veterani

COMLOG: accordo tra Policlinico Militare e Fondazione Santa Lucia in favore dei Veterani

Alla presenza del Comandante Logistico dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Francesco Paolo Figliuolo, è stata siglata martedì 17 settembre la convenzione tra il Policlinico Militare di Roma Celio e l’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico Santa Lucia.

Ne dà comunicazione con una nota stampa di martedì stesso il Comando Logistico dell’Esercito (COMLOG), informando che l’accordo, realizzato con il supporto tecnico dello Stato Maggiore Difesa – Ispettorato Generale della Sanità Militare – e dello Stato Maggiore dell’Esercito, si inserisce armonicamente nel progetto del “Centro per i Veterani della Difesa”, assicurando loro, presso l’Istituto Santa Lucia, struttura di eccellenza nel panorama internazionale in ambito neuro riabilitativo, l’assistenza e i percorsi terapeutici  necessari nel caso di traumi del sistema nervoso centrale, sia in fase acuta sia in presenza di necessità  di trattamenti estensivi.

“Si tratta di una tappa fondamentale nel percorso evolutivo del Centro Veterani, – spiega la nota stampa – nato per offrire un supporto globale ai militari vittime di traumi fisici e psichici inabilitanti: il paziente neuro-traumatizzato ricoverato presso il Policlinico Militare passa direttamente nella struttura ospedaliera di alta specialità neuro-riabilitativa, con garanzia di percorsi terapeutici di adeguata intensità e tempestività, elementi ritenuti fondamentali per il migliore trattamento del paziente per un recupero funzionale teso a un rapido reinserimento nel contesto socio sanitario e lavorativo”.

Nell’ambito dell’intesa, sottolinea il COMLOG, un’attenzione particolare è rivolta al trattamento del Disturbo da stress post traumatico, tema centrale e di massima priorità per le Forze Armate e la Difesa, completando così una sinergia che già vede la partnership tra Celio e Santa Lucia in importanti ambiti di ricerca nelle neuroscienze.

Questo accordo rappresenta, nella progettualità complessiva del Centro, un progetto pilota, si apprende, che verrà replicato in altre sedi per mettere a disposizione analoghe opportunità terapeutiche a tutto il personale militare su tutto il territorio nazionale, superando l’obbligatorietà degli spostamenti in altri luoghi di cura che, per pazienti affetti da simili patologie neurologiche rilevanti, rappresentano una criticità non trascurabile.

“Il principio di offrire a tutti le stesse opportunità terapeutiche perché ‘nessuno rimane indietro’ inizia a prendere forma”. Questo – sottolinea il COMLOG nella nota – il pensiero espresso dal Comandante Logistico dell’Esercito, che si fa promotore e garante di una iniziativa di questa rilevanza per la Sanità Militare.

Si completa così una sinergia che vede già Policlinico e Istituto Santa Lucia affiancati in importanti progetti di ricerca e formazione. Ciò nell’alveo di un percorso che vede già la sanità militare impegnata nello sviluppo di collaborazioni strutturate con le più importanti realtà della Sanità pubblica, le Università e il mondo della ricerca e dello sviluppo nella prospettiva di una integrazione sempre più stretta, funzionale a tutte le istituzioni coinvolte.

L’accordo tra Celio e Santa Lucia segue quelli recentemente stipulati con l’Università di Roma La Sapienza per l’allocazione di Scuole di Specializzazione di area medica presso il Policlinico Militare, e con l’azienda ospedaliera San Camillo – Forlanini per l’alta formazione del personale sanitario in ambiti di interesse peculiare della Sanità Militare, ricorda in conclusione la nota.

Articoli correlati:

COMLOG Esercito: il Policlinico militare del Celio nella rete formativa della Sapienza (3 luglio 2019)

Il COMLOG Esercito in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: COMLOG Esercito

USA, la lista ai tagli alla Difesa: ecco come Panetta ristruttura le Forze Armate statunitensi

L’elenco dei tagli che Leon Panetta, segretario alla Difesa degli Stati Uniti, intende applicare alle Forze Armate statunitensi è orientato alla ridefinizione di un sistema militare più snello, in una parola “small”.

Un’iniziativa che consente di impiegare più energie in Asia e in Medio Oriente, aree oggi di particolare interesse per gli americani.

Nel 2013, secondo quanto riportato da varie fonti (AFP, BBC, Reuters), inizieranno i primi sostanziali cambiamenti.

L’esercito subirà una diminuzione in termini di personale: dai 570mila militari del 2010 si dovrà arrivare a 490mila, entro settembre 2017. I Marine passeranno da 202mila a 182mila nello stesso periodo.

L’Asia costituisce  la priorità nei pensieri degli americani, vista la crescita della Cina. Per questo i 75mila militari in Giappone e in Corea del Sud resteranno al loro posto. Non solo, Marine verranno spediti in Australia e Singapore sarà un punto di riferimento per i pattugliatori.

Intanto si fa strada l’idea di un nuovo bombardiere in grado di “penetrare le sofisticate difese del nemico e colpire sulle lunghe distanze”.

Per quando riguarda l’Europa, delle quattro brigate pesanti attuali – tre in Germania e una in Italia – ne resteranno due. Mente Rota, in Spagna, ospiterà le navi lanciamissili statunitensi.

Le forze aeree vedranno una riduzione di gruppi di volo per un totale di circa 120 aerei in meno. Anche la flotta destinata ai trasporti verrà ridotta: 27 C-5A e 65 C-130 verranno ritirati. Stop anche per 38 C-27.

In mare sette incrociatori e due navi anfibie saranno presto ritirati, a vantaggio di basi agili in virtù di maggiore prontezza nelle emergenze.

L’arsenale nucleare non subirà variazioni, solo rallentamenti nei progetti già iniziati. Mentre il settore della cyber warfare sarà il privilegiato, con investimenti per la realizzazione di capacità offensive e difensive.

Chi invece si troverà a fronteggiare penalizzazioni consistenti saranno i veterani, che dovranno sostenere costi maggiori per la loro salute.

Fonte: AFP, Reuters, BBC

Foto: BBC

Soldati tassati sul bagaglio al rientro dall’Afghanistan. I veterani insorgono

Sembra una storia stile vecchia Europa, ma è successa nell’America dell’iCloud di Steve Jobs.

Fred Hilliker e Robert O’Hair, due militari statunitensi di rientro dalla loro missione in Afghanistan, si sono visti imporre una tassa di duecento dollari sul quarto bagaglio dalla Delta Air Lines, compagnia aerea americana.

Indispettiti dall’accaduto, visto che avevano la certezza di poter stivare fino a quattro bagagli, i due si sono filmati durante il volo numero 1625 di martedì 7 giugno da Baltimora ad Atlanta. E hanno postato il loro video di denuncia su youtube, come riporta un articolo di Stars and Stripes di ieri 8 giugno.

Il documento filmato è diventato “virale” nel giro di brevissimo tempo, raggiungendo rapidamente un elevato numero di spettatori. Tra questi anche i veterani, che non hanno apprezzato l’accaduto.

Duecento dollari di bagaglio extra imposto da una compagnia aerea sotto contratto governativo è il peggior benvenuto che un soldato a fine missione possa ricevere dal suo paese, hanno obiettato i veterani. Peggio ancora, con questo benvenuto a casa il personale potrebbe validamente domandarsi per chi o per che cosa stia combattendo. Praticamente uno choc per un militare che serve il proprio paese a rischio della vita a miglia e miglia da casa.

E proprio in nome del rispetto per l’impegno del personale militare a protezione della sicurezza la Delta ha deciso di cambiare atteggiamento e consentire il trasporto gratuito anche del quarto bagaglio. Dove, guarda caso, Robert ci teneva il materiale usato a protezione della sicurezza propria e dei cittadini afgani: un fucile M4, un lanciagranate e una pistola da 9mm.

God bless America. E i suoi gorilla-box-on-wheels.

Fonte: Stars and Stripes

Foto: il gorilla box è di Combat Service Support

Happy New Year! Ma come sono sexy questi soldati

Va detto subito, questo calendario è fatto da una charity statunitense – l’organizzazione non profit Freedom Is Not Free – che destinerà il cento per cento dei proventi derivati dalla vendita ai soldati feriti in servizio e alle loro famiglie.

Ma il calendario caritatevole solleva dubbi. Non è che per la misera cifra di 14 dollari e 99 si rischi di ridicolizzare la categoria dei militari? Perché non si tratta di modelli prestati alla causa, ma di veri veterani piuttosto svestiti in pose davvero seducenti. Troppo sexy?

Se lo chiedono le blogger di The Stir facendosi interpreti dello scetticismo che ha accolto la patinatissima pubblicazione. Ma adducendo d’altro canto l’importanza del sostegno alle famiglie dei militari feriti in mancanza di adeguati fondi di aiuto.

Fonte: The Stir CafeMom Blog

Foto: Freedom Is Not Free

Brigata aeromobile Friuli, il generale Francavilla cede il comando al generale Camporesi

Cambio di comando al vertice della brigata aeromobile Friuli di Bologna.

Ieri 2 dicembre 2010, nella caserma Mameli di Bologna, sede della brigata, il generale di brigata Luigi Francavilla (a sx nella foto) ha ceduto il comando al parigrado Filippo Camporesi (a dx nella foto).

Nel discorso di saluto, il generale Francavilla si è rivolto ai militari schierati sottolineando di aver vissuto con loro “due anni colmi di soddisfazioni sia in termini professionali sia in termini di rapporti umani”.

Solo un anno e un mese fa il generale Francavilla prendeva il comando del Sector West di Unifil a Tbinin nell’ambito della missione Leonte 7 in Libano, dando inizio a un periodo in teatro operativo fertile di iniziative e di riconoscimenti per la brigata.

Alla cerimonia di cambio al vertice della Friuli, il comandante delle forze operative di difesa di Vittorio Veneto, generale di corpo d’armata Roberto Bernardini, ha passato in rassegna il reggimento di formazione della brigata alla presenza della Bandiera di Guerra del 66° reggimento aeromobile, allo stendardo di Savoia Cavalleria (3°), allo Stendardo del 5° reggimento Aves Rigel e del 7° reggimento Aves Vega, sulle note musicali della banda musicale della brigata Folgore.

Presenti alla cerimonia il prefetto Angelo Tranfaglia e i gonfaloni della città e della provincia di Bologna e Forlì, decorati di medaglia d’oro, oltre alle associazioni d’arma, tra le quali gli ex combattenti del gruppo Friuli veterani della battaglia del Senio durante la guerra di Liberazione.

Articoli correlati:

Tag generale Francavilla in Paola Casoli il Blog

Tag brigata Friuli in Paola Casoli il Blog

Fonte: brigata aeromobile Friuli

Foto: brigata aeromobile Friuli

“E dopo l’esercito mi metto in proprio”. Campagna britannica per veterani delle Forze Armate

retired_militaryI veterani e tutti coloro che dopo aver prestato servizio nelle Forze Armate decidono di rientrare nella vita civile da imprenditori potranno contare sul supporto del progetto Be the Boss, una campagna del governo britannico lanciata pubblicamente la settimana scorsa e dedicata agli ex militari britannici con prodotti di assistenza finanziaria per la creazione di nuove imprese.

Sarà la Royal British Legion ad attualizzare con training e assistenza specifica tutto il programma, che poggia su un finanziamento di  cinque milioni di sterline a sostegno degli ex militari e futuri boss. Un modo non solo di incentivare il piglio imprenditoriale individuale, ma anche di arricchire il panorama economico-finanziario britannico.

Perché non ottimizzare risorse preparate e disponibili, si sarà chiesto il governo britannico. “Passa un po’ di tempo con loro e ti accorgerai della loro abilità, disciplina e capacità: le stesse qualità di cui si ha bisogno per avere successo negli affari”, ha dichiarato il ministro per il Business, Innovation and Skills Lord Drayson, riferendo di contare molto sull’aspetto innovativo delle imprese individuali. “Gli uomini e le donne che lasciano il servizio hanno capacità di comando. Molti sono esperti ingegneri. Il nostro paese ha bisogno di queste persone”.

Secondo lo schema indicato da Civvy Street, il servizio online della Royal British Legion che sostiene e orienta gli ex militari, il progetto Be the Boss concede prestiti fino a 30mila sterline e sussidi fino a 7.500 ai congedati dopo il 2001.

Fonte: UK MoD

Foto: sodahead.com