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Emergenza sisma: i soccorsi sono anche ricostruzione. L’Esercito al lavoro sui ponti

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È continuato incessantemente nel fine settimana l’impegno dell’Esercito per il ripristino della viabilità sui tratti stradali delle zone colpite dal sisma di mercoledì 24 aprile scorso.

Militari dell’Esercito sono intervenuti presso due ponti: in località Retrosi e in località Tre Occhi, al fine di ripristinare la viabilità severamente danneggiata.

Nel dettaglio, ieri mattina, 28 agosto, assetti del 2° reggimento Genio pontieri di Piacenza e del 6° reggimento Genio pionieri di Roma hanno iniziato a operare in località Retrosi, ove è situato un ponte gravemente danneggiato dalle ripetute scosse sismiche di questi giorni, fa sapere l’Esercito dal suo sito istituzionale.

terremoto4_160827L’obiettivo è la realizzazione di un ponte Bailey, per cui si è cominciato a operare sia manualmente che a bordo di macchine movimento terra per effettuare la gittata.

E intanto il numero degli uomini e delle donne che l’Esercito ha messo in campo per fronteggiare l’emergenza nelle località devastate dal terremoto sale a più di 850 e oltre 200 i mezzi, gran parte dei quali provenienti dalle unità del Genio.

Sono invece iniziati nella prima mattinata di sabato, 27 agosto, i lavori per la realizzazione del by-pass del ponte in località Tre Occhi, lungo la statale 260, alle porte di Amatrice, la località maggiormente colpita dal sisma di mercoledì scorso nella provincia laziale di Rieti.

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Gli assetti del 6° reggimento Genio pionieri di Roma, con la collaborazione dei tecnici della Protezione Civile del Friuli Venezia Giulia, hanno iniziato a operare a valle del ponte per realizzare un guado a strutture scatolari con una carreggiata di circa 6 metri, che consentirà di aggirare il ponte ormai irrimediabilmente danneggiato.

Questa la soluzione più rapida per consentire la riapertura di un tratto stradale considerato di importanza strategica, si apprende, in quanto consentirebbe di fare affluire ad Amatrice, da sud, ulteriori mezzi e materiali per il soccorso alla popolazione.

Nelle località di Rieti, Amatrice e Accumoli sono 124 i mezzi da trasporto e speciali impiegati: bus, mezzi tattici, torri di illuminazione, gruppi elettrogeni, terne ruotate, pale caricatrici, escavatori cingolati, autocisterne, rimorchi e mezzi antincendio.

terremoto2_160227L’Esercito, grazie alla capacità “dual-use” di molti suoi reparti, è in grado d’intervenire in ogni momento, su tutto il territorio italiano a supporto della comunità nazionale, in casi di pubblica utilità, come testimonia l’utilizzo dei militari dell’Esercito in occasione delle più recenti calamità naturali – quali alluvioni, terremoti, emergenze idriche – che hanno interessato il territorio nazionale, sottolinea l’Esercito dal suo sito web.

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Fonte e foto: Esercito Italiano

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Esercito e università: insieme per lo studio dei terremoti

20150918_Esercito e università per lo studio dei terremoti (7)L’Esercito ha posto l’esperienza degli artificieri a beneficio della comunità nello studio dei terremoti. È la brigata Pinerolo a darne notizia con un comunicato stampa che riferisce dell’attività avvenuta a Foggia venerdì 18 settembre.

Personale dell’Esercito Italiano è stato messo a disposizione dell’Università di Reggio Calabria e della Regione Calabria. Si tratta degli artificieri dell’11° reggimento Genio guastatori di Foggia, della brigata Pinerolo, impiegati per una collaborazione con un gruppo di ricercatori d’ingegneria sismica al fine di effettuare delle prove sperimentali e monitorare le sollecitazioni di un terremoto su un solaio a volta tipico delle costruzioni di interesse storico-culturale.

I test sono stati condotti presso il Convento di San Francesco di Paola in Roccabernarda, a Crotone, e hanno previsto il posizionamento di micro-cariche esplosive controllate nel sottosuolo, questo per indurre, nelle murature dell’antica struttura, micro-forze del tutto simili, ma non in grado di provocare alcun danno, a quelle che si registrano in presenza di un evento sismico.

20150918_Esercito e università per lo studio dei terremoti (4)I Guastatori della Pinerolo, dosando le cariche esplosive, hanno operato con altissima precisione e professionalità per soddisfare contemporaneamente le esigenze scientifiche dei ricercatori e contribuire significativamente ai provvedimenti che possono essere adottati alla conservazione del monumento e alla sua sicurezza.

L’11° reggimento Genio guastatori della brigata meccanizzata Pinerolo di Bari è l’unità dell’Arma del Genio che il 2° Comando Forze di Difesa (2° FOD) impiega anche per le operazioni di bonifica di ordigni inesplosi dell’area estesa, sul versante adriatico, dalla provincia di Chieti al Salento e, sul versante tirrenico, dalla provincia di Potenza a Reggio Calabria.

20150918_Esercito e università per lo studio dei terremoti (5)In particolare i reparti Genio, grazie alle esperienze maturate nei teatri operativi e alla elevata connotazione dual-use, operano in favore della comunità nazionale sia con la bonifica di residuati bellici ancora ampiamente presenti nel territorio nazionale, sia in caso di pubbliche utilità a favore della popolazione civile.

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Fonte e foto: brigata Pinerolo

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Ricamar 2013: Nave Magnaghi della Marina Militare insieme con Istituto di vulcanologia per rilievo fenomeni sismici nel Golfo di Pozzuoli

È iniziata ieri 14 maggio la campagna geofisica-oceanografica Ricamar 2013, condotta in sinergia tra l’Istituto Idrografico della Marina Militare e l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INVG), nell’ambito dell’accordo di collaborazione con il Coordinamento Nazionale per la Geofisica Marina (CONAGEM).

Protagonista della campagna è Nave Ammiraglio Magnaghi, l’unità idro-oceanografica maggiore della Marina Militare, che ha lasciato il porto di La Spezia in direzione Golfo di Pozzuoli per svolgere un’importante attività scientifica volta allo studio delle acque della caldera dei Campi Flegrei, una delle zone vulcaniche più pericolose e popolate del mondo, da monitorare in tempo reale al fine di proteggere le popolazioni vicine.

A bordo è presente una equipe di ricercatori dell’INGV, il cui obiettivo è una caratterizzazione ambientale del Golfo di Pozzuoli attraverso l’identificazione di strutture sottomarine, la tipologia del fondale marino, il censimento di sorgenti di emissione gassose, la valutazione di variazioni termiche delle acque marine, comparate con dati satellitari e contestualmente prefigurare scenari sottomarini propedeutici all’installazione di sistemi di osservazione.

Il progetto è di estrema utilità poiché al momento non esistono sistemi di rilevamento della deformazione associata ai fenomeni sismici sul fondale marino installati nel Golfo di Pozzuoli.

Il focus è quello di realizzare un prototipo di infrastruttura con cavo sottomarino, sul quale vi sono alcuni punti di collegamento per sensori di monitoraggio.

La Marina Militare concorre alla salvaguardia ambientale, proponendosi come ponte tra la rete di monitoraggio a terra e l’innovativo sistema marino.

La caldera dei Campi Flegrei è una delle zone vulcaniche più pericolose e popolate del mondo. Da ciò nasce la necessità di un monitoraggio in tempo reale per scopi di protezione civile. Questa necessità ha portato, nel tempo, a sviluppare progetti di cooperazione sia regionali che nazionali con lo scopo di integrare la rete di monitoraggio terrestre con un innovativo sistema marino.

La caldera comprende la parte occidentale della città di Napoli e si estende nel Golfo di Pozzuoli. La caratteristica principale dell’attuale attività vulcanica della caldera è il movimento lento del suolo a carattere episodico e di grande ampiezza (bradisismo), accompagnata da un’intensa attività sismica e superficiale che si verifica solo durante la fase di sollevamento.

Si prevede, attraverso modelli deformativi calibrati con dati acquisiti a terra, che la massima deformazione sia localizzata nel Golfo di Pozzuoli.

Nel periodo di massimo abbassamento, risalente probabilmente al medioevo, alcuni studi dimostrano che il livello del suolo era tra i 7 e i 10 m più basso rispetto all’epoca di costruzione del Serapeo nel I sec. d.C.. Nel 1500 un’importante crisi di sollevamento determinò un innalzamento complessivo dell’area di circa 7 metri e precedette l’eruzione del Monte Nuovo, avvenuta nel 1538.

Dopo l’eruzione iniziò invece un periodo di lenta subsidenza. In tempi più recenti, precisamente nel 1969-72 e nel 1982-84, si sono verificate due crisi bradisismiche, accompagnate da attività sismica, che hanno portato a un sollevamento del suolo complessivo di circa 3,50 m.

Durante la prima delle due crisi si registrò un sollevamento del suolo di circa 1,70 m, al quale seguì una lenta subsidenza fino al 1982. Fra il 1982 e il 1984 si ebbe un nuovo sollevamento del suolo di 1,80 metri accompagnato da circa 10.000 terremoti, il maggiore dei quali avvenne il 4 ottobre 1983 e fu di magnitudo 4.2. Durante queste crisi una parte della popolazione di Pozzuoli venne evacuata per il rischio di crolli provocati dalla forte attività sismica.

Dal 1985 il suolo ha ripreso ad abbassarsi, sebbene con periodi di sollevamento più brevi e di minore entità. Questi periodi sono puntualmente accompagnati da sciami sismici, l’ultimo dei quali si è registrato nel giugno del 2010.

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Fonte: Marina Militare

Foto: Marina Militare

Popolazione colpita da terremoto soccorsa via mare dalla Marina Militare: è un’esercitazione dual use che coinvolge in pieno la portaerei Cavour

Oggi, 11 aprile, e domani, 12, la Marina Militare conduce un’esercitazione di soccorso e supporto a una popolazione colpita da calamità naturale, nell’ambito di attività anfibia prepianificata e in concorso con il Dipartimento Nazionale della Protezione Civile.

L’esercitazione è inquadrata nell’ambito delle capacità polivalenti – in gergo definite dual use, ovvero civile e militare – delle navi: mentre la Squadra navale svolgerà tutte le attività tipiche necessarie al mantenimento dell’addestramento militare, l’esercitazione permetterà di verificare l’efficacia delle predisposizioni di nave Cavour, già protagonista dell’Operazione White Crane ad Haiti nel 2010, per supportare le forze di soccorso su larga scala proiettate dal mare su terra.

Obiettivo dell’esercitazione è il soccorso dal mare alle popolazioni di un territorio colpito da un terremoto, al fine di addestrarsi a creare le strutture di emergenza a terra tramite l’impiego degli uomini e mezzi della Forza da sbarco e fornire, grazie alla presenza della portaerei Cavour, una piattaforma alla Direzione Comando e Controllo (DICOMAC) della Protezione Civile che sia in grado di offrire comunicazioni tradizionali e satellitari, supporto aereo per trasporti ed evacuazioni mediche e un moderno ospedale in tempi rapidissimi.

L’azione si svolgerà in un’area demaniale nei dintorni di Massafra, in provincia di Taranto, mentre le unità navali saranno posizionate nel Golfo di Taranto settentrionale.

Lo scopo finale dell’esercitazione è di continuare la collaborazione con la Protezione Civile in modo da consolidare un modulo operativo di reazione rapida al servizio del Paese.

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Fonte: Marina Militare

Foto: Marina Militare

Le cifre dell’impegno dell’Esercito Italiano nell’anno che si conclude

Nel corso del 2012 l’Esercito Italiano ha continuato a svolgere la propria missione al servizio della comunità nazionale e internazionale confermandosi quale importante risorsa per la difesa, la sicurezza, la pubblica utilità e la tutela ambientale.

Nell’anno che sta per concludersi, fa sapere lo stato maggiore dell’Esercito, i comandi e il personale di 6 brigate e 26 reggimenti della Forza Armata si sono succeduti nei principali teatri operativi dell’Afghanistan, del Libano e del Kosovo per garantire la presenza continua di oltre 4.300 soldati a salvaguardia della sicurezza fuori dai confini nazionali.

In Italia, su richiesta delle prefetture competenti, congiuntamente alle Forze dell’Ordine, 21 reggimenti dell’Esercito hanno assicurato permanentemente, con circa 5.000 militari, il pattugliamento delle principali aree metropolitane e la vigilanza di installazioni e obiettivi sensibili nell’ambito dell’operazione Strade Sicure.

Dall’inizio dell’operazione, nell’agosto 2008 a oggi, sono stati controllati complessivamente più di 1 milione e 800.000 persone e 920.000 mezzi, di cui più di 8.000 sequestrati insieme a centinaia di armi e oltre 2.100 chili di droga.

L’emergenza maltempo, causata dalle intense precipitazioni nevose dei primi mesi dell’anno trascorso, ha reso necessario l’intervento di 2.000 militari e 500 mezzi appartenenti a 24 fra comandi, scuole e reparti della Forza Armata situati principalmente nell’area centro nord del Paese. L’impegno di assistenza ai cittadini italiani si è rinnovato in occasione dell’emergenza maltempo in Toscana e Lazio in novembre. I reparti dell’Esercito delle aree colpite hanno supportato la Protezione Civile con 140 militari e 40 mezzi. Supporto che è stato fornito anche nel mese di maggio, quando, a seguito del sisma che ha colpito l’Emilia Romagna, parte della Lombardia e del Veneto, le prefetture hanno richiesto l’impiego dell’Esercito in concorso alla Protezione Civile.

I reggimenti del Genio Militare hanno provveduto con 300 militari e oltre 100 mezzi e attrezzature speciali alla rimozione di 1.100 tonnellate di macerie e alla vigilanza delle cosiddette zone rosse, quelle più a rischio, occupandosi della direzione di 6 progetti di demolizione e messa in sicurezza delle infrastrutture e la verifica di agibilità di 803 edifici danneggiati dal terremoto.

Alla mezzanotte del 31 dicembre si concluderà, dopo quasi 44 mesi, l’operazione Aquila. Iniziata nei primi giorni successivi all’emergenza del 6 aprile 2009, a seguito del sisma in Abruzzo, l’operazione ha visto l’impiego di 700 militari per la rimozione delle macerie e la vigilanza delle aree maggiormente danneggiate.

Un bilancio positivo quello dell’operazione Aquila che ha permesso la rimozione di oltre 160.000  tonnellate di macerie e l’effettuazione di numerosi lavori per il ripristino della viabilità nel capoluogo abruzzese. Inoltre, una task force”del Genio militare ha provveduto alla realizzazione di 1.085 MAP (Moduli Abitativi Provvisori), che hanno accolto le famiglie private della propria abitazione. Lo stesso Genio militare che, con i propri militari del Comando Genio, del Centro di eccellenza C-IED e dei 12 reggimenti presenti sul territorio nazionale, ha effettuato 2.285 interventi specialistici per la bonifica di ordigni esplosivi e residuati bellici (oltre 30.000 negli ultimi 10 anni), e allestito 27 ponti del tipo Bailey per il ripristino della viabilità.

Anche gli elicotteri dell’aviazione dell’Esercito (AVES), che continuano a volare nei cieli del Libano e dell’Afghanistan in supporto ai contingenti nazionali schierati, hanno partecipato alla campagna antincendi boschivi sul territorio nazionale con 228 ore di volo.

L’impegno dell’Esercito Italiano, nella notte di San Silvestro e per l’intero 2013, è di continuare quotidianamente a costituire una risorsa per la difesa, la sicurezza, la pubblica utilità e la tutela ambientale, in Italia e nel mondo.

Fonte: stato maggiore dell’Esercito

Premio Zelig per la sentenza sul terremoto

By Cybergeppetto

La sentenza che, per ora in primo grado, ha condannato gli scienziati della commissione Grandi rischi, rei di non aver indotto gli abitanti delle zone terremotate a dormire fuori casa prima del terremoto, diventerà sicuramente un cult della stravaganza giudiziaria del nostro paese.

Chi non ricorda una famosa sentenza della cassazione secondo la quale una donna in jeans difficilmente avrebbe potuto dichiararsi vittima di uno stupro?

In tempi più recenti si è affermato che le cosiddette “nuove BR” non avevano “finalità di terrorismo”, oppure che il tradimento coniugale è ammissibile in “una coppia in crisi”. Si potrebbe continuare all’infinito…

Insomma, parte della magistratura italiana, evidentemente vittima di cittadini litigiosi e irresponsabili che pretendono una sentenza a loro favore in ogni condizione, si è pronunciata in tutti i gradi di giudizio in maniera gaiamente discorde, allegramente contraddittoria e, soprattutto, repellente alla logica.

Gli studenti di giurisprudenza ricordano con tenerezza quanto scriveva un noto manuale di diritto costituzionale il quale diceva in maniera sibillina che la corte costituzionale aveva più volte “capovolto la propria giurisprudenza”, forse non si poteva dire “ex cathedra” che molte sentenze sono del tutto prive di logica.

In ogni caso la commissione costituita dalla Blogger Paola Casoli (Presidente), dall’Anacoreta (Membro) e dallo scrivente Cybergeppetto (Membro e segretario), incaricata di conferire il Premio Zelig alla sentenza più cabarettistica dell’anno, ha deliberato all’unanimità di evidenziare come la condanna degli scienziati geofisici e vulcanologi sia la migliore tra tante sentenze che parimenti emergono per illogica e parossismo giudiziario.

La commissione ha ritenuto che “lo sforzo di additare al pubblico colui che non ha previsto un evento imprevedibile sia un supremo esercizio di chi, soggetto solo alla legge, sia in grado d’incarnare al meglio il motto ‘summum ius, summa iniuria’. Tale sforzo dovrebbe essere premiato con un passaggio a Zelig per esporre, allorché saranno rese note, le motivazioni della sentenza”.

La palese contraddittorietà comica del giudicato in argomento non poteva attendere i tempi, peraltro non brevi, del deposito della sentenza, per la commissione sussistono infatti i presupposti per generare un’ilarità generale che deriva dal  tentativo di affermare la supremazia delle norme sui movimenti tettonici.

Il patrimonio ormai vasto di sentenze di questo tipo non dovrebbe essere solo utilizzato nelle facoltà di giurisprudenza per addestrare i giovani legulei all’illogica, ma potrebbe anche essere utilmente utilizzato come antidepressivo per tutti in questo momento di crisi.

Cybergeppetto

p.s. Chi viene prima, l’uovo o la gallina? La sentenza o le motivazioni?

L’immagine è tratta da PsicoPerformance

Emergenza sisma Emilia: l’operazione Una Acies si conclude con 803 schede di valutazione di agibilità

Sono oltre 803 le schede per la valutazione di agibilità redatte dagli ingegneri dell’Esercito Italiano per l’emergenza sisma in Emilia, fa sapere lo stato maggiore dell’Esercito.

Il personale specializzato dell’ispettorato delle Infrastrutture dell’Esercito, che nell’ambito dell’operazione Una Acies ha operato a favore della popolazione colpita dal sisma dello scorso mese di maggio in Emilia Romagna, ha concluso ieri 12 settembre l’intervento nelle aree colpite.

L’aliquota tecnica dell’Esercito, costituita da militari con qualifiche di ingegnere, architetto e geometra, in stretto coordinamento con il dipartimento della Protezione Civile, ha redatto 803 schede “aedes” (Valutazione di agibilità e rilievo del danno) per la verifica speditiva degli edifici privati colpiti e ha fornito la consulenza tecnica per la demolizione, la progettazione e la direzione lavori.

Il generale Claudio Graziano, Capo di stato maggiore dell’Esercito, ha rivolto ai militari il proprio ringraziamento e apprezzamento per le capacità operative e lo spirito di sacrificio quotidianamente dimostrato nelle molteplici attività condotte a favore della popolazione emiliana. In particolare il personale ha operato nei comuni di Bondeno e Cento, in provincia di Ferrara; Crevalcore, Molinella, in provincia di Bologna; Finale Emilia, Medolla, Mirandola, San Felice sul Panaro, Sant’Agostino, Concordia, in provincia di Modena.

Al lavoro ininterrottamente sin dalle prime ore successive al terremoto, il personale dell’Esercito ha operato soprattutto in tre ambiti: la sicurezza in stretto coordinamento con le forze dell’ordine; la rimozione e lo sgombero delle macerie per ripristinare la viabilità e consentire l’accesso alle zone colpite; le ricognizioni e le verifiche strutturali su edifici di uso pubblico e privato. Nelle provincie di Ferrara e Reggio Emilia sono ancora impegnati i militari dell’Esercito che, in concorso alle forze di polizia, svolgono attività di vigilanza e antisciacallaggio.

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Fonte: Esercito Italiano

Foto: Esercito Italiano

Basket Italia-Svezia under 18 a bordo di nave Cavour per i terremotati dell’Emilia. Oggi la presentazione a Roma

La Marina Militare Italiana e la sua unità nave Cavour torneranno a fianco della Fondazione Francesca Rava come ai tempi dell’operazione White Crane ad Haiti nel 2010. Stavolta i destinatari dell’aiuto umanitario saranno i terremotati dell’Emilia, colpiti da un devastante sisma a partire dallo scorso 20 maggio 2012.

L’iniziativa benefica è costituita da una partita amichevole di basket a bordo della portaerei Cavour tra le Nazionali maschili Under 18 di Italia e Svezia che si disputerà il prossimo 12 luglio alle 20.30 sul ponte di volo dell’unità della Marina per l’occasione ormeggiata a Taranto, presso la base navale.

L’evento viene presentato oggi 9 luglio a Roma, nella sala Giunta del CONI, a partire dalle 11.00, dove il comandante in capo della squadra navale, ammiraglio Giuseppe De Giorgi, e il presidente della Federazione Italiana Pallacanestro (FIP), Dino Meneghin, saranno presenti alla conferenza stampa che vede per la prima volta la Federazione Italiana Pallacanestro e la Marina Militare unire le proprie competenze per dare vita a un evento unico nel suo genere e senza precedenti in Italia.

I proventi della serata saranno devoluti alla Fondazione Rava NPH Italia Onlus.

Già attiva sul fronte della raccolta fondi a favore delle popolazioni colpite dal sisma in Emilia, come sottolinea il comunicato sul sito della Marina, la FIP ha colto con grandissimo piacere l’invito della Marina Militare per portare la Maglia Azzurra a bordo di un’eccellenza italiana, che per l’occasione si trasformerà in un vero e proprio palazzetto con un colpo d’occhio a dir poco suggestivo. Solidarietà, gioco di squadra, rispetto per l’avversario e per le regole: emozioni e sentimenti che accomunano FIP e Marina Militare, insieme per il sociale e per provare a uscire, in maniera originale e inconsueta, dai soliti schemi che le contraddistinguono.

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Fonte: Marina Militare

Il logo dell’evento è della Marina Militare

Sisma: un raggruppamento di 300 militari e 100 mezzi dell’Esercito al COA di Poggio Renatico in supporto alle popolazioni colpite

Si chiama Una Acies il raggruppamento costituito su base dell’8° reggimento Genio Guastatori della Folgore, schierato sabato 9 giugno scorso a Poggio Renatico nella sede del Comando operazioni aeree (COA) dell’Aeronautica Militare.

È costituito da 300 militari, con circa 100 mezzi, che saranno impiegati: negli sgomberi delle macerie con personale del Genio dotato di macchine movimento terra e attrezzature di vario genere; nei controlli di staticità delle strutture (ingegneri militari); nei controlli del territorio e nelle aree sgomberate a seguito dei crolli (le zone rosse).

Un’aliquota di supporto di ulteriori 60 militari è impiegata attualmente, fa sapere lo stato maggiore della Difesa, per le esigenze logistiche del rischieramento a Poggio Renatico.

Il nuovo assetto si aggiunge ai circa 50 militari che operano a Ferrara, Bologna, Mantova, Modena, Sant’Agostino, in provincia di Ferrara, Bondeno, in provincia di Ferrara, e Crevalcore in provincia di Bologna, su richiesta delle prefetture competenti per territorio, con relativi mezzi e materiali tra cui: 20 mezzi vari, 10 vagoni letto da 80 posti, 2 vagoni cisterna, 3 shelter bagno/doccia, 2 gruppi elettrogeni, 1 cisterna da 10.000 litri, 1 motopompa e 1 torre di illuminazione.

Inoltre, sono ancora in stato di allertamento e prontamente impiegabili 6 plotoni, di cui 3 del genio, 30 militari del genio ferrovieri, 1 elicottero HH3F dell’Aeronautica Militare, ubicato a Cervia.

Ieri 13 giugno il Capo di stato maggiore della Difesa, generale Biagio Abrate, si è recato a Poggio Renatico per una visita alla base dell’Aeronautica Militare e per incontrare i militari del nuovo raggruppamento, denominato Una Acies, inviato dall’Esercito in supporto alle popolazioni colpite dal sisma.

Accompagnato dal Capo di stato maggiore dell’Aeronautica Militare, generale Giuseppe Bernardis, il generale Abrate è stato accolto presso la base del COA dal generale Tiziano Tosi, Comandante la Squadra Aerea, e dal generale Mirco Zuliani, Comandante il COA e CAOC5.

Quindi, nel pomeriggio, insieme al generale Danilo Errico, Comandante del 1° FOD, il generale Abrate ha incontrato i soldati che operano in concorso al Dipartimento della Protezione Civile nelle zone di Bondeno, San Felice sul Panaro e Crevalcore.

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Fonte: stato maggiore della Difesa

Foto: tuttoscienze.it

L’insostenibile leggerezza delle discussioni inutili. A cosa serve discutere della parata del 2 giugno

By Cybergeppetto

L’Italia è un paese fantastico, pieno di gente in grado di prodursi in capriole più che acrobatiche, gente che al minimo problema mette in moto il cervello e non si ferma più: un oceano di parole, discussioni e urli, l’importante è che non si prenda nessuna decisione.

In fondo alla pagina trovate due preghiere, quella dell’intellettuale e quella del fannullone, due pilastri della società italiana, assai utili alla comprensione dei valori fondanti della nostra repubblica. Basta ripescare dal dibattito pubblico i temi recenti per rendere evidente tutto questo.

Non c’è il lavoro? Tutti si mettono a discutere di articolo 18 dello statuto, ma la situazione non cambia, tutti rimangono ad aspettare il lavoro che non vogliono creare e la disoccupazione sale…

I conti pubblici sono fuori posto? Basta mettersi a discutere di nuove tasse senza aggredire il vero problema, ridurre le spese in un sistema in cui non si crea abbastanza ricchezza. Intanto la recessione aggredisce tutto e tutti mentre il governo aumenta la benzina…

L’architettura istituzionale scricchiola? I benpensanti strillano che la priorità è la legge elettorale, quella cosa che, comunque la fai, farà arrivare gente sperduta o troppo astuta in un posto in cui per fare una legge, quasi sempre schifosa, ci vuole un tempo eccessivo oltre il quale diventa inefficace…

C’è il terremoto in Emilia? Tutti si mettono a discutere della parata del 2 giugno, quando ormai i fondi necessari devono essere stati già abbondantemente spesi, dimenticando che dopo tanti anni e tantissimi terremoti non abbiamo un sistema di protezione civile efficiente, ma solo una miriade di organizzazioni, pur meritorie, coordinate da un dipartimento di cui non è chiara l’efficacia…

Ovviamente le discussioni inutili hanno i loro pregi: meglio alzare la voce in un talk show che prendere la zappa in mano. E’ ironico e divertente parlare di valori morali in un bordello in cui tutti pensano a prendere i soldi e a scappare. Molto più arduo sarebbe digiunare e far penitenza, una cosa che piace solo a parole.

La discussione inutile ha il pregio di far dimenticare i problemi e di creare uno stato di tensione e polemica che impedisce la soluzione di qualsiasi problema.

La repubblica alla quale, con tutto il cuore, facciamo gli auguri è, ormai da sessantasei anni, basata sulle chiacchiere che servono a nascondere per non decidere, a rimandare per non risolvere.

L’anno prossimo torneremo a votare: magari sarebbe meglio valutare non cosa dicono i candidati, ma cosa hanno fatto sinora.

p.s. “Papà, il Presidente Napolitano ha detto che quest’anno il due giugno si deve “festeggiare con animo turbato” Che vuol dire?”. “ Una stupidaggine – replica il papà – come dire di darsi una martellata su un dito per non essere troppo contenti. E’ solo una battuta d’involontaria comicità che viene in mente a chi, tutti i giorni, deve giustificare la sua esistenza…”.

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L’immagine è del blog Il tafano