funerali

Esercito: oggi l’estremo saluto al gen Armentani, addetto militare a Mosca

Generale di Divisione Giovanni ARMENTANISi tengono oggi, venerdì 16 gennaio, alle 11, nella Basilica di Santa Giustina a Padova, i funerali del generale Giovanni Armentani, deceduto a Mosca dove prestava servizio come addetto militare presso l’Ambasciata italiana.

Nato a Taranto il 29 gennaio 1958 e residente da tempo a Cittadella, in provincia di Padova, il generale Armentani lascia la moglie Maria Scapin e i figli Alessandro e Anna, giunti in Italia da Mosca nel pomeriggio di martedì 13 scorso.

Appartenente al 159° corso dell’Accademia militare di Modena, il generale Armentani ha ricoperto, nella sua lunga carriera nell’Esercito, prestigiosi incarichi tra i quali quelli di comandante del 18° reggimento Bersaglieri, di comandante della brigata meccanizzata Granatieri di Sardegna e quello di comandante Logistico Nord, incarico, quest’ultimo, svolto a Padova presso la caserma Salomone.

Innumerevoli le missioni operative svolte all’estero: Libano, Albania, Bosnia – Erzegovina, Kosovo e Iraq; numerosi i riconoscimenti e le decorazioni ricevute: Croce di Bronzo al Merito dell’Esercito, Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana, Medaglia Mauriziana, Medaglia di Bronzo al Merito di lungo comando, Croce d’Oro per anzianità di servizio, la Commendation Medal dell’Esercito degli Stati Uniti d’America e la Gran Croce al merito militare con distintivo bianco dell’Ordine al merito militare del Regno di Spagna.

Il 7 gennaio 2013, l’allora sindaco di Padova, Flavio Zanonato, aveva conferito all’alto ufficiale il sigillo della città.

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Fonte e foto: COMFODI-NORD

Camera ardente col Piero D’Inzeo: il CaSME gen Graziano e il presidente del CONI accolgono la salma. Lancieri di Montebello in uniforme storica. Foto

Questa mattina, 15 febbraio, nella sede centrale del CONI, il Capo di stato maggiore dell’Esercito (CaSME), generale Claudio Graziano, e il presidente di CONI servizi, avvocato Franco Chimenti, hanno accolto l’arrivo della salma del colonnello dell’arma di Cavalleria dell’Esercito e medaglia olimpica Piero D’Inzeo, che si è spento lo scorso venerdì a Roma all’età di 90 anni.

Erano presenti numerosi esponenti della Cavalleria Italiana e del mondo dell’equitazione, che si sono stretti commossi intorno ai familiari del colonnello D’Inzeo, uno dei massimi esponenti dell’equitazione internazionale e indiscusso punto di riferimento per generazioni di cavalieri.

Il generale Graziano ha ricordato che “il colonnello D’Inzeo rappresentava al meglio i valori dello sport, della militarità e del coraggio, ed è stato un riferimento importante per i cavalieri tanto dello sport quanto del mondo militare”, ringraziando infine “il colonnello D’Inzeo per tutto quello che ha fatto a nome del Paese e dell’Esercito”.

Suggestiva la presenza di binomi a cavallo e di cavalieri in uniforme storica del reggimento Lancieri di Montebello a sottolineare l’affetto dell’Esercito a Piero D’inzeo.

La Camera ardente sarà aperta fino alle ore 18.30 di oggi e domani, domenica 16 febbraio, dalle 10.30 alle 14.00.

I funerali si svolgeranno a Roma lunedì 17 febbraio alle 11 presso l’Ippodromo Militare in Via Tor di Quinto n. 118, dove un picchetto d’onore a cavallo del reggimento Lancieri di Montebello (8°) accoglierà l’arrivo della salma.

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Fonte e foto: stato maggiore dell’Esercito

Alpini in lutto, esequie a Roma e messa in suffragio a Bolzano per il capitano Ranzani

In concomitanza con i funerali solenni nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri a Roma, stamane alle 11.30 verrà celebrata a Bolzano una messa di suffragio per il capitano Massimo Ranzani, deceduto servendo il proprio Paese nell’ambito della missione Isaf in Afghanistan occidentale.

La funzione verrà officiata nella chiesa parrocchiale del Centro militare Druso dal cappellano militare don Lorenzo Cottali.

Massimo Ranzani apparteneva al 5° reggimento Alpini di Vipiteno.

Il Tricolore sarà esposto a mezz’asta su tutto il territorio nazionale e nei teatri operativi per tutta la giornata.

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Fonte: Comando Truppe Alpine

Foto: Comando Truppe Alpine

Afghanistan, Isaf: in volo verso al-Bateen l’aereo che riporta in patria la salma del capitano Ranzani

E’ attualmente in volo verso la task force aerea di al-Bateen il C-130 decollato stamattina da Herat alle 7 ora locale afghana con a bordo le spoglie del capitano Massimo Ranzani, deceduto due giorni fa per l’esplosione di un ordigno improvvisato a 25 chilometri a nord di Shindand, nell’Afghanistan occidentale.

L’arrivo a Ciampino è previsto nella serata di oggi, tra le 21 e le 22, con un ritardo di circa dodici ore sul programma a causa di una bufera di neve che imperversa su Herat e che ha ritardato il decollo.

Massimo Ranzani apparteneva al 5° reggimento Alpini di Vipiteno. E’ morto servendo il Paese nell’ambito dell’operazione Isaf (International Security Assistance Force).

I suoi funerali sono previsti domani 3 marzo a Roma, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri.

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Paola Casoli il Blog pubblica oggi la foto di un servitore del Paese morto nell’esercizio delle sue funzioni.

Si tratta di una deroga alla condotta del sito, da sempre consapevole che il dolore della famiglia merita la discrezione e la delicatezza che tali eventi non concedono.

Una deroga dettata oggi dalla necessità di bilanciare l’enfasi con cui i messaggi istituzionali si sono soffermati su una soltanto delle attività svolte in Afghanistan dai nostri soldati – ovvero il supporto umanitario, in questo caso un intervento di carattere sanitario a vantaggio della popolazione locale – che rischia di distorcere il senso di questa professione: Massimo, e chi prima di lui, è morto servendo il Paese.

Foto: Comando Truppe Alpine

Funerali di Stato

bandiera_italia_luttoNausea. Rabbia no, solo nausea. Tanta nausea nei confronti di chi specula su manine tese verso feretri tricolore, su invocazioni alla pace, su cortei più o meno puntuali. E poi questi funerali che per molti versi appaiono come un’appropriazione indebita di lutti privati.

Chi l’ha detto che la bara del mio congiunto debba stare di fronte alle autorità dello Stato? Chi mi impone di trasgredire all’accordo intimo di esequie private? Cosa conta di più di fronte alla morte, l’apparenza o la sostanza?

Domande che si saranno posti in tanti, non importa se coinvolti o meno dalla parentela con i militari italiani di Isaf che hanno trovato la morte a Kabul giovedì scorso.

Un articolo su La Repubblica di oggi ha toccato il punto, facendo riferimento – pur senza approfondire – a “inevitabili schieramenti e formalità”.

Foto: Ansa