132 brigata Ariete

Brigata Ariete: dagli studenti alle autorità, ospiti illustri alla 15^ edizione di “Sport in vetrina”

La 132^ Brigata corazzata Ariete ha ospitato questa mattina, 17 maggio, nel proprio comprensorio sportivo de “La Comina”, la quindicesima edizione di “Sport in vetrina”, manifestazione organizzata dal CONI Friuli-Venezia Giulia, rivolta alle scuole primarie e secondarie di primo grado della provincia di Pordenone per diffondere e promuovere la cultura e la pratica sportiva tra i giovani e diventata ormai un appuntamento tradizionale e attesissimo per il territorio pordenonese, scrive la Brigata Ariete in un comunicato stampa odierno.

La solenne cerimonia dell’alzabandiera, svolta sul terreno del campo di calcio del comprensorio e accompagnata dalla musica della fanfara dell’11° reggimento Bersaglieri, ha suggellato l’apertura ufficiale della manifestazione e ha rappresentato un momento particolarmente emozionante poiché, si legge dal comunicato, “accompagnata dall’unisono canto dell’Inno Nazionale da parte di tutti gli studenti presenti”.

Folta la partecipazione delle autorità locali, si apprende, dai sindaci del territorio ai consiglieri regionali, dai rappresentanti delle istituzioni cittadine ai deputati in carica originari di Pordenone, per finire con i dirigenti scolastici e il corpo insegnanti.

Significativa, poi, la presenza dei massimi vertici del CONI regionale, dal Presidente, Ing. Giorgio Brandolin, al delegato provinciale, dott. Giancarlo Caliman, a cui si deve il merito dell’ideazione e organizzazione della lodevole iniziativa. A dare maggiore lustro alla giornata, l’atleta paralimpico Luca Galimberti e una rappresentanza dei giocatori e dei dirigenti del Pordenone Calcio, neopromosso in serie B.

Nel suo intervento iniziale, il Comandante della Brigata Ariete, generale Enrico Barduani, ha voluto sottolineare che “lo sport è portatore di valori sociali positivi e di una educazione verso se stessi e verso gli altri che, inevitabilmente, lo sportivo riversa anche nella sua vita di tutti i giorni. Lo sport, insomma, ci rende cittadini migliori”.

Il Comandante ha poi voluto ricordare l’importanza dello sport militare, ringraziando il CONI per le forme di collaborazione e cooperazione poste in essere con la Difesa e che hanno permesso ad atleti militari di diventare punti di riferimento per lo sport italiano, come testimoniato dai lusinghieri risultati che hanno conseguito in ambito internazionale, come nel corso delle ultime Olimpiadi di Rio de Janeiro.

Il Presidente regionale del CONI, Ing. Brandolin, ha invece posto l’accento sul “sistema Friuli Venezia Giulia”, che è all’avanguardia nel panorama nazionale per l’insegnamento dello sport nelle scuole, grazie ad accordi specifici tra CONI e mondo scolastico nonché alla presenza di moderni impianti sportivi nella maggior parte dei plessi scolastici della regione.

Nel corso del suo intervento, ha poi ringraziato l’Esercito e, in particolare, la 132^ Brigata corazzata Ariete, per il supporto che, da sempre, viene fornito alla pratica sportiva nel pordenonese, con la possibilità della collettività locale di accedere proprio agli impianti sportivi del comprensorio militare de La Comina.

La kermesse ha quindi preso il via attraverso i 27 stand delle varie Federazioni Nazionali, in cui gli studenti hanno avuto la possibilità di approcciare i diversi sport – dal judo al tiro a segno, dal tiro con l’arco al tennis, dal calcio alla pallavolo, dall’atletica leggera al baseball, dalla pallacanestro al taekwondo, dalla pesistica agli sport invernali, dall’equitazione al ciclismo – apprendendone i rudimenti e potendosi cimentare nella loro pratica sotto l’attenta guida di istruttori e insegnanti federali.

Particolarmente apprezzate le dimostrazioni pratiche, da parte di personale dell’11° reggimento Bersaglieri, del Metodo di Combattimento Militare (MCM), con la possibilità per gli studenti di imparare alcune delle tecniche di base di tale disciplina.

L’evento si è dimostrato, ancora una volta, di pieno successo e molto partecipato, conferma la Brigata. “Gli studenti hanno avuto la possibilità di conoscere più da vicino il mondo dello sport e alcune discipline meno note, con l’auspicio, da parte del CONI e degli organizzatori, che da questa manifestazione possa nascere qualche atleta nazionale del futuro”, conclude il comunicato.

Fonte e foto: 132^ Brigata corazzata Ariete

Brigata Ariete a lezione di leadership: al via il secondo ciclo di lezioni per l’addestramento della VJTF

È stato inaugurato mercoledì scorso, con la sessione dedicata al confronto con autorevoli e noti personaggi della società civile, il secondo ciclo di lezioni dedicate al tema della leadership, organizzato dal Comando della 132^ Brigata corazzata Ariete presso la Caserma Mittica di Pordenone.

È la stessa Brigata a renderlo noto con un comunicato stampa del 25 maggio.

L’attività, concepita e realizzata nel quadro degli appuntamenti addestrativi predisposti in favore dei comandanti – di reggimento e fino a livello compagnia – delle unità inserite nel pacchetto di forze della VJTF (Very High Readyness Joint Task Force) e dei reparti dell’Ariete, ha visto “la straordinaria partecipazione di Chiara Mio, Economista dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e Presidente di Crédit Agricole FriulAdria Gruppo Bancario, del dottor Giulio Bertola, medico chirurgo di fama internazionale e Direttore Responsabile del Reparto di Chirurgia Oncologica Generale del Centro di Riferimento Oncologico (CRO) di Aviano, e del Generale di Corpo d’Armata Paolo Serra, Comandante delle Forze Operative Nord dell’Esercito Italiano e già Consigliere militare per la Sicurezza dell’ONU in Libia”, si apprende.

Gli illustri ospiti, eccellenze nei rispettivi settori di attività e con alle spalle significative esperienze in tema di leadership, hanno raccontato le loro preziose testimonianze, misurandosi su argomenti come la gestione del rischio, decidere e agire, la valorizzazione delle risorse umane e la gestione dei talenti e del gruppo, moderati dal Comandante della grande unità corazzata, Generale di Brigata Angelo Michele Ristuccia.

Numerosi gli spunti di riflessione emersi durante la tavola rotonda, così come parecchie le curiosità e le domande che i presenti hanno voluto rivolgere agli ospiti.

L’apertura dei lavori è stata caratterizzata dall’intervento del Generale di Divisione Carlo Lamanna, Comandante della Divisione Friuli.

La sessione svolta si colloca in un ciclo di lezioni sulla leadership, tema fondamentale nella formazione dei comandanti, iniziato lo scorso anno con una serie di incontri con autorevoli personaggi, spiega la Brigata, tra cui il Generale di Brigata americano Lance Landrum, comandante della Base USAF di Aviano, l’ex pilota di Formula 1 Alex Zanardi e cinque plurimedagliati atleti della Nazionale italiana di paraciclismo, oltre a una tavola rotonda con Ennio Doris, Riccardo Illy, Matteo Achilli, Massimo Tammaro e Vincenzo Santo.

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Fonte e foto: brigata Ariete

COMLOG: l’8° seminario sulle procedure infologistiche dei rifornimenti alla 132^ brigata Ariete, a Pordenone

Si è svolta il 27 febbraio scorso l’ottava sessione della “Campagna informativa nazionale sui rifornimenti”, ha fatto sapere il Comando Logistico dell’Esercito (COMLOG) con una nota stampa del 2 marzo.

Questa sessione è stata ospitata dal Comando Forze Operative Nord (COMFOP NORD), nella sede della 132^ brigata corazzata Ariete di stanza a Pordenone, in favore di qualificati rappresentanti del settore logistico.

L’attività, che si inquadra nel più ampio progetto di sviluppo di una sempre maggiore collaborazione tra la fascia logistica di aderenza e la fascia logistica di sostegno, è stata moderata dal Capo Ufficio Motorizzazione e Genio del Comando dei Trasporti e Materiali, col Saverio Pirro, che, nel portare ai convenuti il saluto del Comandante Logistico dell’Esercito, gen Luigi Francesco De Leverano, e del Comandante dei Trasporti e Materiali, gen Arnaldo Della Sala, ha ribadito il “ruolo cruciale dell’info-logistica per ottimizzare l’impiego delle risorse disponibili e massimizzare, nel contempo, la disponibilità operativa dei sistemi d’arma in dotazione per raggiungere gli obiettivi assegnati alla Forza Armata, sia in ambito nazionale sia internazionale”, specifica la nota stampa.

“Il seminario – conclude il COMLOG – ha riscosso l’unanime interesse dei circa 40 rappresentanti del comparto logistico convenuti che, pienamente consapevoli dell’importanza delle tematiche trattate, hanno attivamente ed efficacemente interagito con i relatori al fine di approfondire le procedure per impiegare in maniera sempre più proficua le moderne piattaforme di gestione info-logistica”.

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Fonte e foto: COMLOG Esercito

Se il parà non viene dal cielo. Atto tattico in condimeteo avverse sul Cellina nella BRAD 17

“Interdizione a volare”. Il verdetto arriva dalla base aerea di Aviano dopo un ultimo bollettino meteo che conferma l’imminente arrivo di una bomba d’acqua sul greto del Cellina, corso d’acqua a regime torrentizio e clou location per le esercitazioni militari nel nord est italiano.

È qui che il 28 giugno è programmato un atto tattico a favore dei media nell’ambito della esercitazione Bright Armoured 17 (BRAD 17, link articoli in calce), pianificata e condotta dalla 132^ brigata Ariete nella serie degli eventi addestrativi in vista del ruolo di Very High Readiness Joint Land Brigade della NATO da ricoprire nel 2018.

“L’evento prevede una infiltrazione di paracadutisti in un terreno chiave – aveva anticipato il Comandante della Brigata, gen Angelo Michele Ristuccia, nel corso del briefing di presentazione delle attività – con la conseguente messa in sicurezza del key terrain, seguito dalla gittata di un ponte da assalto del Genio e il trafilamento delle unità che assumeranno poi la difesa dell’area”.

Non solo. La seconda parte sarebbe stata ancora più movimentata: “L’evento successivo prevede un air assault dei parà con gli elicotteri dell’Aviation Battalion (con assetti specialistici del 4° rgt AVES Altair italiano, ndr) a sorveglianza dell’area e l’attacco avversario che vede coinvolti gli Apache americani”.

Per i circa 1.200 militari – tra italiani, albanesi, spagnoli, sloveni, turchi, polacchi, statunitensi –  coinvolti nell’esercitazione, tutto questo è routine. La preparazione consiste nel raggiungere la piena capacità a interoperare in modo integrato ed efficace su tutta la linea. A partire da questo scenario remoto di warfighting, fino al C2 (comando e controllo).

La brigata Ariete in questa esercitazione ha schierato tutto il suo posto comando, rischierandosi alla Comina, area nella immediata periferia di Pordenone.

Tornando al nostro atto tattico, dunque, il verdetto di Aviano sancisce che la missione aerea del secondo evento è abortita. Le condizioni meteorologiche sono decisamente avverse.

E sugli elementi della natura non si può pianificare: anche questo entra di diritto a far parte dell’esercitazione in corso.

“Faremo un ground assault, decide il col Giuseppe Bertoncello, comandante del 187° reggimento Paracadutisti Folgore di Livorno.

Per la prima parte dell’atto tattico è ancora possibile sfruttare un breve finestra di meteo favorevole. Dunque gli Apache statunitensi possono essere guidati dal JTAC (Joint Terminal Attack Controller) nel fuoco aereo per l’eventuale neutralizzazione della minaccia.

Intanto, mentre l’infiltrazione preventiva degli assetti esploranti è già in atto lungo il greto del Cellina, il comandante, col Bertoncello, sottolinea l’importanza della partecipazione dei suoi uomini alla BRAD 17: “Abbiamo colto l’opportunità, una sfida per metterci alla prova considerato che il 187° Paracadutisti sarà lo spearhead battalion della NATO VJTF (Very High Readiness Joint Task Force, ndr), ovvero l’elemento di punta della Land Brigade nel 2018”.

Questo significa che “i paracadutisti del 187° saranno la prima unità a schierarsi in caso di chiamata, dato che sono espressamente configurati per essere immessi”.

Un vero e proprio entry party, dunque, sia che si tratti di infiltrarsi con un air assault o, come nell’imminente nubifragio del 28 giugno, di un ground assault.

“L’azione programmata in questo evento tattico – spiega nel dettaglio il col Bertoncello – si svolge con un ground convoy e, una volta occupata l’area ritenuta funzionale alla manovra, avverrà la marcatura del terreno per la gittatura del ponte da parte degli elementi del Genio (qui il 10° Genio guastatori di Cremona, ndr)”.

Gittato il ponte – due campate in meno di cinque minuti – il carro scompare tra i cespugli lungo il greto, in attesa di recuperare poi il tutto subito dopo l’avvenuto trafilamento dei mezzi.

Il coordinamento dei mezzi per il passaggio sul ponte è un altro elemento chiave dell’esercitazione, che prevede il raggiungimento dell’interoperabilità nel settore delle comunicazioni e dell’utilizzo delle attrezzature comuni: qui, infatti, intervengono assetti italiani, spagnoli e albanesi. Da coordinare nella medesima azione con il medesimo fine.

“Tutto questo è preceduto da una pianificazione congiunta – chiarisce il col Bertoncello – tra la componente terrestre, il supporto elicotteri, il Genio e le unità supportate, in questo caso gli spagnoli e l’11° reggimento Bersaglieri”.

“Il risultato positivo è assicurato dall’addestramento intenso – sottolinea il magg Simone Serafin, dell’11° Bersaglieriquesta manovra con interazione a livello di comunicazioni e di movimenti con spagnoli e albanesi è uno dei banchi di prova”.

Accanto ai mezzi italiani – con i Dardo che chiudono il trafilamento sul ponte con le bocche da fuoco in posizioni contrapposte – troviamo infatti gli M113 spagnoli e i mezzi da trasporto truppe albanesi.

“Gli spagnoli hanno una fanteria pesante simile alla nostra – spiega il magg Serafin – significa che la velocità di progressione è la stessa, quindi la manovra è facilitata”.

Finito il trafilamento delle forze amiche, i mezzi consolidano la presenza sul key terrain, mentre i paracadutisti concludono la loro azione ripiegando, pronti alla ridislocazione dopo essere stati esfiltrati dagli elicotteri che sfruttano fino alla fine la tregua di maltempo.

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Foto proprie

 

Esercito: la Ariete in esercitazione livex riceve la visita degli allievi del 198° Saldezza dell’Accademia Militare

Una rappresentanza di allievi del 198° corso Saldezza dell’Accademia Militare di Modena, che in queste settimane sono impegnati nella campagna tattica che tradizionalmente si svolge nelle aree addestrative friulane, ha compiuto sabato 24 giugno una visita d’istruzione al posto comando della 132^ brigata corazzata Ariete, attualmente schierato alla Comina di Pordenone per la condotta dell’esercitazione multinazionale Bright Armoured 2017 (BRAD 17), fa sapere un comunicato stampa della stessa brigata.

I 122 allievi, salutati all’arrivo dal Comandante dell’Ariete, gen Angelo Michele Ristuccia, hanno inizialmente assistito a una presentazione delle principali attività addestrative condotte dagli assetti operativi presso il poligono del Cellina-Meduna e, successivamente, hanno visitato le aree funzionali del posto comando e osservato i mezzi tattici e i materiali d’armamento impiegati.

Le visite di istruzione presso i reparti in addestramento rappresentano, da sempre, un importante momento formativo per i frequentatori degli istituti militari, sottolinea il comunicato stampa.

L’esercitazione BRAD 17, che ha preso il via nei giorni scorsi nelle aree addestrative della Comina di Pordenone e del Cellina-Meduna, coinvolge unità operative dei paesi alleati che contribuiscono alla costituzione di un pacchetto di forze terrestri ad elevata prontezza, alle dipendenze del Comando 132^ brigata corazzata Ariete che, per il 2018, è stata identificata quale grande unità nazionale designata Very High Readiness Force Land Brigade della NATO (link articoli in calce).

L’obiettivo della BRAD 17, che si concluderà il 30 giugno, è quello di testare e incrementare il livello di interoperabilità tra il Comando della grande unità corazzata e le unità dipendenti, oltre a favorire la necessaria amalgama tra il personale dei reparti partecipanti.

All’attività, pianificata e organizzata dall’Ariete, che per l’occasione ha proiettato nell’area della Comina il proprio Posto Comando, prendono parte l’11° reggimento Bersaglieri, il reggimento Logistico Ariete, reparti del 32° reggimento Carri e del 10° reggimento Genio Guastatori, oltre ad assetti specialistici dell’Aviazione dell’Esercito, in particolare il 4° reggimento AVES ALTAIR, del 187° reggimento Paracadutisti  Folgore, del 1° reggimento Artiglieria da montagna e del Comando delle Trasmissioni e Informazioni dell’Esercito (COTIE).

Partecipano inoltre una componente elicotteri dello US Army e una delle Forze Armate slovene, oltre a un’unità di livello battle group spagnola e assetti operativi provenienti da Albania e Slovenia, spiega nel dettaglio la brigata.

Sono presenti anche osservatori provenienti dalla Polonia e dalla Turchia.

L’esercitazione si svilupperà attraverso una serie di attività tattiche di livello di complessità crescente, anche per testare le capacità dei posti comando di interagire nei diversi contesti operativi.

Oltre ai tradizionali carri Ariete e ai veicoli da combattimento Dardo, nell’esercitazione verranno impiegati mezzi spagnoli Pizarro, gli elicotteri italiani AB 205, quelli americani AH 64 Apache e il Cougar sloveno.

La BRAD 17 rappresenta la naturale prosecuzione di un iter addestrativo intenso che la Brigata sta svolgendo per prepararsi al meglio ad assolvere compiti diversificati in campo nazionale e all’estero.

“Si tratta di un impegno notevole, ambizioso e oneroso – spiega il comunicato stampa – sul quale la Difesa sta investendo cospicue risorse umane, finanziarie e materiali”.

L’Ariete, oltre a questa importante attività, è anche impegnata con i propri reparti nell’Operazione Strade Sicure e nella bonifica di ordigni esplosivi in territorio nazionale.

Unità della Brigata sono inoltre recentemente rientrate dall’impiego in Libano e Kosovo, mentre altri suoi elementi sono tutt’ora impiegati in Iraq.

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Sul concetto di Very High Readiness Force della NATO click QUI

NATO VJTF, il nuovo strumento di sicurezza ai confini dell’Alleanza: definizione, utilizzi e percorso addestrativo (10 aprile 2015)

Fonte e foto: 132^ brigata Ariete

UNIFIL, Libano: il 72° anniversario della carica di Jagodnij ricordato nella Terra dei Cedri dai Lancieri di Novara

Il reggimento Lancieri di Novara (5°), attualmente impegnato nella missione UNIFIL come unità di manovra del contingente italiano, su base brigata Ariete, ha ricordato con una cerimonia il 27 agosto scorso, nel Libano del sud, il 72° anniversario della carica di Jagodnij, località sul fronte russo dove nell’agosto del 1942 i Lancieri si distinsero per valore e spirito di sacrificio nel contrastare le forze nemiche.

Per il valore espresso in quella battaglia, allo Stendardo, il più decorato dell’Arma di Cavalleria, vennero conferite una medaglia d’oro e una d’argento al Valor Militare.

Nel corso della cerimonia, dopo la deposizione di una corona al monumento ai caduti, il comandante, colonnello Elio Babbo, ha richiamato i valori fondanti della Cavalleria, esprimendo il proprio apprezzamento al personale dell’unità per l’impegno e la professionalità finora dimostrati nella difficile esperienza libanese, esortando a mantenere elevato il rendimento operativo.

Il reggimento Lancieri di Novara si trova attualmente per la quarta volta in Libano, ove opera in ottemperanza al mandato della risoluzione 1701 delle Nazioni Unite.

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Fonte e foto: Sector West UNIFIL

UNIFIL, Libano: i caschi blu si addestrano con le Forze Armate Libanesi nel poligono di Ebel Es Saqi

Nella mattinata dello scorso 30 luglio, i caschi blu italiani della Joint Task Force Lebanon (JTF-L), appartenenti all’ 11° reggimento bersaglieri, che in teatro operano nell’ambito della Task Force di ITALBATT, unità di manovra del contingente italiano su base reggimento Lancieri di Novara alle dipendenze del colonnello Elio Babbo, hanno svolto un’esercitazione a fuoco presso il poligono di Ebel Es Saqi, nel sud del Libano, cui hanno preso parte i colleghi dell’esercito libanese.

Oltre all’attività in poligono, i programmi addestrativi predisposti dai militari italiani a beneficio di quelli libanesi comprendono corsi sul riconoscimento degli ordigni e delle mine (UXO and Mine Awareness), sulle tecniche di controllo della folla (Anti Riot and Crowd Control Techniques) e sul Primo Soccorso (Basic Life Support).

Il supporto alle Forze Armate Libanesi (LAF) è uno dei compiti principali assegnati al contingente UNIFIL dalla risoluzione 1701 delle Nazioni Unite, unitamente al monitoraggio della cessazione delle ostilità e all’assistenza alla popolazione locale; attività per le quali i militari della brigata Ariete, di cui i Lancieri di Novara fanno parte, si sono a lungo preparati in patria e svolgono in teatro operativo con professionalità, trasparenza e imparzialità, come sottolinea il comunicato del Sector West di UNIFIL.

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Fonte e foto: Sector West UNIFIL

UNIFIL, Libano: al Sector West i Granatieri di Sardegna cedono il comando alla brigata Ariete. Il generale Fabio Polli subentra al collega Maurizio Riccò

Ieri, 29 aprile, si è svolta al comando del contingente nazionale a Shama, nel sud del Libano, la cerimonia di avvicendamento tra la brigata Granatieri di Sardegna, cedente, e la 132^ brigata corazzata Ariete, subentrante alla guida del Settore Ovest.

Il Capo di stato maggiore della Difesa, ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, ha presenziato alla cerimonia. L’occasione è stata propizia per tracciare, alla presenza del comandante di UNIFIL, generale Paolo Serra, un punto di situazione sulle numerose iniziative di stabilizzazione portate a termine dal contingente italiano, in stretto coordinamento con le Forze Armate Libanesi (LAF). Tali attività, condotte anche d’intesa e a supporto della popolazione e delle istituzioni locali, hanno certamente contribuito a mantenere e ad accrescere la stabilità e la sicurezza nel sud del Libano e, di riflesso, nell’intero paese e nell’area mediorientale.

A testimonianza della bontà dei risultati conseguiti, il comandante cedente del Settore Ovest – generale Riccò, che ha passato le consegne al collega Polli, è stato insignito della Medaglia Libanese dell’Ordine Nazionale del Cedro e della Medaglia della Cooperazione Slovena.

L’ammiraglio Binelli Mantelli ha voluto rimarcare nel suo intervento l’importanza di UNIFIL, considerata la principale forza di stabilizzazione della regione, e ha evidenziato gli storici legami tra l’Italia e il Libano, oltre alla crescente cooperazione in campo formativo tra i due paesi.

“L’Italia è attivamente coinvolta nell’International Support Group for Lebanon (ISG), sotto l’egida delle Nazioni Unite, con l’obiettivo di supportare, attraverso dedicati programmi addestrativi e di cooperazione, la crescita delle Forze Armate Libanesi, chiamate sempre più in futuro a garantire la sicurezza e la stabilità del loro paese”, ha dichiarato il Capo di stato maggiore della Difesa.

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Fonte e foto: stato maggiore Difesa

Premio Enzo Baldoni al generale Gian Marco Chiarini comandante di Nrdc-Ita

Non ha mai fatto un servizio giornalistico né è stato autore di reportage da zone di guerra, ma ha vissuto i  teatri operativi di Bosnia, Kosovo e Iraq dove ha comandato soldati nel rispetto delle culture locali e non solo delle regole di ingaggio.

chiariniStasera 23 settembre riceverà dalle mani del presidente della Provincia di Milano Guido Podestà il premio Enzo Baldoni. E’ il generale di corpo d’armata Gian Marco Chiarini, primo militare nella storia del premio  intitolato al giornalista morto in Iraq nel 2004 a ricevere tale riconoscimento.

Chiarini, che attualmente comanda il Nato Rapid Deployable Corps di Solbiate Olona (VA), comandava la 132° brigata corazzata Ariete a Nassiriya in Iraq nella missione Antica Babilonia durante le “battaglie dei ponti” del 6 aprile e del 14 maggio 2004. In quell’occasione le forze ribelli sciite avevano ingaggiato combattimenti contro i nostri militari italiani arrivando a nascondersi anche dentro l’ospedale locale.

Durante quel periodo l’opinione pubblica italiana era divisa sull’appropriatezza delle regole di ingaggio della missione e Chiarini, nel corso di un’intervista pubblicata dal Corriere della Sera del 17 maggio 2004, dichiarò che “non è un problema di regole di ingaggio, Di cultura, piuttosto. Noi italiani non spareremmo comunque sull’ospedale”.

Il premio Baldoni mira proprio a riconoscere i processi di dialogo e di comprensione tra diverse culture, etnie e religioni e che siano testimonianza di un impegno legato ai temi della pace, dello sviluppo sostenibile e dell’affermazione dei diritti universali, sociali e civili.

La motivazione del conferimento del premio speciale Ricerca e impegno per la pace al generale Gian Marco Chiarini è legata all’ impegno, la dedizione, il coraggio dimostrato nei suoi molteplici incarichi relativi alle importanti missioni di pace in Kosovo, in Bosnia-Erzegovina, in Iraq.

Tra i vari riconoscimenti Chiarini annovera la massima decorazione al valore quale ufficiale dell’Ordine Militare d’Italia, una ricompensa per chi ha adottato un comportamento che va oltre i normali doveri in combattimento.

La sicurezza, senso della vita (aggiornamento)

Al momento del ritiro del premio nel tardo pomeriggio, il generale di corpo d’armata Gian Marco Chiarini ha affermato: “In questo momento in cui mi vedete qui vi chiedo di pensare agli oltre 12mila colleghi che stanno portando la sicurezza a gente che non l’ha mai avuta”.

Riferendosi all’attività dei militari in teatro, Chiarini ha fatto sapere che la sicurezza è la questione primaria: “Noi abbiamo portato la sicurezza, bene fondamentale. Senza di essa si perde tutto, anche il senso della vita”.

Fonte: Nrdc-Ita

Foto: Nrdc-Ita