cooperazione civile-militare

CIMIC: a Oderzo il 10° Forum sulla cooperazione civile-militare in operazioni Articolo 5

Si è svolta il 26 settembre scorso, a Palazzo Foscolo di Oderzo, in provincia di Treviso, la prima delle due giornate in programma per il 10° Forum Internazionale dei Comandanti delle Unità specializzate in Cooperazione Civile-Militare (CIMIC – Civil Military Cooperation) della NATO, organizzato dal Multinational CIMIC Group (MNCG) di Motta di Livenza su delega del Supreme Headquarters Allied Powers Europe (SHAPE).

È lo stesso CIMIC a darne notizia con un comunicato stampa.

L’evento, che ha riunito 49 tra comandanti delle unità NATO e membri del Partnership for Peace (PfP), nonché specialisti del settore provenienti da 19 Paesi, è stato un’occasione per condividere con autorità civili, rappresentanti degli atenei di Padova e Verona, della Croce Rossa Italiana e rappresentanti della stampa un momento di confronto internazionale su tematiche afferenti alla cooperazione e all’interazione tra la componente civile e quella militare, “un fattore ormai imprescindibile in tutti gli scenari operativi”, sottolinea il comunicato stampa.

Oggetto di discussione è stata quest’anno la Cooperazione Civile-Militare nell’ambito delle cosiddette Operazioni “Articolo 5”, ossia quelle azioni intraprese dai Paesi dell’Alleanza Atlantica in termini di difesa collettiva e reazione a un attacco armato.

Al Forum hanno preso parte, in qualità di relatori, il gen Vincenzo Camporini, già Capo di Stato Maggiore della Difesa e attuale Vice Presidente dell’Istituto Affari Internazionali (IAI), e il gen Toon van Loon, già Comandante del 1° German/Dutch Corps (1 GE/NL Corps) con pluriennale esperienza nei Comandi NATO.

Nel Corso del suo intervento, il gen Camporini ha sottolineato l’importanza e la necessità di conoscere profondamente i costumi, le tradizioni, la cultura e, più in generale, l’ambiente in cui si deve operare, al fine di sviluppare la capacità di interagire con le molteplici e diversificate entità civili con cui l’operatore CIMIC deve interfacciarsi.

Inoltre, l’ex Capo di Stato Maggiore della Difesa ha evidenziato la necessità di sviluppare la funzione CIMIC a prescindere dal contesto operativo di riferimento, sia questo di Crisis Responce Operation o Art. 5 Operation. 

L’Italia dal 2002 si è dotata di un’unità specializzata in Cooperazione Civile-Militare, il Multinational CIMIC Group, interforze a guida Esercito e multinazionale affiliata alla NATO, con i contributi di Grecia, Portogallo, Romania, Slovenia e Ungheria, in grado di intervenire in tutto lo spettro dei conflitti.

La capacità di interagire con tutti gli attori civili coinvolti nel conflitto, dalle autorità locali alle Organizzazioni Internazionali (IOs), dalle Organizzazioni Governative (GOs) a quelle Non Governative (ONG), ai media, disponendo del miglior livello di conoscenza possibile ed effettuando una valutazione costante dell’ambiente socio-culturale, consente di acquisire e mantenere il consenso della popolazione civile e, al contempo, perseguire, nel quadro di un contesto il più collaborativo possibile, il massimo livello di interazione al fine di coordinare gli sforzi – “ad esempio relativi alla realizzazione di progetti formativi, infrastrutturali, di sviluppo economico ecc.”, accenna il comunicato stampa del MNCG – e favorire ogni azione funzionale al raggiungimento della missione.

Il Multinational CIMIC Group fornisce attualmente assetti in tutte le principali missioni che vedono impegnati contingenti italiani, dal Libano al Kosovo, dall’Afghanistan alla Somalia, e inoltre per l’Operazione EUNAVFORMED.

Il Comando Multinazionale di Motta di Livenza è, inoltre, in ambito Difesa, l’unico polo di formazione per la funzione CIMIC: “a oggi sono circa 1.400 gli studenti, delle varie Forze Armate e stranieri, passati dai banchi del Multinational CIMIC Group, a testimonianza di un’offerta didattica sempre più aderente alle esigenze formative degli specialisti che operano nei sempre più mutevoli scenari operativi, conclude il comunicato.

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Fonte e foto: MNCG

TAAC W (RS), Herat: generi alimentari ad associazione per disabili, dono dei militari italiani

il Gen Mirra con il Direttore e vice DirettoreIl 18 giugno scorso, a Camp Arena a Herat, nell’Afghanistan occidentale, i militari italiani del Train Advise Assist Command West (TAAC W) hanno effettuato una donazione di generi alimentari in favore dell’associazione Pir Herat Charity Foundation (PHF), nata nel 2009 con il compito di sostenere persone con disabilità, fa sapere lo stesso TAAC W della missione NATO in Afghanistan Resolute Support (RS).

La donazione nasce da un’iniziativa dei militari italiani del TAAC W, che, in modo autonomo e spontaneo, hanno raccolto i fondi, mentre l’atto della donazione è stato organizzato dalla Cooperazione civile e militare del TAAC W, che ha coordinato l’acquisto dei generi alimentari e la successiva consegna, si apprende dal comunicato stampa del TAAC W.

Gen Mirra con il Direttore e Fondatore della PHFGli alimenti rappresentano un aiuto importate per l’associazione PHF, che, oltre a ospitare persone con varie disabilità, aiuta le famiglie al cui interno vi sono persone affette da patologie disabilitanti.

Il generale Gianpaolo Mirra, al comando del TAAC W attualmente su base brigata Pinerolo, ha consegnato, in rappresentanza di tutti i militari italiani, i beni al fondatore e direttore del centro, signor Abdul Ali Barakzai, e alla vice direttrice, signora Sana Mohseni Yaqeen Ali.

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Fonte e foto: TAAC W

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UNIFIL, la visita della Presidente della Camera on Boldrini: “Forza Armate Italiane presidio di pace”

20160621_UNIFIL SW_visita Pre Camera on Boldrini (11)“Le Forze Armate Italiane sono presidio di pace”, ha affermato la Presidente della Camera dei Deputati, onorevole Laura Boldrini, il 21 giugno scorso a Shama, nel sud del Libano, dove si è recata per una visita ai mille caschi blu del contingente italiano di UNIFIL, la Forza di interposizione delle Nazioni Unite schierata al confine con Israele, fa sapere un comunicato stampa del Sector West di UNIFIL.

“Sappiate – ha tenuto a sottolineare la Presidente della Camera on Boldrini – che l’Italia conta su di voi e che il vostro prezioso operato accresce il prestigio del nostro Paese”.

L’on Boldrini, accompagnata dal gen Luciano Portolano, Capo missione e Comandante della forza Onu in Libano, è stata accolta al suo arrivo dal comandante del Sector West (SW) di UNIFIL, attualmente su base brigata Sassari al comando del gen Arturo Nitti.

20160621_UNIFIL SW_visita Pre Camera on Boldrini (10)Al centro dei colloqui, si apprende, i progetti di cooperazione civile-militare posti in essere a favore della popolazione locale, le tematiche relative al monitoraggio della cessazione delle ostilità e la cooperazione strategica con le Forze Armate Libanesi (LAF) per la sicurezza e la stabilità dell’area.

Sul tavolo della discussione anche il punto sulla questione mediorientale con particolare riferimento al nodo siriano e alle implicazioni nel contesto operativo nel Sud del Libano, “una realtà sociale in cui il contingente italiano si innesta attraverso il dialogo e il rispetto reciproco – ha dichiarato il comandante del Sector West – nella convinzione della centralità di questo Paese quale regione cruciale per il futuro del Medio Oriente e dell’Europa sul fronte della sicurezza globale”.

Al termine dell’incontro, l’on Boldrini ha salutato i caschi blu italiani, ai quali ha manifestato l‘apprezzamento e la gratitudine della nazione per i risultati ottenuti sul campo, frutto del particolare approccio nei confronti della popolazione e delle istituzioni locali.

20160621_UNIFIL SW_visita Pre Camera on Boldrini (9)La visita della Presidente della Camera si è conclusa con la firma degli albi d’onore, il tradizionale scambio dei doni e un pranzo consumato insieme ai militari italiani nella mensa della base, fa sapere il comunicato stampa del Sector West.

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Fonte e foto: SW UNIFIL

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UNIFIL, Sector West: eco-compatibilità nei progetti dei caschi blu italiani per Tiro

20150814_Sector West UNIFIL_quattro progetti per Tiro (7)E’ con l’inaugurazione di una strada nel comune di Ma’rakah per il collegamento della città con il vicino villaggio di Yanuh, prevista sin dal 1968 e mai realizzata dalle autorità locali, che si conclude una settimana densa di avvenimenti per i progetti sviluppati a favore della popolazione del sud del Libano, fa sapere un comunicato stampa odierno del contingente italiano di UNIFIL, attualmente su base brigata aeromobile Friuli al comando del generale Salvatore Cuoci.

La cooperazione civile-militare (CIMIC) del Sector West di UNIFIL ha infatti portato a termine la cosegna di nuove strade nei comuni di Dahira e Al Balayyad, mentre ieri, 13 agosto, si apprende, è stato inaugurato un impianto di illuminazione stradale a energia solare nel comune di Yarin.

20150814_Sector West UNIFIL_quattro progetti per Tiro (4)Si sottolinea in quest’ultimo caso l’aspetto ambientale del progetto, che mira non solo a garantire alla municipalità una maggior sicurezza stradale attraverso l’illuminazione della via principale, ma anche a introdurre il concetto di eco-compatibilità nella realizzazione.

Durante le cerimonie di inaugurazione le autorità locali, tra queste in particolare Abed Al Mohsen Al Husseini, Presidente della Unione delle Municipalità di Tiro, hanno espresso profonda gratitudine e apprezzamento nei confronti dei caschi blu italiani, definendoli come parte integrante del tessuto sociale del sud del Libano.

20150814_Sector West UNIFIL_quattro progetti per Tiro (1)Il supporto alle autorità locali e il ristabilimento delle condizioni per l’assistenza alla popolazione sono tra i compiti principali assegnati a UNIFIL dalla risoluzione 1701 delle Nazioni Unite, unitamente al monitoraggio della cessazione delle ostilità e al supporto alle Forze Armate Libanesi (LAF).

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Fonte e foto: UNIFIL Sector West

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Libano, Leonte XVII: i peacekeeper italiani di UNIFIL donano un cardiografo a Tiro, solidarietà attenta alle donne

20150324_Libano_Sector West UNIFIL_attività CIMICUn importante progetto umanitario dei caschi blu impiegati in Libano nell’ambito di UNIFIL ha avuto luogo nei giorni scorsi a Tiro, portando ancora una volta in primo piano l’attività CIMIC dei peacekeeper italiani del Sector West nel sud del Libano: il contingente italiano, su base brigata Pinerolo, ha consegnato un cardiografo all’Associazione AMEL e giocattoli all’Associazione Woman Association of Qana.

Il progetto del cardiografo rappresenta un’iniziativa del Nucleo Carabinieri della Military Police del contingente italiano in Libano, al comando del generale Stefano Del Col, e della delegazione di Puglia e Lucania del Sacro Militare Ordine di Malta, che, coordinati dalla Cellula della Cooperazione Civile Militare (CIMIC), hanno realizzato questa importante donazione a favore dell’Associazione AMEL di Tiro, antica e importante città sulla costa nel sud del Libano, all’interno dell’area di responsabilità italiana.

L’associazione AMEL è attiva in diverse municipalità del sud del Libano, in particolare la struttura presente a Tiro fornisce servizi di prevenzione sanitaria, assistenza all’infanzia e alle donne in stato di gravidanza, promuove l’integrazione tra i diversi popoli rivolgendosi ai più bisognosi tra la popolazione libanese e prestando assistenza a siriani e palestinesi.

Nella stessa giornata, i caschi blu italiani hanno consegnato numerosi giocattoli, donati dall’Associazione Nazionale Bersaglieri (ANB) della Sezione di Bari, alla Woman Association of Qana, l’associazione di donne libanesi di religione musulmana che prestano assistenza ad altre donne a prescindere dal credo religioso a cui fanno riferimento.

Sono numerosi i progetti realizzati dalla cooperazione civile e militare con la collaborazione di associazioni, società, aziende italiane che, coinvolte dal Contingente in una vera e propria operazione di solidarietà, hanno inviato materiali non deperibili di ogni genere a favore della popolazione libanese per interventi nei settori della sanità, dell’educazione, dell’istruzione, dei trasporti e nell’ambito sportivo.

Il contingente italiano in Libano ha la responsabilità del Settore Ovest di UNIFIL dove opera un contingente multinazionale di 3.500 soldati, provenienti da 11 diverse nazioni, e di questi 1.000 sono italiani.

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Fonte e foto: SW UNIFIL

I contingenti italiani in Kosovo e Libano ricevono la visita del sottosegretario alla Difesa Domenico Rossi

Il 19 dicembre il sottosegretario di stato alla Difesa, onorevole Domenico Rossi, ha fatto visita ai contingenti militari italiani della Kosovo Force (KFOR), in Kosovo, e della Joint Task Force-Lebanon di UNIFIL, in Libano.

Accolto nel primo caso presso l’aeroporto di Pristina dal comandante, generale Francesco Paolo Figliuolo, il Sottosegretario si è recato presso la base di Film City, sede del comando della missione KFOR a Pristina/Prishtinë.

Durante la visita, il Sottosegretario è stato aggiornato dal generale Figliuolo sulla situazione sociopolitica e sullo stato della sicurezza in Kosovo. In particolare, è stato sottolineato l’importante ruolo svolto dagli uomini e dalle donne delle Forze Armate Italiane che quotidianamente contribuiscono al mantenimento della pace e della stabilità nell’area.

Successivamente, alla presenza dell´ambasciatore italiano in Kosovo, Andreas Ferrarese, e di una rappresentanza del Multinational Battle Group West (MNBG-W) dislocato a Belo Polje, su base 5°reggimento Alpini al comando del colonnello Carlo Cavalli, l´onorevole Rossi ha incontrato il contingente militare italiano a Pristina, dove ha espresso vivo ringraziamento per l’operato dei militari italiani nell’ambito della missione KFOR, determinante assieme alle organizzazioni internazionali per la crescita generale del paese. L’Onorevole, nel suo discorso ai militari del contingente, si è così espresso: “I risultati raggiunti dalle Forze Armate Italiane sono essenziali in un mondo sempre più conflittuale, in cui i valori di pace, libertà e democrazia sono invece quelli fondamentali se vogliamo raggiungere pace, sviluppo, equità sociale e solidarietà nel mondo, creando quindi le basi per un futuro migliore per i giovani che verranno”.

Nello stesso giorno il sottosegretario di stato alla Difesa ha visitato il contingente italiano a Shama, presso la base Millevoi, dove opera la Joint Task Force- Lebanon- Sector West (JTF-L- SW) a guida italiana, su base brigata Pinerolo.

Accompagnato dall’ambasciatore italiano in Libano, Giuseppe Morabito, l’onorevole Rossi al suo arrivo è stato accolto dal generale Stefano Del Col, comandante del Sector West di UNIFIL e del contingente italiano in Libano.

Nel corso della visita, il Sottosegretario ha avuto modo di ricevere un aggiornamento sulla situazione operativa nell’area di responsabilità italiana, con particolare riferimento al controllo del territorio per il monitoraggio della cessazione delle ostilità, alle attività addestrative a supporto dell’Esercito Libanese e all’assistenza alla popolazione locale con la realizzazione dei progetti di cooperazione civile-militare per le municipalità del settore ovest.

Durante la visita ha incontrato le donne e gli uomini del contingente nazionale, esprimendo a nome del Governo italiano parole di stima e apprezzamento per l’opera svolta dai caschi blu e gli auguri per le prossime festività.

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Fonti e foto: KFOR e SW UNIFIL

UNIFIL, Libano: un seminario sulla cooperazione civile-militare organizzato da UNDP e UNIFIL per la nuova sezione CIMIC delle LAF

Si è tenuto nei giorni scorsi, nello Staff College Fouad Chehab delle Lebanese Armed Forces (LAF), un seminario organizzato da United Nations Development Programme (UNDP) in collaborazione con UNIFIL e la neonata sezione CIMIC delle LAF, sulle “Relazioni Civili – Militari e Cooperazione Civile – Militare in Libano (CMR – CIMIC)”, fa sapere un comunciato stampa di UNIFIL del 6 settembre scorso.

L’evento è stato fortemente sostenuto dal generale Luciano Portolano, Head of Mission e Force Commander di UNIFIL, e si inquadra nell’ambito delle iniziative intraprese dai caschi blu in in supporto e assistenza alle LAF per lo sviluppo di un’autonoma capacità nel settore della Military Community Outreach e della Cooperazione Civile – Militare.

Il seminario rappresenta un ulteriore passo in avanti nella cooperazione strategica tra UNIFIL e LAF, la cui importanza é stata rimarcata dal generale Portolano nel corso dei recenti incontri che ha avuto con le piú alte cariche istituzionali libanesi, il Primo Ministro Tammam Salam e il Presidente del Parlamento, Nabih Berri (link articolo in calce).

Dalla fine della guerra civile nel 1990, il Libano ha continuato a essere testimone di una serie di crisi nazionali destabilizzatrici, caratterizzate da conflitti locali associati a un crescente disagio sociale per il deterioramento delle condizioni economiche e l’assenza di lavoro. La successiva firma dell’Accordo di Ta’if, nei primi anni Novanta, ha consegnato alle LAF il compito di supportare le Forze di Sicurezza Interna nel mantenimento dell’ordine pubblico. Tale responsabilitá ha portato le LAF a relazionarsi direttamente con le comunitá locali.

L’attuale crisi siriana, e il conseguente grande flusso di rifugiati, ha convinto i vertici delle Forze Armate Libanesi della necessitá di dotarsi di un bacino di personale adeguatamente formato nel campo delle relazioni e della cooperazione civile – militare, in grado di gestire in maniera coordinata e integrata con le altre componenti militari, organizzazioni governative e non, il delicato e pressante problema dei rifugiati siriani.

UNIFIL, nel cui settore di responsabilitá risiedono, secondo i dati forniti da United Nations High Commissioner for Refugees (UNHCR), oltre 54.000 rifugiati siriani, ha partecipato all’iniziativa con esperti peacekeeper italiani, ufficiali provenienti dal 28º reggimento Pavia di Pesaro e dal Multinational CIMIC Group di Motta di Livenza, che hanno fornito i propri contributi professionali e illustrato le attivitá svolte nell’Area di Operazione di UNIFIL nel campo della Military Community Outreach e del CIMIC.

La Military Community Outreach Unit (MCOU) é lo strumento principale di comunicazione diretta alle autoritá locali e alla popolazione di temi e messaggi funzionali al conseguimento del mandato contenuto nella risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite; al contempo, fornisce accurati  feedback sulla percezione che le comunitá locali hanno dei caschi blu.

Dal canto suo, il CIMIC si occupa della finalizzazione dei Quick Impact Project (QIP), progetti a breve e medio termine a favore delle fasce piú bisognose della popolazione, riguardanti due macroaree principali, ovvero la fornitura di beni e servizi di prima necessitá (energia elettrica, acqua potabile, sanitizzazione, salute) e infrastrutturali.

Grazie ai fondi resi disponibili dal 2007 a oggi dalle 38 nazioni contributrici, UNIFIL sta contribuendo efficacemente a una ripresa, seppur lenta, dell’economia di questa zona del sud del Libano, e alla creazione di aspettative anche per le classi meno abbienti della popolazione. La creazione di un ambiente sociale favorevole rappresenta la chiave di volta per stabilizzazione definitiva di quest’area del Libano che, grazie all’operato dei caschi blu, si mantiene calma nonostante le forti tensioni che stanno interessando il Medio Oriente.

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Fonte e foto: MPIO UNIFIL

Libano, Sector West UNIFIL: fognatura e potabilizzatore realizzati dal Cimic con fondi UN

Nel week-end appena trascorso, i caschi blu della Joint Task Force Lebanon hanno inaugurato due  progetti di cooperazione civile e militare nella  municipalità di Arzun e nel villaggio di Tura.

Il progetto realizzato ad Arzun ha riguardato la consegna e l’istallazione di un potabilizzatore per acqua destinata a usi domestici, molto richiesto in questa parte del paese in cui scarseggiano le risorse idriche, ed è stato finanziato con fondi delle Nazioni Unite nell’ambito della realizzazione degli UN-Q.I.Ps. (Quick Impact Projects) ovvero cooperazioni di rapida realizzazione e importi non superiori ai 25mila dollari.

La consegna dei lavori a Tura ha riguardato invece la costruzione di un’adeguata rete fognaria necessaria a incanalare le acque reflue per eliminare la stagnazione di bacini idrici non depurati, che degradavano le condizioni igienico sanitarie del villaggio; questo progetto è stato finanziato  con fondi nazionali stanziati dall’Italia a sostegno dello sviluppo nel sud del Libano.

All’inaugurazione dei progetti erano presenti, insieme al generale Gaetano Zauner, comandante  del contingente italiano,  le autorità civili e religiose dei villaggi interessati e il personale della cellula CIMIC (Cooperazione Civile e Militare) del Sector West di Unifil.

Tutti gli intervenuti  hanno manifestato la loro soddisfazione per le opere appena inaugurate e per gli ottimi rapporti che ormai da anni intercorrono tra la popolazione locale e i caschi blu italiani.

I progetti trovano ragione nell’ambito delle attività di cooperazione civile e militare rivolte al conseguimento degli obiettivi fissati dalla Risoluzione 1701, per il miglioramento delle condizioni di vita della popolazione nel sud del Libano.

Dimostrazioni di consenso e apprezzamento sono giunte tramite i media locali libanesi da parte delle autorità civili delle municipalità interessate dai progetti, realizzati su iniziativa della 132^ brigata corazzata Ariete.

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Fonte: Sector West UNIFIL

Foto: Sector West UNIFIL

Libano, Sector West UNIFIL: TOA a Shama tra la brigata Pinerolo, cedente, e la Ariete, subentrante. Il generale Zauner subentra al collega Lamanna

Ieri, 9 maggio 2012, nella base Millevoi a Shama, nel Libano del sud, ha avuto luogo il passaggio di responsabilità (TOA) alla guida del contingente italiano e del Settore Ovest di UNIFIL (United Nation Interim Force in Lebanon).

La brigata corazzata Ariete, agli ordini del generale Gaetano Zauner, subentra alla brigata meccanizzata Pinerolo, comandata dal generale Carlo Lamanna.

La cerimonia è stata presieduta dal Comandante del Comando Operativo Interforze (COI), il COMCOI generale Marco Bertolini, che nel suo discorso ha posto l’accento sul significato e sull’importanza che l’Italia attribuisce alla missione in Libano, “riconoscendo negli sguardi delle autorità libanesi intervenute la bontà del lavoro svolto dai nostri militari”, come si apprende dal comunicato stampa dello stato maggiore della Difesa.

All’evento erano presenti il comandante di UNIFIL, generale Paolo Serra, autorità civili, religiose e militari libanesi e folte rappresentanze dei diversi contingenti di UNIFIL.

Durante gli ultimi sei mesi, il contingente multinazionale del Settore Ovest guidato dal generale Lamanna, composto da circa 1.100 soldati italiani e da ulteriori 2.200 militari provenienti da Ghana, Corea del sud, Malesia, Irlanda, Slovenia e Brunei, ha operato in stretto coordinamento con le Forze Armate Libanesi per garantire sicurezza e stabilità nel sud del Libano.

Il bilancio delle attività svolte attesta più di 43mila attività operative per il controllo del territorio e della Blue Line, di cui oltre 16mila svolte dai soldati della Pinerolo, autonomamente o congiuntamente alle Forze Armate Libanesi, in aderenza al mandato previsto dalla risoluzione 1701 (2006) delle Nazioni Unite.

Tra le attività svolte dal contingente italiano, sottolinea il comunicato, merita particolare menzione l’attività svolta nel settore della cooperazione civile e militare attraverso un cospicuo numero di progetti e donazioni di materiali realizzati a favore della popolazione e delle Forze Armate Libanesi.

Per i militari della brigata Ariete si tratta della terza missione nella Terra dei Cedri, dove permarranno nei prossimi sei mesi continuando a svolgere i delicati compiti che i Caschi blu italiani assolvono da settembre 2006 nell’area di responsabilità compresa tra il fiume Litani e la Blue Line.

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Fonte: stato maggiore della Difesa

Foto: stato maggiore della Difesa

Libano, Sector West UNIFIL: un pozzo per Al Hinniyah

Un pozzo per l’acqua profondo 350 metri è stato realizzato dai caschi blu italiani, nell’ambito degli obiettivi fissati dalla risoluzione Onu 1701, ad Al Hinniyah, nel Libano del sud.

Il pozzo, completo di pompa di sollevamento e impiantistica idraulica, sarà in grado di fornire acqua non solo alla municipalità di Al Hinniyah, ma anche a numerosi altri piccoli centri urbani, fa sapere il comunicato stampa del Sector West di UNIFIL su base brigata Pinerolo al comando del generale Carlo Lamanna.

Il sindaco di Al Hinniyah ha espresso parole di ringraziamento e apprezzamento per il costante supporto garantito dalla cooperazione civile-militare del contingente italiano di UNIFIL, manifestando la propria soddisfazione per la realizzazione di un progetto così importante per la popolazione.

All’evento ha partecipato il comandante del Settore Ovest di UNIFIL, generale Carlo Lamanna, che ha ringraziato tutte le autorità civili, religiose e militari presenti sul luogo della cerimonia per le costanti manifestazioni di vicinanza al contingente italiano che continuerà a svolgere con il massimo impegno la missione di stabilità e sicurezza nel contesto del contingente UNIFIL al comando del  generale Paolo Serra e a sostenere tutti i progetti rivolti allo sviluppo del Libano del sud.

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Fonte: Sector West UNIFIL

Foto: Sector West UNIFIL