Capitaneria di Porto

La VARDIREX 2019 si conclude con un intervento emergenziale complesso simulato da Esercito, Marina, Protezione Civile e ANA

Si è conclusa con una maxi-emergenza simulata l’esercitazione VARDIREX 2019 (Various Disaster Relief Management Exercise), si apprende da un comunicato stampa di oggi, 8 novembre, del 1° reggimento di Artiglieria da montagna dell’Esercito Italiano.

La fase dell’atto conclusivo ha visto la partecipazione del Comandante delle Forze Operative Terrestri e del Comando Operativo Esercito dell’Esercito Generale di Corpo d’Armata Federico Bonato, del Comandante delle Truppe Alpine Generale di Corpo d’Armata Claudio Berto, del Comandante della Prima Divisione Navale Contrammiraglio Stefano Turchetto, del Presidente Nazionale dell’Associazione Alpini Ing. Sebastiano Favero, dei Vertici del Dipartimento Nazionale di Protezione Civile e delle Autorità locali.

Quest’anno la Vardirex, esercitazione interagenzia oramai consolidata, si è svolta in diversi scenari individuati tra Liguria e Lombardia, con lo scopo di testare la risposta sul campo da parte del Dipartimento di Protezione Civile e delle Forze Armate in caso di allertamento per pubbliche calamità, anche di diversa entità, che colpiscono contemporaneamente più aree del Paese.

Nei comuni di Imperia e Lodi sono stati allestiti 3 campi base con relative infermerie da campo (2 in Liguria e 1 in Lombardia) per il coordinamento delle attività di soccorso e ripristino delle normalità a seguito di eventi calamitosi simulati, in particolare, negli abitati di Cervo, Taggia, Diano Castello e Montanaso Lombardo.

Durante i 3 giorni d’esercitazione sono state simulate situazioni emergenziali complesse dovute a scosse sismiche, condizioni meteo particolarmente avverse, alluvioni, smottamenti e frane che hanno richiesto l’intervento immediato dei soccorsi giunti sia via terra che via mare grazie al simultaneo impegno dei soccorritori dell’Esercito, della Marina Militare e dei volontari dell’Associazione Nazionale Alpini (ANA).

L’Esercito, si apprende, ha schierato nella VARDIREX assetti specialistici e numerosi mezzi e materiali tecnici provenienti principalmente dalle Truppe Alpine, che nelle diverse simulazioni ha impegnato circa 150 specialisti con competenze nei relativi campi di intervento; in particolare, i piloti e gli elicotteri dell’AVES (Aviazione Esercito) hanno garantito i collegamenti nella terza dimensione a tutto vantaggio della rapidità nei soccorsi, i genieri hanno lavorato al ripristino delle strutture essenziali, ma anche alla tutela dei beni culturali, le Squadre Soccorso Alpino Militare hanno portato a termine operazioni complesse di primo soccorso ed evacuazione di feriti, i trasmettitori hanno garantito a tutti gli attori della simulazione la possibilità di comunicare anche in condizioni estreme.

Il tutto è stato perfettamente coordinato con le componenti del sistema di gestione e risoluzione della crisi emergenziale, punto focale dell’esercitazione.

Le reali condizioni meteo delle scorse settimane hanno consentito in alcune occasioni di testare in modo reale le capacità di intervento delle unità delle Truppe Alpine che sono state chiamate a effettuare alcune ricognizioni tecniche, con i loro assetti del Genio, su siti colpiti dalle forti piogge modificando – “senza impatti”, specifica il comunicato stampa –  il loro assetto da addestrato a operativo, effettuando anche interventi di svuotamento di grandi quantità di acque piovane dal seminterrato di un edificio che, benché non più in uso, avrebbe potuto rappresentare un pericolo per la popolazione.

La Marina Militare ha impiegato la fregata Rizzo, ormeggiata in prossimità di una zona costiera colpita da un evento calamitoso, che ha permesso di intervenire, con un eliporto sempre pronto, immediatamente disponibile, con capacità di operare di giorno e di notte.

La nave, inoltre, con le sue capacità di comando, controllo e comunicazioni ha permesso l’installazione rapida di un posto di comando a poca distanza dall’area colpita, da cui hanno operato i comandi interforze della Difesa, il personale del Dipartimento della Protezione Civile e i volontari dell’ANA.

Gli uomini e mezzi della Marina Militare sono a supporto del Paese in molteplici settori, sottolinea il comunicato.

L’ampio spettro di professionalità del personale, dei mezzi e delle risorse operative e logistiche – come quelle in uso alla Capitaneria di Porto che per l’occasione ha presentato il nuovo natante “Rescue Runner”, capace di navigare sotto costa con solo 30 cm di pescaggio – sono impiegabili per compiti militari tradizionali, ma possono essere resi disponibili per un’ampia gamma di attività e operazioni, dal sociale all’umanitario, dall’ambientale allo scientifico.

Come ha sottolineato il Comandante delle Truppe Alpine, Generale di Corpo d’Armata Claudio Berto, “L’Esercito, in questa circostanza con le Truppe Alpine e le Unità della Marina con la Nave Rizzo e le strutture operative delle Capitanerie, sono pienamente coinvolte in programmi e sperimentazioni che hanno come obiettivo il raggiungimento di una maggiore capacità d’intervento in sinergia con tutte le altre organizzazioni che si occupano di previsioni e soccorso”: quello che in sostanza rappresenta uno degli scopi principali della Vardirex 2019, conclude il comunicato.

Fonte e foto: 1° reggimento Artiglieria da Montagna

Marina Militare: pubblicato il bando di concorso per 2.225 VFP1 con accesso a Forze Speciali, Componenti specialistiche e Capitanerie

Con la pubblicazione sulla 4^ serie speciale della Gazzetta Ufficiale (nr. 61 del 03.08.2018), è iniziato l’iter che permetterà a 2.225 ragazzi tra i 18 e i 25 anni di potersi arruolare nella Marina Militare come Volontari in Ferma Prefissata annuale (VFP1), ha fatto sapere la stessa Forza Armata con un comunicato stampa del 7 agosto.

Le domande per la partecipazione al primo blocco di reclutamento, spiega la Marina, dovranno essere presentate dal 29 agosto al 27 settembre 2018; dal 7 gennaio al 5 febbraio 2019 per i giovani che intendono partecipare al secondo blocco.

“La Marina Militare rappresenta una straordinaria opportunità per i giovani di oggi, che vogliono investire da subito sul proprio futuro per diventare ‘veri professionisti del mare’. L’ambiente marittimo è la chiave di volta del domani dell’Italia, dell’Europa e di tutto il Pianeta”, scrive la Marina nel suo comunciato.

Le strutture di formazione e addestramento della Marina Militare rappresentano la “palestra di vita” con codici comportamentali basati su valori imprescindibili, sullo spirito di squadra, sul rispetto dell’ambiente, sull’assistenza al prossimo e alla collettività, dove si impara ad assumere delle precise responsabilità.

Diventare VFP1 della Marina Militare è il primo passo verso una carriera da professionista del mare, spiega la Forza Armata.

Il servizio prestato per un anno permette, infatti, di poter partecipare, successivamente, alle selezioni per ulteriori due rafferme, ciascuna della durata di un anno, oppure di partecipare ai concorsi per VFP4 delle Forze Armate e contare su una percentuale di posti riservati nei concorsi delle Forze di Polizia.

Inoltre, il servizio prestato in Marina Militare costituisce titolo di merito in altri concorsi della Forza Armata.

Anche quest’anno i VFP1 potranno accedere alle Forze Speciali (incursori), alle Componenti Specialistiche (anfibi, palombari, sommergibilisti e componente aeromobili) o al Corpo delle Capitanerie di Porto (CP).

Gli hashtag per parlarne sono: #ProfessionistiDelMare #ilTuoFuturoèilMare

Clicca QUI per la sezione concorsi sul sito web istitutuzionale della Marina Militare

Approfondimenti (fonte Marina Militare):

I Volontari della Ferma Prefissata annuale, al termine della breve esperienza, hanno la possibilità di partecipare all’arruolamento nei Volontari in Ferma Prefissata Quadriennale (VFP4), che prevede una fase di formazione professionale teorica, della durata di circa 6 mesi, presso le Scuole Sottufficiali di Taranto e La Maddalena oppure presso i reparti operativi, avvicendata da un tirocinio pratico di addestramento a bordo delle navi. I volontari della ferma prefissata sono impiegati in attività operative e addestrative della Marina e del Corpo della Capitaneria di Porto, nonché negli enti interforze, sia sul territorio nazionale sia all’estero.

Al termine della Ferma Prefissata Quadriennale i volontari possono proseguire la carriera in Marina transitando nel Servizio Permanente nel ruolo dei volontari di truppa.

Fonte e foto: Marina Militare

Marina Militare e ministero dell’Ambiente contro l’inquinamento e a tutela delle biodiversità nell’ambito dell’accordo Ramoge

Si è conclusa lo scorso 17 settembre l’esercitazione antinquinamento Elba 2014, focalizzata alla lotta agli inquinamenti marini e costieri e la protezione della biodiversità.

L’esercitazione internazionale, pianificata e condotta nelle acque a nord dell’Isola d’Elba, zona ecologicamente sensibile – Santuario Pelagos – Arcipelago toscano – è frutto dell’accordo Ramoge, siglato nel 1976  tra Italia, Francia e Principato di Monaco, e rappresenta il simbolo di un nuovo approccio di conservazione dell’ambiente marino e introduce il concetto di cooperazione e di solidarietà sub-regionale.

La Marina Militare supporta il Ministero dell’Ambiente e la Protezione Civile nell’applicazione del piano operativo di pronto intervento per la difesa del mare e delle zone costiere dagli inquinamenti causati da incidenti marini e per la direzione delle attività di disinquinamento in alto mare durante l’emergenza, il Piano Ramogepol.

L’attività  ha coinvolto navi mercantili e militari,  i mezzi navali del consorzio Castalia, i velivoli e gli equipaggi messi a disposizione dai tre paesi firmatari dell’accordo Ramoge. Quest’anno, per il secondo anno consecutivo, presente anche la Spagna. L’Italia ha partecipato con il pattugliatore della Marina Militare Cassiopea e le motovedette e gli assetti aerei della Capitaneria di Porto.

La Marina Militare esprime le sue capacità e impiega i propri uomini e i mezzi svolgendo un importante ruolo nel sistema nazionale di contrasto all’inquinamento da idrocarburi, a salvaguardia delle coste e dell’ambiente marino.

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Fonte e foto: Marina Militare, Ramoge

Mare Nostrum, Marina Militare: bilancio dei migranti soccorsi nel fine settimana, sono quasi 3mila compresi i 507 in arrivo a Vibo Valentia su mercantile Blue Emerald

Nell’ambito dell’operazione Mare Nostrum sono 2.372 i migranti soccorsi in più interventi dalle navi della Marina Militare e dalle motovedette delle Capitanerie di porto in questo fine settimana nello Stretto di Sicilia, fa sapere la stessa marina Militare.

Il pattugliatore Borsini ha sbarcato ieri ad Augusta 493 migranti, tra loro 107 donne e 95 minori.

La fregata Virginio Fasan che ha bordo 837 persone (di cui 95 donne e 149 minori) arriverà nella giornata di domani a Salerno. A bordo sono presenti anche i migranti recuperati dal pattugliatore Sirio.

Nave Diciotti della Capitaneria di porto dirige per Brindisi, dove è previsto l’arrivo per oggi pomeriggio, con a bordo 592 migranti (78 sono le donne, 102 i minori).

Il pattugliatore Orione, in tre interventi, ha recuperato 281 migranti (21 donne e 5 minori). La nave è in trasferimento verso le coste italiane, a bordo anche il corpo senza vita di un uomo recuperato durante l’ultimo intervento. In zona unità della Marina militare continuano le ricerche di eventuali dispersi.

La motovedetta Fiorillo la notte tra domenica e lunedì ha imbarcato 169 (11 donne e 12 minori) migranti intervenendo su un barcone in difficoltà a nord delle coste libiche.

Ha partecipato nella fase di avvistamenti ad alcuni natanti in difficolta anche un velivolo Atlantic dell’Aeronautica Militare.

Ai migranti recuperati dal dispositivo Mare Nostrum sono da aggiungere i 507 migranti (71 donne e 95 minori) a bordo della nave mercantile Blue Emerald. La nave arriverà nel tardo pomeriggio di oggi a Vibo Valentia.

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Fonte e foto: Marina Militare

Mare Nostrum, Marina Militare: il bilancio dei soccorsi nel fine settimana. Oltre 1.300 stanno sbarcando a Taranto, domani 227 a Salerno

Durante il fine settimana i mezzi aeronavali della Marina Militare sono stati continuamente impegnati nel soccorso ai numerosi migranti in arrivo dalle coste del nord Africa, fa sapere la stessa Forza Armata in un comunicato stampa odierno.

Tra venerdì 1° agosto e domenica 3 sera sono state assistite oltre 2.500 persone dalle navi impegnate nell’operazione Mare Nostrum, tra cui le fregate Aliseo e Fasan, la corvetta Sfinge e la nave anfibia San Giusto e gli elicotteri imbarcati.

I 1.311 migranti che la fregata Fasan sbarcherà in mattinata nel porto di Taranto provengono dagli interventi effettuati tra venerdì e sabato nel Canale di Sicilia a sud di Lampedusa.

A bordo della nave anfibia San Giusto invece ci sono 1.189 migranti soccorsi da navi della Marina Militare, dalle unità della Capitaneria di Porto Peluso, Dattilo e altre motovedette minori e da alcune imbarcazioni mercantili intervenute in assistenza.

Si è concluso ieri sera, intanto, l’ultimo evento di soccorso da parte della fregata Aliseo: 227 migranti, tra cui 40 donne e 95 minori che saranno trasbordati su nave San Giusto. La nave anfibia sbarcherà domani a Salerno tutti i migranti che ha a bordo.

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Mare Nostrum: Marina Militare, Capitaneria di Porto e Guardia di Finanza insieme tutta la notte in soccorso ai migranti a sud di Lampedusa. Il punto degli ultimi giorni

Ieri, 10 aprile, e per tutta la notte le navi della Marina Militare, supportate da motovedette della Capitaneria di Porto e della Guardia di Finanza, hanno portato in salvo migranti in arrivo dalle coste del nord Africa, fa sapere la stessa Marina Militare in un comunicato stampa di questa mattina 11 aprile.

La fregata Euro in soccorso a due natanti ha imbarcato 336 migranti, di cui 44 donne e 10 minori. La nave della Marina Militare ha poi trasbordato 66 migranti sulla motovedetta della Guardia di Finanza Avallone, che ora è in navigazione verso Porto Empedocle.

La fregata Espero ha soccorso 198 migranti, di cui 17 donne; la rifornitrice Stromboli ha imbarcato 108 migranti tra cui 3 minori; le motovedette della Capitaneria di Porto CP 305 e la CP 319 hanno soccorso e trasferito sul pattugliatore Sirio 54 migranti, di cui 53 donne e 9 minori.

Tutti i migranti soccorsi nella notte saranno trasferiti in giornata sulla nave anfibia San Giorgio.

A Trapani intanto è atteso l’arrivo della fregata Zeffiro con a bordo oltre 400 migranti soccorsi ieri nella acque a sud Lampedusa.

Individuati quattro presunti scafisti

Tra i circa 1.200 migranti sbarcati la sera del 9 aprile dalla nave anfibia San Giorgio nel porto di Augusta, si è appreso dalla Marina Militare il 10 aprile, sono stati identificati e fermati dall’autorità giudiziaria quattro presunti scafisti: un tunisino, un sudanese e due somali.

I 1.200 migranti sono stati recuperati da nave San Giorgio l’8 e il 9 aprile nelle acque a sud di Lampedusa con il supporto delle motovedette della Capitaneria di Porto.

Nel porto di Pozzallo la sera del 9 è stato completato lo sbarco di 261 migranti soccorsi dalla fregata Espero la mattina di martedì 8 aprile.

Alla data dell’invio del comunicato stampa, nella tarda mattinata di giovedì 10 aprile, erano in corso le operazioni di assistenza da parte di altre quattro navi della Marina Militare: la fregata Euro -circa 450 migranti-, la fregata Zeffiro -circa 150-, il pattugliatore Foscari -circa 220- e la corvetta Urania -circa 100-.

Migranti senza salvagenti: mezzi interforze in soccorso (7,8 e 9 aprile)

Le navi della Marina Militare, San Giorgio, Espero e Sirio, con le motovedette della Capitaneria di Porto, una motovedetta della Guardia di Finanza e il supporto di una nave mercantile, la sera dell’8 aprile, e per tutta la notte, hanno prestato soccorso ai migranti in arrivo dalle coste africane.

La nave anfibia San Giorgio è intervenuta in assistenza a 4 natanti sovraffollati con il supporto delle Motovedette CP 305 e CP 282, imbarcando oltre mille persone, tra cui donne e bambini, senza salvagenti personali.

Il pattugliatore Sirio nella notte ha portato a termine il salvataggio di 113 migranti, tutti uomini, con l’assistenza della nave mercantile City of Silon.

La fregata Espero la sera dell’8 ha dichiarato la situazione di emergenza in base alle condizioni di galleggiabilità di un natante con a bordo 261 persone, concludendo le operazioni di salvataggio nelle prime ore della mattina successiva.

Nave San Giorgio si stava dirigendo nella mattinata del 9 verso il porto di Augusta per lo sbarco dei migranti come disposto dal Ministero dell’Interno.

La sera dell’8 aprile, nei porti di Pozzallo e Augusta, le navi Maestrale, Euro e Foscari hanno completato lo sbarco di 1049 migranti soccorsi il 7 e l’8 aprile.

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Fonte e foto: Marina Militare

Marina Militare, Mare Nostrum: 219 migranti soccorsi a sud est di Lampedusa, quasi tutti siriani

Martedì mattina, 11 marzo scorso, l’elicottero AB212 della fregata Grecale impegnata nell’Operazione Mare Nostrum, su segnalazione del comando generale delle Capitanerie di Porto, ha individuato a sud-est di Lampedusa un barcone con a bordo 219 migranti, di cui 200 uomini, 11 donne e 8 minori di varie nazionalità, in prevalenza siriani.

La fregata Grecale è subito intervenuta e, constatato il sovrannumero di persone a bordo, ha dichiarato la situazione di emergenza e tratto in salvo tutti i migranti.

Nel pomeriggio di martedì i migranti soccorsi sono stati trasbordati a bordo di Nave San Giusto per le operazioni di pre-identificazione e fotorilevamento a cura del personale della Polizia di Stato, impiegato nell’Operazione Mare Nostrum.

I migranti trasbordati mercoledì mattina sul pattugliatore Vega, sono stati sbarcati oggi ad Augusta per il successivo avvio ai centri di accoglienza designati dal ministero dell’Interno.

Dall’inizio dell’operazione sono state portate a termine 74 operazioni di soccorso, traendo in salvo 9.538 migranti di cui 612 donne e 993 minori.

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Mare Nostrum: intensa attività della Marina Militare nelle ultime 24 ore. Soccorsi 596 migranti. Tutti i dettagli e gli orari degli interventi

Sono andate avanti senza sosta per tutta la notte le operazioni di soccorso ai migranti provenienti dalle coste africane da parte dei mezzi aeronavali impegnati nell’Operazione Mare Nostrum nello Stretto di Sicilia, fa sapere stamane la Marina Militare.

In particolare, la nave anfibia San Giusto è intervenuta su due gommoni entrambi con 97 persone a bordo senza dotazioni di sicurezza personali.

La fregata Grecale ha soccorso 100 migranti a bordo di un natante nella stessa zona di mare a sud-est di Lampedusa.

Nelle ultime 24 ore le navi della Marina Militare hanno soccorso 596 migranti a bordo di sei natanti.

Alle operazioni si è aggiunta la Motovedetta 202 della Capitaneria di Porto che ha imbarcato 200 persone a bordo di un gommone a sud di Pozzallo.

Il diario delle attività di ieri, 25 febbraio:

Alle 10.23 un elicottero EH101 appartenente a Nave San Giusto ha individuato a Sud-Est di Lampedusa un barcone con a bordo circa 200 migranti. È intervenuto il Comando Generale delle Capitanerie di Porto che, constatata l’impossibilità di intercetto da parte delle Navi della Marina Militare, ha immediatamente attivato le autorità maltesi poi intervenute in soccorso del natante.

Successivamente, alle ore 11.40 circa, un elicottero EH101 organico a Nave San Giusto ha individuato, a sud-est di Lampedusa, un gommone con a bordo circa 100 migranti. Constatata l’assenza di dotazioni di sicurezza, la precaria galleggiabilità e il sovraffollamento di personale sul natante Nave San Giusto ha dichiarato la situazione di emergenza, portando in salvo 104 persone.

Poco dopo Nave San Giusto, con il concorso della MV Franconia, dirottata dal Comando Generale delle Capitanerie di Porto, è intervenuta in un’altra situazione d’emergenza, portando in salvo ulteriori 104 migranti.

Contestualmente, alle 14.00 circa, l’elicottero AB212 organico a Nave Grecale ha individuato un ulteriore gommone, stimando a bordo circa 80 migranti. Soccorsi da Nave Grecale, i migranti sono risultati 94.

Alle 18.00 circa, un terzo intervento di soccorso per Nave San Giusto a favore di altri migranti che si aggiungono ai 302 già salvati per un totale di 596, che porta a 10.999 il numero dei migranti già soccorsi dalla nascita dell’operazione Mare Nostrum nell’ottobre dello scorso anno.

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Mare Nostrum: sbarcati ad Augusta gli 817 migranti soccorsi da Nave San Giusto. Finora sono oltre 10mila i migranti soccorsi nell’ambito dell’operazione nata lo scorso ottobre (19 febbraio 2014)

Tutta l’operazione Mare Nostrum in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: Marina Militare

Mare Nostrum: sbarcati ad Augusta gli 817 migranti soccorsi da nave San Giusto. Finora sono oltre 10mila i migranti soccorsi nell’ambito dell’operazione nata lo scorso ottobre

È avvenuto ieri, 18 febbraio, nel porto commerciale di Augusta, lo sbarco di oltre 800 migranti soccorsi dalle navi della Marina Militare nel fine settimana e trasportati a terra dalla nave anfibia San Giusto (link articolo in calce).

Otto le imbarcazioni localizzate dalle navi e dagli elicotteri del dispositivo Mare Nostrum.

Gli 817 migranti hanno ricevuto le prime assistenze dal personale di bordo di nave San Giusto coadiuvato, nel quadro di una consolidata collaborazione, anche dal personale della Fondazione Francesca Rava.

A questo imponente numero di migranti recuperati e sbarcati ad Augusta ieri, si aggiungono i 268 migranti soccorsi dalla fregata Aliseo e trasbordati, in prossimità di Lampedusa, su 2 motovedette della Guardia Costiera e trasferiti successivamente nel porto di Pozzallo.

Le indagini svolte a bordo condotte con il concorso dei mediatori culturali, della Polizia scientifica e della task force della Polizia di Stato hanno portato all’individuazione di uno scafista. A tal riguardo, sono in corso gli adempimenti di polizia giudiziaria in collaborazione con il Gruppo Interforze per il Contrasto all’Immigrazione Clandestina sotto lo stretto coordinamento dell’Autorità Giudiziaria di Siracusa.

All’imponente sbarco era presente il Direttore marittimo di Catania, contrammiraglio Domenico De Michele.

Sono inoltre intervenuti alle operazioni di sbarco il personale della Capitaneria di Porto di Augusta, alcune associazioni di volontariato operanti nel territorio, la Croce Rossa Italiana, la Polizia di Stato, i Carabinieri e la Guardia di Finanza.

Dall’avvio dell’operazione militare e umanitaria Mare Nostrum, nata lo scorso 18 ottobre 2013, le navi del dispositivo Mare Nostrum hanno soccorso e recuperato 10.403 migranti.

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Marina Militare: sono 1079 i migranti soccorsi nel fine settimana nell’ambito dell’Operazione Mare Nostrum (17 febbraio 2014)

L’operazione Mare Nostrum in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: Marina Militare, stato maggiore Difesa

Marina Militare: sono 1079 i migranti soccorsi nel fine settimana nell’ambito dell’operazione Mare Nostrum

Le navi della Marina Militare ieri hanno soccorso due barconi carichi di migranti a sud di Lampedusa, fa sapere la Marina Militare, portando così il conto complessivo delle vite salvate nel fine settimana a 1079: tra loro 64 minori e un neonato.

Sono stati gli elicotteri del dispositivo aero-navale dell’Operazione Mare Nostrum a individuare i due barconi ieri mattina, domenica 16 febbraio, constatando la scarsa galleggiabilità dovuta all’eccessivo numero di persone a bordo.

La nave anfibia San Giusto e la fregata Espero hanno soccorso il primo barcone, recuperando 244 migranti tra cui 41 donne e 11 minori; la fregata Aliseo e la rifornitrice Stromboli hanno soccorso il secondo, in cooperazione con due motovedette della Capitaneria di Porto, portando in salvo 263 migranti, tra cui 30 donne, 35 minori e un neonato.

Il susseguirsi di questi eventi nelle ultime 72 ore ha portato così al recupero di 1.079 migranti, di cui 816 sono a bordo di Nave San Giusto che li sbarcherà domani ad Augusta; i restanti 263 invece saranno portati a terra in un porto ancora da definirsi con le motovedette della Capitaneria di Porto.

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Fonte e foto: Marina Militare