Nov 14, 2010
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Il moschetto dove lo metto

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By Cybergeppetto

In ogni famiglia c’è qualcosa di cui proprio non si sa cosa fare, tante piccole carabattole trovano posto nella soffitta, ma quando parliamo, per esempio, dei vecchietti, il problema diventa grave.

La celebre canzone di Modugno sintetizzava in maniera efficace le ambasce di coloro che, impegnati a godersi la vita, non sapevano dove nascondere coloro che tanti sacrifici avevano fatto per loro.

Sembra la storia delle forze armate, ora che ci accingiamo a festeggiare i 150 anni dell’unità d’Italia tutti la buttano in retorica sulla figura dei militari nel processo di unificazione, ma, al di là dei sentimenti di apprezzamento popolare per il lavoro e i sacrifici svolti, alle elite culturali e ai salotti radical chic i militari sono stati sempre sulle scatole.

I governi di centro, di sinistra e di destra non solo hanno destinato risorse scarse alla funzione difesa, almeno rispetto a quelle che sono state concesse ad aziende inefficienti come la vecchia Fiat e la vecchia Alitalia, pseudo-parastatali, ma non hanno mai mostrato di saper cosa farsene dei militari.

La politica italiana è impegnata in altri problemi, è noto: bisogna prima fare una legge elettorale che, con le preferenze, ci riporti all’epoca del voto di scambio e ridia fiato alla partitocrazia e alle mille camarille d’Italia.

Non ci si può certo impegnare a elaborare una strategia militare che sia coerente alla strategia politica, se prima non si dissolve la nebbia di escort, trans, appartamenti e appalti sanitari che aleggiano sulla classe politica.

Perchè comprare armamenti e reclutare soldati? Le elezioni si vincono reclutando elettori con un posto statale, magari da dipendente civile della difesa senza competenze specifiche. Sarà per questo che in Italia abbiamo più bidelli che soldati dell’Esercito.

Si potrebbe continuare a lungo, ma il problema che hanno i politici è semplice, “ Che ci faccio con il moschetto? Dove lo metto?”.

Le armi sono, nell’immaginario collettivo della stupidità culturale italiana, una cosa cattiva e sporca; a nessuno viene in mente di considerare che dietro ogni arma c’è una persona con la sua volontà, le sue idee e, forse, la sua morale.

Tantissimi pacifisti sono stati cresciuti e pasciuti all’ombra della guerra fredda e dovrebbero ricordare che se hanno potuto blaterare le loro idiozie anarcoidi dal vago sapore d’incenso cannabinoide lo devono a quegli individui che a loro fanno tanto schifo: i soldati.

Nel paese in cui tutti vogliono tutele e sicurezze dallo stato, non c’è più posto per quelli che assolvono a un dovere che la costituzione definisce “sacro”, ma che tanto sacro non deve poi essere, se può essere sospeso con legge ordinaria.

Basta essere coerenti, non c’è bisogno di avere per forza uno strumento militare, se non sappiamo cosa farcene basta scioglierlo e raparsi la capoccia lasciando un codino sulla nuca. Potremmo diventare la prima nazione al mondo Hare Krishna, perchè no?

Cybergeppetto

p.s. Il Ministro La Russa va dal barbiere Hare Krishna per raparsi in maniera pacifista; il barbiere si rifiuta protestando: ”Signor Ministro, con quel sorriso luciferino Lei non è un Hare Krishna credibile”. Il nostro ribatte: ”Perchè, voi siete mai stati credibili come risolutori di problemi?”.

Foto: ottica per fucile 91 dal forum Miles; Hare Krishna da krishna.org

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Inchiostro antipatico