fumogeno

Intolleranza all’uovo, al pomodoro, al fumogeno… ecc. ecc.

By Cybergeppetto

Nei suoi ultimi libri Giampaolo Pansa, autore di libri sul periodo della guerra civile in Italia come ”Il sangue dei vinti”, ricorda le numerose contestazioni subite durante la presentazione di quello e altri volumi del genere.

Or non è molto, era il gennaio 2008, al Papa fu impedito di partecipare all’inaugurazione dell’anno accademico all’Università La Sapienza di Roma dopo una sequela di violente critiche da parte di professori e studenti.

Ricordo anche che il 25 aprile del 2010 i partigiani dell’ANPI durante la commemorazione di Roma per l’anniversario della liberazione contestarono Renata Polverini e qualcuno colpì Nicola Zingaretti lanciandogli qualcosa in un occhio.

Nel settembre del 2010 toccò a Raffaele Bonanni una violenta contestazione con fumogeno che gli fece un buco nel giubbino.

Poco tempo fa, a ottobre, è toccato a Marco Pannella prendersi una razione di sputi e insulti in occasione della manifestazione dei cosiddetti “indignati”.

L’elenco potrebbe continuare, ci limitiamo a ricordare che, pochi giorni orsono, è toccato a Oscar Giannino ricevere pomodori e uova per impedirgli di partecipare a un convegno all’università.

L’intolleranza al glutine della democrazia evidentemente per i radical chic si cura con il pomodoro e l’uovo, magari “bio” come si dice oggi.

L’effetto terapeutico del lancio di oggetti riesce in qualche modo a eccitare il mononeurone dei manifestanti, spaccavetrine, indignati, fancazzisti in perenne protesta che affollano le manifestazioni inutili di una politica in cui ci sono poche idee e molta energia cinetica.

Un discorso a parte merita il lancio del fumogeno, si tratta infatti di una modalità estrema per la cura di sindromi assai incazzose.

Per lanciare un fumogeno in un ambiente affollato e direttamente contro una persona ce ne vuole, ma gli strizzacervelli della piazza possono prescriverlo in casi rari in cui il soggetto da curare sia un fallito irriducibile che si lamenta di non aver un lavoro, ma che una zappa in mano non l’ha mai presa.

Ci sono anche persone in cui l’intolleranza alla democrazia si manifesta in maniera più lieve, ma non per questo innocua, sono quelli che giustificano i violenti dicendo che, tapini, sono arrabbiati per la situazione politica e bisogna comprenderli. Si tratta di persone molto difficili da curare perché rimangono intrappolate nel loro malanimo per tutta la vita e la sindrome di cui sono vittime riaffiora solo quando vedono un corteo in TV.

Io non ho fatto studi così autorevoli e devo evidentemente aggiornarmi, non si può più pensare, come facevo ingenuamente, che l’ozio sia il padre di tutti i vizi; nella repubblica dei diritti non c’è tempo per lavorare, a meno che il lavoro non sia di nomina politica e senza il quale si strilla a più non posso, si proferiscono gli insulti più triviali e la bava alla bocca diventa una salva di proiettili a energia cinetica.

Insomma, l’antibiotico “fatica” non è più in commercio.

Cybergeppetto

p.s. “Dottore, ho un problema, appena vedo un avversario politico gli tiro un uovo, è grave?”. “Cosa fa Lei nella vita?”. “L’indignato, la politica mi fa incazzare moltissimo”. “Mi spiace, per Lei non ci sono cure, a meno che non vada a lavorare. La prego di non arrabbiarsi perché non ho pomodori da darLe…”.

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Apologia del fumogeno – By Cybergeppetto (11 settembre 2010)

Foto larepubblica.it

Tirate fuori la mazza se ce l’avete

By Sugar Lady

Sono basita di fronte a tanto spreco. Così tanti bei maschi nel fiore degli anni che si danno appuntamento tutti insieme per manifestare per le strade come guerrieri antichi, con le fiamme e il sangue. Eppure dell’antica virilità c’è solo un simbolo brandito senza neppure troppa eleganza: il manganello, che – doloroso a dirlo – sublima un attributo mancante.

Creaturine, dove avete lasciato il virile furore? Troppo fumo fa male alla circolazione del sangue. E penso che la mamma ve lo abbia spiegato già nelle tempeste ormonali della vostra preadolescenza che nicotina e penuria di ossigeno sfociano in un altro tipo di penuria (ommioddio: l’assonanza di p, e, n è davvero poco casuale!).

Qualsiasi manuale di primo soccorso vi può dare un’idea di quanto il fumo sia dannoso per la consistenza e la durata delle manifestazioni di virilità. Pensateci prima di accendere un fumogeno, e soprattutto pensateci bene prima di intraprendere qualsiasi iniziativa che presupponga una riuscita perfetta.

E se proprio non volete fare cilecca, cercate di non esagerare neppure con la birra, visto che l’alcol è l’altro nemico delle performance da vero maschio. E’ una questione di meccanica dei fluidi (leggi anche fisica della circolazione ematica, dato che il coso sublimato dal manganello non è un muscolo ma piuttosto una spugnetta).

Poi niente politica: potreste fare addormentare anche la più focosa di noi se vi imbarcaste in un panegirico su quanto è brava l’opposizione a sobillare e quanto è tosta la maggioranza a controbattere. Che palle, ormai ci viene la candida solo a sentire parole come legislatura e riforma, figuriamoci se intuiamo che volete andare a parare sul diritto a manifestare.

Sono basita sul serio. E’ proprio un grande spreco.

Ho appena fatto rifare il letto con le lenzuola di seta e oggi mi fiondo alla spa per un percorso benessere. Intanto voi smettetela di giocare e tirate fuori quella mazza, se ce l’avete.

Sugar Lady

Foto: la poliziotta con il manganello rosa è di MyPartyWorld

Apologia del fumogeno

By Cybergeppetto

Un fumogeno lanciato contro l’establishment borghese è un sussulto di rivoluzione e in nessun caso può essere visto come un mezzo di coercizione.

Sui campi di battaglia non si sente ormai da lunga pezza l’odore della polvere da sparo, nelle piazze non più percorse da masse operaie che protestano non si sente più l’odore acre dei perfidi lacrimogeni delle forze dell’ordine e le molotov dei rivoluzionari non s’infrangono coraggiosamente contro gli scudi dei poliziotti.

Lasciategli almeno il fumogeno, l’ultimo incenso dei riti post-sessantottini, ai cavalieri residuati dalle crociate antiborghesi. (altro…)