Ago 5, 2021
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SW UNIFIL, Libano: cambio alla guida del contingente italiano, via la Taurinense arriva la Friuli

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La Brigata alpina Taurinense ha ceduto il comando del Contingente italiano in Libano alla Brigata aeromobile Friuli nell’ambito della missione UNIFIL, la forza di interposizione delle Nazioni Unite schierata nel Libano del Sud. Lo ha reso noto un comunicato stampa dello stesso contingente il 3 agosto scorso.

Alla presenza dell’Ambasciatrice d’Italia in Libano Nicoletta Bombardiere e delle principali autorità civili e militari locali, con una breve cerimonia presieduta dal capo missione e comandante di UNIFIL Generale di Divisione Stefano Del Col, il Generale di Brigata Davide Scalabrin ha ceduto la bandiera delle Nazioni Unite al Generale di Brigata Stefano Lagorio.

Nel corso del suo intervento, il Generale Del Col ha ringraziato i caschi blu italiani per il “grande lavoro svolto in questo semestre, caratterizzato dall’evolversi di una grave crisi politica, economica e sociale del Paese, ma durante il quale la Brigata ha saputo rimodulare efficacemente le diverse attività operative, sia nel supporto alle Lebanese Armed Forces (LAF), sia nella delicata attività di monitoraggio del cessate il fuoco tra Libano e Israele, anche durante i difficili momenti di crisi e instabilità nell’intera area mediorentale”.

Per il raggiungimento degli obiettivi della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, i peacekeeper italiani “hanno saputo agire sempre con imparzialità e trasparenza, instaurando rapporti di stima e rispetto con i colleghi delle LAF e guadagnandosi costantemente il consenso unanime delle istituzioni e della popolazione locale, anche mediante la realizzazione di mirati progetti di cooperazione civile-militare”.

Le attività di sostegno alle fasce più deboli della popolazione, si legge dal comunicato, sono state infatti rese più aderenti alle criticità causate dapprima dall’emergenza sanitaria da Covid-19, e successivamente dal deterioramento del tessuto socioeconomico del Paese.

Durante la missione nella Terra dei Cedri, si apprende, lo stretto coordinamento tra la Cellula CIMIC (Cooperazione Civile Militare), l’Ufficiale veterinario, la Gender e il Medical Advisor e la componente di Pubblica Informazione ha consentito di sviluppare progetti mirati al self-sustainability building, come la realizzazione di corsi di imprenditorialità femminile o la costruzione di aree agricole ecosostenibili e autosufficienti, sostenendo quindi in maniera efficace la microeconomia nell’area di responsabilità del sud ovest del Libano e consentendo di sviluppare efficaci campagne di comunicazione sul territorio per incrementare le possibilità di individuare nuove realtà con cui replicare i progetti pilota.

Il Generale Del Col si è rivolto agli uomini e alle donne della Friuli esortandoli a “proseguire nel solco tracciato dai precedenti contingenti, operando con equilibrio, professionalità, imparzialità, diplomazia, efficacia, credibilità e rispetto.”

La Brigata aeromobile Friuli, alla sua quarta missione in Libano con i colori delle Nazioni Unite, assume nuovamente il comando del Settore Ovest di Unifil in cui operano 3.800 caschi blu di 16 dei 46 paesi contributori alla missione Unifil, di cui fanno parte 1.000 militari italiani, conclude il comunicato.

Fonte e foto: SW Unifil

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Forze Armate · Libano