Esercito Italiano

Sector West, UNIFIL: concluso il corso CBRN del 7° rgt Difesa NBC a favore delle LAF

Si è concluso, presso il Comando del Settore Ovest di UNIFIL a guida Italiana su base brigata Paracadutisti Folgore, il corso per la difesa da attacchi condotti con agenti Chimici, Biologici, Radioattivi e Nucleari (CBRN) a favore di 10 unità delle Forze Armate Libanesi (LAF), ha reso noto lo stesso Sector West (SW) di UNIFIL con un comunicato stampa odierno.

Il corso, sviluppato dal personale del 7° reggimento Difesa NBC Cremona, inquadrato all’interno del Combat Support Battalion del Comando del Settore ovest di UNIFIL, è stato articolato su lezioni teorico pratiche tese a illustrare le tecniche per la rilevazione e la difesa dagli attacchi condotti con agenti chimici, biologici o radioattivi.

Il 7° reggimento NBC ha sede a Civitavecchia e, unico in Italia, ha il compito di provvedere alla difesa dai pericoli CBRN, ricorda il comunicato stampa.

Il Reggimento garantisce la sicurezza del personale del contingente italiano tramite controlli chimici e radiologici in tutta l’area di responsabilità, analisi chimiche sulle derrate alimentari, monitoraggi radiologici sugli itinerari battuti dalle pattuglie italiane e sui materiali in transito da e verso l’Italia.

L’addestramento congiunto tra i peacekeeper italiani e le LAF, oltre a rappresentare un aspetto fondamentale per poter operare al massimo delle capacità e in sicurezza, rimane uno degli elementi più importanti della missione UNIFIL per continuare a garantire la stabilità dell’area, conclude il comunicato.

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Fonte e foto: SW UNIFIL

 

CESIVA: la Julia si esercita per il Libano con la CPX CAX Pegaso 1/2018, mentre a Monteromano si conclude la livex Scorpione 1/2018

Nel quadro delle attività addestrative del Centro Simulazione e Validazione dell’Esercito (Ce.Si.Va.) e dei dipendenti Centri Addestramenti Tattici (C.A.T.), dal 2 al 16 febbraio, presso la caserma Giorgi di Civitavecchia ed il C.A.T. di Monteromano, si sono tenute, rispettivamente, la “Command Post Exercise” (CPX) “Computer Assisted Exercise” (CAX) “Pegaso 1/2018” a favore della brigata Julia, e l’esercitazione livex “Scorpione 1/2018”, ha fatto sapere lo sesso CESIVA con un comunicato stampa del 15 febbraio.

L’attività della brigata Julia, di prossimo impiego nel Libano del Sud nell’ambito della missione UNIFIL (United Nations Interim Force in Lebanon), si legge dal comunicato stampa, è stata finalizzata alla verifica delle capacità operative dei Posti Comando, attraverso la valutazione delle capacità di pianificazione e produzione di ordini, del monitoraggio della situazione e dell’aggiornamento delle Common Operational Pictures (COP), della gestione delle informazioni e delle emergenze e dell’emanazione degli ordini.

L’impegno addestrativo al CAT di Monteromano, ugualmente finalizzato all’approntamento di unità che opereranno in Libano, ha visto in esercitazione unità Blufor del 7° reggimento Alpini, rinforzato da unità del reggimento Piemonte Cavalleria (2°), contrapporsi a unità Opfor, composte da un plotone del 1° reggimento Granatieri di Sardegna e da un plotone dell’8° reggimento Alpini.

L’esercitazione Scorpione 1/2018 è stata preceduta da una fase di preparazione, comprendente lo studio dello scenario e degli obiettivi addestrativi, nel corso dei quali sono stati schierati i sensori di rilevamento sul campo e i dispositivi mobili per il controllo e la valutazione dell’esercitazione; e da una fase attiva, nella quale è stato previsto lo sviluppo di azioni continuative sul terreno di 36/48 ore costantemente seguite da osservatori/controllori e analisti in grado di monitorare e valutare i processi decisionali dei Comandanti di ogni livello e il comportamento delle unità sul terreno, spiega in dettaglio il CESIVA.

In tale ambito, la componente live permette alle unità della Forza Armata di operare in ambienti reali, utilizzando le armi individuali, i veicoli e i sistemi d’arma in dotazione, ed è distribuita sui cinque Centri di Addestramento Tattico (C.A.T.) di Capo Teulada, Lecce, Monteromano, Cesano di Roma e Brunico, ricorda il comunicato.

Il Centro Simulazione e Validazione di Civitavecchia costituisce il principale riferimento dell’Esercito per l’applicazione della simulazione addestrativa nell’approntamento dei posti comando, degli staff e delle unità destinate all’impiego fuori del territorio nazionale.

L’attività del Centro è focalizzata soprattutto all’organizzazione di esercitazioni volte ad attestare il raggiungimento delle capacità operative individuate come fondamentali per l’assolvimento della missione, utilizzando sistemi informatici tecnologicamente avanzati di simulazione e di comando e controllo, e avvalendosi della collaborazione di esperti di settore e di personale già impiegato nel teatro operativo di riferimento.

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Fonte e foto: CESIVA

Scuola Sottufficiali Esercito: sci alpinismo e biathlon militare per gli allievi marescialli del XIX corso Saldezza e del XX Certezza

Nei giorni 3, 4 e 10 febbraio 2018, nelle aree di Campo Felice (L’Aquila) e del Terminillo (Rieti), personale della Scuola Sottufficiali dell’Esercito ha effettuato attività addestrativa finalizzata all’acquisizione di un’adeguata preparazione relativamente alla capacità di movimento in ambiente innevato, ha fatto sapere la Scuola Sottufficiali dell’Esercito di Viterbo con un comunicato stampa del 13 febbraio scorso.

Sotto l’attenta direzione di un team di istruttori qualificati, una selezione di Allievi Marescialli del XIX Corso Saldezza e del XX Corso Certezza ha svolto esercitazioni utilizzando le procedure tipiche dello sci alpinismo e del biathlon militare, alternando sci di fondo con prove di tiro.

Di peculiare importanza lo studio dei concetti di base relativi al fenomeno della neve e delle valanghe, e le relative tecniche di autosoccorso e soccorso organizzato.

La Scuola Sottufficiali dell’Esercito ha il compito di formare Marescialli Comandanti di plotone e Marescialli con specializzazione Sanità che posseggano un’adeguata preparazione tecnico-professionale e un bagaglio culturale appropriato al ruolo.

L’iter formativo si sviluppa coniugando una didattica di livello universitario con un’intensa attività ginnico-sportiva, unitamente a un impegnativo programma di attività militari, teoriche e pratiche, svolte in sede, in aree e strutture addestrative sul territorio nazionale.

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Fonte e foto: Scuola Sottufficiali dell’Esercito

 

 

Granatieri di Sardegna: 242° anniversario in suffragio del Duca di San Pietro

Nella mattinata del 16 febbraio, nella chiesa di Santa Maria degli Angeli in Roma, la più antica unità militare d’Europa, i Granatieri di Sardegna, hanno celebrato la messa in suffragio di Don Alberto Genovese, Duca di San Pietro, nell’anniversario della sua morte, scrive l’Esercito nella nota stampa con cui dà notizia della storica celebrazione.

Onorando il Duca di San Pietro, i Granatieri continuano a rispettare un impegno preso ben 242 anni fa, perpetuando 359 anni di tradizioni e 157 anni di fedeltà all’Italia, ricorda l’Esercito.

Don Bernardino Antonio Genovese, patrizio sardo, padre di Alberto, il 10 luglio 1744 costituì in Cagliari, a sue spese, il Reggimento di Sardegna, con il fine di garantire la sicurezza dei coloni appena approdati sull’isola di San Pietro, prospicente le coste sarde.

Nel 1776, ricorda la nota stampa, suo figlio donò al Reggimento 120.000 lire vecchie di Piemonte, fissando l’uso della loro rendita in apposita scritta “testamentaria” per la costituzione e la successiva manutenzione della musica reggimentale, nonché per aiutare le vedove dei soldati caduti.

Dispose, altresì, che venisse celebrato: “perpetuamente… anniversario in suffragio ed in memoria di esso, Sig. Duca Alberto, nel giorno anniversario della di Lui morte”.

La tradizione è perpetuata dai Granatieri di Sardegna discendenti in linea diretta dell’antico Reggimento di Sardegna.

Alla cerimonia del 16 febbraio 2018 hanno preso parte autorità politiche, militari e civili, tra le quali il Sottosegretario di Stato alla Difesa, on Domenico Rossi, il Consigliere del Presidente della Repubblica per gli affari del Consiglio Supremo di Difesa, gen Rolando Mosca Moschini, il Presidente del Centro Alti Studi per la Difesa (CASD), gen Massimiliano Del Casale, il Sottocapo di Stato Maggiore dell’Esercito, gen Claudio Mora, e i rappresentanti dei Comuni di Roma e Spoleto.

“Significativa – sottolinea l’Esercito – la presenza dei discendenti in linea diretta di Don Alberto Genovese, a dimostrazione di un attaccamento ad una tradizione ultracentenaria che li ha sempre visti partecipi e vicini ai ‘Giganti con gli Alamari’”.

I “Granatieri”, oltre ad aver partecipato alle principali missioni internazionali in cui l’Esercito Italiano è impegnato, contribuiscono allo sviluppo del programma SIAT (Sistema Integrato per l’Addestramento Terrestre), finalizzato all’evoluzione dell’addestramento dei militari in differenti contesti operativi, utilizzando un avanzato sistema di simulazione e moderne tecnologie.

Oggi, gli uomini e le donne dei “Granatieri”, sono impegnati con il comando del Raggruppamento Lazio, Umbria e Abruzzo nell’ambito dell’Operazione Strade Sicure, fornendo, con il concorso di altri reparti dell’Esercito, oltre 2.200 militari in supporto alle Forze dell’Ordine, assicurando quotidianamente una vigile e costante presenza sul territorio della Capitale, nel Lazio e nelle vicine regioni di Umbria e Abruzzo.

Alle molteplici attività operative/addestrative, si aggiungono i più importanti servizi presidiari della Capitale e di alta Rappresentanza presso le più importanti istituzioni nazionali.

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Granatieri di Sardegna: i reparti in armi sfilano venerdì in onore del benefattore Duca di San Pietro (15 febbraio 2018)

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Fonte e foto: PI SME

Scuola Sottufficiali: orienteering e topografia per il Reparto Supporti della Scuola

Ha avuto luogo il 13 febbraio scorso, sui Monti Cimini, nel Viterbese, un’esercitazione di orienteering e topografia che ha visto protagonista il personale militare del Reparto Supporti della Scuola Sottufficiali dell’Esercito, ha fatto sapere la stessa Scuola con un comunicato stampa datato 14 febbraio.

Dopo l’iniziale preparazione topografica i team di livello plotone hanno iniziato l’attività lungo un percorso di circa 7 chilometri, nell’area compresa tra le località denominate Poggio Palagi, Montagna Vecchia, Poggio Nibbio e Posto Montagna.

Muniti di bussola e carta topografica, i team hanno proceduto all’orientamento e alle determinazioni topografiche necessarie per il riconoscimento degli itinerari durante la navigazione in ambiente montano e boschivo.

Giunti presso dei punti predefiniti, ogni team ha comunicato via radio con la Direzione dell’esercitazione fornendo le coordinate del punto di stazione e acquisendo quelle del successivo “punto di controllo”.

L’attività si è svolta nell’ambito di una adeguata cornice di sicurezza garantita dal personale della linea di comando e dagli assetti logistici (trasporti e sanità) dell’istituto di formazione militare viterbese.

La Scuola Sottufficiali dell’Esercito ha il compito di formare Marescialli Comandanti di plotone e Marescialli con la Specializzazione Sanità. L’iter formativo si sviluppa coniugando una didattica di livello universitario con un’intensa attività ginnico-sportiva unitamente ad un impegnativo programma di attività militari, teoriche e pratiche, svolte in sede, in aree e strutture addestrative sul territorio nazionale.

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Fonte e foto: Scuola Sottufficiali dell’Esercito

Granatieri di Sardegna: i reparti in armi sfilano venerdì in onore del benefattore Duca di San Pietro

Si svolgeranno venerdì 16 febbraio, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli in Roma (Piazza della Repubblica), le annuali Solenni onoranze funebri in onore e suffragio di Don Alberto Genovese, Duca di San Pietro.

È lo stesso Comando della brigata Granatieri di Sardegna a ricordare lo storico evento che ogni anno commemora il benefattore.

Nel 1776, ricordano i Granatieri, Don Alberto Genovese donò al Reggimento di Sardegna – creato nel 1744 dal padre Don Bernardino Antonio Genovese, patrizio sardo, per la sicurezza dei coloni appena approdati all’isola sarda di San Pietro – 120.000 lire vecchie di Piemonte, fissando l’uso della loro rendita in apposita scritta “testamentaria” per la costituzione e la successiva manutenzione della musica reggimentale, nonché per aiutare le vedove dei soldati caduti.

Dispose, inoltre, che venisse celebrato: “perpetuamente… anniversario in suffragio ed in memoria di esso, Sig. Duca Alberto, nel giorno anniversario della di Lui morte”.

Da allora il reggimento, costituito a Cagliari nel lontano 10 luglio 1744, non è mai venuto meno all’impegno preso e sempre, sia in pace che in guerra, ha celebrato la messa in suffragio del munifico benefattore.

Quella di venerdì sarà una cerimonia militare storica ove i reparti in armi sfilano, come ogni anno, da Viale Castro Pretorio a Piazza della Repubblica.

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Fonte: brigata Granatieri di Sardegna

Foto d’archivio: Granatieri di Sardegna

Esercito: al 28° Pavia il senatore Latorre in visita, accompagnato dal Sottocapo gen Mora

Nella mattinata di ieri, 13 febbraio, il senatore Nicola Latorre, Presidente della IV Commissione permanente Difesa, accompagnato dal Sottocapo di Stato Maggiore dell’Esercito, gen Claudio Mora, ha visitato il 28° reggimento Comunicazioni Operative Pavia di stanza nella città di Pesaro. Presente anche il Sindaco della stessa città marchigiana, Matteo Ricci.

Ne ha dato notizia lo stato maggiore dell’Esercito con un comunicato stampa di ieri.

Il Senatore, accolto dal Comandante di Reggimento, col Luca Felicissimo, ha incontrato il personale dell’unità, unica della Difesa deputata alle comunicazioni operative.

Sono così definite quelle “attività svolte allo scopo di acquisire, accrescere o consolidare il consenso di gruppi e/o individui selezionati verso le operazioni militari internazionali di sostegno alla pace e trovano applicazione in tutto lo spettro delle Operazioni Militari in ambito nazionale, ONU, NATO ed Unione Europea”, specifica l’Esercito nel suo comunicato.

Condotte principalmente verso le popolazioni presenti nelle aree in cui operano i contingenti militari, le comunicazioni operative hanno lo scopo di favorire una corretta comprensione della missione attraverso l’implementazione di un ‘canale comunicativo’ trasparente ed efficace con gli interlocutori.

In particolare, nel corso della visita sono state illustrate dal personale specialista le capacità peculiari del Reggimento, che si avvale anche dei più moderni e sofisticati mezzi di comunicazione di massa, consentendo lo svolgimento di attività quali la diffusione di messaggi a mezzo altoparlanti, radio, televisione e internet e la disseminazione di volantini da bordo di velivoli ad ala fissa o rotante, oltre ai tradizionali contatti umani con la popolazione locale del teatro operativo presso cui l’unità è impiegata.

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Fonte e foto: PI SME

Task Force Praesidium, Iraq: si conclude la prima fase del programma di stabilizzazione dell’area

“Si è svolto l’8 febbraio, nella Base della Diga di Mosul, l’incontro del nuovo ‘Mosul Dam Area Stability Committee’ fa sapere lo stato maggiore della Difesa dal suo sito istituzionaleche di fatto chiude la prima fase del programma di stabilizzazione dell’area avviato dalla Task Force Praesidium e volto a integrare le Forze di Sicurezza irachene e le autorità civili”.

“Il processo di supporto alla popolazione era stato avviato nell’ottobre 2017 dopo l’avvenuto passaggio di consegne tra le forze curde e quelle irachene”, scrive in dettaglio la Difesa.

Il programma ha avuto l’obiettivo di integrare e coinvolgere la componente militare irachena nel sistema di aiuto umanitario sviluppato dal 3° reggimento Alpini e dalle organizzazioni umanitarie.

Nell’incontro, avvenuto coinvolgendo le autorità civili e militari di livello regionale e provinciale, sono state discusse le modalità con le quali poter facilitare le organizzazioni non governative (NGO) a operare sul territorio.

In questo contesto la Task Force Praesidium, in coordinamento con le autorità locali, ha assolto al duplice compito, da una parte, di facilitare il ritorno delle organizzazioni umanitarie sul territorio e, dall’altra, di essere un’importante componente a supporto della popolazione in settori di primaria importanza, come la sanità, l’educazione e la pastorizia, fonte di sostentamento per circa il 70% della popolazione.

“La costante presenza dei militari iracheni come principali interlocutori – spiega la Difesa – ha permesso di portare a compimento il processo di transizione che vede ora le locali Forze di Sicurezza irachene assurgere a ruolo di principale punto di riferimento per autorità civili, popolazione e organizzazioni umanitarie”.

Un processo di stabilizzazione, agevolato dalla continua partecipazione dei militari iracheni, che ha visto coinvolti in prima linea i rappresentanti del Counter Terrorism Service e del National Security Service nei rapporti con le diverse autorità e organizzazioni locali, nati grazie a numerosi incontri.

L’ultimo, in ordine di tempo, ha visto i militari iracheni confrontarsi con gli oltre 30 rappresentanti di altrettanti villaggi sul delicato tema del ripopolamento che, nel corso degli ultimi mesi, ha visto crescere la popolazione dell’area di oltre il 15 %, con importanti ripercussioni sulla gestione dei servizi primari.

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Fonte e foto: TF Praesidium via difesa.it

CME Puglia: la cerimonia di inaugurazione del Monumento ai Caduti, “opera di grande pregio che rappresenta un gesto eroico”

Si è svolta lo scorso 8 febbraio a Bari, nella Caserma Domenico Picca, sede del Comando Militare Esercito (CME) Puglia, l’inaugurazione del Monumento dedicato ai Caduti in tempo di pace e di guerra, realizzato dallo scultore Nicola Ruggieri.

“Si tratta di un’opera di grande pregio – scrive il CME Puglia nel comunicato stampa con cui dà notizia dell’evento – che rappresenta un fante ferito che compie un ultimo eroico gesto d’assalto, la cui realizzazione è avvenuta grazie al contributo dell’Associazione Combattenti e Reduci della Federazione Terra di Bari”.

L’opera è la rivisitazione in chiave moderna di un monumento già presente in caserma, ma di cui, da oltre 100 anni, si era persa traccia. Da ricerche espedite dal professor Gaetano Rosso, spiega il comunicato, verosimilmente l’antico monumento fu inviato a Rodi negli Anni Venti per contribuire, come materiale da costruzione, alla costituzione della nuova città.

Il monumento è stato inaugurato dal Comandante Militare territoriale dell’Esercito in Puglia, gen Mauro Prezioso, dal Presidente dell’Associazione Combattenti e Reduci – Terra di Bari, cav Nicola Guglielmi, e da un giovane associato dell’età di dieci anni, “a simboleggiare il lungo filo rosso che unisce passato, presente e futuro” sottolinea il CME Puglia.

All’evento hanno partecipato il viceprefetto di Bari, dottoressa Rosa Padovano, i Sindaci e le rappresentanze delle città di Bari, Corato, Grumo Appula, Ostuni, Ruvo di Puglia, San Ferdinando di Puglia, Terlizzi e Trinitapoli – tutte località in cui è stata ospitata la Mostra sulla Grande Guerra edita dallo Stato Maggiore dell’Esercito.

Durante la cerimonia sono state consegnate le medaglie commemorative, coniate in occasione del centenario dalla Grande Guerra, ai discendenti dei combattenti.

Il gen Prezioso, esprimendo grande soddisfazione per la sinergia creata tra il CME Puglia e le Associazioni Combattentistiche e d’Arma, ha evidenziato che questa, al pari di tante altre iniziative – alle quali il CME partecipa in stretta collaborazione con le autorità governative e le organizzazioni culturali, sportive, educative – “dimostra come la Puglia possa svolgere ed effettivamente svolge un ruolo ‘motore’ nella crescita, nell’educazione e nello sviluppo del Paese”.

“Ritengo che possiamo essere orgogliosi del nostro ruolo, di quello che facciamo e ancor di più, io spero, dei risultati che otterremo”, ha chiosato il gen Prezioso.

La cerimonia si è conclusa con le note della Banda della brigata Meccanizzata Pinerolo.

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Fonte e foto: CME Puglia

 

TAAC-W, RS: capacità operativa raggiunta per 9 coordinatori del fuoco aereo delle Forze Speciali afgane e del 207° Corpo d’armata afgano

Sono nove i coordinatori del fuoco aereo inquadrati presso le Forze Speciali e il 207° Corpo d’armata dell’Esercito afgano, assistiti dagli advisor italiani e dagli istruttori provenienti dal comando di Resolute Support (RS), che hanno condotto e concluso con successo un’esercitazione.

L’attività condotta, ha fatto sapere con un comunicato stampa il Train Advise Assist Command – West (TAAC-W) che opera a Herat su base brigata Sassari al comando del gen Gianluca Carai, ha visto il personale afgano esercitato sviluppare un’articolata attività di coordinamento tra le forze terrestri e i piloti dell’aviazione afgana, necessaria per l’acquisizione degli obiettivi e il successivo ingaggio.

“I coordinatori del fuoco e i piloti – dichiara il TAAC-W nel suo comunicato – hanno dimostrato di aver acquisito elevati livelli di professionalità e di capacità operativa nella designazione e nell’ingaggio chirurgico degli obiettivi definiti”.

L’esercitazione ha concluso un iter addestrativo svolto a favore delle Forze di Sicurezza afgane teso a migliorare la risposta di contrasto all’insorgenza e a evitare il coinvolgimento della popolazione civile.

I trainer del contingente italiano, nel pieno rispetto del mandato della missione Resolute Support – che prevede l’attività di addestramento, di consulenza e di assistenza a favore delle Forze di Sicurezza afgane – hanno trasmesso ai militari afgani le specifiche competenze tecniche necessarie per la conduzione delle esercitazioni e delle operazioni militari, conclude il comunicato stampa.

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Fonte e foto: TAAC-W RS