Esercito Italiano

Sector West, UNIFIL: un corso Mine Risk Education per i giovanissimi dai peacekeeper italiani con UNMAS e LAF

È stato svolto nella scuola pubblica di As Sama’iyah, nel Sud del Libano, un corso di una giornata dedicato al Mine Risk Education (MRE) a cura dei caschi blu italiani a favore dei giovanissimi della popolazione locale.

Lo ha reso noto con un comunicato stampa dell’11 luglio il Sector West di UNIFIL, attualmente su base brigata Granatieri di Sardegna al comando del gen Francesco Olla.

Il breve corso è stato organizzato e condotto congiuntamente dai militari del contingente italiano, impiegati nella missione UNIFIL, dalla sezione LMAC (Lebanon Mine Risk Action Center) delle Forze Armate Libanesi e da UNMAS (United Nations Mine Action Service).

L’obiettivo è “sensibilizzare i giovanissimi, soprattutto quelli della cosiddetta Diaspora Libanese, che rientrano per le vacanze estive, al pericolo dei residuati bellici risalenti all’ultimo conflitto con Israele del 2006”, sottolinea il comunicato.

L’attività, che ha visto la partecipazione di oltre duecento bambini e ragazzi dai 6 ai 17 anni, è stata presieduta dal Comandante della Joint Task Force – Lebanon, gen Francesco Olla, a capo del contingente italiano, nonché dalle autorità politiche e delle associazioni scout che insistono sul territorio.

Durante la giornata dedicata al Mine Risk Education, è stata colta l’occasione per mostrare ai più giovani le capacità tecnico-tattiche di assetti specialistici, quali l’operatore dotato di tuta anti-esplosione EOD9, l’unità cinofila “K9” MDD (Mine Detection Dog) e EDD (Explosive Detection Dog), nonché i robot per il riconoscimento, la manipolazione e disarticolazione degli ordigni.

Promossa in tutto il Libano del Sud dai militari italiani impiegati nell’Operazione Leonte, l’attività è finalizzata al supporto della popolazione locale in base a quanto sancito dalla Risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite n.1701 del 2006, insieme al monitoraggio costante della Blue Line e all’addestramento delle Forze Armate Libanesi dislocate al sud del fiume Litani.

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Fonte e foto: Sector West UNIFIL

MNBG-W, KFOR: esercitazione in assetto antisommossa a difesa del Monastero di Decani

I militari italiani del Multinational Battle Group-West (MNBG-W), impiegati in Kosovo nella missione a guida NATO KFOR, hanno concluso nei giorni scorsi una articolata esercitazione sulle procedure di controllo della folla e sulla gestione dell’ordine pubblico in occasione di turbative o di concentrazione di masse ostili in prossimità del Monastero di Decani, dichiarato dall’UNESCO Patrimonio dell’umanità e protetto dal contingente di stanza nell’ovest del paese.

L’esercitazione, fa sapere nel dettaglio un comunicato stampa odierno del MNBG-W, ha visto il coinvolgimento di un battaglione di manovra multinazionale, formato da militari del 3° reggimento Artiglieria da Montagna della brigata Alpina Julia; un assetto di ricognizione e sorveglianza tramite velivoli a pilotaggio remoto del 41° reggimento Cordenons, e unità di manovra composte da militari italiani, sloveni e austriaci, rinforzati da una compagnia ungherese.

L’esercitazione ha messo alla prova la capacità di reazione rapida delle forze del MNBG-W, primo responsabile (first responder) in caso di turbative all’ordine pubblico ed eventuali escalation di violenza in prossimità di un’area sensibile come quella del Monastero di Decani.

“Nel prosieguo dell’esercitazione – spiega il comunicato – le unità di manovra in assetto anti-sommossa hanno applicato le procedure tecnico-tattiche per respingere l’ammassamento della folla ostile ed evitare l’invasione del perimetro del complesso”.

L’esercitazione ha contribuito a tenere alto il livello di addestramento, capacità operativa e standardizzazione delle procedure tecnico-tattiche come previsto dalla Risoluzione 1244 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che prevede di garantire la sicurezza al Monastero di Decani, mantenere la libertà di movimento, impedire il ricorso alla violenza e sviluppare progetti della cooperazione civile e militare tesi a supportare il processo di crescita economica grazie allo sviluppo delle istituzioni locali.

Il MNBG-W, con sede a Villaggio Italia, a Belo Polje, è attualmente su base 3° reggimento Artiglieria da montagna al comando del col Enzo Ceruzzi.

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Fonte e foto: MNBG-W (KFOR)

TAAC-W: meeting tra vertici Difesa Afghanistan e Comando di Resolute Support nel primo mese di attività della Taurinense

Una serie di incontri tra i vertici della Difesa afgani e delegati della missione a guida NATO Resolute Support (RS) in Afghanistan ha avuto luogo nei giorni scorsi presso la base italiana di Camp Arena, a Herat, sede del Train Advise Assist Command West (TAAC-W) attualmente su base brigata alpina Taurinense alla guida del gen Massimo Biagini.

Più in dettaglio, si apprende da un comunicato stampa del TAAC-W, la serie di meeting, o “shure”, ha visto coinvolti i delegati del Ministero della Difesa afgano e del Comando di Resolute Support di Kabul sul tema della sicurezza nella regione e del potenziamento delle capacità del 207° Corpo d’Armata dell’Afghan National Army (ANA) di stanza nella regione di Herat.

L’assemblea, presieduta dal Comandante del TAAC W, gen Biagini, ha consentito un fattivo e collaborativo confronto tra il Comandante del 207° Corpo d’Armata, la delegazione del comando RS di Kabul e la delegazione del Ministero della Difesa afgano, focalizzando l’attenzione sugli aspetti tattico-operativi evidenziati dagli advisor della Taurinense durante il primo mese di responsabilità in Afghanistan.

Nel corso dell’assemblea si è analizzata nel dettaglio la situazione specifica di ogni distretto, in merito alla presenza di fazioni criminali e di cellule terroristiche, e di come le diverse forze di sicurezza afgane stiano operando per stabilizzarle efficacemente.

“Al termine dell’incontro – specifica il comunicato del TAAC-W – i rappresentanti del Ministero della Difesa afgano hanno espresso grande soddisfazione e gratitudine al Comando del TAAC West per il lavoro svolto finora e in programmazione nel prossimo futuro, impostando un efficace piano di azione comune e condiviso per implementare le capacità operative del 207° Corpo d’Armata, nel pieno rispetto della missione di Resolute Support”.

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Fonte e foto: TAAC-W RS

AVES, campagna antincendio: 13 lanci e oltre 30mila litri d’acqua per il Chinook che affianca la Protezione Civile tra Monterotondo e il Perugino

Da domenica 9 luglio, fa sapere l’Aviazione Esercito (AVES) con un comunicato stampa odierno, l’Esercito sta fornendo il proprio supporto alla flotta aerea dello Stato, coordinata dal Dipartimento della Protezione Civile, con un elicottero CH-47, meglio conosciuto come Chinook.

L’attività si colloca nell’ambito della annuale campagna di lotta agli incendi boschivi (link articoli in calce).

Nella mattina di ieri 10 luglio, spiega l’AVES, un elicottero è stato impegnato per più di due ore di volo per circoscrivere un fronte già domato in località San Giovanni del Pantano, in provincia di Perugia, effettuando 6 lanci per un totale di circa 30mila litri d’acqua.

Al termine di questa attività lo stesso CH47, nelle prime ore del pomeriggio, è stato dirottato su un nuovo focolaio sviluppatosi in località Monterotondo, a Roma, dove dopo circa un’ora di attività “sul fuoco” sono stati condotti 7 lanci d’acqua: la vicinanza del fiume Tevere ha ridotto notevolmente i tempi di caricamento dell’acqua, agevolando l’intervento.

Il fronte del fuoco, peraltro molto vicino al centro abitato, è stato domato solo nel tardo pomeriggio, quando, dopo il rientro per rifornimento sulla base di Viterbo, l’elicottero è tornato sull’incendio per altre due ore di attività.

“Continua pertanto serrata la cooperazione con il Dipartimento della Protezione Civile, che negli ultimi anni ha visto impegnati numerosi assetti di volo della Forza Armata in diverse località, sia dell’Italia peninsulare che della Sardegna e della Sicilia”, conclude il comunicato stampa dell’AVES.

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Fonte e foto: AVES

Scuola Sottufficiali: gli allievi marescialli del 18° Lealtà al Museo della Motorizzazione Militare a Roma

Sabato 8 luglio, scorso, fa sapere un comunicato stampa della Scuola Sottufficiali dell’Esercito Italiano di Viterbo, una delegazione di allievi marescialli del XVIII corso Lealtà, si è recata in visita al Museo Storico della Motorizzazione Militare a Roma.

L’attività si colloca nell’ambito delle iniziative dedicate all’approfondimento di tematiche storico-militari organizzate dalla Scuola Sottufficiali dell’Esercito.

Sorto nel 1955, il Museo, avendo come fine primario quello di raccogliere e conservare il materiale tecnico storico e custodire cimeli e ricordi delle gesta compiute in pace e in guerra, costituisce l’unica mostra esistente in Italia dei veicoli che hanno caratterizzato un secolo di Motorizzazione Militare, sottolinea la Scuola.

I mezzi conservati, alcuni rarissimi, oltre alla funzione che li ha identificati in passato, testimoniano le tappe di quella evoluzione tecnica e tecnologica del mezzo meccanico, che ha promosso la crescita della nostra società.

Nel complesso sono presenti più di trecento unità tra automobili e autocarri, civili e militari, d’epoca; sessanta tra mezzi cingolati, blindati e corazzati, e sessanta motocicli d’epoca.

Tra i sei padiglioni espositivi è da evidenziare quello intitolato alla “Medaglia d’Oro Arturo Mercanti”, dove si trovano la direzione, una biblioteca-archivio con dati e schede tecniche riferiti a molti mezzi a motore in affidamento all’Esercito, dalle origini ai nostri giorni, oltre a materiale fotografico, documentale, e una grande carta murale riportante la manovra dinamica attuata dal Generale Cadorna nel Trentino, nell’anno 1916, caratterizzata dal primo massiccio impiego del trasporto automobilistico.

Nel mese di luglio gli allievi marescialli del xviii corso Lealtà e del XIX corso Saldezza saranno impegnati, per tre settimane, nel ciclo di attività, finalizzate ad acquisire la necessaria capacità di operare secondo le procedure tecnico-tattiche di livello squadra e plotone, che saranno condotte nei poligoni e nelle aree addestrative laziali nell’ambito dell’Esercitazione Una Acies 2017.

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Fonte e foto: Scuola Sottufficiali

Sanità Militare: a Milano sinergia tra Esercito e ASST, l’assessore Gallera al Dipartimento Militare di Medicina Legale

Il Poliambulatorio di Milano via Saint Bon ha ricevuto la visita, il 15 giugno scorso, dell’Assessore al Welfare della Regione Lombardia, avv Giulio Gallera, a conferma della sinergia esistente tra i medici dell’Esercito Italiano e il Sistema Sanitario Regionale.

Il poliambulatorio di via Saint Bon dell’Azienda Socio Sanitaria Territoriale (ASST) Nord Milano è infatti situato all’interno del Dipartimento Militare di Medicina Legale di Milano (DMML-MI) e, grazie a una convenzione stipulata nel 2014 tra Difesa Servizi e l’Azienda Sanitaria milanese, rappresenta, come già evidenziato dallo stesso Assessore, un esempio della sinergia esistente a Milano tra Sistema Sanitario Regionale e Sanità Militare.

È lo stesso DMML-MI a renderlo noto, sottolineando la piena e finora inedita collaborazione tra professionisti dell’ASST Nord con medici dell’Esercito Italiano nello svolgere attività specialistica e chirurgica ambulatoriale per i cittadini milanesi afferenti alla struttura.

Fonte e foto: DMML-MI

Scuola Sottufficiali: il 19° Saldezza completa il corso di combattimento corpo a corpo MCM

“Gli Allievi Marescialli del XIX corso Saldezza, nell’ambito delle attività addestrative pianificate per l’Esercitazione Una Acies 2017, hanno svolto lezioni di perfezionamento di Metodo di Combattimento Militare (MCM), disciplina già avviata in fase basica durante il primo anno accademico presso la Scuola Sottufficiali dell’Esercito, fa sapere un comunicato stampa del 5 luglio dello stesso Istituto di formazione.

Il metodo MCM è un sistema di combattimento a distanza ravvicinata che risponde alle peculiari esigenze operative militari.

Più in dettaglio si tratta di una disciplina studiata al fine di garantire al militare, completamente equipaggiato, la sopravvivenza sul campo di battaglia, senza l’impiego delle armi da fuoco.

Le lezioni offrono ai futuri istruttori una formazione completa, sia sulle discipline da combattimento che sui traumi e sulla psicologia del combattente.

Sviluppato su mandato dello stato maggiore dell’Esercito da parte di un Gruppo di progetto su base 187° reggimento Paracadutisti, l’MCM utilizza tecniche mutuate da altri sistemi di combattimento militari impiegati da Forze Armate di altri paesi e da arti marziali e sport di combattimento.

Dal 2014 è diventato ufficialmente il sistema di combattimento corpo a corpo della Forza Armata.

Nel mese di luglio gli Allievi Marescialli del XVIII corso Lealtà e del XIX corso Saldezza saranno impegnati, per tre settimane, nel ciclo di attività, finalizzate ad acquisire la necessaria capacità di operare secondo le procedure tecnico-tattiche di livello squadra e plotone, che saranno condotte nei poligoni e nelle aree addestrative laziali nell’ambito dell’Esercitazione Una Acies 2017.

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Fonte e foto: Scuola Sottufficiali dell’Esercito

Strade Sicure: i militari del Raggruppamento Campania sul versante ovest del Vesuvio in supporto all’area colpita dall’incendio

“Un devastante incendio che ha avvolto il versante ovest del Vesuvio ha impegnato per tutta la giornata di ieri e fino a tarda sera quattro pattuglie dell’Esercito per supportare i Vigili del Fuoco e le Forze dell’Ordine nelle operazioni di spegnimento e nella tutela dell’incolumità delle popolazioni interessate”.

È un comunicato stampa del Raggruppamento Campania, personale e mezzi dell’Esercito Italiano impiegati nell’ambito dell’operazione Strade Sicure Terra dei Fuochi, a darne notizia oggi, 6 luglio.

“In particolare – si apprende – i militari dell’Esercito, presenti nel territorio di Ercolano già da una settimana nell’ambito dell’operazione Strade Sicure-Terra dei Fuochi, hanno potuto fornire immediato supporto per garantire la viabilità e consentire il deflusso dei bus dei turisti. Attività che si è rivelata di particolare rilevanza per agevolare anche e soprattutto i mezzi di soccorso”.

Le pattuglie dell’Esercito hanno affiancato le squadre dei Vigili del Fuoco presenti sul posto e assistito alcuni civili evacuati dalle abitazioni e dai ristoranti, per la seria minaccia dell’incendio ormai prossimo a zone abitate.

In particolare, fa sapere il raggruppamento Campania, è stata messa in salvo una famiglia la cui casa era stata raggiunta dalle fiamme.

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Le pattuglie dell’Esercito hanno poi assistito una trentina di persone evacuate, fornendo acqua e integratori salini per persone particolarmente disidratate.

Una volta arginate le fiamme, i militari sono stati impegnati a lungo in capillari ricognizioni lungo la Strada Statale Vesuviana per segnalare ulteriori focolai divampati.

Attraverso una presenza costante e capillare, i militari dell’Operazione Strade Sicure presidiano il territorio ed i siti sensibili indicati dalle Prefetture per aumentare il livello di sicurezza dei cittadini e per garantire l’incolumità della popolazione.

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Fonte e foto: Raggruppamento Campania Esercito Italiano

Strade Sicure Terra dei Fuochi: continuano gli sversamenti nelle strade periferiche, il Raggruppamento Campania presidia il territorio

Nella notte tra il 4 e 5 luglio scorsi, le pattuglie dell’Esercito del Raggruppamento Campania impegnate nel contrasto ai reati ambientali nell’ambito dell’Operazione “Strade Sicure/Terra dei Fuochi” hanno “colto in flagrante diversi individui intenti a sversare rifiuti a margine di strade periferiche”.

È lo stesso Raggruppamento Campania a darne notizia con un comunicato stampa di ieri, 5 luglio.

Nel comune napoletano di Casandrino un 33enne di Arzano, Napoli, è stato fermato mentre era intento a sversare rifiuti solidi urbani in via Paolo Borsellino, nel capoluogo campano.

Si sono verificati diversi interventi dei militari anche nella provincia di Caserta, fa sapere il Raggruppamento Campania.

Nel dettaglio, a Castel Volturno un 66enne residente nella provincia di Benevento è stato fermato mentre era intento a sversare un frigorifero e altri materiali ferrosi; poche ore dopo, nel comune di Maddaloni, in una strada sterrata adiacente all’interporto sud Europa, un napoletano e un extracomunitario rispettivamente di 22 e 35 anni sono stati colti in flagrante mentre depositavano un’ingente quantità di rifiuti e di metalli.

Tutti i soggetti sono stati identificati e sanzionati amministrativamente dalle Forze di Polizia competenti per oltre 1.000 euro.

“L’azione di presidio del territorio da parte dei militari dell’Esercito è continua e capillare nelle zone indicate dalle Prefetture per contribuire, con le Forze dell’Ordine, al contrasto alla criminalità e alla sicurezza dei cittadini”, conclude il comunicato stampa del Raggruppamento Campania.

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Fonte e foto: Raggruppamento Campania Esercito Italiano

Difesa, il CaSMD gen Graziano alla 5 Torri: “cime estreme, palestra per ogni militare ma anche terra di fratellanza per l’Europa”

“L’addestramento montano è fondamentale perché la montagna è una grande palestra che forgia ogni militare nel corpo e nello spirito”.

Così il Capo di stato Maggiore della Difesa (CaSMD), generale Claudio Graziano, che insieme al Ministro della Difesa, senatrice Roberta Pinotti, ha assistito alla giornata conclusiva dell’esercitazione delle Truppe Alpine “5 Torri 2017” nella suggestiva cornice delle Dolomiti ampezzane, patrimonio dell’UNESCO e museo a cielo aperto della Prima Guerra Mondiale.

L’esercitazione rappresenta un importante appuntamento addestrativo a livello internazionale e interforze e quest’anno ha visto la partecipazione di ben 15 nazioni, di unità di tutte le Forze Armate e della Guardia di Finanza.

“La nuova minaccia terroristica – ha evidenziato il gen Grazianochiede grande prontezza ed elevato livello addestrativo che consenta alle nostre Forze armate di operare all’estero e in Italia nonché di intervenire a soccorso delle popolazioni colpite da calamità ed essere pronti e in grado di agire 365 giorni all’anno e in qualsiasi condizione, come avvenuto lo scorso inverno dopo le eccezionali nevicate in centro Italia”.

“Ciascun militare – ha aggiunto il gen Graziano – attraverso prove come quelle che abbiamo potuto apprezzare oggi, raggiunge una elevata versatilità di impiego e si confronta con il proprio coraggio, qualità necessaria per operare in un ambiente, che dal punto di vista della prova fisica, è un ambiente proibitivo e assoluto“.

Parlando poi del primo conflitto mondiale il gen Graziano ha ricordato di essere “un appassionato di storia militare e da Capo di Stato Maggiore della Difesa ho approfondito lo studio per rivivere il sentimento e la responsabilità dei comandanti di allora, di quelli che davano gli ordini ai propri soldati di venire a combattere su queste cime estreme o sul Carso.”

“Queste montagne, in cui si sono confrontati i migliori alpinisti dell’epoca, sono diventate una terra di fratellanza e questo ci dice anche che l’Europa è stata un successo, che la Prima Guerra Mondiale è stata importante per definire quello che siamo oggi e noi dobbiamo onorare i nostri nonni, ed è importante ricordare una stagione, e un’epoca, di grande sofferenza e di grande gloria“, ha concluso il CaSMD gen Graziano.

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Fonte e foto: Difesa