Mag 23, 2005
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Il generale Santangelo: rispettiamo gli Afghani

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pubblicato da Pagine di Difesa il 23 maggio 2005

Il 31 maggio assumerà il ruolo di coordinatore e comandante della regione occidentale in Afghanistan, Regional Area Coordinator – West (Rac-W). E’ il generale di brigata Giuseppe Santangelo, da fine aprile a Herat per familiarizzare con il suo prossimo ruolo nel teatro afgano.

“E’ un lavoro lungo – spiega il generale – che non finisce in tre mesi, basti pensare alla data delle elezioni fissata per il 18 settembre: un momento importante per l’Afghanistan”.

Generale, che cosa significa questo incarico?
Il fatto che la gestione di quattro Provincial Reconstruction Team (Prt) nell’ovest del paese venga affidata all’Italia manifesta il peso dato dall’Alleanza atlantica al nostro paese. Il prossimo 4 agosto con il passaggio di consegne dal generale turco Ethem Erdagi, comandante di Isaf VII, al generale Mauro Del Vecchio la leadership della missione in Afghanistan sarà affidata all’Italia. In questo modo ci saranno due comandi italiani nell’area: il mio comando nell’ovest del paese, a Herat, che farà capo al comando del generale Del Vecchio, nel quartier generale di Kabul.

Quali saranno i suoi compiti?
Il Rac-W è un generale con uno stato maggiore alle sue dipendenze, che ha il compito di coordinare le azioni di quattro Prt: Herat, a guida italiana; Farah, che dalla attuale guida statunitense passerà a quella italiana; Kaleh – Now, un Prt a guida spagnola in costituzione a nord del paese, e Chaghcharan, a guida lituana. Il Rac-W ha alle sue dipendenze la Forward Support Base (Fsb), l’installazione militare a guida spagnola nell’aeroporto di Herat che è costituita da un numero di elicotteri che comprende anche quelli per l’evacuazione in caso di esigenze sanitarie (Medevac); una compagnia di quick reaction force, pronta a intervenire in tempi ridotti, e un ospedale da campo in grado di far fronte a esigenze chirurgiche (tipo Role 2). La gestione del traffico aereo nell’Air Port of Debarcation (Apod) è a responsabilità italiana. In totale questa Fsb, realizzata in circa 45 giorni dal Reparto mobile di supporto dell’Aeronautica militare italiana di Villafranca, Verona, è composta da circa 600 persone: 200 italiani e 400 spagnoli. E’ il cuore di tutto, perché sono proprio queste 600 persone che consentono la gestione dell’aeroporto e gli eventuali sgomberi.

Come giudica il prossimo impegno dell’Italia al vertice della missione Nato in Afghanistan?
Questo è un momento di grande visibilità per l’Italia. La decisione di dare questo incarico al comando Nrdc di Solbiate Olona, comandato dal generale Mauro Del Vecchio, dimostra la grande attenzione della Nato verso l’Italia e conferma l’impegno della nostre autorità nazionali in questo paese che da 25 anni è colpito da conflitti. In particolare il nostro impegno è nella ricostruzione, come anticipa l’acronimo Prt: team di ricostruzione provinciale. Lo stesso ministro della Difesa Antonio Martino ha sottolineato ufficialmente che noi italiani siamo venuti in Afghanistan per dare.

Una operatrice umanitaria italiana, Clementina Cantoni, è nelle mani dei rapitori dal 16 maggio. Come vengono vissuti questi momenti?
Vi sono due aspetti importanti che voglio mettere in evidenza. In primo luogo il fatto che prima di partire per gli Stati Uniti il presidente Hamid Karzai ha confermato l’impegno delle autorità afgane a collaborare per la risoluzione del caso. Poi vi è la reazione della comunità afgana, che si è mobilitata con l’affissione di manifesti per le vie della capitale, e davanti a tutti l’impegno delle vedove destinatarie della cura e degli aiuti del progetto di Clementina Cantoni. Queste vedove sono l’eredità profonda della guerra e occupano un posto di rilievo nella cultura di questo paese che ha riportato una cifra molto alta di morti nel corso del conflitto con i sovietici.

Certo la situazione non è calma. Sei afgani (che lavoravano per una azienda statunitense, ndr) sono stati uccisi il 18 maggio nella zona a nord di Kandahar. La regione occidentale dove opero io sembra più tranquilla, ma questo non significa che possiamo abbassare la guardia. Qui l’umore è altalenante e la religione è molto forte, va rispettata. La presenza di differenti etnie facilmente sollecitabili, come ha dimostrato il recente caso della notizia data da Newsweek e poi smentita relativa alla profanazione del Corano, dimostra proprio questo. Ci vuole cautela. Io ho una grande fiducia: vedo l’impegno di organizzazioni non governative, della Nato, dell’attività di disarmo delle milizie locali. Bisogna avere fiducia e lo faccio presente a ogni afgano che incontro.-

Il sostegno alla sicurezza è l’impegno principale della missione Isaf (International Security Assistance Force). Inizialmente il mandato prevedeva un raggio di azione limitato a Kabul e alle zone limitrofe, ora, a seguito della risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu n. 1510 dell’ottobre 2003, le Nazioni Unite hanno esteso il mandato all’intero territorio afgano mettendo le basi per una espansione della missione.

Il primo passo verso questo ampliamento si è verificato nel dicembre 2003, quando il Consiglio Atlantico ha autorizzato il generale James Jones, Supreme Allied Commander, a mettere sotto comando tedesco il Prt di Kunduz. Il Provincial Reconstruction Team è una struttura composta da personale civile e militare che lavora nella province afgane per garantire sicurezza agli operatori dell’area e per dare supporto alla ricostruzione. Rappresenta un elemento chiave nei tre pilastri degli accordi di Bonn, che hanno delineato l’intervento in Afghanistan: sicurezza, ricostruzione e stabilità politica.

I Prt erano inizialmente prerogativa statunitense nell’ambito dell’operazione di lotta al terrorismo denominata Enduring Freedom. Dal 31 dicembre 2003 la componente militare del Prt di Kunduz è stata posta sotto il comando di Isaf: il primo passo nell’espansione della missione a guida Nato, che il 28 giugno 2004 al summit di Istanbul ha annunciato la costituzione di altri quattro Prt a nord del paese, Mazar-e-Sharif, Meymana, Feyzabad e Baghlan.

Consolidato l’ampliamento nell’area settentrionale del paese, Isaf sta ora procedendo in senso antiorario verso ovest creando nuovi Prt o assumendone di esistenti dalla operazione a guida Usa Enduring Freedom. Il 31 maggio, con l’assunzione del ruolo di Rac-W da parte del generale Santangelo, verrà fatto un ulteriore passo verso l’espansione.

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