Giovanni Fungo

CESIVA: cambio comando tra il gen Scopigno e il gen Minghetti

Venerdì 20 settembre scorso il Comandante del Centro Simulazione e Validazione dell’Esercito (Ce.Si.Va.), Generale di Brigata Manlio Scopigno, ha lasciato il comando del Centro al Generale di Divisione Claudio Minghetti, informa il CESIVA stesso con un comunicato stampa del 20 settembre.

La cerimonia di avvicendamento si è tenuta alla presenza del Sottocapo di Stato Maggiore dell’Esercito e Comandante per la Formazione, Specializzazione e Dottrina dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Giovanni Fungo, e di tutto il personale militare e civile in servizio presso la caserma Giorgi di Civitavecchia.

Al suo arrivo al Ce.Si.Va., il Generale Fungo, dopo aver ricevuto gli onori dal picchetto d’onore e aver salutato la Bandiera d’Istituto, ha presieduto, in qualità di massima autorità militare, alla cerimonia del cambio.

I tempi dettati dal protocollo hanno visto il Generale Manlio Scopigno prendere la parola per ringraziare tutto il personale del Centro per il significativo e professionale contributo fornito nel suo periodo di comando, leggere la formula di riconoscimento del nuovo Comandante, e infine consegnare la Bandiera d’Istituto al Generale Claudio Minghetti, che ha assunto formalmente la carica di Comandante del Centro Simulazione e Validazione dell’Esercito.

La cerimonia, si apprende dal comunicato, è quindi proseguita con un breve intervento del Sottocapo di Stato Maggiore dell’Esercito, il quale, dopo aver evidenziato l’alto profilo professionale dei due Ufficiali Generali, ha espresso al nuovo Comandante ferviti voti per il nuovo e prestigioso incarico e al Comandante cedente le migliori fortune per l’importante incarico estero che a breve assumerà.

La giornata si è conclusa con la firma dell’Albo d’Onore nei locali della sala Convegno Unica del Centro Simulazione e Validazione dell’Esercito.

Il Generale di Divisione Claudio Minghetti è giunto al CESIVA dopo aver ricoperto da luglio 2017 l’incarico di Comandante militare dell’Esercito in Sicilia.

Fonte e foto: CESIVA

 

CESIVA: il Generale di Divisione D’Alessandro lascia il comando al vicecomandante del Centro al Generale di Brigata Scopigno

Ieri, 30 luglio, nella Caserma Giorgi in Civitavecchia, alla presenza del Comandante per la Formazione, Specializzazione e Dottrina dell’Esercito (COMFORDOT), Generale di Corpo d’Armata Giovanni Fungo, della Bandiera d’Istituto e di tutto il personale militare e civile del Centro, si è svolta la cerimonia di avvicendamento del Comandante del Centro Simulazione e Validazione dell’Esercito (Ce.Si.Va.), si apprende da un comunicato stampa dello stesso Centro.

Il Generale di Divisione Roberto D’Alessandro lascia il comando al Generale di Brigata Manlio Scopigno, dal 25 settembre 2017 già Vice Comandante del Ce.Si.Va. e Capo Reparto Esercitazioni, Sviluppo e Sperimentazione.

Nel corso della cerimonia, il Gen. D’Alessandro ha rivolto un cordiale saluto a tutto il personale dipendente ringraziandolo per la concreta collaborazione profusa nei suoi diciotto mesi di comando, ed evidenziando come la fattiva condivisione degli obiettivi abbia fatto del Ce.Si.Va. uno dei centri d’eccellenza della Forza Armata.

La cerimonia è proseguita con la lettura della formula di riconoscimento del nuovo Comandante, quindi con la consegna, da parte del Gen. D’Alessandro, della Bandiera d’Istituto al Gen. Scopigno, il quale il quale ha assunto formalmente il comando del Centro Simulazione e Validazione dell’Esercito.

“L’intervento del Comandante per la Formazione, Specializzazione e Dottrina dell’Esercito, Gen. Giovanni Fungo, – conclude il comunicato stampa – ha infine posto il suggello alla cerimonia. Nel corso del suo discorso ha prima sottolineato l’importante ruolo che il Ce.Si.Va. esercita in ambito Forza Armata nel settore della simulazione addestrativa e del Virtual Training, quindi espresso parole di stima e ringraziamento per l’incisiva azione di Comando profusa dal Generale D’Alessandro”.

Fonte e foto: CESIVA

Una Acies 2019, media day: giornalisti protagonisti di un addestramento nell’addestramento

“È tutto reale… è tutto vero… non c’è niente di inventato… niente di quello che vedi nello show è finto… è semplicemente controllato”. Quasi un Truman Show. Sì, perché lo scenario dove ti trovi è un’esercitazione a fuoco vera, tra tank che sparano e ordigni insidiosi tra le sterpaglie, ma tutto si svolge in una cornice di totale sicurezza, come lo stesso project officer ricorda giustamente a ogni passaggio.

Tutto è sotto controllo. Dall’esplosione sotto un VM a dieci metri dalla tua videocamera, con tanto di nemici cattivi che ne estraggono la radio mentre i buoni restano storditi con la testa a penzoloni sul cruscotto, al volo tattico in CH per arrivare al poligono, dove tre PZH 2000 sparano granate che da vicino diventano un tonfo sordo nello stomaco. Intanto i fucilieri si gridano gli ordini per procedere verso l’obiettivo e neutralizzare il nemico che occhieggia sulle colline sotto forma di una sagoma bianca.

È il media day dell’esercitazione Una Acies 2019, che ha visto una ventina di giornalisti sul campo tra i militari in esercitazione. Insolita davvero questa situazione voluta appositamente dagli organizzatori: “Ho scelto di farvi il briefing introduttivo qui per non annoiarvi tra le quattro mura di un ufficio – spiega il generale Giovanni Fungo, Comandante per la Formazione Specializzazione e Dottrina dell’Esercito (COMFORDOT) – le slide le potrete seguire da là”. E indica un maxischermo in fondo al campo dove siamo stati accompagnati e dove a breve, poco distante, sarebbe stato individuato un ordigno esplosivo improvvisato.

“La presenza dei giornalisti all’interno di ‘Una Acies’ è fondamentale per garantire la massima trasparenza all’attività stessa”, dichiara il Comandante. “Inoltre – ci svela a breve – la vostra presenza diventa molto importante ai fini dell’esercitazione perché siete voi stessi una risorsa addestrativa inconsapevole”. 

“Durante i percorsi organizzati in questo Media Day – continua il gen Fungo nel briefing inaspettatamente campale – voi operatori della comunicazione avrete l’opportunità di entrare a contatto con i nostri frequentatori, situazione in cui il personale in addestramento si troverà spesso nell’adempimento delle rispettive missioni future. I nostri militari interagiranno con professionisti della pubblica informazione mettendo in pratica le capacità apprese”.

Una Acies, un’unica schiera. È il motto dell’Accademia Militare di Modena ed è anche il nome di una serie di esercitazioni militari annuali che coinvolgono, quest’anno, più di 1.400 Allievi degli istituti di formazione dell’Esercito, provenienti dalla Scuola di Applicazione di Torino, dall’Accademia Militare di Modena, dalla Scuola Sottufficiali di Viterbo, dalla Scuola Militare Nunziatella e dalla Scuola Militare Teuliè.

“Qui formiamo soldati”, sottolinea il gen Fungo. “Grazie al modulo addestrativo Una Acies, marescialli, allievi dell’Accademia, ufficiali frequentatori della Scuola di Applicazione e allievi ufficiali delle Scuole Militari, si addestrano insieme per testare le proprie capacità individuali all’interno di una squadra”.

E alla fine delle attività, che durano cento giorni, anche una gara conclusiva, la Gara dei plotoni: chi vince il trofeo Una Acies si aggiudica la competizione annuale più coinvolgente degli istituti di formazione. Tra le prove finali, anche “il trasporto di un simulacro di tronco da 180 chili, trasportato da otto persone su un circuito di 1.800 metri: chi prima arriva, vince il trofeo Una Acies”, spiega il tenente colonnello Pasquale Cersosimo, il project officer dell’esercitazione.

Intanto sul campo del briefing con il Comandante, dopo la messa in sicurezza dell’area in cui è stato ritrovato l’ordigno (IED, in “militarese”, che sta per Improvised Explosive Device), e dopo che il drone proprio sopra la tua testa viene intercettato e messo fuori uso da quelli che credi essere ragazzini al computer con i loro videogame – e invece sono esperti informatici che eludono attacchi cyber, ecco che ti viene fatto il controllo degli zaini e ricevi la carta di imbarco. Al poligono si va in elicottero, con il CH-47F dell’Aviazione dell’Esercito (AVES). Pronti al volo? Briefing di sicurezza prima di salire la rampa e poi via, verso il poligono di Monte Romano.

Qui capisci cosa sia l’artiglieria quando spara. Anche se hai le cuffie dell’elicottero – “caution! hearing protection required!” – lo capisci lo stesso molto bene.

Tra gli equipaggi che scendono dai PZH 2000 dopo i tiri, pronti per essere intervistati, si schierano anche gli istruttori. “Senza di loro, senza gli uomini – sottolinea il gen Fungo – il PZH sarebbe solo un pezzo di ferro”.

E ti rendi conto che in cinque settimane di addestramento un carro diventa un giocattolo nelle mani di questi specialisti: “apri il comparto delle cariche di lancio – ti spiegano dentro il mezzo, dove non si soffre di claustrofobia e neanche per i fumi degli spari – inserisci il modulo, chiudi l’otturatore, dai il consenso al fuoco e poi non rimane altro che premere il pulsante e il proietto parte”. Sì, insomma, sembra un gioco da ragazzi: la tranquillità e la precisione di questi militari è sicuramente la cifra della validità della formazione impartita.

Se non ti è chiaro dove arrivino i colpi e che effetto facciano, c’è la visita all’osservatorio. Una bellissima vista sulle colline del Viterbese, con gli ulivi sullo sfondo e il frinire delle cicale nei 30 gradi di luglio: è qui che si apre la vetrata dell’osservatorio militare che controlla l’arrivo e l’esplosione dei colpi sparati da qualche chilometro più in là. Monitor, annunci che sembrano messaggi in codice, mappe, tabelle e manuali di tiro. Da qui passa tutta l’attività che viene svolta in poligono, con l’ausilio di una centralina (SAO, stazione acquisizione obiettivi) che rileva le coordinate con estrema precisione, come spiegano nel dettaglio gli stessi soldati esercitati.

C’è giusto il tempo per stupirsi dell’attività dei panificatori della Scuola di Commissariato di Maddaloni, posizionati con i loro forni campali dietro all’osservatorio, prima di una shakerata in CH verso la Scuola di Fanteria di Cesano.

Ma la vera sorpresa, più che il volo tattico sulla campagna romana, è l’arrivo del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale Salvatore Farina, direttamente sul campo di esercitazione del Centro Addestramento Tattico (CAT) di Cesano mentre i soldati si stanno esercitando con il programma SIAT (Sistema Integrato Addestramento Terrestre) nella fase live. Mezzi, munizioni e soprattutto soldati reali in una simulazione che puoi seguire su uno schermo con una cocacola nel bicchiere: gli obiettivi colpiti, siano uomini o mezzi, ti compariranno in fiamme sul monitor, mentre ogni soldato ha un nome e si muove in modo fluido nello schermo.

E qui il dilemma: ma non sarà conveniente utilizzare esclusivamente la simulazione per esercitare i militari piuttosto che armi e carburanti?

“Questa è una delle 26 aree che rientrano nelle Caserme Verdi”, spiega il gen Farina, facendo riferimento a un progetto che riguarda uno sviluppo innovativo teso a rinnovare in venti anni il patrimonio immobiliare dell’Esercito, realizzando basi militari di nuova generazione destinate a razionalizzare i costi di manutenzione.

Ma non vanno confuse l’attenzione alla sicurezza e alla tutela dell’ambiente, costantemente ribadite anche dalla condotta delle attività esercitative, con la necessità di mettersi alla prova con esercitazioni a fuoco: l’ausilio della simulazione virtuale è certo conveniente e green, ma il coinvolgimento psicologico è da provare sul campo, tra i botti degli spari.

Se ne ha una prova nell’assistere alle dimostrazioni di MCM, il Metodo di Combattimento Militare che mutua dalle arti marziali prese e proiezioni di attacco e difesa.

Il fattore psicologico viene esercitato e messo alla prova costantemente nella fase di esercitazione, soprattutto nella livex. Le stesse caratteristiche del programma Forza NEC – Soldato Sicuro, pur con tutti gli assetti ipertecnologici, fanno affidamento e si basano proprio sul fattore umano.

Quello stesso fattore su cui ha puntato il gen Fungo nel media day della Una Acies, mettendo i giornalisti a contatto con i militari esercitati nel luogo dell’esercitazione: “Avrebbe potuto andare bene, ma anche male. Invece oggi è andato tutto benissimo”.

“Voi giornalisti siete stati i protagonisti di un addestramento nell’addestramento che non potremmo avere altrimenti”.

PC

La Scuola di Applicazione firma intesa con lo United Nations System Staff College per il settore formazione

“Nella splendida cornice della biblioteca monumentale di Palazzo Arsenale a Torino, sede del Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito, – scrive la stessa Scuola in un comunicato stampa del 28 giugno – ha avuto luogo la firma dell’Intesa Tecnica per la ‘Cooperazione nel settore della Formazione’ tra l’Esercito Italiano, rappresentato dal Gen. C.A. Giovanni Fungo, Comandante per la Formazione, Specializzazione e Dottrina dell’Esercito, e lo UNSSC (United Nations System Staff College) con sede a Torino, rappresentato dal suo Direttore il Dott. Jafar Javan”.

L’intesa tra le due istituzioni nasce dal riconoscimento della specifica expertise che l’Esercito Italiano possiede per la trattazione di tematiche afferenti al peacekeeping, con particolare riferimento al settore del Post Conflict Management, sottolinea il comunicato.

Nell’ambito della funzione formativa, il Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito è in grado di offrire una formazione mirata, basata su insegnamenti specifici, rivolta contestualmente sia alle componenti civili sia a quelle militari, nazionali e straniere, al fine di accrescere la preparazione specifica nel settore S&R (Stabilizzazione e Ricostruzione); sviluppare sinergicamente competenze, sia operative sia tattiche, in un quadro di mutua cooperazione; elevare il livello di conoscenza reciproca dei ruoli e delle competenze al fine di facilitare il lavoro da svolgere successivamente sul campo.

Allo stesso modo lo UNSSC potrà garantire per l’Esercito Italiano una significativa varietà di corsi per la formazione avanzata di personale selezionato.

Lo scopo dell’intesa tecnica è di promuovere la cooperazione bilaterale nel campo della formazione avanzata, con l’obiettivo di soddisfare le reciproche necessità in merito all’impiego del personale nei moderni scenari operativi.

Per raggiungere questo scopo le due istituzioni agiranno nel rispetto dei propri doveri e impegni istituzionali, al fine di incoraggiare, facilitare e sviluppare la cooperazione.

“L’Intesa Tecnica tra l’Esercito Italiano e lo UNSSC segna l’avvio di una importante sinergia tra le due Istituzioni creando a Torino un polo formativo per i professionisti militari e civili di settore, che rappresenta un unicum nel panorama nazionale ed internazionale”, conclude il comunicato.

Fonte e foto: Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito

Scuola di Applicazione: 20 anni in Kosovo, con i generali Del Vecchio, Fungo e Cuoci relatori del seminario

Si è svolto nel pomeriggio di ieri, 20 maggio, nell’aula magna di Palazzo Arsenale a Torino, sede del Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito, un seminario sulla missione in Kosovo (KFOR). Ne ha dato notizia con un comunicato stampa lo stesso Comando.

La missione KFOR è un’operazione di peacekeeping, a cui i soldati italiani stanno contribuendo a partire dal 1999.

Relatori del seminario sono stati tre ex Comandanti della missione: il Generale Mauro Del Vecchio, primo Comandante del contingente italiano; il Generale Giovanni Fungo, Comandante della Formazione, Specializzazione e Dottrina dell’Esercito e ventunesimo comandante di KFOR, e il Generale di Divisione Salvatore Cuoci, Comandante del Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito e ventiduesimo Comandante del contingente in Kossovo.

Moderatori dell’evento, si apprende, il Colonnello Franco Di Santo, vicecapo Ufficio Storico dello Stato Maggiore Esercito, e il professor Giovanni Cerino Badone, docente di storia militare. Gli Ufficiali Generali hanno raccontato le loro esperienze, sia personali che di Comandanti in terra kosovara, ai giovani ufficiali della Scuola di Applicazione.

Dopo una accurata e precisa ricostruzione storica degli eventi che portarono all’intervento italiano e una puntuale descrizione dello svolgimento della missione da parte del professor Cerino Badone e del Colonnello di Santo, i relatori hanno raccontato la loro esperienza arricchendo il dibattito con aneddoti e particolari poco noti ai più.

Molte e variegate sono state poi le domande da parte della platea. Si è spaziato dalla visione dell’opinione pubblica italiana sulla partecipazione alla missione, alle problematiche logistiche e di comando con un Esercito che alla fine degli anni Novanta sperimentava ancora il passaggio dal servizio di leva al soldato professionista.

Lo stesso Comandante del Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione, Gen Cuoci, nel ringraziare gli illustri relatori, ha sottolineato l’importanza per la formazione dei giovani ufficiali della scuola di far proprie le esperienze di chi li ha preceduti e di quanto sia fondamentale la conoscenza della storia recente di un paese per la comprensione delle complesse dinamiche politiche, religiose e sociali e riuscire così a operare al meglio come soldati in terra straniera.          

Fonte e foto: Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito

Scuola Sottufficiali: il XXI corso Esempio ha prestato giuramento solenne. Foto

Si è svolta oggi, 12 aprile, nella Scuola Sottufficiali dell’Esercito di Viterbo, la cerimonia di giuramento dei 109 Allievi Marescialli, dei quali 13 donne, appartenenti al XXI Corso Esempio. È la stessa Scuola a darne notizia con un comunicato stampa.

Gli Allievi Marescialli hanno gridato “LO GIURO!” alla presenza del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina; del Comandante per la Formazione, Specializzazione e Dottrina dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Giovanni Fungo; del Comandante della Scuola Sottufficiali dell’Esercito, Generale di Brigata Pietro Addis, e delle principali autorità civili, religiose e militari.

“Significativa e molto sentita la partecipazione dei familiari degli Allievi, provenienti da tutta Italia, che hanno preso parte all’emozionante cerimonia”, sottolinea la Scuola.

Il Gen Farina, rivolgendosi agli Allievi Marescialli del XXI Corso, ha ricordato la solennità del giuramento appena prestato e “i principi di amor di Patria, onore e senso del dovere su cui si fonda l’agire dell’Esercito e che devono guidare i futuri Sottufficiali nel servire il Paese e i cittadini tutti”. Ha, inoltre, sottolineato quanto la “Forza Armata, oggi, necessiti di Marescialli determinati, responsabili del proprio team, capaci di assumere decisioni tempestive e di trasmettere entusiasmo al proprio personale attraverso una competenza professionale ad ampio spettro”. 

Nel corso del triennio formativo, la Scuola Sottufficiali dell’Esercito forma i futuri comandanti di plotone, una figura professionale che racchiude in sé sia competenze umanistiche, per una corretta gestione delle risorse umane, sia competenze tecniche, per il migliore utilizzo degli strumenti tecnologici, fondamentali per il “soldato sicuro” del terzo millennio, conclude il comunicato.

Fonte e foto: Scuola Sottufficiali dell’Esercito

 

Scuola di Fanteria: cerimonia di cambio comando, il gen Mingiardi passa le consegne al gen Faraglia. Foto

“Con l’odierna cerimonia di passaggio di consegne, il Generale di Divisione Massimo Mingiardi, dopo più di 3 anni al Comando della Scuola di Fanteria, ha lasciato la guida dell’Istituto al Generale di Brigata Giuseppe Faraglia, già Comandante del Centro Addestramento Volontari”, fa sapere la stessa Scuola con un comunicato stampa di oggi, 29 marzo.

Alla cerimonia, presieduta dal Comandante per la Formazione Specializzazione e Dottrina dell’Esercito (COMFORDOT), Generale di Corpo d’Armata Giovanni Fungo, sono intervenuti il Presidente della XV^ Circoscrizione, dott Marco Simonelli, accompagnato dal Gonfalone della Città di Roma Capitale; numerose autorità militari, civili e religiose e i rappresentanti delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma.

Durante il suo intervento, il Generale di Corpo d’Armata Fungo, ha espresso gratitudine e apprezzamento alla Scuola di Fanteria per l’esemplare lavoro svolto, sottolineando, in particolare, i molteplici traguardi raggiunti dall’istituto durante la guida del gen Mingiardi.

Il Comandante cedente, ringraziando tutto il personale presente, ha ricordato i principi ispiratori dell’attività formativa e addestrativa della Scuola: “Addestramento duro intenso con valutazioni oggettive. Una formazione fondata sull’etica, sull’esempio, che tutti voi avete dimostrato in questi tre anni. Innovazione e tecnologia: qui alla Scuola di Fanteria abbiamo tutti i mezzi che sono in dotazione alla Fanteria e addestriamo gli uomini con questi mezzi, e infine dottrina e simulazione grazie alla presenza all’interno della Scuola di uno dei tre centri di simulazione dell’Esercito”.

Il gen Mingiardi è destinato a ricoprire l’incarico di Capo di Stato Maggiore del Comando per la Formazione, Specializzazione e Dottrina dell’Esercito.

La Scuola di Fanteria dell’Esercito Italiano è l’Istituto responsabile della preparazione di base dei militari della Forza Armata, della specializzazione per gli incarichi dell’Arma di Fanteria e dello svolgimento di corsi per Istruttori ad alta valenza operativa.

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Fonte e foto: Scuola di Fanteria

Teuliè: giurano gli 86 allievi del corso Musso III

Si è svolta sabato mattina, 23 marzo, in Piazza Duomo a Milano, la cerimonia di giuramento di fedeltà alla Repubblica Italiana degli 86 allievi del 1° anno della Scuola Militare Teuliè, ha fatto sapere la stessa Scuola con un comunicato stampa.

L’atto solenne, suggellato con la tradizionale formula del “Lo giuro”, è stato rimarcato dalla presenza del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito (CaSME), Generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina; del Comandante per la Formazione, Specializzazione e Dottrina dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Giovanni Fungo, e del Comandante del NATO Rapid Deployable Corps-Italy (NRDC-ITA), Generale di Corpo d’Armata Roberto Perretti, ma soprattutto dai tanti familiari e amici dei giovani cadetti accorsi per questo significativo evento.

Alla cerimonia hanno preso parte numerose autorità civili, militari e religiose nonché i Labari delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma e i Gonfaloni della città metropolitana di Milano e della Regione Lombardia. Presente anche il Sergente Andrea Adorno, decorato di medaglia d’oro al valore militare ed esempio prezioso di elevate virtù militari e umane che ha formulato un indirizzo di saluto agli allievi.

Il CaSME, gen Farina, dopo aver ringraziato le autorità intervenute, rivolgendosi agli allievi del corso Musso III ha sottolineato: “è stata grande l’emozione che ho provato al vostro grido con cui avete appena prestato il giuramento al cospetto del Tricolore, il vessillo che racchiude tutti i valori fondanti della nostra identità. Con questo gesto avete suggellato la vostra fedeltà alla Patria, divenendo servitori dello Stato, delle sue Istituzioni e del Popolo Italiano”.

Nel rivolgersi ai genitori ha poi aggiunto: “la strada intrapresa dai vostri figli è sicuramente non comune e comporta il sacrificio della vicinanza fisica, a volte dell’apprensione, che da genitore ben conosco, e che si concretizza nell’impossibilità di condividere la quotidianità cui eravamo abituati fino a ieri”.

Nel corso della cerimonia, accompagnata dalla musica della fanfara dell’11° reggimento Bersaglieri, il Comandante della Scuola Militare Teulié, col Daniele Pepe, ha riconsegnato al Sindaco del Comune di Milano, Giuseppe Sala, il Primo Tricolore simbolo delle “Cinque Giornate” di Milano, che quest’anno celebra il 171° anniversario.

La Scuola Militare Teuliè, Liceo d’élite dell’Esercito, offre mediante un concorso pubblico la possibilità a tutti i ragazzi e le ragazze che abbiano concluso con esito positivo il secondo anno dei Licei classico e scientifico di proseguire il triennio di studi. È proprio di questi giorni la pubblicazione del bando di concorso per l’ammissione all’anno scolastico 2019 – 2020.

L’Istituto garantisce una vasta e profonda preparazione particolarmente attenta al completamento di tutti i programmi didattici previsti dal MIUR, includendo nel percorso formativo discipline che favoriscono il processo di formazione etico – morale, culturale e fisica degli allievi mediante l’applicazione di un codice di comportamento ispirato alle regole militari.

La trasversalità della cultura militare è presentata agli allievi come piattaforma educativa sulla quale s’innestano valori e conoscenze necessarie allo sviluppo di competenze che saranno spendibili in qualsiasi contesto. Negli oltre 200 anni di vita si è confermata un’indiscussa eccellenza che ha formato e continua a formare centinaia di giovani sia nell’ambito militare sia nel mondo civile, quali politici, uomini di cultura, industriali, diplomatici, “ma, sempre e comunque, cittadini esemplari”, conclude il comunicato.

Fonte e foto: Scuola Militare Teuliè

SSSD on Tofalo: “la Cecchignola è area strategica per Esercito e Difesa”

“Il comprensorio militare della Cecchignola è un’area strategica per l’Esercito e la Difesa e soprattutto molto importante, in termini di indotto economico, per Roma Sud”, ha detto il Sottosegretario di Stato alla Difesa (SSSD) on Angelo Tofalo, che oggi, 27 novembre, ha visitato questa “realtà militare eterogenea” dove convivono 36 reparti e comandi di cui 10 interforze.

A riferirlo un comunicato stampa del responsabile della comunicazione del Sottosegretario, che riporta la dichiarazione dell’on Tofalo: “La Cecchignola si può immaginare come un piccolo comune dove il ‘sindaco’, rappresentato dal Comandante del comando formazione specializzazione e dottrina dell’Esercito (COMFORDOT), il Generale di Corpo d’Armata Giovanni Fungo, amministra l’attiva comunità che risiede all’interno dell’area militare”.

Nel corso di un briefing il sottosegretario Tofalo ha avuto modo di approfondire le principali attività che impegnano i militari e di conoscere i comandanti delle unità e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali, si apprende.

L’intero comprensorio rientra nel piano “Caserme verdi”, spiega il comunicato stampa, che prevede la realizzazione di varie tipologie di alloggi: il progetto sarebbe stato già presentato e sono in corso le indagini preliminari per avviare i bandi di gare per la realizzazione dei lavori.

Nel dettaglio si apprende che sono previsti oltre 700 alloggi di classe energetica A+ a bassissimo impatto ambientale e aree servizi che saranno aperte alla popolazione civile: un progetto “dual use” innovativo e di alto spessore che prevede anche l’espansione dell’area sportiva a beneficio di civili e militari.

Fonte: Cap Massimiliano Rizzo Addetto Stampa del Sottosegretario di Stato alla Difesa On Angelo Tofalo

Foto: @AngeloTofalo

COMLOG e COMFORDOT cambiano i vertici: il gen Figliuolo e il gen Fungo subentrano ai colleghi De Leverano e Serino

Doppio cambio a due dei vertici dell’Esercito: ieri mattina, 7 novembre, il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina, ha presieduto la cerimonia di avvicendamento alla guida del Comando Logistico dell’Esercito (COMLOG) e del Comando per la Formazione, Specializzazione e Dottrina dell’Esercito (COMFORDOT), ha fatto sapere con una nota stampa il COMLOG.

Svoltasi all’interno dell’aula magna del Comando dei Supporti Logistici della Cecchignola, la cerimonia ha sancito il passaggio di consegne tra il Generale di Corpo d’Armata Luigi Francesco De Leverano e il parigrado Francesco Paolo Figliuolo (già Capo Ufficio Generale del Capo di Stato Maggiore della Difesa) per il COMLOG e, tra il Generale di Corpo d’Armata Pietro Serino e il collega Giovanni Fungo (ad interim) per il COMFORDOT.

Il gen Farina, nel salutare tutti i convenuti alla cerimonia, ha ringraziato i due Generali cedenti (De Leverano e Serino) per l’impegno e i risultati ottenuti nel periodo i cui sono stati alla guida dei rispettivi comandi e ha augurato, ai subentranti (Figliuolo e Fungo), di proseguire nella scia dei positivi obiettivi raggiunti dai predecessori con altrettanti ottimi traguardi.

Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, nella sua allocuzione, si è soffermato sull’importanza della logistica unitamente alla essenzialità della formazione e preparazione militare sin dai primi giorni di arruolamento di ogni militare.

Il gen Farina ha poi evidenziato come la cerimonia abbia racchiuso due delle aree fondamentali della Forza Armata: la componente logistica e la formazione.

L’Esercito è una componente importantissima del Sistema Paese che basa la propria capacità operativa sulla componente umana: vero fulcro della Forza Armata.

Agli uomini in uniforme, devono essere indirizzati tutti gli sforzi possibili per garantire un adeguato sostegno logistico e una corretta preparazione e formazione professionale per poter essere, in futuro, sempre più pronto, con capacità di operare in ambito interforze, internazionale e aderente alle esigenze del Paese anche in caso di pubbliche calamità.

Il gen De Leverano, nel suo intervento, ha ringraziato per il supporto fornito tutto il personale dell’area logistica dell’Esercito, “ricca di pregiate professionalità militari e civili”, che nel corso del suo mandato ha “imparato a conoscere e apprezzare”.

Il gen Serino, che si appresta a ricoprire l’incarico di Capo del Gabinetto del Ministro della Difesa, nel suo discorso di commiato, dopo aver ringraziato il personale, i Comandanti dipendenti ed il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, si è soffermato nel rimarcare brevemente le tappe percorse nei 21 mesi che lo hanno visto al Comando per la Formazione, Specializzazione e Dottrina dell’Esercito, concludendo con un sincero augurio di buon lavoro al Comandante subentrante.

Fonte e foto: COMLOG