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Alpini a Piacenza per l’86^ adunata nazionale dell’ANA, presenti anche i reduci del Mozambico. Solidarietà ai Marò

domenica, maggio 12th, 2013 |

Hanno sfilato questa mattina, 12 maggio, per le vie del centro di Piacenza, gli alpini delle sezioni dell’ANA (associazione nazionale alpini), i gonfaloni della Regione Emilia Romagna, della Provincia e del Comune di Piacenza. In apertura della sfilata la Bandiera di Guerra del 1° reggimento artiglieria da montagna, da poco rientrato dall’Afghanistan, un Reparto alpino di formazione dell’Esercito e due fanfare.

Alla cerimonia erano presenti il ministro della Difesa Mario Mauro, il Capo di stato maggiore della Difesa, ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, il Capo di stato maggiore dell’Esercito, generale Claudio Graziano, il vicepresidente del Senato Valeria Fedeli.

Per l’occasione, nell’Arena Daturi di Piacenza, è stata allestita dal Comando delle Truppe Alpine dell’Esercito la cittadella alpina, dove ieri pomeriggio, insieme con il Capo di stato maggiore dell’Esercito, generale Graziano, si sono ritrovati i reduci della missione in Mozambico (1993) di cui quest’anno ricorre il ventennale.

Il generale Graziano, all’epoca comandante del battaglione Susa, schierato in Mozambico nell’ambito della missione di pace ONUMOZ, dopo aver ringraziato il sindaco di Piacenza, Paolo Dosi, le autorità locali e il presidente dell’ANA, cavalier Corrado Perona, a cui ha espresso “riconoscenza per la preziosa opera nel tramandare i tipici valori alpini alle nuove generazioni”, ha ricordato il tenente Fabio Montagna e il sergente maggiore Salvatore Stabili, caduti in Mozambico il 25 novembre 1993, e ha rivolto un doveroso pensiero a tutti i caduti e ai feriti in operazione.

Rivolgendosi poi agli alpini schierati nell’Arena Daturi, il generale Graziano ha ricordato quell’esperienza vissuta in prima persona da comandante in Mozambico, riportando alla memoria gli episodi e le esperienze di quella missione che è stata “una delle più esaltanti e significative sotto il profilo umano e professionale”.

Il contributo italiano alla missione Albatros, in Mozambico, ha visto impegnati nella prima fase circa 1.030 militari della brigata alpina Taurinense, la maggior parte dei quali svolgevano il servizio di leva, a cui hanno dato il cambio le unità della brigata alpina Julia.

Il generale Graziano ha sottolineato come la presenza attiva dell’Esercito all’adunata nazionale degli alpini “rafforzi ancora di più i vincoli di fratellanza tra i militari in servizio e in congedo, improntati all’adempimento del comune dovere verso il Paese”.

“Non è dunque un caso – ha concluso il Capo di stato maggiore dell’Esercito – se in momenti di particolare difficoltà le unità alpine, palestra militare e di vita, si trovano in prima linea su tutti i principali scenari operativi a dimostrazione della validità, dell’attualità e della vitalità della tradizione alpina”.

Tra le rappresentanze estere erano presenti alcuni reparti di truppe da montagna di Francia e Spagna. Tra queste anche gli Chasseurs des Alpes Francesi, che insieme agli alpini della brigata Taurinense danno vita alla brigata italo-francese.

Gli alpini, specialità dell’Arma di fanteria dell’Esercito, si sono formati nel 1872 e sono, pertanto, il più antico corpo di fanteria da montagna del mondo. Sono due le grandi unità alpine che l’esercito annovera fra le sue fila: la brigata Julia e la brigata Taurinense, che si sono di recente avvicendate nel teatro afgano.

L’appuntamento con l’Associazione Nazionale Alpini è rinnovato il prossimo anno a Pordenone.

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Fonte: stato maggiore Esercito

Foto: stato maggiore Esercito

Celebrazione del 152° anniversario dell’Esercito Italiano: “evento di fondamentale importanza”, sottolinea il CaSME gen Graziano

mercoledì, maggio 8th, 2013 |

Si è celebrato questa mattina, mercoledì 8 maggio, presso Palazzo Esercito a Roma, il 152° anniversario della costituzione dell’Esercito Italiano alla presenza del ministro della Difesa Mario Mauro, del Capo di stato maggiore della Difesa, ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, e del Capo di stato maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano.

La celebrazione all’interno di Palazzo Esercito ha sostituito la festa militare programmata all’ippodromo Giannattasio di Tor di Quinto e annullata in seguito alle recenti disposizioni governative in tema di “contenimento delle spese non strettamente indispensabili per la funzionalità delle istituzioni”.

Il generale Graziano, dopo aver ringraziato il ministro della Difesa, che con la sua presenza “ha conferito grande lustro a un evento ridimensionato per le necessità di contenimento delle spese”, ha sottolineato “la fondamentale importanza, per l’Esercito, di questo appuntamento”.

Il Capo di stato maggiore dell’Esercito (CaSME) ha poi espresso a tutte le famiglie dei caduti nell’assolvimento del dovere “la calorosa vicinanza dell’Esercito e sentimenti di profonda riconoscenza per l’esemplare dignità con la quale hanno affrontato il loro immenso dolore”, e ha rivolto ai feriti in operazioni “un ringraziamento per la serena fermezza con cui affrontano quotidianamente la propria vicenda personale”, rivolgendo loro “l’augurio di rientrare presto nei ranghi della Forza Armata”.

Al termine del suo discorso, il generale Graziano, rivolgendosi al ministro della Difesa, ha ribadito quanto “difficile è la sfida che attende l’Esercito nell’ambito della profonda riorganizzazione, in chiave riduttiva, dello strumento militare […] una sfida difficile che l’Esercito saprà affrontare con la consapevolezza di essere un’Istituzione sana, efficiente, ricca di valori, che guarda avanti con ottimismo e che farà sempre il meglio con le risorse che il Paese intenderà porre a sua disposizione”.

Nel corso dell’evento, il ministro della Difesa, ha conseguito le seguenti onorificenze:

Medaglia d’Argento al Valore Militare, alla memoria, al caporal maggiore scelto David Tobini, caduto in Afghanistan il 25 luglio 2011;

Medaglia d’Argento al Valore Militare, al maresciallo capo Vincenzo Fanelli;

Medaglia d’Argento al Valore Militare, caporal maggiore capo scelto Giuseppe Scalavino;

Medaglia d’Argento al Valore dell’Esercito, al capitano Massimo Ranzani (caduto in Afghanistan il 28 febbraio 2011), già decorato della Croce d’Onore alla memoria;

Medaglia d’Argento al Valore dell’Esercito, alla memoria, al primo caporal maggiore Matteo Miotto, caduto in Afghanistan il 31 dicembre 2010;

Croce d’Onore, alla memoria, al sergente maggiore Michele Silvestri, caduto in Afghanistan il 24 marzo 2012;

Croce d’Onore, alla memoria, al caporal maggiore Tiziano Chierotti, caduto in Afghanistan il 25 ottobre 2012;

Croce d’Onore, al primo caporal maggiore Monica Contrafatto;

Croce d’Onore, al caporal maggiore Giovanni Memoli.

Le celebrazioni per il 152° Anniversario della Costituzione dell’Esercito assumono, quest’anno, un particolare valore simbolico in quanto coincidono con altre significative ricorrenze.

La prima è rappresentata dal 70° anniversario della Guerra di Liberazione che segnò la rinascita della nazione anche grazie al contributo dell’Esercito testimoniato dagli oltre 87mila soldati italiani tra caduti, feriti e dispersi.

La seconda ricorrenza è rappresentata dal 20° anniversario delle Missioni ONUMOZ in Mozambico e IBIS in Somalia, condotte con volontari di leva, dove persero la vita complessivamente 13 militari.

Infine, la ricorrenza del 10° anniversario dall’avvio della missione Antica Babilonia, per contribuire alla stabilità e alla sicurezza in Iraq, nel corso della quale persero la vita 11 soldati dell’Esercito.

Attualmente sono circa 9mila i militari della Forza Armata impegnati in operazioni sul territorio nazionale e fuori dai confini nazionali.

L’Esercito celebra la ricorrenza del 4 maggio 1861, data in cui Manfredo Fanti, in qualità di ministro della Guerra, decretò che il Regio Esercito, prima denominato Armata Sarda, avrebbe preso il nome di Esercito Italiano.

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Fonte: stato maggiore Esercito

Foto: stato maggiore Esercito

La storia dell’Esercito Italiano in mostra: inaugurata stamane al Vittoriano L’Esercito è/e libertà

martedì, aprile 23rd, 2013 |

Questa mattina, presso il Sacrario del Vittoriano in Roma, il Sottocapo di stato maggiore dell’Esercito, generale Enzo Stefanini, ha inaugurato la mostra dal titolo “L’Esercito è/e Libertà” dedicata alla storia dell’Esercito nel 152° anniversario della sua costituzione e nel 70° della guerra di liberazione.

“La mostra”, ha detto il generale Stefanini, “testimonia, tra l’altro, il contributo degli uomini dell’Esercito nella Guerra di Liberazione, a fondamento dei valori che hanno ispirato la Costituzione della Repubblica Italiana, per la cui difesa e prosperità ciascun soldato presta giuramento”.

L’allestimento, curato dall’Ufficio Storico dell’Esercito, attraverso un percorso di circa 200 metri lineari, mostra alcuni dei cimeli più rappresentativi e interessanti della Forza Armata, a partire dai Moti carbonari alle Guerre d’indipendenza, dalle Guerre mondiali fino alle recenti missioni internazionali. I preziosi reperti storici, tratti dai musei militari, sono accompagnati da ricostruzioni scenografiche, tabelloni didascalici e proiezioni video a fini didattici ed esplicativi dell’evoluzione storica dell’Esercito Italiano.

Una sezione della mostra è stata dedicata interamente alla Guerra di Liberazione, a ricordo del pesante impegno dell’Esercito, testimoniato dai circa 80mila tra caduti, feriti e dispersi in combattimento contro i tedeschi, in internamento e nelle formazioni partigiane; la mostra si conclude con la proiezione del Rapporto Esercito 2012.

L’ingresso all’esposizione è dal lato dell’Ara Coeli e i visitatori potranno affluire all’interno del Sacrario tutti i giorni (escluso il lunedì) dalle 09.30 alle 15.00, la chiusura della manifestazione è prevista per il 15 settembre.

Fonte: stato maggiore Esercito

Foto: stato maggiore Esercito

Policlinico militare del Celio a salvaguardia dei cittadini con e senza stellette: sindaco Alemanno concede cittadinanza onoraria

martedì, aprile 23rd, 2013 |

Domenica 21 aprile il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha concesso la cittadinanza onoraria della capitale al Policlinico militare del Celio quale “Testimonianza solenne di apprezzamento e di affetto per la costante, pluriennale e meritoria attività svolta da Policlinico Militare di Roma a salvaguardia della salute dei cittadini con e senza le stellette”.

All’evento, che si è svolto nell’ambito delle celebrazioni del 2766esimo anniversario del Natale di Roma, hanno partecipato, tra gli altri, il Capo di stato maggiore dell’Esercito, generale Claudio Graziano, l’onorevole Domenico Rossi e il direttore del Policlinico Militare, generale Maria Alberto Germani.

“Il Policlinico militare di Roma, costruito sul colle Celio, nel 1891”, si legge nel verbale di delibera dell’Assemblea capitolina, “in oltre centoventi anni di vita operosa e ininterrotta, sia in pace sia in guerra, ha acquisito nel corso di tanti anni un profondo radicamento nella città che lo ospita e ha continuato a essere severo custode di quelle virtù che consacrano il Soldato di Sanità”.

Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, nel suo discorso ha rivolto un particolare ringraziamento al personale del policlinico militare Celio “per l’assistenza prestata a tutti i militari all’estero, portando per il mondo il nome di Roma”, sottolineando inoltre “l’impegno profuso nella sperimentazione delle cellule staminali”.

Il generale Graziano, dopo aver ringraziato le autorità presenti e la città di Roma, che ospita dal 1891 il Policlinico militare Celio, per il prestigioso riconoscimento concesso ha espresso la sua riconoscenza “per l’attività svolta dall’ospedale militare, in particolar modo negli ultimi anni: numerosi soldati, uomini e donne, sono vivi per la professionalità che il personale medico militare ha espresso sul terreno, sul campo e nelle sale operatorie”, ha continuato il Generale Graziano facendo sapere che “noi stiamo investendo sulla ricerca, assieme alla componente sociale e umana del Paese per assicurare una sempre maggiore professionalità nell’interesse del Paese, di tutte le Forze Armate e della città di Roma”.

Il direttore del Policlinico Celio, generale Germani, ha dichiarato che “il Policlinico militare Celio, oltre a operare in Afghanistan , Libano e Kosovo, si evolve anche dal punto di vista tecnico scientifico grazie alle collaborazioni con le Università di Roma e con gli altri ospedali della Capitale”.

“Sul territorio nazionale – ha spiegato il direttore – il Policlinico militare è inserito nel circuito dell’emergenza sangue a Roma e ha curato, di recente, tanti cittadini romani che in situazioni di criticità non potevano essere ricoverati, a causa del sovraffollamento, nelle strutture pubbliche”.

L’impegno del Policlinico militare si è anche estrinsecato nella partecipazione alle missione di pace nel mondo in cui l’Italia ha fornito il suo contributo di solidarietà internazionale.

Sono trascorsi ormai più di 30 anni dal suo primo intervento nella città di Beirut nel 1982. Da allora gli Ufficiali medici e i Sottufficiali infermieri del Celio sono periodicamente partiti per fornire la loro assistenza in molti teatri operativi, tra i quali il Kurdistan nel 1991, la Somalia nel 1993, il Mozambico nel 1994, la Bosnia e l’Albania nel 1996, il Kosovo nel 1999, la Macedonia nel 2000, l’Iraq dal 2003 al 2006, il Ciad nel 2008 e Haiti, in occasione del terremoto nel 2010. Attualmente, il Celio alimenta con personale sanitario l’Afghanistan, il Libano e il Kosovo.

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Fonte: stato maggiore dell’Esercito

Foto: stato maggiore dell’Esercito

Cambio comando all’AVES dopo otto anni: il generale Stefanini lascia il comando al collega Calligaris e diventa sottocapo di SME

lunedì, marzo 4th, 2013 |

Si è svolto venerdì scorso, 1° marzo, a Viterbo, nella caserma Dante Chelotti, il cambio di comando al vertice dell’Aviazione Esercito (AVES) tra il il generale Enzo Stefanini, che era al comando dell’AVES da otto anni, e il generale Giangiacomo Calligaris.

La cerimonia è stata presieduta dal Comandante delle Forze Operative Terrestri (COMFOTER), generale Roberto Bernardini.

Il generale Enzo Stefanini si appresta ora a ricoprire il prestigioso incarico di Sottocapo di Stato Maggiore dell’Esercito.

Nel corso della cerimonia, prima di lasciare definitivamente un periodo di comando lungo ben otto anni, il generale Stefanini ha ripercorso il periodo vissuto con l’Aviazione Esercito soffermandosi sui caduti, che ha voluto ricordare uno a uno chiamandoli per nome in un momento di palpabile emozione.

”Ineguagliabile, è stato il mio mentore” , ha affermato il suo successore, il generale Giangiacomo Calligaris, che proviene da un importante incarico al Comando Operativo di Vertice Interforze (COI) a Roma, dove per cinque anni è stato il Capo del Reparto operazioni, l’organo di staff che coordina tutte le operazioni sul territorio nazionale ed estero in cui sono impiegati i soldati italiani.

La storia comune iniziata insieme quali frequentatori dello stesso corso piloti è stata invece ripercorsa a braccio dal COMFOTER, generale Bernardini, che ha evidenziato come la lunga permanenza del generale Stefanini al Comando dell’AVES abbia portato a una totale riorganizzazione dell’AVES stessa e a un decisivo incremento delle attività volte alla preparazione degli assetti per i teatri operativi, oltre all’opera svolta nel mantenere gli elevati standard addestrativi e operativi di tutti i suoi reparti dipendenti contribuendo al processo di ottimizzazione delle risorse disponibili che sta interessando tutto l’Esercito Italiano.

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Fonte: AVES

Foto: AVES

Concluso il convegno “1982-2012: trent’anni di missioni all’estero”

giovedì, novembre 29th, 2012 |

Si è svolto, oggi, presso la Sala della Protomoteca del Campidoglio, il convegno “1982-2012: trent’anni di missioni all’estero”.

Il convegno è stato un’occasione per favorire un dibattito aperto sul ruolo che l’Italia svolge da oltre trent’anni nelle missioni internazionali di pace, analizzando la situazione negli scenari di crisi e l’efficacia dell’azione dell’Italia in essi.

All’evento sono intervenute numerose autorità politiche, militari, rappresentanti delle istituzioni italiane ed estere, del mondo accademico e giornalistico.

Il convegno si è sviluppato in due sessioni: la prima ha avuto come tema “L’evoluzione dello scenario geopolitico”, mentre la seconda ha approfondito gli aspetti relativi alla cooperazione e allo sviluppo.

Il generale Franco Angioni, dopo aver illustrato l’evoluzione e il significato della missione del 1982, ha ceduto la parola al generale Biagio Abrate, Capo di stato maggiore della Difesa, il quale, nel suo intervento, ha sottolineato come “gli oltre seimila militari che, in questo momento, sono in missione sotto l’egida delle principali organizzazioni internazionali (ONU, NATO, Unione Europea) hanno idealmente raccolto il testimone dalle decine di migliaia di uomini e donne che da trent’anni onorano il Tricolore e accrescono il prestigio del paese, portando ovunque la solidarietà e l’umanità del popolo italiano. La missione in Libano – ha proseguito il generale Abrate – segnò l’inizio di un nuovo corso non solo per la politica militare, ma per la stessa politica estera italiana. Sono particolarmente grato al generale Angioni, della cui straordinaria energia e della cui proverbiale determinazione, le Forze Armate, a distanza di trent’anni, continuano a beneficiare”.

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Fonte: stato maggiore della Difesa

Foto: stato maggiore della Difesa

Esercito Italiano, 1982 – 2012 Trent’anni di missioni all’estero

giovedì, novembre 29th, 2012 |

Si tiene oggi 29 novembre, alle 9.30, nella Sala della protomoteca del Campidoglio a Roma, il convegno “1982 – 2012. Trent’anni di missioni all’estero”, presentato dal generale Franco Angioni e dedicato all’Esercito Italiano.

Proprio trent’anni fa, in Libano, l’Esercito Italiano iniziava la sua nuova storia. Nell’estate del 1982, a Beirut, diventava infatti un esercito moderno e da allora i militari italiani, ieri di leva e oggi professionisti, sono presenti con impegno e dedizione in tutti i teatri internazionali di operazione.

Il convegno di oggi rappresenta un’occasione per ricordare  l’ingresso delle Forze Armate Italiane nelle operazioni complesse delle Nazioni Unite. Allo stesso tempo è anche un doveroso ricordo verso tutti quei militari che si sono adoperati per soddisfare le esigenze nazionali.

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Fonte: stato maggiore Esercito

Foto del blog Avamposto63

Cambio al 185° RAO Folgore: da Grassano a Marinelli. Occasione di accenno a prossimo rinnovamento forze speciali

venerdì, settembre 7th, 2012 |

Si è tenuta stamane 7 settembre, nella caserma Pisacane di Livorno, la cerimonia del cambio di comando al vertice del 185° reggimento paracadutisti ricognizione acquisizione obiettivi Folgore tra il tenente colonnello Alessandro Grassano, cedente, e il colonnello Enrico Marinelli, subentrante.

Il cambio è avvenuto alla presenza del comandante della brigata paracadutisti Folgore, generale Massimo Mingiardi, e autorità civili e militari.

Nel corso della cerimonia si è accennato al fatto che, in questa fase di profonda ristrutturazione dell’Esercito, vi sarà anche una radicale riorganizzazione sia delle attività delle forze speciali che della brigata paracadutisti.

È molto probabilmente un riferimento all’ipotesi di  costituzione di un comando di forze speciali Esercito nell’area di Pisa, che potrebbe coinvolgere il RAO, e  alla ricostituzione del 185° come reggimento artiglieria paracadutisti, con funzione di combat support per le aviotruppe.

Il 185° reggimento, infatti, ha sempre fornito supporto alla brigata paracadutisti. Solo negli ultimi anni si è specializzato nell’attività di ricognizione e acquisizione obiettivi, mutando nel 2004 la propria denominazione di reggimento di artiglieria paracadutisti Folgore in quella attualmente conosciuta.

Al termine di questo processo la brigata paracadutisti disporrà nuovamente di un supporto di fuoco, che per caratteristiche e procedure è in grado di seguire la dinamicità delle operazioni delle aviotruppe.

L’attività dell’acquisitore di obiettivi si svolge prevalentemente in area nemica e richiede eccellenza di doti psicofisiche e capacità di operare da soli o in piccoli distaccamenti autonomi e autosufficienti.

“Il compito delle unità acquisizione obiettivi – si legge dal sito dell’Esercito Italiano – si estrinseca attraverso molteplici attività, come infiltrarsi in un’area ed esfiltrare dalla stessa per via terrestre, aerea, anfibia e statica; permanere in area operativa fino a 8-10 giorni senza rifornimenti esterni, sopravvivere, sottrarsi alla cattura, evadere e fuggire da un’ area controllata dal nemico, individuare, determinare e valutare obiettivi, dirigere ed eventualmente controllare l’intervento originato da sorgenti terrestri, aeree e navali, nazionali e alleate, valutare gli effetti del fuoco su obiettivi acquisiti o battuti in altro momento da altre sorgenti”.

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La definizione dell’attività dell’acquisitore di obiettivi è dell’Esercito Italiano

Lo stemma del 185° reggimento paracadutisti ricognizione acquisizione obiettivi Folgore è dell’Esercito Italiano

I 61 anni dell’AVES: “componente imprescindibile di successo”, sottolinea il CsmE generale Graziano

giovedì, maggio 10th, 2012 |

Ricorre oggi 10 maggio 2012 il 61° anniversario della costituzione dell’AVES, Aviazione dell’Esercito.

Per l’occasione il Capo di stato maggiore dell’Esercito, generale Claudio Graziano, si è recato oggi a Viterbo, nella sede dell’AVES, la “specialità più giovane dell’Esercito”, come lo stesso generale ha specificato, per la ricorrenza. Nel suo intervento, il Capo di stato maggiore dell’Esercito ha sottolineato come l’AVES abbia saputo affermarsi rapidamente fino a diventare, oggi, una componente determinante e insostituibile della Forza Armata.

Ha poi proseguito, si apprende dal comunicato stampa dello stato maggiore dell’Esercito, ribadendo che “nei teatri di operazione, i baschi azzurri sono sempre presenti, chiamati spesso a operare in condizioni di indeterminatezza ed elevato rischio: dalle prime esperienze in Libano alla Namibia, dalla Somalia al Mozambico, dai Balcani all’Iraq e all’Afghanistan. Proprio quest’ultimo teatro, dove la Forza Armata esprime il proprio sforzo principale e nel quale oggi impiega ben 22 elicotteri, ha definitivamente consacrato l’Aviazione dell’Esercito quale componente imprescindibile del successo di qualunque moderna operazione militare”.

Il generale Graziano ha concluso sottolineando che “la formazione tecnico-professionale, ma ancora di più quella etico-morale di tutto il personale della specialità, rappresenta, senza alcun dubbio, il principale fattore di successo dell’Aviazione dell’Esercito e, più in generale, della Forza Armata nel suo complesso”.

Con queste parole il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito ha rimarcato l’importanza dell’incondizionata adesione del personale a quel codice deontologico che costituisce il fondamento dell’identità militare, e che, soprattutto in questa fase di profondi cambiamenti e trasformazioni, indica chiaramente la strada da seguire.

Il generale Graziano ha avuto parole di elogio nei confronti del comandante dell’AVES, il generale Enzo Stefanini, per la costante ed efficace azione di comando volta all’adeguamento delle capacità operative dell’Aviazione dell’Esercito alle esigenze imposte dai moderni scenari operativi.

Al termine della cerimonia, le unità di prossima immissione in teatro afgano hanno fornito una breve dimostrazione delle capacità operative perfezionate nel corso del periodo di approntamento: dal controllo di zone estese, al trasporto tattico di personale e mezzi in un territorio quasi del tutto privo di vie di comunicazione, alla sicurezza dei convogli e delle basi avanzate, dal supporto di fuoco alle unità in contatto al rifornimento logistico e allo sgombero dei feriti.

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Fonte: stato maggiore Esercito

Foto: stato maggiore Esercito

Celebrazioni 151° anniversario della costituzione dell’Esercito Italiano. Il CsmE generale Graziano conferma impegno Esercito, il Presidente della Repubblica Napolitano conferisce onorificenze

domenica, maggio 6th, 2012 |

Nel corso della cerimonia per il 151° anniversario della costituzione dell’Esercito Italiano, venerdì 4 maggio all’Ippodromo militare Generale Pietro Giannattasio, il Capo di stato maggiore dell’Esercito generale Claudio Graziano ha rivolto “un pensiero riverente e commosso ai caduti che con coraggio hanno tenuto fede al loro giuramento fino all’estremo sacrificio, alle loro famiglie che hanno conosciuto la tragedia della scomparsa di un congiunto e ai numerosi feriti in operazione, auspicando il loro pronto rientro nella Forza Armata”.

“L’Esercito Italiano”, ha continuato il generale Graziano, “è simbolo di unità nazionale e insostituibile risorsa al servizio del Paese”.

“L’Esercito, ha confermato il generale, cercherà sempre di fare meglio con le risorse che l’Italia pone e porrà a sua disposizione”.

Al termine del suo discorso, il Capo di stato maggiore dell’Esercito, rivolgendosi al Presidente della Repubblica, ha ribadito che “l’Esercito guarda con grande fiducia alle sfide che lo attendono”.

Si tratta, ha continuato il generale Graziano, di “sfide che l’Esercito affronterà con la consapevolezza di essere un’Istituzione ricca di valori che cercherà sempre di fare il meglio con le risorse che l’Italia pone e porrà a sua disposizione”.

Nel corso della cerimonia, il Presidente della Repubblica, alla presenza del ministro della Difesa Giampaolo Di Paola e del Capo di stato maggiore dell’Esercito, generale Claudio Graziano, ha conferito onorificenze alla Bandiera di Guerra dell’Esercito Italiano e ai militari caduti e feriti in Afghanistan.

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Fonte: stato maggiore dell’Esercito

Foto: stato maggiore dell’Esercito

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