Forze Armate

Diritto Penale Militare: nasce un nuovo organo, la Camera Penale Militare. I firmatari dell’iniziativa

È stata costituita una nuova associazione il cui statuto è stato depositato ieri, 9 luglio: si tratta della Camera Penale Militare, apprende Paola Casoli il Blog da fonti proprie, il cui logo è rappresentato da una bilancia con tre stelle.

Questo nuovo organo, che ha sede nei locali del Tribunale Militare di Roma, si prefigge lo scopo di tutelare la figura del difensore e l’indipendenza dell’avvocatura penale militare in conformità alle norme costituzionali, comunitarie, internazionali e alla dichiarazione universale dei diritti umani, senza eccezione alle condizioni di genere; di rafforzare i collegamenti tra gli avvocati penalisti militari, favorendone la formazione; di promuovere le politiche volte alla riforma della giustizia penale militare, con uno sguardo all’introduzione della mediazione dei conflitti e della costruzione di un modello organizzativo delle Forze Armate come esimente penale; di sorvegliare, infine, che la legge penale militare in pace e guerra, nella sua interpretazione e applicazione, sia ispirata alla tutela dei diritti e della dignità dei cittadini e di chi è sottoposto a giurisdizione militare, tutelando il genere.

L’associazione rappresenta una novità assoluta nell’avvocatura. Firmatari dell’iniziativa gli avvocati Saveria Mobrici, Eduardo Boursier Niutta, Alberto Polini, Fabio Federico, Alessandro Diotallevi, Giorgio Carta, Gianfranco Ceoletta, Elvira Ciancio, Antonio Ferdinando De Simone, Anita Mangialetto, Claudio Maria Polidori, Pierpaolo Rivello, Angelo Fiore Tartaglia.

Fonte proprie

Difesa delle coste nazionali: il CaSMD Gen Vecciarelli conferma il pieno impegno delle Forze Armate con radar, aerei e navi

“Su indicazione del Ministro della Difesa Elisabetta Trenta, il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Enzo Vecciarelli, ha partecipato all’odierna riunione del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza, si apprende da un comunicato stampa di oggi, 8 luglio, dello Stato Maggiore della Difesa (SMD).

“Durante il Comitato il Capo di Stato Maggiore – nell’ambito delle proprie responsabilità di pianificazione, predisposizione e impiego delle Forze Armate nel loro complesso – ha confermato il pieno impegno della Difesa per la sorveglianza e la protezione delle coste, con gli assetti all’uopo destinati (radar, mezzi aerei e mezzi navali)”, si legge dal comunicato stampa.

Fonte: PI SMD

Foto d’archivio da Il Messaggero

Difesa: le Forze Armate supportano la popolazione del Mozambico. Foto

Due aerei dell’Aeronautica Militare trasportano un ospedale e un team di esperti nell’ambito dell’operazione umanitaria decisa per far fronte alle alluvioni in Mozambico (link articolo).

Più in dettaglio, lo stato maggiore della Difesa precisa che sono partiti alla volta del Mozambico un aereo C-130J della 46a Brigata Aerea di Pisa dell’Aeronautica Militare e un aereo KC-767A del 14° Stormo di Pratica di Mare. Il decollo è avvenuto dalla base del 3° Stormo di Villafranca (VR).

Il C-130J trasferisce personale del Dipartimento della Protezione Civile in Mozambico, colpito dagli effetti del ciclone Idai. Il velivolo rimarrà a disposizione per assicurare i trasporti aerei che saranno necessari all’interno dell’area del disastro.

Il KC-767A trasporta nel Paese africano un Posto Medico Avanzato (PMA) di secondo livello, messo a disposizione dalla Regione Piemonte, e un ulteriore team di sanitari e tecnici.

L’intera attività – disposta dal Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Enzo Vecciarelli, su indicazione del Ministro della Difesa, Elisabetta Trenta – rientra nell’ambito dell’operazione umanitaria decisa allo scopo di contribuire all’assistenza delle popolazioni del Mozambico colpite da catastrofiche alluvioni.

L’intervento umanitario è stato deciso, su richiesta della Commissione Europea agli Stati membri, dal Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

“Questa operazione testimonia, ancora una volta, la capacità dual use della Difesa, la grande versatilità e capacità di integrarsi in chiave internazionale, interforze e interministeriale delle Forze Armate che sono in grado di rispondere con prontezza alle diverse richieste di intervento in Italia e all’estero”, conclude la Difesa.

L’hashtag per parlarne sui social è: #UnaForzaPerilPaese

Fonte e foto: PI SMD

 

Forze Armate e di Polizia: una conferenza su previdenza e diritto per personale in quiescenza e in servizio attivo

Si terrà venerdì 11 gennaio a Pordenone, a partire dalle 15.30 nella ex Sala consiliare della Provincia, la conferenza “Previdenza e diritto” in favore del personale delle Forze Armate e di Polizia sia in servizio attivo che in quiescenza.

La conferenza è una iniziativa di UNUCI (Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d’Italia) Pordenone, in collaborazione con le sezioni locali di ANUPSA (Associazione Nazionale Ufficiali Provenienti dal Servizio Attivo), UNSI (Unione Nazionale Sottufficiali Italiani), ANFP (Associazione Nazionale Funzionari di Polizia).

Relatore il Brigadier Generale (ris) Alessandro Monaco, moderatore il Cav Mario Biscotti, presidente di UNUCI Pordenone.

La conferenza sarà introdotta dal Gen C.A. EI (ris) Vincenzo Santo.

Fonti proprie

Difesa: 4 novembre, le cerimonie militari a Roma, Redipuglia e Trieste

Il prossimo 4 novembre, ricorda lo stato maggiore della Difesa, verranno celebrate le ricorrenze “Giorno dell’Unità Nazionale” e “Giornata delle Forze Armate” con una serie di cerimonie militari.

In particolare, alle 8.30, a Roma, all’Altare della Patria in Piazza Venezia, il Presidente della Repubblica, On. Prof. Sergio Mattarella, accompagnato dalle alte Cariche dello Stato e dalle Autorità militari di vertice, deporrà una corona d’alloro al Sacello del Milite Ignoto.

Non mancherà il tradizionale passaggio delle Frecce Tricolori, che coloreranno di verde, bianco e rosso i cieli di Roma, e il sorvolo in formazione di 5 elicotteri (uno per ciascuna Forza Armata – Esercito, Marina Militare, Aeronautica Militare e Arma dei Carabinieri – e della Guardia di Finanza).

A seguire, alle 10.40, presso il Sacrario Militare dei Caduti della Prima Guerra Mondiale di Redipuglia (Gorizia), il Presidente della Repubblica, On. Prof. Sergio Mattarella, accompagnato dal Ministro della Difesa, dottoressa Elisabetta Trenta, e dal Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Claudio Graziano, deporrà una corona di alloro in ricordo dei Caduti.

Alle 11.45, nella Piazza Unità d’Italia a Trieste, si svolgerà alla presenza del Presidente della Repubblica, accompagnato dal Ministro della Difesa e dal Capo di Stato Maggiore della Difesa, la cerimonia militare commemorativa che suggellerà anche il termine del ciclo di ricorrenze per il Centenario della Prima Guerra Mondiale.

In piazza sarà schierato un Reparto di formazione interforze, a premessa di un momento rievocativo dell’ingresso, nel 1918, delle truppe italiane a Trieste.

A coronamento della cerimonia, il lancio di un paracadutista militare che porterà in volo la Bandiera italiana e il passaggio delle Frecce Tricolori.

Fonte e foto: PI SMD

CME Emilia-Romagna: le celebrazioni del 2 e del 4 novembre, Commemorazione dei Caduti, Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate

Le Forze Armate commemorano il 4 novembre, Giorno dell’Unità Nazionale, Giornata delle Forze Armate, scrive in un comunicato stampa il Comando Militare Esercito (CME) Emilia-Romagna, che ricorda la ricorrenza, legata alla firma dell’armistizio, a Padova, con gli emissari dell’Impero austro-ungarico.

Quest’anno l’evento cade a cento anni esatti dal proclama con cui il Generale Armando Diaz, alle 12 del 4 novembre 1918, annunciò la fine della guerra combattuta per 41 mesi dall’Esercito Italiano, inferiore per numero e per mezzi, contro l’Austria-Ungheria.

“Una vittoria – prosegue il comunicato – che costò immani sacrifici, ma che sul Piave, sull’Isonzo, nelle trincee del Monte Grappa, nei nostri cieli e mari, vide soldati, marinai, aviatori, carabinieri e finanzieri, scrivere pagine di altissimo valore, consolidando quel sentimento di identità nazionale che avrebbe portato gli italiani a sentirsi, per la prima volta, parte di un unico Popolo”.

Questo il calendario delle attività in programma (fonte CME Emilia-Romagna):

2 novembre: solenne commemorazione dei defunti, con il seguente programma:

8.30: deposizione di una corona d’alloro all’interno del chiostro della Basilica di Santo Stefano, lapidario dei Caduti bolognesi della Prima Guerra Mondiale;

9.00: Santa Messa di suffragio in ricordo di tutti i Caduti nella Basilica di San Petronio;

10.30: deposizione di corone d’alloro alla Cripta Ossario della Certosa – lapidario dei Caduti bolognesi nella Prima Guerra Mondiale.

4 novembre: con inizio alle ore 10.30, si svolgerà in Piazza Maggiore la tradizionale cerimonia militare con lo schieramento di una Compagnia d’onore composta da unità delle Forze Armate, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e dei Corpi armati e non dello Stato, alla presenza del Prefetto di Bologna, dottoressa Patrizia Impresa, e con l’allocuzione del Comandante Militare Esercito Emilia-Romagna, Generale di Brigata Cesare Alimenti.

Al termine della cerimonia, una rappresentanza di studenti del Liceo Scientifico Enrico Fermi di Bologna, dell’ITCS Gaetano Salvemini di Casalecchio di Reno (BO) e dell’Istituto Comprensivo di Zola Predosa (BO) riceverà un Tricolore.

Nel corso della giornata, dalle 9.00 alle 17.00, sarà allestita in Piazza del Nettuno a Bologna un’area espositiva con mezzi e cimeli della Grande Guerra.

In contemporanea, sarà esposta al Circolo Unificato dell’Esercito in via Marsala 12 a Bologna, con accesso libero, la rassegna dell’Assemblea Legislativa Regionale “Emilia Romagna al fronte”.

Si potrà infine visitare, dalle 9.00 alle 13.00, la Caserma L. Manara, sede del Comando Legione Carabinieri Emilia-Romagna.

Fonte: CME Emilia-Romagna

Foto: difesa.it

Difesa: al Festival della Scienza di Genova i laboratori delle Forze Armate e Nave Italia

Riparte oggi il Festival della Scienza di Genova, edizione che vede ancora la partecipazione del personale del Ministero della Difesa.

Quest’anno, fa sapere lo stato maggiore della Difesa (SMD) con un comunicato stampa di ieri, 24 ottobre, “il claim della manifestazione è dedicato ai cambiamenti con cui le Forze Armate, tramite l’utilizzo delle nuove tecnologie, riescono continuamente ad adeguarsi per essere sempre al passo con i tempi”.

Fino al 4 novembre, si apprende, “si potranno toccare con mano e sperimentare i mezzi e i materiali in dotazione ai militari italiani, entrando direttamente a contatto con gli uomini e le donne con le stellette e con le molteplici attività che quotidianamente svolgono con passione al servizio della collettività”.

A Piazza delle Feste saranno allestiti laboratori, attività didattiche, scientifiche e tecnologiche che attraverso installazioni inedite proietteranno tutti gli interessati e curiosi nel mondo delle tecnologie militari.

Sarà possibile vivere l’emozione di lavorare all’interno di una vera e propria sala operativa, per comprendere come gestire le calamità naturali con un’importante azione coordinata e con l’impiego di specifiche strumentazioni.

Rappresentanti dell’Esercito Italiano, della Marina Militare, dell’Aeronautica Militare e dell’Arma dei Carabinieri guideranno i visitatori nel processo di attivazione dell’emergenza e delle attività da compiere fino alla sua risoluzione. Saranno esposti un mezzo militare VTLM Lince, un velivolo-drone Predator e un’automobile dell’Arma dei Carabinieri, dotati di tecnologie speciali d’avanguardia al servizio dei cittadini.

Infine, alla Calata Molo Vecchio, nell’Area Porto Antico, si potrà visitare Nave Italia, il più grande brigantino a vela del mondo di 61 metri, che dal 19 marzo 2007 è di proprietà della Fondazione Tender to Nave Italia, una Onlus costituita dalla Marina Militare Italiana e dallo Yacht Club Italiano, che utilizza la navigazione a vela per migliorare la qualità della vita di persone affette da disabilità fisiche, cognitive e problematiche di inserimento sociale.

Presente anche il Segretariato Generale della Difesa con alcuni importanti progetti scientifico tecnologico, per far comprendere i cambiamenti delle nuove tecnologie e far conoscere la duplice utilità della ricerca con le stellette.

Fonte: PI SMD

Foto: @FDellaScienza

Parassiti e pensioni d’oro Forze Armate e Polizia: “il ricalcolo contributivo è un falso”, scrive il gen Santo

Il testo integrale della lettera del generale dell’Esercito, ora in pensione, Vincenzo Santo in merito al tema di cronaca delle cosiddette pensioni d’oro (pubblicato sul Messaggero del Lunedì, 8 ottobre 2018):

Premetto che è paradossale che in uno stato di diritto, come credo la nostra Italia sia ancora, parlare di questi argomenti. Non riesco a crederci e non voglio crederci.

Ancora un falso quello che i soliti [Francesco] D’Uva e [Riccardo] Molinari, questa volta accompagnati da altri compari di merenda, hanno rielaborato in merito alla proposta di legge sulle cosiddette pensioni d’oro.

Testo e premessa riconsiderati essenzialmente nel limitare i “parassiti” a coloro che superano questa volta i 4.500 euro netti al mese, o i 90 mila lordi annui. Prima i parassiti erano coloro che ne percepivano da 80 mila in su.

Come cambiano in fretta queste convinzioni. Non sarà che con il precedente limite avrebbero potuto colpire qualche amico, parente o conoscente a vario titolo?

Pensare male è peccato ma, come ebbe modo di dire Andreotti, spesso ci si azzecca. E poi, mi chiedo, restringendo la platea, quale miglioramento si avrebbe nel ricuperare fondi per “aiutare” le pensioni più sofferenti? Mistero. Ma sono certo che il bravo Professor Brambilla stia già facendo i suoi conti.

Nel testo in circolazione i contenuti non cambiano per nulla rispetto alla bozza precedente.

Il tanto decantato ricalcolo contributivo, che campeggia ancora oggi nel titolo, nel meccanismo non esiste. Quindi è un falso come ho scritto in apertura.

Il dispositivo si basa, come il precedente, sull’inganno consistente nell’effettuare una decurtazione dell’assegno mensile sulla base del numero degli anni con cui il soggetto è andato in pensione in anticipo rispetto a un limite di vecchiaia. Un limite che, peraltro, fissato sui 66 o 67 anni non rispecchia affatto le specificità delle Forze Armate e delle Forze di Polizia.

Del resto, è impossibile fare diversamente. Tutti i dati storici per una vastissima platea di pensionati non esistono e comunque, qualsiasi algoritmo non sarebbe in grado di recuperarli tutti. Pertanto, fornirebbe cifre arbitrarie. Lo ha detto persino Boeri qualche tempo fa.

Inoltre, la gente non sa che nel calcolo complesso dei trattamenti pensionistici la formulazione delle varie aliquote tralasciano completamente cospicui periodi di contributi effettivamente versati.

Quindi, secondo me, sapendo bene di non poterlo fare, questi signori hanno trovato un meccanismo ingannevole. Un vero e proprio falso ideologico.

Tuttavia, se proprio così deve essere, e parlo per chi ha vestito l’uniforme, si conceda a questo personale, che a vario titolo è stato messo in quiescenza in anticipo rispetto a quel limite, di rientrare in servizio e ricuperare, così, gli anni eventualmente “persi”.

Un provvedimento del genere lo ritengo più equo.

Si aggiunga un articolo. Semplice. Ma temo di non sbagliarmi se penso che questo provvedimento abbia come scopo soltanto quello di sfamare la rabbia sociale, dovendo nascondere alla gente le proprie incapacità di provvedere allo sviluppo e alla produttività di un’intera nazione colpendo chi è più facile da colpire. Tanto poi si vedrà.

Purtroppo, la maggior parte degli italiani non legge, e questi nostri rappresentanti parlamentari lo sanno e ci giocano.

Il popolo preferisce adagiarsi sugli slogan anche se ingannevoli, e godersi la lenta vendetta sociale. Una sorta di “panem et circenses” dei giorni nostri.

Questo gruppo di autori, sulla cui ignoranza e incompetenza in materia sarei pronto a scommettere, hanno inoltre cercato di superare i dubbi di incostituzionalità, esprimendo, nella vasta e logorroica relazione introduttiva, considerazioni prive di ferrea logica, veri e propri dogmi. Quindi indiscutibili.

Manovrando sapientemente alcuni disposti della Corte Costituzionale, essi fanno propria l’idea che il provvedimento non lede in maniera eccessiva il principio dell’affidamento del cittadino. Ripeto, non lede in maniera eccessiva. E parliamo di misure pesanti, che si attestano sulla doppia cifra percentuale. Cioè, secondo una inconsapevole ma strisciante linea di pensiero bolscevica, loro possono decidere cosa possono sottrarmi senza farmi troppo male?

Una valutazione troppo soggettiva e forse un primo passo verso altri tipi di tagli futuri, anche se su quote più basse, o di vari contingentamenti, dal pane alla benzina al limite del prelievo da un bancomat e così via. Pazzesco.

Come ci si può opporre a tale affermazione? Se poi lo dicono loro, parlamentari, sarà vero o no? Si chiederà il popolo.

In effetti, mi verrebbe da dire, un taglio del 20% non è eccessivo, in quanto l’esproprio avrebbe potuto essere del 100%.

Inoltre, viene definito non arbitrario, indiscutibilmente il limite di 4.500 euro. Limite di cui, discendendo con tutta probabilità da profondi ragionamenti e dai calcoli elaborati dal Mit di Boston, non ci è dato comprendere l’origine. Ma, mi chiedo, era quindi arbitrario quello precedente di 4 mila euro? E perché?

Anzi i 4.500 rappresentano adesso la stessa clausola di salvaguardia.

In sintesi, un insieme di aberranti logiche che secondo questi signori rispecchierebbero le indicazioni date del giudice delle leggi, di cui citano le sentenze con il solo scopo di illudere il lettore che l’articolato in questioni in effetti le rispetta.

Singolare il fatto che all’art. 3 del testo si ribadisca l’istituzione del fondo di risparmio.

A tale punto, mi chiedo che fine abbia fatto quell’altro analogo strumento istituito con la finanziaria del 2015, mi pare con la legge 190 del 2014. I miei contributi, per esempio quelli non riconosciutimi ai fini pensionistici per il periodo 2011/2015 e confluiti lì, che fine hanno fatto? Perché si parla di un altro meccanismo che dovrebbe avere le medesime finalità?

Non ho dubbio alcuno che alle promesse, o minacce, irragionevoli fatte in campagna debbano per forza di cose ora seguire provvedimenti che diano sostanza, pena la perdita del consenso.

E mi pare di poter dire con amarezza che la sorte di tanti pensionati sia nelle mani di un volgare patto convenuto tra i due vice di se stessi, per cui tra i 4 mila e i 5 mila, nelle storiche contrattazioni del mercato delle vacche, trionfa il 4.500.

In barba al principio del legittimo affidamento, quello vero però. Un successo. É questa la gente che ci governa?

Dio ci aiuti dai falsi.

Gen Vincenzo Santo

Sul tema leggi anche “Generali parassiti”: il gen Carletti scrive al Ministro della Difesa, on Trenta (11 ottobre 2018)

Foto: fonti proprie; la combo D’Uva e Molinari è tratta dai profili istituzionali online su camera.it

Difesa, emergenza incendio sul Monte Serra: l’intervento delle Forze Armate

Nell’ambito della Campagna Antincendio Boschivo (AIB), le Forze Armate, in totale sinergia con le istituzioni locali, sono impegnate dalla mattina del 25 settembre scorso nell’emergenza incendio che dalla sera del 24 flagella il Monte Serra, in provincia di Pisa.

È lo stato maggiore della Difesa a darne notizia con un comunicato stampa e dal suo sito web istituzionale.

In particolare, si apprende, un elicottero CH-47 dell’Aviazione dell’Esercito (AVES) è decollato martedì dall’aeroporto Fabbri di Viterbo per raggiungere il comune di Calci, a est di Pisa, in supporto agli assetti forniti dalla Protezione Civile e dai Vigili del Fuoco, per le operazioni di spegnimento dell’incendio che, a quel momento, statva interessando circa 600 ettari di bosco, una concreta minaccia anche per le abitazioni circostanti.

Da subito l’Aeronautica Militare, per il tramite della 46^ Brigata Aerea di Pisa, fornisce il supporto tecnico, logistico e operativo ai velivoli impegnati nelle attività di spegnimento e potrà fornire su richiesta dei comuni interessati ospitalità a circa 60 sfollati.

L’aeroporto di Pisa, inoltre, è stato completamente riservato ai velivoli impegnati nelle attività antincendio, consentendo di impiegare ogni risorsa per fronteggiare l’emergenza.

L’impegno delle Forze Armate rientra nell’accordo stipulato tra Ministero della Difesa e Dipartimento della Protezione Civile nell’ambito della campagna AIB, che prevede la costituzione del Centro Operativo Aereo Unificato (COAU) come ente coordinatore degli interventi in caso di emergenza.

“L’antincendio rientra tra le capacità duali che la Difesa mette quotidianamente a disposizione per la collettività nazionale nei casi di pubbliche calamità, dove capacità nate per scopi prettamente militari, sono impiegabili proficuamente anche per esigenze civili”, conclude lo stato maggiore della Difesa.

Fonte e foto: PI SMD

 

Caduti di Kos: per la prima volta dall’eccidio del 1943 gli onori militari da nave Palinuro per i 103 ufficiali italiani caduti sull’isola

Dopo 75 anni dall’eccidio, solenni onori militari saranno resi per la prima volta a 103 ufficiali del 10° reggimento Fanteria Regina uccisi dai tedeschi nell’ottobre del 1943, si apprende da un comunicato stampa di oggi, 29 luglio, del Comitato Caduti di Kos.

La cerimonia si svolgerà a Kos/Coo dopodomani, martedì 31 luglio prossimo, nel cimitero cattolico dell’isola alla presenza dell’equipaggio di Nave Palinuro, la goletta della Marina Militare di passaggio per la consueta crociera addestrativa.

Dinanzi alla lapide monumentale che riporta i nomi dei Caduti, alla campana della Memoria in bronzo e all’urna con i resti degli ufficiali rinvenuti nel corso della campagna di scavi condotta nel 2015 da un gruppo di volontari italiani e greci, si compirà, dopo decenni d’oblio, un ulteriore, significativo passo di riavvicinamento delle famiglie dei Caduti alle istituzioni della Repubblica.

“Gli ufficiali del Regina furono vigliaccamente uccisi nei giorni successivi all’armistizio da una mitraglia tedesca nascosta tra gli arbusti, mentre a piccoli gruppi venivano accompagnati al vicino punto di imbarco di Tingaki, per essere trasferiti – così era stato fatto credere loro – nei campi di prigionia in Germania”, spiega il comunicato.

I corpi furono interrati in fosse comuni, da 8 delle quali, un anno dopo, ne furono esumati 66, di cui solo 42 riconosciuti, i cui resti riposano ora nell’Ossario d’Oltremare di Bari.

“Si deve a una lettera al Corriere della Sera nel 2005 se l’eccidio degli ufficiali a Kos è stato portato alla ribalta. In essa, una signora italiana esprimeva il disappunto, suo e di molti isolani, perché nulla era stato fatto per ricercare gli altri 37 corpi e mai una Autorità della Repubblica avesse reso gli onori sul posto, si apprende.

Da allora, per debito d’Onore, un colonnello della riserva dell’Esercito, Pietro Giovanni Liuzzi, dedica tutto il suo tempo per restituire alla Memoria comune l’eccidio degli ufficiali italiani, grazie anche all’opera di un “Comitato Caduti di Kos”, da lui fondato, che fu ricevuto il 25 aprile del 2014 dall’allora Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il quale incentrò il suo discorso per la celebrazione della Liberazione dell’Italia proprio sull’eccidio compiuto sull’isola greca.

Nel 2015, con il sostegno della Municipalità di Kos, il contributo dell’Ambasciata in Atene e la partecipazione economica di alcuni benefattori, Liuzzi ha avviato l’“Operazione Lisia”: una campagna di scavi che in una sola settimana – “l’unica concessa a disposizione”, sottolinea il Comitato nel comunicato stampa – ha consentito il ritrovamento nello stesso campo di una ulteriore fossa.

Una ricerca minuziosa – poi descritta nell’omonimo libro scritto l’anno dopo per le Edizioni Youcanprint – durante la quale sono emersi oltre a oggetti personali dei militari (una medaglietta in oro, un paio di occhiali, una protesi dentaria in oro, una penna stilografica in bachelite e altro ancora), elementi di vestiario (bottoni, stellette) e 21 bossoli di cartucce per pistola che si ritiene fossero per il colpo di grazia.

Le poche ossa umane rinvenute sono poi risultate appartenere a due giovani di 26 anni. I resti si trovano ora a Kos, nel Cimitero cattolico, in un’urna di marmo costruita a Locorotondo (Bari) grazie al finanziamento di alcuni benefattori.

“La commemorazione del 31 luglio – sottolinea il comunicato – rappresenterà un atto dovuto a chi ha immolato la vita per mantenere fede al giuramento alla Patria”.

Nella stessa giornata alle 18.30, il col Liuzzi, su invito del Comandante di Nave Palinuro, salirà a bordo e illustrerà alle autorità e all’equipaggio gli eventi tragici dell’ottobre 1943.

La goletta resterà agli ormeggi fino al 2 agosto, per poi riprendere la navigazione e proseguire così l’addestramento in mare degli allievi sottufficiali.

“’Con il favore dei venti’ è il suo motto, e ‘Vento etesio’ il nome della pagina Facebook del Comitato Caduti di Kos: per un giorno uniti – Forze Armate e Comitato – nel comune impegno per diffondere, proprio come fanno i venti, i semi della Memoria”, conclude il comunicato stampa.

Fonte e foto: Comitato Caduti di Kos