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Bonifica ordigni: gli artificieri dell’Esercito a Vallefoglia fanno brillare bomba d’aereo della Seconda Guerra

Oggi, 15 luglio gli artificieri dell’Esercito, effettivi al reggimento Genio Ferrovieri di Castel Maggiore (BO), intervenuti su richiesta della Prefettura di Pesaro e Urbino, hanno fatto brillare l’ordigno bellico del secondo conflitto mondiale rinvenuto a Montecchio, frazione del Comune di Vallefoglia (PU), si apprende da un comunicato stampa odierno dello stesso Reggimento.

Al termine delle operazioni, intorno alle 13, le numerose famiglie evacuate hanno potuto far rientro nelle loro abitazioni.

L’operazione si è resa necessaria per la particolarità dell’ordigno, una bomba d’aereo da 250 libbre di produzione britannica, spiega il Reggimento.

Gli specialisti del reggimento Genio Ferrovieri, anche questa volta coordinati dal Comando Forze Operative Nord di Padova (COMFOPNORD), intervengono quotidianamente nella propria area di competenza per disinnescare ordigni bellici rinvenuti occasionalmente.

“Dall’inizio dello scorso anno – si legge dal comunicato – sono oltre 4.000 gli ordigni residuati bellici fatti brillare dal personale del Reggimento genio ferrovieri di Castel Maggiore (BO)”.

La Forza Armata, grazie alla capacità “dual-use” dei propri reparti, oltre all’impiego operativo nelle missioni internazionali, è in grado di fronteggiare, in ogni momento, casi di pubblica calamità a supporto della popolazione su tutto il territorio nazionale, dimostrandosi una risorsa pronta e flessibile al servizio del Paese.

L’Esercito è l’unica Forza Armata preposta alla formazione degli artificieri di tutte le Forze Armate, Forze di Polizia e Corpi Armati dello Stato, conlude il comunicato.

Il video del brillamento è su Paola Casoli Vlog al link https://youtu.be/Th4e3SzFS_g

Il video della preparazione è su Paola Casoli Vlog al link https://youtu.be/QCrROSvi49w

Il video sul controllo dell’ordigno è su Paola Casoli Vlog al link https://youtu.be/Q8Xa9vxZVZg

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Fonte e foto: reggimento Genio Ferrovieri

Difesa: il Lago di Varna bonificato dai Palombari del COMSUBIN e dagli Artificieri della Julia

I Palombari della Marina Militare, spiega la Difesa in un comunicato stampa del 6 luglio, hanno rimosso dal Lago di Varna (Bolzano) una ingente quantità di residuati bellici del primo conflitto mondiale, che sono stati consegnati agli Artificieri della brigata Alpina Julia per la successiva neutralizzazione.

L’attività ha avuto luogo dal 25 giugno al 6 luglio 2018, si apprende.

Nel dettaglio, spiega il comunciato, i Palombari del Gruppo Operativo Subacquei (GOS) del Comando Subacquei ed Incursori (COMSUBIN) della Marina Militare, distaccati presso il Nucleo S.D.A.I. di Ancona (Sminamento Difesa Antimezzi Insidiosi), hanno condotto una delicata operazione subacquea nelle acque del Lago di Varna, che ha permesso di rimuovere 3.094 pericolosi ordigni esplosivi, poi consegnati agli Artificieri dell’Esercito della brigata Alpina Julia per la definitiva neutralizzazione in adeguati sedimi.

A seguito di una segnalazione di privati cittadini circa la presenza di probabili manufatti esplosivi, la Prefettura di Bolzano aveva disposto e coordinato un intervento di bonifica d’urgenza nelle acque del lago.

Le delicate attività subacquee, condotte da un team di 6 Palombari e 3 tecnici di COMSUBIN in una fascia di fondale compresa tra i 3 metri e la superfice, hanno permesso di individuare e recuperare 3.062 bombe da fucili, 8 pani di esplosivo, 3 bombe da mortaio, 2 proiettili di medio calibro e 19 bombe a mano.

Gli ordigni esplosivi, tutti risalenti alla Prima Guerra Mondiale, sono stati passati in consegna agli Artificieri del 2° reggimento Guastatori di Trento della brigata alpina Julia dell’Esercito che provvederanno alla loro custodia e successiva distruzione, si apprende.

“Sono molto soddisfatto delle operazioni subacquee che abbiamo condotto nel Lago di Varna negli ultimi anni – ha dichiarato il Tenente di Vascello Marco Cassetta, Comandante del Nucleo SDAI di Ancona – questa è la quinta volta che interveniamo d’urgenza per bonificare il Lago di Varna da questi pericolosi ordigni esplosivi. Negli ultimi due anni abbiamo effettuato 30 giorni di lavoro in queste acque che ci hanno permesso di rimuove un totale di 5.956 bombe da fucile (2.894 recuperati nel 2017 e 3.062 quelle rimosse durante questa missione), ciascuna contenente circa 700 grammi di esplosivo, che sono state consegnate a colleghi artificieri dell’Esercito. Queste attività dimostrano come le Forze Armate collaborino tra loro e siano presenti sul territorio a salvaguardia della pubblica Incolumità”.

Al termine delle operazioni, gli Artificieri del 2° reggimento Guastatori dell’Esercito hanno sottolineato l’importanza, per tutti coloro che dovessero imbattersi in manufatti con forme simili a quelle di un ordigno esplosivo, di non toccarli o manometterli in alcun modo, denunciandone immediatamente il ritrovamento alla più vicina stazione dei Carabinieri o alla locale Capitaneria di Porto, per consentire agli Artificieri dell’Esercito o ai Palombari della Marina di intervenire e rispristinare le condizioni di sicurezza.

Questo intervento testimonia l’ampio spettro di attività duali e complementari che le Forze Armate mettono a disposizione della collettività e delle istituzioni e che i Reparti subacquei della Marina conducono a salvaguardia della pubblica incolumità anche nelle acque interne, come ribadito dal decreto del Ministero della Difesa del 28 febbraio 2017, svolgendo operazioni ad alto rischio volte a ripristinare le condizioni di sicurezza, conclude il comunicato.

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Fonte e foto: PI SMD

Marina: i Palombari distruggono 313 ordigni esplosivi della Seconda Guerra a Cassibile

Dal 25 al 29 giugno 2018 i Palombari della Marina Militare appartenenti al Nucleo S.D.A.I. (Sminamento Difesa Antimezzi Insidiosi) di Augusta hanno condotto nella provincia di Siracusa un’operazione subacquea, svolta nelle acque di Cassibile, tesa a distruggere 313 ordigni esplosivi e 1.500 munizioni di armi portatili risalenti all’ultimo conflitto mondiale, ha fatto sapere la Marina Militare con un comunicato stampa del 30 giugno scorso.

La Prefettura di Siracusa ha richiesto l’intervento urgente degli operatori di COMSUBIN a seguito della segnalazione di un bagnante che, a 20 metri dalla costa e a soli 3 metri di profondità, aveva visto dei manufatti riconducibili a dei residuati bellici.

Giunti sul posto, i Palombari del Gruppo Operativo Subacquei (G.O.S.) si sono immersi per bonificare l’area che era stata sottoposta a bando d’interdizione dalla Capitaneria di Porto di Siracusa, individuando e neutralizzando 158 bombe a mano, 29 bombe da mortaio, 126 proiettili di medio e grosso calibro e 1.500 munizioni per armi portatili.

Al termine dell’operazione il Comandante del Nucleo S.D.A.I. di Augusta, Tenente di Vascello Marco Presti, ha dichiarato: “Sulla base della richiesta della Prefettura di Siracusa siamo intervenuti a Cassibile per effettuare la ricerca degli oggetti segnalati e per procedere al loro riconoscimento. Al termine delle operazioni in una ridotta area di fondale marino abbiamo rimosso un totale di 313 ordigni esplosivi molto pericolosi e 1.500 munizioni per armi portatili, tutti risalenti alla Seconda Guerra Mondiale, che abbiamo distrutto secondo le consolidate tecniche tese a preservare l’ecosistema marino in una zona di sicurezza individuata dall’Autorità Marittima”.

“Mi preme raccomandare – ha sottolineato il Comandante Presti – alle persone in vacanza al mare, che dovessero imbattersi in manufatti con forme simili a quelle di un ordigno esplosivo o parti di esso, di non toccarli o manometterli in alcun modo, denunciandone immediatamente il ritrovamento alla locale Capitaneria di Porto o alla più vicina stazione dei Carabinieri, per consentirci così di intervenire e rispristinare le condizioni di sicurezza delle nostre acque”.

Questi interventi rappresentano una delle tante attività che i Reparti Subacquei della Marina conducono a salvaguardia della pubblica incolumità, svolti anche nelle acque interne, come ribadito dal Decreto del Ministero della Difesa del 28 febbraio 2017, svolgendo operazioni subacquee ad alto rischio volte a ripristinare le condizioni di sicurezza della balneabilità e della navigazione.

Lo scorso anno, si apprende, i Palombari della Marina Militare hanno recuperato e distrutto un totale di 22.000 ordigni esplosivi residuati bellici, mentre dal 1° gennaio 2018 ne hanno già neutralizzati 11.090 dai mari, fiumi e laghi italiani, senza contare i 16.311 proiettili di calibro inferiore ai 12,7 mm anch’essi rimossi e distrutti.

Con una storia di 169 anni alle spalle, i Palombari rappresentano l’eccellenza nazionale nell’ambito delle attività subacquee, essendo in grado di condurre immersioni lavorative fino a 1.500 metri di profondità e in qualsiasi scenario operativo, nell’ambito dei propri compiti d’istituto (soccorso agli equipaggi dei sommergibili in difficoltà e la neutralizzazione degli ordigni esplosivi rinvenuti in contesti marittimi) e a favore della collettività.

Per queste peculiarità gli operatori subacquei delle altre Forze Armate e Corpi Armati dello Stato possono essere formarti esclusivamente dal Gruppo Scuole di COMSUBIN che, attraverso dedicati percorsi formativi, li abilita a condurre immersioni in basso fondale secondo le rispettive competenze.

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Fonte e foto: Marina Militare

COMLOG Esercito: il CETLI NBC con il 3° Guastatori a Musile di Piave per due ordigni della Grande Guerra

Un team di artificieri del Centro Tecnico Logistico Interforze (CETLI) NBC di Civitavecchia è intervenuto a Musile di Piave (VE), oggi, 30 maggio, in concorso al 3° reggimento Genio Guastatori di Udine, per la neutralizzazione di due granate da 100 mm risalenti alla Prima Guerra Mondiale, ha fatto sapere con una nota stampa odierna il Comando Logistico dell’Esercito (COMLOG).

I due ordigni, uno di fabbricazione austriaca e l’altro di fabbricazione italiana, presentavano delle caratteristiche strutturali compatibili con il possibile caricamento chimico, utilizzato dai belligeranti durante la Grande Guerra.

Le operazioni di brillamento, resesi necessarie poiché le granate presentavano componenti esplosive ancora attive che non ne consentivano il trasporto presso la sede del CETLI NBC, sono state condotte in località Caposile nel Comune di San Donà di Piave, si apprende, in un’area specificatamente identificata dalla Prefettura di Venezia.

Al termine delle operazioni di bonifica, che si sono svolte senza alcun inconveniente e in una cornice di sicurezza, la granata di fabbricazione austriaca è risultata essere caricata con un liquido nebbiogeno, mentre quella italiana con esplosivo convenzionale.

I residuati bellici, spiega il COMLOG nella nota, sono stati neutralizzati con una particolare tecnica in “basso ordine” mediante la quale è possibile accedere all’ordigno in modo preciso e mirato evitando la dispersione delle eventuali sostanze contenute all’interno.

L’intervento di bonifica effettuato oggi dal CETLI si aggiunge agli altri tredici effettuati nel 2018 su munizionamento a presunto caricamento speciale.

Il CETLI è un Ente alle dipendenze del Comando Logistico dell’Esercito ed è l’unico dell’Esercito che ha la competenza per la bonifica sul territorio nazionale di ordigni a presunto caricamento chimico.

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Il 3° rgt Genio Guastatori in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: COMLOG Esercito

COMLOG: interventi del CETLI NBC a Bolzano, Belluno e Vicenza per disinnesco ordigni a presunto caricamento chimico

Gli artificieri del Centro Tecnico Logistico Interforze NBC (CETLI NBC) di Civitavecchia sono intervenuti dal 21 al 24 maggio in concorso al 2° reggimento Genio guastatori di Trento per la neutralizzazione di una bombola e di tre ordigni a presunto caricamento chimico rinvenuti in località Sesto Pusteria (BZ), Lastebasse (VI), Lugo di Vicenza (VI) e Fonzaso (BL) e risalenti alla Prima Guerra Mondiale.

Lo ha comunicato il Comando Logistico dell’Esercito (COMLOG) con una nota stampa del 25 maggio.

Le tre granate, di calibro compreso tra 100 mm e 149 mm, benché presentassero caratteristiche strutturali compatibili con il caricamento chimico, al termine delle operazioni di bonifica si sono rivelate essere cariche con esplosivo convenzionale, un liquido nebbiogeno e una sostanza lacrimogena.

Anche all’interno della bombola, di fabbricazione austro-ungarica, non era presente nessun aggressivo chimico. Tutti i residuati bellici sono stati neutralizzati con una particolare tecnica in “basso ordine” mediante la quale è possibile accedere all’ordigno in modo preciso e mirato evitando la dispersione delle sostanze contenute all’interno.

I quattro interventi di bonifica di questa settimana, effettuati dal CETLI in concorso al 2° reggimento Genio Guastatori e coordinati dal Comando Forze Operative Nord (COMFOPNORD) di Padova, si aggiungono ad altri sei effettuati dal Centro nel 2018 su munizionamento a presunto caricamento speciale.

Il CETLI è un Ente alle dipendenze del Comando Logistico dell’Esercito ed è l’unico della Forza Armata che ha la competenza per la bonifica sul territorio nazionale di ordigni a presunto caricamento chimico.

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Fonte e foto: COMLOG Esercito

COMLOG: ordigno al fosforo neutralizzato dal 21° rgt Guastatori e dal CETLI NBC ad Aprilia

Gli artificieri del 21° reggimento Genio Guastatori, in collaborazione con il personale del Centro Tecnico Logistico Interforze (CETLI) NBC di Civitavecchia, hanno disinnescato, la scorsa domenica, un ordigno esplosivo a presunto caricamento chimico, risalente al secondo conflitto mondiale, rinvenuto in località “Giannottola”, ad Aprilia (LT), nel corso di lavori in un terreno agricolo, spiega con una nota stampa odierna il Comando Logistico dell’Esercito (COMLOG).

“La bomba, una granata d’artiglieria da 75 mm di fabbricazione americana rivelatasi poi caricata con fosforo, è stata rinvenuta in buone condizioni e ancora attiva e micidiale, scrive il COMLOG.

Grazie alla sinergia tra gli artificieri dei due Reparti dell’Esercito, l’ordigno è stato dapprima neutralizzato mediante una particolare tecnica in basso ordine, Low Order, e poi distrutto mediante brillamento con cariche esplosive.

La delicata operazione di disinnesco, per ragioni di sicurezza, ha richiesto un’area di sgombero di 500 metri e l’evacuazione di diverse famiglie.

Questa è stata la cinquantesima bonifica effettuata dagli artificieri specialisti nella disattivazione di ordigni esplosivi regolamentari e di circostanza del 21° reggimento Genio Guastatori di Caserta, coordinati dal Comando Forze Operative Sud (COMFOP SUD) di Napoli. Dall’inizio dell’anno sono stati oltre 120 gli ordigni neutralizzati, tra cui 2 bombe d’aereo da 500 e 1000 libbre.

L’Esercito, grazie alla capacità “dual-use” dei Reparti dell’Arma del Genio, oltre all’impiego operativo nelle missioni internazionali, è in grado d’intervenire in ogni momento, ricorda il COMLOG, in tutto il territorio italiano a supporto della comunità nazionale, in interventi di pubblica utilità confermandosi, in qualsiasi circostanza, una risorsa per il Paese.

L’Esercito Italiano, inoltre, è l’unica Forza Armata preposta alla formazione degli artificieri di tutte le Forze di Polizia, Forze Armate e Corpi Armati dello Stato.

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Fonte e foto: COMLOG Esercito

Bonifica ordigni: domenica disinnesco in centro a Bologna di una bomba d’aereo MK IV da 500 libbre

Gli artificieri dell’Esercito provenienti dal reggimento Genio Ferrovieri di Castel Maggiore, Bologna, provvederanno nella mattina di domenica 8 aprile al disinnesco di un ordigno bellico di fabbricazione britannica risalente alla Seconda Guerra Mondiale, rinvenuto in modo occasionale in un cantiere edile nel centro di Bologna.

È il Comando Militare Esercito (CME) Emilia – Romagna a darne notizia con un comunicato stampa di oggi, 6 aprile.

L’ordigno, una bomba d’aereo MK IV da 500 libbre (“213 kg, di cui 66 kg di esplosivo ad alto potenziale”, spiega il CME Emilia – Romagna), è già stato messo in sicurezza dai Genieri dell’Esercito intervenuti, a partire dallo scorso 15 marzo, per circoscrivere l’area e realizzare attorno alla bomba una struttura di protezione.

La delicata operazione di disinnesco, condotta sul campo da un team di artificieri specialisti, esperti nel settore della disattivazione di ordigni esplosivi regolamentari e di circostanza, prevede la rimozione delle spolette di testa e coda dall’ordigno e successivamente, il trasporto della bomba presso una cava di Pianoro, in provincia di Bologna, dove si procederà al relativo brillamento.

Per garantire un’adeguata cornice di sicurezza all’intervento, la locale amministrazione comunale ha stabilito, con apposita ordinanza, l’interruzione della viabilità locale sin dalle prime ore di domenica e l’evacuazione di tutti gli abitanti nel raggio di 800 metri dal luogo di rinvenimento del manufatto esplosivo.

I reparti Genio dell’Esercito Italiano, grazie alle esperienze maturate nei teatri operativi e alla elevata connotazione “dual-use”, operano in favore della comunità e sono competenti della bonifica di ordigni inesplosi e residuati bellici su tutto il territorio nazionale.

Nel 2017 gli interventi di bonifica effettuati dagli artificieri dell’Esercito sono stati circa 3.000, di cui 24, ritenuti complessi, hanno comportato l’evacuazione di cittadini.

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Fonte: CME Emilia – Romagna

Foto: Esercito Italiano

Esercito: a Pasqua circa 11mila militari impegnati al servizio della collettività dentro e fuori l’Italia

“Anche durante le festività Pasquali gli uomini e le donne dell’Esercito sono al lavoro su tutto il territorio italiano nelle piazze delle maggiori città italiane”, ha ricordato con un comunicato stampa del 1° aprile lo stato maggiore dell’Esercito.

In particolare, fa sapere l’Esercito, sono 7mila i militari impegnati costantemente all’interno dei confini nazionali nel presidiare il territorio e le principali aree metropolitane con l’operazione Strade Sicure, in concorso alle forze dell’ordine.

Mentre sono circa 4mila i militari schierati all’estero nell’ambito di missioni internazionali a guida NATO, ONU o Unione Europea, con compiti di cooperazione allo sviluppo e sostegno ai processi di ricostruzione delle aree più martoriate del mondo, sino all’addestramento delle forze di sicurezza locali, ovvero la gamma di attività definita Security Force Assistance (SFA).

“L’Esercito, con 4.000 soldati – ricorda il comunicato stampa – continua anche in questi giorni il suo impegno in 15 Paesi esteri, per contribuire alla sicurezza. Fuori dai confini nazionali, sono il Libano, l’Afghanistan e l’Iraq i teatri operativi dove è più consistente la presenza dei militari italiani, ma non meno importante è la presenza in Somalia e Mali, dove i nostri soldati addestrano le forze di sicurezza locali, e il Kosovo, dove, peraltro, l’Italia dal 2013 detiene la leadership della missione Nato-Kfor”.

Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito (CaSME), gen Salvatore Farina, nell’incontrare gli uomini e le donne che concorrono a garantire la sicurezza a Venezia nell’ambito dell’Operazione Strade Sicure, ha voluto esprimere gratitudine a tutto personale dell’Esercito con queste parole: “Il vostro continuo impegno e la vostra presenza nei punti sensibili del territorio nazionale contribuiscono a rafforzare la sicurezza per tutti i nostri concittadini. Per questo, ringrazio voi e le vostre famiglie per l’insostituibile sostegno morale e materiale che dimostrano condividendo le scelte, talvolta impegnative e difficili, oggi più che in altri giorni dovendo rinunciare a trascorrere la Pasqua con i propri congiunti”.

Dal 1° gennaio 2018 a oggi, l’Esercito ha consentito l’identificazione di circa 57.000 persone, 170 delle quali poste in stato di fermo, oltre 200 denunciate; 13.840 veicoli controllati, con 14 sequestri di armi e 152 di veicoli, fa sapere in dettaglio il comunicato della Forza Armata.

“Cospicuo il sequestro di sostanze stupefacenti e oggetti contraffatti”, spiega il comunicato stampa, che così conclude: “Un impegno dinamico e a 360 gradi quello dell’Esercito, che evidenzia una spiccata valenza duale, nell’ottica di dotare lo Strumento Militare Terrestre sia di avanzate capacità di combattimento delle unità sul terreno, sia di poter intervenire tempestivamente, in Patria o all’estero, in situazioni di emergenza o di pubblica utilità: tra queste, solo lo scorso anno, circa 3.000 bonifiche di ordigni esplosivi e residuati bellici e 14 campagne antincendio effettuate con velivoli dell’Aviazione dell’Esercito”.

Fonte e foto: PI SME

Bonifica ordigni: la bomba di Fano neutralizzata in mare dai palombari del COMSUBIN

“Oggi alle ore 11.00 i Palombari del Gruppo Operativo Subacquei (GOS) del Comando Subacquei ed Incursori (COMSUBIN) della Marina Militare hanno concluso le operazioni subacquee distruggendo il pericoloso ordigno esplosivo rinvenuto sulla spiaggia di Fano lo scorso 13 marzo”, fa sapere con un comunicato stampa di oggi, 19 marzo, la Marina Militare.

I Palombari della Marina erano già intervenuti congiuntamente agli Artificieri dell’Esercito, su disposizione della Prefettura di Pesaro e Urbino, per movimentare e mettere in sicurezza il residuato bellico – una bomba d’aereo inglese MK6 da 500 libbre –  dotata di un particolare dispositivo d’innesco a ritardo d’armamento di 144 ore che ne faceva un grave pericolo per il vicino ospedale di Fano (link articolo qui e in calce).

Dopo una lunga, meticolosa ed estenuante attività notturna l’ordigno era stato rimosso dal sito di rinvenimento e trasportato in mare aperto dal personale della Marina Militare a distanza di sicurezza da istallazioni terresti e vie di comunicazione marittima, garantendo la regolare ripresa delle attività sociali della cittadina.

“Intervenire su di un ordigno esplosivo di così grandi dimensioni e innescato con un congegno a tempo è molto particolare, l’adrenalina si fa sentire e l’attenzione che diamo ad ogni minima azione è sempre massima – ha dichiarato il Capitano di Corvetta Therry Trevisan, a capo del team del  COMSUBIN incaricato del brillamento – tuttavia non abbiamo fatto a tempo a smaltire le emozioni di quella notte perché, terminato il riposizionamento della bomba nell’area di sicurezza, siamo tornati a Grado per continuare un importante operazione di bonifica di ordigni esplosivi rinvenuti all’interno di un relitto austriaco della Prima Guerra Mondiale”.

“Allo scadere delle 144 ore, tempo stimato massimo d’armamento dell’ordigno rinvenuto a Fano – ha continuato a spiegare il Comandante – siamo tornati stamani nelle Marche per concludere il lavoro e distruggere la bomba d’aereo che, nei giorni passati, aveva fatto perdere il sonno a molte persone. Le operazioni subacquee condotte stamani sono state condotte con condizioni meteo marine al limite, che i Palombari del Gruppo Operativo Subacquei sono in grado di affrontare grazie all’addestramento specifico”.

L’attività appena conclusa conferma l’elevato livello di professionalità che le Forza Armate Italiane sono in grado di mettere a disposizione della collettività in perfetta sinergia interforze e in un’ottica di una efficace collaborazione interministeriale e interagenzia, sottolinea il comunicato stampa.

Questo intervento rappresenta una delle tante attività che i Reparti Subacquei della Marina conducono a salvaguardia della pubblica incolumità anche nelle acque interne, come ribadito dal Decreto del Ministero della Difesa del 28 febbraio 2017, svolgendo operazioni subacquee ad alto rischio volte a ripristinare le condizioni di sicurezza della balneabilità e della navigazione.

Lo scorso anno, ricorda il comunicato, i Palombari della Marina Militare hanno recuperato e distrutto un totale di 22.000 ordigni esplosivi residuati bellici, mentre dal 1° gennaio 2018 ne hanno già neutralizzati 1.360 dai mari, fiumi e laghi italiani, senza contare i proiettili di calibro inferiore ai 12,7 mm anch’essi rimossi e distrutti.

Chi sono i Palombari (fonte approfondimento: Marina Militare):

Con una storia di 169 anni alle spalle, i Palombari rappresentano l’eccellenza nazionale nell’ambito delle attività subacquee essendo in grado di condurre immersioni lavorative fino a 1.500 metri di profondità ed in qualsiasi scenario operativo, nell’ambito dei propri compiti d’istituto (soccorso agli equipaggi dei sommergibili in difficoltà e la neutralizzazione degli ordigni esplosivi rinvenuti in contesti marittimi) ed a favore della collettività.

Per queste peculiarità gli operatori subacquei delle altre Forze Armate e Corpi Armati dello Stato possono essere formarti esclusivamente dal Gruppo Scuole di Comsubin che, attraverso dedicati percorsi formativi, li abilita a condurre immersioni in basso fondale secondo le rispettive competenze.

Il Gruppo Operativo Subacquei, GOS (fonte Marina Militare):

Il Gruppo Operativo Subacquei, posto alle dipendenze del Comando Subacquei ed Incursori della Marina Militare, ha acquisito nel tempo la capacità di operare sotto la superficie del mare sino a 1.500 metri con i veicoli subacquei e fino a 300 metri con l’uomo.

Le missioni assegnate dal Paese al GOS sono le seguenti:

  • condurre qualsiasi genere di operazione subacquea tesa alla ricerca, recupero ed intervento lavorativo fino ai massimi fondali consentiti dalle numerose apparecchiature subacquee a disposizione (qualsiasi tipologia di autorespiratore, impianti integrati per immersioni profonde, scafandri rigidi articolati, minisommergibili, robot filoguidati ed autonomi ad altissima tecnologia);
  • effettuare il soccorso agli equipaggi dei sommergibili in difficoltà attraverso le apparecchiature speciali imbarcate sulle Navi alle dipendenze di Comsubin o mediante il Nucleo SPAG (Submarine Parachute Assistance Group) trasportato nell’area del sinistro con elicotteri o aerei militari;
  • svolgere la bonifica degli ordigni esplosivi di qualsiasi natura, convenzionali o improvvisati (EOD/IEDD – Explosive Ordnance Disposal/Improvised Explosive Device Disposal) che vengano rinvenuti in contesti marittimi. Per contesto marittimo s’intende il mare, i laghi ed i fiumi, a bordo delle Unità Navali, nelle infrastrutture portuali ed in opere fondate in acqua.

Con una storia di 169 anni alle spalle, il GOS è l’eccellenza nell’ambito della Difesa nazionale nel contesto delle operazioni subacquee ed estende le proprie capacità anche a numerose attività a favore della collettività soprattutto in ambito sanitario, scientifico e sociale.  Sono stati migliaia gli interventi volti alla bonifica dei litorali italiani da ordigni esplosivi residuati bellici e quelli svolti per condurre trattamenti di ossigeno terapia iperbarica a favore di pazienti civili.

Per queste peculiarità gli operatori subacquei delle altre Forze Armate e Corpi Armati dello Stato possono essere formarti esclusivamente dal Gruppo Scuole di COMSUBIN che, attraverso dedicati percorsi formativi, li abilita a condurre immersioni in basso fondale secondo le rispettive competenze.

Il Gruppo Operativo Subacquei rappresenta un punto di forza, nonché elemento di orgoglio per la Marina Militare, infatti grazie alle sue capacità ed alla stretta collaborazione esistente con i diversi Dicasteri ed Agenzie dello Stato, il GOS viene impiegato in Antartide per coordinare tutte le immersioni che vengono effettuate nell’ambito delle spedizioni italiane organizzate dall’Enea, nelle attività di ricerca e tutela dei beni archeologici subacquei oppure a supporto del Ministero dello Sviluppo Economico per quanto riguarda le attività ispettiva di controllo agli impianti e strutture subacquee delle attività di estrazione idrocarburi off-shore.

I Palombari sono spesso chiamati ad operare anche in complesse operazioni subacquee di Protezione Civile, peculiarità che rende tale componente della Marina un vero e proprio strumento dual use al servizio della collettività.

Le operazioni più recenti condotte dai Palombari di Comsubin sono state:

  • il naufragio della nave passeggeri Costa Concordia (2012);
  • il crollo della torre piloti di Genova a seguito dell’abbattimento causato dal Mercantile Jolly Nero (2013), operazione per la quale la Bandiera di Guerra di Comsubin è stata decorata con una Medaglia d’Argento al Valori di Marina;
  • gli interventi subacquei di Lampedusa (ottobre 2013) e del Mediterraneo Centrale (aprile 2015) conseguenti ai naufragi più drammatici accaduti negli ultimi anni. In particolare, quest’ultima operazione ha visto Comsubin impegnato nella ricerca e recupero delle salme a 370 metri di profondità ed il coordinamento di tutte le attività tese al recupero dell’intero relitto dal fondo (2015-2016). Per questa operazione è stata attribuita la Medaglia d’Oro al Merito Civile alla Bandiera di Guerra della Marina Militare e delle Forze navali;
  • la rimozione e neutralizzazione di oltre 22.000 pericolosi ordigni esplosivi, residuati bellici, rinvenuti nei mari, laghi e fiumi italiani durante il 2017;
  • l’individuazione ed il recupero della scatola nera dell’Eurofighter Typhoon dell’Aeronautica Militare, impattato lo scorso settembre nelle acque antistanti Terracina.

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Fonte e foto: Marina Militare

Bonifica ordigni: gli artificieri della Sassari bonificano due granate di artiglieria nel Cagliaritano

Gli artificieri del 5° reggimento Genio Guastatori della brigata Sassari hanno concluso mercoledì scorso le operazioni di bonifica e messa in sicurezza di una granata d’artiglieria da 76 mm, ha fatto sapere con una nota stampa del 16 marzo il Comando Forze Operative Sud (COMFOP SUD).

Le operazioni si sono svolte a seguito della richiesta di intervento da parte della Prefettura di Cagliari.

Il proietto d’artiglieria, risalente alla Seconda Guerra Mondiale, caricato con alto esplosivo e ancora attivo, è stato ritrovato nei giorni precedenti ad Assemini, in località Sula Unaxi, a seguito di lavori di aratura di un terreno da parte di un contadino.

Gli artificieri dell’Esercito hanno provveduto alla messa in sicurezza e bonifica dell’ordigno, conclusa con il brillamento del residuato presso una cava di pietra, si apprende in dettaglio.

L’intervento costituisce il secondo effettuato nell’arco di una settimana, fa sapere il COMFOP SUD: i Genieri del 5° Reggimento sono intervenuti anche a Iglesias per la bonifica di una granata d’artiglieria da 90 mm, caricata con alto esplosivo e ritrovato a seguito di lavori di disboscamento.

Gli artificieri dell’Esercito, sono gli unici deputati a operare su questa tipologia di ordigni, conclude la nota stampa, e garantiscono tempestivi interventi di bonifica e messa in sicurezza.

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Fonte e foto: COMFOP SUD