Mar 22, 2012
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Il Moschetto dove lo butto

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By Cybergeppetto

La congiuntura economica fornisce nuovi spunti sul rapporto culturale che esiste tra i politici e le Forze Armate. Il fatto è che la situazione è radicalmente cambiata, una volta i politici non sapevano cosa farsene dei militari, adesso non sanno come buttarli via…

In questi tempi grami di lacrime e sangue, i politici hanno scoperto che i militari e i civili della Difesa sono troppi. Troppi generali, troppi colonnelli, troppi marescialli, troppi organismi inutili.

Sembrano tutti Alice nel paese delle meraviglie, hanno improvvisamente scoperto che ci sono almeno quarantamila persone di troppo nella Difesa nazionale.

Ma chi sarà stato mai a mettere nelle pieghe delle Forze Armate tutta quella gente? Ma chi sarà stato mai a definire quale fosse la “forza bilanciata”, come si diceva una volta? Ma chi si sarà inventato mai l’esigenza di reclutare civili senza nessuna specializzazione da mettere nei distretti militari o in fantomatici “stabilimenti militari”? Chi sarà stato mai ad opporsi alla chiusura di tanti reparti che hanno vegetato per anni?

Si potrebbe continuare all’infinito, ma è chiaro a tutti che lo strumento militare che abbiamo oggi è stato voluto e foraggiato per distribuire stipendi e avere voti.

Dalla Costituente fino agli anni Novanta si è discusso del modello professionale, tutti erano ansiosi di buttare via la leva e dare lo stipendio a qualcuno, evidentemente il modello professionale “fidelizza” di più i militari ai benefattori che dovessero essere in grado di fargli avere uno stipendio in divisa.

Tutta questa politica, così inossidabile nel passaggio dalla prima alla seconda repubblica è tragicomica dal punto di vista costituzionale, infatti è molto divertente il fatto che un dovere definito”sacro” dalla prima fonte di diritto sia stato “sospeso” con una legge ordinaria.

Ma come! Ogni minuto salta fuori qualcuno che si lamenta del mancato rispetto dei diritti previsti dalla Costituzione, eppure non c’è mai nessuno che rammenta che nella nostra carta fondamentale ci sono anche doveri e, tra questi, quello definito “sacro” viene messo da parte per motivi puramente elettorali.

Comunque ormai siamo in un’era nuova, non ci sono più i “soldatini” di leva che erano tanti, ma non servivano a nulla, fatte le debite eccezioni. Nessuno passa le giornate in caserma a ramazzare in cortile, nessuno pela le patate in cucina, nessuno fa panini e serve caffè ai circoli. Niente più esercitazioni tipo “vasetto”in cui è tutto lindo e pinto, ma sotto la vernice fresca c’è solo ruggine.

Ora abbiamo i professionisti, gente pagata a tassametro appena sfora le ore previste da contratto, gente che ha acquisito un’ottima mentalità impiegatizia come tutti gli altri dipendenti pubblici che passano le giornate a recriminare sugli stipendi, ma che non hanno nessuna idea del servizio che devono rendere ai cittadini. Certo ora ci sono attività veramente rischiose e pericolose, ma non sono poi così in tanti ad avere la capacità di svolgerle, molti si accontentano di funzioni “ di supporto” ed escogitano le idee più strane su come giustificare la propria esistenza. Qualcuno serio e coraggioso che faccia il proprio dovere si trova ovunque.

“Radio Naja”, il pettegolezzo che imperversa tra i militi come in tutti gli altri microcosmi della pubblica amministrazione, diffonde le notizie più strane su riduzioni, “scivoli pensionistici” e improbabili passaggi ad altre amministrazioni. La politica rilascia raramente e prudentemente dichiarazioni generiche e fumose dietro le quali si nasconde il problema annoso della classe dirigente: l’incapacità di immaginare soluzioni e decidere. Assumersi delle responsabilità è troppo pericoloso in un sistema in cui c’è sempre una tornata elettorale da preparare.

Cybergeppetto

p.s. I ministri tecnici si guardano sgomenti, il collega della Difesa ha detto che deve “smaltire” quarantamila moschetti. La riunione è stata immediatamente aggiornata, e così sarà fino alle prossime elezioni…

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L’M1 Garand è di Fabio Bonucci

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