognizione alle 23 di ieri da parte di personale militare presente sul posto, e a seguito della riunione del Comitato Operativo presso la Protezione Civile, dall’una di questa notte alcuni elicotteri dell’Aeronautica Militare e dell’Esercito sono impiegati per il trasporto sull’isola di personale specialistico dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile, nonché di materiali speciali e attrezzature varie.

Nel frattempo, sono stati posti in prontezza anche militari, elicotteri e navi della Marina Militare, nonché personale specialistico del Genio dell’Esercito, in grado di intervenire nell’arco di poche ore, laddove fossero richiesti.

Inoltre, nella mattinata di oggi sono previste attività di ricognizione aerea da parte di velivoli AMX e di un Predator dell’Aeronautica Militare per mettere a disposizione della Protezione Civile ulteriori informazioni, spiega il comunicato stampa, al fine di elaborare una migliore valutazione dei danni e una mappatura dell’area.

Tecnologie e mezzi delle Forze Armate sono impiegabili sia per scopi militari che civili. Tale capacità di fornire un servizio utile per la collettività nazionale – la cosiddetta capacità dual use – si concretizza in attività in concorso e a supporto degli interventi della Protezione Civile, come dimostra anche l’impegno ininterrotto delle Forze Armate, da agosto dello scorso anno, nelle zone colpite dal terremoto in centro Italia, conclude lo stato maggiore della Difesa.

Fonte: Difesa

Foto: Polizia di Stato/Ansa

Strade Sicure: 9 anni di sicurezza e deterrenza tra terremoto, incendi, Expo, Giubileo, G7 e Terra dei Fuochi

È stata avviata il 4 agosto 2008, nove anni fa esatti. È l’Operazione Strade Sicure, che vede i militari dell’Esercito impiegati in ambito nazionale, in concorso e congiuntamente alle Forze di Polizia, per il presidio del territorio e delle principali aree metropolitane e la sorveglianza dei punti sensibili.

Attualmente, circa 7.000 uomini e donne dell’Esercito sono impiegati in 48 località distribuite su tutto il territorio nazionale, con oltre 1.100 mezzi, fa sapere il comunicato stampa dell’Esercito che dà notizia dell’importante traguardo.

“Dall’inizio dell’Operazione ‘Strade Sicure’ – sottolinea l’Esercito – i soldati hanno garantito costantemente il proprio apporto alla sicurezza della popolazione contribuendo all’arresto di oltre 15.500 persone di cui 280 dall’inizio dell’anno, controllandone e identificandone quasi 2.930.000, (circa 290.000 solo quest’anno) e sequestrando oltre 2,2 tonnellate di sostanze stupefacenti (oltre 30 kg nell’anno corrente). Dati concreti che si aggiungono all’“effetto deterrenza” che la presenza dei militari esercita sulla microcriminalità”.

Si tratta di risultati frutto sia del continuo addestramento effettuato per questa specifica attività sia dell’esperienza maturata dai militari nelle missioni internazionali, durante le quali hanno acquisito la capacità di individuare la minaccia e di intervenire in maniera discriminata rapidamente in condizioni di stress psico-fisico.

Nell’ultimo anno, sempre in ambito Strade Sicure, l’Esercito è intervenuto con compiti specifici per il Giubileo Straordinario della Misericordia, mentre dal 24 agosto scorso, a seguito del terremoto che ha colpito l’Italia centrale, tuttora concorre alla sicurezza delle aree evacuate nei centri urbani maggiormente colpiti.

Altro grande evento che ha visto l’Esercito cooperare con le Forze di Polizia è stato il G7 a Taormina, dove per esigenze connesse con la sicurezza dell’evento, nel mese di maggio il dispositivo di Strade Sicure è stato incrementato di 2.400 soldati.

Dal 2008 a oggi si è passati da 3.000 soldati agli attuali 7.000 che presidiano il territorio in sinergia con le Forze di Polizia.

In questi 9 anni, sempre in ambito Strade Sicure, l’Esercito è intervenuto con compiti specifici a L’Aquila per il terremoto del 2009, a Milano per l’EXPO 2015 contribuendo alla sicurezza interna ed esterna dell’area espositiva, e ha fornito una cornice di sicurezza ai principali eventi del 2016 e a quelli tuttora in corso, concorrendo alla sorveglianza delle frontiere e all’attività di prevenzione, ricerca di discariche illegali e roghi di rifiuti dolosi, in Campania, nella cosiddetta “Terra dei fuochi”.

L’Operazione Strade Sicure dimostra come l’Esercito sia una risorsa duale al servizio del Paese, in grado di mutuare capacità prettamente militari in capacità al servizio della collettività per pubblica utilità, e nei casi di calamità naturali come il concorso fornito alla Protezione Civile di elicotteri dell’Aviazione dell’Esercito (AVES) nella campagna antincendio boschiva e l’impiego di assetti del Genio nel recente terremoto per il ripristino della viabilità, sgombero macerie e lavori di urbanizzazione.

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Fonte e foto: Esercito Italiano

Neve e terremoto, Esercito: anche il Savoia Cavalleria (3°) partecipa ai soccorsi con i suoi cavalieri paracadutisti

I cavalieri paracadutisti sono stati chiamati a intervenire nelle zone flagellate da neve e terremoto, fa sapere il reggimento Savoia Cavalleria (3°) con un comunicato stampa di oggi, 20 gennaio.

A seguito dell’emergenza che ha coinvolto le regioni del centro Italia, infatti, anche il reggimento Savoia Cavalleria (3°) sta intervenendo in queste ore in alcune delle località più colpite.

I cavalieri paracadutisti, come tanti altri colleghi di differenti reparti dell’Esercito Italiano, sono stati chiamati in soccorso alle popolazioni isolate sia dalle copiose e straordinarie nevicate, cadute incessantemente negli ultimi giorni, sia dal susseguirsi dello sciame sismico, che si è fatto più intenso proprio in concomitanza del maltempo.

“Una drammatica combinazione di eventi che richiede uno straordinario sforzo – si legge nel comunicato – per questo motivo coloro che contraddistinguono una preziosa di risorsa per il Paese, in termini di personale, mezzi ed esperienza, sono chiamati ad intervenire”.

Il Savoia Cavalleria ha ricevuto dalla brigata Paracadutisti Folgore l’ordine di muovere con il proprio personale verso le zone di Spoleto e Ascoli Piceno; in breve tempo ha approntato mezzi e materiali e fatto rotta per raggiungere la popolazione colpita.

Giunto nella notte, il personale di Savoia Cavalleria si trova già impegnato dalle prime luci dell’alba nel paese di Arquata, in provincia di Ascoli Piceno.

I cavalieri paracadutisti sono alle dipendenze della Task Force Sisma già attiva sul territorio, che assegnerà i compiti in base alle priorità stabilite in stretta coordinazione con Protezione Civile e Vigili del Fuoco, “rinnovando quello spirito di unità e collaborazione che è proprio della Forza Armata sempre al servizio del popolo italiano, in ogni circostanza”.

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Fonte e foto: rgt Savoia Cavalleria (3°)

Esercito, pronti per il nuovo anno dopo 125mila pasti serviti finora ai terremotati, bonifica ordigni, Strade Sicure e operazioni internazionali

Sono 125.000 i pasti confezionati fino a oggi dagli uomini e dalle donne dell’Esercito nelle mense allestite nelle zone colpite dal terremoto dell’Italia centrale, prontamente allestite dopo le prime scosse del 24 agosto 2016, fa sapere l’Esercito con un comunicato stampa odierno.

In particolare, si apprende, nelle zone del terremoto circa 1.250 militari dell’Esercito stanno lavorando ininterrottamente per ripristinare la viabilità, urbanizzare alcune aree tra Umbria e Marche, trasportare macerie (8.000 metri cubi nei soli centri di Amatrice e Accumuli), incanalare e adeguare gli argini dei fiumi Torbidone e Sordo,  recuperare e mettere in sicurezza documenti e beni culturali (un chilometro di documenti recuperati a Norcia), produrre pasti caldi per la popolazione, verificare e rendere agibili le case colpite dal sisma.

Un bilancio significativo a cui si aggiungono gli oltre 1.900 residuati bellici bonificati su tutto il territorio nazionale, il concorso di elicotteri in caso di incendi boschivi, l’intervento per pubbliche calamità come la recente alluvione in Piemonte e l’impiego di oltre 7.000 militari nell’Operazione Strade Sicure, di cui circa 500 con compiti di anti-sciacallaggio nelle zone terremotate, monitorate costantemente dall’alto da droni dell’Esercito.

Questo è uno dei tanti risultati significativi che testimoniano un impegno a 360 gradi dei militari dell’Esercito, reso possibile grazie alle capacità acquisite all’estero e ai mezzi e alle tecnologie duali, impiegabili sia nelle operazioni militari, sia in supporto alla popolazione.

Un costante e concreto servizio al paese caratterizzato da professionalità, dedizione, sacrificio e altruismo in molteplici situazioni, anche durante le festività natalizie che vedono l’Esercito presente su vari fronti tra i quali le missioni internazionali, i lavori nelle zone colpite dal terremoto, l’Operazione Strade Sicure, la bonifica di residuati bellici.

Un impiego poliedrico e duale, in linea con il Libro Bianco della Difesa che richiama a una sempre maggiore disponibilità di uomini, mezzi ed equipaggiamenti in grado di operare ed essere utilizzati anche in favore della popolazione, sul territorio nazionale.

“L’Esercito – conclude il comunicato stampa – è pronto per affrontare un nuovo anno con la stessa umiltà e lo stesso senso del dovere, che da sempre ha contraddistinto i militari dell’Esercito in ogni occasione”.

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Fonte e foto: Esercito Italiano

Esercito, “noi ci siamo sempre”: teatri operativi, Strade Sicure, emergenza terremoto, Rio 2016

È incessante l’impegno e il sacrificio dei tanti uomini e donne dell’Esercito schierati in numerosi e differenti fronti, sia in Italia che all’estero, anche durante le festività del Natale, segnala la stessa Forza Armata con un comunicato stampa natalizio.

Lo stesso slogan “Noi ci siamo sempre”, che accompagna la Forza Armata nei suoi molteplici impegni dentro e fuori i confini del Paese, si conferma un’affermazione che quest’anno ha un sapore diverso: “mai come prima – scrive infatti l’Esercito – il modo di operare dei nostri militari viene apprezzato dai cittadini, ‘soldati tra la gente e per la gente’”.

Infatti, “il sostegno della popolazione rende tutte le donne e gli uomini dell’Esercito orgogliosi e onorati del proprio servizio al Paese, nella piena consapevolezza che ovunque ne venga richiesto, ovunque ci sia un’emergenza, i soldati dell’Esercito sono pronti a intervenire, fedeli ai valori e alle tradizioni di una storica Istituzione, che ha segnato da sempre la storia dell’Italia”.

Al servizio dell’Italia l’Esercito conta 4.000 militari schierati all’estero con compiti che vanno dalla cooperazione allo sviluppo e sostegno ai processi di ricostruzione delle aree più martoriate del mondo, sino all’addestramento delle forze di sicurezza locali.

Sul territorio italiano, poi, sono circa 7.000 i soldati impegnati nell’ambito dell’Operazione Strade Sicure, in concorso alle Forze dell’Ordine per il presidio del territorio e delle principali aree metropolitane, a cui si aggiungono più di 1.200 militari dislocati nelle zone dell’Italia centrale colpite duramente dai recenti terremoti.

“Gli ultimi dodici mesi – si legge nel comunicato – chiudono un bilancio di intenso lavoro per l’Esercito Italiano, che ha dato lustro al Paese anche nello sport internazionale, grazie agli eccellenti risultati degli atleti militari paralimpici e olimpici che hanno primeggiato anche a Rio 2016”.

Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito (CaSME), gen Danilo Errico, nel videomessaggio augurale rivolto a tutto il personale, militare e civile, in servizio e non, di ogni ordine e grado, diffuso sull’account Facebook e sulle altre piattaforme social e web di Forza Armata, ha evidenziato che quello italiano “È un Esercito poliedrico, dinamico, pronto ad affrontare con entusiasmo, perizia e umanità qualunque situazione si presenti”, confermandosi ancora un saldo pilastro del nostro Paese, in grado di fornire in qualsiasi momento risposte concrete e tempestive in molteplici settori.

“Agli italiani che quotidianamente dimostrano ai nostri militari tutto il loro sostegno e affetto, auguri di buone Feste dall’Esercito Italiano”, conclude il comunicato stampa.

Fonte: Esercito Italiano

Foto dal video di auguri del sito dell’Esercito Italiano

 

Emergenza sisma: prosegue l’attività del Genio nel ripristino della viabilità per i soccorsi

20160829_#sismacentroitalia_Esercito Italiano_reparti Genio (2)Prosegue ininterrottamente l’attività del Genio dell’Esercito per ripristinare la viabilità e realizzare percorsi alternativi – tra cui un ponte a Retrosi, frazione di Amatrice, e uno in località Tre Occhi – al fine di agevolare l’afflusso di tutti i mezzi necessari nell’area interessata, fa sapere l’Esercito in una nota di ieri sera, 29 agosto.

Attualmente, si apprende, sono in campo oltre 850 soldati e circa 200 mezzi, tra cui mezzi movimento terra, torri di illuminazione, camion per il trasporto detriti: tutti assetti indispensabili in queste prime fasi dell’emergenza.

Fondamentali in questi momenti si confermano le capacità dei reparti del Genio.

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Fonte e foto: Esercito Italiano

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