Mar 8, 2011
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Bengasi, in Libia il leone britannico si fa coccodrillo piangente

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By Sugar Lady

Non credo a una parola. Non credo che quanto riportato dalle cronache sul flop britannico di venerdì a Bengasi, in Libia, corrisponda alla piena verità. E non tanto perché per me guai a chi mi tocca i maschietti delle forze d’élite britanniche, le SAS, o i cervelloni dell’MI6, quegli 007 che ti seducono con la sola imposizione del neurone.

La questione è un’altra. Molto più semplice.

Primo. Mi suona strano che un ribelle impolverato e rustico acquartierato a Bengasi abbia un moto d’orgoglio in puro stile patriottico e dichiari la sovranità della Libia ancora dotata di governo e confini. I britannici che si sono calati dal cielo in elicottero, sostiene infatti il ribelle, avrebbero almeno dovuto mettersi in contatto con le autorità.

Ma quali, mio principe della Cirenaica, se il casino che c’è ora in Libia ha rimescolato così tanto le carte da non capire più chi stia facendo cosa? E come è possibile, stellina, che tu ci tenga così tanto allo status quo ante se stai sostenendo un governo di ribelli contro l’autorità statuale?!

Secondo. Un inappuntabile signore, sedicente ambasciatore britannico in Libia, al telefono con un portavoce dei ribelli spiega con voce calda e suadente che l’accaduto è frutto di un malinteso, che i britannici erano lì solo per un accertamento delle condizioni dei ribelli e che ora era il caso di togliergli le manette pelosette e rimetterli in libertà. Ecco il leone britannico che diventa coccodrillo e piange in terra d’Africa.

Ennò. Qui sta l’inghippo. Perché il sedicente ambasciatore non è più in Libia. Ha lasciato la terra d’Africa da almeno una settimana. E ora che fa, si spreca in una telefonata da oltre i mari? Mh, a Sugar Lady questa storia puzza un po’.

Più che una missione umanitaria, sarà stata un’operazione mirata a infiltrare qualcuno tra i ribelli o a esfiltrare qualche personaggio chiave. Cosa è andato storto? Niente. Era un rischio calcolato. E non si è neppure bruciato nessuno, perché a calarsi dal cielo come profeti extraterrestri e a farsi mettere manette di peluche altro non saranno stati che vecchi SAS ed MI6 con la pelle flaccida e svuotati di ogni vigore. Uomini che il loro tempo lo hanno già compiuto tra palestre e baciamani.

Quanto al leone che diventa coccodrillo, beh, siamo sicuri che fosse davvero l’ambasciatore quella voce da provolone del Somerset?

Sugar Lady

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Foto: Dieu et mon droit dal blog di Loïc Brohard

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