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Marina: in 3 su 21 entrano a far parte delle Forze Speciali, venerdì la consegna dei brevetti ai nuovi incursori GOI COMSUBIN

Sono 3 i giovani marinai del corso ordinario Incursori 2017 che entrano a far parte del Gruppo Operativo Incursori (GOI), fa sapere la Marina Militare con un comunicato stampa del 23 gennaio che dà la notizia della consegna dei brevetti ai nuovi baschi verdi.

Più in dettaglio, spiega il comunicato, domani, venerdì 26 gennaio, alle 11.00, presso il Comando Subacquei e Incursori (COMSUBIN) della Marina Militare La Spezia, si svolgerà la cerimonia di conferimento dei brevetti da Incursore agli allievi del corso Ordinario 2017.

Tra le autorità militari e civili presenti, il Comandante in Capo della Squadra Navale, ammiraglio di squadra Donato Marzano, che è stato Comandante del COMSUBIN dal 1° maggio 2006 al 10 settembre 2008.

Solo tre, sottolinea il comunicato stampa della Marina, i giovani militari dei 21 partecipanti all’impegnativo corso, tra cui un ufficiale e due giovani volontari in ferma prefissata annuale (VFP1), che riceveranno l’ambito basco verde ed entreranno a far parte delle Forze Speciali della Marina Militare, “al servizio del Paese per assicurarne la sicurezza collettiva”.

Il corso ordinario incursori dura circa un anno ed è suddiviso in quattro fasi, durante le quali gli allievi ricevono una preparazione fisica e sono addestrati a condurre operazioni subacquee, anfibie e terrestri che rappresentano il primo gradino della preparazione professionale di base, e che li mette in grado di entrare a far parte del GOI.

“Diventare Incursore significa vivere una professione appassionante e unica, con la possibilità di una carriera avvincente e appagante nel Reparto di Forze Speciali italiane più conosciuto e rinomato al mondo, spiega la Marina.

Si può diventare un Incursore, informa la Forza Armata, oltre che attraverso la frequenza dell’Accademia Navale di Livorno e delle Scuole Sottufficiali della Marina Militare, anche partecipando a un apposito concorso per Volontari in Ferma Prefissata di un anno (VFP1), che permette di accedere direttamente alla Scuola del COMSUBIN.

Il bando viene pubblicato annualmente sulla Gazzetta Ufficiale (per maggiori informazioni consultare il sito www.marina.difesa.it).

Durante la cerimonia di consegna del brevetto, la Federazione Italiana Attività Subacquee (FIAS), che da quest’anno riconosce l’attestato da Incursore in equipollenza diretta con i propri brevetti civili sportivi, conferirà ai nuovi Incursori della Marina Militare anche i brevetti Open FIAS-CMAS (Confédération mondiale des activités subaquatiques) riconosciuti in ambito internazionale.

Questo il programma della cerimonia (fonte Marina Militare):

  • 10.00 – 10.50 Afflusso delle Rappresentanze Militari e Civili, degli invitati e della stampa
  • 11.00 Ingresso della Bandiera di combattimento di COMSUBIN
  • 11.05 Arrivo della Massima Autorità e inizio della Cerimonia
  • 12.00 Termine della cerimonia

Il GOI: storia, impiego, addestramento (fonte Marina Militare):

Il Gruppo Operativo Incursori (GOI) è una delle due articolazioni operative del Comando Subacquei ed Incursori (COMSUBIN) e costituisce la componente delle Forze Speciali della Marina Militare.

Il GOI trae le sue origini sia dalle operazioni condotte in Adriatico dalla Marina durante la Prima Guerra Mondiale, attraverso i MAS e i primordi delle apparecchiature speciali quali la “mignatta” utilizzata a Pola dal Maggiore del Genio Raffaele Rossetti e dal Tenente Medico Raffaele Paulucci per affondare la corazzata Viribus Unitis (1 novembre 1918), sia dai Mezzi d’Assalto della Seconda Guerra Mondiale. In particolare, questi ultimi riuscirono ad affondare o danneggiare gravemente naviglio da guerra avversario per 72.190 tonnellate e naviglio mercantile per 130.572 tonnellate. Tra tutte, l’azione più ardita fu quella che portò all’affondamento delle corazzate inglesi “Valiant” e “Queen Elisabeth”, colpite nella rada di Alessandria d’Egitto il 19 dicembre 1941.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale la Marina Militare mantenne un’aliquota di personale che fosse in grado di proseguire l’opera dei Mezzi d’Assalto. Nacque così un iter addestrativo specifico e venne scelta la storica fortezza del Varignano, vicino a La Spezia, come sede del Gruppo Arditi Incursori. Nel tempo, accanto alle attività addestrative del periodo bellico, si cominciarono a sperimentare nuove tecniche, oltre che a nuove tattiche di combattimento. Dopo numerose riorganizzazioni, nel 1957 nacque il Gruppo Operativo Incursori (GOI). Da quel momento il GOI ha continuato a sviluppare autonomamente tecniche operative, equipaggiamenti e mezzi, idonei a contrastare le insorgenti minacce, confrontandosi con le corrispondenti Forze Speciali di altri Paesi nel corso di numerose attività interforze e multinazionali.

In particolare, negli anni Settanta gli Incursori del GOI affrontarono la minaccia del terrorismo nazionale e internazionale, con la costante collaborazione con i reparti di controterrorismo stranieri. Il GOI sviluppò, in quegli anni, tattiche innovative ed equipaggiamenti all’avanguardia e creò al suo interno un nuovo organismo: l’UnIS (Unità Intervento Speciale) perfettamente addestrato, pronto a intervenire in caso di minaccia terroristica.

Oggi gli ampi margini di capacità, flessibilità e autonomia operativa e logistica fanno del GOI uno strumento di grande efficacia nella gestione di situazioni critiche. Gli attuali scenari di conflittualità internazionale e la continua minaccia terroristica richiedono l’intervento di piccole unità, particolarmente addestrate ed equipaggiate. In questo difficile contesto gli Incursori della Marina Militare costituiscono uno strumento agile e flessibile, particolarmente idoneo ad affrontare le sfide mutevoli. I compiti assegnati al GOI sono di norma di pertinenza del livello strategico, risultano spesso assai delicati, tecnicamente difficili e politicamente sensibili. Tra questi:

  • azioni dirette sia su unità navali e mercantili in porto o alla fonda, sia su installazioni portuali/costiere, infrastrutture civili e militari entro la fascia dei 40 Km dalla costa;
  • operazioni di controterrorismo navale per la liberazione di ostaggi su unità passeggeri o mercantili e su installazioni marittime;
  • infiltrazione e permanenza in territorio ostile per missioni di tipo informativo.

A tale scopo, il personale è interamente professionista e l’addestramento è molto duro, selettivo e approfondito, in modo da garantire elevati standard operativi. Dagli anni bellici, con le operazioni subacquee contro il naviglio nemico, agli Anni di Piombo, con la lotta al terrorismo nazionale ed internazionale che ha visto impegnato il Reparto anche durante il sequestro dell’Achille Lauro, ultimamente i compiti affidati al GOI hanno subito un’ulteriore evoluzione, implementandone la capacità di proiezione globale.

Dall’11 settembre 2001 a oggi il GOI è stato impegnato in maniera sempre più preponderante anche nei principali teatri operativi terrestri, quali l’Iraq e l’Afghanistan, e per il contrasto a fenomeni quali la pirateria in Oceano Indiano o la monitorizzazione degli sviluppi di crisi regionali quali la Primavera araba. Da segnalare, soprattutto, le attività di Assistenza Militare a favore delle forze di sicurezza di altri paesi attraverso attività addestrative, di supporto e di intelligence.

Con la creazione del Comando Interforze per le Operazioni delle Forze Speciali (COFS) nel 2004, il GOI ha iniziato a operare inserito all’interno di dispositivi interforze all’estero, oltre a prendere parte ad attività ed esercitazioni che hanno favorito una sempre maggiore interoperabilità tra le unità del Comparto Forze Speciali nazionale.

Tra i principali teatri operativi in cui hanno operato i Baschi Verdi della Marina Militare negli ultimi venti anni spiccano quelli di:

Somalia (1992-1994-1996), missione umanitaria ONU

Ruanda (1994), missione di evacuazione connazionali

Timor Est (1999), missione umanitaria ONU

Iraq (2003-2006), Operazione Antica Babilonia

Afghanistan, Enduring Freedom (2003), ISAF (2006-2015) e Resolute Support (2016-2017)

Iraq (2015) Operazione Inherent Resolve

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Fonte e foto: Marina Militare

La Marina di nuovo in Artico: nave Alliance con il NATO CMRE al Polo Nord per studiare le correnti marine

Una nuova spedizione scientifica della Marina Militare nel Mare Artico sta per cominciare: domani, mercoledì 17 gennaio, la nave polivalente di ricerca Alliance partirà dal porto di La Spezia per una missione scientifica con il Centre for Maritime Research and Experimentation (CMRE) della NATO, ha fatto sapere la stessa Forza Armata con un comunicato stampa di ieri, 15 gennaio.

La spedizione porterà nave Alliance e il suo equipaggio tra i mari d’Islanda e Groenlandia, oltre il Circolo Polare Artico.

“A salutare l’equipaggio e i ricercatori imbarcati – si apprende dal comunicato della Marina – ci saranno il Comandante in Capo della Squadra Navale, Ammiraglio di Squadra Donato Marzano, e la direttrice del CMRE, dottoressa Catherine Warner”.

Dopo 90 anni dalla storica missione del Comandante Nobile e a seguito della recente spedizione effettuata nell’estate del 2017 denominata High North (link articoli in calce), la Marina Militare ritornerà al Polo Nord – “per la prima volta in periodo invernale artico”, sottolinea il comunicato stampa –  per sostenere le attività di ricerca a supporto dell’organizzazione internazionale Woods Hole Oceanographic Institution (WHOI) nell’ambito del programma multidisciplinare Iceland-Greenland Seas Project (IGP).

Scopo principale della spedizione è lo studio dell’interazione aria/acqua e la relativa ventilazione che si viene a creare nel Mare Artico, con l’obiettivo di raggiungere una migliore comprensione della circolazione delle correnti marine.

“L’attività scientifica – spiega la Marina nel dettaglio – sarà caratterizzata da due periodi di navigazione di circa venti giorni ciascuno, e consisterà nell’eseguire, nello stretto di mare che separa l’Islanda dalla costa orientale della Groenlandia, rilievi speditivi e approfonditi dei parametri di conduttività elettrica, temperatura, profondità, analisi geochimiche e velocità del suono in acqua, rilievi bati-termografici, misurazione della batimetria e misurazioni meteorologiche (marine e aeree), effettuando la correlazione e la raccolta statistica tra i dati acquisiti”.

Nave Alliance, al comando del capitano di fregata Daniele Cantù, ha un equipaggio composto da 47 militari e imbarca, per l’occasione, un gruppo di ricerca costituito da 22 scienziati provenienti da diverse organizzazioni internazionali.

Responsabile della missione scientifica è il dott Robert Pickart, scienziato del WHOI, assistito dal Capo Missione Marina Militare, il capitano di vascello Massimiliano Nannini.

Due team scientifici si alterneranno durante la missione: il cambio avverrà durante le soste operative nei porti islandesi di Reykjavik e di Isafjordur, rispettivamente nella prima e ultima decade di febbraio.

La nave terminerà la sua missione con il rientro in Italia, previsto per la prima decade del mese di aprile 2018, conclude il comunicato.

Nave Alliance – spiega in dettaglio la Marina nel suo comunicato stampa –  è un’unità polivalente di ricerca (NATO Research Vessel – NRV) che svolge principalmente attività condotte dal Centro di Ricerca e Sperimentazione Marittima (CMRE), per conto dell’Organizzazione Scientifica e Tecnologica (Science and Technology Organization – STO) della NATO.

Nell’aprile 1988, l’unità è stata consegnata all’allora Centro di Ricerche Subacquee del SACLANT (Undersea Research Centre – SACLANTCEN), poi rinominato Centro di Ricerche Subacquee della NATO (NATO Underwater Reserch Centre- NURC), poi ancora ulteriormente rinominato STO/CMRE.

Dal marzo 2016 è equipaggiata con personale della Marina Militare grazie a un’intesa del dicembre 2015 tra la Marina Militare e il CMRE. La nave ha dipendenza organica, per il tramite del Comando Squadriglia Unità Idrografiche ed Esperienze (COMSQUAIDRO) e il Comando delle Forze di Contromisure Mine (MARICODRAG), dal Comando in Capo della Squadra Navale (CINCNAV).

Hashtag: #MarinaMilitare #ProfessionistiDelMare #ilTuoFuturoèilMare

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Mare Sicuro, Marina Militare: passaggio di consegne del Comandante tattico dell’operazione, nave Bergamini diventa la flagship

Si è svolta il 29 dicembre scorso, nel porto di Messina, a bordo di Nave Rizzo, la cerimonia di avvicendamento del Comandante Tattico dell’Operazione Mare Sicuro, ha fatto sapere la Marina Militare con un comunicato stampa del 30 dicembre.

L’evento, alla presenza del Comandante in Capo della Squadra Navale, Ammiraglio di Squadra Donato Marzano, ha sancito il passaggio del comando del dispositivo dal Contrammiraglio Davide Berna, Comandante delle Forze di Contromisure Mine ed Idrografiche, all’Ammiraglio di Divisione Aurelio De Carolis, Comandante della Seconda Divisione Navale. Contestualmente Nave Bergamini ha assunto il compito di Flagship dell’Operazione.

Nel periodo di comando del Contrammiraglio Berna il dispositivo Mare Sicuro ha continuato a garantire la tutela degli interessi nazionali nel tratto di mare prospicente le coste della Tripolitania e Cirenaica, spiega il comunicato stampa della Marina, assicurando la sicurezza delle linee di comunicazione marittime e il contrasto alla criminalità dedita a traffici illeciti, nonché la protezione dei pescherecci italiani e delle piattaforme estrattive presenti nelle acque internazionali a nord di Tripoli.

In particolare, si apprende, sono stati sventati alcuni tentativi di sequestro a danno di motopesca nazionali ed è stato garantito il supporto alle missioni nazionali presenti sul suolo libico, segnatamente Nauras a Tripoli e Ippocrate a Misurata.

“Dall’inizio dell’anno – sottolinea il comunicato – la presenza delle Unità della Marina Militare in questo tratto di mare, particolarmente significativo per gli interessi del nostro Paese, ha permesso di garantire, in cooperazione con il Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera e con gli altri dispositivi aeronavali operanti in area, la salvaguardia della vita umana in mare e di giungere al fermo di numerosi individui sospettati di condurre attività illecite”.

Dopo quarantacinque giorni di mare, Nave Rizzo fa ora rotta verso la Spezia mentre Nave Bergamini dirige per l’area di operazioni per continuare ad assicurare la missione, conclude il comunicato.

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Marina, Mare Sicuro: cambio al comando, al contrammiraglio Pacioni subentra il collega Maffeis

Nella mattinata di ieri, 26 settembre, si è svolta ad Augusta, sul ponte di volo della Fregata Alpino, alla presenza del Comandante in Capo della Squadra Navale (CINCNAV) Ammiraglio di Squadra Donato Marzano, la cerimonia di avvicendamento al comando dell’Operazione Mare Sicuro (COMOMS) tra il contrammiraglio Enrico Pacioni (cedente) e il contrammiraglio Alberto Maffeis (subentrante).

È la Marina Militare a darne notizia con un comunicato stampa di oggi, 27 settembre.

L’operazione Mare Sicuro, in atto nel Mediterraneo Centrale dal 12 marzo 2015, prevede l’impiego di un dispositivo aeronavale con il compito di svolgere, in applicazione della legislazione nazionale e degli accordi internazionali vigenti, attività di presenza, sorveglianza e sicurezza marittima a tutela degli interessi nazionali.

Tra i compiti dell’operazione la protezione delle piattaforme petrolifere di interesse nazionale ubicate in acque internazionali; la protezione dei mezzi nazionali da possibili azioni di organizzazioni criminali; la deterrenza e il contrasto di organizzazioni dedite a traffici illeciti; la sorveglianza e protezione continua dei pescherecci italiani presenti nell’area.

Il dispositivo opera in un’area di mare di circa 160.000 km quadrati nel Mediterraneo centrale.

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Marina, Mare Sicuro: cambio al comando, al contrammiraglio Torresi subentra il collega Pacioni. La FREMM Alpino unità di bandiera del Comandante (8 agosto 2017)

Fonte e foto: Marina Militare

Marina: cambio al Comando della Forza anfibia italo-spagnola, ruolo centrale nella strategia marittima

Dopo due anni di comando italiano, il 13 luglio, a bordo della nave da sbarco della Marina Militare San Giorgio ormeggiata presso la Base Navale di Brindisi, si è svolta la cerimonia di avvicendamento, tra Italia e Spagna, al Comando della Forza Anfibia (Spanish/Italian Amphibious Force – SIAF) e della Forza da Sbarco italo-spagnola (Spanish/Italian Landing Force – SILF), fa sapere la Marina Militare dal suo sito istituzionale.

La cerimonia è stata presieduta dai Comandanti della Squadra Navale Italiana e Spagnola, l’ammiraglio di squadra Donato Marzano e l’ammiraglio di squadra Juan Rodrìguez Garat, e ha coinvolto contemporaneamente le due figure del Comandante della Forza Anfibia e del Comandante della Forza da Sbarco, si apprende.

Il passaggio di testimone, rappresentato dallo stendardo della SIAF/SILF, è avvenuto tra l’ammiraglio di divisione Salvatore Vitiello, Comandante della 3ª Divisione Navale, e il contrammiraglio Ricardo Atanasio Hernàndez Lòpez, Comandante del 2° Gruppo Navale della Marina spagnola, e tra il contrammiraglio Cesare Bruno Petragnani, Comandante della Forza da Sbarco della Marina Militare, e il generale di brigata Antonio Planells Palau, Comandante del Terzio de Armada.

La Forza anfibia e da sbarco italo-spagnola deve la sua origine a un’iniziativa comune delle Marine dei due Paesi mediterranei che, dal 16 settembre 1996, si sono poste l’obiettivo di concorrere, in forma unificata e complementare, alle forze multinazionali cui normalmente contribuiscono, per la sicurezza collettiva della comunità internazionale, spiega la Marina.

“Nell’attuale panorama geostrategico, caratterizzato da elevata complessità e interconnessione dei fenomeni, la comunità internazionale riconosce alle forze anfibie un ruolo centrale nella strategia marittima, per assicurare il necessario connotato di proiezione di forze e capacità, volto alla difesa avanzata degli interessi nazionali, in un’ottica di più ampio concorso alla promozione e salvaguardia della stabilità e della pacifica convivenza tra i popoli”.

Tale evidenza, nell’ambito della SIAF, trova un terreno estremamente fertile, che consentirà lo sviluppo di operazioni expeditionary “sul mare” e “dal mare”, valorizzando appieno i vantaggi di un approccio Seabasing, ovvero possibilità di rapido dispiegamento e proiezione di forza dal mare, con la possibilità di supporto continuo e protezione, senza dipendenza da basi di terra.

Un esempio è rappresentato, nell’ottica del cosiddetto Capacity Building, dal fornire soccorso alle popolazioni di paesi in difficoltà e assistere le loro forze di difesa e sicurezza.

La SIAF garantisce già una qualificata partecipazione nei contesti NATO e dell’Unione Europea, contribuendo a esprimere la rotazione delle forze in alta prontezza per la NATO Response Force (NRF) e lo European Union Battle Group (EUBG), nonché partecipando al consesso europeo di settore della European Amphibious Initiative (EAI).

La Marina Militare tornerà a guidare la Forza Anfibia nel 2019.

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Fonte e foto: Marina Militare

Mare Sicuro, cambio al comando: al contrammiraglio Cottini subentra il collega Torresi

Si è svolta giovedì 15 giugno scorso, a bordo della fregata Carlo Margottini ormeggiata presso il porto di Catania, la cerimonia di avvicendamento al comando dell’Operazione Mare Sicuro (O.M.S.) tra il contrammiraglio Andrea Cottini, comandante della Stazione Navale di Taranto, e il contrammiraglio Placido Torresi, comandante della 1ª Divisione Navale, ha fatto sapere la Marina Militare con un comunicato stampa.

La cerimonia, si apprende, è stata presieduta dal Comandante in Capo della Squadra Navale (CINCNAV), ammiraglio di squadra Donato Marzano.

Durante gli oltre tre mesi di comando dell’ammiraglio Cottini, la costante presenza di unità navali della Squadra e l’elevata professionalità del personale imbarcato sulle navi e sui sommergibili del personale della brigata Marina San Marco e delle Forze Aeree ha consentito di assicurare la sorveglianza e la protezione delle piattaforme petrolifere di interesse nazionale, ubicate in acque internazionali al largo delle coste libiche; la protezione dei mezzi nazionali intenti a operare in attività di ricerca e da possibili azioni di organizzazioni criminali; la deterrenza e il contrasto nei confronti di organizzazioni criminali dedite ai traffici illeciti; la sorveglianza e protezione continua di numerosi pescherecci italiani presenti nelle aree a rischio, quali quella a nord di Misurata e a nord di Bengasi.

Tra gli eventi che hanno caratterizzato questo periodo, ricorda il comunicato stampa della Marina, c’è la nascita della piccola Maria Luisa a bordo di nave Libra, inserita nel dispositivo di Mare Sicuro, lo scorso 30 maggio.

Oltre naturalmente ai numerosi interventi sanitari o di supporto ai pescherecci nazionali che operano in zona.

Ricorda in dettaglio la Forza Armata:

Il 16 maggio Nave Borsini ha fornito la prima assistenza al motopesca Ghibli, subito dolo il rilascio, in seguito al fermo da parte delle forze navali libiche.

Il 10 giugno il pattugliatore Comandante Cigala Fulgosi è intervenuto per prestare assistenza al peschereccio Mariella, della marineria di Siracusa, rimasto senza propulsione a 65 miglia nord di Bengasi.

Le navi di Mare Sicuro hanno svolto anche compiti di Polizia giudiziaria: il 5 maggio il pattugliatore Sirio ha individuato un’imbarcazione proveniente da Malta e diretta a Zuwarah, con documentazione non in regola.

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Fonte e foto: Marina Militare

Difesa: conclusa l’esercitazione joint and combined Mare Aperto

È terminata il 18 maggio l’esercitazione Mare Aperto, attività interforze e internazionale gestita dalla Marina Militare, ha fatto sapere lo stato maggiore della Difesa con un comunicato stampa di ieri, 20 maggio.

L’esercitazione, iniziata l’8 maggio, si prefiggeva di testare e consolidare le capacità operative volte alle attività di tutela degli interessi nazionali ed europei, con particolare riferimento alla sicurezza marittima.

Unitamente alle unità navali della Marina, l’esercitazione, diretta dal Comandante in Capo della Squadra Navale a bordo di Nave Cavour, ha coinvolto 11 navi di Paesi, oltre ad assetti dell’Esercito Italiano e dell’Aeronautica Militare, per un totale di oltre 5.600 uomini e donne, si apprende.

Dieci giorni intensi di attività a difficoltà crescente, prima, e scenario a partiti contrapposti dopo, hanno caratterizzato l’evento addestrativo che, nella fase tattica, dal 14 al 18 maggio, ha visto le componenti navale, sommergibilista, aerea, anfibia della Squadra Navale confrontarsi in uno scenario di crisi internazionale.

È stato sviluppato l’addestramento nelle principali forme di lotta sul mare e dal mare, quali la difesa antiaerea, antisommergibile, antinave e anfibia.

“Inoltre -sottolinea il comunicato stampa – è stata particolarmente curata la Capacità Nazionale di Proiezione dal Mare – un pacchetto di forze di Esercito e Marina, dedicato prioritariamente alle operazioni anfibie – anche con l’imbarco di due elicotteri di attacco AW 129 “Mangusta” su Nave Garibaldi ed è continuato l’addestramento congiunto con i velivoli dell’Aeronautica Militare”.

La piena integrazione con gli assetti aerei è stata dimostrata dal primo rifornimento in volo tra gli AV-8B della Marina e il tanker KC 767 dell’Aeronautica, oltre che dalla prima integrazione operativa del CAEW dell’Aeronautica e del P72 della Marina.

Nella fase tattica, il dispositivo aeronavale si è addestrato a gestire una situazione di crisi in ambiente non permissivo, con presenza di minaccia tanto convenzionale quanto asimmetrica, e con la proiezione di una forza anfibia dal mare su terra.

Lo scenario creato per l’esercitazione ha riproposto tutti gli elementi delle moderne operazioni militari: dalle regole d’ingaggio alle implicazioni strategico-militari, al rapporto con i media.

“Lo sviluppo dello scenario – spiega lo stato maggiore della Difesa – si è avvalso, in un’ottica di inter-agenzia, della presenza a bordo di un gruppo di studenti della Libera Università Internazionale degli Studi Sociali (LUISS) Guido Carli, che hanno partecipato all’esercitazione in qualità di political advisor e legal advisor, nonché come giornalisti della stampa simulata (simpress)”.

“I lusinghieri risultati conseguiti hanno dimostrato, ancora una volta, il carattere intrinseco di ogni odierna attività militare e l’alto livello di interoperabilità raggiunto con i partner europei e della NATO”, conclude il comunicato.

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Fonte e foto: Difesa

Difesa: inizia oggi la Mare Aperto, esercitazione joint and combined della Marina nel Mediterraneo Centrale

Inizia oggi, 8 maggio, nel Mediterraneo Centrale la Mare Aperto, esercitazione interforze e internazionale che, condotta dal Comandante in Capo della Squadra Navale, rappresenta il primo evento addestrativo complesso annuale della Marina Militare Italiana, con la partecipazione anche di assetti dell’Esercito e dell’Aeronautica Militare, oltre a unità navali dei due gruppi permanenti della NATO e della Forza Marittima Europea.

È lo stato maggiore della Difesa a darne notizia oggi stesso con un comunicato stampa.

In mare opereranno la portaerei Cavour, con i velivoli AV8B imbarcati; navi e sommergibili della Marina Militare e 11 navi provenienti da Canada, Francia, Polonia, Portogallo, Spagna e Turchia, inquadrate nei gruppi marittimi permanenti della NATO e nella Forza Marittima Europea.

La Marina, inoltre, schiererà la brigata Marina San Marco.

Prenderanno parte all’esercitazione anche velivoli Tornado, AMX, CAEW, Predator, KC 767 dell’Aeronautica Militare nonché il reggimento Lagunari, elicotteri AW-129, un posto comando di Artiglieria terrestre e un posto comando di Artiglieria antiaerea dell’Esercito Italiano.

Per dieci giorni gli uomini e le donne imbarcati sulle navi, sui sommergibili e gli equipaggi di volo si addestreranno nelle principali forme di lotta sul mare e dal mare, quali la difesa delle navi nella lotta antiaerea, antisommergibile e antinave; il contrasto alle attività illegali sul mare; la gestione di situazioni di crisi in ambienti con presenza di minaccia convenzionale e asimmetrica e la proiezione di una forza anfibia dal mare su terra.

La Mare Aperto integra anche l’esercitazione di contromisure mine IT MINEX, coinvolgendo il comando delle Forze di Contromisure Mine della Marina e la forza permanente di contromisure mine della NATO.

“La Mare Aperto è un’esercitazione mirata all’addestramento complesso della Marina Militare, in particolare, e delle Forze Armate in generale, finalizzata al mantenimento di elevati standard di interoperabilità e integrazione delle forze nazionali e NATO, per la sicurezza marittima comune dell’Italia, europea e dell’Alleanza Atlantica, conclude il comunicato stampa della Difesa.

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Fonte e foto (d’archivio): stato maggiore Difesa

Mare Sicuro, cambio al comando: il contrammiraglio Cottini subentra al collega Maffeis

“Si è svolta l’ 11 marzo scorso, a bordo della fregata Carlo Margottini ormeggiata presso la base navale di Augusta, alla presenza del Comandante in Capo della Squadra Navale, ammiraglio di squadra Donato Marzano, la cerimonia di avvicendamento del comando dell’Operazione Mare Sicuro (O.M.S.) tra il contrammiraglio Alberto Maffeis, comandante le Forze da Pattugliamento per la Sorveglianza e la Difesa Costiera, e il contrammiraglio Andrea Cottini, comandante la Stazione Navale di Taranto”, ha fatto sapere la Marina Militare con un comunicato stampa del 12 marzo.

Nel corso di oltre due mesi di comando, si apprende, sono stati impegnati a rotazione complessivamente 1.900 militari facenti parte degli equipaggi delle unità navali, del personale della brigata Marina San Marco e delle Forze Aeree, tutti inseriti nel dispositivo aeronavale di sorveglianza marittima che ha consentito di svolgere con successo le rilevanti attività  di:

  • sorveglianza e protezione delle piattaforme petrolifere di interesse nazionale ubicate in acque internazionali;
  • sorveglianza e protezione dei numerosi pescherecci italiani presenti nelle acque prospicienti la Tunisia e la Libia;
  • deterrenza e contrasto nei confronti del terrorismo internazionale e di organizzazioni criminali dedite ai traffici illeciti;
  • sorveglianza di Unità non NATO.

L’Operazione Mare Sicuro, varata dal Governo a seguito dell’aggravarsi della crisi libica, schiera dal 12 marzo 2015, in un’area di circa 80.000 kmq del Mediterraneo centrale, un dispositivo aeronavale con il compito di rafforzare quanto già in atto da parte delle navi della Marina Militare che operano nell’area per garantire la sicurezza marittima, assicurare la tutela degli interessi nazionali e la protezione delle linee di comunicazione e delle navi commerciali.

Tali attività rivestono una importanza fondamentale in un contesto come quello italiano, sottolinea il comunicato, fortemente dipendente dai traffici marittimi e dalla sicurezza sul mare.

Il Comandante in Capo ha ringraziato l’ammiraglio Maffeis per il lavoro svolto, anche in condizioni metereologiche impegnative, e ha augurato all’ammiraglio Cottini di ottenere altrettanti significativi risultati.

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Fonte e foto: Marina Militare

Marina: supporto aeronavale alla navigazione mercantile al centro dell’incontro con la Federazione del Mare e i vertici della Forza Armata

Lo scorso mercoledì 25 gennaio, ha fatto sapere la Marina Militare con un comunicato stampa del 28, si è svolto presso il Centro Operativo della Marina Militare un incontro tra la Federazione del Sistema Marittimo Italiano (Federazione del Mare), organizzazione che riunisce gran parte delle attività marittime civili d’Italia, e i vertici della Marina Militare.

Il Comandante in Capo della Squadra Navale (CINCNAV), ammiraglio Donato Marzano, ha illustrato il supporto che lo strumento aeronavale può fornire alla navigazione mercantile nazionale, attraverso un’azione mirata per preservare il libero uso del mare.

L’incontro si inserisce nell’alveo delle attività istituzionali del CINCNAV e “riflette una visione internazionale, europea e globale, che vede il millennio appena iniziato caratterizzato da una  ‘crescita blu’ su cui puntare, per uno sviluppo sostenibile, in un contesto dove la marittimità rappresenta una risorsa fondamentale per la crescita commerciale, occupazionale e tecnologica”, spiega la Marina.

Si è trattato dunque di una visita/incontro per ricercare nuovi ambiti di collaborazione e sinergie utili a incrementare la sicurezza marittima, con l’accesso in sicurezza alle rotte e ai porti  nelle aree di crisi,  a disporre di una rapida reazione alle minacce che si presentino, a fornire allo shipping un servizio di “advisory”, con informazioni riguardanti soprattutto i rischi sulla sicurezza militare.

Il Capo di stato maggiore della Marina (CaSMM), ammiraglio Valter Girardelli, intervenuto in conclusione dei lavori, ha rimarcato l’importanza della cultura marittima e della cultura marinara per un futuro di sviluppo economico.

Dal suo canto per il cluster marittimo il presidente della Federazione del Mare, Paolo d’Amico, e il vicepresidente, Umberto Masucci, presidente dell’International Propeller Clubs of Italy, accompagnati da esponenti del vertice di Assonave, ANCIP, Confitarma, Federagenti, Federpesca, RAM e Lega Navale, nel confermare l’impegno a incrementare la collaborazione con la Marina Militare, hanno anche auspicato una accresciuta attenzione per il mare da parte dell’amministrazione civile e una più stretta sinergia per sensibilizzare e rinvigorire quella cultura marittima.

“Cultura marittima che, sia il presidente D’Amico che l’ammiraglio Girardelli, ritengono imprescindibile per un paese come l’Italia, che vanta grandi flotte mercantili e pescherecce e rappresenta con i suoi porti una fonte strategica di approvvigionamento per la nostra industria manifatturiera, oltre che uno dei principali punti di transito delle merci per l’intera Europa”, conclude il comunicato stampa.

Fonte e foto: Marina Militare