esplosivo

Afghanistan: a Herat sgominate due cellule terroristiche talebane. Tra gli arrestati anche un aspirante kamikaze

Era verosimilmente pronto a immolarsi con il suo carico di esplosivo. L’aspirante suicida arrestato in questi giorni a Herat, nell’area di responsabilità italiana del Regional Command-West (RC-W) di ISAF, rappresentava un sospetto molto fondato a Herat e dintorni e costituiva una seria minaccia alla sicurezza del contingente italiano e a quella di “importanti personalità del panorama governativo e dell’apparato di sicurezza afgano”.

Proprio in questi termini ne parla il comunicato stampa di RC-W ISAF, su base brigata Sassari al comando del generale Luciano Portolano, mentre riferisce dell’importante serie di operazioni scattate a seguito di un capillare lavoro di intelligence svolto sul territorio da cellule dell’Aise, l’ Agenzia Informazioni Sicurezza Esterna italiana, che, di concerto con le Forze di Sicurezza Afgane, hanno reciso sul nascere la minaccia terroristica rappresentata da due importanti cellule terroristiche legate all’insorgenza di matrice talebana.

L’indagine, si apprende, è stata avviata sulla base di un quadro informativo configurato e coordinato dall’apparato intelligence di RC- W, e ha visto il coinvolgimento di tutti gli assetti di ricerca operanti nel settore italiano.

Nei giorni scorsi, “dopo una incessante caccia all’uomo”, si legge nel comunicato, le Forze di Sicurezza Afgane hanno catturato 10 ribelli e sequestrato un ingente quantitativo di esplosivo oltre ad armi, munizioni ed equipaggiamenti già predisposti per l’immediato impiego.

Oltre alle armi e agli esplosivi, tra gli arrestati spicca stavolta un sospetto aspirante suicida, oltre a figure di rilievo specializzate nella pianificazione e nella organizzazione di attacchi nella loro fase terminale.

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Fonte: RC-W ISAF

Foto: RC-W ISAF

Afghanistan, capodanno afgano di buon auspicio con l’ultimo sequestro di armi ed esplosivo da parte dell’RC-W ISAF

L’ultimo sequestro, in ordine di tempo, di armi ed esplosivo nell’ambito di una manovra operativa del Regional Command-West (RC-W) di ISAF è stato portato a termine martedì 21 marzo.

Una data che coincide con il Capodanno afgano, il Naw Ruz, e che celebra l’inizio della primavera e della nuova stagione. Una stagione che sarà propizia, a considerare dall’entità del ritrovamento.

L’”importante quantitativo di armi ed esplosivo”, come riferisce il comunicato stampa dell’RC-W, è stato ritrovato all’interno di un deposito a circa sei chilometri a est di Shindand, località principale del settore centrale dell’area di responsabilità italiana nell’ovest dell’Afghanistan.

Il ritrovamento, avvenuto durante un’operazione condotta dalla Task Force Center su base 66° reggimento aeromobile Trieste, tesa a contrastare il traffico di droga, si è sviluppata nell’ambito della manovra operativa che l’RC-W, comando NATO a guida italiana su base brigata Sassari al comando del generale Luciano Portolano, sta conducendo da mesi nel settore centro-meridionale dell’area di responsabilità.

Si apprende, infatti, che si è appena conclusa nel settore sud l’operazione Wheelbarrow, che ha impegnato militari appartenenti al contingente italiano, ai mentors italiani dell’OMLT (Operational Mentoring Liaison Team) e alle forze di sicurezza afgane (Afghan National Security Forces- ANSF).

L’operazione è stata condotta nei territori della provincia di Farah fino ai confini della provincia di Helmand, aree ad elevata concentrazione di coltivazioni di papavero da oppio.

Durante questa operazione i ribelli avevano tentato di contrastare l’avanzata delle forze della coalizione seminando lungo le principali rotabili alcuni ordigni esplosivi, gli IED, o Improvised Explosive Device, che non hanno coinvolto militari italiani.

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Il 66° reggimento aeromobile Trieste in Paola Casoli il Blog

Fonte: RC-W ISAF

Foto: RC-W ISAF

Afghanistan, RC-W ISAF: sequestrato materiale pronto per attacchi contro coalizione

Era tutto materiale pronto per un uso immediato quello che è stato sequestrato ieri nell’area di responsabilità italiana nell’Afghanistan occidentale.

Razzi, bombe a mano, bombe da mortaio, proietti d’artiglieria di vario calibro e caratteristiche (contro carri- HEAT, alto esplosivo- HE, illuminanti), “le cui buone condizioni di mantenimento presupponevano un imminente uso  per attacchi alle basi della coalizioni o per il confezionamento di ordigni improvvisati (IED – Improvised Explosive Devices)”, sono stati sequestrati ieri a conclusione di un’operazione condotta nel settore centrale dell’area di responsabilità del Comando Regionale Ovest (RC-West), a guida brigata Sassari.

Il comunicato di RC-W riferisce inoltre che l’operazione, condotta dalla Task Force Center su base 66° reggimento aeromobile Trieste, è stata supportata da assetti dell’intelligence nazionale appartenenti all’Agenzia Informazioni e Sicurezza Esterna (AISE), e si è sviluppata in risposta a un lancio di razzi contro la base di Shindand, Forward Operational Base (FOB) La Marmora, dello scorso 19 gennaio, che tuttavia non aveva causato danni.

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Fonte: RCF-W ISAF

Foto: RC-W ISAF

RC-W ISAF, evoluzione nella transition: conclusa l’operazione Upper Hand con altri arresti e sequestri di esplosivo

Si è conclusa nella provincia di Herat, settore centrale dell’area di responsabilità del Comando Regionale Ovest (RC-West), a guida brigata Sassari al comando del generale Luciano Portolano, l’operazione congiunta denominata Upper Hand con l’arresto di ventitré sospetti ribelli e il sequestro di un quantitativo significativo di esplosivo, pronto all’uso per il confezionamento di ordigni improvvisati (IED – Improvised Explosive Devices).

La notizia arriva dal comunicato stampa dell’RC-W di ISAF datato 18 gennaio e sottolinea come questa specifica fase della cosiddetta transition, o transizione della responsabilità della sicurezza alle forze afgane, si sia realizzata già in 13 dei 16 distretti in cui si suddivide la provincia di Herat.

L’operazione è stata condotta dalla Task Force Center, su base 66° reggimento aeromobile Trieste, dalle forze di sicurezza afgane (Afghan National Security Forces- ANFS) e da assetti di altre forze ISAF, per un totale di circa 900 uomini.

L’obiettivo era quello di contrastare l’espansione del terrorismo nei territori a nord della città di Herat, fino ai confini con il Turkmenistan, e di favorire la distribuzione di aiuti umanitari a sostegno della popolazione civile.

La conclusione dell’operazione rappresenta un ulteriore passo verso un maggiore consenso, importante elemento per la buona riuscita dell’attività in teatro, e verso il completamento di un’altra fase della transizione.

Con l’intensificarsi dell’attività di traferimento della responsabilità alle forze di sicurezza afgane si avvicina anche la diminuzione dei militari italiani dispiegati in teatro afgano, prevista per la fine del 2012, come ha fatto sapere ieri il ministro della Difesa Giampaolo Di Paola nell’intervento alle commissioni congiunte Esteri e Difesa di Camera e Senato.

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Fonte: RC-W ISAF

Foto: RC-W ISAF

RC-W ISAF: arresto di sei ribelli e sequestro di esplosivo per IED nell’Op Discovery of the North 2

Si è conclusa nel settore sud dell’area di responsabilità del Comando Regionale Ovest (RC-West), a guida brigata Sassari, l’operazione congiunta The discovery of the North 2, come si apprende dal comunicato stampa dell’RC-West.

L’operazione ha portato all’arresto di sei sospetti ribelli e al sequestro di un’importante quantitativo di esplosivo, utile per il confezionamento di ordigni improvvisati (IED).

L’obiettivo dell’operazione, condotta dalla Task Force South su base 152° reggimento Sassari e dalle forze di sicurezza afgane (Afghan National Security Forces- ANFS), oltre che da assetti genio di altre forze ISAF, era il contrasto dell’espansione del terrorismo in due distretti distanti circa 50 chilometri dalla città di Farah.

L’operazione, specifica il comunicato, si inquadra nelle attività operative che il Comando di RC-West pianifica e coordina per contrastare le attività terroristiche dei ribelli favorendo la libertà di movimento e la sicurezza in tutta l’area di responsabilità.

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Fonte: RC-W ISAF

Foto: RC-W ISAF

Kosovo: il ritrovamento di oltre 90 chili di esplosivo vicino a Pec

pubblicato da Embedded il 27 agosto 2007

Lo scorso 23 agosto un pattugliamento congiunto tra la Multinational task force West a comando italiano di Kfor e la polizia del Kosovo ha consentito il ritrovamento vicino a Pec di 480 panetti di esplosivo, per un totale di oltre 90 chili (92,6 chili per la polizia kosovara,  96 chili per lo stato maggiore della Difesa ).

La polizia del Kosovo – che ritiene che l’esplosivo sia tnt che “sicuramente non serviva a pescare” – ha riferito del conseguente arresto di padre e figlio albanesi presenti nell’abitazione dove ha avuto luogo il ritrovamento. Lo stato maggiore della Difesa italiano aggiunge in una nota stampa che oltre ai 96 chili è stato rinvenuto anche materiale per la manutenzione di armi da guerra.

Cosa si potrebbe confezionare con 96 chili di tnt? “Una bella autobomba”, riferisce il generale di brigata, attualmente in riserva, Fernando Termentini esperto in bonifica mine e ordigni esplosivi e difesa Nbc. “Tutto dipende – continua – se con l’esplosivo sono stati trovati gli inneschi: in quel caso si potrebbe davvero ipotizzare un eventuale attentato. Se così non fosse si potrebbe pensare invece a un immagazzinamento di materiale esplosivo, magari recuperato da mine”.

Lo stato maggiore della Difesa ha confermato stamane che con l’esplosivo non sono stati rinvenuti inneschi.

Fonte: Southeast European Times, stato maggiore Difesa