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NRDC-ITA: new website, new social media profiles in accordance with Nato communication openness

NRDC-ITA_new websiteThe more you communicate, the more efficient your message will be: it is very hard to get away with this principle, particularly when it comes to succeed in communicating in our contemporary social media era.

In accordance with the growing weightiness of new ways of communication, and keeping an eye on the increasing importance of daily narrative in order to bridge any gap between military and civil audience, Nato’s approach looks more and more keen to interface with the internet and web interaction.

Following this point of view, the NATO Rapid Deployable Corps-Italy (NRDC-ITA), based in Ugo Mara Barracks in Solbiate Olona, Varese, has developed a new website, enhanced by new social media profiles as well.

NRDC-ITA_facebook“This new asset will complete the spectrum of the NRDC-ITA information activity, according to the NATO’s broader approach to communication”: here is the stance of NRDC-ITA Public Affairs Office, which is still working on the new website in order to get it at the ultimate upgrade.

NRDC-ITA is currently involved in operational-level exercise Trident Jaguar 2015, a joint military exercise aimed to turn NRDC-ITA into a Joint Task Force HQ (JTFHQ) and to provide an excellent preparation and coordination of effort for the upcoming scheduled final phase in Stavanger, Norway.

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Trident Jaguar 2015

NRDC-ITA

NATO and Social Media

Ph: PAO NATO website and social media

NRDC-ITA_google+

La Difesa a portata di smartphone

Dopo il lancio dei social network, la Difesa fa il suo ingresso anche sui dispositivi mobili, si apprende dal ministero della Difesa.

Da ieri, infatti, risulta scaricabile dagli store di Apple e di Google l’App NewsDifesa, grazie alla quale tutte le notizie e le informazioni principali, presenti sul portale www.difesa.it, saranno ora disponibili anche per smartphone e tablet con sistema operativo iOS e Android.

L’iniziativa è stata studiata per valorizzare e diffondere le informazioni e le attività del ministero, oltre che per offrire a un numero crescente di utenti di smartphone e tablet la possibilità di entrare nel mondo della Difesa mediante un’interfaccia grafica che consenta una navigazione intuitiva e veloce.

In particolare, all’accesso verranno  visualizzate le notizie relative alle sezioni Primo Piano, News, Notizie dai Teatri e Concorsi.

Per ogni sezione, l’App mostrerà le ultime 50 notizie e avvertirà l’utente, tramite un messaggio, dell’avvenuto inserimento di nuove notizie, cancellando automaticamente le più datate.

Le notizie e le immagini a esse correlate potranno essere visualizzate nel dettaglio, e postate sui social network, come Facebook e Twitter, oppure segnalate tramite email.

Fonte: ministero della Difesa

Foto: www.difesa.it

Chiedete a Mister Google o al Signor Wikipedia

La memoria collettiva ai tempi di Internet

By Cybergeppetto

Quando mi chiedono una cosa che non so, rispondo semplicemente: “Chiedete a Mister Google!”.

Mr.Google ha un amico, il Signor Wikipedia, sempre in cima alla lista delle ricerche che si fanno con il più diffuso motore di ricerca, ha un sacco d’informazioni, ma sei vai a verificarle trovi un sacco di errori.

Facciamo un esempio, se andate a cercare “partecipazioni statali”, Google vi manda a una pagina di Wikipedia piuttosto striminzita che, dopo un pistolotto sul periodo fascista, liquida la questione come se si trattasse di una bazzeccola.

L’Italia è, invece, l’unico Paese al mondo in cui si siano sprecate quantità immense di denaro per realizzare un’economia indegna di tale nome perché si è trattato di populismo, clientelismo e malaffare.

I soloni del periodo fascista e della prima repubblica hanno cercato di convincere gli italiani che l’intervento in economia dello Stato avrebbe creato lavoro e ricchezza, una sorta di via italiana all’economia pianificata che ha realizzato isole di comunismo reale spazzate via dai cicli economici.

Qualcuno potrebbe dire che è una storia vecchia, vale la pena di ricordare che lo Stato è ancora oggi azionista/proprietario delle Ferrovie e di un numero incredibile di aziende, tra le quali spiccano le cosiddette “municipalizzate”. In anni passati abbiamo venduto a prezzi di realizzo aziende come l’ENEL, oppure abbiamo chiuso aziende ormai dissestate come la vecchia Alitalia.

Personalmente non ho nulla contro Google o Wikipedia, anche se si potrebbero fare moltissimi altri esempi del genere, il fatto è che ritengo che si debba evitare che la nostra memoria sia come una chiavetta USB in cui i file ce li mette qualche monopolista dell’informazione. Basta guardare più giù nella lista di Google e si trova molto altro, anche se bisogna sempre attenti a separare la lana dalla seta, ci sono sempre interessi che nascondono verità scomode e lo fanno in maniera molto sottile e blaterando a vanvera di democrazia e libertà.

Nel corso degli anni ho imparato a diffidare di quelli che passano le loro giornate a spiegarmi qual è il problema più importante da seguire, di solito sono persone che, prezzolate o meno, hanno ricevuto il compito di nascondere cose che spiacciono agli oligarchi che manovrano i media, internet incluso.

Chi gestisce un motore di ricerca ha un potere smisurato, può togliere voce a una verità semplicemente perché qualcuno lo paga e tutti dobbiamo campare e abbiamo bisogno di risorse. Non c’è più bisogno di mentire, basta parlare d’altro, basta “indicizzare” un sito piuttosto che un altro, basta nascondersi dietro un algoritmo, basta celarsi dietro il fumo delle formule di statistica.

Quando l’utilizzatore dei media mette in moto il suo cervello, semplicemente facendo appello ai suoi ricordi, il gioco viene fuori in tutta la sua falsità, ora che ci sono i social media si può sempre dire la propria, bisogna solo avere la pazienza di perderci un po’ di tempo, anche per contrastare l’attivismo dei bugiardi, quelli che hanno imparato a nascondere invece di mentire e a ripetere ossessivamente la stessa solfa ogni due minuti sulla rete.

Cybergeppetto

p.s. “Signora maestra, mi da una chiavetta USB per fare la ricerca?”. “Lo farei molto volentieri, cara, ma i tuoi genitori non hanno voluto farti installare la porta USB in testa, temo che dovrai farla da sola…”

Foto: gfnews.it

Il Pentagono si appassiona ad Android

Buone notizie per gli androidini: ora il Pentagono comincia ad aprire le porte alla versione 2.2 del sistema operativo Android di Google.

A comunicarlo tra gli altri è telefonino.net in un articolo dello scorso 29 dicembre 2011, che riferisce della nuova apertura del Dipartimento della Difesa americano.

Nella sua recente Security Technical Implementation Guide, si apprende, il Dipartimento della Difesa ha approvato l’utilizzo di device Android  da parte dei suoi dipendenti.

Tuttavia qualche limitazione c’è ancora. Infatti l’unico smartphone attualmente qualificato è il Dell Venue che, secondo le direttive, deve utilizzare Android in versione 2.2 e non avere l’Android Market installato, mentre l’accesso al web è consentito solo tramite un proxy server.

E’ comunque un segnale interessante per tutti gli androidini: una mossa che consentirà l’uso di device diversi dai soliti smartphone Blackberry, imperanti nel settore grazie alla sicurezza offerta.

In più, la Defense Information Systems Agency sta esaminando anche gli iPhone e gli iPad, finora non approvati a causa dell’”ecosistema strettamente controllato da Apple”, un protocollo che rende difficile l’installazione dei software di sicurezza previsti dal Dipartimento.

Tag smartphone in Paola Casoli il Blog

iPad per le Forze Armate di Singapore (7 luglio 2011)

Applicazioni per smartphone sul campo di battaglia (24 maggio 2011)

Fonte: telefonino.net, tuttoandroid.net

Foto: android.hdblog.it

Applicazioni per smartphone sul campo di battaglia

Applicazioni compatibili con vari sistemi operativi per smartphone, quali l’iOS di Apple, l’Android di Google e il Windows 7, sono destinate a rivoluzionare il campo di battaglia e il modo di combattere dei militari.

Una guerra di pollici, ovvero sulla punta delle dita che spostano icone e comunicano dati in tempo reale con i propri comandanti via smartphone. E’ la definizione che Armed Forces Int’l dà della fusione tra i progressi della tecnologia in tema di mobile communications e i crescenti bisogni dei militari al fronte.

Queste nuove applicazioni, in studio ormai da un anno con il nome di Apps for the Army, sono considerate un aiuto al comandante in area, in quanto forniscono l’esatta posizione e il movimento dei militari sul terreno.

Ma non si tratta solo di mappe e posizioni fornite con il rilevamento satellitare, come ha potuto testare la 82nd Airborne Division con un prototipo basato su Android e ricavato da due diverse applicazioni, la TIGR Mobile (Tactical Ground Reporting) e il GPS mapping JBC-P Handheld (Joint Battle Command –Platform).

Anche la foto di un militare ferito inviata in tempo reale al medico di turno permette di prestare le primissime cure sul posto nel modo più adeguato, preservando il ferito da eventuali ulteriori danni.

Se mapping e trasmissione di immagini sono ormai davvero comuni e non fanno più notizia, come anche il reclutamento e il training dei militari, o il disaster relief e la rivelazione di minacce sul terreno, maggior curiosità desta ora l’applicazione dedicata al rilevamento delle condizioni psichiche dei soldati al fronte.

Il T2 Mood Tracker è un’applicazione Android e iOS che permette il monitoraggio delle condizioni emotive dei militari impegnati sul campo di battaglia.

L’inserimento dei dati relativi ai propri sentimenti e al proprio stato mentale permette di creare un portfolio emotivo che mette in luce sul nascere eventuali problemi o disturbi, quali il temuto Post-Traumatic Stress Disorder (PTSD).

Le potenzialità nel campo delle applicazioni sono innumerevoli, lo stesso programma Apps for Army ha messo in luce 150 diversi progetti in dodici mesi.

Resta però sempre il problema della sicurezza nella trasmissione dei dati, appurato ormai che lo smartphone è diventato strumento indispensabile sul campo di battaglia.

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Fonte: Armed Forces International

Foto: Armed Forces International