Antonio Bettelli

Resolute Support: l’Ordinario Militare mons Marcianò a Kabul e a Herat con i militari italiani

L’Arcivescovo Ordinario Militare per l’Italia, Monsignor Santo Marcianò, accompagnato dal segretario particolare Don Santo Battaglia, è giunto nei giorni scorsi in Afghanistan per trascorrere il Natale insieme ai militari italiani impiegati nella missione Resolute Support (RS), ha fatto sapere il Train Advise Assist Command West (TAAC-W) con un comunicato stampa.

Ricevuto a Kabul dall’Italian Senior National Representative, gen Antonio Bettelli, Sua Eminenza ha poi proseguito il viaggio per Herat, sede del contingente italiano del TAAC-W. Accolto dal comandante, gen Gianluca Carai, Monsignor Marcianò si è recato in visita nella base di Camp Arena fermandosi nei luoghi dove i militari prestano il loro quotidiano servizio.

Nell’occasione della Santa Messa l’Arcivescovo ha espresso la propria gratitudine per il lavoro svolto dal personale italiano a favore del processo di pace e ricostruzione delle istituzioni afgane, fa sapere il comunicato stampa del TAAC-W, che attualmente è su base brigata Sassari.

“Voi siete operatori di pace tra la gente e per la gente – ha affermato mons Marcianò nel suo discorso ai militari – Voi siete quelli che più sono a rischio e mettono a rischio la propria vita; questa è l’altissima motivazione del militare che lo porta a vivere per il bene degli altri. La presenza dei nostri soldati in Afghanistan è necessaria per aiutare un popolo che ha bisogno di aiuto, per garantire la stabilità sociale, la custodia del dialogo, la fraternità; voi siete qui per permettere che agli afgani vengano garantiti i diritti fondamentali dell’uomo, quelli della libertà, dell’uguaglianza, del progresso, del rispetto della dignità della donna”.

Dopo il trasferimento a Kabul, Monsignor Marcianò ha officiato la Messa di Natale anche presso la cappella dell’ambasciata d’Italia, riunendo la comunità italiana che presta servizio presso la capitale.

Nell’occasione della visita, il gen Bettelli ha rimarcato la condivisione dei valori cristiani con quelli dell’etica militare, quali fratellanza, sacrificio, senso del dovere, coraggio e impegno, mentre l’Ordinario Militare ha proferito parole di ringraziamento per i soldati del contingente italiano e rinnovato il messaggio di vicinanza di tutta la Chiesa per coloro che lavorano per gli ultimi.

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Fonte e foto: TAAC-W RS

TAAC-W, RS: un corso di radiogiornalismo per contrastare la propaganda dei terroristi

Si è concluso ieri, 8 novembre, a Camp Arena a Herat, sede del contingente italiano nell’Afghanistan occidentale, un corso di giornalismo a favore di militari e poliziotti impiegati nella Pubblica Informazione delle Afghan National Defense Security Forces (ANDSF).

Si tratta del primo corso – spiega il Train Advise and Assist Command West (TAAC-W), attualmente su base brigata Taurinense, con un comunicato stampa di ieri – espressamente dedicato alla gestione di trasmissioni radiofoniche.

Con una breve cerimonia e con la consegna degli attestati di partecipazione da parte del gen Antonio Bettelli, vice Capo di Stato Maggiore dei Supporti della missione Resolute Support (RS) – massima autorità militare italiana in Afghanistan – e del Comandante del TAAC-W, gen Massimo Biagini, “si è dato formalmente il via a una nuova capacità nell’ambito della pubblica informazione delle ANDSF”, spiega il comunicato.

“Gli undici ufficiali dell’Afghan National Army e dall’Afghan National Police – comunica più in dettaglio il TAAC-W – hanno terminato un intenso corso volto ad approfondire le tematiche di giornalismo e informazione in un ambiente complesso e variegato come quello dell’Afghanistan occidentale, dove coesistono canali di comunicazione tradizionali quali la stampa, la radio e la televisione accanto a canali avanzati come internet e i social media”.

Il gen Bettelli, durante la consegna dei diplomi di fine corso, ha elogiato gli allievi incoraggiandoli a continuare il proprio percorso professionale per un Afghanistan sempre più prospero e sicuro, estendendo inoltre il proprio apprezzamento al personale del contingente italiano di TAAC-W che ha operato in veste di advisor per il perseguimento dell’importante traguardo.

L’esigenza di approfondire tali argomenti è emersa in seguito alla crescente necessità di contrastare in maniera efficace la propaganda delle formazioni terroristiche ostili alla popolazione e alle istituzioni afgane.

Personale qualificato del quartier generale di Resolute Support, insieme al personale del contingente italiano, ha quindi spiegato nel corso delle lezioni il giusto approccio alla metodologia dell’informazione, al corretto uso dei canali di comunicazione a seconda dell’audience di riferimento con particolare attenzione alle comunicazioni radiofoniche.

“In una società come quella odierna, il contrasto alle forze nemiche dell’Afghanistan si applica non solamente tramite il controllo del territorio fisico del proprio Paese, ma anche e soprattutto informando la popolazione in maniera adeguata, efficace e corretta su quelli che sono i continui progressi ottenuti dalle Forze di Sicurezza e dalle Istituzioni”, ha dichiarato il gen Biagini al termine della cerimonia.

“Questo corso – ha poi concluso il Comandante del TAAC-W – vi ha dato gli strumenti per operare ancor più efficacemente per il bene del vostro Paese, raggiungendo con le radio, le televisioni e il web il maggior numero di cittadini”.

Per il TAAC-W si è trattato di un’ulteriore iniziativa finalizzata a sostenere il processo di formazione e professionalizzazione delle forze di sicurezza locali non solo in aspetti tecnico-pratici militari ma, come stabilito dalla missione RS e dal governo di Kabul, favorendo la crescita professionale e specialistica dei nuovi quadri delle ANDSF.

Il corso appena concluso completa un percorso formativo avviato dalla brigata alpina Taurinense per creare nell’ambito delle ANDSF nuove capacità in grado di contrastare la propaganda delle cellule terroristiche e, allo stesso tempo, raggiungere sempre più ampie fasce di popolazione durante le campagne d’informazione per il contrasto agli ordigni improvvisati e quelle di prevenzione sanitaria.

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Fonte e foto: TAAC-W RS

AVES: il gen Riccò nuovo comandante dei Baschi azzurri, per il gen Bettelli incarico in teatro operativo

Si è tenuta venerdì 24 marzo scorso, nella Caserma Roberto Bazzichelli di Viterbo, sede del Comando dell’Aviazione dell’Esercito (AVES), la cerimonia di avvicendamento al vertice dell’Aviazione dell’Esercito tra il generale di divisione Antonio Bettelli, comandante cedente, e il generale di brigata Paolo Ricco’, comandate subentrante.

La cerimonia è stata presieduta dal gen Riccardo Marchiò, Comandante delle Forze Operative Terrestri e Comandante Operativo dell’Esercito (COMFOTER COE). Erano presenti all’evento numerose personalità locali.

Con il gen Bettelli si conclude, dopo più di due anni di comando, un periodo molto significativo per l’Aviazione dell’Esercito, fa sapere lo stesso comando AVES nel suo comunicato stampa.

Il Comandante uscente, nel proprio indirizzo di commiato ed esprimendo profonda gratitudine a tutti i Baschi Azzurri, ha voluto ricordare come le unità dipendenti abbiano fornito un apporto importante in supporto alle operazioni sia in territorio nazionale sia all’estero.

Unità di volo dell’AVES partecipano alle operazioni Resolute Support Mission in Afghanistan, Prima Parthica in Iraq; oltre che alla United Nations Interim Force in Lebanon – UNIFIL in Libano, missione che vede gli equipaggi dell’Aviazione dell’Esercito impegnati fin dal lontano 1979 in territorio libanese.

Di analogo spessore sono stati nel periodo gli impegni in territorio nazionale, quali il supporto nelle campagne di lotta agli incendi boschivi, i concorsi a favore del Dipartimento della Protezione Civile in occasione dei noti eventi sismici del Centro Italia e di emergenza neve in Abruzzo.

Un campo di impiego vasto e diversificato che esprime in maniera significativa le potenzialità e lo spirito duale dell’AVES, sottolinea il comunicato.

Il gen Bettelli è stato designato per un incarico in teatro operativo estero. Il gen Paolo Riccò, che ha appena concluso il comando della brigata Aeromobile Friuli, assume il Comando dell’Aviazione dell’Esercito dopo aver ricoperto numerosi incarichi di comando presso le unità della specialità, quali il 7° reggimento Vega di Rimini e il 5° reggimento Rigel di Casarsa della Delizia, a Pordenone.

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Fonte  e foto: AVES

AVES: cambio comando tra gen Bettelli e gen Riccò, cerimonia il 24 marzo

Si terrà nella Caserma “Gen. Roberto Bazzichelli”, sede del Comando dell’Aviazione dell’Esercito (AVES), a Viterbo, la cerimonia di avvicendamento al Comando tra il gen Antonio Bettelli (Comandante cedente) e il gen Paolo Ricco’ (Comandante subentrante), fa sapere lo stesso Comando AVES con una nota stampa.

La cerimonia sarà presieduta dal Comandante delle Forze Operative Terrestri e Centro Operativo dell’Esercito, gen Riccardo Marchio’.

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Fonte e foto d’archivio: AVES

AVES: il 65° anniversario dei Baschi Azzurri dell’Esercito, “cruciale pedina operativa”

20160510_Comandante dell'Aviazione dell'Esercito durante il suo discorsoSi è celebrato ieri, 10 maggio, nell’aeroporto militare Fabbri, il 65° anniversario della costituzione dell’Aviazione dell’Esercito (AVES) alla presenza del Capo di stato maggiore dell’Esercito (CaSME), generale Danilo Errico, del Comandante delle Forze Operative Terrestri (COMFOTER), gen Alberto Primicerj, del sindaco di Viterbo, ing Leonardo Michelini, e numerose autorità civili, religiose e militari del Viterbese.

In apertura, il gen Antonio Bettelli, comandante dell’AVES, ha messo in risalto l’assoluto senso di orgoglio di appartenenza alla specialità che caratterizza e contraddistingue i Baschi Azzurri, ricordando tutti i caduti dell’AVES che, proprio in virtù di quel sentimento, si sono spinti con valore fino all’estremo sacrificio.

Nell’elogiare l20160510_AVES_Medaglia d'argento al valore dell'Esercito al 1° Caporal Maggiore Simone SERNACCHIOLIa professionalità maturata dal personale della specialità sia sul territorio nazionale, nei casi di emergenza e pubbliche calamità, sia nei teatri all’estero – che hanno evidenziato il ruolo di primaria importanza della terza dimensione nell’ambito delle moderne operazioni terrestri, il CaSME ha evidenziato la fondamentale rilevanza dell’AVES.

Una pedina operativa, si legge dal comunicato stampa della stessa specialità, divenuta oramai cruciale, e che per questo non può essere esclusa dal processo di trasformazione che sta investendo l’intera Forza Armata e che la porterà ad avere un ruolo più preponderante nei processi decisionali dello stato maggiore dell’Esercito.

Processo di revisione tanto più necessario in considerazione non solo della riduzione del numero di aeromobili, ma anche della necessaria introduzione di una moderna e maggiormente strutturata filosofia di supporto logistico integrato che porti all’aumento degli standard qualitativi degli aeromobili in dotazione.

Il gen Errico ha po20160510_AVES_Medaglia d'argento al valore dell'Eseercito al Cap. Paolo GIANGREGORIOi conferito le onorificenze al personale dell’AVES che si è particolarmente distinto in operazioni all’estero. Nel dettaglio sono state consegnate due Medaglie d’Argento al Valore dell’Esercito, rispettivamente al cap Paolo Giangregorio e al primo caporalmaggiore Simone Sernacchioli, e la Croce di Bronzo al Merito dell’Esercito al col Giuseppe Potenza.

A dare maggiore risalto alla cerimonia ha contribuito la presenza dell’Associazione Nazionale Aviazione dell’Esercito che testimonia il forte legame tra i Baschi Azzurri del passato e quelli di oggi; il 1° raduno nazionale del personale che ha partecipato dal 1979 a oggi alla missione ITALAIR/UNIFIL in Libano e il raduno istruttori e tecnici dell’AVES.

20160510_AVES_Croce di bronzo al merito dell'Esercito al Col. Giuseppe POTENZALa specialità, costituita il 10 maggio 1951, è tecnologicamente all’avanguardia: una componente determinante nei moderni scenari di impiego dell’Esercito che garantisce concorso, sostegno e protezione alla popolazione sia in Italia sia all’estero, sottolinea il comunicato stampa.

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Fonte e foto: AVES

20160510_AVES_Deposizione corona al monumento dei caduti

20160510_65° AVES_Esercito Italiano_autorità cerimonia

20160510_AVES_Capo di SME con gli studenti dell' ITIS LEONARDO DA VINCI

AVES, incidente elicottero: il comandante gen Bettelli dispone commissione d’inchiesta

incidente elicottero 7 vega rimini precipitato soccorsi 10 novembre foto - 18-2Dopo l’incidente che ieri mattina, 10 novembre, ha visto un elicottero del 7° reggimento dell’Aviazione Esercito (AVES) Vega precipitare nell’entroterra di Rimini (foto RiminiToday), nel tardo pomeriggio l’Esercito ha comunicato di aver disposto una commissione d’inchiesta sull’accaduto rassicurando sulle condizioni dei militari feriti, che “non risultano gravi”.

Questo il testo del comunicato stampa dell’Esercito Italiano:

“ESERCITO: disposta commissione per incidente elicottero a Rimini

Le condizioni dei militari a bordo non risultano gravi.

A seguito dell’incidente, avvenuto questa mattina, di un elicottero della Forza Armata in volo di addestramento nei pressi dell’abitato di Poggio Berni, nel riminese, il Comandante dell’aviazione dell’Esercito ha immediatamente disposto la nomina di una commissione di sicurezza del volo al fine di determinare le cause dell’evento.

L’aeromobile e l’equipaggio appartengono al 7° reggimento “Vega” dell’aviazione dell’esercito di stanza a Rimini.

Dopo i primi accertamenti effettuati presso gli ospedali di Cesena e Rimini le condizioni dei quattro militari coinvolti nell’incidente non risultano gravi.”

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Fonti: Esercito Italiano; riminitoday.it

Foto: riminitoday

Italian Blade 2015: ammainabandiera sull’esercitazione elicotteri più vasta d’Europa, “seme di integrazione tra nazioni” sottolinea il gen Bettelli

20150702_Italian Blade 2015_AVES_Esercito Italiano_EDA_Viterbo (1)La sera di giovedì 2 luglio, alle 18.30, all’aeroporto militare Fabbri di Viterbo, è stata ammainata la bandiera sull’esercitazione per elicotteri militari più imponente d’Europa di tutto il 2015.

Il bilancio finale dell’Italian Blade è ottimo, conferma il comunicato stampa dell’Aviazione dell’Esercito (AVES): 1.200 persone di sette nazionalità diverse hanno lavorato e cooperato insieme per 15 giorni, pianificando e portando a termine numerose missioni di grande complessità e consentendo agli equipaggi di volare per quasi 600 ore con tutti e 32 gli elicotteri europei rischierati sulla base di Viterbo.

20150702_Italian Blade 2015_AVES_Esercito Italiano_EDA_Viterbo (2)Oltre all’enorme lavoro svolto da tutti i militari coinvolti, l’esercitazione ha avuto risvolti positivi per tutte le forze armate che hanno partecipato all’evento e che hanno visto elevarsi a ottimi livelli la loro capacità di interoperare. Ma ciò che più conta è che i vari contingenti hanno imparato a convivere e a sentirsi parte di un’unica forza armata con obiettivi comuni.

Concetto ribadito nel pomeriggio dal rappresentante dell’agenzia organizzatrice dell’Italian Blade 2015, EDA (European Defence Agency), Andy Gray: “Il fulcro di tutto sono sempre le persone, dobbiamo imparare a fidarci l’uno dell’altro, a sentirci uniti e ad avere fiducia in chi ci sta accanto, a prescindere dalla sua nazionalità. Se impareremo questo saremo sicuramente una forza armata, più efficace e interoperabile”.

Il comandante dell’AVES, generale Antonio Bettelli, prima di congedare il personale ha voluto rivolgere a tutti un saluto: “Sono orgoglioso dei risultati che tutti voi avete saputo ottenere nel corso di questa esercitazione, auguro a tutti voi di poter custodire e tramandare questa significativa esperienza quale seme per un futuro di sempre maggiore integrazione tra le nazioni europee”.

20150702_Italian Blade 2015_AVES_Esercito Italiano_EDA_Viterbo (3)La consapevolezza che la condivisione di esperienze e procedure sia l’unica via che potrà consentire di raggiungere gli obiettivi comuni e comunitari è il valore aggiunto che l’Italian Blade 2015 ha saputo dare ai suoi partecipanti.

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Fonte e foto: AVES

L’AVES compie 64 anni, poco più di un anno fa la scomparsa del comandante gen Calligaris e del ten pilota Lozzi

20150515_64° AVES Esercito Italiano_gen Errico CaSME_gen Primicerj COMFOTER_gen Bettelli Com AVES (3)È stato celebrato venerdì scorso, 15 maggio, nall’aeroporto militare Fabbri di Viterbo, sede del 1° reggimento Antares, il 64° anniversario della costituzione dell’Aviazione dell’Esercito (AVES).

Alla cerimonia hanno partecipato il Capo di stato maggiore dell’Esercito (CaSME), generale Danilo Errico, il Comandante delle Forze Operative Terrestri (COMFOTER), generale Alberto Primicerj, e il Comandante dell’AVES, generale Antonio Bettelli, oltre a numerose autorità civili, militari e religiose.

Nel corso della cerimonia sono state concesse delle onorificenze al personale che si è particolarmente distinto nel servizio in Italia e all’estero.

20150515_64° AVES Esercito Italiano_gen Errico CaSME_gen Primicerj COMFOTER_gen Bettelli Com AVES (2)Tra questi è stata concessa la Medaglia d’Argento al Valore dell’Esercito al capitano Paolo Bazzano e al primo maresciallo luogotenente Lorenzo Mesaglio; la Croce d’Oro al Merito dell’Esercito al generale Francesco Riccò e al colonnello Salvatore Jannella; la Croce d’Argento al Merito dell’Esercito al colonnello Luigi Adiletta e la Croce di Bronzo al Merito dell’Esercito al tenente colonnello Marco Cardillo e al primo maresciallo luogotenente Marco Vegni.

Il generale Errico ha sottolineato nel suo intervento l’importanza di questa professionalità “che si fonda su un’attenta opera di selezione e formazione e che è stata testimoniata sia nelle molteplici situazioni di emergenza sul territorio nazionale, con interventi a favore delle popolazioni per prestare soccorsi, portare rifornimenti in località rimaste isolate, effettuare trasporti sanitari d’urgenza, spegnere incendi, là dove il dolore e la necessità richiedevano solidarietà umana e salvaguardia della vita; sia nei diversi teatri operativi, dalle prime esperienze in libano, Mozambico e Namibia fino all’Iraq e all’Afghanistan passando per Kurdistan e Kosovo, che hanno evidenziato come l’aviazione dell’esercito costituisca, oltre che una preziosa risorsa in ambito nazionale, anche una componente operativa imprescindibile in ogni operazione di rilievo oltre confine”.

20150515_64° AVES Esercito Italiano_gen Errico CaSME_gen Primicerj COMFOTER_gen Bettelli Com AVES (1)L’aviazione dell’Esercito, nata il 10 maggio 1951, è una specialità tecnologicamente all’avanguardia in continua trasformazione che si è affermata rapidamente fino a diventare, oggi, una componente determinante nei moderni scenari di impiego dell’Esercito.

Grazie alla capacità “dual use”, acquisita da oltre 37 anni di missioni internazionali, l’AVES è in grado di intervenire, sul territorio nazionale, in tutte le operazioni di concorso e sostegno alla popolazione in caso di pubblica utilità e in occasione di calamità naturali.

È in grado di operare 24 ore su 24 su tutto il territorio italiano a supporto della comunità nazionale attraverso differenti impieghi operativi, come le campagne estive anti incendio boschive, il concorso in operazioni di ricerca e soccorso di personale disperso, costituendo oltre che una preziosa risorsa in ambito nazionale, anche una pedina operativa imprescindibile in ogni operazione di rilevo oltreconfine.

20150515_64° AVES Esercito Italiano_gen Errico CaSME_gen Primicerj COMFOTER_gen Bettelli Com AVES (4)L’Esercito, dal 1982 nelle campagne antincendio, ha svolto 3.200 missioni, totalizzando circa 5.000 ore di volo con un rilascio di circa 120.000 tonnellate d’acqua.

Nel periodo 2005-2014 l’AVES ha raggiunto un totale di 190.500 ore di volo, delle quali, nell’ultimo anno, oltre 10.000 ore impiegate in missioni addestrative per approntamento delle Forze, circa 3.000 ore per missioni per operazioni e oltre 100 ore per missioni in concorso.

Il 23 gennaio 2014 l’AVES ha perso in un incidente di elicottero l’allora comandante, generale Giangiacomo Calligaris, e il tenente pilota Paolo Lozzi.

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Fonte e foto: Esercito Italiano

Brigata Friuli, ufficiali libanesi in visita: full immersion di una settimana per i due migliori del corso di italiano a Tiro

Si è conclusa nei giorni scorsi la visita di due ufficiali libanesi al comando della brigata aeromobile Friuli e al 66° reggimento aeromobile Trieste di Forlì, fa sapere un comunicato stampa della brigata Friuli.

La visita, durata una settimana, ha rappresentato il coronamento di un’attività di scambio interculturale e di cooperazione tra forze armate libanesi e italiane iniziata circa un anno fa nel Libano del sud, dove la brigata Friuli ha rappresentato, nell’ambito dell’operazione multinazionale UNIFIL sotto egida Onu, il comando della Joint Task Force Sector West dal novembre 2012 al maggio 2013.

In particolare, in collaborazione con l’istituto di cultura italiano Dante Alighieri di Tiro, la brigata Friuli aveva in tale occasione organizzato e avviato un corso di lingua italiana per ufficiali libanesi che, con l’avallo dell’autorità di vertice, prevedeva uno stage di una settimana in Italia per i primi classificati.

Il corso si è concluso recentemente con la certificazione del grado di conoscenza raggiunto dagli allievi. Il generale Ishac e il capitano Hanna sono risultati i migliori e hanno quindi potuto completare, con un breve ma intenso stage, il loro confronto con la cultura, la lingua e la società in Italia, nazione considerata in Libano un punto di riferimento anche e soprattutto dal momento in cui le Forze Armate italiane presero parte, in piena guerra civile, alla prima missione multinazionale di pace agli ordini del generale Franco Angioni.

La visita degli ufficiali, accolti al loro arrivo dal generale Antonio Bettelli, comandante della Friuli, ha quindi suggellato il rapporto di reciproca stima e di grande amicizia tra la brigata e le forze armate libanesi, così come era comunque già stato evidenziato dalla cerimonia per il rientro in Patria tenutasi presso la caserma Mameli, nello scorso mese di giugno, dalla presenza del generale Chraim, comandante delle forze armate del sud del Libano.

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Fonte e foto: brigata Friuli

La Friuli rientra dal Libano. A Bologna il CaSME, gen Graziano, elogia “il personale, componente essenziale su cui si deve investire”

Il Capo di stato maggiore dell’Esercito (CaSME), generale Claudio Graziano, ha salutato ieri mattina i militari della brigata aeromobile Friuli, rientrati nei giorni scorsi dal Libano dove hanno operato nel settore ovest di UNIFIL (United Interim Force In Lebanon) nell’ambito della missione Leonte 13.

Il generale Graziano, dopo aver rivolto un commosso pensiero ai caduti “che, con estremo coraggio fisico e morale, hanno assolto il loro compito fino all’estremo sacrificio”, e a tutte le famiglie, “che hanno conosciuto la tragedia della perdita di un congiunto nell’assolvimento del dovere”, ha espresso “affettuosa vicinanza a quanti sono rimasti feriti in operazione e portano, ogni giorno, impresso nella carne il proprio attaccamento al dovere”.

Il CaSME ha poi ringraziato il sindaco, Virginio Merola, le autorità locali e i cittadini bolognesi “per la vicinanza e l’affetto con cui ospitano i reparti della brigata Friuli”.

“Ma soprattutto – ha proseguito il generale Graziano rivolgendosi agli uomini e alle donne della brigata aeromobile al comando del generale Antonio Bettelli – ritengo che l’elemento chiave del successo della vostra missione sia stato il dialogo con le istituzioni locali e la popolazione”.

“Il personale rappresenta la componente essenziale, su cui si deve maggiormente investire – ha concluso il generale Graziano – di fondamentale importanza per la sicurezza del personale militare sono l’addestramento e la formazione, a cui è necessario dedicare adeguate risorse”.

In questo momento storico, il contributo dell’Italia alle missioni internazionali è di particolare valenza. In Libano, il comando delle Forze di pace è affidato a un generale dell’Esercito italiano, Paolo Serra, e all’Italia sarà di nuovo assegnato, da settembre, il comando della missione NATO in Kosovo. Delle tre missioni internazionali in atto, due saranno a comando italiano.

Già comandante della missione UNIFIL, dal 2007 al 2010, il generale Graziano si è rivolto agli uomini e donne della grande unità dell’esercito, al comando del generale Bettelli, per esprimere “soddisfazione per i brillanti risultati conseguiti nel complesso teatro operativo libanese, dove avete condotto attività di controllo del territorio, supporto alle forze armate libanesi, bonifica di aree minate e cooperazione civile – militare”.

Alla cerimonia militare hanno partecipato, tra gli altri, il generale George Chraim, capo del settore del sud Litani delle Forze Armate Libanesi (LAF), e Ahmad Seklaoui, console onorario d’Italia a Tiro che, con la loro presenza, ha detto il generale Graziano, “testimoniano i forti legami che uniscono l’Italia al Libano”.

Schierati nel piazzale della caserma Mameli, al cospetto dello stendardo del reggimento Savoia Cavalleria (3°), c’erano il Gonfalone del comune di Bologna, decorato di medaglia d’oro al valor militare, e i rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’arma che “con la loro presenza attestano i tradizionali e solidi vincoli esistenti fra le nuove generazioni e coloro che le hanno precedute”.

La brigata aeromobile Friuli ha operato nel sud del Libano tra il fiume Litani e la Blue Line, linea di demarcazione fra Libano e Israele, in accordo alla risoluzione 1701 dell’11 agosto 2006 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Ha altresì schierato tra i propri reparti, agli ordini del generale di brigata Antonio Bettelli, il comando brigata e parte del reparto comando Friuli di Bologna, una compagnia del 66° reggimento aeromobile Trieste di Forlì e il reggimento Savoia Cavalleria.

Del contingente italiano Leonte 13 hanno fatto parte anche il 6° reggimento di manovra di Pisa, uno squadrone del reggimento Piemonte cavalleria (2°) di Villa Opicina, Trieste, le trasmissioni del 2° reggimento di Bolzano, i genieri del 2° reggimento genio di Piacenza.

Proprio in Libano, trentun anni fa, l’Esercito Italiano iniziava la sua nuova storia. Nell’estate del 1982, a Beirut, l’Esercito Italiano diventava un esercito moderno e da allora i militari italiani, ieri di leva e oggi professionisti, sono presenti con impegno e dedizione in tutti i teatri internazionali di operazione.

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Fonte: brigata aeromobile Friuli/stato maggiore Esercito

Foto: brigata aeromobile Friuli/stato maggiore Esercito