Forze Armate

Scuola Sottufficiali Esercito: continuano le conferenze di orientamento nelle scuole superiori del Viterbese, info team al Da Vinci e al Savi

Prosegue il ciclo di conferenze di orientamento in favore degli studenti delle ultime classi degli Istituti scolastici della provincia di Viterbo, ha fatto sapere la Scuola Sottufficiali dell’Esercito con un comunicato stampa del 16 febbraio scorso.

Lunedì 12 febbraio, il personale “Info Team” della Scuola Sottufficiali dell’Esercito, ricevuto dalla professoressa Vera Brodo (Vicario del Dirigente Scolastico), ha incontrato gli alunni delle ultime classi dell’Istituto Tecnico Tecnologico Statale Leonardo Da Vinci, diretto dal professore Luca Damiani.

Il 15 febbraio, giovedì, accolti dalla professoressa Paola Mancini (referente per l’orientamento), ha avuto luogo la conferenza con gli studenti dell’Istituto Tecnico Economico Paolo Savi, diretto dalla dottoressa Maria Patrizia Gaddi.

Nel corso degli incontri sono state illustrate le varie opportunità professionali dell’Esercito Italiano e gli sbocchi di carriera (Ufficiali, Sottufficiali, Graduati, Volontari in Ferma Prefissata), con particolare riferimento agli arruolamenti in qualità di Volontari in Ferma Prefissata di un anno (VFP1), poiché già in atto, nonché alla Scuola Sottufficiali dell’Esercito di Viterbo, il cui bando di concorso sarà prossimamente pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.

Considerevole l’apprezzamento, manifestato attraverso l’attenzione e l’interesse dimostrato dagli studenti nonché per il numero di contatti, per tale tipologia di attività, che proseguirà – si apprende – per tutto il mese di febbraio negli istituti di istruzione secondaria viterbesi.

Le conferenze di orientamento hanno lo scopo di far conoscere il ruolo svolto dall’Esercito in ambito nazionale e internazionale, fornendo agli studenti le informazioni relative alle opportunità professionali offerte.

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Fonte e foto: Scuola Sottufficiali dell’Esercito

Difesa: Aeronautica da record, responsabile della difesa aerea di 6 paesi NATO in contemporanea

Nel quadro delle attività di difesa aerea degli spazi euro-atlantici, l’Aeronautica Militare ha segnato, nella giornata del 20 febbraio scorso, un primato senza precedenti, fa sapere lo stato maggiore della Difesa, vigilando in contemporanea sui cieli italiani, della Slovenia, dell’Albania e delle tre Repubbliche baltiche.

Un record di tutto rispetto all’interno della NATO, avendo avuto la responsabilità di garantire e integrare la difesa aerea di ben 6 Paesi NATO contemporaneamente.

Infatti, oltre allo spazio aereo nazionale, i jet dell’Aeronautica garantiscono in permanenza la sicurezza dei cieli della Slovenia. A questo, si aggiunge la responsabilità, a rotazione con l’Aeronautica greca, della difesa aerea dell’Albania, spiega la Difesa nel suo comunicato stampa.

Inoltre, nel quadro delle NATO Assurance Mesasures decise al summit di Varsavia del 2016, l’Aeronautica italiana partecipa all’Air Policing Force offering a favore di quei Paesi NATO che necessitano di un’integrazione delle proprie capacità di difesa aerea.

In tal senso, da gennaio di quest’anno, quattro velivoli dell’AM sono schierati in Estonia, con l’operazione denominata “Enhanced Air Policing North – Baltic Eagle”, e, nella giornata del 20 febbraio, hanno avuto competenza anche per le attività di difesa delle altre due Repubbliche baltiche, Lettonia e Lituania.

Questo ha portato, quindi, al totale di 6 Paesi NATO, la cui difesa aerea è stata assicurata da un singolo Paese dell’Alleanza, l’Italia.

Si tratta di un vero primato, che si aggiunge a un altro traguardo tutto italiano, ricorda la Difesa, cioè quello di essere l’unico Paese della NATO ad aver assicurato il dispositivo di Difesa dello spazio aereo ad interim dei quattro Air Policing: Slovenia, Albania, Islanda e Repubbliche Baltiche.

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Fonte e foto: PI SMD

Al NATO JFC Brunssum il gen Marchiò avvicenda il gen Farina: il CaSMD gen Graziano presente alla cerimonia

“Si è svolta questa mattina la cerimonia di cambio al comando del NATO Joint Force Command (JFC) di Brunssum tra il Generale Salvatore Farina, cedente, e il Generale Riccardo Marchio’, subentrante”, fa sapere lo stato maggiore della Difesa con un comunicato stampa di oggi, 21 febbraio.

Oltre al gen Claudio Graziano, Capo di Stato Maggiore della Difesa (CaSMD), erano presenti numerose autorità militari e civili dell’Alleanza Atlantica, tra cui il gen Curtis Scaparotti, Comandante Supremo delle forze NATO in Europa (SACEUR), e l’amm Rob Bauer, Capo di Stato Maggiore della Difesa olandese.

A margine della cerimonia, il gen Graziano ha voluto rimarcare che il gen Farina, alla guida del JFC da marzo del 2016 e destinato ad assumere, tra pochi giorni, l’incarico di Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, è stato il primo comandante italiano di questo importante comando della NATO.

Il fatto che a succedergli sia un altro Generale italiano, ha sottolineato il CaSMD, è “testimonianza e riconoscimento della professionalità espressa e dell’impegno profuso in questi anni dalle nostre Forze Armate, in ogni teatro operativo in cui la NATO è stata chiamata a operare, nonché dell’indiscusso prestigio di cui il nostro Paese gode all’interno dell’Alleanza”.

Il Capo di Stato Maggiore ha poi affermato che “di fronte alle attuali minacce alla sicurezza internazionale, nessun Paese ha la capacità e i mezzi per poter agire efficacemente da solo e, quindi, il ruolo delle Organizzazioni Internazionali, come la NATO e l’Unione Europea, assume una rilevanza senza precedenti e ci è richiesto di parteciparvi con un ruolo da protagonisti”.

Il gen Graziano ha infine concluso ringraziando calorosamente, anche a nome delle Forze Armate, il gen Farina per gli importanti traguardi conseguiti nel suo periodo di comando. Infatti, ha ricordato che “il JFC di Brunssum è stato un interprete importante nel processo di irrobustimento delle misure di deterrenza e Difesa Collettiva dell’Alleanza, attraverso lo schieramento di quattro battlegroup multinazionali – l’enhanced Forward Presence (eFP) nei tre Stati baltici e in Polonia – il rafforzamento delle attività di protezione dello spazio aereo – l’Air Policing – nonché nelle attività di sostegno e supporto alle forze di sicurezza dell’Afghanistan, teatro operativo di cui Brunssum è direttamente responsabile”.

Ha poi voluto riservare un particolare augurio al gen Marchiò, di cui ha ricordato l’ampia esperienza internazionale – è stato infatti Vice Comandante del Corpo di Reazione Rapida britannico e Comandante di quello italiano, il NATO Rapid Deployable Corps-Italy (NRDC-ITA) – per un proficuo periodo al comando del JFC di Brunssum.

Il NATO JFC di Brunssum è un comando di livello operativo della componente militare dell’Alleanza Atlantica che ha, tra i suoi principali compiti, il comando e controllo della missione Resolute Support in Afghanistan, il comando operativo della NATO Response Force (NRF, a rotazione con il cosiddetto “comando gemello” di Napoli), nonché la gestione delle attività di presenza e deterrenza sul fianco est della NATO.

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Fonte e foto: PI SMD

 

COMLOG: il gen De Leverano visita il CEPOLISPE dove sono in corso i test sui prototipi VTLM2 e ACV

“Il Comandante Logistico dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Luigi Francesco De Leverano, accompagnato dal Comandante Tecnico, Maggior Generale Paolo Giovannini, ha visitato ieri [il 19 febbraio ndr] il Centro Polifunzionale di Sperimentazione (CEPOLISPE), ha fatto sapere con una nota stampa del 20 febbraio il Comando Logistico dell’Esercito (COMLOG).

Il gen De Leverano, accolto dal Direttore dell’Ente, col Raffaele Zorzi, ha assistito a un briefing informativo sulle principali attività e sugli assetti peculiari del Centro. Successivamente, si apprende, ha salutato il personale militare e civile dell’Ente, le organizzazioni sindacali e il Consiglio di base di rappresentanza (COBAR).

La visita è proseguita all’interno della struttura, negli impianti dedicati all’attività di sperimentazione dei mezzi, e all’esterno, nelle piste di prova. Durante l’attività sono stati mostrati alcuni prototipi, tra cui il VTLM 2 e il mezzo anfibio ACV, impegnati in specifici test propedeutici alle omologazioni militari, quali il superamento di pendenze, le piste speciali e il guado, per citarne alcuni.

“Al termine della visita – conclude la nota stampa del COMLOG – il Comandante Logistico ha apprezzato l’ottimo livello organizzativo, funzionale e professionale dell’Ente, esortando tutto il personale militare e civile a proseguire nel percorso già intrapreso per conseguire traguardi sempre più ambiziosi”.

Il Centro Polifunzionale di Sperimentazione (CEPOLISPE), istituito il 1° gennaio del 1999, è deputato alla sperimentazione e valutazione tecnica ai fini dell’idoneità all’impiego di tutti i mezzi, materiali, sistemi d’arma, componenti ed equipaggiamenti di interesse dell’Esercito e, più in generale, della Difesa.

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Fonte e foto: COMLOG Esercito

Difesa, il MinDif afgano gen Bahramee al CaSMD gen Graziano: “attività dei militari italiani un modello da seguire in tutto l’Afghanistan”

Nella mattinata di ieri, 20 febbraio, il Capo di Stato Maggiore della Difesa (CaSMD), gen Claudio Graziano, ha accolto il Ministro della Difesa della Repubblica Islamica di Afghanistan, gen Tariq Shah Bahramee, in visita in Italia.

È lo stato maggiore della Difesa a renderlo noto attraverso il suo sito web istituzionale.

La visita è stata preceduta dalla resa degli onori da parte di un picchetto interforze, presso il cortile di Palazzo Esercito, ed è proseguita con l’incontro tra le due Autorità, successivamente allargato anche alle rispettive delegazioni, si apprende.

Il gen Graziano ha voluto rimarcare che “l’impegno delle Forze Armate italiane in Afghanistan è stato e resta rilevante, anche in considerazione del fatto che siamo i secondi contributori di truppe dopo gli Stati Uniti”.

“In Afghanistan – ha proseguito il Capo di Stato Maggiore della Difesa – si è scritta una pagina importante della nostra storia militare e ancora oggi i nostri militari sono lì per sostenere, con l’addestramento e con l’assistenza, le forze di sicurezza afgane affinché siano in grado di riprendere il pieno controllo del proprio territorio e possano garantire adeguatamente la sicurezza dei propri cittadini”.

Il gen Graziano si è complimentato con il ministro Bahramee per i risultati conseguiti dalle forze di sicurezza afgane in termini di accrescimento della capacità operative oggi esprimibili e di professionalità.

Da parte sua, il ministro Bahramee ha voluto ringraziare la Difesa italiana per quanto finora fatto per il suo paese, additando le attività svolte e i risultati ottenuti dai militari italiani nella provincia di Herat come un modello da seguire e da applicare in tutto l’Afghanistan.

Ha poi elogiato la capacità, tutta italiana, di dare complementarità e sinergia tra attività militari e quelle di cooperazione civile, sottolinea la Difesa, e ha avuto parole di profondo apprezzamento per l’alta funzione formativa e addestrativa che i militari italiani svolgono, soprattutto a favore del 207° Corpo d’Armata dell’Esercito afgano.

In particolare, ha lodato l’impegno nell’addestramento del personale femminile, tanto dell’Esercito quanto delle forze di polizia afgane, e nel contrasto degli ordigni esplosivi.

Il Ministro ha quindi concluso rammentando gli storici e solidi legami tra i due Paesi, definendo l’Italia un partner strategico per la crescita e lo sviluppo sociale dell’Afghanistan.

Oggi, sono circa 900 i militari italiani impiegati tra Herat e Kabul, nell’ambito della missione NATO Resolute Support, per sostenere l’Afghanistan e continuare a supportarlo in questo delicato momento di lotta al terrorismo, conclude la Difesa.

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Fonte e foto: difesa.it

Antartide: la Difesa conclude la XXXIII Campagna estiva. Realizzati una pista semi-preparata dai Genieri dell’Aeronautica e un campo remoto dalle guide alpine

Con più di cinquanta progetti scientifici portati a termine si sono concluse, con la cerimonia di ammainabandiera presso la stazione antartica Mario Zucchelli di Baia Terra Nova, le attività della XXXIII Campagna estiva 2017-2018 del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA) finanziata dal MIUR con il coordinamento scientifico del CNR e logistico dell’ENEA e la partecipazione delle Forze Armate.

È lo stato maggiore della Difesa a renderlo noto con un comunicato stampa del 19 febbraio.

L’attività di ricerca, fulcro della Campagna, ha permesso di conseguire significativi risultati nei campi della fisica dell’atmosfera, biologia, glaciologia, geologia e in svariati altri ambiti per cui i gruppi di numerose università e centri di ricerca italiani hanno sviluppato i loro studi.

Altrettanto importanti sono state le attività di natura logistica, di manutenzione delle strutture e di preparazione e mantenimento delle stazioni di atterraggio intermedie per i voli verso la base di Concordia e di Dumont D’Urville.

In tale ambito, di particolare importanza il contributo fornito da un team specializzato di Genieri dell’Aeronautica Militare alla realizzazione della pista semi-preparata di Boulder Clay.

Il progetto, che si sta sviluppando nel corso delle ultime spedizioni, vedrà tale infrastruttura consentire una sempre maggiore flessibilità di accesso alla Stazione Mario Zucchelli, consentendole di diventare un importante hub per il movimento del personale scientifico internazionale operante nella zona settentrionale del Mare di Ross e nelle Terre Vittoria.

Ai fini del successo della spedizione, si è rivelato significativo il contributo del Ministero della Difesa alla Campagna, che ha partecipato con 25 militari impegnati.

Piloti, meteo previsori, meccanici, guide alpine, incursori e palombari di Esercito, Marina e Aeronautica hanno garantito il loro pieno supporto alle attività di ricerca e logistiche all’interno del continente antartico.

Inoltre, sono state 70 le immersioni e le sortite effettuate in mare a cura di palombari e incursori per i campionamenti e i posizionamenti di apparati di rilevamento. Importante anche la realizzazione, a cura delle guide alpine, di un campo remoto a 250 Km dalla base.

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Fonte e foto: PI SMD

Sector West, UNIFIL: concluso il corso CBRN del 7° rgt Difesa NBC a favore delle LAF

Si è concluso, presso il Comando del Settore Ovest di UNIFIL a guida Italiana su base brigata Paracadutisti Folgore, il corso per la difesa da attacchi condotti con agenti Chimici, Biologici, Radioattivi e Nucleari (CBRN) a favore di 10 unità delle Forze Armate Libanesi (LAF), ha reso noto lo stesso Sector West (SW) di UNIFIL con un comunicato stampa odierno.

Il corso, sviluppato dal personale del 7° reggimento Difesa NBC Cremona, inquadrato all’interno del Combat Support Battalion del Comando del Settore ovest di UNIFIL, è stato articolato su lezioni teorico pratiche tese a illustrare le tecniche per la rilevazione e la difesa dagli attacchi condotti con agenti chimici, biologici o radioattivi.

Il 7° reggimento NBC ha sede a Civitavecchia e, unico in Italia, ha il compito di provvedere alla difesa dai pericoli CBRN, ricorda il comunicato stampa.

Il Reggimento garantisce la sicurezza del personale del contingente italiano tramite controlli chimici e radiologici in tutta l’area di responsabilità, analisi chimiche sulle derrate alimentari, monitoraggi radiologici sugli itinerari battuti dalle pattuglie italiane e sui materiali in transito da e verso l’Italia.

L’addestramento congiunto tra i peacekeeper italiani e le LAF, oltre a rappresentare un aspetto fondamentale per poter operare al massimo delle capacità e in sicurezza, rimane uno degli elementi più importanti della missione UNIFIL per continuare a garantire la stabilità dell’area, conclude il comunicato.

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Fonte e foto: SW UNIFIL

 

CESIVA: la Julia si esercita per il Libano con la CPX CAX Pegaso 1/2018, mentre a Monteromano si conclude la livex Scorpione 1/2018

Nel quadro delle attività addestrative del Centro Simulazione e Validazione dell’Esercito (Ce.Si.Va.) e dei dipendenti Centri Addestramenti Tattici (C.A.T.), dal 2 al 16 febbraio, presso la caserma Giorgi di Civitavecchia ed il C.A.T. di Monteromano, si sono tenute, rispettivamente, la “Command Post Exercise” (CPX) “Computer Assisted Exercise” (CAX) “Pegaso 1/2018” a favore della brigata Julia, e l’esercitazione livex “Scorpione 1/2018”, ha fatto sapere lo sesso CESIVA con un comunicato stampa del 15 febbraio.

L’attività della brigata Julia, di prossimo impiego nel Libano del Sud nell’ambito della missione UNIFIL (United Nations Interim Force in Lebanon), si legge dal comunicato stampa, è stata finalizzata alla verifica delle capacità operative dei Posti Comando, attraverso la valutazione delle capacità di pianificazione e produzione di ordini, del monitoraggio della situazione e dell’aggiornamento delle Common Operational Pictures (COP), della gestione delle informazioni e delle emergenze e dell’emanazione degli ordini.

L’impegno addestrativo al CAT di Monteromano, ugualmente finalizzato all’approntamento di unità che opereranno in Libano, ha visto in esercitazione unità Blufor del 7° reggimento Alpini, rinforzato da unità del reggimento Piemonte Cavalleria (2°), contrapporsi a unità Opfor, composte da un plotone del 1° reggimento Granatieri di Sardegna e da un plotone dell’8° reggimento Alpini.

L’esercitazione Scorpione 1/2018 è stata preceduta da una fase di preparazione, comprendente lo studio dello scenario e degli obiettivi addestrativi, nel corso dei quali sono stati schierati i sensori di rilevamento sul campo e i dispositivi mobili per il controllo e la valutazione dell’esercitazione; e da una fase attiva, nella quale è stato previsto lo sviluppo di azioni continuative sul terreno di 36/48 ore costantemente seguite da osservatori/controllori e analisti in grado di monitorare e valutare i processi decisionali dei Comandanti di ogni livello e il comportamento delle unità sul terreno, spiega in dettaglio il CESIVA.

In tale ambito, la componente live permette alle unità della Forza Armata di operare in ambienti reali, utilizzando le armi individuali, i veicoli e i sistemi d’arma in dotazione, ed è distribuita sui cinque Centri di Addestramento Tattico (C.A.T.) di Capo Teulada, Lecce, Monteromano, Cesano di Roma e Brunico, ricorda il comunicato.

Il Centro Simulazione e Validazione di Civitavecchia costituisce il principale riferimento dell’Esercito per l’applicazione della simulazione addestrativa nell’approntamento dei posti comando, degli staff e delle unità destinate all’impiego fuori del territorio nazionale.

L’attività del Centro è focalizzata soprattutto all’organizzazione di esercitazioni volte ad attestare il raggiungimento delle capacità operative individuate come fondamentali per l’assolvimento della missione, utilizzando sistemi informatici tecnologicamente avanzati di simulazione e di comando e controllo, e avvalendosi della collaborazione di esperti di settore e di personale già impiegato nel teatro operativo di riferimento.

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Fonte e foto: CESIVA

Scuola Sottufficiali Esercito: sci alpinismo e biathlon militare per gli allievi marescialli del XIX corso Saldezza e del XX Certezza

Nei giorni 3, 4 e 10 febbraio 2018, nelle aree di Campo Felice (L’Aquila) e del Terminillo (Rieti), personale della Scuola Sottufficiali dell’Esercito ha effettuato attività addestrativa finalizzata all’acquisizione di un’adeguata preparazione relativamente alla capacità di movimento in ambiente innevato, ha fatto sapere la Scuola Sottufficiali dell’Esercito di Viterbo con un comunicato stampa del 13 febbraio scorso.

Sotto l’attenta direzione di un team di istruttori qualificati, una selezione di Allievi Marescialli del XIX Corso Saldezza e del XX Corso Certezza ha svolto esercitazioni utilizzando le procedure tipiche dello sci alpinismo e del biathlon militare, alternando sci di fondo con prove di tiro.

Di peculiare importanza lo studio dei concetti di base relativi al fenomeno della neve e delle valanghe, e le relative tecniche di autosoccorso e soccorso organizzato.

La Scuola Sottufficiali dell’Esercito ha il compito di formare Marescialli Comandanti di plotone e Marescialli con specializzazione Sanità che posseggano un’adeguata preparazione tecnico-professionale e un bagaglio culturale appropriato al ruolo.

L’iter formativo si sviluppa coniugando una didattica di livello universitario con un’intensa attività ginnico-sportiva, unitamente a un impegnativo programma di attività militari, teoriche e pratiche, svolte in sede, in aree e strutture addestrative sul territorio nazionale.

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Fonte e foto: Scuola Sottufficiali dell’Esercito

 

 

Task Force Praesidium, Iraq: via gli Alpini del 3°, arrivano i Dimonios del 151° Fanteria Sassari

Il 15 febbraio, nel compound della Diga di Mosul, si è tenuta la cerimonia di avvicendamento al Comando della Task Force Praesidium tra il personale del 3° reggimento Alpini e i colleghi del 151° reggimento Fanteria Sassari, si apprende dal sito web istituzionale della Difesa.

Il trasferimento di autorità tra il col Nicola Piasente, cedente, e il col Maurizio Settesoldi, subentrante, ha sancito il passaggio di consegne tra le due unità dell’Esercito Italiano.

L’evento è stato presieduto dal Comandante del contingente nazionale in Iraq, gen Roberto Vannacci. A caratterizzare la cerimonia, la presenza dei vertici civili e militari italiani, iracheni e della Coalizione che hanno voluto testimoniare il delicato ruolo della Task Force Praesidium dopo l’avvicendamento nell’area tra la componente militare curda e quella di Baghdad, sottolinea la Difesa.

Significativa e apprezzata la presenza, nello schieramento, di unità del Counter Terrorism Service, dell’Esercito e della Polizia Irachene.

Nel corso del suo intervento il Generale Najim, a Capo del Comando che coordina le operazioni nel nord dell’Iraq, ha ricordato “lo straordinario lavoro di integrazione tra le Forze di Sicurezza Irachene e quelle Italiane della Praesidium, che ha permesso di garantire la piena sicurezza della Diga e dell’intera area”.

Parole di apprezzamento sono giunte anche dall’Ambasciatore Italiano in Iraq, S.E. Bruno Antonio Pasquino, che ha voluto sottolineare “come l’Italia abbia saputo rappresentare qui alla Diga il meglio delle sue eccellenze riconosciute a livello internazionale e come il lavoro fatto dal 3° Alpini sia stato motivo di orgoglio”.

Nel corso dei sei mesi di attività, la Task Force Praesidium “ha saputo lavorare di concerto con le forze irachene, conseguendo risultati inaspettati sotto il profilo della sicurezza, della stabilizzazione dell’area e del supporto necessario al regolare sviluppo dei lavori”, ha ricordato il gen Roberto Vannacci, Comandante del Contingente Italiano in Iraq.

In particolare, dopo l’avvicendamento avvenuto alla metà del mese di ottobre gli Alpini hanno costruito una profonda integrazione con le Forze di sicurezza irachene, che ha incrementato i livelli di sicurezza e contestualmente ha permesso di avviare un complesso programma di stabilizzazione che ha facilitato anche il ritorno delle diverse organizzazioni umanitarie per costruire il piano di ricostruzione e sviluppo dell’area (link articoli in calce).

“La presenza in tribuna del Vice Comandante della Coalizione in Iraq e del Comandante delle operazioni della Coalizione nel nord del Paese, nonché delle agenzie delle Nazioni Unite e delle organizzazioni umanitarie, ha impreziosito la cerimonia testimoniando l’importanza degli attori con cui la Praesidium ha saputo stringere profondi legami di stima e collaborazione reciproca”, conclude la Difesa.

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Fonte e foto: TF Praesidium via stato maggiore della Difesa