Farah

TAAC-W (RS): la roccaforte talebana di Shewan di nuovo in mano alle forze afgane grazie ai militari italiani

Si è da poco concluso l’Expeditionary Advisor Package (EAP) dei militari del contingente italiano, su base brigata Sassari, condotta a Farah dal 2 al 19 aprile, ha fatto sapere con un comunicato stampa del 27 aprile il Train Advise and Assistance Command – West (TAAC-W), che a Herat opera nell’ambito della missione a guida NATO Resolute Support (RS).

Il recente EAP ha assistito le Forze di Sicurezza afgane, come da sua caratteristica “a domicilio”, durante le fasi di pianificazione e di condotta delle operazioni, che hanno portato al controllo totale della storica roccaforte talebana di Shewan e alla messa in sicurezza degli abitanti.

“In nessuna delle fasi i militari italiani sono stati impiegati in attività cinetiche”, specifica il comunicato stampa del TAAC-W.

I circa 400 istruttori, compresa una aliquota statunitense, schierati nella ex base italiana di Farah a 200 km a sud di Herat, sede del contingente nazionale in Afghanistan, hanno messo a disposizione le proprie conoscenze per guidare al successo i circa 1.300 militari delle Forze di Sicurezza afgane “che a vario titolo hanno condotto, autonomamente, le operazioni militari sul terreno e per via aerea”, spiega il TAAC-W.

L’intervento delle Forze Armate Afgane, assistite dai militari italiani, è nato sulla base delle richieste di supporto espresse dalle autorità governative locali con l’ambizioso intento di allontanare le sacche di insorti presenti nell’area di Farah.

Questi ultimi, recentemente, con azioni limitate ma di grande risonanza mediatica, avevano intimorito la popolazione civile che, pertanto, rivendicava maggiori condizioni di sicurezza.

L’azione si rendeva inoltre necessaria per creare il clima di sicurezza indispensabile al fine di garantire la registrazione degli elettori alle liste degli aventi diritto e la loro libera espressione di voto durante le elezioni politiche programmate per il prossimo autunno.

Fondamentali per il raggiungimento del successo sono stati i costanti incontri organizzati dai militari italiani con tutte le autorità civili e militari locali, e in particolar modo con i capi villaggio e gli ulema, avvenuti sia preventivamente alle operazioni che durante lo svolgimento delle stesse, creando il giusto clima di collaborazione tra tutti i principali attori nel conseguire un così importante risultato.

Grande apprezzamento per gli esiti delle operazioni è stato inoltre espresso in più occasioni dal Comandante della missione NATO in Afghanistan, il generale statunitense John W.Nicholson, e dai suoi collaboratori del comando Resolute Support di Kabul, che in diverse occasioni hanno raggiunto la base di Farah e hanno preso parte alle shure con le autorità locali, riscontrando in prima persona l’efficacia delle azioni condotte sul terreno.

Anche il governatore della provincia di Farah, Abdul Bazir Salanghi, ha esteso il senso di gratitudine della sua popolazione per il costante supporto ricevuto dai militari italiani.

“Oggi, grazie ad anni di addestramento e assistenza, – sottolinea il comunicato del TAAC-W – il popolo afgano può beneficiare di Esercito e Polizia locali addestrati, equipaggiati e pronti a garantire, con sempre maggiore autonomia, la sicurezza per il proprio paese”.

Il lavoro degli advisor italiani svolto durante l’EAP si sviluppa nell’ambito della missione RS con il compito principale di addestrare, consigliare e assistere le forze di sicurezza locali, per migliorarne la funzionalità e la loro capacità di autosostenersi.

Articoli correlati:

Gli EAP del contingente italiano in Afghanistan in Paola Casoli il Blog

Il TAAC-W (RS) in Paola Casoli il Blog

La brigata Sassari in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: TAAC-W, SMD

Afghanistan, RC-W ISAF: chiude la FOB Tobruk di Bala Boluk concludendo il processo di transition a Farah. Il col Sindoni “consegna le chiavi” al col afgano Nazar Mohammad Qerleq

Nella mattina di venerdì 15 novembre scorso, gli ultimi militari italiani hanno lasciato definitivamente la base operativa avanzata (Forward Operative Base, FOB) Tobruk di Bala Boluk, ultimo avamposto della Transition Support Unit South (TSU-S), l’unità italiana nell’ambito del Regional Command-West (RC-W) di ISAF che ha concluso il processo di transizione (transition, o inteqal) della responsabilità della sicurezza della provincia di Farah alle forze afgane.

I bersaglieri del 6° reggimento di Trapani, ultimo reparto alla guida della TSU-S, che ha operato per quasi sette anni nella provincia, hanno consegnato nelle mani del colonnello Nazar Mohammad Qerleq, in rappresentanza dell’Afghan National Army le “chiavi” della base, che ospiterà la sede del 6° kandak (battaglione operativo) della 2^ brigata del 207° corpo d’armata dell’esercito afgano.

Ai militari italiani sono andati il plauso e la riconoscenza del Capo di stato maggiore della Difesa, ammiraglio Luigi Binelli Mantelli.

Il colonnello Mauro Sindoni, ultimo comandante della TSU-S, stringendo la mano al collega afgano Nazar Mohammad Qerleq ha ricordato il lungo percorso della transizione, che ha visto purtroppo anche molti caduti sia della coalizione sia dell’esercito afgano, e ha rimarcato i consolidati rapporti di reciproco rispetto maturati nel tempo con la popolazione locale, con l’orgoglio di lasciare nelle mani di una forza capace il controllo, la sicurezza e lo sviluppo della provincia.

La chiusura di questa base è stata realizzata grazie a una complessa attività operativa di “retrograde” (ripiegamento), pianificata e condotta dall’RC-W su base brigata meccanizzata Aosta al comando del generale Michele Pellegrino.

L’ultimo convoglio, composto da 138 uomini a bordo di 32 mezzi militari e 14 veicoli per il trasporto dei materiali, è partito da Bala Boluk alle prime luci dell’alba ed è stato scortato lungo l’itinerario dagli elicotteri d’attacco italiani A129 Mangusta della Task Force Fenice, nonché dagli aerei senza pilota Predator, che hanno consentito il monitoraggio dell’intera operazione.

Dallo scorso 10 agosto nella FOB Tobruk di Bala Boluk hanno operato, oltre ai bersaglieri trapanesi del 6° reggimento, i genieri del 4° reggimento guastatori di Palermo e una compagnia genio del 5° reggimento guastatori di Macomer, Nuoro; infine, le trasmissioni per il comando e controllo all’interno dell’area di responsabilità e quelle strategiche con l’Italia sono state assicurate da un plotone di trasmettitori del 2° reggimento trasmissioni alpino di Bolzano.

La cessione agli afgani di FOB Tobruk, che segue a tre settimane di distanza quella della chiusura della base Dimonios di Farah, segna anche il rientro in patria di circa 400 militari italiani, come parte del ridimensionamento del dispositivo del contingente che proseguirà fino alla fine del 2014, come stabilito dall’Alleanza durante il summit di Chicago del maggio 2012.

Articoli correlati:

Afghanistan, RC-W ISAF: TOA alla TSU-S, l’8° reggimento alpini cede la responsabilità al 6° reggimento bersaglieri (11 agosto 2013)

Afghanistan, RC-W ISAF. Transition: chiusa FOB Dimonios a Farah. Gen Pellegrino agli afgani: missione compiuta, sempre shona-ba-shona (29 ottobre 2013)

Il processo di transizione (transition, inteqal) di ISAF in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: RC-W ISAF; stato maggiore Difesa

Afghanistan, RC-W ISAF. Transition: chiusa FOB Dimonios a Farah. Gen Pellegrino agli afgani: missione compiuta, sempre shona-ba-shona

In queste ore gli ultimi militari italiani stanno lasciando definitivamente la base avanzata (Forward Operative Base, FOB) Dimonios di Farah, nella zona occidentale dell’Afghanistan facente parte del Regional Command-West (RC-W) di ISAF (International Security Assistance Force) attualmente su base brigata Aosta al comando del generale Michele Pellegrino.

Proprio il generale Michele Pellegrino, rivolgendosi alle autorità afgane in questo momento che sancisce concretamente la transizione in atto in ISAF, ha dichiarato: “Missione compiuta, ‘Shona ba shona, tash a cor’ – sempre al vostro fianco”.

L’ufficialità del passaggio è avvenuta domenica, 27 ottobre, con una cerimonia che di fatto ha sancito il definitivo passaggio di responsabilità nel settore della sicurezza del territorio, affidato dal 2006 ai militari italiani.

Questa cerimonia ha segnato anche l’inizio del rientro in patria di 800 uomini, come parte del ridimensionamento del dispositivo del contingente che proseguirà fino alla fine del 2014 come stabilito dall’Alleanza durante il summit di Chicago del maggio 2012.

I bersaglieri del 6° reggimento di Trapani hanno consegnato nelle mani del governatore della Provincia di Farah le “chiavi” della base, che sarà la sede di un battaglione operativo (kandak) del 207° corpo d’armata dell’esercito afgano.

Alla cerimonia erano presenti il governatore di Farah, Mohammad Omar Sherzad, il generale di brigata Michele Pellegrino, comandante dell’RC-W, il colonnello Mauro Sindoni, ultimo comandante di Fob Dimonios e del 6° reggimento bersaglieri, e numerose altre autorità della coalizione.

La transizione è un processo graduale e delicato, che tiene conto delle condizioni economiche, sociali e di sicurezza dei singoli distretti di ciascuna provincia dell’Afghanistan e che, a Farah, ha avuto il proprio apice a giugno di quest’anno con il passaggio della leadership alle autorità locali di tutti i distretti della provincia.

La cerimonia si è svolta congiuntamente a quella di chiusura del Provincial Reconstruction Team (PRT) americano che dal 2004 ha operato a Farah. Questa struttura di ISAF, in linea con gli obiettivi della missione, ha condotto attività volte a facilitare lo sviluppo dell’economia locale e a favorire il miglioramento delle condizioni di vita della popolazione; attività, queste, di fondamentale importanza nella fase di transizione (inteqal, in lingua locale) che, giorno dopo giorno, ha visto concretizzarsi e concludersi il passaggio della responsabilità nel settore della governance alle autorità governative e locali.

Il generale Pellegrino, dopo aver ricordato il lungo percorso della transizione che ha visto purtroppo anche molti caduti sia della coalizione sia dell’esercito afgano, ha rimarcato “i rapporti consolidati di reciproco rispetto maturati nel tempo con i colleghi afgani, con l’orgoglio di lasciare nelle mani di una forza matura il controllo, la sicurezza e lo sviluppo della loro madrepatria”, ringraziando in lingua locale tutti gli afgani presenti per aver lavorato in questi anni assieme, “shona ba shona”, cioè fianco a fianco.

Ultimo reggimento a operare nel territorio di Farah come Transition Support Unit South (TSU-S), dallo scorso 10 agosto, è il 6° reggimento bersaglieri, una compagnia del 4° reggimento genio guastatori di Palermo, una compagnia del 2° reggimento trasmissioni alpino di Bolzano e medici, infermieri e aiutanti di sanità di Esercito, Marina e Aeronautica.

Durante questo ultimo mandato la TSU-S ha svolto 106 pattuglie, 30 scorte convogli, 33 operazioni per rendere sicuri e percorribili gli itinerari dell’area di responsabilità, 34 operazioni di scoperta e neutralizzazione della minaccia da ordigni esplosivi improvvisati (Ied mitigation), nonché numerose attività congiunte con esercito e polizia afgana.

Articoli correlati:

La TSU-S in Paola Casoli il Blog

L’RC-W ISAF in Paola Casoli il Blog

Il processo di transizione (transition, inteqal) di ISAF in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: ISAF RC-W

Afghanistan, TOA RC-W ISAF: la brigata alpina Julia cede alla brigata meccanizzata Aosta la guida del Regional Command West, il generale Pellegrino subentra al collega Gamba

È appena avvenuto a Herat, nell’aeroporto militare della base Camp Arena, il passaggio di consegne alla guida del Regional Command West (RC-W) di ISAF.

Stamane, dopo sei mesi di impegnative attività operative e di cooperazione con le istituzioni locali, il generale Ignazio Gamba, comandante della brigata alpina Julia, ha passato le consegne al collega Michele Pellegrino, comandante della brigata meccanizzata Aosta.

Alla cerimonia hanno preso parte l’Ambasciatore d’Italia in Afghanistan, Luciano Pezzotti; il comandante del Comando Operativo di vertice Interforze, generale Marco Bertolini; il Comandante dell’ISAF Joint Command, generale Mark A. Milley; il comandante del 207° corpo d’armata dell’esercito afgano, generale Taj Mohammad Jahed, oltre alle massime autorità civili e militari della regione ovest del Paese.

Durante il proprio semestre alla guida della regione occidentale, la brigata alpina Julia è stata intensamente impegnata nel proseguimento del delicato processo di transizione, ovvero del graduale passaggio alle autorità politiche e militari afgane della leadership nel campo della sicurezza, della governance e dello sviluppo (definito anche transition, o inteqal in lingua locale).

Nel settore della sicurezza, in particolare, notevoli sono stati i progressi durante il mandato della Julia: le Afghan National Security Forces (ANSF, forze di sicurezza afgane), che dallo scorso 18 giugno hanno assunto la piena responsabilità delle operazioni militari, hanno infatti pianificato autonomamente e per la prima volta tutte insieme la campagna operativa che le vede tuttora impegnate con successo sul terreno, per garantire e implementare la sicurezza della regione occidentale del Paese. In tale contesto, tutte le unità di RC-W hanno assunto un ruolo di sempre maggior supporto alle ANSF, in particolare per quanto riguarda le capacità operative ancora in via di acquisizione da parte dei colleghi afgani.

Gli alpini della Julia sono stati impegnati anche sul fronte dello sviluppo economico-sociale e su quello del sostegno alle istituzioni. In tali contesti vanno ricordati tre eventi fondamentali per l’area ovest dell’Afghanistan. Il primo in ordine cronologico, il 19 maggio scorso, è stato l’Head of Mission Meeting, il tradizionale incontro tra i 23 ambasciatori dei Paesi con sede in Afghanistan, la maggior parte dei quali dell’Unione Europea (UE), che si è tenuto per la prima volta a Herat su proposta dell’Ambasciata d’Italia, anche per sottolineare l’evoluzione e la sicurezza raggiunte nella regione ovest del Paese.

Successivamente, il 20 giugno, la regione a guida italiana è stata teatro dell’importante incontro tra i ministri della Difesa di Afghanistan, Germania e Italia durante il quale i due ministri europei hanno ribadito la comune volontà di continuare nell’opera di fattivo sostegno intrapresa dalla comunità internazionale da oltre un decennio a favore del popolo afgano.

Il 21 agosto, infine, anche in questo caso per la prima volta in assoluto, i quattro governatori delle province della regione ovest dell’Afghanistan (Herat, Farah, Ghor e Badghis) hanno partecipato alla Governance and Development Conference, un evento organizzato dal governatore di Herat con il supporto della divisione Stability di RC-W, durante la quale sono state affrontate le implicazioni derivanti dal ricollocamento degli sforzi economici, logistici e organizzativi sostenuti negli ultimi anni dalla missione internazionale nel Paese, nonché le possibili soluzioni volte all’ottenimento dei fondi necessari alla realizzazione dei futuri progetti direttamente dal Governo centrale e al coordinamento, a livello regionale, dei piani di sviluppo rispondenti alle reali esigenze della popolazione.

Nel rivolgersi ai militari schierati, il generale Milley ha sottolineato il ruolo fondamentale che l’RC-W ha avuto finora nel sostenere e supportare le istituzioni civili e militari afgane della regione ovest dell’Afghanistan, ormai quasi del tutto in grado di operare autonomamente.

Successivamente, durante il proprio intervento, il generale Bertolini, massima autorità militare italiana presente alla cerimonia, ha evidenziato gli importanti risultati raggiunti nell’ultimo semestre dalla Julia nel processo di transizione e si è detto sicuro che la brigata Aosta saprà degnamente continuare sulla strada sinora tracciata da tutti i contingenti che negli anni si sono avvicendati alla guida del Regional Command West.

“Come recentemente ribadito dal nostro Governo – ha sottolineato il generale Bertolini – continueremo a supportare l’Afghanistan e faremo del nostro meglio per aiutare il Popolo Afghano anche nel futuro”.

Articoli correlati:

L’RC-W ISAF in Paola Casoli il Blog

La brigata Julia in Paola Casoli il Blog

La brigata Aosta in Paola Casoli il Blog

Il processo di transizione (transition, inteqal) di ISAF in Paola Casoli il Blog

Fonte: RC-W ISAF

Foto: RC- W ISAF

Afghanistan, RC-W ISAF: a Herat i Carabinieri del PAT insegnano topografia ai poliziotti afgani

Si è tenuto nei gironi scorsi nella base di Camp Arena, sede del Regional Command-West (RC-W) di ISAF su base brigata Julia al comando del generale Ignazio Gamba, il corso denominato “GPS and Map Reading” organizzato e condotto dai carabinieri del Police Advisor Team (PAT).

Il corso, volto a incrementare le capacità di controllo, navigazione, richiesta di supporti e localizzazione sul territorio di obiettivi operativi della polizia afgana, ha visto la partecipazione di sette ufficiali dell’Afghan Uniform Police e tre dell’Afghan National Civil Order Police e rientra tra le cosiddette attività addestrative ‘train the trainers’ (addestrare gli addestratori), volte a migliorare le capacità tecnico-professionali degli operatori delle varie tipologie della polizia afgana.

Durante i tre giorni di attività i partecipanti hanno sviluppato, attraverso lezioni teoriche ed esercitazioni pratiche, le capacità di orientamento diurno e notturno, di lettura e studio delle carte topografiche per individuare il punto di stazione e stimare le distanze e hanno inoltre appreso nozioni per l’utilizzo dei dispositivi GPS.

Nel corso della cerimonia di chiusura al personale frequentatore del corso sono stati consegnati i consueti attestati di frequenza e dei dispositivi GPS, utili fin da subito per le future attività operative.

Il PAT è l’unità specialistica del contingente italiano, attualmente comandata dal tenente colonnello Salvatore Demontis, che nell’ambito del processo di transizione svolge attività di consulenza e assistenza a favore dei comandi provinciali della polizia afgana di Herat e Farah con personale dell’Arma dei Carabinieri, mentre si avvale di personale dell’esercito per la mentorizzazione dei comandi di polizia distrettuali di Farah e Shindand.

Articoli correlati:

Il PAT dell’RC-W ISAF in Paola Casoli il Blog

L’RC-W ISAF in Paola Casoli il Blog

Fonte: RC-W ISAF

Foto: RC-W ISAF

Afghanistan, RC-W ISAF: la TSU-S riceve la visita del comandante dell’IJC, gen Milley

Nel giorno di Ferragosto, a Farah, il comandante dell’ISAF Joint Command (IJC), generale statunitense Mark A. Milley, ha fatto visita alla Transition Support Unit – South (TSU-S) di stanza presso la Forward Operating Base (FOB) Dimonios.

Accompagnato dal generale Ignazio Gamba, comandante del Regional Command-West (RC-W) di ISAF, il comando multinazionale a guida italiana attualmente su base brigata alpina Julia, il comandante di IJC è stato accolto a Farah dal colonnello Mauro Sindoni, dal 10 agosto scorso comandante della TSU-S, l’unità di manovra del contingente italiano attualmente su base 6° reggimento bersaglieri di Trapani che, nell’ambito del processo di transizione, assiste e supporta le forze di sicurezza afgane.

In tale contesto, l’alto ufficiale statunitense ha voluto essere ragguagliato sulla situazione delle operazioni in corso e di futuro svolgimento nell’area della provincia di Farah, incontrando contestualmente anche il colonnello Mir Asadullah Kohistani, comandante della 2ª brigata del 207° corpo d’armata dell’esercito afgano guidato dal generale Taj Mohammad Jahed, anch’esso presente per l’occasione.

Al termine della visita, il generale Milley ha espresso parole di elogio per l’ottimo lavoro sin qui svolto nella regione ovest dell’Afghanistan ove, dal 18 giugno scorso, le Afghan National Security Forces hanno assunto la completa responsabilità nella condotta delle operazioni di sicurezza, sicuro che gli uomini e le donne del 6° bersaglieri saranno all’altezza delle ardue sfide che li attendono.

Articoli correlati:

La TSU-S in Paola Casoli il Blog

Il COMIJC gen Milley in Paola Casoli il Blog

Fonte: RC-W ISAF

Fot: RC-W ISAF

Afghanistan, RC-W ISAF: visita del capo del terzo reparto dello stato maggiore dell’Esercito , gen Perretti, per verifica aderenza normative addestratrive e operative. Foto

Il capo del terzo reparto impiego delle forze dello stato maggiore dell’Esercito (SME), generale Roberto Perretti, ha fatto visita lo scorso 10 agosto al contingente militare italiano impiegato in Afghanistan nell’ambito del Regional Command-West (RC-W) ISAF, il comando multinazionale a guida italiana attualmente su base brigata alpina Julia al comando del generale Ignazio Gamba.

Durante la sua permanenza, il generale si è recato presso le Forward Operating Base (FOB, basi avanzate) Dimonios, di Farah, Tobruk, di Bala Boluk, e La Marmora, di Shindand, ove sono schierate le forze di manovra del contingente italiano, allo scopo di verificare l’aderenza delle normative addestrative e operative di forza armata alle reali situazioni di impiego.

Nelle stesse FOB il generale Perretti ha potuto ricevere aggiornamenti dettagliati sulle operazioni in corso e di futuro svolgimento in supporto alle Afghan National Security Forces (ANSF, forze di sicurezza afgane) che, dallo scorso 18 giugno, hanno assunto la responsabilità nella pianificazione e nella condotta delle operazioni di sicurezza in tutti i distretti della regione ovest dell’Afghanistan.

Prima di far rientro in Italia, il generale Perretti ha espresso la propria soddisfazione per il prezioso contributo che i militari dell’Esercito Italiano stanno fornendo al popolo afgano e a favore della completa professionalizzazione delle ANSF.

Articoli correlati:

Le FOB dell’RC-W ISAF in Paola Casoli il Blog

L’RC-W ISAF in Paola Casoli il Blog

Fonte: RC-W ISAF

Foto: RC-W ISAF

Afghanistan, RC-W ISAF: i carabinieri del PAT completano un corso di controllo del territorio a favore della polizia afgana, obiettivo i check point mobili

Si è concluso ieri, 1° agosto, nella base di Camp Arena a Herat, sede del Regional Command-West (RC-W) di ISAF su base brigata Julia al comando del generale Ignazio Gamba, un importante corso volto a incrementare le capacità di controllo del territorio da parte della polizia afgana.

Il corso, svolto a favore di 20 tra ufficiali e sottufficiali dell’Afghan Uniform Police (AUP) e dell’Afghan National Civil Order Police (ANCOP), è stato organizzato e condotto dai carabinieri del Police Advisor Team (PAT) che si sono adoperati per far acquisire ai colleghi afgani la capacità di approntare in tempi rapidi check point mobili da mantenere sul terreno da un minimo di qualche ora a 1-2 giorni al massimo.

L’utilizzo dei check point mobili permetterà alle forze di polizia afgane di modificare procedure operative e mentalità attualmente in atto, passando da un atteggiamento di tipo statico a uno dinamico, garantendo nel contempo una minore onerosità in termini di costi e soprattutto di impiego di personale, che potrà così essere destinato allo svolgimento di ulteriori pattuglie per raggiungere e garantire la sicurezza anche della popolazione dei villaggi più remoti.

Il PAT è l’unità specialistica del contingente italiano che, nell’ambito del processo di transizione, svolge attività di consulenza e assistenza a favore dei comandi provinciali dell’AUP di Herat e di Farah con personale dell’Arma dei Carabinieri, mentre si avvale di personale dell’esercito per l’attività di mentoring dei comandi di polizia distrettuali di Farah e Shindand.

Articoli correlati:

Il PAT dell’RC-W ISAF in Paola Casoli il Blog

L’RC-W ISAF in Paola Casoli il Blog


Fonte: RC-W ISAF

Foto: RC-W ISAF

Afghanistan, RC-W ISAF: terzo mese di attività svolte dalla Transition Support Unit South, bilancio

Durante il mese di giugno appena conclusosi, i militari italiani effettivi presso la Transition Support Unit – South (TSU-S) hanno condotto molteplici attività operative e di supporto alla popolazione della provincia di Farah, di concerto con le Afghan National Security Forces (ANSF, le forze di sicurezza afgane) che il 18 giugno hanno assunto la completa leadership delle operazioni in tutte le province della regione ovest dell’Afghanistan, di responsabilità italiana del Regional Command-West (RC-W) di ISAF su base brigata Julia al comando del generale Ignazio Gamba.

Nel campo delle operazioni militari in supporto alle forze di sicurezza afgane, i militari della TSU-S hanno portato a termine 91 attività di pattugliamento di itinerari lungo le principali rotabili dell’area di responsabilità, 18 scorte a convogli logistici e 50 attività di advising a favore delle ANSF. In tale contesto, di particolare importanza sono le operazioni Crazy Bird, Alamo 3, Hot Summer e Thunder, che avevano scopo di garantire la libertà di movimento lungo la route 517, che collega Farah con Bala Boluk, nonché lungo la cosiddetta Ring Road.

Durante l’operazione Thunder, la Bandiera di Guerra dell’8° reggimento alpini è stata momentaneamente trasferita dalla Forward Operating Base (FOB) Dimonios di Farah alla FOB Tobruk di Bala Boluk per essere custodita dal personale della 6ª compagnia ivi distaccata dal 15 marzo scorso.

Allo stesso tempo, nell’ambito delle attività di sostegno alle strutture governative sono stati svolti 21 incontri con le maggiori autorità locali mentre, per quanto concerne le iniziative a supporto della popolazione, tra tutte merita una particolare menzione la consegna di numerose attrezzature mediche e diagnostiche all’ospedale di Farah, destinata a migliorare le capacità tecnico-strumentali e igienico-sanitarie della struttura ospedaliera provinciale, che serve un bacino d’utenza di circa 500mila persone.

Per quanto concerne il contrasto alla minaccia rappresentata dagli ordigni esplosivi improvvisati, i genieri del 2° reggimento guastatori di Trento in supporto alla TSU-S hanno portato a termine ben 37 attività di route clearance, provvedendo contestualmente alla rimozione e alla distruzione degli IED ritrovati che, oltre a rappresentare la principale minaccia per le forze della coalizione ISAF e per le ANSF, mettono a repentaglio la vita dell’ignara popolazione civile che transita sui medesimi itinerari.

La TSU-S, attualmente su base 8° reggimento alpini di Cividale del Friuli e comandata dal colonnello Michele Merola, è l’unità di manovra del contingente militare italiano di stanza nell’ovest dell’Afghanistan che, nell’attuale fase del delicato processo di transizione, si occupa di fornire supporto e assistenza alle ANSF per garantire la sicurezza della provincia di Farah.

La Bandiera di Guerra dell’8 reggimento Alpini – decorata di una Croce di Cavaliere dell’Ordine Militare d’Italia, 2 Medaglie d’Oro Al Valor Militare, 4 Medaglie d’Argento al Valor Militare, 3 Medaglie d’Argento al Valore dell’Esercito, 1 Medaglia di Bronzo al Valore dell’Esercito e 1 Croce d’Argento al Merito dell’Esercito – è una delle più decorate d’Italia.

Articoli correlati:

La TSU-S in Paola Casoli il Blog

Il processo di transizione (transition, inteqal) di ISAF in Paola Casoli il Blog

La strada 517 in Paola Casoli il Blog

Fonte: RC-W ISAF

Foto: RC-W ISAF

Afghanistan, i ribelli ci riprovano: attaccato con bomba a mano Lince italiano a Farah

Nella mattinata di oggi, riferisce il Regional Command-West (RC-W) di ISAF, nei pressi di Farah un “individuo adulto non meglio identificato” ha lanciato un ordigno esplosivo contro un convoglio di militari italiani della Transition Support Unit South (TSUS), appartenenti all’8° reggimento alpini, e di militari afgani dell’Afghan National Army (ANA), impegnati in un’operazione congiunta.

L’ordigno, dopo aver colpito un veicolo Lince, come quello su cui ha perso la vita sabato scorso il capitano Giuseppe La Rosa, è caduto a terra esplodendo e causando il ferimento non grave di alcuni civili afgani.

Nessuna conseguenza per personale e mezzi del convoglio, che si è messo in sicurezza allontanandosi dall’area dell’attacco.

Il presunto attentatore risulterebbe fermato dalle forze di sicurezza afgane.

Articoli correlati:

La Transition Support Unit South in Paola Casoli il Blog

Il capitano Giuseppe La Rosa in Paola Casoli il Blog

Fonte: RC-W ISAF

Foto: veicolo Lince (archivio)