Vincenzo Lops

Il Corpo sanitario dell’Esercito nel suo 182° anniversario: “storia di valore al fianco dei reparti”, ha affermato il CaSME gen Errico

20150604_Festa Sanità Militare_Esercito ItalianoIl Capo di stato maggiore dell’Esercito (CaSME), generale Danilo Errico, ha presenziato giovedì 4 giugno, a Roma, alla cerimonia di commemorazione del 182° anniversario del Corpo Sanitario dell’Esercito, istituito con Regio Decreto nel 1833.

Alla cerimonia, che ha avuto luogo nell’aula magna della Scuola Trasporti e Materiali (TRAMAT), sono intervenuti l’arcivescovo ordinario militare per l’Italia, S.E. monsignor Santo Marcianò, il comandante logistico dell’Esercito, generale Alessandro Montuori, il comandante per la Formazione, specializzazione e dottrina dell’Esercito, generale Vincenzo Lops, il ”decano” del Corpo sanitario dell’Esercito, generale Federico Marmo, oltre a numerose autorità religiose civili e di vertice della Forza Armata.

La cerimonia ha visto la prolusione del generale Marmo e la lectio magistralis del professor Francesco Landi, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, sul tema del “Mantenimento dell’efficienza fisica attraverso il corretto stile di vita”, e del dottor Antonio Sabino, procuratore generale militare presso la Corte militare d’Appello, su “Medicina e Deontologia: tradizione e nuove sfide”.

Durante il suo intervento il CaSME ha sottolineato come “il personale sanitario dell’Esercito ha contribuito a scrivere una storia di abnegazione e di valore al fianco dei reparti, condividendone sacrifici in tutti i campi di battaglia dove medici, infermieri e barellieri, si trasformarono talvolta in combattenti e comandanti di reparto”.

Personale, ha aggiunto il CaSME, che ” continua a fornire la sua preziosa opera dal Kosovo al Libano, dalla Somalia fino all’Iraq e all’Afghanistan, in Patria nel soccorso e nell’assistenza alle popolazioni, specie in occasione di eventi calamitosi o altre emergenze nazionali, e soprattutto quando la tempestività e l’efficacia si rivelano determinanti nel salvataggio di vite umane”.

Infine il gen Errico ha concluso sottolineando che ” l’importanza della sanità militare oggi, sia in Italia sia all’estero, è valorizzata anche con accordi per la cooperazione stipulati tra il ministero della Difesa ed enti locali che tendono a migliorare e ampliare le risorse assistenziali disponibili, attraverso la condivisione di professionalità e attrezzature mediche”.

La cerimonia si è conclusa con la consegna degli attestati di riconoscimento attribuiti al personale militare distintosi per “meriti in attività sanitarie”.

Fonte e foto: Esercito Italiano

Gli Allievi Marescialli del 17° corso Coraggio giurano alla presenza del nuovo CaSME gen Errico

20150306_Sciuola Sottufficiali_giuramento Allievi Marescialli_CaSME gen ErricoIl Capo di stato maggiore dell’Esercito (CaSME), generale Danilo Errico, ha presenziato ieri mattina, 6 marzo, al giuramento di fedeltà alla Repubblica degli allievi marescialli del 17° corso “Coraggio”.

I frequentatori del 17° corso sono complessivamente 208, di cui 20 sono donne; 147 Allievi (tra i quali 16 donne) sono stati selezionati con un concorso pubblico al quale hanno partecipato oltre 17.000 concorrenti. Gli altri 61 (tra i quali 4 donne) sono i vincitori di un concorso interno, riservato ai sergenti e ai volontari in servizio permanente, strumento attraverso il quale l’Esercito garantisce la possibilità di progressione al proprio personale meritevole.

20150306_SCuola Sottufficiali_momento del giuramento Allievi MarescialliIl generale Errico, rivolgendosi agli allievi, ha ricordato come “il giuramento sia un momento di altissimo valore spirituale in quanto coincide con l’atto più solenne per la vita di un militare e suggella una scelta di ideali oggi non comuni.

Nell’esortare tutti gli Allievi “ad affrontare questo percorso professionale con dedizione, tenacia e orgoglio, con la consapevolezza di aver intrapreso una vita impegnativa ma che vi riserverà grandi soddisfazioni”, il neonominato CaSME ha ricordato, con riferimento al nome del 17° corso, che “il coraggio è una virtù che si manifesta nella quotidianità, con tutti quei comportamenti che richiamano a serietà, professionalità, altruismo e lealtà, sulle cui basi si fonda lo spirito che sostiene gli uomini valorosi nei momenti di maggiore pericolo”.

20150306_Scuola Sottufficiali_griuamento AM 17° corso_la Medaglia d'oro al valor militare Andrea AdornoNel corso della cerimonia di giuramento il 17° corso Coraggio è stato intitolato alla Medaglia d’Oro al Valor Militare maresciallo Sinibaldo Vellei, morto in combattimento a monte Sei Busi nel 1915. La motivazione della medaglia d’oro è stata letta dal caporal maggiore capo Andrea Adorno, esempio di coraggio e insignito a sua volta di Medaglia d’Oro al Valor Militare perché in Afghanistan, durante uno scontro a fuoco, pur essendo ferito ha continuato a combattere salvando la vita ai suoi commilitoni che rischiavano di essere sopraffatti.

La Scuola Sottufficiali dell’Esercito, che celebra quest’anno il 50° anniversario della sua costituzione nella sede di Viterbo, forma i sottufficiali della Forza Armata fornendo loro le basi della cultura militare per divenire soldati motivati, responsabili, capaci di affrontare con determinazione e impegno le sfide della professione militare.

20150306_Scuola Sottufficiali_Cerimonia del Giuramento 17° Corso AM Coraggio (1)Dal 1965 al 1995, si sono succeduti 77 corsi per un totale di circa 35.000 Allievi Sottufficiali. Nel 1998 l’Istituto ha assunto l’attuale denominazione di Scuola Sottufficiali dell’Esercito e, da allora, sono stati formati oltre 3.000 marescialli.

All’evento di venerdì hanno partecipato il sindaco di Viterbo, dottor Leonardo Michelini, il prefetto, dottoressa Antonella Scolamiero, il Segretario generale della Difesa e direttore Nazionale degli armamenti, generale Enzo Stefanini, il Comandante per la formazione specializzazione e dottrina dell’Esercito, generale Vincenzo Lops, numerose autorità civili, religiose e militari, e tantissimi familiari e amici degli allievi.

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Fonte foto: Esercito Italiano

Esercito Italiano: l’anno accademico-scolastico 2014/15 per gli istituti militari inaugurato dal CaSME, gen Graziano, nella Scuola applicazione di Torino

Venerdì mattina, 28 novembre,  il Capo di stato maggiore dell’Esercito (CaSME), generale Claudio Graziano, ha inaugurato l’Anno Accademico-Scolastico 2014–2015 nella storica cornice di Palazzo dell’Arsenale di Torino, sede del Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito.

Alla cerimonia hanno partecipato il Capo di stato maggiore della Difesa (CaSMD), ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, e il comandante per la Formazione, specializzazione e dottrina dell’Esercito, generale Vincenzo Lops, accolti dal comandante per la Formazione e scuola di applicazione dell’Esercito, generale Paolo Ruggiero.

I rintocchi della Campana del Dovere hanno idealmente sancito l’inizio dell’Anno Accademico in tutti gli istituti militari: la Scuola di applicazione di Torino, l’Accademia militare di Modena, la Scuola sottufficiali di Viterbo, la Scuola lingue estere dell’Esercito di Perugia e le due Scuole militari, Nunziatella di Napoli e Teuliè di Milano.

Nell’aula magna, gremita di giovani ufficiali e allievi delle Scuole militari, alla presenza di numerose autorità civili e militari sono stati premiati i frequentatori più meritevoli.

Nel corso del suo intervento il CaSME, rivolgendosi ai giovani allievi, ha ricordato che “siamo prima servi del dovere che servi del diritto, siamo qui avendo giurato fedeltà alla Patria, che è qualcosa che trascende il momento, la crisi o la gioia: è la Patria, e voi siete qui a rappresentarla”.

Formazione e addestramento sono elementi imprescindibili per l’impiego e la sicurezza dei soldati in Italia, ricorda il comunicato stampa dell’Esercito Italiano, nell’ambito dell’operazione Strade sicure e negli interventi a favore della collettività nei casi di pubbliche calamità,  e all’estero, nei principali teatri d’operazione, dove il generale Graziano ha maturato una notevole conoscenza ed esperienza internazionale, ricoprendo importanti incarichi tra cui quello di capo missione e comandante militare delle Forze ONU in Libano nell’ambito dell’operazione UNIFIL.

A margine della cerimonia, incontrando gli organi di stampa, il generale Graziano ha dichiarato: “Il percorso di trasformazione che stiamo cominciando noi adesso sarà portato avanti dai nostri giovani militari con passione, determinazione e con  la stessa motivazione che dimostrano di avere oggi superando una durissima selezione  che vede ogni anno circa 75.000 giovani concorrere per entrare a far parte nell’Esercito nei vari ruoli”.

La prolusione ai giovani allievi è stata pronunciata dall’avvocato Luca Cordero di Montezemolo, che ha tenuto un intervento sul tema ”Evoluzione e formazione del manager moderno di fronte all’innovazione e alla globalizzazione”.

Gli istituti di formazione dell’Esercito hanno il compito di accrescere e consolidare nei frequentatori i valori che caratterizzano il militare, quali onore, lealtà, coraggio, senso del dovere, fedeltà assoluta alle istituzioni.

Ogni anno i corsi svolti negli istituti di formazione dell’Esercito sono frequentati da oltre 1.000 ufficiali, 400 allievi ufficiali, circa 600 sottufficiali e 400 studenti allievi delle scuole militari. Ad essi si aggiungono gli oltre 2.500 frequentatori dei corsi di lingue straniere presso la Scuola di lingue estere.

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Fonte e foto: Esercito Italiano

Esercito Italiano, cambio al vertice del 2° FOD: il gen Lops cede il comando al collega De Pascale e va al comando Formazione e dottrina Esercito a Roma

Cambio al vertice del 2° Comando Forze di Difesa (2° FOD): il generale Vincenzo Lops ha ceduto il comando al generale Carmine De Pascale dopo circa quattro anni di permanenza nell’incarico.

La cerimonia si è svolta ieri mattina, 2 settembre, all’interno della sala riunione della caserma Cavalleri di San Giorgio a Cremano, Napoli, alla presenza del Comandante delle Forze Terrestri (COMFOTER), generale Roberto Bernardini.

Il generale Lops, durante il suo mandato assunto il 10 dicembre 2010, ha condotto numerose e importanti attività innovative per realizzare un restyling capacitivo in termini di addestramento e approntamento dei circa 20mila soldati delle unità dipendenti, schierate nel centro-sud Italia (divisione Acqui e brigate Granatieri di Sardegna, Aosta, Garibaldi, Pinerolo, Sassari), unitamente alla gestione delle infrastrutture, del parco mezzi da combattimento e dei sistemi d’arma.

Per il conseguimento di tali obiettivi sono state adottate nuove modalità e procedure addestrative, sotto forma di Campus e Simposyum, in cui sono state analizzate, studiate e successivamente testate le procedure d’impiego, con simulazioni realistiche e aderenti alle esigenze operative dell’Esercito, le potenzialità delle unità dipendenti, sfruttando tutti i poligoni e aree addestrative della Forza Armata.

In tale contesto, sono stati realizzati specifici studi su Intelligence Tattica, Mission Command e Manovra, Esplorazione, Combat Eng e Sostegno Logistico, unitamente ai progetti  Soldato Atleta (innovativo percorso per l’addestramento individuale al combattimento), Mens sana in corpore sano ed Esculapio ed Hermes (progetti per la tutela e prevenzione sanitaria del soldato).

Tutte queste attività hanno ottimizzato le performance addestrative e garantito un’elevata prontezza operativa, ma l’azione di comando del generale Lops ha sempre inciso anche sull’efficienza del parco mezzi da combattimento e sistemi d’arma (in particolare PZH, carro Ariete, Freccia, Centauro e Dardo) portandola ai massimi livelli.

Per tutto il periodo di comando, le unità dipendenti sono state sostenute per la preparazione ai vari contesti operativi in cui l’Esercito è stato interessato, sia in ambito internazionale (Afghanistan, Libano, Kosovo, Gibuti, Libia, Mali), sia nazionale, ove, oltre a Strade Sicure, sono state gestite le operazioni Strade Pulite, Emergenza Profughi e, non ultimo, i pattugliamenti nella Terra dei Fuochi, unitamente a momenti emergenziali di pubblica calamità (terremoti, alluvioni, emergenza neve).

Per l’Operazione Strade Sicure, il comandante Lops è stato responsabile dei circa 3mila militari schierati da Roma a Lampedusa in concorso alle Forze dell’Ordine al fine di contrastare la criminalità organizzata, proteggere siti sensibili e garantire la sicurezza dei centri d’accoglienza immigrati.

Inoltre, in linea con la ristrutturazione della Forza Armata, avendo in tale ambito la responsabilità di coordinare i progetti Forza NEC e Soldato Futuro, assegnati alla brigata Pinerolo, sono stati posti in essere tutte le attività per lo sviluppo della sperimentazione del Posto Comando digiltalizzato, l’impiego del Freccia nei teatri operativi e  il trasferimento del 7° reggimento bersaglieri dalla sede di Bari in quella di Altamura.

Il generale Lops è stato designato quale Comandante del Comando della Formazione  e della Dottrina dell’Esercito Italiano a Roma.

Il generale De Pascale, che si è formato nei ranghi della brigata Garibaldi, proviene da recenti, molteplici e importanti esperienze nazionali e internazionali, in cui ha ricoperto prestigiosi incarichi di comando e di staff, da pochi giorni ha lasciato l’incarico di Comandante del Comando Logistico Sud di Napoli.

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Fonte e foto: 2° FOD

Esercito Italiano, 2° FOD: cambio al vertice, il gen Lops cede il comando al collega De Pascale. Il COMFOTER gen Bernardini alla cerimonia

Il Comandante delle Forze Operative Terrestri (COMFOTER), generale Roberto Bernardini, ha presieduto ieri la cerimonia di avvicendamento del Comandante del 2° Comando Forze di Difesa (2° FOD).

Il generale Carmine De Pascale, proveniente dal Comando Logistico Sud di Napoli, ha assunto l’incarico succedendo al generale Vincenzo Lops, destinato al Comando Formazione e Dottrina dell’Esercito a Roma.

Alla cerimonia nella caserma Cavalleri di San Giorgio a Cremano, Napoli, erano presenti i comandanti delle brigate dipendenti, le autorità civili e le autorità militari dell’area napoletana.

Fonti e foto: COMFOTER, 2° FOD

Alimentazione e rischio di malattie neoplastiche: conferenza sulla scelta corretta degli alimenti al 2° FOD

Si è svolta nella giornata di ieri, 5 giugno, nella sala multifunzionale del 2° Comando delle Forze di Difesa (2°FOD) di San Giorgio a Cremano, Napoli, la conferenza sul tema “L’alimentazione e il rischio di malattie neoplastiche”.

L’attività, organizzata dal tenente colonnello medico Luigi Mangone e dal tenente colonnello veterinario Salso Pasquale, della Sezione Sanità e Veterinaria dell’Ufficio Logistico del 2° FOD, ha previsto gli interventi dei due ufficiali e del dottor Giuseppe Pezone, responsabile della struttura dipartimentale di igiene degli alimenti nella ristorazione collettiva ASL Napoli 1 centro e docente alla facoltà di medicina veterinaria dell’Università Federico II di Napoli.

Negli interventi sono stati trattati informazioni sulle neoplasie e la loro genesi, sui residui di sostanze xeno biotiche che si possono rinvenire negli alimenti (farmaci, ormoni, micotossine, inquinanti ambientali, additivi alimentari, metodi di cottura) e loro azione tossica/mutagena/oncogena, l’importanza sulla scelta degli alimenti segnalando prodotti “verdi” (chilometro 0) e prodotti come pesce, carne, verdure.

L’argomento della conferenza è stato scelto dal comandante del 2° FOD, generale Vincenzo Lops, per informare correttamente il personale dipendente sui rischi neoplastici derivanti dall’alimentazione.

Il progetto rientra nei provvedimenti adottati dal 2°FOD per la tutela e la sorveglianza della salute dell’uomo-soldato al fine di mantenerne elevati gli standard di efficienza fisica, la capacità addestrativa/operativa e la pronta reattività all’impiego.

All’evento ha partecipato una rappresentanza del personale dello staff del 2° FOD, della Divisione Acqui e del Reparto comando supporti tattici Acqui, che ha interagito con domande per approfondimenti e curiosità.

La dieta mediterranea, a base di legumi e pesce, è risultata quella vincente in assoluto.

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Fonte e foto: Esercito Italiano

Afghanistan, RC-W ISAF: rientra la brigata Aosta. Ieri a Palermo la cerimonia di rientro del contingente ISAF XXI

Si è svolta ieri, 11 aprile, nella caserma Scianna di Palermo, la cerimonia di rientro del contingente ISAF XXI, su base brigata Aosta, dal teatro operativo afgano.

Il generale Roberto Bernardini, Comandante delle Forze Operative Terrestri (COMFOTER), ha presieduto l’evento al quale hanno partecipato le principali autorità civili e militari e numerosi familiari, a testimonianza della vicinanza delle istituzioni siciliane alla brigata Aosta.

Il generale Bernardini, nel suo indirizzo di saluto, ha posto in risalto i rilevanti risultati conseguiti dalla missione nel delicato periodo di transizione che il paese sta attraversando, esprimendo al contempo il proprio plauso per  la professionalità espressa dagli uomini e dalle donne del contingente e complimentandosi con loro, in modo particolare per aver dato prova di grande attenzione e sensibilità nel rapportarsi con la popolazione e le autorità militari e civili afgane.

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Fonte e foto: COMFOTER

Prestazioni sanitarie specialistiche per unità del 2° FOD in Campania : siglato accordo con ACISMOM

Il 16 dicembre scorso, a San Giorgio a Cremano, in provincia di Napoli, il comandante del 2° Comando delle Forze di Difesa (2°FOD), generale Vincenzo Lops, e il Direttore capo del personale del comando del Corpo militare ausiliario dell’Associazione dei Cavalieri Italiani del Sovrano Militare Ordine di Malta di Roma (ACISMOM), colonnello Mario Fine, hanno sottoscritto un accordo di collaborazione in campo sanitario.

La collaborazione, siglata presso la caserma Antonio Cavalleri di San Giorgio a Cremano, sede del 2° FOD, prevede l’erogazione di una serie di prestazioni sanitarie specialistiche da parte di medici e infermieri volontari del Corpo militare ACISMOM a favore delle unità dipendenti dal 2° FOD nella Regione Campania. La collaborazione verterà su cardiologia, medicina dello sport, senologia, endocrinologia e diabetologia.

Il 2° FOD, per converso, fornirà un servizio di collaborazione in campo addestrativo e formativo rivolto al personale del Corpo militare ACISMOM.

Quest’ultimo è un Corpo speciale ausiliario dell’Esercito Italiano, con proprio personale medico e infermieristico volontario, in grado sia di effettuare assistenza sanitaria alle attività addestrative e operative della Forza Armata, sia di fornire servizi a carattere sanitario specialistico presso le infermerie degli enti dell’Esercito.

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Fonte e foto : 2° FOD

UNIFIL, la brigata Granatieri di Sardegna parte per la Leonte 15 in Libano

By Monica Palermo

La brigata Granatieri di Sardegna parte per il Libano dopo oltre quattro anni dall’ultimo impiego in missioni all’estero e dopo un anno di intense attività addestrative, che hanno raggiunto il culmine nelle esercitazioni Quick Impact (a Monteromano, in provincia di Viterbo, nel mese di giugno), Pegaso 2013 – 4 (a Bracciano, in provincia di Roma, a luglio) e Dark Shadow (a Monteromano, a settembre).

Una cerimonia, ieri, molto sentita, che ha visto radunate autorità militari, civili e religiose, si è svolta presso la caserma Gandin di Roma, sede del Comando brigata Granatieri di Sardegna e del 1°reggimento, per salutare questo nuovo impegno della brigata.

Per prima è entrata in campo la banda, comandata dal luogotenente Domenico Morlungo. A seguire, sotto il comando del colonnello Claudio Caruso, si sono posizionati i reparti dei Granatieri: una compagnia del Comando brigata, due compagnie del 1° reggimento, uno squadrone dei Lancieri di Montebello, una compagnia mista formata dal Reparto Comando Granatieri e da un gruppo di formazione di altri reparti in concorso che andranno in missione nel teatro libanese, riconoscibili dal consueto basco azzurro, tipico delle missioni ONU. I medaglieri dell’Associazione Nazionale Granatieri di Sardegna, dell’Associazione Nazionale Arma di Cavalleria e quello dell’Associazione Nazionale Genieri e Trasmettitori e il Gonfalone di Roma Capitale decorato di Medaglia d’Oro al Valor Militare hanno poi preso posto a fianco del palco delle autorità.

Il generale Maurizio Riccò, comandante della brigata Granatieri di Sardegna, e il generale Vincenzo Lops, comandante del 2° Comando delle Forze di Difesa (2° FOD), si sono avvicendati in un discorso rivolto al pubblico presente, spiegando come dopo l’intenso ciclo di esercitazioni la brigata Granatieri di Sardegna sia pronta ad assumere il comando del Settore Ovest (SW) della missione ONU-UNIFIL, nell’ambito dell’Operazione Leonte XV in Libano. E infatti, la Grande Unità elementare, rinforzata da altre unità provenienti da tutta Italia, una volta giunta in territorio libanese assumerà la denominazione JTF-L (Joint Task Force – Lebanon) e opererà, insieme alle Forze Armate di altre nazioni, nel pieno rispetto della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

UNIFIL agisce in un contesto molto delicato che, dal 1978 a oggi, è in continuo mutamento. Gli obiettivi della missione seguono tre linee direttrici: monitoraggio della cessazione delle ostilità tra Libano e Israele, supporto alle Forze Armate libanesi dispiegate nel Libano del sud, per favorire il graduale miglioramento delle loro capacità di controllo della medesima area e, infine, assistenza alla popolazione civile attraverso la realizzazione di progetti CIMIC e Quick Impact Project per una crescita sostenibile della popolazione libanese. La JTF-L contribuirà con imparzialità e trasparenza, qualità tipiche del “peacekeeper”, a restituire stabilità e sicurezza alla martoriata terra libanese.

Padre Pierluca Bancale, cappellano militare della brigata meccanizzata Granatieri di Sardegna, ha poi benedetto il contingente prossimo alla partenza e i reparti hanno cantato l’Inno d’Italia.

Monica Palermo (articolo pubblicato da Rassegna Stampa Militare)

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Fonte: questo articolo di Monica Palermo è stato pubblicato da Rassegna Stampa Militare

Foto: Monica Palermo

Bersaglieri: a Salerno in 20mila per il 61° raduno nazionale

Ventimila bersaglieri, in congedo e in servizio e provenienti da tutto il paese, si sono ritrovati ieri, domenica 19 maggio, a Salerno per sfilare di corsa tra le vie della città alla presenza del Capo di stato maggiore dell’Esercito, generale Claudio Graziano, del comandante del 2° FOD (Comando delle Forze Difesa) e decano dei bersaglieri in servizio, generale Vincenzo Lops, e delle autorità locali, civili e religiose, tra cui il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, viceministro dei Trasporti, il prefetto di Salerno, Gerarda Pantalone, e l’arcivescovo di Salerno, monsignor Luigi Moretti.

In testa allo schieramento ha sfilato la Bandiera di guerra dell’8° reggimento bersaglieri di Cosenza seguita da una compagnia in armi e dalla fanfara della brigata bersaglieri Garibaldi.

La presenza attiva dell’Esercito al 61esimo raduno nazionale dei bersaglieri rafforza ancora di più i vincoli di fratellanza tra i militari in servizio e in congedo, improntati all’adempimento del comune dovere verso il Paese.

Per l’occasione, il generale Graziano, dopo aver portato il saluto del ministro della Difesa Mario Mauro, ha voluto ricordare i caduti nella tragedia di Genova e tutti i caduti nell’adempimento del proprio dovere. Rivolgendosi al presidente dell’Associazione nazionale bersaglieri, generale della riserva Marcello Cataldi, il generale Graziano ha espresso “estrema soddisfazione per la calorosa accoglienza che la città di Salerno ha riservato ai bersaglieri, soldati simbolo di valori quali coraggio, altruismo disciplina e spirito di sacrificio, tratto distintivo dell’identità militare”.

“I bersaglieri – ha proseguito il generale Graziano – sono stati costantemente protagonisti dei momenti più importanti della storia d’Italia, dal Risorgimento ai giorni nostri, sul territorio nazionale e nei principali teatri operativi, facendosi apprezzare e riscuotendo ammirazione per il loro impegno a favore della collettività, la loro dinamicità ed efficienza”.

Presente alla cerimonia anche il decano dei bersaglieri in servizio, generale Vincenzo Lops.

Nella giornata di sabato si è svolta la corsa podistica Fik e Flok, dall’omonimo brano musicale, tipicamente bersaglieresco, più antico e conosciuto, che rappresenta la prima marcia d’ordinanza del Corpo. E, nella stessa serata, il saggio ginnico della brigata Garibaldi, dove i bersaglieri hanno dato prova di capacità fisiche e ginniche. Tra le prove eseguite, il salto nel cerchio di fuoco.

Il corpo dei bersaglieri, ora specialità della fanteria, nacque il 18 giugno 1836 per volontà del capitano Alessandro La Marmora. L’ufficiale presentò al re Carlo Alberto uno studio intitolato Proposizione per la formazione di una compagnia Bersaglieri, il Sovrano accolse la proposta e, con Regio Decreto del 18/6/1836, autorizzò la creazione della 1^ Compagnia del Corpo dei Bersaglieri.

La Marmora voleva formare reparti celeri di carabine che dovevano avere una notevole possibilità di rapidi spostamenti caratterizzati da un fuoco preciso e utile alle piccole distanze; in poche parole, l’intento era quello di avere a disposizione reparti di fanteria celere. I bersaglieri dovevano avere grande resistenza alle fatiche, per effettuare tanti e rapidi spostamenti, ottima mira con la carabina e intelligenza per trovarsi sempre al posto giusto nel momento giusto.

La Marmora riassunse in un decalogo l’istruzione e l’educazione bersaglieresca: obbedienza, rispetto, conoscenza assoluta della propria carabina, molto esercizio di tiro, ginnastica di ogni genere fino alla frenesia, cameratismo, sentimento della famiglia, amore al re, amore alla patria, fiducia in se fino alla presunzione.

La brigata Garibaldi è custode delle antiche tradizioni dei bersaglieri e rappresenta, oggi, una delle unità di punta dell’Esercito Italiano, equipaggiata delle più evolute tecnologie, è impiegata nei principali teatri di operazione all’estero.

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Fonte: stato maggiore Esercito; 2° FOD

Foto: stato maggiore Esercito; 2° FOD