Lug 24, 2011
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Fallimento Marvecs Pharma oppure omicidio Rea, di che vogliamo parlare?

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By Cybergeppetto

Mentre sui media non si fa altro che parlare del brutale assassinio di Melania Rea, tante altre cose avvengono nel disinteresse generale.

Ogni giorno i telegiornali e i programmi del pomeriggio sciorinano ore e ore di trasmissione con collegamenti con familiari, amici, consulenti, psicologi, giornalisti locali e chiunque altro abbia qualcosa d’insulso da dire su un caso per il quale alla fine un giudice emetterà una sentenza sulla base della verità processuale che gli sarà presentata.

Nel frattempo, a titolo d’esempio, si consuma stancamente e nel disinteresse generale un’altra triste vicenda, quella che coinvolge circa seicento informatori scientifici della società MARVECS Pharma.

Descrivendo la vicenda in breve, pare che almeno seicento dipendenti di grandi multinazionali del farmaco , forse mal consigliati dai propri rappresentanti sindacali, abbiano volontariamente aderito ad una procedura piuttosto inusuale per cui alla cessione di ramo d’azienda da parte di queste multinazionali, essi si sono volontariamente dimessi dalla ditta cedente e, successivamente, sono stati assunti dalla società in questione.

Secondo quanto dichiarato in anni passati dalla dirigenza dell’azienda, la MARVECS avrebbe acquisito il brevetto di alcuni farmaci che avrebbero dovuto consentirle di sviluppare le proprie attività .

Il Caso vuole che un paio d’anni fa la MARVECS incominci a nuotare in cattive acque e che inizi una lunga storia di contenziosi giudiziari tra la ditta e i dipendenti senza stipendio da un anno e mezzo riguardante il rapporto di lavoro.

La ditta alla fine fallisce all’inizio di quest’anno e si va avanti a carte bollate per avere cassa integrazione ed altri contributi.

Ogni tanto qualche blogger se ne occupa, qualche politico fa un’interrogazione, qualche sindacato si sveglia fuori tempo massimo, il corrierone se ne è ricordato ieri con un trafiletto in cronaca, ma la cosa galleggia come un canotto alla deriva. La grande stampa si occupa delle mutande di Ruby, dei trans a Roma e della infinita serie di scandali e scaldaletti sessuali.

Fortunatamente qualcuno indaga ed apprendiamo da una comunicato della Reuters Italia che due persone, di cui non si fa nemmeno il nome e delle quali si legge solo che sono legati al fallimento della MARVECS, sono state arrestate per bancarotta fraudolenta. Va a sapere se hanno cariche rilevanti nell’azienda…

Si d’accordo, mi direte che di fallimenti ce ne sono tanti, è vero, ma anche di omicidi ce ne sono tanti. Si può parlare degli uni e degli altri.

I rapporti sindacali sono difficili da comprendere, è vero, ma seicento persone presumibilmente raggirate in un periodo di crisi economica sono un tema interessante, parlare un po’ di più dei problemi del lavoro, quella cosa che non vuole fare chi ce l’ha e non può fare chi vuole, non sarebbe male.

Le cosiddette testate economiche potrebbero anche fare qualcosa di più al riguardo, ma evidentemente stanno a babordo e tribordo rispetto alle grandi corazzate farmaceutiche alle quali fanno da scialuppe.

Se gli omicidi passionali sono così interessanti per i media, bisognerà consigliare ai cassintegrati MARVECS di autoaccusarsi dell’omicidio della povera Signora Rea, magari li arrestano per un po’, ma dopo potrebbero finire in un talk show o all’isola dei famosi…

Cybergeppetto

p.s. Un cassintegrato MARVECS avrebbe dovuto partecipare all’isola dei famosi, ma la cosa è sfumata. Gli autori gli avevano richiesto di raccontare solo il suo periodo in carcere mentre lui insisteva a voler parlare del fallimento della sua azienda. Gli autori gli hanno detto che non fa audience.

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