carristi

Brigata Ariete: cambio comando al 132° Carri, via il col Quarta, arriva il col Cannazza

Si è svolta il 31 ottobre scorso, nella caserma De Carli di Cordenons (Pordenone), la cerimonia di avvicendamento del Comandante del 132° Reggimento carri: al colonnello Mauro Quarta è subentrato il parigrado Giuseppe Cannazza, ha fatto sapere con un comunicato stampa la 132^ Brigata corazzata “Ariete”.

All’evento, presieduto dal Comandante dell’Ariete, generale di brigata Enrico Barduani, hanno partecipato le autorità civili e militari locali, tra cui il Sindaco di Cordenons Andrea Delle Vedove e il vice Sindaco di Aviano Danilo Signore, le associazioni combattentistiche e d’arma, oltre a un’ampia rappresentanza di colleghi e familiari.

Il col Quarta cede il comando dopo oltre un anno intenso e ricco di attività, durante il quale il reggimento ha partecipato a molteplici attività addestrative e operative condotte in territorio nazionale ed estero.

In particolare, si apprende, sotto la sua guida è stato condotto un lungo e complesso processo di approntamento culminato con lo schieramento di una compagnia di Force Protection nel teatro operativo somalo (EUTM Somalia).

È tuttora in corso l’impegno nell’Operazione Strade Sicure, che vede il 132° Reggimento carri operare sia quale Comando del Raggruppamento “Veneto – Friuli Venezia Giulia”, sia con un complesso di forze, in concorso alle Forze di Polizia, nelle attività di controllo sul territorio per il contrasto alla criminalità nelle province di Venezia, Verona, Vicenza, Padova, Treviso, Udine, Gorizia e Trieste.

In tale contesto, il quotidiano impegno degli uomini e delle donne del reggimento ha sicuramente contribuito a innalzare il livello di sicurezza e rafforzare i rapporti con le comunità locali del Nord-Est. Attualmente altri plotoni del reggimento sono in fase di approntamento per proseguire tale impegno anche nel primo semestre del 2020.

Altrettanto intenso è stato l’impegno sul versante addestrativo, con il mantenimento di un’unità carri in prontezza operativa in ambito NATO per tutto il 2019 (Joint Rapid Response Force) e il contributo fornito dal reparto nella sperimentazione del progetto di simulazione virtuale per il carro armato C1 Ariete (noto come LVHST), partecipando a molteplici attività addestrative quale polo nazionale di specialità.

Sul fronte delle attività territoriali, inoltre, numerose sono state le iniziative intraprese dal reparto, che è cittadino onorario di Cordenons e Aviano, in favore della comunità locale, come il supporto in occasione di importanti eventi tra cui la “Pordenone Pedala”. Altrettanto significative sono state le attività svolte a sostegno del CRO (Centro di Riferimento Oncologico) di Aviano e dell’AVIS di Cordenons.

Il col Quarta nel suo intervento di commiato ha salutato gli uomini e le donne del 132° reggimento carri, esortandoli a essere orgogliosi custodi delle tradizioni carriste e a operare sempre pienamente, senza risparmio, con la professionalità sinora dimostrata, credendo fermamente nel proprio agire.

Nel salutare l’Ufficiale in partenza, il gen Barduani ha ricordato come il reggimento nel suo periodo di comando abbia fatto fronte a numerose esigenze di diverso carattere, alle quali il reparto ha sempre risposto con prontezza ed efficacia. Successivamente, ha augurato al nuovo Comandante del 132° le migliori fortune in vista degli impegni che lo attendono.

Il nuovo Comandante, col Giuseppe Cannazza, cresciuto professionalmente nelle fila dell’Ariete, giunge a Cordenons dopo un biennio trascorso nel Comando di Corpo d’Armata NATO (NRDC-ITA) di Solbiate Olona (Varese).

Alla cerimonia, che ha visto la partecipazione della fanfara dell’11° reggimento bersaglieri, era presente anche la signora Berta Crainz, vedova del generale carrista Alberto Ficuciello e madre di Massimo, una delle vittime dell’attentato di Nassiriya in Iraq del 12 novembre 2003.

Fonte e foto: Brigata Ariete

Brigata Ariete: in ricordo dei Caduti di El Alamein con il 98enne Caporale carrista Michelangelo Scandola

“La 132^ Brigata corazzata Ariete, attualmente impegnata, presso le aree addestrativa della Comina e del comprensorio Cellina-Meduna, nel campo d’amalgama a premessa dell’immissione in teatro operativo, ha ricordato il 27 ottobre, con una santa messa, i caduti di El Alamein, in occasione del 77° anniversario degli epici fatti d’arme della Seconda Guerra Mondiale, occorsi in Africa Settentrionale”, ha fatto sapere la stessa Brigata con un comunicato stampa del 28 ottobre scorso.

La sacra celebrazione, officiata dal cappellano militare della Brigata Ariete, don Michele Tiso, è stata impreziosita dalla presenza di alcuni familiari del personale in servizio e, soprattutto, dalla partecipazione del Caporale carrista Michelangelo Scandola, classe 1921, uno degli ultimi reduci della battaglia di El Alamein ancora in vita.

A margine della liturgia, il Comandante della Brigata Ariete, generale Enrico Barduani, nel ripercorrere le tappe più significative di quegli eventi bellici del 1942, che ebbero tra i più gloriosi protagonisti i reparti della Divisione Ariete, ha rivolto un deferente pensiero ai caduti, ricordando le terribili condizioni in cui quei soldati, di uno e dell’altro fronte, vennero a trovarsi.

“Dobbiamo veramente inchinarci, come ebbe a dire Churchill, davanti a quegli eroi, che, pur tra sofferenze inenarrabili, seppero dare prova di ineguagliabile valore, mantenendo fede al Giuramento prestato e cercando di assolvere fino in fondo il compito ricevuto, anche quando la situazione avrebbe potuto indurre a una facile fuga”, sono state le parole del Comandante.

Rivolgendosi poi al reduce Scandola, il Gen Barduani gli ha tributato profonda riconoscenza per i sacrifici sopportati e per aver voluto testimoniare, con la sua presenza, soprattutto ai militari più giovani presenti alla celebrazione, che l’amor di Patria e l’attaccamento al dovere sono “valori non negoziabili, immutabili ed eterni”.

Ad El Alamein, la Ariete venne completamente annientata nel corso dell’ultima decisiva battaglia, dopo aver strenuamente combattuto contro le soverchianti forze nemiche, in numero e in efficacia di equipaggiamenti, meritandosi l’onore delle armi.

L’eroismo e lo spirito di sacrificio dei corazzati della Ariete sono ben testimoniati nell’ultimo drammatico radiomessaggio, inviato alle 15.30 del 4 novembre 1942, poco prima della fine: “Carri nemici fatta irruzione sud Divisione Ariete. Con ciò Ariete accerchiata. Trovasi circa cinque chilometri nord ovest Bir el Abd. Carri Ariete combattono!”, conclude il comunicato.

Fonte e foto: Brigata Ariete

Baltic Guardian, Lettonia: i corazzati della Garibaldi concludono la Silver Arrow

Il contingente italiano, schierato nell’ambito della Missione in Lettonia, ha partecipato alla esercitazione “Silver Arrow” (Integrated Capstone Excercise) che ha impegnato per undici giorni 3.000 militari di 12 Paesi della NATO (Canada, Albania, Repubblica Ceca, Italia, Montenegro, Polonia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Lettonia, Lituania, Estonia) e oltre 250 veicoli da combattimento e logistici, fa sapere con un comunicato stampa odierno il contingente italiano basato ad Ādaži, in Lettonia.

Il dispositivo dell’esercitazione, iniziata il 23 settembre scorso, è stato schierato prima presso le località di Lielvarde, Upespils, Jugla, Lielkangari, poi si è spostato a Kadaga, si apprende, nell’area addestrativa del poligono di Camp Ādaži.

La manovra è consistita in un’attività tattica difensiva, che ha visto le unità impegnate svolgere compiti di occupazione delle battle position, frenaggio, blocco e quindi avvicendamento. Successivamente è stato sviluppato il contrattacco sul dispositivo nemico.

Le forze dispiegate sul terreno, di livello Battle Group, hanno espresso diverse componenti operative, quali i nuclei Joint Terminal Attack Controller (J.T.A.C.), unità di fanteria leggera e pesante, di cavalleria carristi, di artiglieria, del genio e team Explosive Ordnance Disposal (EOD).

L’esercitazione è stata svolta a partiti contrapposti, implementando le procedure tecnico-tattiche al culmine di un ciclo addestrativo congiunto di circa tre mesi.

Nell’ambito dell’attività addestrativa sono state testate e validate sul campo le capacità operative, di cooperazione e di integrazione con gli altri Paesi dell’Alleanza delle unità appartenenti ai Battle Group dell’enhanced Forward Presence (eFP). Al termine dell’attività è stata condotta una dimostrazione a fuoco dei sistemi d’arma impiegati.

La compagnia di fanteria pesante italiana, riferisce il comunicato, ha impiegato circa 120 militari dispiegando i veicoli cingolati VCC 80 Dardo, i carri armati C1 Ariete, i Veicoli Tattici Leggeri Multiruolo (VTLM) Lince, nonché mezzi per il supporto logistico quali autocisterne tattiche, mezzi di soccorso e per il recupero dei feriti. Sono stati, inoltre, impiegati il nucleo J.T.A.C. e il team di tiratori scelti.

“Le attività svolte – scrive il contingente italiano in Lettonia –  hanno permesso di addestrare e amalgamare il personale, perfezionandone le procedure tecnico-tattiche di impiego dell’equipaggiamento, dei mezzi e sistemi d’arma in dotazione, di implementare la capacità di comando e controllo dell’unità, elevandone il livello di integrazione e di interoperabilità con le unità di pari livello, di raggiungere pienamente gli obiettivi addestrativi prefissati e di conseguire la validazione delle capacità acquisite”.

Il contingente italiano schierato in Lettonia, nell’ambito dell’operazione “Baltic Guardian”, al comando del Ten. Col. Giovanni Rucco, è stato enucleato dalla Brigata bersaglieri Garibaldi dell’Esercito ed è costituito su base 1° Reggimento bersaglieri di stanza a Cosenza, integrato da un’unità operativa Carri di livello plotone e personale di staff del 4° Reggimento carri di stanza a Persano.

“La missione in Lettonia eFP dimostra, da un lato, la solidarietà e coesione tra i Paesi membri della NATO e, dall’altro, la determinazione dell’Alleanza nella sua missione primaria di difesa della integrità territoriale euro-atlantica contro ogni possibile aggressione e minaccia esterna”, conclude il comunicato.

Articoli correlati:

Baltic Guardian: Reaper Strike in Lettonia per la fanteria pesante italiana in ambito NATO eFP (8 settembre 2019)

Baltic Guardian, Lettonia: continua l’addestramento della fanteria pesante nell’ottica eFP NATO (20 agosto 2019)

Corazzati della Garibaldi in Lettonia concludono il ciclo addestrativo Reaper Prime, obiettivo la NATO eFP (5 agosto 2019)

Fonte e foto: Operazione “Baltic Guardian” Base di Ādaži  – Riga Lettonia

Esercito: il 31° rgt Carri celebra il 78° anniversario delle gesta di Kopliku, la ‘Pasqua di sangue’

Si è svolta il 18 aprile, nella caserma “M.O. Nacci”, la cerimonia commemorativa dei fatti d’Arme di Kopliku (Albania), con la quale l’Esercito ha voluto ricordare le pagine eroiche scritte dai carristi del 31° Reggimento Carri durante gli eventi bellici dell’aprile 1941 sul suolo albanese.

È lo stesso Reggimento a darne notizia con un comunicato stampa.

In quei giorni di 78 anni fa, il 31°Carri attestato nella zona di Tirana ricevette urgentemente l’ordine di portarsi nell’area di Scutari perché truppe jugoslave erano in ammassamento a nord dell’Albania.

Il 15 aprile 1941 effettuò un attacco vero e proprio a cavaliere della rotabile Scutari-Kopliku-Ivanaj oltrepassando il Prroni That. Dopo un’iniziale azione delle artiglierie e dei controcarri nemici, i carri del 31° persistettero nella loro decisa azione costringendo il nemico alla fuga, ricorda il comunicato.

La battaglia di Kopliku fu vittoriosamente conclusa dal Reggimento che dovette contare tra le sue fila 20 caduti e 12 feriti, oltre alla distruzione di 20 carri.

L’evento viene storicamente ricordato come la “Pasqua di sangue”, perché proprio il 15 aprile di quell’anno ricorreva la Santa Pasqua.

Per i fatti d’Arme di quel periodo e per l’eccezionale valore dimostrato dai militari dell’Esercito, è stata conferita la Medaglia d’argento al Valor Militare allo Stendardo del 31° reggimento, oltre a 13 medaglie d’argento individuali, 16 di bronzo e numerose croci di guerra ai carristi.

In occasione della rievocazione, il Comandante di Reggimento, Colonnello Cosimo Greco, dinanzi a numerose autorità civili e militari, tra i quali il Prefetto della provincia di Lecce e il Comandante della Scuola di Cavalleria, ha ripercorso le vicende storiche del Reggimento esaltando le virtù dei carristi che, in terra straniera, seppero con profondo senso del dovere e sacrificio della propria vita scrivere le più gloriose e importanti pagine di storia dell’Esercito e delle sorti dell’Italia durante il secondo conflitto mondiale.

“Sulle orme dei carristi del passato, il 31° Reggimento Carri, unità alle dipendenze della Brigata Pinerolo, svolge oggi i compiti affidatigli con lealtà e profondo spirito di corpo, evidenziando in più occasioni, altresì, uno spiccato lato umano che da sempre contraddistingue i militari dell’Esercito”, scrive il 31° Carri.

Infatti, a conclusione del suo intervento, il Comandante di Reggimento ha voluto sottolineare le diverse iniziative solidali alle quali donne e uomini del 31° Carri hanno partecipato con slancio.

In particolare, in occasione della ricorrenza di San Giorgio, Patrono dell’Arma di Cavalleria, oltre 60 carristi hanno partecipato alla donazione di sangue presso l’ospedale Vito Fazzi di Lecce e a una raccolta alimentare a favore della Caritas diocesana organizzata dalla Scuola di Cavalleria.

Inoltre, si apprende, il Reggimento ha partecipato unanime all’iniziativa “Pasqua di solidarietà” dell’Associazione Onlus “Per un sorriso in più” che si occupa di assistenza materiale e morale a favore dei bambini affetti da leucemia e tumore e alla quale il Reggimento è legato da un forte legame di amicizia e collaborazione, conclude il comunicato.

Fonte e foto: 31° rgt Carri

Brigata Ariete: Carristi in addestramento alla Comina sui carri Ariete con simulatore di tiro BT-46

I carristi dell’Ariete si addestrano

“Si è conclusa nei giorni scorsi un’intensa fase addestrativa per la specialità Carristi della Brigata Ariete, che ha visto impegnati, per l’intera settimana, militari del 132° reggimento Carri di Cordenons e del 32° reggimento Carri di Tauriano, ha fatto sapere con un comunicato stampa odierno la stessa brigata Ariete.

Utilizzando il circuito allestito presso il Centro Polifunzionale La Comina, gli equipaggi carri hanno in un primo momento potuto testare la propria abilità di pilotaggio su terreno vario, superando ostacoli con diversi gradi di difficoltà.

Successivamente, mediante l’impiego del sistema di simulazione di tiro BT – 46, hanno condotto un’attività a partiti contrapposti, focalizzando l’attenzione sull’amalgama dei quattro componenti dell’equipaggio del Carro Armato C1 Ariete e sulla loro capacità di coordinare movimento, rapidità e precisione di tiro.

“Il tutto è stato contestualizzato all’interno di un microscenario tattico – spiega più in dettaglio il comunicato – convertendo gli ostacoli che caratterizzano il circuito in possibili appigli tattici, dai quali poter effettuare il tiro sfruttando protezione e copertura offerti dagli stessi”.

Il Comandante della 132^ Brigata corazzata Ariete, generale di brigata Enrico Barduani, nell’esprimere, al termine, il proprio apprezzamento per il buon risultato addestrativo conseguito, ha sottolineato l’importanza di queste esercitazioni, indicando come “l’addestramento costante e finalizzato all’obiettivo sia fondamentale per la formazione professionale del militare e determinante per il buon esito di qualsiasi operazione”.

Fonte e foto: 132^ Brigata corazzata Ariete

Carristi: la brigata Ariete ricorda il 91° anniversario di costituzione della specialità

91° Anniversario costituzione della specialità carristi

La 132^ brigata Corazzata Ariete ha ricordato ieri mattina, 1° ottobre, il 91° anniversario della costituzione della specialità Carristi.

“Alla Caserma Mittica di Pordenone, durante la cerimonia dell’alzabandiera, cui hanno preso parte anche i rappresentanti delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, il Comandante della grande unità, Generale di Brigata Angelo Michele Ristuccia, ha dato solenne lettura dell’ordine del giorno del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito davanti al personale schierato”, scrive in un comunicato stampa del 1° ottobre la stessa brigata Ariete.

Nel ripercorrere le tappe più significative della storia della specialità, nata a Roma il 1° ottobre 1927, il Comandante dell’Ariete ha evocato le caratteristiche di professionalità, dedizione e coraggio che hanno reso unici i carristi tra i ranghi della Forza Armata, capaci di adattarsi al cambiamento degli scenari operativi moderni e di distinguersi, oggi, sia in territorio nazionale nelle operazioni di pubblica sicurezza, come Strade sicure, sia fuori dai confini nell’impiego in operazioni per il mantenimento della pace e della stabilità internazionale.

La brigata Ariete è l’unica grande unità corazzata in forza all’Esercito italiano ed è custode, con i suoi reparti, delle gloriose tradizioni e dei valori trasmessi dalla specialità Carristi, conclude il comunicato.

Articoli correlati:

La brigata Ariete in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: PI Comando 132^ Brigata corazzata Ariete

Difesa: il SSSD on Rossi al 24° raduno dei Carristi nel 90° della specialità

La città di Pordenone ha visto sfilare questa mattina, 1° ottobre, tra le vie del centro, i Carristi in servizio e quelli in congedo, giunti da tutte le regioni d’Italia nel capoluogo friulano per il 24° Raduno nazionale e per celebrare, al contempo, il 90° anniversario della Specialità.

Il Sottosegretario di Stato alla Difesa (SSSD), on Domenico Rossi, in rappresentanza del Dicastero, nel suo intervento ha sottolineato “la continua vicinanza della Regione Friuli Venezia Giulia alle Forze Armate e la sensibilità della Presidente Debora Serracchiani che, con la sua presenza, ha testimoniato ancora una volta la sensibilità di questa terra verso i valori propri degli uomini e donne con le stellette”, fa sapere il Responsabile Comunicazione del sottosegretario Rossi.

“Non può esserci sviluppo sociale se non c’è sicurezza e non può esserci sicurezza senza le nostre Forze Armate”, ha affermato l’on Rossi.

“I carristi sono impiegati nelle missioni internazionali e nell’operazione Strade Sicure a difesa dei valori della libertà, della democrazia e della pace – ha detto l’on Rossi nel suo intervento – Esiste un legame tra i carristi di oggi e quelli di ieri: il giuramento al Tricolore che contiene valori primari di riferimento, ovvero rappresenta la speranza e il futuro del nostro Paese”.

Il sottosegretario Rossi, rivolgendosi poi al Presidente Nazionale dell’Associazione Carristi, Salvatore Carrara, ha espresso apprezzamento per l’organizzazione del raduno e sottolineato l’importanza di tutte le Associazioni che “confermano la loro vitalità e rappresentano un importante elemento di coesione sociale e scuola attiva di solidarietà, in una società dove la crisi di valori è ancor più forte di quella economica”.

Articoli correlati:

Il SSSD on Rossi in Paola Casoli il Blog

I Carristi in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: Resp Comunicazione SSSD on Rossi

Cavalieri e carristi di ANAC e ANCI al loro primo raduno nazionale congiunto

Si è concluso alle 12 di oggi, con la partecipazione all’Angelus in piazza San Pietro, il primo raduno nazionale congiunto dell’Associazione Nazionale dell’Arma di Cavalleria (ANAC) e dell’Associazione Nazionale Carristi d’Italia (ANCI).

Ieri, 25 maggio, il Capo di stato maggiore dell’Esercito, generale Claudio Graziano, ha partecipato alle celebrazioni nell’Ippodromo Militare di Tor di Quinto, dove in tribuna d’onore erano presenti, tra gli altri, in rappresentanza del sindaco di Roma, onorevole Gianni Alemanno, l’onorevole Federico Mollicone, presidente della commissione Cultura, sport e politiche giovanili di Roma Capitale, e il decano dell’Arma di Cavalleria, generale carrista, Massimo de Maggio, comandante per la Formazione, specializzazione e dottrina dell’Esercito, e il generale carrista Mauro Moscatelli, comandante del Comando Militare della Capitale. Alla cerimonia erano presenti anche i familiari della Medaglia d’Oro al Valore Militare, tenente Andrea Millevoi.

Schierati nell’ippodromo militare Generale Pietro Giannattasio, gli stendardi dell’Arma di Cavalleria, del 131° reggimento Carri, del reggimento Lancieri di Montebello (8^), il gonfalone della Provincia di Roma e della Regione Lazio e i medaglieri dell’Associazione Nazionale Arma di Cavalleria e dell’Associazione Nazionale Carristi d’Italia.

La cerimonia ha avuto inizio con la lettura del messaggio del Presidente della Repubblica ed è proseguita con gli interventi dei presidenti delle associazioni d’Arma di Cavalleria e Carristi d’Italia.

Nel suo intervento, il generale Graziano, dopo aver ricordato i caduti nell’adempimento del proprio dovere, ha auspicato un pronto rientro dei feriti nei ranghi della Forza Armata e ha proseguito rivolgendosi al presidente dell’Associazione Nazionale Arma di Cavalleria, generale Vladimiro Alexitch, e al presidente dell’Associazione Nazionale Carristi d’Italia, generale Bruno Battistini, sottolineando quanto “la presenza attiva dell’Esercito, al raduno nazionale, rafforzi ancora di più i vincoli di fratellanza tra i militari in servizio e in congedo, improntati all’adempimento del comune dovere verso il Paese”.

Il generale Graziano ha poi ricordato che “solo esprimendo operatività e capacità di assolvere i propri compiti, l’Esercito potrà continuare a meritare la stima e il sostegno del popolo italiano”.

La cerimonia di ieri nell’ippodromo militare di Tor di Quinto si è conclusa con il Carosello storico dello squadrone a cavallo del reggimento Lancieri di Montebello e la tradizionale carica di cavalleria.

La Cavalleria dell’Esercito Italiano ha origine dalla cavalleria sabauda nella quale i primi reggimenti d’ordinanza, Dragoni di Sua Altezza e Dragoni di Madama Reale, sono organizzati nel 1668. Con decreto ministeriale del 1° giugno 1999, l’Arma di Cavalleria viene ridisegnata e assume nelle sue fila sia l’Aviazione dell’Esercito che la Fanteria Carrista. Le due strutture assumono il nome di Cavalleria dell’Aria e Specialità Carristi dell’Arma di Cavalleria. I reparti già dell’Arma di Cavalleria divengono Cavalleria di Linea e i carristi adottano lo stendardo in sostituzione della bandiera di guerra. Il provvedimento relativo alla Cavalleria dell’Aria decade il 3 novembre 2003 quando la stessa Cavalleria dell’Aria confluisce nella rinata Aviazione dell’Esercito (AVES), specialità di Forza Armata.

Fonte: stato maggiore Esercito, assocavalleria.eu

Foto: assocavalleria.eu

La 132^ brigata Ariete si riafferma come una delle brigate di manovra principali dell’Esercito Italiano, assicura il CaSME gen Graziano

Il Capo di stato maggiore dell’Esercito (CaSME), generale Claudio Graziano, ha salutato ieri 27 novembre, a Pordenone, i militari della 132^ brigata corazzata Ariete, rientrati dal Libano dove hanno operato nell’ambito della missione Leonte 12 di UNIFIL (United Nation Interim Force In Lebanon).

Schierati nella cornice cittadina di piazza XX settembre c’erano gli stendardi del 32° e del 131° reggimento carri e il gonfalone della Provincia di Pordenone, a viva testimonianza dell’intenso legame e della piena condivisione dei valori fondanti della patria.

Il generale Graziano, dopo aver rinnovato la profonda vicinanza e riconoscenza dell’Esercito ai familiari dei caduti e ai feriti in operazione per l’esemplare dignità con la quale hanno affrontato il loro immenso dolore, ha ringraziato il sindaco della città, Claudio Pedrotti, il presidente della Provincia di Pordenone, Alessandro Cirianni, e il presidente dell’Associazione Nazionale carristi d’Italia, generale Bruno Battistini, la cui presenza, ha detto il Capo di stato maggiore dell’Esercito, “testimonia il forte legame tra le Istituzioni e l’Esercito”.

Il generale Graziano, che ha comandato la missione UNIFIL in Libano dal 2007 al 2010, ha sottolineato quanto “nel difficile contesto operativo del Libano, gli uomini e donne dell’Ariete, hanno saputo affrontare al meglio una missione impegnativa che ha richiesto un sapiente bilanciamento tra fermezza e umanità. Una missione che non consentiva né errori né distrazioni per i complessi interessi geostrategici che si sviluppano in quell’area”.

L’operato della brigata Ariete e del suo comandante, generale Gaetano Zauner, sono stati oggetto di elogio da parte del CaSME, che ha assicurato: “Le unità della brigata Ariete, attraverseranno un periodo di profonda trasformazione come tutto l’Esercito Italiano, teso a coagulare l’efficienza e a investire quanto disponibile sulle unità operative. In questo senso la brigata Ariete rimane e rimarrà il centro di proiezione della manovra come unità pesante strettamente legata al territorio, alla disponibilità di poligoni e aree addestrative. In carenze di risorse è per noi fondamentale razionalizzare e avere a disposizione unità prossime alle aree addestrative e l’Ariete risponde a queste  caratteristiche e quindi si riaffermerà come una della brigate di manovra principali del nostro Esercito”.

Nel corso della cerimonia di saluto, che coincide con l’85° anniversario della specialità carrista, il generale Graziano ha insignito lo stendardo del 131° reggimento carri, di stanza a Persano, della Croce d’Oro al Merito dell’Esercito per le operazioni condotte in Afghanistan nel 2009.

I numeri della Leonte 12 sono significativi dell’impegno profuso dai militari nella Terra dei Cedri.

Oltre 500mila i chilometri di pattuglie svolte per controllare il territorio, 4 i nuovi corridoi sminati nell’ambito del Blue Line Marking Project, oltre a una intensa attività di razionalizzazione del supporto logistico, di costante dialogo interconfessionale nel sud del Libano e di promozione dello sviluppo sostenibile attraverso numerose e strutturate cooperazioni civili e militari nell’ambito della protezione delle risorse idriche, dell’ecologia, della viabilità e della formazione scolastica.

Questi sono solo alcuni dei risultati ottenuti dai corazzati dell’Ariete da quando, lo scorso maggio, il generale Gaetano Zauner assunse il comando del Contingente  multinazionale del Settore Ovest della missione UNIFIL, composto da circa 3.300 militari di 8 paesi, 1.100 dei quali italiani.

Proprio in Libano, trent’anni fa, l’Esercito Italiano iniziava la sua nuova storia. Nell’estate del 1982, a Beirut, diventava un esercito moderno e da allora i militari italiani, ieri di leva e oggi professionisti, sono presenti con impegno e dedizione in tutti i teatri internazionali di operazione.

Un traguardo che sarà al centro del convegno in programma domani 29 novembre nella Sala della protomoteca in Campidoglio.

Articoli correlati:

UNIFIL in Paola Casoli il Blog

La Blue Line in Paola Casoli il Blog

La brigata Ariete in Paola Casoli il Blog

Fonte: stato maggiore Esercito

Foto: stato maggiore Esercito