Set 15, 2013
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Voglio fare la pensionata

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By BloodyMary

Da grande voglio fare la pensionata. Voglio giocare a burraco il lunedì sera e a bocce la domenica pomeriggio. Voglio non dovermi preoccupare del mio futuro e non avere un progetto di vita. Voglio non dovermi preoccupare di combinare o produrre niente nella vita, né tantomeno avere l’ansia di produrre qualcosa di qualità. Voglio i pannoloni statali così non devo nemmeno preoccuparmi di andare al bagno. Voglio la pensione. E la voglio adesso, a ventiquattro anni.

Voglio entrare anch’io nell’eden pensionistico, Marx me lo deve: “Ognuno riceverà in base ai propri bisogni e darà secondo le proprie possibilità”. Guarda un po’, anch’io ho bisogno di bere e di mangiare, nemmeno io posso lavorare.

Voglio la tv di qualità: voglio la Clerici vestita come una meringa che fa cantare i ragazzini montati, orgoglio di tutte le nonne d’Italia.

Voglio che la Parodi mi spieghi come si fa la parmigiana di melanzane senza colesterolo.

Voglio che la chirurgia estetica sia passata dallo Stato; perché essa deve essere un bene di tutti e non solo delle classi più ricche del paese; e perché se anche a sessant’anni non si ha la forza di lavorare, non si può non averne per affrontare un’anestesia generale per farsi fare le labbra a canotto o le tette alla francese.

Voglio almeno una, ma se possibile anche tutte e quattro, le pensioni del prossimo Presidente della Corte Costituzionale, il mio amato Giuliano Amato. È indicibile quanto io possa stimare quell’uomo, Giuliano, che è riuscito, nel pieno della recessione e di una crisi economica mondiale, a farsi accreditare fino all’anno scorso una pensione di 31.000€ mensili (avete letto bene) e che adesso, con uno scatto felino verso la nuova poltrona, è riuscito a far lievitare la cifra sa Dio di quanto, per non fare niente dalla mattina alla sera o peggio, per fare casino tutto il giorno.

Voglio essere rassicurata dal Presidente della Repubblica, dall’alto della sua saggezza e nel pieno vigore della sua vecchiaia, che il potere bicamerale è solido, che la Repubblica è integra e immutata, come appena fatta dai padri costituenti, come se il muro di Berlino non fosse mai caduto, come se non fosse mai stata inviata una sola mail.

La gerontocrazia è una cosa meravigliosa.

“Così remiamo, barche controcorrente, risospinti senza sosta nel passato.” Il grande Gatsby, F. S. Fitzgerald

BloodyMary

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Foto: daw-blog.com

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